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TWF - Tex Willer Forum
Pedro Galindez

[350/351] La Croce Fiammeggiante

Voto alla storia  

21 voti

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Soggetto e sceneggiatura: Claudio Nizzi
Disegni: Raffaele Della Monica
Periodicità mensile: Dicembre 1989 - Gennaio 1990
Inizia nel numero 350 e finisce nel numero 351 a pag. 95



Tex, che è in Alabama insieme a Carson, si reca a Starkville per salutare il suo vecchio amico Jimmy Barnett. Coinvolti in una rissa per aver preso le difese di Arch, un cameriere nero, i rangers apprendono che Barnett è morto in un incidente. Helga, la vedova, e McCook, l'uomo che dovrebbe rilevare il ranch dei Barnett, sospettano che sia stato ucciso per le sue idee tolleranti da Harry Harding, uno spietato razzista. E mentre il Ku Klux Klan incendia croci e lincia il povero Arch, qualcuno aggredisce Helga e perquisisce la fattoria, in cerca di una misteriosa lettera scritta dal defunto Jimmy Barnett! La verità viene a galla: una lettera lo smaschera come traditore e colpevole del massacro dei suoi uomini durante la Guerra Civile e l'infame ex ufficiale sudista McCook, eliminato il testimone di quel misfatto, tenta di insabbiare tutto usando il Ku Klux Klan per addossare la colpa dell'omicidio ai vili razzisti di Starkville!



© Sergio Bonelli Editore

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Questa storia, come indicano anche le sue dimensioni ( 200 pagine, ossia un po' meno di due albi ), ha sostanzialmente una funzione di riempitivo. In essa Nizzi riprende l'ambiente ferocemente razzista del "Profondo Sud" già presentato da GLB in "Linciaggio"(

a cui è ispirato pure l'episodio introduttivo del nero difeso da Tex, che però non riesce a salvarlo
), inserendovi anche dei ricordi della guerra civile, che ci riportano a "Fuga da Anderville"
in cui vi erano falsi sospetti di tradimento a danno di un amico di Tex, mentre qui McCook, che si presenta come amico dei pards e della loro protetta Helga Barnett, è in realtà un falso amico e un autentico traditore
)Nonostante vi sia un elemento di "giallo" nella trama, va detto che Tex qui non riesce subito ad inquadrare il principale vilain e vi arriva soltanto grazie ad un colpo di fortuna relativamente casuale: l'interesse della trama è semmai acuito, oltre che dalla molta azione e dall'ingegnosit? con cui Tex affronta gli ostacoli che gli si parano davanti, dal fatto che alla fine, per la resa dei conti con il "grande cattivo" debba paradossalmente servirsi di personaggi come lo sceriffo e il bullo del paese Harding, che prima aveva trattato con durezza e disprezzo ( abbastanza meritati peraltro, nel caso del secondo). I disegni di Raffaele Della Monica, pur debitori al modello ticciano, mi paiono assai buoni, con una particolare nota di merito per la resa della bella Helga Barnett. In sintesi, secondo me:soggetto 7 sceneggiatura 7,5disegni 8. Modificato da Pedro Galindez

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Un altro aspetto della trama di questa storia che può essere sottolineato è costituito dall'ennesima presentazione di Carson come "vecchio galletto", particolarmente sensibile al fascino di Helga

tanto da essere sul punto di chiedere la sua mano, come dice Tex tra il serio e il faceto nello scambio finale di battute che, come da tradizione, conclude quest'ennesima avventura comune dei due pards. Del resto, se vogliamo, il fascino che Helga esercita su Carson è stato sottolineato anche da Nizzi, che li ha messi insieme davanti ai cappi preparati per loro da McCook, prima che Tex ( nelle inedite vesti di incappucciato del Ku Klux Klan, ancora la passione di Nizzi per i travestimenti ... ) li tiri fuori dai guai
.

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Tutto sommato una storia piacevole da leggere. Sono presenti però alcuni elementi che fanno abbassare la "forza" dei due rangers che risultano piu umani del solito. Fatti come

il farsi infinocchiare più di una volta dal traditore McCook (molto abile e furbo), richiedere l'aiuto, come gia detto da Pedro Galindez, a razzisti del calibro di Harding e altri del paese
sono degli esempi chiari a tal merito. Strana anche la decisione di Tex
di lasciare Carson e la vedova Barnett in mano ai "cattivi" dopo essersi messo al riparo, fingendosi colpito.
La storia si fa carico di una realtà, ovvero del profondo razzismo che vive ancora negli stati del sud. A tal proposito sono significative le vignette in cui Tex esprime il suo pessimismo sul fatto che le cose possano cambiare (pag.69-70 del albo n°350). I disegni li ho trovati molto belli e adatti anche se certe volte poco originali(nel senso che sembrano prendere spunto dal tratto di altri disegnatori). Voto:storia:7-4.5disegni:8-5

