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TWF - Tex Willer Forum
Pedro Galindez

[302/304] Messaggero Di Morte

Voto alla storia  

20 voti

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Soggetto e sceneggiatura : Claudio Nizzi
Disegni: Fernando Fusco
Periodicità mensile: Dicembre 1985 - Febbraio 1986
Inizia nel numero 302 a pag. 70 e finisce nel numero 304 a pag. 101.




In Oklahoma, i Cheyennes muoiono come mosche, relegati in una riserva inospitale e malsana. Alcuni ribelli guidati da Mocassino Rosso uccidono un agente indiano e rapiscono un giornalista. Tex e Carson, fiutato il pericolo di una guerra indiana, conducono il sakem Lupo Grigio a Fort Nelson, per parlamentare con i militari. Lupo Grigio viene chiuso in una cella di Fort Nelson: il colonnello Middleton è un indegno ufficiale che intende spingere i Cheyennes a disseppellire l'ascia di guerra per poi schiacciarli. Tex, rispolverato il macabro costume dell'Uomo della Morte, fa evadere l'anziano capo e, con un abile trucco, allontana segretamente la sua tribù dalla riserva, separando vecchi, donne e bambini dai guerrieri. I militari, che inseguono i pellerossa, vengono ostacolati da audaci azioni di guerriglia. I soldati di Middleton tornano a Fort Nelson in condizioni pietose: Lupo Grigio e Tex, sempre mascherato da Uomo della Morte, li hanno beffati e sconfitti con depistaggi, agguati e tecniche da guerriglieri! I Cheyennes, che l'infame colonnello voleva sterminare, vengono così trasferiti in gran segreto nella riserva navajo di Aquila della Notte. Dopo cinque mesi, il furente Middleton, radiato dall'esercito, ferisce Willer in un vicolo di Flagstaff, ottenendo in cambio la pace eterna.



© Sergio Bonelli Editore

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La storia sembra molto interessante ed intrigante; peccato che io possegga per ora soltanto l'albo 303; sulla base di quanto conosco posso comunque sottolineare un paio di caratteristiche della vicenda:a ) Nizzi riprende qui il costume dell'"Uomo della Morte", usato da Tex nella storia dei nn. 42 - 43, un po' come riprenderà nei nn. 307 - 309 la "Mano Rossa" del n. 1 b ) il colonnello Middleton sembra un avversario un po' meno ottuso dei vari Elbert e Arlington su cui è modellato....

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E' un filone piuttosto sfruttato quello delle guerre indiane... comunque Nizzi farà meglio con le successive storie incentrate sui Sioux, con personaggi e scene decisamente più memorabili. Di questa storia conservo comunque un ricordo positivo, legato soprattutto al primo Tex guascone di Nizzi, il quale ( anche se il Bonelli non gradisce molto questo tipo di stratagemma ) si riappropria, come ricordato da Pedro Palindez, del suo vecchio e macabro costume ( e quanto a camuffamenti ne ritroveremo un'altro anche nella storia successiva ). Una storia godibile, alliettata dai disegni del maestro Fusco, ma come già detto il meglio verrà dopo!

 

Voto complessivo: 6,5 ( decimi )

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Ho finalmente letto anche l'albo 304 e devo dire che la storia, sebbene non sia un capolavoro, mi è sembrata assai godibile: il soggetto non è affatto originale, ma il suo trattamento lo è abbastanza, grazie alla personalità del "cattivo" della storia, il colonnello Middleton, nemico degli indiani come tanti altri ufficiali Usa comparsi prima e dopo di lui nella saga texiana, ma meno ottuso e più capace di ragionare ( e soprattutto di intrigare ) dei vari Arlington ed Elbert. Queste caratteristiche gli permettono inizialmente di segnare un punto a suo vantaggio con l'arresto di Lupo Grigio, destinato nelle sue intenzioni a rimanere in guardina il tempo che bastava per spingere i Cheyennes sul sentiero di guerra, offrendo a lui stesso un'occasione per guadagnare facili allori; una volta però che Tex decide di affrontarlo su questo terreno, Middleton non ha più scampo e, per quanto riesca in parte a comprendere le manovre del ranger (la maschera dell'"Uomo della Morte" non lo inganna minimamente ), non riesce a contrastarle efficacemente, tanto più in quanto Tex dimostra di destreggiarsi piuttosto bene anche nei rapporti col potere, chiamando in causa il generale Davis ( qui alla sua prima apparizione nella saga texiana ) allo scopo di rovinare definitivamente la carriera di Middleton, cui non rimarrà che tentare invano più tardi di vendicarsi. In questa storia il Tex di Nizzi mostra chiari segni dell'influsso di quello di Nolitta ( Nizzi ha del resto detto che inizialmente questo tipo di Tex gli piaceva più di quello di GLB ) nell'atteggiamento guascone, ironico e spavaldo che assume; a differenza del Tex nolittiano tuttavia la cosa non lo espone quasi mai al rischio dell'antipatia tranne forse nelle battute iniziali della storia, quando si mostra un po' troppo paternalistico verso Lupo Grigio, dato che gli oggetti delle sue beffarde sfide sono Middleton e i suoi subordinati. Carson svolge bene, anche se senza particolari lampi di genio, la sua funzione di spalla, mentre il ruolo di Tiger e Kit è quasi del tutto decorativo; anche gli indiani che recitano un ruolo nella vicenda ( Lupo Grigio, il suo sostituto Lunga Lancia e la "testa calda" Mocassino Rosso ) sono caratterizzati in maniera appropriata, ma non certo epica e memorabile come i personaggi corrispondenti in "Sioux" e "Le colline dei Sioux". Malgrado la vicenda scorra in maniera generalmente fluida e lineare, vi sono un paio di lievi incogruenze ed imperfezioni:

