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TWF - Tex Willer Forum
Pedro Galindez

[314/316] Il Bisonte Bianco

Voto alla storia  

22 voti

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Soggetto e sceneggiatura : Claudio Nizzi
Disegni: Fernando Fusco
Periodicità mensile: Dicembre 1986 è Febbraio 1987
Inizia nel numero 314 a pag. 62 e finisce nel numero 316 a pag. 64




Presso Laramie, gli sgherri del ranchero Langley freddano un indiano sotto gli occhi di Tex e Carson per impedirgli di rivelare al suo sakem che il loro padrone intende cacciare il Bisonte Bianco, animale sacro dei Cheyennes. Intenzionato a uccidere il Bisonte Bianco, il folle ranchero fa evadere la sua guida e parte con un drappello di uomini per le sorgenti del North Platte, rischiando di scatenare una rivolta indiana! Tex e Carson seguono la pista del cacciatore e riescono ben presto a staccarlo dai suoi sgherri. Langley e lo scout Laskiss, rimasti soli, scatenano addosso ai pards una mandria di bisonti infuriati e poi gli aizzano contro il branco di Volpe Macchiata, indiani rinnegati. Il Bisonte Bianco lo ossessionava con presagi di morte: adesso il folle ranchero Langley ha veramente di fronte l'enorme creatura, bestia sacra dei Cheyennes e, come nei suoi incubi, il fucile non riesce a sparare!



© Sergio Bonelli Editore

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Guest Wasted Years

Riletta da poco. Neanche troppo malvagia la storia, anche se piuttosto breve ed un po' scontata. Inconsistente l'indiano socio di laskiss, che si rivela un pivellino debole ed ingenuo, mentre illimitato il delirio dell'ex cacciatore di bisonti, che non esita addirittura a far evadere la sua guida ferendo lo sceriffo, aggredito alle spalle. I pard si fanno giocare almeno un paio di volte, anche se sono piuttosto aggressivi e decisi. La storia deve per forza arrivare a quel finale, esponendo il fianco ad accuse di illogicità. Comunque una simpatica lettura, anche se non brilla.

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Ho riletto la storia in occasione della sua recente ristampa "colorata". Anche se non può, IMHO, essere qualificata come un capolavoro si lascia comunque leggere molto piacevolmente: non mancano le scene spettacolari ( la morte del cowboy di Langley nel fiume e soprattutto l'assalto dei bisonti ) e Tex e Carson sono decisi e reattivi, come afferma pure Wasted, ( e anche i loro errori di valutazione sono abbastanza comprensibili se non prevedono che Langley assalga l'ufficio dello sceriffo per liberare Laskiss è perchè non si tratta del tipo di comportamento che ci si aspetta da un "pezzo grosso" cittadino suo pari; allo stesso modo, quando attaccano il campo della spedizione di Langley gli uomini del ranchero oppongono un simulacro di resistenza, che dà a lui e a Laskiss il tempo di eclissarsi e rubare i cavalli dei pards ), mentre l'ossessione di Langley e la figura sospesa tra mito e realtà ( e perciò tanto più suggestiva ) del bisonte bianco sono presentate in una maniera piuttosto convincente e suggestiva e IMHO risultano più affascinanti di quelle del gaglioffo di mezza tacca Frank Bishop e dello stallone Silver Star nella storia di GLB intitolata a quest'ultimo che mi paiono sì più realistiche ma anche molto più prosaiche e banali. I disegni di Fusco sono per me di livello assai buono.

 

In sintesi, IMHO:

 

soggetto 7,5

sceneggiatura 7,5

disegni 8+

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Sicuramente la cosa più interessante di questa storia è l'ossessione di Langley, che lo porta a compiere anche azioni illegali pur di liberarsi dall'incubo del Bisonte Bianco che lo sta facendo impazzire. La storia non è certamente un capolavoro, ma è comunque piacevole e per niente noiosa. Lo schema e la trama è riconducibile alla vecchia storia di Silver Star, anche se in questo caso Langley vuole confrontarsi direttamente con il leggendario animale per ucciderlo e non per catturarlo. Tex e Carson, nonostante vengano "gabbati" almeno un paio di volte, si dimostrano comunque ben svegli e implacabili. Un Nizzi ancora particolarmente ispirato ai testi, aiutato molto anche dagli splendidi disegni di Fusco!!

 

Voto: 7 :trapper:

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La cosa interessante di questa storia è la motivazione alla base della quale nascono tutti i guai che costringono Tex e Carson a prolungare la loro permanenza presso Laramie. Una volta tanto non siamo in presenza del solito riccone che vuole allargare i suoi traffici ed i suoi possedimenti costi quel che costi ma siamo in presenza di un uomo che convive con il suo passato che ritorna ogni notte sotto forma di un incubo che pian piano lo sta portando alla follia e per uscirne concepisce un piano altrettanto folle. Altra cosa bella è che la vera motivazione ci viene presentata non subito ma a racconto già iniziato, quando il lettore si è già convinto di avere a che fare con il solito ricco borioso. I disegni di Fusco aiutano il racconto di Nizzi che ha notevoli spunti come l'incidente nell'attraversamento del fiume che porta alla morte di uno dei componenti del gruppo della caccia al bisonte, la personalità del coprotagonista Laskiss che si dimostra un ottimo e scaltro avversario per i due pard, peccato per la sua morte potrebbe essere stato un personaggio da risfruttare. In sostanza a me la storia è piaciuta molto.

