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Pedro Galindez

[435/437 ] Wild West Show

Voto alla storia  

35 voti

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Soggetto e sceneggiatura : Mauro Boselli
Disegni: Guglielmo Letteri
Periodicità mensile: Gennaio 1997 - Marzo 1997
Inizia nel numero 435 a pag. 67 e finisce nel numero 437



Grazie ad alcuni complici e a una serie di trappole esplosive, dal manicomio criminale di Atlanta evade il pericoloso Andrew Liddel, detto il Maestro! E Tex e Carson, attirati a New Orleans da una falsa lettera di Buffalo Bill, sono oggetto di minacce e attentati. Mentre a New Orleans Buffalo Bill Cody, Annie Oakley e gli altri artisti allestiscono il Wild West Show, il Maestro ricatta la città con attentati dinamitardi. Lo sfigurato farabutto è spalleggiato da Ladykiller Thorson, un titanico nero uccisore di donne, da Squeezy Greer, abile contorsiosista capace di intrufolarsi ovunque, e dal giovane Lund. Usando come copertura un teatrino di ombre cinesi, i criminali architettano uno scherzo mortale per l'inaugurazione dello spettacolo di Cody, al quale partecipa anche Carson: sostituiscono i proiettili a salve con quelli veri! Freddato il viscido Squeezy, i pards e lo sceriffo Nat Mac Kennet devono ritrovare Annie Oakley, la migliore artista dello spettacolo di Buffalo Bill, segregata dal Maestro in una fumosa solfatara sotterranea, dove i criminali confezionano i loro esplosivi! Tex e Carson, prima di irrompere nel covo della banda devono eliminare la gang di Red McKenzie, al soldo dei dinamitardi. Ma il Maestro, fallito il suo piano di far saltare in aria New Orleans, si è trasformato in un uomo-bomba e fugge con Annie in ostaggio, fino a quando...



© Sergio Bonelli Editore

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Possiedo Ombre cinesi, non mi ricordo bene tutta la storia.. appena ho un po' di tempo la rileggo... così a bruciapelo posso dire che la storia di Borden è davvero originale, con un pazzo serial killer chiamato il maestro che ancora ricordo con molto piacere! purtroppo mi manca il numero wild west show per comprendere appieno la trama.. Il carson donnaiolo ci prova anche con la ragazzina :D :D!! vedi link qui

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Anche a me manca un numero per avere la storia completa, il 435. In ogni caso, mi pare di poter dire una cosa: anche se devo rileggermela, il finale non mi ha assolutamente convinto, dato il suo carattere forzato e del tutto inverosimile ( almeno IMHO ):

vediamo i coltelli del lanciatore del Wild West Show che inchiodano le braccia del Maestro alla diligenza in un battibaleno, prima che lui riesca a sparare con la pistola o almeno a fae entrare in azione le cariche esplosive che ha addosso; quasi ciò non bastasse, il fucile di Tex funziona dopo le due ore da lui passate sott'acqua ad aspettare l'arrivo della carrozza con il Maestro, Lund, Annie Oakley e Carson
. Il corteggiamento di Annie Oakley ad opera di Carson si riallaccia alla tradizione "donnaiola" del "Vecchio cammello", qui interpretata però con una punta di malinconia e sentimento.

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Devo dire che anche a me il finale ha convinto poco... per gli stessi motivi già citati da Pedro... C'è anche un'altro particolare che mi ha lasciato un po' perplesso:

le investigazioni della polizia di New Orleans IMHO sono un po' troppo scientifiche.. sembra un lavoro dei moderni reparti scientifici, che quello investigativo di una volta... :huh:
Tutto sommato, però, la storia è ben realizzata da Borden, capace di mantenere costantemente alta la tensione nella storia
soprattutto quando troviamo il maestro imbottito di esplosivo nei sotterranei della banca... quella scena è da brivido!...
peccato per il finale un po' troppo tirato <_<

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Sulla parte spoilerata da Pedro ritengo più inverosimile

il funzionamento dell'arma di Tex così inzuppata
che non
la velocit? di lanciatore di coltelli di Buck che non d' al Maestro il tempo di usare la pistola. Ho sentito dire che una persona abile nell'uso dell'arma bianca possa realizzare simil exploit, e del resto accadevano cose simili anche quando gli indiani usavano con grande perizia arco e frecce
Certo una bella storia, con protagonisti storici di alto livello come Buffalo Bill e Annie Oakley, ma per quanto riguarda la parte svolta dal Maestro, IMHO non raggiunge il pathos della prima avventura (Acqua alla gola e la minaccia invisibile). Per me un 8.

