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Pedro Galindez

[521/ 522 ] Kiowas

Voto alla storia  

31 members have voted

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Soggetto e sceneggiatura: Claudio Nizzi
Disegni: Giovanni Ticci
Periodicità mensile: Marzo 2004 - Aprile 2004
Inizia nel numero 521 e finisce nel numero 522

 

 

Sulle tracce di un uomo colpevole di aver violentato e ucciso tre donne indiane, Tex e Carson giungono a Wichita, dove la loro caccia si intreccia con un'altra drammatica partita, la cui posta è la pace nella regione e la sopravvivenza dei Cheyenne di Lupo Solitario.
 

 

 

 

© Sergio Bonelli Editore

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Non si può certo dire che "Kiowas!" manchi di antecedenti nella saga texiana: l'idea di base ( una spedizione di cacciatori di bisonti che rompe la quiete di una riserva indiana ) può essere ricondotta a "Gli sterminatori" ( come ha sottolineato Ymalpas nel topic dedicato a quest'ultima storia ); scazzottate e agenti indiani corrotti sono elementi topici della saga texiana mentre altri elementi ( come l'indiano ubriacone che dà a Tex e Carson le prime indicazioni su ciò che i "cattivi" stanno tramando ) riportano a "Contro tutti" di Nolitta oppure ( come la divisione dei compiti tra Tex e Carson - l'uno più stratega, l'altro più esecutore ) a "Le colline dei Sioux". A mio parere, comunque, sono proprio questi ultime due storie ad essere più affini all'atmosfera di "Kiowas!": un'atmosfera tendenzialmente crepuscolare e malinconica e ( a differenza de "Le colline dei Sioux" ) del tutto priva di personaggi grandiosi, anche solo per la loro malvagità.
I "cattivi" di questa vicenda, infatti, gareggiano tra loro in meschinità: l'agente indiano Kogan è non solo un corrotto, ma anche un vigliacco che, una volta colto con le mani nel sacco, cerca di scaricare tutte le colpe sul colonnello Thunder; costui invece è un fatuo damerino, ansioso di compiere prodezze.... a caccia di bisonti; il capo kiowa Mano Rossa, usato da Kogan per impedire ai Cheyenne di proteggere i bisonti del loro territorio, è invece ispirato nelle sue azioni, come dice a Tex, non dalla sete di gloria, come tanti sakem "dalla testa calda" prima di lui, ma da un misto di servilismo e machiavellismo spicciolo; Wess Tucker, infine, inseguendo il quale i due pards arrivano sulla scena dell'azione, è colpevole dello stupro di tre squaw, crimine brutale, ma anche vigliacco, anche se , a ridare loro un barlume di umanità, intervengono alcuni rapidi, ma IMHO indovinati, tocchi patetici (come quelli legati alla figura di Eddy Tucker, deciso a salvare suo fratello Wess dalla forca, anche a costo di scontrarsi con Tex, di cui cade infine vittima; o come il desiderio infantile di cacciare in maniera "sportiva" i bisonti, che costa la vita al colonnello Thunder. Nemmeno i "buoni", tuttavia, sono visti in una luce particolarmente positiva: Tex non può fare a meno di osservare che i Cheyenne di Lupo Solitario non esitino a torturare un prigioniero Kiowa pur di strappargli le informazioni desiderate. Date queste premesse, è naturale che Tex e Carson non vengano subito riconosciuti per quel che sono ( i Cheyenne non solo prendono Tex e Carson per cacciatori di bisonti e li attaccano di sorpresa, ma, una volta che li hanno catturati, non vogliono credere che Tex è il capo dei Navajos e gli ridono in faccia; non si tratta tanto di un "voluto" abbassamento della figura dei pards, come probabilmente direbbero i critici di Nizzi, ma del fatto che in un mondo senza ideali e idealismo come quello di "Kiowas!" l'idea di un bianco a capo di una tribù indiana deve apparire mitologica a chi non conosca direttamente Tex, anche se il piano di Tex ha successo, mentre Carson si disimpegna molto bene sul piano della guerrigilia contro i cacciatori di bisonti, togliendo altresè dai guai il suo pard; la cosa tuttavia non dissipa affatto l'atmosfera amara della vicenda, anche perchè i "siparietti" tra Tex e Carson sono alquanto meno frequenti della media nizziana.

