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Pedro Galindez

[400] La Voce Nella Tempesta

Voto alla storia  

31 members have voted

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Soggetto e sceneggiatura: Claudio Nizzi
Disegni: Aurelio Galleppini
Periodicità mensile: Febbraio 1994
Inizia e finisce nel numero 400



La fascinosa Mavis Kimbaugh, sorella e complice del bandito Ned, è proprietaria di una bisca di Rock Springs, il Lady Luck. Il capitano Taylor, perdutamente innamorato di Mavis, tradisce l'esercito per i suoi begli occhi, spifferando al fratello della maliarda i movimenti dei soldati oppure depistando le pattuglie, in modo che il gaglioffo possa svuotare in santa pace tutte le banche che vuole. I pards, schierati al gran completo, smontano l'infame complotto e dimostrano l'innocenza del rissoso Pat Mac Ryan, finito casualmente vittima delle losche macchinazioni dei Kimbaugh!



© Sergio Bonelli Editore

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Storia bellissima soprattutto per la breve entrata nei ranghi dell'esercito del divertente Pat e per i fantastici disegni di un grande Galep l'ultimo e gran capolavoro.... in conclusione un 10 ci sta tutto :)

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Purtroppo non la penso come Shinoda90, credo che sia tutt'altro che una bella storia, e con gran dispiacere inguardabile dal punto di visto grafico. C'e' solo da valutare e premiare l'impegno di un Galep ormai malato e consapevole di non essere piu' in grado di disegnare decentemente. La storia non e' niente di eccezionale, ma scritta in base a cio' che Galep poteva dare in quel periodo. C'e' qualcosa pero' da incorniciare in quest'albo:l'ultima copertina di Galep, dopo 46anni a disegnare l'eroe piu' famoso del fumetto italiano si congeda da Tex, dai lettori e anche dalla vita con una cover struggente e piena di significati. Quel Tex sopra a cavallo che si gira a salutare avviandosi verso il tramonto non e' altro che lo stesso Galep, che saluta tutti. In quel momento lui e Tex sono la stessa persona. Forse sarà una mia impressione, ma in quella cover scorgo nel viso di Tex un sorriso triste, degli occhi malinconici, stanchi e consapevoli di essere arrivati alla fine della pista. Che sia stata una cosa voluta da Galep?Per me questa copertina, proprio per questi significati, e' la piu' bella di Galep. Non riesco a dare un voto a questa storia, perche' sarebbe influenzato da tanti sentimenti. Inizio OT:Sto preparando in questi giorni un wallpaper avente come soggetto proprio quel Tex della cover n°400. Un vero e proprio omaggio all'indimenticato creatore grafico di Tex. Fine OT.

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Bom, dal punto di vista grafico è un' atroce sofferenza non tanto per uno come me che accetta il declino naturale ed incontrovertibile di un grande del fumetto italiano, quanto per Galep al quale ho visto commentare questa storia con tanta amarezza ma anche un pizzico di ironia.
" beh, Tex me le ha fatte così" :D

Galep ha "appeso" i pennelli al chiodo nell'agosto del 93 disegnando anche quando non stava affatto bene. Ho visto anche una serie di tavole inedite post 400 nel suo cassetto ma sinceramente ha fatto bene a mollare...
... così come si sente dire che farà Fusco, il grande Fernando Fusco. Ognuno sceglie di terminare la professione alla propria maniera.

Galleppini ha tentato di dare tutto fino alla fine, e così Letteri.

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Corvo59 puoi dirci qualcosa su questa copertina e in particolare se lo sfondo è di Galep è Si discuteva di quel roccione che secondo me rappresenta un omaggio ad uno dei picchi più celebri della sua Sardegna: Perda Liana.

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Corvo59 puoi dirci qualcosa su questa copertina e in particolare se lo sfondo è di Galep è Si discuteva di quel roccione che secondo me rappresenta un omaggio ad uno dei picchi più celebri della sua Sardegna: Perda Liana.

Omaggio alla Sardegna sempre e comunque!! si, quello dello sfondo dovrebbe essere il tacco del perda liana caratteristico per lo spuntoncino laterale.

lo sfondo della cover è solo in parte di Galep.... cioè Corteggi ne ha ripreso molti particolari in buono stile secondo me: la roccia davanti al sole è tutta di Corteggi cosi come (ahimè) la faccia di Tex.

ad ogni modo, la maggior parte del materiale roccioso in Tex è per lo più di origine dolomitica. :generaleN:
Ho un video che mi ha dato Galep dove lui realizza uno spettacolare murales di natura satirico/politica sulla facciata di un edificio di un suo amico sulle dolomiti: SPETTACOLO :o

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mi sa che siamo ot: mi rifaccio aggiungendo che questa storia di Nizzi non mi è piaciuta un granch?... senza tirare in ballo la solita tiritera che le storie secche da un album non sono mai il massimo della vita. Questa non mi è piaciuta a prescindere

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Credo anch'io che la parte più importante di questo albo sia la copertina, per motivi gia citati. Infatti sia la storia che i disegni lasciano molto a desiderare:

l'unica parte interessante, dove (finalmente) tex e i suoi si "muovono" un p?, inizia a pag. 88 e si conclude a pag.104. Si ha quindi l'impressione di una trama un po ferma che si basa esclusivamente su fatti raccontati da Pat.
Questi numeri speciali lasciano sempre un p? di amaro in bocca perchè ci si aspetta sempre qualcosa in piu per festeggiare un importante traguardo e quindi vengono messe maggiormente in risalto le pecche (soggettive). Ma questa volta si ha la senzazione che si sarebbe (dovuto) potuto fare di meglio. Per quanto riguarda i disegni non ci vuole un esperto (che certamente non sono, anzi...)per capire che sono sottotono , vedere la prima vignetta di pag 14 per avere un esempio.(le forme dei personaggi le trovo davvero molto "strane").voto:4-3