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Il ritorno del "maestro" è stato orchestrato molto bene da boselli che era particolarmente ispirato nello scrivere questa storia che IMHO supera anche il suo prequel: il punto forte della storia sono infatti l'evasione iniziale (degna di un film americano) e il ritorno di buffalo bill dopo secoli.. Ovviamente è piaciuto anche a me il battibecco fra annie e il vecchio cammello che come al solito non disdegna mai (e ovviamente tex lo prende in giro dandogli del nonno). Per quanto riguarda il fucile sott'acqua probabilmente la cosa in sè non è fattibile ma penso che tex e buck

si siano appostati da due ore e si siano messi sott'acqua solo quell'ultima mezzora o anche meno, insomma quando il maestro è arrivato al guado
poi teoricamente l'avranno ben protetto con qualche straccio il fucile no?Comunque ritornando alla storia in sè io ho apprezzato molto la terminologia usata dallo sceriffo Nat, tipo modus operandi (essendo un fan di criminal minds :indianovestito: ) non so se a quei tempi si usavano procedimenti del genere, ma la potremo considerare una licenza poetica di Boselli. Insomma un storia da 8 come anche molte altre in questo centinaio..

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Anche a me ha lasciato abbastanza perplesso che Tex dopo due ore sott'acqua possa riemergere con il winchester pronto, meno il lancio di coltelli anche se c'è da fare una grande concessione all'immaginazione per credere che un uomo dopo due ore sott'acqua, sicuramente intirizzito, riesca a fare centro velocemente, ma in fondo di queste concessioni noi lettori di Tex li facciamo di continuo come ad esempio quando diamo per scontato il fatto che le decine di pallottole che fischiano intorno ai pard non li centrano o al massimo gli fanno un graffio alla tempia .... con tutti quei graffi accumulati sai che mal di testa ricorrenti dovrebbero avere i nostri eroi. Altra cosa buffa è che Tex, al contrario del lanciatore di coltelli che finito tutto si leva subito la maglia inzuppata, non senta il bisogno di levarsi almeno la camicia.Quel che un po' dispiace per Wild West Show sono i disegni, Letteri ormai si dimosta nella fase calante e specialmente le figure umane sia dei pard sia degli altri comprimari non sono all'altezza dei suoi tempi migliori. Avrei visto bene Civitelli all'opera su questi ambienti cittadini. Ho anche un dubbio a proposito dei disegni, dalla scena del maestro rintracciato vicino ai sotterranei della banca in poi mi sembra che ci sia la mano di un altro disegnatore che forse ha aiutato Letteri a terminare il lavoro. Qualcuno sa se questa mia supposizione è fondata?

Voto otto e mezzo

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Riletta stanotte e ammetto una delle storie più riuscite di Boselli.. da top ten sicuramente sisi Carson ''giovincello'' mi è piaciuto tantissimo, e tutti i personaggi hanno fatto una bella figura diciamo (tex è rimasto più in sordina stavolta, anche se alla fine si è preso il ''palcoscenico'' quando ha arrestato il Maestro) :indianovestito:

 

Ps:avrei voluto vedere pure Buffalo bill in azione, peccato :azz: Ps:grande la Oakley, ricordo che usando un fucile calibro 22 da una distanza di 90 piedi (circa 27 m), si dice che potesse spezzare una carta da gioco col bordo in avanti e bucarla altre cinque o sei volte prima che toccasse terra.. gran donna eh :inch: Spero che questi, e altri personaggi li ripropongano prossimamente (lo dico per Carson soprattutto, il maestro e il Nutellone si rivedranno ?domanda da fare a Borden quando potrò).

 

Voto 9 su tutto comunque.

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La storia non è una di quelle che mi ha lasciato incollato all'albo ma comunque è una buona storia. Personalmente ho trovato un po' sottotono l'albo di mezzo... Wild West Show. Poi si riprende nel finale. Mi è piaciuta molto la figura di "Ladykiller" che mi ricorda vagamente Pat. I disegni di Letteri non sono più all'altezza di quelli di una volta.