I disegni di Ticci, malgrado l'eccesso di tratteggio osservabile in non poche fisionomie ( cosa che invecchia Tex non di poco ), sono IMHO di livello buono.
Insomma, IMHO:
soggetto 7
sceneggiatura 7
disegni 7,5

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Per caso la storia è stato pubblicata su un libro edito da Mondadori? Se sì, ho letto degli spezzoni, bella!

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Storia ben fatta, breve, ma un'avventura ben fatta. Classica storia di Nizzi (sparatorie, inseguimenti) che uniscono, in questo caso, ufficiali dell'esercito, l'esercito stesso, Kiowas, Cheyennes, banditi, agenti indiani. Davvero una storia godibilissima. Disegni di Ticci, come sempre, splendidi. E' sempre un piacere vedere il "suo" Tex prendere a pugni gli agenti indiani che approfittano del proprio potere. :D

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Storia interessante e di buon livello se solo si escludono le ultime pagine. Mi dispiace non scrivere elogi per un altro capolavoro disegnato da Ticci. In effetti i suoi disegni sono sempre ottimi come al solito mentre il finale mi sembra addirittura come se fosse stato troncato per farlo stare nella lunghezza dei due albi. Teniamo conto che in solo una ventina di pagine viene fatto morire in circostanze accidentali il colonnello Thunder, avviene l'arrivo delle truppe e di Tex e Wess viene fatto fuori con un colpo di pistola alle spalle. Mi sarei aspettato un energica reazione del colonnello all'arrivo delle truppe e non la sua morte. Si vede anche un Carson intraprendente nel tenere a bada i cacciatori di bisonti. Bella la grande mandria di quelle magnifiche bestie. Molto molto belle entrambe le copertina di Villa. Davvero originale la figura del capo Kiowas Mano Rossa che secondo me è molto meritevole. Ottimo come al solito Ticci. Peccato il finale che penalizza un po' la vicenda.

Voto 7,5 alla trama

Voto 9 ai disegni

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Mercanti corrotti e ufficiali vanagloriosi in combutta per ottenere terre e gloria a scapito degli indiani. Ho perso il conto di quante volte Nizzi ha proposto questo soggetto, diversificandolo con minime varianti. Qui però le varianti sono a mio parere molto infelici:

- la lotta, solo abbozzata, tra Cheyennes e Kiowas che addirittura fa guadagnare l'immeritatissimo titolo del primo albo a questi ultimi;- il violentatore di indiane, figura che potrebbe essere buona se incidesse un minimo nella storia (ed invece non si vede quasi mai)

- la (noiosa) caccia ai bisonti, che mi ricorda un pò la situazione riproposta in Bisonte Bianco. In quest'ultima storia però Nizzi era ispirato, qui invece il solo ispirato è quel genio di Villa che con I Cacciatori di Bisonti realizza forse la copertina di Tex più bella in assoluto. Ma, se trovo le varianti poco ispirate, trovo stupidi tutti gli attori di questa storia:

- stupido Blackmore, che ascolta i discorsi compromettenti del proprio comandante e non batte ciglio finchè non arriva Tex al quale immediatamente riferisce tutto;

- stupido Carson, che con una manovra sciagurata provoca la morte del colonnello Thunder;- stupido Tex, che incredibilmente, sul finale, non si avvede che Wess Tucker ha approfittato della confusione per scappare. Storia nel complesso con una sceneggiatura accettabile nel primo albo, e che però perde troppo nel finale. Peccato:la mediocrità di questa storia stride in maniera eccessiva con la copertina che la racchiude.

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Ho letto oggi questa storia, nel volume "Super miti" intitolato "Ombre rosse"; e devo dire che l'ho trovata non eccessivamente terribile. Forse un pò piatta, priva di colpi di scena e con personaggi " scoloriti" senza un minimo di spessore psicologico; ma è proprio questo che d' alla lettura una leggerezza che, anche se la storia non ti prende eccessivamente (come a me), comunque arrivare alla fine non pesa eccessivamente. Per quanto riguarda i disegni, Ticci non è fra i miei disegnatori preferiti, in quanto preferisco lo stile " particolareggiato" di: Piccinelli, Villa, Civitelli, Rossi ( insomma vi ho elencato i miei disegnatori preferiti :trapper:). Non dico che Ticci non sia bravo, ma proprio lo stile in generale, che non mi piace eccessivamente. In conclusione alla storia dò un 6, mentre ai disegni d' un 7; per una media complessiva del 6+ ( per me conta più la storia dei disegni).

