Vai al contenuto
TWF - Tex Willer Forum
Pedro Galindez

[451/452] Oppio!

Voto alla storia  

24 voti

You do not have permission to vote in this poll, or see the poll results. Si è pregati di collegarsi o iscriversi per poter votare in questo sondaggio.

Messaggi consigliati/raccomandati

7P2ahS3NU8VPc2gY--.jpg




Soggetto e sceneggiatura: C. Nizzi
Disegni: Andrea Venturi
Periodicità mensile: Maggio 1998 - Giugno 1998
Inizia nel numero 451 e finisce nel numero 452 a pag. 45



Il teatro ambulante di mister Morgan viene usato dall'infedele moglie del padrone e dal suo amante, il bello della compagnia, per far circolare l'oppio introdotto in America dalla tong di Wuang Ching: uno sporco traffico, sul quale indagano Tex e Carson. Un malvagio componente del gruppo ha scoperto tutto e, per ricavare una bella fetta della sostanziosa torta di profitti, infila proiettili veri in un revolver di scena. E così Morgan, che sapeva e soffriva delle adultere tresche della sua consorte, uccide il suo rivale durante una rappresentazione!

 


© Sergio Bonelli Editore

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

La sto rileggendo in questi giorni (almeno la prima parte, perchè devo trovare il secondo albo). Ricordavo comunque una storia un po' fuori dagli schemi, non tanto per la presenza del classico "triangolo", che in Tex non è proprio una cosa nuova, quanto per la condanna morale che la tresca scatena, sulla scena, nella realtà e nelle parole della figlia quando abbandona il carro della matrigna definendola una "donnaccia". O per la laida figura e le ancor più laide mosse del nano quando si trova solo con la moglie di Morgan. Uno dei tanti cambiamenti di Tex dai tempi del "duro e puro". Quando mai avrebbe tollerato con tanta stoicit? uno sceriffo come quello di Sunnison, ignavo e pieno di sè fino al limite della sopportazione? Immagino che al nostro Ranger dovessero prudere le mani, ma purtroppo Nizzi non gli ha permesso di togliersi il prurito!

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

L'ho riletta recentemente, la storia nel suo genere è IMHO piatta senza questi grandi colpi di scena (a parte l'omicidio durante la rappresentazione teatrale) e il ruolo di Tex e dei pards è un p? marginale visto che vengono aiutati molto da fatti accidentali, come per esempio il fatto che il gigante della compania noti il gobbo uscire dal carro o come della caduta della donna nel dirupo. Un'altro fatto che mi ha lasciato l'amaro in bocca è il fatto che l'organizzazione dei cinesi se la sia cavata senza un graffio. In conclusione il voto che darei alla storia è un 6 come sceneggiatura e in quanto ai disegni sono da 6+

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Bella storia

soprattutto per la presenza dell'intero teatro ambulante, ma il vero protagonista è la droga, che fa da sfondo a questa storia rendendola malinconica ma non priva di momenti veloci, come la morte in fondo al burrone della signora Morgan, inseguita da Tex. Voto: 7

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Quanto osservato da Shinoda e Cheyenne è IMHO abbastanza condivisibile: in effetti Tex e Carson, per risolvere il caso, devono semplicemente fare bene ciò che lo sceriffo di Gunnison aveva fatto malissimo ( ossia sfruttare gli indizi disponibili e aspettare un passo falso da parte dei colpevoli ); d'altra parte, le loro possibilità d'azione sono limitate

dal fatto che Rick, il colpevole principale, tiri le cuoia prima che possano mettergli le mani addosso, mentre la sua complice, la moglie adultera di mr. Morgan, è una donna e come tale non assoggettabile alle "tecniche di interrogatorio" di Tex, cosa ammessa anche dallo stesso ranger
.

Il fatto che la tong cinese alla base del commercio dell'oppio se la cavi lascia certamente l'amaro in bocca al lettore; serve però anche a sottolineare un aspetto davvero atipico della vicenda: nessuno dei personaggi conosce totalmente lo sviluppo degli avvenimenti , che possono essere ricostruiti soltanto dallo sceneggiatore e dal lettore, mentre l'azione procede divisa in compartimenti stagni che quasi non comunicano gli uni con gli altri

Tex e Carson non hanno alcun rapporto n° con Rick n° con Ruby, mentre Wuang Ching e i suoi, una volta che viene tolto di mezzo ( non da loro e senza che loro capiscano chi lo abbia fatto e perchè ) l'unico uomo che avrebbe potuto far scoprire ai ranger i loro loschi traffici, perdono qualunque interesse a liquidare i due pards; a sua volta la fedifraga Eva sarebbe inchiodata da Tex e Carson già alla fine del n. 451 se il furto dell'oppio a opera di Ruby non la cavasse pardossalmente dai guai
.