1) quando Middleton, nel corso dell'inseguimento ai Cheyennes si accorge che le provviste stanno finendo manda un soldato a Fort Nelson con la richiesta di una colonna di rifornimenti, ma trascura di far conoscere al messaggero il contenuto della lettera ( come se una richiesta di viveri fosse segreto militare... ); si tratta di una forzatura per consentire a Tex e agli indiani di intercettarlo e togliergli la lettera senza farlo prigioniero ( in quel caso avrebbe finito con lo scoprire anche lui che Tex era "l'Uomo della Morte") o peggio ucciderlo ( cosa che avrebbe provocato una guerra alla morte contro i Cheyennes );

2) durante l'inseguimento i Cheyennes, per rallentare le giubbe blu, fanno uso della dinamite; non ci voleva un genio per capire che erano aiutati da qualche bianco e la cosa avrebbe potuto essere utile a Middleton per accusare Tex presso il governo; ciò però, stranamente, non avviene; 

3) nell'epilogo della storia Middleton, dopo essere stato radiato, spara da dietro a Tex in un vicolo di Flagstaff, ferendolo di striscio a una spalla; il ranger però, una volta colpito, non si getta a terra di fianco per evitare i colpi, ma rimane stranamente impalato in ginocchio offrendosi come facile bersaglio all'ex ufficiale che però non riesce a fare nuovi centri ( è forse questo lo "sprazzo di piccionizzazione" rilevato da Wasted ) ; al contrario, rimane anche lui impalato nel bel mezzo del vicolo, consentendo a Tex di mirarlo e di stenderlo con la più grande facilità.

I disegni di Fusco sono molto belli e talora caratterizzati da soluzioni originali ( come quella delle pp. 67 - 68 dell'albo 304, con la carta geografica "attraversata" in diverse direzioni dai vari gruppi di indiani e soldati ). 

 

In sintesi ( e IMHO ):

soggetto 7 +

sceneggiatura 7+

disegni 8,5

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Una curiosità: l'aspetto che Fusco conferisce a Middleton, coi suoi lunghi capelli ben poco d'ordinanza, lo rende molto simile a Custer; IMHO si tratta probabilmente di una richiesta di Nizzi, dato che lo sceneggiatore mette in bocca a Middleton la battuta di Custer secondo cui, se fosse stato un indiano, avrebbe preferito morire con le armi in pugno piuttosto che vivere in una riserva.

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Trovo molto gradevole questa storia, soprattutto per l'abilità strategica e tattica mostrata da Tex nello spostare un intera tribù sotto gli occhi di tutti, e in particolare del vanaglorioso Middleton (oltre che per il ritorno dell'Uomo della Morte). Mi spiace che Middleton sia finito così perchè avrebbe potuto dare lo spunto ad un'altra avventura interessante. Meno male che ufficiali arroganti ce ne sono a bizzeffe, sia nel fumetto che nella realtà.

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Come è stato rilevato da alcuni, l'epilogo della vicenda è la versione rovesciata di quello di "Vendetta indiana"

con l'ufficiale assetato di gloria che cerca di vendicarsi di Tex, che lo ha fatto cadere in disgrazia, mentre in "Vendetta indiana" Nashya si vendica dell'ormai ex colonnello Arlington
. Il richiamo, per quanto sottile, alla precedente storia ha IMHO indotto Nizzi a sacrificare Middleton, anche se concordo con Cheyenne che avrebbe potuto benissimo essere sfruttato in un'altra occasione, per le sue qualità intellettive, un po' superiori a quelle dei suoi colleghi apparsi in analoghe storie precedenti e successive.