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storia di puro intrattenimento senza spunti degni di notavoto 5,5

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Appena letta questa storia che reputo buona e godibile. Ho assegnato un 7 generale tenendo conto del lavoro di Nizzi secondo me da 7 e dei disegni di Ticci a cui darei un 8, sebbene il suo non sia il mio stile preferito. Una nota di grande plauso merita il lavoro di Villa che con le due copertine, ma in particolare la seconda, ci mostra tutta la sua bravura e ispirazione realizzando una delle migliori copertine mai fatte.

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nella mia rilettura di tutte le storie di Claudio Nizzi sono arrivato a quest'avventura disegnata magnificamente da Ticci e dedicata ai cacciatori di bisonti e indiani.

 

La trama scorre fluida, con Tex e Carson che si dividono l'azione anche se nel primo albo, a parte qualche sparatoria, sono più vittime degli eventi che protagonisti veri e propri. In fondo Nizzi cerca di creare una storia in cui i nostri eroi vengano messi in difficoltà e si vede: tra agguati dei Kiowas, incomprensioni con i Cheyennes e lo scontro con i cacciatori di bisonti Tex e il buon Carson hanno il loro bel da fare.

 

La storia mi è piaciuta anche se in questo periodo si nota la stanchezza di Nizzi nello scrivere trame che non siano meri compitini. Il che mi dispiace dirlo perché lo reputo uno straordinario narratore, ma dal dopo "Mefisto" i passi falsi sono stati molti. Il problema sta nella mancanza di feeling con il lettore, la consapevolezza di scrivere storie prive di un anima, come se Nizzi si "accontentasse" di finire il lavoro. Mi è piaciuta la parte della storia in cui Nizzi si dedica un po' a mostrarci la vita dei cacciatori di bisonti che ho trovato davvero pertinenti. Ecco, forse invece di mostrarci un Tex piccione (la scena quando si fa scappare Wess Tucker non l'ho capita: ok, Tex è un essere umano, ma se doveva allungare il brodo per altre dieci pagine poteva benissimo farlo scappare senza che il nostro eroe non si avveda di un pericoloso criminale che si dilegua) avesse puntato su uno stile narrativo più personale, pur mantenendo la bonellianità, credo che avrebbe scritto storie più epiche un po' come saggiamente ha fatto Boselli.

 

Maestosi i disegni di Ticci, superbe le copertine di Villa.

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Un'avventura leggera, priva delle classiche sbavature del periodo (la storia Nizzi la scrive nell'estate del 2002). C'è chi potrà obiettare sul Tex "diplomatico" (ma storicamente la sua figura è la classica del mediatore ) che deve appoggiarsi all'esercito perché prenda in consegna un gruppo ridotto di cacciatori di bisonti; sul Tex "piccione" che per l'ennesima volta non riesce a sottrarsi a una cattura, prima dei Cheyennes e poi dei Kiowas (episodi che tuttavia non prestano il fianco ad eccessive critiche per come avvengono); sulla conflittualità non sufficientemente sviluppata delle due tribu indiane (messe dapprima in contrapposizione, poi Nizzi si dimentica letteralmente dei Kiowas). Ma indubbiamente si deve riconoscere alla storia un intenso approccio malinconico, da west quasi crepuscolare, che mira al lato sentimentale del lettore, trattando temi dolorosi non solo come la caccia dei bisonti e l'annessa stupidità umana, ma non dimentichiamo quello dello stupro delle squaws, motore iniziale dell'azione; per finire con una gestione della coppia Tex/Carson più che ottimale, con quest'ultimo che diventa splendido protagonista nell'ultimo albo. Tra le storie del periodo, insomma, è una di quelle che si leggono volentieri, sarà anche grazie alla magnifiche tavole di un sempreverde Giovanni Ticci. Un aneddoto raccontato nel volume "Tex Secondo Nizzi": "I cacciatori di bisonti usavano tra loro un linguaggio molto scurrile, che ho cercato di scimmiottare, addolcendolo, perché su Tex non puoi usare espressioni che vadano oltre una certa soglia di volgarità".

