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Pedro Galindez

[336/338 ] La Miniera Del Terrore

Voto alla storia  

28 members have voted

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Soggetto e sceneggiatura : Claudio Nizzi
Disegni: Guglielmo Letteri
Periodicità mensile: Ottobre 1988 è Dicembre 1988
Inizia nel numero 336 e finisce nel numero 338 a pag. 63.




Paura sui Monti Sacramento! Tex e Carson si imbattono in un gruppo di terrorizzati minatori, fuggiti dal centro minerario di Bendito per non restare vittime del Gran Serpente, un orrido rettile umanoide. I rangers puntano sul villaggio per indagare e, in un clima di grande tensione, scoprono che i minatori, riuniti di recente in società, sono vincolati da un contratto capestro: chi se ne va prima che siano passati sei mesi non becca un'oncia dell'oro estratto! Intanto, strisciando fuori da un fetido buco aperto nella roccia, un sauro mostruoso vaga di notte in paese, seminando morte e orrore. Anche l'ingegner Remick, direttore del centro aurifero di Bendito, sostiene di aver visto lo spaventoso uomo serpente. Prima Tex e poi Carson si calano così nel covo del mostro, un pozzo roccioso che emana un terribile fetore di morte, scoprendo che, sul fondo, giace un cadavere putrefatto! Una macabra scoperta su cui indagare, ma i pards non possono più risalire perchè Remick e il minatore che reggevano le loro corde sono misteriosamente svaniti e, nel labirintico budello sotterraneo, si muove una inquietante figura! Quale indicibile segreto nasconde Bendito? I pards riemergono dalle viscere della roccia, salvando il testimone di un atroce delitto, sopravvissuto per mesi sottoterra cibandosi di carne umana. Smascherando gli infami assassini che terrorizzavano il centro minerario di Bendito, i pards sfatano per sempre il mito del Gran Serpente.



© Sergio Bonelli Editore

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Guest Wasted Years

Storia davvero interessante e ricca di spunti. La miniera, innanzitutto, ed i misteri legati ad una misteriosa presenza. Veniamo a sapere i particolari dal racconto dei minatori in fuga, e questo rende l'inizio della vicenda ancora più inquietante, mentre fa crescere il desiderio di saperne di più. è subito lecito il sospetto che il patto leonino c'entri eccome nella vicenda, ma non è immediatamente chiaro chi sia il burattinaio, nonostante la presenza di Boulder, che è facile immaginare stia dalla parte dei cattivi. In seguito ci troviamo prigioniero coni pard nelle vicsere della terra, dove il mistero si chiarisce almeno in parte, dopodiche osserviamo il gioco del gatto col topo nei confronti dei responsabili del complotto. Storia pensata per mantenere alta la tensione narrativa, avvincente e mai noiosa, ricca di personaggi e colpi di scena. Davvero molto bella, anche i disegni lo sono, di un letteri ancora in forma. Soggetto 8Sceneggiatura 10Disegni 9Fa 9 di media!Ci vorrebbero più storie come questa oggi!

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Me gusta, me gusta! Avrebbe potuto rischiare di cadere nel banale (come non capire che il grande serpente è una mascherata!), oppure rivelarsi un'ulteriore capatina nel paranormale. Invece il gioco condotto dai malviventi fino a quando vengono smascherati rende la storia altamente godibile, e assolutamente non banale.9 il mio voto, con grande merito ai disegni del superLetteri.

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Ho sempre profondamente amato questa storia che lessi per la prima volta in diretta e oggigiorno gustata a colori. Un avventura pervasa da un mistero che il lettore scopre insieme a Tex, pagina dopo pagina, magistralmente diretta da un Nizzi ispiratissimo e in gran forma. Una storia coinvolgente piena di sorprese, dove l'orrore viene svelato poco a poco. L'autore modenese e' bravissimo nel creare quell'alone di terrore tramite i racconti degli impauriti minatori. Malgrado cio' Tex resta sempre nel razionale, non crede che dietro a tutta questa storia possa esserci qualcosa di soprannaturale e coinvolge un titubante Kit Carson a visitare Bendito per saperne di piu', tuffandosi in una delle avventure piu' incredibili mai vissute. A proposito dei due affiatatissimi pards, in questi albi i siparietti comici sono tra i piu' godibili e spiritosi della produzione nizziana.?Un avventura illustrata da un Letteri ancora in grande forma e si conferma il disegnatore piu' azzeccato per quelle storie a sfondo magico e misterioso!Storia:9Disegni:7,5