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L'avventura che segna il debutto di Della Monica sulle pagine di Tex e' ambientata in una regione molto difficile e di solito funesta per i nostri pards. Il razzismo che imperversava in quei territori del sud ancora non risollevati del tutto dalla guerra di secessione, hanno sempre portato Tex a scontrarsi contro quelle persone che vedevano i "negri" ancora come fumo negli occhi. E succede anche in questa storia, molto ben scritta da Nizzi, dove i due rangers fungono da angeli custodi protettori di una bella e giovane vedova di un vecchio amico di Tex morto in circostanze misteriose. La trama si tinge subito di giallo, e i nostri prima di scoprire la verita' e rendere giustizia devono affrontare diversi pericoli come la terribile setta del Klu Klux Klan. Il tutto si svolge in un ambiente dall'atmosfera pesante dovuto, come dicevo prima, dall'odio e dalla rabbia contro i poveri uomini di colore. Storia godibilissima, senza molte ambizioni, caratterizzata da dialoghi eccellenti come il buon Nizzi sapeva scrivere a quel tempo.
Ritengo che i disegni di Della Monica rendono perfettamente l'atmosfera della storia ma che hanno un difetto:sono troppo fedeli al miglior Ticci. Fin troppo!!

Storia 7
Disegni 6,5

Un disegno inedito di Della Monica che riprende uno dei protagonisti di questa storia McCook con sfondo la terribile e sinistra setta dei tre K:


Immagine postata

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Questa è una storia che attendevo di leggere da molto perchè mi attirava molto per la trama e l'ambientazione e dopo averla letta posso dire di non essere affatto rimasto deluso nonostante la sua lunghezza non eccessiva. Molto bella a mio avviso l'ambientazione. Vorrei vedere molte più storie ambientate nel profondo sud. La vicenda viene anche caricata di mistero con la presenza del KKK che a mio avviso rende più intrigante la trama. I disegni di Dalla Monica seppur accusato di somigliare troppo a Ticci non mi dispiacciono affatto. Storia molto originale e mio avviso e con un soggetto con molte potenzialità che potrebbe anche essere ripreso in fututo. Voto 8 alla storiaVoto 8 ai disegni

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Dopo il tardo Nizzi che casualmente ho riletto questa settimana (La Banda dei tre, Tre lunghi giorni e Il Villaggio assediato), questa storia è stata quasi una boccata d'ossigeno. Si tratta infatti di una bella storia, alla cui ambientazione (il sempre suggestivo e fosco profondo Sud del dopoguerra) si aggiunge una bella trama "gialla" e un mistero una volta tanto non facilmente decifrabile dal lettore (come invece è accaduto in altre circostanze). Soprattutto il primo albo è molto intrigante, mentre il secondo, con la lettera rivelatrice che viene a galla, perde un po' in suspence e ridimensiona il fascino che fino a quel momento avevano avuto McCook e Helga (il fascino del mistero: io non escludevo a priori che la stessa Helga in qualche modo potesse essere coinvolta nella morte del marito, tanto era stata lesta ad infatuarsi di un altro, con il cadavere del marito ancora caldo). La parte finale, con il coinvolgimento dei razzisti nell'inaspettata veste di alleati mi è piaciuta molto, soprattutto perchè scagiona Harding e i suoi amici dall'accusa più grave di assassinio sotto le mentite spoglie del KKK. Ciò fa di Harding non più un elemento funzionale alla storia (non è lui ad erigere croci fiammeggianti, quindi fino a quel momento, contrariamente a quanto si pensava, non aveva avuto alcun peso reale nella storia), ma più semplicemente un uomo come tanti ce ne dovevano essere in quella disgraziata epoca, non un bastardo ma un più ordinario frustrato, pronto a prendersela con il diverso e il più debole per smaltire l'amarezza della sconfitta che ancora gli avvelena il cuore. E' una figura individuabile e riconoscibile in tutte le epoche e in tutte le latitudini, quella dell'uomo talmente ottenebrato dalla rabbia e dalla frustrazione che non si fa scrupoli a perpetrare soprusi e ingiustizie pur non essendo realmente un bastardo. E quella sua testa abbassata, quella sua presa di coscienza, di fronte alle lucide parole di Tex che lo accusano di aver messo lui, con il suo sentimento razzista, il cappio al collo al povero Arch, rendono ancora più autentico questo comprimario, e soprattutto il mondo che lo stesso rappresenta. Spesse volte il buon Nizzi, al termine di una storia, dispensa lezioni sui valori fondamentali e su come gli stessi siano stati violati. Penso che una determinata mia sensibilit?, su certe tematiche e su certe situazioni che ancora oggi viviamo, la devo a queste mie letture di ragazzino. In un'età in cui sapevo ancora poco del mondo (n° m'interessava) contraevo inconsapevole un debito nei confronti degli autori della mia infanzia (Nizzi è uno di questi, ma anche Sclavi) per quelle lenti che pian piano si andavano formando attorno ai miei occhi (e che anche loro contribuivano a costruire) e attraverso le quali cominciavo ad avere una determinata visione del mondo.

