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TWF - Tex Willer Forum
Pedro Galindez

[242/245] Il Segno Di Cruzado

Voto alla storia  

19 voti

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... e a pensarci bene, le analogie tra "I ribelli della Lousiana", storia di Zagor scritta da Nolitta, di cui già avevo rilevato le affinit? con "Il solitario del West", e la nolittiana e discussa storia di cui si parla in questo topic, non sono poche. Anche qui abbiamo un giovanotto presuntuoso che, come nella storia di Zagor e in quella disegnata da Ticci, sfida Tex. Un giovanotto che, come nei casi precedenti,? un patriota fervente (se co? possiamo chiamare una giovane testa calda che vuole combattere le giacche blu). E la sfida, a differenza della storia panamense, c'è, seppure un p? inusuale (la corsa del pollo). E l'affinit? con la storia zagoriana a questo punto si fa evidente:una volta sottomesso il suo avversario,Zagor gli salva la vita e decide unicamente di dargli una lezione esemplare, umiliandolo:letteralmente lo sculaccia. A Tex succede più o meno la stessa cosa:al termine del duello, al giovane arrogante avversario ,Tex riserva una severa lezione a suon di ceffoni, che fa perdere a Cruzado la faccia davanti a tutti.

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Non sono d'accordo con tutti questi commenti negativi letti. Si, ci sono dei comportamenti un p? inaspettati da parte dei pard ma stroncare una storia solo perchè Tex e soci non sono dipinti come semidei discesi sulla terra mi sembra ingeneroso nei confronti di SB che comunque ha sfornato una bella storia, credibile, con una buona trama ed un buon finale. Voto 8,5

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Io gli ho dato nove. Troppo epica, monumentale... la gara, gli agguati su ponti traballanti, scene commoventi, la stessa storia che vede i pard divisi in due gruppi, cosa rara nelle storie di Tex degli sceneggiatori odierni che primeggiano o solo la coppia Tex Carson e, salvo eccezione, tutti e quattroi pards uniti. Certo, possono esserci alcune mancanze ma leggerne storie così!Galep ancora immenso.

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Io invece mi dissocio da West10, Ulzana, Paco e quanti sono contenti di questa storia. Come storia western, niente da dire, è anche bella. Il protagonista è un ingenuo, ed è la sua ingenuità il motore di tutta la storia. La storia si sviluppa su questo, e se il protagonista (che si fa chiamare Tex, che somiglia al nostro Tex, ma che NON è Tex) facesse qualche scelta più azzeccata semplicemente la storia NON ESISTEREBBE. E lo dice uno a cui il Tex umano di Nolitta piace, e molto. In El Muerto, Tex è più umano che mai, nei pensieri malinconici che si concede nell'avviarsi alla sfida con El Muerto, nella scena in cui si fa disarmare nel saloon e nella scena in cui, con la pistola ormai scarica, si fa salvare da un inaspettato Tiger. Mi piace tantissimo, quella storia, nonostante (o forse proprio per questo) Tex faccia tanti errori. Ma l' è un Tex che sbaglia (come in Caccia all'uomo, altra storia da me molto amata). Qui non si tratta degli errori di un uomo in momenti concitati (nel saloon o durante la sparatoria), che pure possono starci, ma di MACROSCOPICI errori di valutazione, fatti a mente del tutto fredda. Chi è quest'uomo che non va subito a riprendersi i suoi Navajos, e aspetta invece che gli stessi si macchino delle più efferate colpe e che la tragedia si consumi? Che consente ai suoi giovani di poter compiere atroci delitti compromettendosi per sempre di fronte alla legge dei bianchi (genitore illuminato, dice Luca Raffaelli? Genitore totalmente al buio, dico io, miope e cinico come dice ottimamente Pedro Galindez)? Non è Tex. Chi è quest'uomo che, intervenuto a frittata fatta, va a scatenare suo malgrado un vespaio inimicandosi tutto un villaggio? Villaggio che sembra non riconoscere in lui una figura autorevole ma solo un rinnegato qualsiasi, come se Tex fosse un perfetto sconosciuto e quindi un nuovo nemico da abbattere a cuor leggero (che scena imbarazzante, poi, quella in cui tutti sparano addosso ai nostri senza acchiapparli neanche di striscio...)? Non è Tex. E Carson° Che si presenta davanti alla prima mezza calzetta di militare sentendo il bisogno di dover esibire le sue credenziali di "ex scout dell'esercito"? E' semplicemente ridicolo, come ridicole (sono totalmente in disaccordo con Paco qui) sono le maldestre parole di Carson a difesa degli indiani e ridicolo è l'arresto (con quali accuse?) suo e di Kit. Non è Carson. Neache a me, West10, piace leggere sempre storie con i soliti semidei, e per questo mi piace Nolitta, con il suo Tex uomo e non semidio. Ma qui Tex non è semplicemente un uomo, è un uomo troppo ingenuo, e rasenta la stupidit?. Ripeto, se la vediamo come storia western, può essere bella. Un uomo (che non è Tex) è troppo indulgente verso un giovane bellimbusto, non si sente di intervenire contro i fuggitivi, ed è preso a pistolettate in una città che lo vede come un rinnegato. Ci sono le scene della "chicken race" e quella della morte del Navajo legato al carro che sono molto belle (la seconda è molto ricca di pathos, davvero emozionante), mentre un'appendice di cui si poteva fare tranquillamente a meno è l'intervento, IMHO davvero posticcio, dei cacciatori di scalpi. Una buona storia, con disegni straordinariamente evocativi quando si tratta dei paesaggi e dell'ambiente circostante (Galep ti porta "fisicamente" nel West, ti fa entrare nei saloon, ti fa galoppare su piste polverose), ma molto meno soddisfacenti nei volti dei personaggi. Ma non una storia con Tex. Con nessun Tex, neanche quello umano di Nolitta.

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Nonostante le tante polemiche che ha suscitato, io devo confessare che trovo questa storia davvero molto bella ed è stato molto piacevole rileggerla.

Ovviamente non posso bendarmi gli occhi di fronte a un atteggiamento di Tex totalmente alieno alla sua personalità, e mi riferisco alla scelta di non inseguire immediatamente i suoi Navajos unitisi alla banda di Cruzado, ma al lasciare che "facciano esperienza" e si rendano conto da soli del loro errore, mostrando anche un cinismo mostruoso nei confronti dei coloni che inevitabilmente ci andranno di mezzo nelle scorrerie degli indiani fuoriusciti. Una scelta di Tex che non può che fare storcere il naso. Così come un altro momento poco riuscito è l'imprigionamento dei due Kit al forte, un po' troppo pretestuoso e inverosimile.

Al di là di questi - comunque non trascurabili - aspetti, la storia è però davvero bella, con tante scene memorabili, a partire dalla mitica "corsa del pollo iniziale". Nolitta, come spesso accade, mette Tex di fronte alle avversità del destino e davvero durante la lettura abbiamo la sensazione che la sfortuna si sia accanita su di lui, vista la quantità di avversità che trova sulla sua strada. E come sempre cerca di scrivere un Tex umano e di presentarci le sue debolezze, qui in particolare nella bellissima, tragica scena in cui il navajo morente gli chiede di alleviare le sue sofferenze dandogli la morte; tavole con un pathos incredibile.

In definitiva, nonostante le polemiche e i grossi difetti, per me la storia vale un 8 e mezzo nel sondaggio, che sale a 9 per i disegni di Galep (non al massimo della forma, ma per me sempre emozionanti).

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