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Ho da poco riletto questa storia, le sensazioni provate la prima volta che la lessi circa una decina di anni fa sono più o meno le stesse che provo ora. Sono sempre stato un grande appasionato di storie genere mystery ( e ciò lo conferma anche la stima che provo per la recente La mano del morto ), e questa avventura ha il grande pregio di trasortarci all'interno di un lungo viaggio tra incubo e realtà con un inizio capace di far venire la pelle d'oca per via degli inquietanti racconti dei minatori con cui le piste di tex e Carson si incrociano, con un Tex che si mantiene sempre lucido e razionale, ed un Carson che invece tende a farsi facilmente prendere dal panico aumentando la tensione nei lettori. La prima parte della storia è a senso unico: nel senso che a giocare la partita sono gli artefici della messinscena Forrest e Bulder che continuano a spaventare i minatori e giocano anche un brutto tiro ai due rangers, nelle ultime 60 pagine invece Tex elabora un avvincente contro offensiva destinata a smascherare il diabolico piano dei due minatori. Particolare è la sorte che attende a Forrest, infatti mentre cerca di fuggire dalla grinfie di Tex il suo cavallo si imbatte in un animale che lo spaventa e lo fa precipitare in burrone, neanche a farlo apposta questo animale è proprio un Serpente!I disegni sono eccellenti, Letteri era ancora in splendida forma e a mio parere lo è rimasto fino all'ultimo.

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bah... <_< tutto sommato "La miniera del terrore" rappresenta un buon mix fra mistero e western e il racconto è discreto ma c'è una cosa che per tutto il racconto non mi convince. Carson è un ranger, lo era ancor prima di Tex, dotato di notevole sangue freddo e anche di un buon fiuto investigativo. D'accordo che Tex è l'eroe della serie e deve svettare su gli altri ma non per questo gli altri pard devono essere sviliti. Qui Carson fa la figura per tutto il racconto del fifone che crede subito alla storiella del gran serpente e che non vede l'ora, al pari di tutti gli altri, di svignarsela e solo per amicizia nei confronti di Tex resta al suo fianco. Oltre a questo nel momento in cui tutto l'arcano è svelato grazie al

vero Remick che racconta per filo e per segno come stanno le cose dicendo chiaramente che i colpevoli sono Forrest e Bulder al povero Carson viene messa in bocca la frase rivolta a Tex "Stai dicendo che dietro tutta questa faccenda si nascondono Forrest e Bulder?"facendogli fare la figura del cretino privo di qualsiasi capacità di fare due più due. Secondo me è troppo! -_nono
La storia potrebbe raggiungere un otto striminzito ma quel voler creare siparietti comici che riescono solo a ridicoleggiare Carson IMHO deprezzano il tutto quindi assegno un 7 meno.

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Un'ottima storia, dal soggetto piuttosto originale accompagnato da una più che buona sceneggiatura, che rispecchia totalmente quello che è stato il grande Claudio Nizzi prima del declino. Lo stesso vale per i disegni, perfetti per lo stampo misterioso della vicenda, realizzati da un Guglielmo Letteri ispirato dal timbro stesso, visti i suoi precedenti nel mondo della magia, dell'occulto, del sovrannaturale. Soggetto:9-Sceneggiatura:9+Disegni:8,5Globale:9-

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io invece non amo molto questa storia, sono sincero questo su e giu' per le gallerie anche in maniera molto fortunosa di tex e Carson, non mi convince molto.... anche il mistero del serpentone, non e' che sia molto intrigante, si capisce subito che c'e qualkosa di fasullo...... anche il poveretto che ha vissuto non si sa' bene quanto tempo sotto terra nelle gallerie non e' molto convincente... disegni nella media!!

