Pedro Galindez

[369/ 371] Ladri Di Bestiame

Voto alla storia  

13 voti

  1. 1. Voto alla storia

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Soggetto e sceneggiatura: C. Nizzi
Disegni: Jesès Blasco
Periodicità mensile: Luglio 1991 - Settembre 1991
Inizia nel numero 369 a pag. 69 e finisce nel numero 371 a pag. 50



Giunti a Holbrook per l'acquisto di una mandria, i pards vengono informati dallo sceriffo che un bieco affarista di nome Patton sta per impadronirsi della contea, e che l'ultimo suo ostacolo è l'onesto allevatore MacKenzie. John MacKenzie giura vendetta! Talbot e i suoi ladri di bestiame prezzolati da Patton hanno distrutto una sua mandria destinata ai Navajos di Tex, uccidendo alcuni suoi uomini. Intanto, in città, viene montato ad arte il malumore contro lo sceriffo Walker, per farlo scalzare da Jerry Nolan, un tirapiedi del boss. E mentre MacKenzie e i suoi stanno per cadere in un agguato mortale che gli hanno teso gli sgherri di Patton, i pards arrivano appena in tempo per risolvere lo scontro a fuoco! Dopo il mancato agguato a MacKenzie, il bieco speculatore Patton piazza una spia in un saloon per ascoltare i piani dei pards: il trucco viene scoperto e anche la nuova imboscata contro l'onesto allevatore fallisce. Nolan, il braccio destro di Patton, viene costretto a tradire il padrone e il boss finisce la sua carriera tra le solide sbarre di una prigione.



© Sergio Bonelli Editore

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Anche se l'impostazione generale della trama non brilla certo per originalità ( il "cattivo" principale è il solito "padreterno del paese" che vuole mettere le mani sulla roba altrui per utilizzarla in lucrosi investimenti ), "Ladri di bestiame" è a mio parere un buon esempio di "western cittadino". La sceneggiatura è infatti ricca di azione e non priva di colpi di scena

(il modo in cui Tex riesce a giocare la spia di Patton è brillante, anche se forse un po' troppo da investigatore privato)
, mentre i personaggi, anche quando appartengono a una ben definita tipologia ( come lo sceriffo Amos Walker, vecchietto terribile che fa da "spalla comico - combattente" ai pards; o come Mackenzie, pioniere tutto d'un pezzo, autorevole e paterno con tutti i suoi dipendenti ) recitano la loro parte in maniera molto convincente. Il più riuscito tra loro è comunque IMHO proprio il cattivo: Patton, infatti, a differenza di tanti altri furfanti del suo stampo, tenta di accreditare alla sua azione motivi nobili e ( quasi) disinteressati, presentando la sua brama di terre e di speculazioni come una spinta verso il progresso e la prosperit? della regione in cui opera; sul piano dell'azione, poi, non si accontenta di servirsi di mezzi diretti, legali o illegali che siano, ma mostra di conoscere bene i meccanismi di mobilitazione dell'opinione pubblica, grazie ai quali per poco non riesce a silurare Amos Walker e a sostituirlo con il suo braccio destro Nolan. Patton commette comunque l'errore fondamentale di sottovalutare Tex ( invano Nolan, che conosce il ranger meglio di lui, prova a metterlo in guardia ), e lo paga caro perchè il Tex che Nizzi ci presenta in questa vicenda è al massimo della sua forma di uomo d'azione e ancora più rapido del solito nell'afferrare le situazioni, in cui è fiancheggiato alla solita maniera efficace e brontolona da Carson. I disegni di Blasco, anche se presentano il consueto repertorio di baffi e capelli unti ( affibbiati, sempre come al solito, a Carson ) sono efficaci nella resa dei personaggi ( Tex compreso ) e pregevoli nella presentazione di Holbrook, la cittadina del West in cui si svolge la storia. Insomma, a mio parere:soggetto 8sceneggiatura 8,5disegni 8 +

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Riletta da poco nella versione colorata di Repubblica. Come diceva Raffaeli, nella prefazione del volume, e' una storia dal sapore molto classico, con tanti elementi western:il signorotto del paese che fa' il bello e il cattivo tempo(Patton), lo sceriffo anziano(Walker), impotente ad arginare le continue razzie e i soprusi dei piu' potenti, un proprietario terriero(Mackenzie)duro come una roccia e galantuomo dalla testa ai piedi e una banda di brutti ceffi con uno spolverino al soldo di Patton per compiere le azioni piu' sporche. Per finire, due tizzoni d'inferno che corrispondono ai nomi di Tex e Carson inviati dal cielo per stabilire la giustizia e l'ordine in un paese dove il progresso corre troppo velocemente ai danni dei piu' deboli e dei piu' giusti. Nizzi scrive una storia perfetta per i pennelli di Blasco, l'unico artista spagnolo da me gradito, molto abile nel descrivere quell'atmosfera del vecchio West classico, e in un certo senso anche crepuscolare. Riuscitissima la caratterizzazione dei comprimari. Lo sceriffo Walker, prossimo alla pensione conquista subito per la simpatia e per il senso del dovere, cosi' come Mackenzie, proprietario terriero all'antica, che non si lascia piegare dai piu' forti, ma anzi disposto a combatterli con l'aiuto di Tex. Quest'ultimo insieme al suo pard sono una furia,Bella e a tratti comica la scazzottata contro coloro che volevano pensionare lo sceriffo Walker. La banda degli spolverini, capitanati da Talbot, non puo' fare a meno di far ricordare quella presente nel film di Leone "C'era una volta il West", dove il leader era nente di meno che Henry Fonda. La caratterizzazione grafica del braccio destro di Patton,Jerry Nolan, e' chiarissimamente ispirato all'attore Clark Gable.
In definitiva, una bella storia, mai noiosa pur se condita da tanti elementi visti e rivisti nel corso della serie.