 

Storia voto 7,5

Disegni voto 7

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e non c'e un vero e proprio colpo di scena che so' la fantastica tiratrice ad esempio all'inizio da da' pensare che possa essere alleata col Maestro......

A parte la solita richiesta, che ti faccio anche questa volta, di scrivere commenti più articolati (per esempio, perchè i nemici non sono convincenti?) mi chiedo in base a quali strani presupposti la ragazza si sarebbe dovuta alleare col Maestro.

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e non c'e un vero e proprio colpo di scena che so' la fantastica tiratrice ad esempio all'inizio da da' pensare che possa essere alleata col Maestro......

A parte la solita richiesta, che ti faccio anche questa volta, di scrivere commenti più articolati (per esempio, perchè i nemici non sono convincenti?) mi chiedo in base a quali strani presupposti la ragazza si sarebbe dovuta alleare col Maestro.
ma all'inizio, si da' una strana attenzione su di lei , senza delineare a fondo la natura del personaggio, almeno io durante la lettura ho avuto questa strana sensazione, che mi ha tento sul chi va' la' fino alla fine, gli altri dai non mi sanno cosi' convincenti il maestro , che non si sa' come riattiva delle vecchie miniere , il giovane alleato, che pero' non sembra avere particolari abilita' , il nanetto che poi si fa' beccare con una facilita' assurda.... ecco magari quello meglio delineato e' proprio il colosso nero , psicolabile, che oltre alla sua forza bruta non vedo quali altri servigi puo' dare al suo maestro, al quale invece piace giocare di fino, tutto qua....

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Storia molto molto bella, come sono belle tutte le storie dove Tex e i pards si confrontano con avversari tosti e pericolosi :bandito:Mi è piaciuta di più della prima a San francisco. E' vero che manca il mistero sull'identità del maestro ma qui ci sono altri personaggi molto ben caratterizzati sia tra i buoni che i cattivi. In particolare Nat MacKennet è molto più "partecipativo" rispetto a Tom Devlin. Bello anche il finale, con la straordinaria frase di tex "ti darei una sigaretta amigo, ma con quello che hai addosso.. mi capisci"  :lol2: Per quanto riguarda Annie Oakley... beh, all'inizio mi stava antipatica ma poi ho pensato che magari Carson l'abbia in qualche modo.. ehm :indiano:  avete capito no? :D Ha detto di avere 25 anni, quindi è maggiorenne! :P

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Ottimo lavoro dell'accoppiata Boselli-Letteri. Sicuramente la seconda avventura contro il Maestro è stata molto migliore della precedente, più ricca di colpi di scena, probabilmente anche in conseguenza del fatto che è stata distribuita su un numero maggiore di pagine, dunque gli autori hanno potuto sviluppare la sceneggiatura in maniera più approfondita e meno affrettata rispetto al precedente scontro con Andrew Liddell. L'unico probabile punto debole della storia sta nell'espediente utilizzato dal Maestro per attirare Tex e Carson a New Orleans: come faceva quello psicopatico ad essere a conoscenza dell'amicizia tra i due pards e Buffalo Bill' Magari aveva avuto modo di scoprirlo casualmente, ma secondo me sarebbe stato opportuno accennare la cosa, giusto per non lasciare buchi narrativi. Comunque sia, al di l' di questa minuzia, conferisco un bell'8 alla sceneggiatura ed altrettanto alla mano di Letteri.

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Punti di forza di questa storia:

 

- il ritorno del Maestro è molto convincente, interessante l'idea nel finale di trasformarsi in un uomo bomba pronto a tutto.

- La "guest star" Buffalo Bill, davvero una bella sorpresa.

- Tutta l'atmosfera di spettacolo che circonda la vicenda, ci si diverte indipendentemente dallo svolgimento della trama.

 

Non mi è piaciuto invece il modo in cui è stato trattato il rapporto tra Kit Carson ed Anne Oakley... è troppo ambiguo, addirittura si potrebbe arrivare a pensare che... ricordo che Carson ha circa 60 anni e la Oakley 25. Insomma, va bene un Carson donnaiolo con Mamie Smith o Lena Parker, ma più consapevole che le differenze di età contano eccome. Non ho apprezzato particolarmente i disegni di Letteri, forse un pochino meno adatti per questo tipo di vicenda rispetto ad altre ambientazioni.