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Neanche a me mi ha molto coinvolto questa storia e proprio perchè Carson fa troppo la figura dello scemo.

Quando i due rangers incontrano i minatori, Carson che fa più o meno "al vostro posto io me la sarei subito svignata"; ecco un passaggio esemplare di come viene ridotto il vecchio cammello. :bisonte:
Concordo pienamente con West10. Il giallo in sè non è male ma i colpevoli li ho intuiti subito; dopotutto si capisce immediatamente che il serpentone è solo una mascherata da Carnevale.
comunque simpatica la scena in cui Tex indossa il costume e anche meglio quella in cui Remick entra conciato così nel saloon davanti ai poveri minatori.
Ci sono storie migliori in questo periodo, senza dubbio.

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Un'ottima storia, dal soggetto piuttosto originale accompagnato da una più che buona sceneggiatura, che rispecchia totalmente quello che è stato il grande Claudio Nizzi prima del declino

Sono d'accordo, la storia è originale anche per il forte impatto che suscita il personaggio di Remick (il vero Remick) e la terribile tragedia di cui è protagonista:
imprigionato in una caverna e costretto a nutrirsi del cadavere di un uomo oltre che di topi, vermi e insetti,
un tema molto forte che, se non sbaglio, non ha precedenti e neanche seguiti. Emerge anche il contrasto tra Tex e Carson, uomini veri che non si lasciano spaventare da niente e nessuno, con bill davis e gli altri scappati via terrorizzati come bambini. L'unica pecca è forse un Carson un p? in ombra. Voto: 8

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però è innegabile che questa storia sia dannatamente bella da leggere, pur con qualche suo difetto, e riesce a coinvolgerti e a dimostrare pienamente le doti di grande narratore che aveva Nizzi in quel periodo. Io le darei un voto positivo, l'ho riletta sette-otto mesi fa mentre mi immergevo nella rilettura di tutte le storie nizziane in ordine di uscita (adesso sono arrivato a "Filo Spinato"). Ottimi i disegni di un Letteri ancora di grandissimo livello, con un segno grafico inequivocabile, unico, convincente, e che mette a proprio agio il lettore nel rito della "texanietà". Letteri è classicismo puro, forse tra i disegnatori della saga il più nitido di tutti, mi si passi il termine. La forza dei disegni di questa storia, nelle scene in cui Tex e Carson si ritrovano rinchiusi nei sotterranei della famigerata miniera, merita un plauso incondizionato.

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Storia a sfondo "giallo" con un ambiente di sottofondo suggestivo (la miniera),una leggenda inquietante (il grande serpente),una manica di creduloni e due testafina astuti e intelligenti... con Tex e Carson che fiutano quasi immediatamente l imbroglio perpetrato a danno dei minatori.

L'"opening" della storia,con i tre minatori che raccontano le loro peripezie ai pard,suscita nel lettore curiosità e una domanda:ma l Uomo serpente è reale oppure no?tra l' altro,l uomo serpente è un essere sovrannaturale presente in molte leggende precolombiane ed è anche presente in una certa memorialistica medievale europea: si diceva che questi esseri, non per forza malvagi,dimorassero nelle caverne all'oscuro, reietti e maledetti.

Tornando alla storia, piano piano i dubbi verranno fugati.l avventura dei pard nelle viscere della miniera e l incontro con l' ingegnere ridotto ad uno "scheletrino"abbruttito dalla fame e dall' inedia è resa benissimo.il finale con i due manigoldi vittime del loro inganno è perfetto.

Una storia comunque soddisfacente, che si rilegge sempre volentieri.

 

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Riletta a colori: storia ben architettata e piena di suspence, soprattutto nelle prima parte, nel racconto dei tre minatori.

Va bene anche il finale non soprannaturale, ma ciò che stona é la disarmante ingenuità di Tex che non intuisce chi siano gli organizzatori dei delitti e non lo capisce neanche dopo essere
stato seppellito vivo. Se non sbaglio non é la prima volta che Tex va a ficcarsi in cunicoli senza uscita, evitando di lasciare
qualcuno dei suoi pards a copertura. Storia nel complesso buona. Disegni sufficienti.