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Ho finalmente letto questo albo "centenario" a colori. Dal punto di vista grafico, Galep era ormai giunto purtroppo all'estrema fase di declino per quanto riguarda volti e proporzioni; va però detto che il colore riesce a rendere le sue tavole un po' più gradevoli di quanto sarebbero state in bianco e nero. Per quanto riguarda la vicenda, le è stato rimproverato l'eccessivo sviluppo della parte in flashback ( e senza Tex ); IMHO, tuttavia, non si può negare che le gag di Pat sono gradevoli e simpatiche e che la vicenda si snoda in maniera piacevolmente lineare ( anche se la gang di Kimbaugh non è quel che si dice un ostacolo di difficolt? estrema per Tex e i pards ), utilizzando con esperta sicurezza i topoi della saga. Sostanzialmente, quindi, il n. 400 non raggiunge le vette del n. 200 e nemmeno i buoni risultati del n. 100, ma si rivela nettamente superiore al n. 300 e anche al n. 500. Insomma, a mio giudizio:soggetto 6sceneggiatura 7disegni 6,5

Edited by Pedro Galindez

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Albo centenario che non sorprende ma che a me non a neanche deluso. Nizzi utilizza il personaggio di Pat con molta abilità facendolo rimanere così come è stato creato; quando la storia vera e propria inizia poi è uno spettacolo con sparatorie in massa

e il colpo di scena finale con l'entrata dello sceriffo che nessuno si aspetta
. I disegni di Galep non sono inguardabili ma non raggiungono la sufficienza. Nizzi:7Galep:5,5Voto complessivo alla storia:6,5

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Ho riletto a distanza di qualche annetto questo numero 40o. Un albo celebrativo che doveva festeggiare l'importantissimo traguardo della serie (siamo nel '94)!Per la prima volta però, la "festa" non è nelle mani di tutti e due i pap? di Tex, dato che GLB oramai aveva sigillato la sua famosa macchina da scrivere (concludendo la sua avventura su Tex con Il Medaglione Spagnolo), anche se il suo nome apparir? ancora per qualche anno sul "tamburino" come Supervisore. Il numero 400 è quindi per qualche motivo un albo triste, perchè anche il secondo pap? di Tex, quello che aveva inventato la sua fisionomia, quello che aveva dato il volto agli amici e nemici storici di Aquila della Notte, concluse la sua fase di copertinista. Come detto tante volte la copertina ha qualcosa di malinconico, in quel saluto Galep sembra davvero convinto che questa sia anche la sua ultima storia, non solo la sua ultima copertina. Scomparve infatti di l' a poco, lasciando una cinquantina di tavole di Golden Pass, che purtroppo (almeno per me) non verranno mai pubblicate!Certo il calo è evidentissimo, molte tavole hanno delle sproporzioni notevoli e molti personaggi cambiano volto da una tavola all'altra... ma è sempre un emozione sfogliare questa storia, e pensare alle centinaia e centinaia di avventure che per anni e anni Galep e GLB ci hanno regalato!Il colore imho migliora comunque la visione e riduce un p? di difetti, infatti trovo questo Galep migliore di quanto era stato con la precedente Giustizia per i Navajos. Forse appunto per via dei colori, che erano in grado di mascherare qualche grave errore. Purtroppo non ho visto la ristampa a colori di Giustizia per i Navajos, quindi non so se anche in quel caso valga lo stesso discorso. Al di l' di queste mie impressioni, la storia non è davvero un capolavoro imperdibile. Ma si lascia comunque leggere piacevolmente, anche se come la maggior parte degli albi celebrativi non ne è all'altezza e non ha granch? di speciale da farcela ricordare. Nizzi ripesca comunque il buon Pat, oggi purtroppo ormai disperso chissà dove, e segue in maniera perfetta la linea tracciata da GLB mettendolo come protagonista di alcune scene abbastanza divertenti (come la rissa all'interno del saloon) e soprattutto di una situazione di pericolo che richieder? ovviamente l'intervento di Tex e di tutta la compagnia al completo. Purtroppo i cattivi della storia si riveleranno delle macchiette, tra cui spicca comunque Mavis e il losco Capitano Taylor, ma sono ben poca cosa rispetto ad altri avversari di spessore più elevato di altre storie. Il mio voto è comunque un 6. :trapper:

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Purtroppo non la penso come Shinoda90, credo che sia tutt'altro che una bella storia, e con gran dispiacere inguardabile dal punto di visto grafico. C'e' solo da valutare e premiare l'impegno di un Galep ormai malato e consapevole di non essere piu' in grado di disegnare decentemente. La storia non e' niente di eccezionale, ma scritta in base a cio' che Galep poteva dare in quel periodo. C'e' qualcosa pero' da incorniciare in quest'albo:l'ultima copertina di Galep, dopo 46anni a disegnare l'eroe piu' famoso del fumetto italiano si congeda da Tex, dai lettori e anche dalla vita con una cover struggente e piena di significati. Quel Tex sopra a cavallo che si gira a salutare avviandosi verso il tramonto non e' altro che lo stesso Galep, che saluta tutti. In quel momento lui e Tex sono la stessa persona. Forse sarà una mia impressione, ma in quella cover scorgo nel viso di Tex un sorriso triste, degli occhi malinconici, stanchi e consapevoli di essere arrivati alla fine della pista. Che sia stata una cosa voluta da Galep?