 

Soggetto: 8,5

Sceneggiatura: 7,5

Disegni:6,5

Voto complessivo alla storia: 8

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Per me questa è una delle storie boselliane meno celebrate, e quindi più sottovalutate, ma - a parer mio - anche tra le più brillanti scritte per Tex da Mauro. Così come nella precedente apparizione de Il Maestro, il ritmo è frenetico, in particolare nell'ultimo albo, sebbene comunque non manchino - soprattutto all'inizio del racconto - alcuni brevi momenti di pausa, utili ad approfondire il rapporto di "simpatia" che si viene a creare fra Kit Carson e Annie Oakley (che nella realtà era un cessazzo :D, giusto per la cronaca  :P). Sullo sfondo, come da tradizione boselliana, ci sono tantissimi personaggi, direi tutti ben caratterizzati, eccetto paradossalmente Buffalo Bill, che quando la vicenda è entrata nel vivo è stato messo da parte. Affascinanti i criminali scelti dal Maestro: dal maniaco omicida "Ladykiller", tanto mite e buono quanto pazzo e violento, al minuscolo lanciatore di coltelli Squeezy, passando per il freddo e cinico Daniel Lund, che più volte nel corso della storia si chiede come possa essere finito in compagnia di simili malati mentali. Andrew Liddell si conferma come uno dei più geniali e temibili avversari di Tex. Non vedo l'ora che esca la storia del suo ritorno, che sarà ambientata a New York e che promette scintille (in tutti i sensi).

 

 

Wild West Show l'ho voluta rileggere in questi giorni perché a maggio ho visitato, tra le altre cose, anche la cittadina di Cody, con il relativo museo dedicato a Buffalo Bill  :generalenordista:

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La storia mi è piaciuta anche se non è una delle mie preferite, mi sono piaciuti i disegni del mitico Letteri e soprattutto la copertina con Buffalo Bill; da questa storia comunque ho un dubbio; come fa Tex ad essere amico di Buffalo Bill? vi spiego le mie ragioni:

 

a parte l'incontro nel tex n. 82la sfida non mi risulta che ci fossero stati successivi incontri, poi secondo me nella storia (n.82) non è che l'amicizia tra i due è stata siglata, un altro dubbio sta nel personaggio storico di Cody il quale uccise 4000 bisonti (soprattutto per sgomberarli dalla costruzione della ferrovia), sostegno dell'alimentazione indiana, l'affidamento di Toro Seduto da parte del governo per evitare rivolte indiane durante le trattative oltre che il sostegno a Custer.

 

un po' controversa la cosa o no?

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Anche a me manca un numero per avere la storia completa, il 435. In ogni caso, mi pare di poter dire una cosa: anche se devo rileggermela, il finale non mi ha assolutamente convinto, dato il suo carattere forzato e del tutto inverosimile ( almeno IMHO ):

 (click to show/hide)
vediamo i coltelli del lanciatore del Wild West Show che inchiodano le braccia del Maestro alla diligenza in un battibaleno, prima che lui riesca a sparare con la pistola o almeno a fae entrare in azione le cariche esplosive che ha addosso; quasi ciò non bastasse, il fucile di Tex funziona dopo le due ore da lui passate sott'acqua ad aspettare l'arrivo della carrozza con il Maestro, Lund, Annie Oakley e Carson

 

 

 

Il finale infatti è il vero punto debole, inverosimile com'è, di una storia che invece tiene incollati alla sedia dall'inizio alla fine, con un'ininterrotta serie di sequenze avvincenti. L'inizio, con il sadico senso dell'umorismo del Maestro, mi ha ricordato un po' il Joker, il perfido nemico di Batman (si veda soprattutto la scena del babau nel pacco regalo destinato a Tex), poi la storia, per quanto qui e lì frammentata e non troppo fluida, continua ad avvincere con sequenze mirabolanti, fino all'infelice scena finale.

 

I disegni di Letteri, anche se non sono più quelli di una volta, sono sempre un bel vedere: il suo Tex è tra i più convincenti che esistano, mentre non ho mai amato particolarmente il suo Carson, anche se ammetto che gli riesce bene. 

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Erano almeno vent'anni che non rileggevo questa storia   :indianovestito: Un gradino sotto la media delle storie di Borden del periodo, si lascia comunque leggere con un certo interesse per una serie di motivi, che vado ad elencare. 