 
Voto 10 

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Anche a me è piaciuta l'idea di costruire una vicenda intorno ai "deliri" dell'ex cacciatore di bisonti; una piacevole variazione rispetto alle trame "classiche", ma che è ben riuscita mischiando, appunto, il desiderio di liberazione dagli incubi da parte di Langley e la volontà di Nuvola Nera di difendere a tutti i costi quello che i Cheyennes considerano un'espressione terrena di Manito, il Sacro bisonte bianco. Secondo me, poi, il valore della storia viene accresciuto anche dai disegni di Fusco, perfetti per soggetti di questo tipo e capaci di rappresentare momenti di tensione emotiva (il culmine, quando Langley si trova di fronte al bisonte bianco) e quelli di ironia e tranquillità tra Tex e Kit Carson.

Voto: 7

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Questa storia è graficamente straordinaria: straordinaria nell'emozionante copertina, una delle mie preferite da sempre, straordinaria nei disegni del Maestro Fusco: più che una storia a fumetti, ci troviamo di fronte ad una favolosa esposizione di quadri, attraverso i quali possiamo fare idealmente una incredibile passeggiata tra i paesaggi del Wyoming. Già, una passeggiata, perchè questa hanno fatto Tex e Carson, non incidendo per nulla nella storia, ma semplicemente "accompagnando" (sia pure a distanza) lo sfortunato Langley, una volta tanto non il solito cattivo, ma un personaggio tragico, nella nemesi della sua vita (i bisonti che hanno fatto la sua fortuna lo tormentano nel benessere) e nell'estremo momento della morte, quando incredibilmente il suo fucile integro lo tradisce: momento molto emozionante, e ancora di più quando Tex e il lettore scoprono che non è il fucile ad essersi inceppato, ma qualcosa nella mente di Langley... Non un capolavoro, ma una bella storia da ricordare.

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L'occasione di leggere questa storia si è presentata con le recenti ristampe in edicola in questi giorni. Ho trovato la storia godibile, scorrevole e ben disegnata dal solito Fusco ma niente di più. A mio avviso il soggetto non concede poi uno sviluppo della trama poi molto dilatato e trovo che comunque sia stato allungato anche troppo. Spesso i testi si perdono in discussioni e battibecchi tra i due pards e lo sceriffo ma alla fine il succo e i fatti accaduti sono pochi. I cattivi poi mi sembrano anche poco caratterizzati e non sufficientemente adatti a reggere il confronto con i pards. Alla fine Langely non è un cattivo "cattivo" ma semplicemente una persona ossessionata dai suoi incubi che tra l'altro come già detto da alcuni di voi assieme alla leggenda del bisonte bianco sono la cosa più interessante della trama. Per quanto riguarda i disegni troviamo un ottimo Fusco sempre in costante miglioramento e cambiamento anche se personalmente il mio preferito resta quello che inizierà a trovarsi dal numero 350 in avanti.

 

Soggetto 7,5

Trama 7

Disegni 7,5

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Storia riletta in questi giorni dagli albi originali, a mio avviso la psicosi del ricco ma onesto Langely e' un po' troppo amplificata, tirata via alla grande non si approfondisce bene , arrivano fortunosamente davanti alla bestia sacra... quasi per caso, la storia dell'incidente nel fiume mi sembra ampliata al massimo.... cosi' giusto per prendere spazio! altrimenti come storia come idea non era male sinceramente..... poi dai ragazzi uno esperto come tex non si accorge che Laskiss si butta per terra, per fingere di essere colpito???trovo molto belli i disegni, sapete dirmi il numero e il titolo di quella storia sulle ristampe a colori della repubblica???

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Già il primo albo di questa storia è tutto una goduria: la sparatoria iniziale, Tex e Carson nel saloon ai cowboys assassini. ("Attento a quello che ti esce di bocca compare. Tu di che non è vero e, parola mia, ti faccio finire la dentiera nel tacco degli stivali, anche se ora ti senti protetto dal tuo padrone"). Poi la delineazione del gran ranchero Langley e della sua ossessione per il leggendario bisonte bianco; suo complice, un gran furfante di nome Laskiss.
Un lungo inseguimento dalla città fino al territorio indiano, con i Rangers dietro a questa coppia.