Condivido quanto detto da Anthony. La storia comunque non è propria da buttare e se disegnata meglio avrebbe dato secondo me un altro effetto. Basti pensare a un Pat che finora era stato visto come un gigantone che in questo albo viene presentato suppergià delle stesse dimensioni degli altri personaggi e quindi poco credibile come spaccatutto o anche la bella Mavis a cui Galep non riesce a dare quell'immagine di femme fatale che dovrebbe irretire il capitano Taylor fino a fargli tradire la sua divisa. Ma a Galep non si poteva chiedere di più e non lo si deve giudicare per questi disegni ma per le splendide tavole del suo periodo migliore. Voto alla storia 8

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Io a distanza di 17 anni mi domando ancora una volta se era il caso di far disegnare e pubblicare questa storia con un Galep in queste condizioni...!?non era forse piu' giusto affidare questo prestigioso traguardo (per l'epoca) ad un altro disegnatore?perche' mostrare al pubblico delle tavole a dir poco inguardabili disegnate da un artista immenso e amato come Galep?Dal mio punto di vista, aver pubblicato quelle tavole e' come mostrare al pubblico le condizioni fisiche di un malato terminale. E non e' un bel vedere!In ognuno di noi deve rimanere il ricordo di una persona quando questa e' in una forma decente e non quando sta per spegnersi. O perlomeno, io farei cosi'.

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Solitamente, nello scrivere le mie recensioni, parto a farlo dal piano narrativo, buono o meno che sia. Tuttavia oggi intendo aprire il commento del quarto centenario di Tex Willer parlando della grafica, e chiedendomi spassionatamente quale motivazione abbia spinto i due Bonelli, padre e figlio, a pubblicare un'offesa così grande a quello che ha rappresentato il grande Aurelio Galleppini, il Galep che nel 1948 cre? il nostro inossidabile Ranger. Ingenuit? e sproporzioni sono ormai la regola quando nei credits appare riportata la firma dell'autore toscano, ma perchè allora continuare a proporle?Il bene verso Galleppini si sarebbe certamente mostrato chiudendo in un buio cassetto un'opera che, diciamocelo, non ha assolutamente il diritto di esser chiamata tale, eccezion fatta per i semi-buoni paesaggi che tuttavia, ripeto, scompaiono dinanzi a quella che a tratti definirei "mal interpretazione dello sceneggiato", con espressioni del tutto incoerenti con le parole riportate nei baloons. Poi c'è l'appena sufficiente soggetto di Claudio Nizzi, accompagnato da una sceneggiatura pressoch? ai medesimi livelli. Incongruenze a non finire per un autoconclusivo di 110 pagine che, se affidato ad altri, poteva esser senza dubbio maggiormente riuscito. E' evidente la pessima gestione degli avvenimenti, con uno dei flashback più lunghi che abbia mai letto ed una così tanto affrettata conclusione. I colori sono forse peggiori rispetto alle precedenti occasioni, anche se di poco. Si salva invece la cover, discreta e fin troppo discussa, con quella levata di cappello che molti interpretarono come l'ultimo saluto del disegnatore principe della serie. E che dire del tramonto che fa da sfondo all'immagine?Purtroppo è andata come è andata, ma nelle intenzioni di Galep avrebbe dovuto indicare la fine di una grande era, ed il conseguente passaggio di testimone all'attuale copertinista Claudio Villa. Soggetto:5Sceneggiatura:6Disegni:4Colori:7,5Copertina:7,5Globale:6

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Tuttavia oggi intendo aprire il commento del quarto centenario di Tex Willer parlando della grafica, e chiedendomi spassionatamente quale motivazione abbia spinto i due Bonelli, padre e figlio, a pubblicare un'offesa così grande a quello che ha rappresentato il grande Aurelio Galleppini, il Galep che nel 1948 cre? il nostro inossidabile Ranger. Ingenuit? e sproporzioni sono ormai la regola quando nei credits appare riportata la firma dell'autore toscano, ma perchè allora continuare a proporle?

Sono andato a riprendermi in mano l'albo perchè non ricordavo così orribili i disegni di Galep, e infatti sono nella media del periodo, persino discreti. Meritavano di essere pubblicati. Qualche sproporzione c'è, ma è passabile. Sulla serie ho visto di peggio.

Il bene verso Galleppini si sarebbe certamente mostrato chiudendo in un buio cassetto un'opera che, diciamocelo, non ha assolutamente il diritto di esser chiamata tale, eccezion fatta per i semi-buoni paesaggi che tuttavia, ripeto, scompaiono dinanzi a quella che a tratti definirei "mal interpretazione dello sceneggiato", con espressioni del tutto incoerenti con le parole riportate nei baloons.

Come critico sei parecchio drastico, lasciatelo dire. Non aggiungo altro a quello che hai scritto, leggi sopra.

Poi c'è l'appena sufficiente soggetto di Claudio Nizzi, accompagnato da una sceneggiatura pressoch? ai medesimi livelli. Incongruenze a non finire per un autoconclusivo di 110 pagine che, se affidato ad altri, poteva esser senza dubbio maggiormente riuscito. E' evidente la pessima gestione degli avvenimenti, con uno dei flashback più lunghi che abbia mai letto ed una così tanto affrettata conclusione.

Ecco mancava la frecciatina a Nizzi. La storia in effetti non è un capolavoro. D'altronde nel periodo ne scriveva molti, e 110 pagine sottotono possiamo anche perdonargliele. Affidato ad altri è Stai parlando di Claudio Nizzi, caro. Ora, ti sarai lasciato incantare da qualche sirena stonata che scrive in qualche altro forum, ma visto che sei sul TWF accetta un saggio consiglio: aquista gli albi di Tex scritti dall'autore modenese e leggili. LEGGILI. Una volta che li avrai finalmente letti capirai di aver scritto una cretinata.

