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TWF - Tex Willer Forum
Guest Wasted Years

[43/44] La Citt? D'oro

Voto alla storia.  

9 voti

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Guest Wasted Years

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Tex e Tiger Jack, per far luce su una oscura profezia dei Cani Rossi, si spingono fino alla perduta Città d'Oro, abitata da eredi dei Conquistadores e soggetta al Principe Nero. Il tiranno ha spodestato da anni il buon Duca di Medina e il veggente Nostradamus vede ora avvicinarsi nere nubi di sventura? La profezia di Nostradamus si avvera! Affiancato da Tex e Tiger Jack, il Duca di Medina riagguanta le redini della Città d'Oro, ma il vendicativo Principe Nero, aprendo una diga, sommerge l'intera vallata. I due pards sopravvivono e sono recuperati da Kit Willer e Carson.



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GL Bonelli era un grande appassionato delle avventure di cappa e spada, ed ecco sfogare questa sua passione nella saga texiana. Le profezie di Nostradamus (sic!) vestito come il Merlino di Carnevale vedono la fine della città imminente, e a nulla vale la rivolta capeggiata da Tex con il duca di Medina. Il personaggio che mi ha sempre più colpito è l'insolente ma scaltro giullare del principe, davvero azzeccato.
E poi, volete mettere il fascino della città dai tetti d'oro, e una storia che parte da una profezia e di profezie si nutre?
Un salto nel tempo e un salto fuori dall'west.
Decisamente geniale!

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Dopo l'avventura che vedeva Tex e Tiger nelle selvaggie terre dei Cani Rossi, Gianluigi Bonelli si prese una licenza dalle classiche tematiche, regalandoci una storia "atipica", ambientata in una valle dove l'era dei Conquistadores non era ancora tramontata. Dalle strane parole dei Cani rossi superstiti, Tex e Tiger decidono di indagare e partire alla ricerca di questa strana Città D'oro. Ciò che mi ha sempre colpito, è lo strano pessimismo (degno di un Carson), con cui GLB, ha caratterizzato Tiger in questa storia. Fino all'arrivo alla Città D'oro, cerca di far tornare indietro Tex. La storia è comunque, secondo me un capolavoro di fantasia, rientra in quel filone di popoli misteriosi che il nostro Ranger, incontra ogni tanto. Mi viene in mente i russi, i vichinghi, tanto per dirne solo alcuni. Bellissimi i disegni di un Galep Particolarmente ispirato, nel raffigurare i Castelli, giardini interni, le armature, i vecchi archibugi che sparano solo un colpo. Caratteristiche le varie figure che incontriamo, tra cui spiccano:-l'oscuro Principe Nero, che tiranneggia, ovviamente sulla popolazione- Angel, il buffone di corte. -------> Angel tu non vieni ad assistere alla decapitazione? No trovo più interessante tirar accordi dalla mia mandola. :) :) (GLB era inimitabile)- Nostradamus, colui che scrive l'oroscopo del Principe Nero, ucciso poi a fil di lama.: Duca di Medina, l'uomo giusto che guider?, insieme a Tex e Tiger, la rivolt? per rimpossessarsi del trono. La storia, con finale di distruzione, può comunque sembrare tutto un sogno, Tex e tiger gli unici due che scampano al disastro. Ma non importa, la fantasia e la maestria di GLB, prevale su tutto. Oggi ce le sognamo storie di questo tipo, ci pensate che coro di proteste nascerebbero?? Se solo con Omicidio In Bourbon Street, qualcuno a criticato con lettere la SBE, per una storia fuori dai canoni?Voto 9 sia alla storia che agli stupendi disegni di Galep.

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COMMENTO CHE PUO' CONTENERE SPOILERDA RILEGGERE!!!!ho riletto questa storia dopo tanti anni e, devo essere sincero, mi ha lasciato veramente sorpreso,.. stupenda la trama la sceneggiatura e sopratutto stupendi i personaggi, il principe nero, il duca medina, il giullare di corte , nostradamus personaggi storici che sembrano usciti dritti dritti dalla tavola rotonda... :D per non parlare delle armature, le sciabole, il castello, i passaggi sotterranei, le trappole... eccetera eccetera... che dire se non la ricordate e arrivato il momento di rileggerla. UN GIOIELLINO. VOTO 9,5 su 10VOTO

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Ottima storia, tra le migliori del periodo, che probabilmente aveva bisogno di qualche pagina in più per essere sviluppata meglio. Lo sceneggiatore è al massimo della forma, per un capolavoro di fantasia ambientato all'epoca dei conquistadores. Avventura allo stato puro ai massimi livelli, con una perfetta commistione tra western e altri generi. Galeppini ispirato come non mai.