Nel finale,

dove Langley viene ucciso dal bisonte bianco, e vede i suoi incubi realizzarsi
si vede come Nizzi voglia insistere su come il destino o qualunque altra forza che controlli le azioni degli uomini, ci metta il suo zampino. Un finale che suona come il danno più la beffa per il povero Langley ( e forse anche aspettabile). Nizzi per l'altro chiude con una nota che ha sapore di leggenda per un sacro animale che affronta la sua ultima lotta e poi scompare nel nulla. Una storia che cresce in epicit? mano a mano che ci si avvicina al suo territorio, e si identifica sempre più con Langley che sente l'avvicinarsi della sua ultima battaglia e si prepara ad essa, con lo spirito del guerriero di tanti anni di lotte (anche se da la caccia a qualcosa di sacro). Un confronto epico, che Nizzi non manca di mettere in risalto nelle scene finali (anche se non mi piaceva come viene disegnato il bisonte bianco da Fusco, meglio nella copertina di Galep).



Nemmeno in questa storia mi sento di darle del capolavoro (quel poco di esitazione che mi frega), ma è sicuramente una storia di ottimo, anche eccelente, livello.

Facciamo nove e mezzo.

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Una storia nel complesso affascinante e sempre piacevole da leggere, non eccessivamente intricata e perfettamente equilibrata. :indianovestito:

Protagonisti della storia: :cowboy::indiano::bandito::colt::bisonte:

Dalla trama, molto originale ed intrigante, traspare un Claudio Nizzi particolarmente ispirato. Il vero protagonista di questa vicenda è Joke Langley, un ricco allevatore e possedente terriero del Wyoming, che da molto anni è perseguitato da un angoscioso incubo ricorrente al suo passato di cacciatore di bisonti, che di frequente lo fa svegliare nella notte coi sudori freddi. Questa terribile ossessione porta il ranchero a commettere azioni illegali, forte della sua influenza politica ed economica... Ciò accade tra la pagina 25 e la pagina 33 del secondo albo, in cui non esita a stordire lo sceriffo di Laramie per poi far evadere Joe Laskiss, bandito e truffatore assoldato dall'allevatore come guida per una spedizione di caccia al bisonte bianco. La vicenda prosegue tra numerosi colpi di scena e diversi scontri a fuoco. Dopo un incidente di viaggio che costa la vita a uno dei suoi uomini, Langley arriva nella vallata del North Platte braccato da Tex e Carson, che prima di raggiungerlo, affrontano numerose insidie, tra cui la travolgente corsa di una mandria di bisonti e l'assalto dei Cheyennes guidati dal rinnegato Volpe Macchiata. Tex arriva troppo tardi per salvare la vita di Langley che, in una vallata nascosta, viene sconfitto in duello dal famigerato bisonte! :bisonte:


Un western più o meno classico, ricco di spunti e all'insegna dell'azione e degli inseguimenti. :trapper:

Molto ben articolata la sceneggiatura, caratterizzata da una narrazione veloce ed immediata, da entusiasmanti dialoghi dettagliati ma maggiormente contenuti nel linguaggio e da una suddivisione sequenziale molto buona. :trapper:

Di qualità eccelsa e in lenta evoluzione gli strepitosi disegni di Fusco, in anch'essi dettagliati e maggiomente puliti rispetto alla sua storia precedente. Da ammirare l'estrema semplicità del tratto e la resa quasi perfetta delle colline e degli immensi pascoli del Wyoming. Una delle migliori prove in assoluto del disegnatore ligure, in questa occasione all'apice della sua forma. 

VOTO: 8 ai testi, 9 ai disegni.

BK

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Una storia sempre gradevole da rileggere. Ad alzare il voto contribuiscono non poco le battute umoristiche che si scambiano i due pards e non solo, una su tutte quella del capo Cheyenne Nuvola Nera all'indirizzo dei capelli bianchi di Carson. La sceneggiatura è condotta con brio ma il soggetto non è niente di eccezionale, come d'altronde l'idea di partenza, il bisonte bianco, lascia di per se presagire. C'è qualche risvolto storico che mi lascerebbe idealmente propendere per qualche spunto ceduto a Nizzi, magari dall'editore, ma nel libro intervista di R. Guarino, Nizzi afferma invece di aver tratto lo spunto dal "Moby Dick" di Melville. Buona l'idea del ranchero Langley che ci lascia la pelle nell'identica maniera suggerita dal suo stesso sogno, ma le pagine dove Nizzi si supera sono quelle iniziali quando lo sceriffo prende l'iniziativa di sostituirsi a Tex (che già metteva in conto le sue maniere spicce ) per estorcere la confessione dello scout Laskiss (colpevole di aver suggerito a Langley la presenza del bisonte in territorio Cheyenne): Laskiss alla fine è gabbato su tutta la linea dall'abile sceriffo. 

 

 

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Il bisonte bianco, che su Zagor acquista una connotazione negativa, in questa storia dimostra di sapersela cavare da se; buona è anche l'idea di Nizzi di giocare con la "magia" - la sacralità dell'animale è effettivamente riconosciuta in diverse religioni presso i nativi. Per la sua rarità è diventato il simbolo della bandiera del Montana.

 

Disegni di Fusco eccezionali.

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