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Anch'io ricordo che non mi era dispiaciuto, come albo. La storia non era male, tenendo conto che per forza di cose l'albo deve essere autoconclusivo, ci devono essere tutti e quattro i pards, e qui c'è anche Pat. E' estremamente difficile realizzare una storia per un albo centenario che sia un capolavoro: in generale tutti questi albi mi sono sempre sembrati delle buone storie, ma nulla di più, a parte il numero 600 che era sopra la media. E anche i disegni mi sono piaciuti. Ovviamente non era il Galep del periodo d'oro, però i suoi disegni non mi sembrano neanche così inguardabili, e tra l'altro, visto che altre sue tavole sono finite in quel cassetto di cui parlava Jason, secondo me l'insulto sarebbe stato non permettergli di disegnare questa sua ultima storia. Sono dei disegni sufficienti, da 6 al massimo, ma dire che la loro pubblicazione è un insulto è forse un p? eccessivo. Anzi, mi piacciono anche di più di quelli di altri disegnatori (a dire la verità di un solo altro disegnatore) che non sono a fine carriera!

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Tuttavia oggi intendo aprire il commento del quarto centenario di Tex Willer parlando della grafica, e chiedendomi spassionatamente quale motivazione abbia spinto i due Bonelli, padre e figlio, a pubblicare un'offesa così grande a quello che ha rappresentato il grande Aurelio Galleppini, il Galep che nel 1948 cre? il nostro inossidabile Ranger.

Ingenuit? e sproporzioni sono ormai la regola quando nei credits appare riportata la firma dell'autore toscano, ma perchè allora continuare a proporle?


Sono andato a riprendermi in mano l'albo perchè non ricordavo così orribili i disegni di Galep, e infatti sono nella media del periodo, persino discreti. Meritavano di essere pubblicati. Qualche sproporzione c'è, ma è passabile. Sulla serie ho visto di peggio.


Sicuro? Personalmente era da diverso tempo che trovavo disegni e copertine di Gazep molto sotto la sufficienza. sopportavo lec opertine perchè ritenevo giusto che arrivasse al n° 400, ma per quanto riguardava le storie, mi piangeva il cuore
al vedere disegni e mi chiedevo perchè non avesse il buon senso di ritirars invece di lasciarci con questo ricordo.
Se con questo mi ritieni una sorta di eretico, mi dispiace, perchè è così che l'ho sempre pensata ed i forum non c'entrano nulla, nel 1994 neanche c'erano

Il bene verso Galleppini si sarebbe certamente mostrato chiudendo in un buio cassetto un'opera che, diciamocelo, non ha assolutamente il diritto di esser chiamata tale, eccezion fatta per i semi-buoni paesaggi che tuttavia, ripeto, scompaiono dinanzi a quella che a tratti definirei "mal interpretazione dello sceneggiato", con espressioni del tutto incoerenti con le parole riportate nei baloons.


Come critico sei parecchio drastico, lasciatelo dire. Non aggiungo altro a quello che hai scritto, leggi sopra.


In effetti, è più drastic di me, ma non va lontano dal vero.
I disegni che Gapel aveva fatto per "Golden Pass" erano davvero tremendi e solo l posizione di Gallep coem co-creatore di Tex ne avrebbe giustificato la pubblciazione se lui fosse rimasto in vita. Caposco e giustifico Sergio Bonelli per averli fatti rifare da capo.

Poi c'è l'appena sufficiente soggetto di Claudio Nizzi, accompagnato da una sceneggiatura pressoch? ai medesimi livelli.

Incongruenze a non finire per un autoconclusivo di 110 pagine che, se affidato ad altri, poteva esser senza dubbio maggiormente riuscito.
E' evidente la pessima gestione degli avvenimenti, con uno dei flashback più lunghi che abbia mai letto ed una così tanto affrettata conclusione.


Ecco mancava la frecciatina a Nizzi. La storia in effetti non è un capolavoro. D'altronde nel periodo ne scriveva molti


Molti capolavori? Nizzi? Molte belle storie casomai, ma capolavori, almeno per i miei standard non ne ha mai scritti, almeno dal 1985... anche se con "Furia rossa" ci è andato dannamente molto, ma molto vicino.

e 110 pagine sottotono possiamo anche perdonargliele.


Lui stesso l'ha definita una ""storiellina" a quanto ne so..

Affidato ad altri ?


In effetti all'epoca altri non ce n'erano.

Stai parlando di Claudio Nizzi, caro.


Che non è William Shakespeare o Ernest hemingawa, ma nemmeno G. L. Bonelli se è per questo e criticarlo è legittimo.

Non mi pacciono queste frecciate gratuite. A que forumo sono iscritto anch'io. Sono tra i colpevoli?

ma visto che sei sul TWF accetta un saggio consiglio: aquista gli albi di Tex scritti dall'autore modenese e leggili. LEGGILI. Una volta che li avrai finalmente letti capirai di aver scritto una cretinata.


Si, se si limita alle storie pubblicate prima del 1994. un p? meno per quelle dal 1995 al 2000, ma che dire poi di tutte quelle dal 2002 ad oggià Sono capolavori anch'esse? Non per me
Sono decisamente storie brutte, in qualche caso addirittura pessime ed in rari casi appena salvabili.

Pensi che abbia commesso un reato di lesa maesta?

