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TWF - Tex Willer Forum
Pedro Galindez

[307/309 ] Il Ritorno Della Mano Rossa

Voto alla storia  

18 members have voted

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Soggetto e sceneggiatura: C. Nizzi
Disegni: Jesès Blasco
Periodicità mensile: Maggio 1986 - Luglio 1986
Inizia nel numero 307 a pag. 59 e finisce nel numero 309 a pag. 43




Ad Amarillo, riappare la Mano Rossa! Un agente della Pinkerton, che indaga sulla banda sotto la falsa identità di giornalista del Morning Star, viene trucidato e Tex viene attirato dall'assassino in una trappola. I membri della nuova Mano Rossa vengono messi in pericolo da un loro stesso compare, il bieco Stillman, l'omicida di Mac Lean. Il killer nutre, per segreti motivi, un odio personale verso Tex e lo attira in paese per eliminarlo. Stillman fallisce e i suoi complici, incolpandolo di aver provocato un gran vespaio, gli infliggono una solenne punizione a base di frustate. All'associazione segreta, guidata da un ignoto Primo Fratello, non resta ormai che cercare di sbarazzarsi dei pards! Chi è davvero Stillman, il tagliagole della Mano Rossa che odia a morte Tex? Quale volto si cela sotto il cappuccio del Primo Fratello della criminosa associazione? E perchè la cricca ha adottato lo stesso nome di una gang sgominata anni prima da Willer? La soluzione del caso consegna ad Aquila della Notte tutte le risposte.



© Sergio Bonelli Editore

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"Il ritorno della "Mano Rossa"" è la prima storia di Tex che sia stata affidata ad un disegnatore straniero; il risultato, bisogna dire, è piuttosto buono: Jesus Blasco disegna infatti con precisione ed accuratezza, ricreando molto bene il piccolo mondo di una cittadina del West ( Amarillo nel Texas, in questo caso ); anche le scene d'azione sono risolte in maniera adeguatamente dinamica. Più ricca di difficolt? per il disegnatore spagnolo è la resa dei volti dei due pards ( Tex e Carson; curiosamente, per quel che mi risulta, su "Tex" Blasco non ha mai dovuto disegnare Kit Willer e Tiger ), in particolare per quanto riguarda Carson, che è effettivamente un po' curioso con quei capelli lunghi che sembrano perennementi unti nell'olio. Per quanto riguarda invece Tex, IMHO le critiche sono invece meno fondate: dopo le primissime vignette nel n. 307, in cui Blasco occhieggia un po' a Ticci ( e dove si ha un volto di Tex ricalcato su quelli di Galep, che pare proprio rifatto in redazione; anche i volti "ticciani" potrebbero del resto essere frutto di un intervento redazionale ), il volto del nostro ranger viene fuori in maniera personale ( seppure ispirata vagamente al modello di Erio Nicol' ) ed apprezzabile, anche se i suoi lineamenti sono "spagnolizzati" in maniera minima, ma percettibile; in ogni caso il risultato è gradevole, e a mio avviso infinitamente preferibile ai Tex di altri disegnatori spagnoli, come Font, De La Fuente e persino a certe versioni del Tex di Ortiz. Per quanto invece riguarda la storia, si tratta di un "western cittadino" in versione "gialla", che Nizzi insaporisce con qualche riferimento alla primissima storia di Tex ( il nome della gang che il ranger affronta riprende quello della prima organizzazione criminale da lui combattuta; inoltre

nel n. 308, mentre Tex e Carson dormono, il direttore dell'albergo che li ospita, membro dell'organizzazione criminale, cerca di liquidarli mettendo in camera loro una cesta con dentro tre serpenti a sonagli, proprio come avevano fatto contro Tex i cinesi del "sindacato dell'oppio" nel n. 5)
). Il modello principale a cui Nizzi si rif? è però la sua stessa storia "Un ranger del Texas" (nn. 285 - 287 ): anche qui infatti il principale cattivo è un "insospettabile" di cui facciamo la conoscenza soltanto nelle ultime battute della vicenda, e che , dopo aver cercato di eliminare i rangers, prova a strumentalizzarli per liquidare i suoi complici e potersi poi godere il frutto dei loro crimini; senonchè, stavolta è molto più facile per il lettore arrivare a lui, in quanto le sue mosse per indirizzare i sospetti verso i suoi complici sono piuttosto scoperte, cosa che diminuisce la suspence. e rende l'intreccio più piatto rispetto al modello. La mia valutazione personale ?:soggetto 7,5sceneggiatura 7,5disegni 8

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Classica e solida trama a base di insospettabili (uno fino alla fine) e rispettati uomini d'affari con una personalit? nascosta di banditi. Purtroppo, ma inevitabilmente, i primi cinque banditi/galantuomini vengono scoperti o comunque svelati in tempi rapidissimi, e solo l'identit? del "primo fratello" resta ignota abbastanza a lungo per lasciar vivo un minimo di suspence. Dei disegni di Blasco, che sinceramente non è tra i miei preferiti - anche se non nego la sua bravura - devo dire che mi hanno colpito molto i tratti quasi scolpiti del viso di Stillman. Credo che sia lui, e non l'insospettabile primo fratello, il protagonista in negativo della storia. Il mio voto in questo caso è 7

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In effetti, è Stillmann colui che si assume il maggior peso nell'azione tra i "cattivi" ( è anche colui che d' comunque avvio all'azione tout court, giacch?