Voto alla storia: 6,8

Voto ai disegni: 6,5

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Riletta oggi la storia può mostrare varie pecche e anche un paio di spie di quello che sarebbero diventate le storie nizziane di lì a 10 anni (Carson un po' macchietta e stavolta anche un po' fifone in primis).

Quello che rende la storia degna di essere riletta consiste in un'ottima sceneggiatura, un senso di mistero reso benissimo e perché no anche la bizzarria della trama.

Diverso è se leggi la storia a 8 anni. In quel caso non ti stai a fare tante menate, ti piace e basta. Momento più fico: loro dentro la caverna che scoprono di non essere soli. Sento ancora la tensione che provai allora.

Per finire, bravissimo Letteri.

 

Il mio voto non è oggettivo, ma permeato dalla nostalgia: 9 complessivo. Altrimenti sarebbe un 7,5.

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La predisposizione di Nizzi per il racconto giallo è proverbiale. Sovente gli capitava d'imbastire trame classificabili nel genere e bisogna ammettere, che nel periodo di maggior fulgore creativo, riusciva quasi sempre a colpire il bersaglio. La storia in questione, sebbene minore, è riuscita a ritagliarsi un piccolo ricordo all'interno della saga, grazie alla sapiente sceneggiatura, che mantiene alta la tensione e la suspance fino all'ultima vignetta. Sin dall'incipit il lettore viene immerso assieme ai due pards, nel misterioso caso della miniera, descritto con dovizia di particolari e atmosfera dai tre minatori in fuga. La leggenda del grande serpente, nota ai nativi e ricorrente in parecchie civiltà (anche un racconto di Salgari "Il boa delle caverne" tratta un simile argomento) terrorizza tutti, compreso Carson, ma non Tex, convinto fin dall'inizio che a Bendito si celi un piano criminoso di qualche furbone, atto a far fuggire tutti i cercatori d'oro per impossessarsi della miniera. Ovviamente le indagini daranno ragione al nostro ranger, ma non mancheranno i colpi di scena: uno su tutti, la scoperta del vero Remick, sepolto in una caverna sotterranea dai delinquenti che gli rubano l'identità per il loro piano, e costretto a cibarsi di carne umana, pur di sopravvivere. Il piano di Tex che porterà alla punizione dei due villain, procederà spedito, scandito da una sceneggiatura serrata e arricchita da ottimi dialoghi. Merito di Nizzi nella sua prova è quello di rendere piacevole e mai banale uno spunto di soggetto, interessante ma non eccelso. Anche l'identità dei nemici, sebbene non impossibile da scoprire fin dall'inizio, viene ben celata con abili trucchetti del mestiere, ciò permette al lettore alla fine di ritenersi alquanto soddisfatto. Personalmente l'ho sempre reputata una buona storia, ma riconosco che sono particolarmente legato al filotto di episodi del centenario 300-400 e forse questo aspetto sentimentale, rischia di rendermi poco oggettivo in alcune valutazioni. Una particolare menzione meritano i sempre efficienti disegni di un Letteri infaticabile e preciso come un orologio svizzero. Il suo stile pulito e dinamico,  gli permetteva di essere adatto a qualsiasi sceneggiatura western proposta. Un grande autore, davvero! Il mio voto finale è 8

  • +1 1

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Magnifica storia, splendidamente  illustrata da Letteri, che realizza benissimo tutto, in primis  i volti di Tex e Carson, e il serpentone. Il soggetto e la sceneggiatura sono semplicemente perfetti,  il primo albo  è un concentrato di suspense e di racconti terrificanti, il secondo con le scene  della miniera , il colpo di scena sul falso Remick( per me assolutamente  inaspettato, non immaginavo  che il colpevole fosse lui) il tragico racconto del vero  ingegnere, e poi la divertentissima messa in scena finale di Tex. Forse non è    un capolavoro, ma se  non lo é  ci manca poco. Mi manda in estasi ogni volta che  la leggo. Voto 9/ 10.

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