Storia 7.5
Disegni 7.5

Curiosita':il volto di Tex, in alcune vignette, e' chiaramente rifatto da Vincenzo Monti.


Frasi da segnalare:

Mackenzie:"amici come Tex e Carson li incontri una sola volta nella vita!."

Walker:"gia', e quando succede puoi dirti un uomo fortunato".

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Secondo me questa storia è una piccola perla nizziana. Un Tex spavaldo e un Carson quanto mai in forma affrontano una folla chiaramente istigata e riescono a calmarne i bollenti spiriti, dopodich? aiutano un amico ed un uomo onesto ad aver ragione di una banda di prepotenti spezzando da soli la cortina di paura che li proteggeva, ribaltando completamente gli umori popolari,Queste due semplici righe che ho adoperato per riassumere la trama sono la chiave di volta del Tex d'annata: l'arrivo in un covo di vipere, un buono ed onesto contro tanti e cattivi disonesti, Tex che devia il corso di un fiume, metaforicamente parlando, per ripulire la città. Novello Eracle e grande eroe, che può anche essere sovrastato ma mai spezzato, e i cui amici possono dormire tra due guanciali se lui c'è. Che ricetta saporita, pure se "antica". A me questa storia piacque da subito, e rileggendola trovo che sia davvero molto interessante. La consiglio caldamente anche per i disegni di Blasco, che appunto perchè "vintage" li loro, la rendono ancora più azzeccata.

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Gran bella storia!Credo che qui si palesi chiaramente quanto Nizzi sia riuscito a comprendere e riproporre il Tex bonelliano del "centinaio d'oro":perchè questa storia, nella sua semplicit? e linearit?, si basa su alcuni fattori tipici della tradizione texiana:1)un gruppo di cattivi cattivi e basta, privi di personalit? complesse e contorte, che agiscono "semplicemente" per il potere e il vil denaro;2)un gruppo contrapposto di "buoni", di persone senza macchia e senza peccato che non riescono a far fronte alla spregiudicatezza dei cattivi;3)e soprattutto, la caratterizzazione dei protagonisti,Tex e Carson nella fattispecie. Ed è proprio in quest'ultimo elemento che Nizzi dimostra di aver assimilato alla grandissima la lezione bonelliana:la trama è infatti semplice e lineare, le psicologie dei comprimari chiare e "monotone", ma quando in scena entrano i due Tizzoni d'Inferno, ecco che tutto va alla grandissima:basta la loro presenza; tutto il resto è superfluo!E i Tex e Carson di questi albi sono, semplicemente, gli autentici Tex e Carson:divertenti, ironici, invincibili, pronti a difendere chi se lo merita senza pensarci due volte. Emblematica la sequenza della scazzottata nel paese:la scena è tutta per loro. E inoltre:avete mai assistito a qualche rissa per strada? Tutto è confusione, la lotta è convulsa e disordinata;qui, invece,Tex si concede il lusso di chiedere una pausa al suo avversario per "godersi lo spettacolo" dello scontro tra Carson e l'altro tipo. Insomma, anche la ricerca della realisticit? è allegramente messa in secondo piano:il primo piano è tutto per l'eroismo guascone dei due Satanassi!Dal canto loro, i disegni di Blasco sono al solito ottimi:la sua caratterizzazione di Tex e Carson io l'ho sempre trovata splendida, e il suo tratto tra i più adatti per rappresentare il selvaggio West. Bellissima la scena con l'attacco alla mandria!Quindi, il mio voto alla storia e ai disegni è molto alto:8,5!

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Questa storia la ricordo con piacere e non perchè fosse una storia memorabile ma perchè fu una delle prime che lessi dopo aver ereditato i miei primi Tex oltre dieci anni or sono. Mi ricordo una storica sparatoria in una gola che teneva impegnati Tex e Carson per tantissime pagine. Memorabile quel conflitto a fuoco. Mi ricordo anche i bei disegni di Blasco.

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Questa storia mi é piaciuta moltissimo. Come hanno già scritto altri utenti, la trama era abbastanza "semplice". Si sa chi sono i cattivi, poi c'é il bravo sceriffo e il capo-ranch, uomo onesto.

 

Secondo me questo sarebbe anche una tipica storia da farne un film.. Film che però poi alla fine si é già visto tante altre volte. Dunque il tipico western anni 50.. ;)

 

Ah già.. il disegnatore Blasco... non so voi, ma a me piace tantissimo! Secondo me ha uno stile molto vicino al grande Galep!

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Soggetto già visto,ma comunque la storia è piacevole e molto ben strutturata. Mi è sempre piaciuta la figura del vecchio sceriffo Amos che, nonostante sia vecchio, non fa il leccapiedi di Patton. La figura di MacKenzie è chiaramente ispirata a quella del ranchero Bronson in "Io sono la Legge" con Burt Lancaster.l'unica differenza è che Bronson si riteneva al di sopra della legge, mentre MacKenzie  è dalla parte della legge. Ma entrambi i personaggi rappresentano quell'ideale di pionere "made selfman" tanto in voga nell'epopea western dei film anni '50..entrambi hanno combattutto i Comanches ma li stimano.Bellissima la scena di quando i cowboys di MacKenzie, dopo l'attacco di Talbot e della banda degli spolverini, riportano al ranch il cadavere di "Zio" Clum e si vede il giovane cowboy piangere sulla sua salma e chiedere giustizia per la sua morte...tanto pathos in una storia comunque minore della saga texiana

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