Altro carattere abbastanza originale della vicenda è il quadro vivido che Nizzi d' dell'ambiente della compagnia ambulante, presentato al lettore in tutto il suo intreccio di gelosie e rancori reciproci, di cui l'ingenuo e debole Mr. Morgan fatica a rendersi conto; come ha notato Cheyenne, la figura di Ruby si attira particolarmente l'avversione del lettore per la ripugnanza fisica e morale che emana. Va detto comunque che lo sceneggiatore modenese ha seguito ( sia pure con l'importante variante della presenza di Tex e quella, ancor più importante dell'introduzione, quasi per rischiarare un po' l'atmosfera, di due personaggi "buoni", ossia Angy, la figlia di Mr. Morgan, e il forzuto Big Joe, che assurge quasi involontariamente a deus ex machina della vicenda ) un modello ben preciso: quello del melodramma "I Pagliacci" di Leoncavallo, riecheggiato tanto nella psicologia e nel ruolo drammatico di alcuni personaggi ( Eva e Ruby corrispondono esattamente a Nedda e Tonio, mentre il ruolo di Ricky nella storia non è poi molto diverso da quello di Silvio ), che in alcune situazioni ( la scena dello scontro tra Eva e Ruby e quella della rappresentazione teatrale

in cui il delitto previsto dalla finzione drammatica avviene davvero; nel melodramma di Leoncavallo ciò accade per precisa volont? di Canio, il marito tradito, mentre in "Oppio!" Mr. Morgan è vittima della frode di Ruby che sostituisce le pallottole a salve con quelle vere
). Tale influsso d' IMHO un certo fascino alla vicenda.

I disegni di Venturi, pur risentendo un po' dell'influsso di Villa, mi paiono di buon livello.
In sintesi, per me:
soggetto 6,5
sceneggiatura 7
disegni 7,5.

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Una curiosità: la scena iniziale, abbastanza drammatica e coinvolgente, si svolge sotto un violento temporale proprio come la corrispondente scena di una storia di Nizzi comparsa poco prima, "Scorta armata" a cui è legata anche da altre sottili analogie:

in "Scorta armata" viene scoperta l'inesistenza di un cadavere mentre in "Oppio!" ne viene "prodotto" uno ( lo sfortunato ranger ammazzato da Rick ); in ambedue le storie ( ma la cosa capita anche in altre sceneggiature coeve dell'autore modenese, come "Al disopra della legge" e "La pietra di Akbar" ), poi, le prime pagine sono focalizzate sui vilains e sui personaggi di contorno, mentre Tex e Carson compaiono solo più tardi
. Modificato da Pedro Galindez

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Questa storia non mi ha mai attirato granch?. Cominciano i primi difetti Nizziani, che poi tanto difetti non sono più che altro sono "abusi" che l'autore ha utilizzato per anni nelle sue storie!Il soggetto sarebbe anche buono e intrigante, ma alla fine si risolve tuttoin una bolla di sapone, mentre il traffico di oppio proveniente da Galveston e gestito dal "venerabile" Wang Ching non subisce intoppi, se non la morte del corriere che sicuramente viene sostituito facilmente dall'associazione cinese!E i nostri purtroppo non si chiedono neppure da dove provengano quei pani d'oppio che recuperano dal carrozzone distrutto del Morgan Theatre!Come spesso capita nelle storie Nizziane da qui alle ultime purtroppo, i nostri non fanno altro che imbattersi in personaggi minori e poco interessanti che gli indirizzano fin troppo facilmente sulla pista giusta!L'unica cosa interessante e ben gestita di questa avventura è la ragnatela "Amore - Tradimento", che doveva essere protagonista appunto in teatro, ma la ritroviamo nella vita reale degli attori!Simpatico il siparietto di Carson all'interno del teatro, quando vuole assistere fino alla fine dello spettacolo.... e zittiscono in modo brutale l'ometto che indispettito voleva zittire a sua volta i nostri due pards chiacchieroni! :trapper: Peccato che con la morte di un attore, non abbiamo visto i nostri in azione contro i cinesi che già avevano predisposto la trappola!Alla fin fine tutto ruota attorno al tradimento di Eva e al cambio di mano dei pani d'oppio, con l'entrata in scena del gobbo ripugnante (forse il personaggio più interessante di questa storia)!Molto belli invece i disegni di Venturi, anche se col tempo nelle storie successive a questa è notevolmente migliorato (imho)!!Voto alla storia 5 :trapper:

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Di questa storia ho apprezzato molto i disegni che come stile si rifanno molto ai disegni di Villa. Sono molto realistici e esprimono tutta l'espressivit? dei personaggi. Penso sia un vero peccato che Venturi sia così lento a produrre. Ma daltronde la lentezza penso sia dovuta al fatto di garantire una certa qualità. La trama è semplice e forse un pochino scontata in certi casi. Esempio durante la scena della rappresentazione teatrale dello sparo all'amante si va subito a pensare ai fatti che accadranno in seguito. Forse i nostri eroi sono un p? in balia degli eventi e svolgono un ruolo non da principali protagonisti lasciando la scena alla compagnia di Morgan. Ma mi è sorta anche un altra domanda... la storia non poteva essere ampliata coinvolgendo i cinesi trafficanti di oppio nelle indagini invece di chiudere la storia lasciandoli impuniti e senza sapere che fine abbiano fatto?Un ottimo 9 ai disegni molto belli e meritevoliUn 6,5 alla trama Complessivo 7/8

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Ma mi è sorta anche un altra domanda... la storia non poteva essere ampliata coinvolgendo i cinesi trafficanti di oppio nelle indagini invece di chiudere la storia lasciandoli impuniti e senza sapere che fine abbiano fatto?

Su questo sono del tutto d'accordo con te. Infatti il motivo principale per cui questa storia mi deluse è proprio che io mi aspettavo una storia tipo "Chinatown", cosa che lo svolgimento della stessa lasciava credere, e che non è stato!Mi chiedo anzi quale sia stato il motivo che ha spinto Nizzi a non proseguire nella narrazione: la storia sembra davvero interrotta innaturalmente. Magari se qualche sceneggiatore attuale si decidesse a scrivere qualche storia con sette cinesi protagoniste, storie che mancano da troppo tempo, potrebbe ripartire dal punto in cui Nizzi ha lasciato questa! :trapper:

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Ho trovato questi albi in un mercatino e li ho divorati. La storia è abbastanza scontata ma non mi è dispiaciuta. Come voi però sono rimasto molto perplesso per il fatto che è finita l', a metà del secondo albo. E questa probabilmente è stata la cosa più sorprendente. Comunque voto 7.

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Condivido quello che avete detto sulla piattezza e il coinvolgimento che manca. Mi viene in mente soprattutto nella seconda parte che sembra quasi che Tex e Carson siano un po' svogliati. Intendo, nell'inseguimento della donna si fa " tanto non ci scappa" "non andr? lontano". E in effetti si tratta di un cattivo davvero poco coinvolgente (se non per niente). Nemmeno i disegni di Venturi mi soddisfano molto (anche perchè in qualche punto ho l'impressione di vedere qualcun'altro al posto di Tex); col tempo farà sicuramente di meglio. Puro riempitivo e proprio per questo non la rilegger? affatto.

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Ho sempre ritenuto Claudio Nizzi un ottimo sceneggiatore di Tex e non faccio parte della cerchia dei suoi critici ( alcuni dei quali abbastanza irrazionali ed ingenerosi, anche perchè si parla della persona che ha scritto " Fuga da Anderville"). Qui però ci sono alcune cose che non vanno:1) Perchè il "venerabile" Wuang Ching, che conosceva di fama Tex e Carson, è disposto ad organizzare un agguato contro di loro a teatro, quando gli sarebbe semplicemente bastato uccidere Rick Duvall per far sparire ogni traccia che avrebbe potuto condurre i rangers fino a lui? La scelta del capo dei cinesi mi pare rischiosa e non necessaria.2) Perchè Tex e Carson non si chiedono chi c'è dietro il traffico di oppio e si limitano a svolgere un compitino? certo, magari non sarebbero arrivati facilmente al suddetto Wuang Ching, ma ci avrebbero comunque provato.. invece mi sembrano indolenti, quasi svogliati... e questo da due tizzoni d'inferno proprio non lo posso tollerare.3) E infine, ma come può Ruby essere cosi ingenuo da pensare che Eva Morgan sia una complice affidabile? Il gobbo avrebbe dovuto passare la note con Eva nel carro e poi andarsene via da solo... era evidente che Eva covava rancore contro di lui. Insomma, la sceneggiatura per me fa acqua da molte parti. Nonostante questo ci sono alcuni punti di forza che riequilibrano la situazione.1) I disegni di Venturi, bravissimo.2) La gestione della vicenda "amore e tradimento": molto bella l'idea di Nizzi di far uccidere Rick direttamente in scena, bello anche il ruolo di Ruby.3) I personaggi di Morgan, sua figlia e Big Joe, eroi positivi ma sommersi da un mondo di lupi feroci. Insomma, alla fine la storia nel complesso riesce in qualche modo a salvarsi. soggetto: 6,5sceneggiatura: 5disegni: 9voto globale alla storia: 6