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Cosa rende queste storie, dalla trama così incredibile, dalla location oggi così baroccamente improponibile, ancora attuali e godibilissime, così attraenti in in°epoca texiana che sembra dominata da un realismo assoluto e da una verosimiglianza storica da non contraddire(eccezion fatta in parte per l'ultima storia di Boselli)?Cosa le rende, ai nostri occhi, ancora così belle nonostante termini passati di moda e del tutto inattuali come ?marrano??
La risposta è una, e per quanto possa sembrare banale nella sua scontatezza, vale sempre la pena di dirla:la maestria narrativa e il genio immaginativo inarrivabile di GL Bonelli.
Il suo genio sta in questo:nel riuscire a catturare sempre e comunque il lettore;nel riuscire a fargli mettere da parte ogni spirito razionalistico che rigetterebbe tutta la narrazione. Questa vittoria Bonelli non la ottiene mediante la spiegazione pseudo-storica dei fatti, ma tramite la bellezza della narrazione in quanto tale:dialoghi superbi, personaggi affascinanti anche nella loro incredibilit?, un filo narrativo consequenziale e logico pur nella sua illogicit? di fondo, scene suggestive e d'azione entusiasmanti.
Il sogno vince sulla logica, la commistione di generi più sfrenata vince sul consolidato canovaccio di genere.

Altro elemento che testimonia della grandezza di Bonelli:il riuscire non solo a mischiare generi narrativi diversi, ma il riuscire a creare due storie distinte (chiuse in se stesse con i relativi finali)che tuttavia diventano parte di un'unica grande storia. La prima pone le basi per la seconda:mi viene da pensare al Vecchio e Nuovo Testamento, due libri distinti che tuttavia formano(almeno per la cultura cristiana)un'unica grande opera unitaria. Bonelli fa qualcosa di analogo con ?Lotta per la vita?, lo fa con ?Le terre dell'abisso?, con ?Chinatown°?


L'inizio è puramente western.
Tex e Tiger si vanno a cacciare nei guai per puro caso:mi piace molto questo espediente narrativo, perchè lascia l'impressione forte che i nostri siano persone normali con una vita normale;possono andare a caccia, aspettare un treno o farsi un semplice viaggio di piacere;non sono eroi in ogni momento della giornata, ma innanzitutto uomini-uomini che, ovviamente, hanno una spiccata tendenza a cacciarsi nei guai, anche volontariamente, e questa storia lo dimostra!

Tutto sembra procedere secondo i canoni del miglior western ?indiano?;non appena sente odore di marcio,Tex non esita a dar prova della sua durezza, dapprima con uno sganassone poi con un ?discorsetto? a Tabual , anche questo in pura marca Willer, in cui Bonelli si sbizzarrisce con i balloon, confezionando un dialogo magistrale, per durezza e bellezza.
Anche la successiva(fittizia)danza degli spettri non contribuisce a cambiare il clima realistico che si respira sulla vicenda;al limite è quell'elemento che ?prepara? l'irruzione del fantastico, o meglio, dell'inverosimile.
Ecco che allora si comincia a parlare di terre maledette, di strani Totem da riportare a casa, di streghe misteriose. Il tutto comincia a farsi più inquietante, ma anche più avventuroso, e la storia attrae a sè il lettore in maniera inesorabile, continuando quell'azione di presa che già aveva iniziato grazie ai bellissimi dialoghi.
Rascar è un personaggio meraviglioso, che mi piacerebbe poter vedere ancora, una Zhenda ante litteram e comunque molto inquietante, in bilico fra l'osservanza delle ?leggi del popolo rosso? e il più totale menefreghismo.
Ecco cosa dice a Tex:?UGH!Rascar parler? in nome della sacra alleanza?;ed ecco cosa aveva detto precedentemente a May-Koo:?Puah!Sono molto vecchia, e per me la sorte di una tribù e della sua gloria hanno meno valore della sabbia del deserto?.
Un personaggio misterioso e ambiguo, dunque, e decisamente affascinante.