Tex e Carson non avrebbero messo piede ad Amarillo se Stilman avesse distrutto il telegramma dell'agente Pinkerton Luke McLean, da lui ucciso
; non bisogna però dimenticare che comunque il suo ruolo rimane sempre subordinato a quello del "Primo Fratello" della nuova "Mano Rossa" al quale egli si mantiene ciecamente fedele fino a quando
costui, che pensa di essere sufficientemente al riparo nella sua veste di direttore del "Morning Star", non gli spara, anche se non riesce ad ucciderlo e viene invece ucciso da lui
. Il personaggio di Stillman è comunque più originale e incisivo rispetto a quello dei vari Butler e Griffin in "Un ranger del Texas" e rappresenta uno dei punti di originalità e di forza di questa storia.

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Guest Wasted Years

Questa storia è stranamente "vuota". Sembra che nel villaggio di Amarillo vi siano solo i componenti della mano rossa, tutti gli altri, sceriffo escluso, non esistono. Le indagini non riguardano nessun'altro, e mancano i famosi incontri incidentali alla GLB. Al''epoca mi meravigli? tanto, meno la scontata scoperta del primo fratello, che a un appassionato di gialli risulta evidente dopo relativamente poche tavole. Blasco non è mai stato tra i miei preferiti, e neanche questa volta mi induce a ricredermi. Storia stiracchiata e noiosa, senza spessore proprio.6

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Le caratteristiche segnalate da Wasted sono innegabili; è tuttavia facile spiegarle:a) per quanto ottuso possano considerarlo Tex ed il lettore, lo sceriffo di Amarillo ha ragione nel dire che nella sua cittadina "regna la legge": i membri della gang criminale non hanno ancora imposto il loro dominio sulla cittadina; di conseguenza mancano le condizioni per cui Tex e Carson possano comportarsi come in "La caccia" o in "Una stella per Tex" ( non ci sono tirapiedi dei criminali principali che possano essere sbatacchiati o loro vittime da proteggere, insomma )b ) Il fatto che "le indagini non riguardano nessun'altro" è perfettamente spiegabile con la volont? del "Primo Fratello" della nuova "Mano Rossa", fallito l'attentato a Tex e Carson, di servirsi dei rangers per eliminare i complici.

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Guest Wasted Years

A rigor di logica questo spiegherebbe tutto. Ma non convince troppo. Insomma, ci sono tante piste possibili, ed invece i ranger vengono guidati fino alla fine dalla decisione del capo di utilizzare il ranger per sbarazzarsi dei complici, presa in un momento di terrore dei complici piuttosto prematuro e IMHO posticcio. Non quadra e manca di spessore. Giallo molto debole, western molto debole. Risultato storia molto debole.

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A me questa storia è sempre piaciuta. Nizzi riesce a costruire una bella banda che agisce come una setta con le sue precise regole e i suoi valori (vedi la pena a base di frustate a chi ha agito male)!Certo il nome della Mano Rossa è semplicemente un pretesto per richiamare l'attenzione dei lettori più fedeli, anche se crea comunque una sorta di continuit? e di legame con il passato, assolutamente da non disprezzare. Bellissimo anche il finale, con il solito "insospettabile" numero 1, la cui identit? svelata crea comunque una piccola sorpresa al lettore!La suspence è sicuramente ben dosata, Nizzi in questi primi gialli era ancora ispiratissimo e dava il meglio di sè!! :DUna storia sicuramente da rivalutare con sequenze ben studiate, buone le sparatorie e in formissima Tex e Carson. Per quanto riguarda i disegni, a me il tratto di Blasco piace. E' riuscito a ricreare delle buone atmosfere Western e un'originale carrellata di personaggi!!Voto: 7 :trapper:

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Questa volta Nizzi non mi convince. Imposta il racconto, come altre volte, sulla suspence e sul giallo, ma un lettore attento abbastanza presto capisce che

il direttore del Morning Star è il capo della mano rossa
inoltre non mi convince per niente la scena
dell'agguato iniziale. Stillman attende i due pard in ottima posizione e con ben 4 complici che hanno tutto il tempo di mirare ma tutti e 5 fanno incredibilmente cilecca senza neanche sfiorare Tex e Carson. Scena assolutamente poco credibile. Nizzi doveva inventarsi qualcos'altro che il misero riparo di una roccia per far salvare i due pard. Inoltre non mi piace proprio la figura che fa fare a Carson verso la fine del racconto, vabbeh che Tex in genere arriva prima degli altri a svelare i misteri ma di fronte ad una lettera con su scritto "ll direttore del M. S." la faccia interrogativa di Carson che si chiede chi sia questo direttore se la poteva risparmiare. A questo punto solo uno sciocco non ci poteva arrivare.
Voto sette meno meno.