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Tra le storie del periodo, insomma, è una di quelle che si leggono volentieri, sarà anche grazie alla magnifiche tavole di un sempreverde Giovanni Ticci.

 

soprattutto per questo motivo. Comunque una buona storia e concordo con la tua analisi in generale. Anzi io avrei dato più spazio ai cacciatori di bisonti però capisco che non si poteva.

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Storia discertamente scritta e ben disegnata ma un po' rovinata dal finale decisamente "affrettato". Peccato perché qualche personaggio era ben tratteggiato (il colonnello e l'agente indiano) ed interessante sarebbe stato vedere lo scontro tra Blackmore e Thunder, ma chiaramente la storia doveva chiudersi alla pagina 220... Voto tra il 7 (per l'inizio promettente) e il 6 (per il finale affrettato).

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Storia relativamente superiore alle precedenti "I fucili di Shannon" e "Muddy Creek" come trama e decisamente come disegni (Ticci...:inch:), presenta troppe piccionate per avvicinarsi alla sufficienza, nonostante un impianto più solido della media del periodo. La salva in parte l'aura leggermente malinconica di cui hanno parlato altri prima di me.

Devo ammettere che se non fosse stato per i disegni di Ticci non l'avrei mai ripresa qualche anno fa (e quindi, sia pur solo in parte, rivalutata).

 

Quindi:

 

TESTI: 5,5 (un tempo avrei dato 4,5)

DISEGNI: 10 e lode

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Per me questa storia é nettamente insufficiente. Tex che si fa catturare, prima (insieme a Carson) dai Cheyennes e poi dai Kiowas, non si può guardare. Nella prima occasione i due poveri pards stanno addirittura due giorni a terra legati a quattro paletti. Per il resto non succede niente di particolare.
Ticci ai suoi livelli di questo periodo, cioè poco più che discreto.
Voto alla storia: 5
Voto ai disegni: 7,5

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io la giudico una storia discreta, che riprende nuovamente il clichè dell'invasione dei bisonti in territorio indiano e che sfrutta in modo superficiale e non ottimale la contrapposizione tra le tribù indiane. Tex fa da pacere, non ha guizzi ma non è "Piccione" come in POCHE altre storie di Nizzi...Mi è molto piaciuto l'idea di far finire schiacciato dai bisonti il colonnello, un modo che ha escogitato Nizzi per toglierlo di mezzo senza far ricadere la colpa sugli Indiani.

Non si può sempre criticare Nizzi anche quando svolge il suo compitino in modo decente... :rolleyes:;)

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<span style="color:red;">2 ore fa</span>, Barbanera dice:

io la giudico una storia discreta, che riprende nuovamente il clichè dell'invasione dei bisonti in territorio indiano e che sfrutta in modo superficiale e non ottimale la contrapposizione tra le tribù indiane. Tex fa da pacere, non ha guizzi ma non è "Piccione" come in POCHE altre storie di Nizzi...Mi è molto piaciuto l'idea di far finire schiacciato dai bisonti il colonnello, un modo che ha escogitato Nizzi per toglierlo di mezzo senza far ricadere la colpa sugli Indiani.

Non si può sempre criticare Nizzi anche quando svolge il suo compitino in modo decente... :rolleyes:;)

Non lo critico sempre, ma questa storia, per me, é insufficiente.

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<span style="color:red;">19 ore fa</span>, Barbanera dice:

Tex fa da pacere, non ha guizzi ma non è "Piccione" come in POCHE altre storie di Nizzi...

Chiamale poche :P .

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Mah, storia bella direi. Nizzi riprende un pò troppo spesso temi abusati, in quel periodo, ma qui lo fa decisamente bene. Forse le due catture di Tex sono eccessive, ma ci stanno per dare pepe alla storia. Belli i bisonti, belli i cattivi giustamente stronzi, ottimo Carson fine stratega nella guerriglia, insomma non sarà un capolavoro ma non ci si annoia. Nizzi ancora su buoni livelli.

Ticci molto bene, d'altronde è uno dei miei preferiti in assoluto.