 

Il ritorno del Maestro. E' un criminale fuori dal comune, che con questa storia si conquista di diritto un posto tra i principali antagonisti del Ranger. L'autore ne approfondisce la caratterizzazione e in particolare sfrutta il suo passato "in Oriente". Nell'ultimo albo è detto chiaramente che il Maestro ricomparirà una terza volta e che allora si regoleranno tutti i conti in sospeso. Sappiamo che questa storia è in cantiere, la sceneggiatura finirà tra le mani del bravo Dotti e sarà ambientata, dopo Frisco e New Orleans, a New York. Non mi dispiacerebbe qualche flashback ambientato in Cina in cui Boselli possa continuare l'opera mostrando il background di una mente finissima, uno scienziato conoscitore di diversi dialetti cinesi, che ha deciso di dedicarsi al crimine. E' chiaro che, nella nuova storia, andrebbero accuratamente evitate le ripetizioni di situazioni già viste nelle storie precedenti e questa sarebbe un'ottima base di partenza per un personaggio che resta ancora tutto da scoprire.

 

La relazione di Annie Oakley e CarsonCon la canzone "That little gal that I left behind" a fare da sottofondo e da ritornello ricorrente nel corso dell'avventura, quasi a sottolineare la parentela con "Il passato di Carson" quanto a situazioni sentimentalmente non troppo dissimili; il rapporto tenero che unisce il vecchio cammelllo alla bella Annie, che l'età divide, è IMO solo quello di una profonda amicizia, niente di più, altro che la paventata e ingiustificata, almeno per me, scabrosa relazione. Che una freccia sia stata scoccata nel cuore di Carson è abbastanza evidente, ma il nascente idillio non è certo corrisposto dalla sbarazzina Oakley, che per lui prova simpatia e affetto, niente più. E la fuga di Carson, nelle pagine finali, è esplicita, con un Tex comprensivo e un po' fuori dai suoi panni. Se Carson dovesse incontrare di nuovo Annie, sarebbe anche un'idea, tuttavia la patata è bollente (niente doppio senso) e spero che comunque non accada nella storia del terzo scontro con il Maestro.

 

La banda del Maestro. Se pecca in qualcosa, Il Maestro, è certamente nella scelta infelice dei collaboratori. Gli strampalati e tarati avanzi di galera di cui si circonda sono il granello di sabbia in un ingranaggio altrimenti perfetto. Il gigantesco Ben, nel bene e nel male, decide le sorti di quest'avventura. C'è da chiedersi come mai un testafine come il maestro non si renda subito conto della pericolosità, per i suoi piani, rappresentata dall'instabilità mentale del negro (a proposito, il linguaggio nell'albo è particolarmente politically incorrect, si vede che siamo in un periodo antecedente il famigerato caso Codacons). Chi saranno i complici di questo formidabile avversario nel terzo round ? Ecco un'altra sfida non di poco conto per Boselli.

 

Resta da parlare del Wild West Show, che ha un ruolo preponderante nella storia e nella conclusione, ma che non è riuscito ad entusiasmarmi più di tanto. E resterebbe da parlare, soprattutto, della parte grafica, la vera nota dolente di questa storia, con un Letteri ormai l'ombra del grandissimo disegnatore che fu. Ma mi fermo qui.

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la storia è abbastanza complessa e mi è  piaciuta,piena di colpi di scena

 Nasconde però tra le pagine,a mio modesto parere, alcuni piccoli limiti.

Innanzitutto, Daniel (il principale socio del maestro) dimostra di essere ben poco astuto e compie tutta una serie di errori che compromettono il piano diabolico di Liddel (lui si, un vero genio del crimine). Poi, il vecchio cinese custode del teatro dimostra di avere un bel fegato nel tradire i suoi padroni, dando informazioni preziose a Tex. Infine, Come già detto, i tirapiedi del maestro  (dal bassetto a Lady Killer) sono poca cosa e ne compromettono i piani perfetti.

Per il resto, la storia scorre bene, ma devo dire che la prima apparizione del Maestro rimane ancora adesso la mia preferita.

Piccolo appunto "stilistico": Nat e la polizia di New Orleans vengono dipinti come sbirri stile New England (i poliziotti sembrano bobbies, e Nat con la bombetta non mi è piaciuto).Li preferisco più stile western!

Modificato da Barbanera

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