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Ed eccoci giunti alle Terre Selvagge:ormai quello che sembrava essere un normale western ha preso i toni dell'avventura pura, dell'avventura senza regole che se ne frega delle cartine geografiche, di strani crateri inverosimili- e ovviamente, di coyotes che si comportano come un reggimento!
Il tutto, da ora in poi, si farà più violento e tragico.
Bonelli non ci risparmia la vista del cadavere di un uomo legato ad un palo, non ci risparmia il supplizio di un povero guerriero accecato dall'inesperienza e dai cattivi consigli
I Cani Rossi sono un popolo violento e crudele, un popolo decimato dalla povert? e dalla vita in un deserto crudele;un popolo che sfoga la sua rabbia senza guardare in faccia a nessuno, senza mostrare rispetto per nessuno:così il coyote di Rascar viene ucciso, un cavallo viene condannato ad un'orribile supplizio, e May-Koo viene condannato a una morte atroce.

May-Koo muore a causa di una profezia sbagliata. Questa è una storia in cui le profezie hanno un ruolo determinante:quella di Tabual, da cui nasceranno i tragici avvenimenti, e quella, catastrofica, di Nostradamus. E, soprattutto, quella che ha per protagonista Tex.
Il Tex di questa storia è un Tex che dimostra di essere innanzitutto un'uomo curioso, un'uomo che non teme nulla e che non indietreggia di fronte a nulla pur di svelare un mistero, pur di poterne saggiare la consistenza con le proprie mani. E questo vale ancora di più se il protagonista di una predizione tragica è proprio lui.
Cosè Tex continua ad avanzare verso il mistero:non gli importa del deserto, non gli importa di star avanzando sempre più in terre misteriose di cui non sa nulla. Nemmeno quel brontolone di Tiger può dissuaderlo?
S?, ho proprio usato il termine ?brontolone? per Tiger;e ne uso un altro:pessimista. Il Tiger di questa storia è brontolone e pessimista(?Sputafuoco!PUAH!);e naturalmente nessuno, figuriamoci io, si sognerebbe di dire che Bonelli ha confuso Tiger con Carson(per farlo baster? aspettare pochi giorni, quando uscir? la nuova storia di Nizzi e si scateneranno i soliti detentori del verbo texiano)!

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Quando la scena si sposta sulla Città d'Oro, ecco che la storia ha ormai dispiegato tutta la sua essenza di fantasiosit? sfrenata.
Come sappiamo Bonelli inseriva spesso città fantasiose in luoghi misteriosi e lontani, abitate da comunit? che vivono in un vero e proprio esilio, senza sapere nulla di quello che accade al di fuori del proprio piccolo mondo.
Molti mi sembrano i fattori che avvicinano ?La bufera? a questa storia:li? l'esilio era forzato, ma anche i russi non sapevano nulla del mondo al di fuori, e anche in quella comunit? era presente un tiranno che rendeva quel che poteva essere un piccolo paradiso un vero e proprio inferno;e in ambedue i casi Bonelli mette in scena una piccola rivoluzione, una rivolta popolare che senza Tex non sarebbe probabilmente andata a buon fine.
E per fortuna in ?Lotta per la vita? è abbondantemente presente quel che mancher? nella storia successiva:l'azione!
E se per Tex e Tiger può essere molto facile spuntarla contro avversari muniti di soli archibugi, ecco che Bonelli complica le cose con assedi sotto il fuoco del cannone, trabocchetti imprevisti, attacchi al castello contro tutti, esplosioni e incendi che mettono i nostri in seria difficolt? e rendono la lettura a tratti davvero entusiasmante.

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Ma una storia che si apre con una profezia, e che continua sotto il segno delle profezie(quella riguardante Tex)non poteva che concludersi con una nuova profezia, anch?essa terribile e anch?essa avveratasi, con conseguenze anche questa volta tremende:se quella di Tabual ha portato alla morte May-Koo, se quella di Kubal ha previsto la fine dei Cani Ross per mano di Tex, quella di Nostradamus non poteva che portare anch?essa ad effetti disastrosi-e proprio la presenza di Nostradamus dimostra il fatto che Bonelli poteva e sapeva strafregarsene della fedelt? storica!
Cosè, mentre tutto sembra essersi risolto nel migliore dei modi, ecco verificarsi la catastrofe finale, ultimo dono di un tiranno sconfitto e umiliato.