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Se questa storia e' stata considerata una minestra riscaldata, io questa minestra la mangerei sempre. Si e' vero, la trama ricalca "Sangue Navajo" e "Vendetta indiana" e il colonnello Middleton ricorda gli altri altri ufficiali arroganti e presuntuosi in cerca di gloria delle storie precedenti, ma i dialoghi in questa avventura sono uno dei punti di forza e rispecchiano alla grande la personalita' di Tex. A Nizzi era stato chiesto di continuare il lavoro svolto da G. L. Bonelli nel solco della tradizione e l'autore lo fa' nel migliore dei modi. Si respira aria di Tex in tutte le pagine. E non e' poco.

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Dopo qualche storia contaminata dal suo filone preferito (il giallo), Nizzi ci regala una nuova storia, che tanto nuova non è! Infatti il tema è classicissimo: indiani contro militari e Tex ovviamente che mette a posto le cose che non quadrano. Unica variante delle tantissime storie simili e precedenti a questa, è "L'uomo della Morte", la macabra identità di una vecchia avventura che tutti ricordiamo sicuramente meglio di questa. Nonostante sia una "minestra riscaldata", citando il vecchio Wasted, presenta comunque parti divertenti e di buon livello, soprattutto il fedele Texiano può esaltarsi come ai vecchi tempi nel vedere l'esercito messo a terra ancora una volta da Tex. Da citare anche che questa è la prima volta in cui compare il generale Davis, nonostante in questo caso Tex sia riuscito da solo a risolvere la situazione, a differenza di altre future storie in cui il generale avrà un ruolo fondamentale. Bellissimo quando tutti si buttano sulle tracce della tribù indiana, mentre questa è a moltissimi chilometri di distanza, diretta alla riserva Navajo. Chissà se un giorno li ritroveremo!! Il finale ricorda un pò quello di Tulac (vedi n. 418 "Morte sul Fiume" di Boselli - Marcello) con protagonista il generale Middleton che a distanza di tempo decide di vendicarsi del suo avversario che l'ha ridotto in rovina!

Voto: 7 :trapper:

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Bella storia di Nizzi, che per l'occasione rispolvera un vecchio costume usato da Tex molto tempo addietro. L'argomento della storia è il confronto fra le giacche azzurre e gli indiani e non concordo affatto con chi ha definito questa storia una "minestra riscaldata" solo perchè ha ripreso un argomento già trattato. Se dovremmo ragionare in questi termini allora dovremmo dire, a torto, che buona parte delle storie di Tex, compreso la stragrande maggioranza scritte dallo stesso GLB, siano una "minestra riscaldata" perchè in fin dei conti parlano tutte di Tex contro ladri di bestiame o ladri di banche o indiani cattivi e via discorrendo. Buona parte delle storie di Tex hanno avuto nel passato una storia simile... basta questo per definirle "minestre riscaldate". A mio modesto avviso no. Io l'ho trovata una storia molto bella con dei buoni spunti e bei dialoghi. Alla fine del racconto mi è rimasto un p? l'amaro in bocca non per la storia ma per il pensiero che, purtroppo, nella realtà le cose sono andate molto diversamente. Gli indiani sono finiti nelle riserve e non c'è stato nessun Tex che li ha salvati da quel triste destino. Voto otto e mezzo.

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Bella storia, con l'idea azzeccata di riproporre il vecchio costume di Tex in una situazione di conflitto con il testardo Colonnello Middleton, aumentando di fatto la lunghezza della vicenda e, conseguentemente, l'attrazione da parte del lettore. Notevoli i disegni di Fusco in ogni vignetta.

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D'accordo anch'io sul fatto che sia una bella storia. Pur non avendo un soggetto originale (anche se vedere Tex nei panni dell'Uomo della Morte non è certo consueto), la sceneggiatura è solida, i dialoghi sono tosti, i personaggi (in primis, il colonnello Middleton, ma anche Lupo Grigio) sono ben caratterizzati. Storia classica, quindi, da Tex, non di quelle che amo particolarmente, ma avercene, di queste minestre riscaldate e comunque saporite :trapper:

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In questa storia troviamo per la prima volta Nizzi che affronta il tema delle guerre indiane con uno schema narrativo in seguito riutilizzato nella due avventure di "Sioux" e "Nuvola Bianca" infatti Tex, sfruttando le sue incredibili doti, sposta la truppa in lungo e in largo per farla sfuggire dal pericolo dell'esercito. Come idea la trovo molto simile alle storie prima citate vista anche la presenza dell'ufficiale ottuso di turno. Trovo molto buona questa storia e penso che sia abbastanza sottovalutata. Ottima la prova grafica di Fusco che da i primi segni del suo futuro cambio di stile.

