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ymalpas

Le "incongruenze" Negli Albi Di Tex!

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Un' incongruenza storica notevole è data dalla storia sul massacro di Santa Rita (Fiesta di Morte, 159/161): lasciando perdere i problemi sulla data del fattaccio (addirittura il 1837) non ci sarebbe nulla di male se Bonelli avesse voluto prendere spunto dal massacro per montarvi sopra una storia simile. Peccato però che Bonelli usi nomi di protagonisti e del paese reali, addirittura, mettendo un presidio di soldati messicani (peraltro agghinghiati con le vecchie divise dell'epoca di Santa Ana, quando nell'albo precedente i rurales erano giustamente ritratti con l'uniforme di Diaz) in New Mexico, stato che ai tempi di Tex è americano. Aggiungiamo inoltre che Tex sconsiglia agli apaches di fare rappresaglie (che ci furono eccome invece) per non irritare le giacche azzurre... e perchè ai soldati americani dovrebbe importare qualcosa di una guerra indiana nel Messico? O, se non nel Messico, che ci fa un presidio di militari messicani in territorio americano? Tra l'altro Santa Rita si trova a circa 90 miglia dal confine, non proprio a due passi. Finta di nulla che è meglio :D

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Mi sono ricordato di un'altra incongruenza. Nell'albo Mefisto, che segna l'ultimo ritorno del diabolico negromante, Lily - durante una seduta spiritica a Parigi - di non avere più notizie del fratello da 30 anni!Strano, allora sarebbero passati 30 anni dal primo incontro tra Tex e Mefisto?Impossibile, anche perchè, ne Il passato di Carson, la storia degli Innocenti viene collocata 25 anni prima, e prima dell'incontro con Tex. Del resto, se fossero passati 30 anni dall'incontro con Steve Dickart, Tex dovrebbe ora avere 50 anni.

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Dovresti comunque tenere presente, caro james, del fatto che, essendo sempre mancata in Tex una continuity tra la varie storie, le incongruenze sulle date e sullo scorrere del tempo sono ordinaria amministrazione. Pensa poi alla crescita improvvisa di Kit Willer ad inizio serie: bastarono pochi albi per vederlo già adolescente... Ciò che Tex è oggi è frutto delle scelte iniziali di pap? Bonelli, indispensabili in quell' "epopea del fumetto ingenuo" che era il 1948...

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Lo so Juan, le maggiori incongruenze cronologiche e storiche sono collocabili nella prima parte della saga. Dopo, gli autori hanno cercato di raggiungere un minimo di coerenza (certo, non assoluta, come oramai è evidente a tutti). Però mi meraviglia lo stesso la disattenzione che ho segnalato, perchè deriva da albi molto più recenti. Probabilmente, quando Nizzi scrisse il ritorno di Mefisto pensava veramente potessero essere passati 30 anni? Allora perchè in Alcatraz Willer vene accreditato di soli 40 anni?Sia chiaro, nulla di grave. Volendo, si potrebeb dire che Lily ha semplicemnte esagerato, arrotondando il periodo trascorso (che non dovrebbe esser più di 22-23 anni).

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Mi sono venute in mente proprio ora due potenziali incongruenze storico-sociali riguardanti la condizione dei cinesi negli Stati Uniti di fine '800, che è sempre stata analizzata con sufficienza ed imbarazzo da parte degli storici, proprio perchè si tratta di una delle pagine meno edificanti della Conquista dell'Ovest: i cinesi, infatti, erano forse persino più bistrattati di neri e Nativi, ed i lavori a loro destinati erano per lo più operai delle ferrovie (alla peggio) o cuochi e lavandai (alla meglio). Ciò non toglie che potevano anche essercene di ricchi, però secondo me l'incongruenza sta nel fatto che in alcune storie di Tex vi sono cinesi che hanno dipendenti bianchi che lavorano per loro come niente fosse, il che mi pare un po' strano dati l'epoca ed il contesto... Nello specifico, mi riferisco al trafficante di oppio Wuang Ching, proprietario di un teatro nel n° 451 "Oppio!", ed a Won LI e Lao Teng, proprietari di una bisca nelMaxi"Il veleno del Cobra"...

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Giusta osservazione. Il che la dice anche lunga su quali dovessero essere le condizioni di vita in Cina, se anche una vita dura come quella che li attendeva in America poteva esser vista come un miglioramento. E' anche vero che Tex non è incline ai risvolti politici e sociali dei tempi e dei luoghi in cui agisce (per fortuna), però ricordo una frase, messa in bocca ad un vecchio cinese, in un albo dei tempi di GLB o, al massimo, di Nizzi (forse, Lo sceriffo di Durango) che suona pressapoco così: quando si è trattati come vermi, poi si agisce da serpenti. Non male per un autore che in genere utilizzava i cinesi solo come memebri si pericolose sette criminali.