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Tuttavia oggi intendo aprire il commento del quarto centenario di Tex Willer parlando della grafica, e chiedendomi spassionatamente quale motivazione abbia spinto i due Bonelli, padre e figlio, a pubblicare un'offesa così grande a quello che ha rappresentato il grande Aurelio Galleppini, il Galep che nel 1948 cre? il nostro inossidabile Ranger.

Ingenuit? e sproporzioni sono ormai la regola quando nei credits appare riportata la firma dell'autore toscano, ma perchè allora continuare a proporle?


Sono andato a riprendermi in mano l'albo perchè non ricordavo così orribili i disegni di Galep, e infatti sono nella media del periodo, persino discreti. Meritavano di essere pubblicati. Qualche sproporzione c'è, ma è passabile. Sulla serie ho visto di peggio.


Sicuro? Personalmente era da diverso tempo che trovavo disegni e copertine di Gazep molto sotto la sufficienza. sopportavo lec opertine perchè ritenevo giusto che arrivasse al n° 400, ma per quanto riguardava le storie, mi piangeva il cuore
al vedere disegni e mi chiedevo perchè non avesse il buon senso di ritirars invece di lasciarci con questo ricordo.
Se con questo mi ritieni una sorta di eretico, mi dispiace, perchè è così che l'ho sempre pensata ed i forum non c'entrano nulla, nel 1994 neanche c'erano


I disegni sono sotto gli occhi di tutti: la qualità non era più quella di una volta ma io ho parlato di standard del periodo. C'è poi chi li reputa un' - offesa - e un delitto averli pubblicati e questa mi sembra una presa di posizione piuttosto oltranzista. Inutile ripetere che non la condivido. Ma per Ortiz farei un'eccezione, ma lui non si chiama ne Galep, ne Letteri, ovvero due dei pap? del ranger. Cosè come spero che Ticci non tiri i remi in barca appena si accorger? che è tempo di farlo.

Il bene verso Galleppini si sarebbe certamente mostrato chiudendo in un buio cassetto un'opera che, diciamocelo, non ha assolutamente il diritto di esser chiamata tale, eccezion fatta per i semi-buoni paesaggi che tuttavia, ripeto, scompaiono dinanzi a quella che a tratti definirei "mal interpretazione dello sceneggiato", con espressioni del tutto incoerenti con le parole riportate nei baloons.


Come critico sei parecchio drastico, lasciatelo dire. Non aggiungo altro a quello che hai scritto, leggi sopra.


In effetti, è più drastic di me, ma non va lontano dal vero.
I disegni che Gapel aveva fatto per "Golden Pass" erano davvero tremendi e solo l posizione di Gallep coem co-creatore di Tex ne avrebbe giustificato la pubblciazione se lui fosse rimasto in vita. Caposco e giustifico Sergio Bonelli per averli fatti rifare da capo.


In effetti "Golden Pass" nelle poche vignette che abbiamo visto sembra segnare un ulteriore passo verso la decadenza, ma quei disegni nel cassetto ci sono e ci resteranno per sempre. Inutile tirarli in ballo.

Poi c'è l'appena sufficiente soggetto di Claudio Nizzi, accompagnato da una sceneggiatura pressoch? ai medesimi livelli.

Incongruenze a non finire per un autoconclusivo di 110 pagine che, se affidato ad altri, poteva esser senza dubbio maggiormente riuscito.
E' evidente la pessima gestione degli avvenimenti, con uno dei flashback più lunghi che abbia mai letto ed una così tanto affrettata conclusione.


Ecco mancava la frecciatina a Nizzi. La storia in effetti non è un capolavoro. D'altronde nel periodo ne scriveva molti


Molti capolavori? Nizzi? Molte belle storie casomai, ma capolavori, almeno per i miei standard non ne ha mai scritti, almeno dal 1985... anche se con "Furia rossa" ci è andato dannamente molto, ma molto vicino.



De gustibus... per me di capolavori ce ne sono eccome e non sono il solo a dirlo. Poi c'è chi da appena la sufficienza a albi come "L'uomo con la frusta", ma sono problemi suoi... Evidentemente siamo appassionati del personaggio in modo diverso. Solo che mi chiedo come questi tipi possano aver fatto a sopravvivere a trecento numeri scritti da Claudio Nizzi ed essere ancora qui a parlarne.

e 110 pagine sottotono possiamo anche perdonargliele.


Lui stesso l'ha definita una ""storiellina" a quanto ne so..

Affidato ad altri ?


In effetti all'epoca altri non ce n'erano.

Stai parlando di Claudio Nizzi, caro.


Che non è William Shakespeare o Ernest hemingawa, ma nemmeno G. L. Bonelli se è per questo e criticarlo è legittimo.

Non mi pacciono queste frecciate gratuite. A que forumo sono iscritto anch'io. Sono tra i colpevoli?



Sul fatto che sia una storiellina non ci piove, sul fatto che Jason Ducaux possa sputarci sopra impunemente è un altro paio di maniche.

Sull'altro forum ci sono anche io. Non è una frecciatina Carlo, il trattamento riservato a Nizzi è un fatto innegabile, e leggere di certi nuovi iscritti che si permettono certe parole che poi non sono neppure le loro ( che le storie di Nizzi non le hanno nemmeno lette ) ma che ripetono come pappagalli... Io non mi sono mai permesso di associarti a costoro, tanto più che sei uno dei pochi ad avanzare sempre critiche oggettive e non preconfezionate e solo raramente ti lasci prendere la mano. Comunque essere detrattore di Nizzi non deve farti scordare che senza scomodare Shakespeare o Hemingway lui ha dato tanto a Tex e quelli che oggi lo scrivono al suo posto devono ancora dimostrare di essere migliori di lui ( e non mi riferisco a Boselli ). Invece si parla di Nizzi con un qualunquismo sorprendente quanto irritante.

ma visto che sei sul TWF accetta un saggio consiglio: aquista gli albi di Tex scritti dall'autore modenese e leggili. LEGGILI. Una volta che li avrai finalmente letti capirai di aver scritto una cretinata.