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Si palesa sempre più con questa prova, il declino artistico del buon Nizzi. L’intenzione lodevole di dar vita a un soggetto importante, viene danneggiata da un’opera di sceneggiatura non esente da pecche e purtroppo nell’economia dell’episodio questo aspetto pesa e non poco. L’idea di attingere a un classico topoi western, ovvero il contrasto fra bianchi e nativi in merito alla visione della caccia al bisonte, arricchita dalla, sola abbozzata a dir vero, conflittualità fra due tribù, Kiowas e Cheyenne poteva gettare le basi per una storia notevole e dai risvolti classici. Certo simili argomentazioni sono ricorrenti sulla saga di Tex, d’altronde non potrebbe essere altrimenti dopo quasi tre quarti di secolo di vita editoriale. Le influenze da note storie Gbonelliane e dello stesso Nizzi si evidenziano nel corso dei due albi, variate e adattate per il caso. Il colonello Thunder mi ricorda vagamente lo spocchioso ufficiale del maxi “Figlio del vento”, anche altri aspetti della trama rimandano a quel soggetto con la variante dei bisonti rispetto ai cavalli selvaggi. Non mancano le assonanze anche con la celebre storia dei Sioux di Nuvola Bianca, evidenziata nettamente nello svolgimento finale della trama, con Tex e Carson che si dividono i compiti per cercare di salvare il salvabile. Tirando le somme la storia non è illeggibile, ma alcuni punti mi convincono poco e purtroppo, a mio avviso, fanno calare il giudizio nella valutazione finale. In primis il ruolo di Tex, due volte catturato nel primo albo e costretto all’aiuto altrui per liberarsi, Lupo Solitario prima, Carson dopo. Oltre queste due circostanze, appare poco risolutivo in gran parte della storia; è vero si libera facilmente dell’agguato dei Kiowas di Mano Rossa (anche troppo facilmente visto come l’esaltato indiano si fa soffiare i cavalli) ma rischia seriamente di farsi fare a pezzi da Wess Tucker, dandogli le spalle nella scena clou dell’epilogo e non convince nemmeno come rischia di farselo sfuggire sotto gli occhi, dopo averlo inseguito per l’intera storia.

Il tentativo di giustificare l’azione protettiva di Tucker senior nei confronti del fratello Wess, mi lascia alquanto freddo: se davvero è un brav’uomo come ammesso da Tex, come accettare di macchiarsi le mani con un omicidio, per coprire le malefatte di un fratello canaglia?  Nizzi si perde i Kiowas per strada e lo stesso Mano Rossa non riceve il giusto castigo, come è pure brutta la parte sostenuta del capitano delle giacche blu, che consapevole di una sporca cospirazione del suo comandante rimane inerte, per poi spiattellare tutto a Tex, in maniera incongruente a quel punto. Passaggi a vuoto, non da poco. Anche Carson, dopo aver agito abbastanza bene, si perde nella chiusura causando quasi scelleratamente la morte del colonnello Thunder. Che l’ufficiale se la vada a cercare una fine simile con il suo nefando atteggiamento di bambino viziato e incontentabile, è un conto, ma un uomo navigato come il vecchio cammello doveva leggerla una tale situazione ed evitare la manovra con il branco di bisonti. L’autore voleva far morire Thunder non per mano degli indiani e ci può stare, comunque poteva escogitare qualcosa di meglio. Gli altri villain non brillano e mentre l’agente corrotto Koagan (che mi ricorda Maurizio Costanzo nelle fattezze :D) si becca almeno uno sganassone per punizione prima della galera, di Blackmore non c’è più traccia nel frettoloso finale, accelerato più di uno sprint di Cipollini nei suoi anni migliori :laugh:. Noi lettori immaginiamo che il bieco mercante verrà punito dalla giustizia, ma il buco narrativo rimane e Tex rischia di apparire come un ordinario sbirro di contorno e non un giustiziere raddrizzatorti. Troppe forzature e imprecisioni per meritare la sufficienza, ma di contro, l’episodio non merita nemmeno la bocciatura, grazie all’aura malinconica e decadente che emana e alla consueta perizia grafica dell’immenso Ticci, sempre a proprio agio su simili ambientazioni e scenari. Il mio voto finale è 5

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