C?? però da aggiungere una cosa, per pura onest? intellettuale:un difetto nella storia c'è!Un difetto però non dovuto a Bonelli, ma forse al formato a strisce dell'epoca:il finale è davvero troppo risicato;se si fossero avute più pagine a disposizione credo che la scena della rottura della diga sarebbe sicuramente stata più lunga e avvincente. Comunque è un difetto che, secondo me, non rovina più di tanto una storia comunque molto bella e avvincente!

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Se la storia risulta così bella, un grande merito va al Maestro, che realizza dei disegni stupendi, dei disegni che mettono in mostra tutta la sua versatilit? e la sua bravura in qualsivoglia genere avventuroso. Grandi scenografie, personaggi e costumi credibili(bellissimo anche da un punto di vista grafico il personaggio di Goyas), una varietà di ambientazioni che ne esaltano il pennello maestoso.
Ma fare troppo chiacchiere non serve a nulla:i disegni di Galep parlano da soli!... e questa ultima vignetta ?, secondo me, semplicemente un Capolavoro!

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Storia scritta nel 1959, conferma la passione di GL Bonelli per i romanzi di cappa e spada. Precede di almeno un lustro un'avventura di Zagor con la stessa ambientazione. La storia ha l'andamento di una fiaba con il solo amarissimo finale a riportarci traumaticamente nel mondo reale. La trama è molto serrata, con un susseguirsi di colpi di scena da cardiopalma. I personaggi sono piuttosto convenzionali, alcuni letteralmente rubati alla letteratura o alla storia come l'astrologo Nostradamus, nettamente e ingenuamente divisi tra il bene e il male. Quello più colorito è il gobbo Angel: se non si fosse sacrificato per il Principe, avrei scommesso su di lui come l'autore del messaggio che mette in allerta il Duca di Medina delle decisioni prese dal despota nei confronti dei ribelli. Il misterioso complice alla fine rimarr? anonimo. Un 'altro straordinario protagonista è IMO il vile giuda Goyas, davvero sorprendente il suo voltafaccia a pag. 56 del n° 43. Una storia che si lascia leggere bene, malgrado le numerose ingenuità e forzature ( si veda per esempio alla fine il Principe che agisce sulla saracinesca aprendo i pannelli che ostruiscono il passaggio dell'aqua nella diga ), specialmente negli albi originali, con i vignettoni che occupano tutto lo spazio della pagina.

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Ed eccoci arrivati ad una storia che non si può non definire memorabile. G. L. Bonelli riesce nell'impossibile: coniugare il western con il romanzo di cappa e spada. Credo che sia nota a tutti la passione di GLB per il romanzo storico, genere letterario estremamente in voga negli anni della sua giovinezza (ed anche della mia infanzia a dire il vero, sebbene ci separassero cinquant?anni). Alexandre Dumas e Rafael Sabatini erano autori che aveva ben presenti assieme a diversi altri, con le loro storie di eroi atletici, imbattibili con la spada e con la lingua affilata come la loro lama. ::evvai:: Chi cerca il realismo a tutti i costi meglio che stia lontano da questa storia. :colt: 1) Ancora una volta sono le profezie a far da sottofondo a questa storia. Da un lato quella dello stregone dei Cani Rossi, per cui un uomo bianco venuto dal nord (e quindi, in questo caso, Tex) avrebbe provocato la fine dei Cani Rossi e della Città d'Oro. dall'altro, quella di Nostradamus (non a caso chiamato come il veggente francese cinquecentesco) legata al versamento del proprio sangue.2) Tex è quindi una sorta di strumento di un destino ineluttabile che inevitabilmente si compir? quando un elemento estraneo (lui) romperò gli equilibri della Città d'Oro e ne causer? la rovina. Nella migliore tradizioni delle storie sulle città e valli nascoste, del resto.3) L'idea della città d'oro è indubbiamente venuta a GLB dalle leggende delle sette città d'oro di Cibola, che però non erano abitate dagli spagnoli ma dagli Aztechi e gli altri antichi abitanti di quelle terre.4) Solo in un luogo fuori dal tempo come la Città d'Oro, Tex poteva trovarsi alle prese con intrighi di palazzo, giochi di potere tra nobili, trabocchetti, passaggi segreti , vili traditori, buffoni di corte (gobbi come Rigoletto) e tutto l'armamentario di una storia il cui ambiente naturale è il tard' cinquecento europeo. GLB non ci fa mancare proprio niente e maneggia tutti questi elementi con notevole disinvoltura.5) Ma è mai possibile che dopo 300 anni, sia pure in totale isolamento la Città d'Oro non si sia evoluta nemmeno un po', che i suoi usi e costumi siano rimasti come congelati sin dai tempi in cui i suoi abitanti hanno perso i contatti col resto del mondo? A dire il vero non è poi così irrealistico, ma anche se lo fosse, a chi importa davvero?6) Come previsto (e non ho usato il termine a caso) la presenza di Tex precipita gli eventi, Nostradamus muore ucciso da un incollerito Principe Nero (e come altro poteva chiamarsi il cattivo di una storia come questa?) e questo accellera gli eventi: il Principe Nero è deposto e decide che Sansone deve morire con tutti i Filistei. Apre le chiuse della diga, la Città d'Oro è sommersa dall'acqua. Solo Tex e Tiger si salvano. Della Città ed ei suoi abitanti più nessuna traccia è che fosse tutto un sogno? Ma possono due persone aver fatto lo stesso sogno? Non ci sarà mai una risposta n° per Tex e Tiger, n° per Kit e Carson che li hanno ritrovati svenuti dopo essersi messi ala loro ricerca.7) A parte qualche striscia iniziale di Francesco Gamba, questa storia è interamente disegnata da Aurelio Galleppini che sfoga qui tutto il suo amore per questo tipo di storie, come si vede anche dalla cura che mette nelle ambientazioni e nei costumi. A dire il vero, non escludo, però, del tutto una collaborazione di Virgilio Muzzi alle chine.