Si, se si limita alle storie pubblicate prima del 1994. un p? meno per quelle dal 1995 al 2000, ma che dire poi di tutte quelle dal 2002 ad oggià Sono capolavori anch'esse? Non per me
Sono decisamente storie brutte, in qualche caso addirittura pessime ed in rari casi appena salvabili.


Qui siamo d'accordo.

Pensi  che abbia commesso un reato di lesa maesta?


No :indianovestito: però ti giro la stessa domanda!

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Ora, ti sarai lasciato incantare da qualche sirena stonata che scrive in qualche altro forum, ma visto che sei sul TWF accetta un saggio consiglio: aquista gli albi di Tex scritti dall'autore modenese e leggili. LEGGILI. Una volta che li avrai finalmente letti capirai di aver scritto una cretinata.

Caro, carissimo ymalpas... Ho quotato soltanto questa parte di messaggio giusto per rispondervi senza fingere di non averlo letto.

Ora, ti sarai lasciato incantare da qualche sirena stonata che scrive in qualche altro forum

Toglitelo dalla testa, semplicemente per il fatto che non mi faccio incantare proprio da nessuno e se ho da fare delle critiche le faccio e basta. Decine e decine di personaggi sul PRESENTE forum hanno inneggiato al grande Claudio Nizzi, quello dei tempi d'oro, per poi gridare all'indecenza di fronte ad altro di più recente (ma nemmeno poi tanto recente).

accetta un saggio consiglio: aquista gli albi di Tex scritti dall'autore modenese e leggili.

Intendi la fascia dal 273 ai giorni nostri? La ho assolutamente completa, quindi parlo con cognizione di causa...

Una volta che li avrai finalmente letti capirai di aver scritto una cretinata.

Proprio perchè non mi faccio incantare non ti permetto di giudicare cretinata ciò che ho appena scritto:lo reputo offensivo non soltanto nei miei confronti ma anche nei confronti degli utenti che si troveranno daccordo con me...

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I disegni sono sotto gli occhi di tutti: la qualità non era più quella di una volta ma io ho parlato di standard del periodo. C'è poi chi li reputa un' - offesa - e un delitto averli pubblicati e questa mi sembra una presa di posizione piuttosto oltranzista. Inutile ripetere che non la condivido.

Questa e' una delle rare e poche volte in cui non sono d'accordo con Ymalpas. Come ho gia' detto prima, i disegni di questo albo sono semplicemente indecenti e averli pubblicati secondo me e' stato un grosso errore redazionali. Non la definirei un offesa averli pubblicati ma sicuramente si poteva e si doveva evitare.

per Ortiz farei un'eccezione, ma lui non si chiama ne Galep, ne Letteri, ovvero due dei pap? del ranger. Cosè come spero che Ticci non tiri i remi in barca appena si accorger? che è tempo di farlo.

Ed anche qui non sono d'accordo con te,Ymalpas. Un disegnatore che per varie ragioni non riesce piu' a disegnare piu' in maniera decente deve ritirarsi, per rispetto verso i suoi fan e soprattutto per rispetto verso se stesso. E questo vale per tutti a prescindere dal nome che portano. Anche Letteri doveva farlo a suo tempo e spero che Ticci sia abbastanza intelligente da capire quando arrivera' il suo momento.

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Tuttavia oggi intendo aprire il commento del quarto centenario di Tex Willer parlando della grafica, e chiedendomi spassionatamente quale motivazione abbia spinto i due Bonelli, padre e figlio, a pubblicare un'offesa così grande a quello che ha rappresentato il grande Aurelio Galleppini, il Galep che nel 1948 cre? il nostro inossidabile Ranger.

Ingenuit? e sproporzioni sono ormai la regola quando nei credits appare riportata la firma dell'autore toscano, ma perchè allora continuare a proporle?


Sono andato a riprendermi in mano l'albo perchè non ricordavo così orribili i disegni di Galep, e infatti sono nella media del periodo, persino discreti. Meritavano di essere pubblicati. Qualche sproporzione c'è, ma è passabile. Sulla serie ho visto di peggio.


Sicuro? Personalmente era da diverso tempo che trovavo disegni e copertine di Galep molto sotto la sufficienza. sopportavo le copertine perchè ritenevo giusto che arrivasse al n° 400, ma per quanto riguardava le storie, mi piangeva il cuore
al vedere disegni e mi chiedevo perchè non avesse il buon senso di ritirarsi invece di lasciarci con questo ricordo.
Se con questo mi ritieni una sorta di eretico, mi dispiace, perchè è così che l'ho sempre pensata ed i forum non c'entrano nulla, nel 1994 neanche c'erano


I disegni sono sotto gli occhi di tutti: la qualità non era più quella di una volta ma io ho parlato di standard del periodo. C'è poi chi li reputa un' - offesa - e un delitto averli pubblicati e questa mi sembra una presa di posizione piuttosto oltranzista. Inutile ripetere che non la condivido. Ma per Ortiz farei un'eccezione, ma lui non si chiama ne Galep, ne Letteri, ovvero due dei pap? del ranger. Cosè come spero che Ticci non tiri i remi in barca appena si accorger? che è tempo di farlo.