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

"storiellina" dal risvolto drammatico, dalla tresca amorosa e dalla comparsa di tetranti e palcoscenico, elementi rari nelle avventure di Tex. Essere o non essere, o meglio scrivere o non scrivere, questo è il dilemma; perché il buon Claudio in quest'avventura sonnecchia e non come il buon Omero, sorretto però dai precisi disegni di un Venturi ancora da svezzare e lontano dalle prove della maturità come "I Pionieri" del menestrello Boselli. Oppio non solo nel titolo dunque, ma anche nei meccanismi narrativi, con una trama che si lascia leggere grazie al consueto e desueto mestiere. Tex e Carson più che mattatori mi sembrano comparse, in un poliziesco western alla Nick Raider e Marvin Brown ma nelle storie del mai troppo lodato poliziotto bonelliano c'era ritmo, passione, azione che qui manca. Prova del Nizzi sottotono rispetto a "Gli uomini che uccisero Lincoln", senza infamia e senza lode: sei.

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Storia che non avevo mai riletto sin dai tempi della sua uscita in edicola, e dopo averla ripresa in mano mi rendo conto che c'erano dei buoni motivi per questo: insulsa è il solo aggettivo che mi viene in mente per descriverla. Il soggetto - la compagnia teatrale come corriere per l'oppio - potrebbe offrire spunti significativi, ma è banalizzato da una sceneggiatura che si concentra troppo sulle tresche amorose e le invidie tra i membri della compagnia a scapito dell'indagine vera e propria, che viene risolta con soluzioni assolutamente scontate e prive di inventiva.

Basti pensare che Nizzi si affida ben 5 volte (cinque!) all'interno di un solo albo, un record, alle "origliate" di personaggi che ascoltano di nascosto i dialoghi altrui, soluzione di sceneggiatura inaccettabile che denota una totale mancanza di idee. Nell'ordine, abbiamo:

- pag. 18, il gobbo che ascolta il dialogo tra Rick ed Eva;

- pag. 32, il cinese che ascolta il dialogo tra Tex e Carson e il proprietario del teatro;

- pag. 44, l'ubriacone che ascolta il dialogo tra Rick e il ranger in incognito;

- pag. 58, di nuovo il gobbo ad ascoltare il dialogo tra Eva e il marito;

- pag. 110, Big Joe ad ascoltare i complotti di Eva e del gobbo.

La storia procede a forza di imbeccate e origliate, da una parte e dall'altra, senza un minimo di azione; i cinesi ed il "venerabile Wuang Ching", a cui è dedicata addirittura la copertina e si preannunciano come un elemento fondamentale della storia, si defilano in breve tempo senza lasciare traccia, ed anzi restando completamente impuniti. Sorvolo poi sul fatto di aver ambientato un vero e proprio teatro all'italiana, con tanto di due ordini di palchi, in una cittadina sperduta nel West come Montrose... credo che la verosimiglianza qui sia piuttosto bassina.

I disegni di Venturi, per quanto buoni, sono ancora lontani dai livelli eccelsi che ha raggiunto oggi e che lo rendono uno dei migliori disegnatori dello staff texiano, e non bastano evidentemente a risollevare una storia deludente.

Voto: 4.

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

Riprendendo quanto ha detto Pecos, non posso fare a meno di notare un grave errore di chi ha pensato la copertina dell'albo "Oppio".
Nella storia di Nizzi, Tex ed il "venerabile" Wuang Ching non si incontrano mai.
Allora che senso ha metterli uno di fronte all'altro nella copertina?
E' vero che una copertina non dovrebbe mai dire troppo, nel senso di svelare qualche importante retroscena già presente nell'albo.
Ma è altrettanto evidente che non dovrebbe neppure suggerire il falso, ovvero presentare una situazione che non fa parte della narrazione.

Condividi questo messaggio


Collegamento al messaggio
Condividi su altri siti

  • Recentemente attivi qui   0 Membri

    Nessun membro registrato sta visualizzando questa pagina.

×

Informazione importante

Termini d'utilizzo - Politica di riservatezza - Questo sito salva i cookies sui vostri PC/Tablet/smartphone/... al fine da migliorarsi continuamente. Puoi regolare i parametri dei cookies o, altrimenti, accettarli integralmente cliccando "Accetto" per continuare.