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Io sinceramente questa l'ho sempre trovata una storia leggerina, tutti i personaggi non ben definiti, l'amico di tex di cui non sappiamo nulla di preciso, muore proprio qualche giorno prima che lui capiti casualmente da quelle parti???????ma sopratutto nessuno ha mia sospettato del capitano traditore?????Un peccato per i disegni molto belli a mio avviso, avrebbero meritato una storia a piu' ampio respiro!!!!!!!

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Episodio della saga piacevole da leggere con dialoghi nel complesso ben strutturati. Della Monica è un disegnatore che apprezzo, e mi dispiace che gli siano state affidate solo due storie. Spero di rivederlo in futuro alle prese con Tex, magari con un Texone. Nella parte finale non mi è piaciuto

quando Tex strappa McCook dalle mani di Harding sostenendo che tutti avrebbero dovuto assistere allo spettacolo della sua impiccagione.
Piccola incongruenza da segnalare: il Ku Klux Klan gli adepti adottarono le tuniche bianche con cappuccio dal 1915.

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Pur trattandosi di una storia senza eccessive pretese da parte dell'autore, bisogna riconoscere che il Nizzi del periodo 300/400 riesce a mantenere un ottimo livello qualitativo medio nelle avventure di Tex, a volte con trovare molto interessanti. E' vero, il Ku Klux Klan ha iniziato ad indossare tuniche bianche e cappucci solo all'inizio del XX secolo, ma di fatto è questa l'immagine anche alquanto stereotipata con cui il grande pubblico ha sempre identificato tale organizzazione razzista. Non parlerei quindi di errore, ma probabilmente di furbizia da parte dello sceneggiatore... un Ku Klux Klan senza tuniche bianche sarebbe sembrato ai più come assurdo. Ottimo il personaggio di Harding. Mi spiace tuttavia che ancora una volta ( ed è il maggiore difetto che rimprovero al pur ottimo in ogni caso Nizzi), Tex e Carson siano poco lucidi nell'individuare subito l'antagonista ( Mc Cook). Bravo Dalla Monica, l'ho sempre apprezzato molto su Zagor e lo apprezzo anche qui. Soggetto: 7Sceneggiatura:7Disegni:8Voto globale alla storia: 7

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La storia è buona.sicuramente ripercorre in modo molto realistico e poco didascalico,le reali condizioni del Sud nel difficile e proibitivo dopoguerra.Nizzi ad un certo punto fa dire a Tex un amara (e profonda) verita:il Sud dopo la sconfitta è diventato ben più razzista dell anteguerra, ritenendo i negri il capro espiatorio di tutti i mali.in modo molto intelligente Nizzi fa credere a Tex (e a noi lettori)che i colpevoli del linciaggio del povero Arc siano Harding e compagnia,quando invece il colpevole è il falso gentiluomo Mc Cook,ex ufficiale confederato.non solo,Mc Cook è colpevole DUE VOLTE.infatti è a capo del Kkk e ha tradito la sua patria durante la Guerra vendendosi agli Yankee.

Alla fine Tex scagiona Harding e gli altri Red neck dalle accuse di essere membri del Klan,ma rimbrottandoli di sfogare la loro ira sui negri, facendo capire al lettore che il razzismo non è fatto solo di linciaggio,ma anche di ingiurie e di luoghi comuni sbagliati.Nizzi dimostra in questo albo per l ennesima volta la sua capacità di rendere Tex un buon giudice di uomini ed un uomo di buonsenso 

Modificato da Barbanera

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Ci sono episodi che, sebbene non facciano parte della schiera di opere memorabili della serie, ti prendono in maniera particolare e li rileggi sempre con piacere: "La Croce fiammeggiante" rientra in questa particolare categoria per il sottoscritto. Fu uno dei primi albi che acquistai quando intrapresi la lettura di Tex da fanciullo e la tematica, i modi decisi del rangers, i dialoghi efficaci e il finale colpo di scena, mi rapirono fin da subito. Una storia breve ma intensa; non certo un capolavoro, ma pur sempre una discreta prova di Nizzi. Accettabili le tavole di Della Monica al debutto sulla serie, se si esclude qualche primo piano incerto e una percepibile influenza ticciana. Piuttosto controversi e spiazzanti i personaggi: una sorta di labirinto di specchi in cui nessuno è ciò che sembra, dal bieco Harding che inaspettatamente si allea a Tex per vendetta, al "galantuomo" Mc Cook che gettando la maschera si rivela un'anima nera come la pece, passando dallo sceriffo e alla vedova Barnett. Sarà la nostalgia per gli anni adolescenziali che non torneranno più, ma la rilettura degli albi che mi avvicinarono a Tex, ogni volta mi incute una forte emozione.  

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Storia gradevole, ben costruita, anche se poteva essere sfruttata meglio l'introduzione del Ku Klux Klan.
Ottimo Della Monica, a mio parere uno dei migliori disegnatori apparsi su Tex. I suoi disegni sono una goduria per gli occhi.
Voto alla storia: 7,8
Voto ai disegni: 9,5

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