Qui, con tutto il rispetto, siamo su posizioni radicalmente diverse, per non dire diametralmente opposte.
Io posso dare a Galep tutte le giustificazioni di questo mondo e capisco anche la passione che poteva spingerlo a voler disegnare lo stesso, anche se la qualità stava diminuendo. Disegnare (ed anche scrivere presumo) non è o non dovrebbe essere un semplice lavoro, ma una passione appunto. ed è per questo che lo giustifico, ma resta il fatto che i suoi ultimi disegni erano tremendi e ciò per me era vero sin dal 1990 come minimo. Ho parlato di sofferenza e lo ribadisco. Guardando le copertine e le sue storie del periodo e facendo il paragone con pochi anni prima, non potevo non chiedermi: perchè non si ritira? Perchè vuol lasciarci con questo ricordo?
Se la SBE fosse stata una casa editrice diversa è probabile che glielo avrebbero detto da tempo, senza contare il fatto che Galleppini (ed ora i suoi eredi) possedeva una quota di Tex ed anche per questo era difficile dirgli di no.
Per Letteri credo che abbia prevalso, tra le altre cose, anche una certa riconoscenza e rispetto per un vecchio colalboratore, ma anche se la sua decadeza non era al livello di quella di Galep, era comunque evidente.
Diversamente da te, io mi auguro che Ticci, una volta ritenuto di non essere all'altezza di quelli che considera standard minimi, decida di ritiarsdi e dedicarsi ad altro, come la pittura. Esattamente come ha fatto Fusco a cui va il mio plauso.

Il bene verso Galleppini si sarebbe certamente mostrato chiudendo in un buio cassetto un'opera che, diciamocelo, non ha assolutamente il diritto di esser chiamata tale, eccezion fatta per i semi-buoni paesaggi che tuttavia, ripeto, scompaiono dinanzi a quella che a tratti definirei "mal interpretazione dello sceneggiato", con espressioni del tutto incoerenti con le parole riportate nei baloons.


Come critico sei parecchio drastico, lasciatelo dire. Non aggiungo altro a quello che hai scritto, leggi sopra.


In effetti, è più drastic di me, ma non va lontano dal vero.
I disegni che Gapel aveva fatto per "Golden Pass" erano davvero tremendi e solo l posizione di Gallep coem co-creatore di Tex ne avrebbe giustificato la pubblciazione se lui fosse rimasto in vita. Caposco e giustifico Sergio Bonelli per averli fatti rifare da capo.


In effetti "Golden Pass" nelle poche vignette che abbiamo visto sembra segnare un ulteriore passo verso la decadenza, ma quei disegni nel cassetto ci sono e ci resteranno per sempre. Inutile tirarli in ballo.


Era solo un esempio e pure azzeccato, per me. Ti giuro che non so se mi sarei goduta, come ho fatto, quella storia con quei disegni.

Poi c'è l'appena sufficiente soggetto di Claudio Nizzi, accompagnato da una sceneggiatura pressoch? ai medesimi livelli.

Incongruenze a non finire per un autoconclusivo di 110 pagine che, se affidato ad altri, poteva esser senza dubbio maggiormente riuscito.
E' evidente la pessima gestione degli avvenimenti, con uno dei flashback più lunghi che abbia mai letto ed una così tanto affrettata conclusione.


Ecco mancava la frecciatina a Nizzi. La storia in effetti non è un capolavoro. D'altronde nel periodo ne scriveva molti


Molti capolavori? Nizzi? Molte belle storie casomai, ma capolavori, almeno per i miei standard non ne ha mai scritti, almeno dal 1985... anche se con "Furia rossa" ci è andato dannamente molto, ma molto vicino.



De gustibus... per me di capolavori ce ne sono eccome e non sono il solo a dirlo.


Il che non cambia di una virgola il mio giudizio. Per i miei personali criteri (che, essendo personali valgono per me e non debbono necessariamente essere condivisi da altri), il termine capolavoro va assegnato a pochissime storie.
Per me il Nizzi dei tempi d'oro ha scritto una manciata di ottime storie, diverse buone storie e diverse di ordinaria amminsitrazione (ma di un'ordinaria amministrazione per cui farei la firma senza problemi) ma nessun vero capolavoro e del resto, se ci tieni a saperlo, io classifico come ottime storie anche le ultime due di Manfredi che diversi utenti di questo ed altri forum hanno classificato come capolavoro.

Poi c'è chi da appena la sufficienza a albi come "L'uomo con la frusta",


e questo lo trovo incredibile... a meno di non tirare in ballo un cieco pregiudizio

ma sono problemi suoi... Evidentemente siamo appassionati del personaggio in modo diverso. Solo che mi chiedo come questi tipi possano aver fatto a sopravvivere a trecento numeri scritti da Claudio Nizzi ed essere ancora qui a parlarne.


Interessanrte domanda.

e 110 pagine sottotono possiamo anche perdonargliele.


Lui stesso l'ha definita una ""storiellina" a quanto ne so..

Affidato ad altri ?


In effetti all'epoca altri non ce n'erano.

Stai parlando di Claudio Nizzi, caro.


Che non è William Shakespeare o Ernest Hemingway, ma nemmeno G. L. Bonelli se è per questo e criticarlo è legittimo.

Non mi pacciono queste frecciate gratuite. A quel forum sono iscritto anch'io. Sono tra i colpevoli?



Sul fatto che sia una storiellina non ci piove, sul fatto che Jason Ducaux possa sputarci sopra impunemente è un altro paio di maniche.