Modificato da Carlo Monni

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Ho riletto questa storia ieri sera... E l'aggettivo giusto per definirla è "favolosa" (in tutti i sensi).

 

Attenzione, il commento contiene SPOILER

 

Si parte con la storia dello stregone dei Sabinas e dei Cani Rossi, che fa da prologo a quella della Città d'Oro e introduce nell'atmosfera di mistero e leggenda che pervade tutta la vicenda. Le profezie sono il fil rouge che percorre tutta la storia.

 

Giunti nella Città d'Oro, la vicenda si trasforma in una grandiosa avventura di cappa e spada con tanto di nobili, intrighi, rivolte, esecuzioni pubbliche per decapitazione, congiure... Straordinari i personaggi del buffone di corte Angel e del veggente Nostradamus, ma anche dell'eterno traditore Goyas. L'azione tiene il fiato sospeso fino al drammatico finale.

L'avvicinamento alla mitica città, tra miraggi, scheletri, rovine, è un po' un misto tra un'avventura alla Indiana Jones e l'immersione in un sogno. Alla fine il risveglio e l'incontro con i fidi Carson e Kit riporta alla solida realtà del presente ;)

 

Due cose sulla storia: 1) Peccato non aver scoperto chi fosse l'anonimo amico dei congiurati che invia la lettera a Don Carlos. Avevo pensato a Nostradamus o ad Angel, ma direi che i miei sospetti erano errati. 2) I due accenni, fatti rispettivamente da Angel e da Nostradamus, alla morte del vecchio Duca di Medina, fanno pensare che la sua morte non sia stata naturale, e che il Principe Nero fosse un suo cortigiano onorato di troppa fiducia... (così si ipotizza, almeno, leggendo tra le parole di Angel sul marchese Herreira). Anche su questo, però, non si scopre di più. Io ho il pallino della soluzione degli enigmi, scusate...

 

Una menzione a parte per gli splendidi disegni di Galep, davvero ispiratissimo nel ritrarre castelli, armature, armi e dettagliatissimi costumi rinascimentali con le loro pieghe e ricami. Chapeau e... permettetemi un'osservazione donnesca... un gran peccato che al fianco del Principe Nero, o a quello dei suoi avversari, non ci fosse (più) una gran dama... sarebbe stata una goduria vedere anche un costume femminile da nobildonna, con pizzi e merletti (nella storia vediamo solo quelli delle popolane). :indianovestito:

 

Sempre a proposito di disegni... e di fisiognomica, non ricordavo la storia e quindi non ricordavo che Goyas fosse un traditore. Però, leggendo la scena della sua liberazione, mi sono trovata a pensare tra me: "Con quella faccia, scommetto che è un furfante... sta a vedere che tradirà i pards!" E Goyas, disegnato da Galep con la faccia da furfante, ha lombrosianamente confermato la sua natura!!! :trapper::D

 

 

 

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