 

Trama 8

Disegni 8

Soggetto 7

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Forse la meno nota delle storie sulle guerre indiane in Tex. In compenso presenta un intreccio e uno sviluppo ben articolato e ben sviluppato. L'ufficiale cattivo della storia, il colonnello Middleton, è uno dei personaggi meglio gestiti in questo genere di storie: ottuso ma neanche tanto stupido; semplicemente Tex è troppo furbo per lui e gli manda tutte le mosse in fumo (ad esempio quando Middleton fa verificare se Tex e Carson sono tornati alla riserva navajo, e il nostro Ranger gli para la mossa). Mi piaceva anche molto il finale, con l'ex colonnello che cerca di vendicarsi di Tex; un personaggio che non si limita a sbavare odio ma cerca persino di fargli la pelle, insomma un personaggio che sa anche agire e che si rende pericoloso. Con la sua morte diventa tra gli ufficiali arrroganti affrontati da Tex, quello che subisce la sorte peggiore (a parte Arlington in "Vendetta indiana")Se non sbaglio potrebbe essere la prima apparizione del generale Davis (almeno fra le storie che ho letto), uno dei pochissimi militari gallonati rispettati da Tex. Una volta tanto, Tex può contare di importanti e influenti appoggi militari (dopotutto ne ha di numerosi contatti). Storia classica ma con elementi tutti ottimi e ben riusciti. VOTO: 9

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Questa storia per me è semplicemente stupenda.... grandissimo Nizzi. Il soggetto non è originale, ma la sceneggiatura è fantastica. Finalmente un Tex all'altezza della situazione, che si fa bette del colonnello Middleton. il quale non riesce mai a contrastare le mosse del nostro ranger, pur capendo benissimo che è lui che si nasconde sotto la maschera dell'"uomo della morte". E' questo il Tex che mi piace, che vorrei sempre vedere. Umile, ma al tempo stesso pronto ad approfittare di ogni passo falso dell'avversario per colpire. Middleton va a cacciarsi nei guai senza motivazioni valide e sembra cercare lo scontro con gli indiani ad ogni costo più per motivazioni ideologiche che per necessità. Se Drake o Stonewell avevano comunque appigli validi per intervenire, qui non ne vedo nessuno eccetto forse quello di guadagnare qualche medaglia da appendere sul petto. Eccezionale alla fine il confronto Middleton/Davis dove il primo appare come un bambino sorpreso con le mani nella marmellata. Ottimo anche Lupo Grigio, ben caratterizzato. Buoni i disegni di Fusco. Una storia per me appena al di sotto de " Le colline dei Sioux" ma superiore a "Sioux".

 

Soggetto:8

Sceneggiatura:10

Disegni:8

Voto globale alla storia: 9

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Apprezzo molto questa storia che mi è sembrata una prova generale di "Sioux" (storia che di questo filone mi sembra sempre la migliore, più passano gli anni più me ne convinco). Condivido l'opinione sulla somiglianza Elbert - Custer. In generale è piena di trovate davvero geniali, ottima dimostrazione della "mente superiore" di Tex che gli permette di mettere nel sacco avversari dotati di buone capacità.

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La prima delle quattro o cinque storie che Nizzi dedica al filone delle guerre indiane l'ho riletta quest'oggi e rispetto al messaggio che scrissi diversi anni fa, in cui ero più tenue con gli entusiasmi, questa volta sono rimasto pienamente soddisfatto. D'accordo che il ruolo cucito addosso a Carson è quello di semplice spalla, è forse questo l'unico vero difetto dell'insieme, ma il Tex fine stratega che lascia il punto esclamativo stampato sul viso degli altri personaggi in più di una vignetta è da dieci e lode. Così come i sordi brontolii del colonnello Middleton, che sbava tutta la sua rabbia dopo i pesanti smacchi subiti all'indirizzo del ranger, non possono che mandare in estasi il lettore. E' quello che ci si aspetta dalla lettura di questo fumetto, diciamocela tutta, l'eroe che si diverte a calpestare i pezzi grossi e prepotenti, e in questo Nizzi, che si rifà a diversi numeri della serie (nn. 41, 51, 91 e 165), è un autore che, si vede lontano un miglio, ha imparato alla perfezione la lezione glbonelliana. La lunghezza, poco più di due albi, IMO è quella giusta per questa avventura (in tempi in cui il numero delle pagine non era condizionato dalla legge 220 o 330 tavole che salvo rari casi vige nelle storie attuali ): con qualche altra sequenza in più Nizzi avrebbe potuto farne un capolavoro come lo è stato poi per le storie con i sioux, ma anche rovinare quanto di buono già fatto allungando il brodo, questo dovrebbe far riflettere chi oggi scrive le storie di Tex.