Sull'altro forum ci sono anche io. Non è una frecciatina Carlo, il trattamento riservato a Nizzi è un fatto innegabile, e leggere di certi nuovi iscritti che si permettono certe parole che poi non sono neppure le loro ( che le storie di Nizzi non le hanno nemmeno lette )


Ne sei sicuro? Ultimamente sto leggendo alcune recensioni di ragazzi piuttosto giovani che quelle storie sembrano averle lette.

ma che ripetono come pappagalli... Io non mi sono mai permesso di associarti a costoro, tanto più che sei uno dei pochi ad avanzare sempre critiche oggettive e non preconfezionate e solo raramente ti lasci prendere la mano. Comunque essere detrattore di Nizzi non deve farti scordare che senza scomodare Shakespeare o Hemingway lui ha dato tanto a Tex e quelli che oggi lo scrivono al suo posto devono ancora dimostrare di essere migliori di lui ( e non mi riferisco a Boselli ). Invece si parla di Nizzi con un qualunquismo sorprendente quanto irritante.


Uhm... per quanto mi riguarda Faraci e Manfredi hanno già dimostrato di essere migliori di lui. Sicuramente migliori del Nizzi post 400 e per quanto riguarda Manfredi, migliori in assoluto.
Su Ruju non mi pronuncio ancora.

Per il resto... io a Nizzi ho sempre rimproverato due cose: un certo manierismo di fondo, ovvero l'aver ridotto lo scrivere Tex ad una formula od ad una ricetta pura e semplice ed una certa freddezza, la mancanza di una partecipazione emotiva con quello che scrveva e di una qualche complicità col lettore. Bravissimo a confezionare trame, bravissimo coi dialoghi, ma raramente capace di coinvolgermi fino in fondo. Facevano eccezione le storiie in cui abbandonava la formula per concedersi maggiore libertà, come: "Fuga da Anderville" e "Il ragazzo selvaggio" per citarne solo due.
Dopo la sua crisi si è sorretto per un p? col mestiere, poi l'ha abbandonato pure quello.

ma visto che sei sul TWF accetta un saggio consiglio: aquista gli albi di Tex scritti dall'autore modenese e leggili. LEGGILI. Una volta che li avrai finalmente letti capirai di aver scritto una cretinata.


Si, se si limita alle storie pubblicate prima del 1994. un p? meno per quelle dal 1995 al 2000, ma che dire poi di tutte quelle dal 2002 ad oggià Sono capolavori anch'esse? Non per me
Sono decisamente storie brutte, in qualche caso addirittura pessime ed in rari casi appena salvabili.


Qui siamo d'accordo.

Pensi  che abbia commesso un reato di lesa maesta?


No :indianovestito: però ti giro la stessa domanda!


Credo di aver risposto abbondantemente ormai. Comunque è sempre un piacere avere a che fare con gente che non si arrocca sulle sue posizioni ed accetta il dialogo.

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Guardando le copertine e le sue storie del periodo e facendo il paragone con° pochi anni prima, non potevo non chiedermi: perchè non si ritira? Perchè vuol lasciarci con questo ricordo?

Perchè Tex, per Galep, immagino fosse come un figlio ed i figli non si abbandonano, anzi..... :old: Era o non era il suo creatore grafico? :inch:In ogni caso, a parer mio, non è certo questo albo e pochi altri ad aver "macchiato" una carriera indimenticabile e piena di passione che il grande Galep ha profuso ( a piene mani ), per Tex, in piu' di 40 anni..! :inch:

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Guardando le copertine e le sue storie del periodo e facendo il paragone con° pochi anni prima, non potevo non chiedermi: perchè non si ritira? Perchè vuol lasciarci con questo ricordo?

Perchè Tex, per Galep, immagino fosse come un figlio ed i figli non si abbandonano, anzi..... :old: Era o non era il suo creatore grafico? :inch:In ogni caso, a parer mio, non è certo questo albo e pochi altri ad aver "macchiato" una carriera indimenticabile e piena di passione che il grande Galep ha profuso ( a piene mani ), per Tex, in piu' di 40 anni..! :inch:
Pu? esser vero, ma non se si vuol lasciare un ricordo INTERAMENTE positivo nei confronti di chi, dal punto di vista artistico, ti ha apprezzato. Almeno, io la penso così, e probabilmente anche il nostro dottor Monni a giudicare dai precedenti post. Delle storie del genere non andranno certo a macchiare la carriera di un autore di ingegno, originalità e brillantezza indiscussi, ma certo la vanno a concludere in maniera non proprio ottimale. Galep ha considerato Tex Willer come un figlio, ma non a tal punto da lasciarlo quando quel tratto incerto, pallido ricordo dei tempi che furono, si manifest? peggiorando sempre più:a mio parere il bene verso il personaggio lo avrebbe dimostrato esattamente così.

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Galep ha considerato Tex Willer come un figlio, ma non a tal punto da lasciarlo quando quel tratto incerto, pallido ricordo dei tempi che furono, si manifest? peggiorando sempre più:a mio parere il bene verso il personaggio lo avrebbe dimostrato esattamente così.

Ecco, leggere queste cose mi fa incazzare.

Chi sei tu per poter dire una cosa del genetre? Come fai a dire che Galep ha amato Tex come un figlio,ma non a tal punto?
Come ti permetti?
Qui entriamo nel campo dei sentimenti personali che Galep doveva provare verso se stesso, verso la propia arte, verso il suo Tex.
Non sei nessuno per poterti permettere di giudicare un qualcosa di così intimo!
Del tuo parere su come Galep avrebbe dovuto dimostrare il suo amore per Tex non ce ne frega per niente ( e ripeto:chi diavolo credi di essere per sentenziare su una cosa così intima con la tua solita saccenza da quattro soldi?)

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