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Questa storia mi ha convinto molto e lasciato un ottima impressione. Nonostante sia una storia di un lunghezza limitata (non raggiunge i due albi) ho trovato che la trama costruita da Nizzi sia molto convincente, ben orchestrata e che trasmetta quel poco di mistero adatto a dare quel qualcosa in più alla trama che risulta semplice ma ben strutturata. Tutto ciò a riprova che anche con elementi semplici si può realizzare una ottima storia. Trovo che l'idea di far tornare un'associazione come la storica "Mano Rossa" sia un ottima trovata in grado di attirare l'attenzione dei lettori. Mi è anche piaciuto molto come Nizzi ha realizzato il ferreo aspetto della setta. Il tutto magnificamente assistito dai disegni fantastici di Blasco che un autore che ho sempre apprezzato specialmente nelle sue prime prove. Trovo perfetta la sua rappresentazione di Tex, che risulta duro e deciso, mente Carson è piuttosto insolito con dei capelli più lunghi del normale. Peccato aver potuto apprezzare questo grande autore per un numero ristretto di storie perchè sono convinto avrebbe dato molto alla serie. Trama 7,5Soggetto 7,5Disegni 8,5

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Storia strana, non è certo "il primo passo falso di Nizzi" come qualcuno sull'altro forum sosteneva anche da prima che nascesse il nostro, è una buona lettura con momenti intriganti, ma rispetto alle precedenti manca di qualcosa, certe parti mi danno l'impressione di essere un po' forzate e c'è qualcosa di manicheo nella rappresentazione di alcuni personaggi. Anche l'agguato di Stillman è gestito non ottimamente.

Blasco ottimo già dalla prima storia, in fondo è arrivato su Tex che in patria (e in Francia) era già un veterano.

 

Quindi dico:

 

TESTI - 7

DISEGNI - 8

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Una delle pochissime storie del terzo centinaio a non essermi piaciuta...

Parto dai disegni: decisamente sotto la media di Blasco, con tante imprecisioni (del resto, basta leggere le critiche che Nizzi stesso gli ha mosso per alcune vignette)

 

Per tornare alla trama, il titolo stesso "Il ritorno della Mano Rossa" tradisce le roboanti attese,  la storia non ha nulla per essere definita nè epica nè memorabile.

Avversari che sono poco più che ladri di polli, Il capo della Mano Rossa è un giornalista di campagna e non si capisce il perchè venga ritenuto dagli altri fratelli terribile ed infallibile, quasi pari ad un semidio :furiosi75:

L'unico avversario pericoloso, Stillman, si fa trattare come un'idiota dal primo fratello: solo nel finale trova le ultime forze per uccidere il suo ex padrone, ormai smascherato da Tex.

Tra l'altro, non si capisce molto bene (e manco Tex lo riesce a spiegare al simpatico sceriffo) quali fossero gli scopi della banda...Probabilmente Nizzi per questa storia ha preso spunto da"Ore Disperate" di Glb (il soggetto, se non sbaglio, era di Bos) ma non è riuscito a creare una banda di insospettabili e spietati manigoldi, solo un'accozzaglia di ricchi bietoloni, che sembra si divertano a farsi prendere per il naso dal direttore del giornaletto di paese, giocando ai complottisti per ottenere cosa? il dominio su di una contea di cui sono già praticamente padroni, visto che sono i cittadini piùinfluenti e ricchi?!...mah!Forse per noia :D...

Nizzi ha fatto decisamente di meglio...

 

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E invece a me, sarà  che l' ho letta quand' ero piccolo e quando  avevo  da poco inziato a collezionare  Tex in modo  serio, questa  é  storia è  proprio piaciuta!  È  ricca di colpi di scena davvero sorprendenti e inaspettati( e questo  é  il suo maggiore  pregio) i dialoghi sono molto belli, ha un ritmo infallibile, la scena in cui Tex interroga l' albergatore  facendogli credere che ci sia ancora  un serpente nella stanza è  MAGNIFICA, :inch:e quelle col telegrafista molto divertenti.

Ho trovato ottimi i disegni di Blasco, specie  nel rappresentare  le espressioni  dei personaggi. Insomma, anche  se l' agguato nella gola è  un po' noioso, io a quest' ottima storia un nove  glielo  do.

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Si parla della Mano rossa, che però non é nemmeno lontana parente di quella di GLB.

Tante altre cose non convincono e sembrano rimandare al Nizzi attuale. Innanzitutto le 40 frustate inferte a Stillman che dopo, non solo continua la riunione come se niente fosse, ma resta fedele come un cane a colui che gliele aveva inflitte. Poi, Tex e Carson che parlano addirittura di mandato di perquisizione, con il secondo che fa sempre il guastafeste e invece di dare man forte all'amico di una vita cerca sempre di mettergli, a parole, i bastoni tra le ruote.

Sufficienza stentata, probabilmente grazie ai disegni.

Voto alla storia: 6

Voto ai disegni: 8,5

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