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Riletta recentemente, mi piace l'eterno tema del cattivo umiliato. In questo caso è una vittoria su tutta la linea, e si apprezza la strategia di Tex. L'uomo della morte poi è un gradito ritorno, per fortuna non eccessivamente enfatizzato -infatti Middleton arriva subito a capire cosa ci sta dietro.

Vorrei vedere anche oggi qualche storia di confronto fra soldati e indiani, non necessariamente con i primi dalla parte del torto. Non credo sia un tema esaurito.

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In questa sua storia (l'ottava, se non erro, dal suo esordio sulla collana mensile), Nizzi introduce per la prima volta i temi dei diritti violati degli indiani, della loro difficile vita nelle riserve, dell'ottusità di certi ufficiali dell'esercito, dell'intervento risolutivo di Tex che, con le classiche tattiche della guerriglia, ripara alle ingiustizie e si fa beffe dei persecutori...

Temi che Nizzi riprenderà più volte in futuro (specie con la saga di Nuvola Bianca e dei suoi Sioux) ma, per il momento, la sua ispirazione trova solide radici nel passato. E non solo perché fa ripescare a Tex, dal fondo di un polveroso baule, l'antico costume scheletrico dell'”Uomo della Morte” (già utilizzato in una vecchia storia Gianluigibonelliana: albi nn. 41 e 42), ma anche perché la figura del colonnello John Middleton, come molti hanno sottolineato, richiama alla memoria altre memorabili figure di militari ostinati e ottusi come il col. Elbert di "Sangue navajo" o il col. Arlington di "Vendetta Indiana". E di quest'ultimo, il col. John Middleton condivide anche l'amaro destino finale...

In ogni caso, qui Nizzi caratterizza bene i vari personaggi, contrariamente a quanto avvenuto nelle ultime storie di GLB.

Lupo Grigio, il capo Cheyenne, è orgoglioso ma saggio, e non perde la sua dignità nemmeno quando è messo nella guardina di Fort Nelson: anche se poi segue tutto quello che gli dice Tex, mostra comunque la sua personalità sin dall'inizio, quando si scontra con Mocassino Rosso.

Lo stesso colonnello Middleton si dimostra molto meno fesso dei suoi illustri predecessori e, pur essendo alla fine giocato beffardamente da Tex, si rivela un antipatico osso duro.

Come spesso succede con Nizzi, Tex agisce in compagnia di Carson, mentre Kit e Tiger rimangono sullo sfondo (siamo all'opposto delle scelte di Nolitta...), un Carson che borbotta sempre di fronte alle idee rischiose di Tex, ma che poi lo segue fedelmente e gli dà una mano importante.

Due piccole “forzature” nella vicenda.

La prima, già segnalata da Pedro: pare strano che Middleton incarichi un suo milite di tornare a Fort Nelson a chiedere rifornimenti senza informarlo dei motivi della sua missione, ma limitandosi a consegnarli un messaggio in busta chiusa, tanto che quando Tex gli sottrae la busta, il soldatino torna al forte senza sapere cosa diceva il messaggio.

La seconda, mi sembra che Tex rischi un po' troppo a manifestarsi nel finale come “Uomo della Morte” a Middleton, dicendogli pure che aveva mandato un telegramma a Kit e Tiger per far loro raccontare che lui e Carson, anziché con i Cheyennes di Lupo Grigio, si trovavano a caccia sulle montagne di Te-en-ta: se fossi stato in Middleton, mi sarei difeso di fronte al generale Davis cercando le tracce del telegramma con cui si invitavano Kit e Tiger a raccontar balle...

Infine, interessante il fatto che questa è la prima volta che appare un personaggio caro a Nizzi, il generale Philip Davis, amico più che fidato, cui i nostri avranno modo di rivolgersi più volte in futuro, soprattutto in storie come queste che mettono in conflitto l'esercito e gli indiani.

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