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Sei stato quasi preciso, james. Il tuo intervento mi ha incuriosito ed ho controllato test?: la frase esatta è "Quando si è trattati come vermi, a vole ci si sente spinti a voler diventare serpenti", pronunciata da tale Li Wong nel n° 160 "I killers", seguito de "Lo sceriffo di Durango". Un'altra incongruenza dello stesso tipo, secondo me, la si può riscontrare in occasione del primo scontro tra Tex e Yama (n. i 125-128), specificamente nella figura di Monsieur Gold: mi risulta davvero difficile che una comunit? bianca di uno stato ex-sudista potesse accettare aiuti economici da parte di un nero, per ricco che fosse. Fermo restando che, nel mondo dei fumetti, può succedere davvero di tutto... Sono comunque lieto che ci siano persone come te che apprezzano le mie chicche storiche :indianovestito:

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Non so se vada considerata una incongruenza. Si tratat, più precisamente, di un errore grossolano di "montaggio" delle vignette. Nell'albo Il solitario del west, provate a guardare la scazzottata delle pagg. 45-48 e vi renderete conto dell'errore commesso. In sostanza, uno degli avversari di Carson gli sferra un pugno, che il ranger schiva, poi "stacco" su Tex che sta atterrando un altro marinaio. Poi c'è una tregua nella rissa, con Tex e Carson in piedi, per cui il lettore pensa che l'avversario di Carson sia stato steso, senza però mostrarlo, privilegando l'azione di Tex. In realtà, proseguendo nella lettura, si vede che la rissa riprende, ma vengono inserite due vignette con Carson e il primo marinaio che sarebbero state nella sequenza di pag. 45.

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O Ticci ha voluto privilegiare Tex o si tratta di una dimenticanza: in ogni caso non sapremo mai con esattezza che fine abbia fatto il marinaio con cui stava "discutendo" Carson :)... Colgo l'occasione per evidenziare altre due potenziali incongruenze. La prima riguarda la Tigre Nera: come mai ha le orecchie appuntite? D'accordo sul fatto che sia un nemico, ma disegnarlo con orecchie del genere, come un qualsiasi cattivone della Marvel o della Disney, a me non sembra una scelta azzeccatissima... La seconda riguarda invece il Nemico per antonomasia. Come tutti gli amanti di Tex sapranno, una delle principali limitazioni di Mefisto consiste nel non poter uccidere a distanza i propri avversari. A mio avviso, tale limite viene "dimenticato" tra le pagine 93 e 95 del n° 503 "Il potere delle tenebre", allorch? il negromante, facendo ricorso alle sue arti nere, plagia la mente del cognato Boris, facendogli credere di essere aggredito da un serpente che in poco tempo lo uccide soffocandolo. D'accordo che Mefisto non ha utilizzato fulmini o diavolerie del genere per eliminare Boris, ma di fatto lo ha ucciso a distanza...

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Rileggendo "Il fiume della paura" ritengo di avervi trovato un'altra simpatica incongruenza: a pagina 82, Carson ricorsa il "quarantotto" scatenato tempo prima da lui e Tex su un battello. Trovo che mettere in bocca tale termine (che, a quanto so, è divenuto sinonimo di agitazione e ribellione su ispirazione dei moti che nel 1848 sconvolsero mezza Europa) ad un personaggio del tardo '800 potesse essere evitato, semplicemente poich? trovo improbabile che il vocabolo "quarantotto" inteso in quel senso fosse già in uso alla fine di quel secolo, credo bensì lo abbia acquisito solo nel secolo successivo. Avrebbe fatto molto meglio Nizzi a far dire al Vecchio Bisonte "casino", "pandemonio", un termine più adatto ai tempi insomma...

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Rileggendo "Il fiume della paura" ritengo di avervi trovato un'altra simpatica incongruenza: a pagina 82, Carson ricorsa il "quarantotto" scatenato tempo prima da lui e Tex su un battello. Trovo che mettere in bocca tale termine (che, a quanto so, è divenuto sinonimo di agitazione e ribellione su ispirazione dei moti che nel 1848 sconvolsero mezza Europa) ad un personaggio del tardo '800 potesse essere evitato, semplicemente poich? trovo improbabile che il vocabolo "quarantotto" inteso in quel senso fosse già in uso alla fine di quel secolo, credo bensì lo abbia acquisito solo nel secolo successivo. Avrebbe fatto molto meglio Nizzi a far dire al Vecchio Bisonte "casino", "pandemonio", un termine più adatto ai tempi insomma...

Se è per questo, in un'altra storia di Nizzi viene usata l'espressione "Gli faremo vedere i sorci verdi", che risale alla Prima Guerra Mondiale. In genere di è tolleranti con queste espressioni idiomatiche, tenuto conto anche del fatto che se si volesse essere completamente filologi, i personaggi non dovrebbero nemmeno esprimersi in Italiano moderno bensì in quello del tardo 800.

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Rileggendo "Il fiume della paura" ritengo di avervi trovato un'altra simpatica incongruenza: a pagina 82, Carson ricorsa il "quarantotto" scatenato tempo prima da lui e Tex su un battello.
Trovo che mettere in bocca tale termine (che, a quanto so, è divenuto sinonimo di agitazione e ribellione su ispirazione dei moti che nel 1848 sconvolsero mezza Europa) ad un personaggio del tardo '800 potesse essere evitato, semplicemente poich? trovo improbabile che il vocabolo "quarantotto" inteso in quel senso fosse già in uso alla fine di quel secolo, credo bensì lo abbia acquisito solo nel secolo successivo.
Avrebbe fatto molto meglio Nizzi a far dire al Vecchio Bisonte "casino", "pandemonio", un termine più adatto ai tempi insomma...

Se è per questo, in un'altra storia di Nizzi viene usata l'espressione "Gli faremo vedere i sorci verdi", che risale alla Prima Guerra Mondiale.

In genere di è tolleranti con queste espressioni idiomatiche, tenuto conto anche del fatto che se si volesse essere completamente filologi, i personaggi non dovrebbero nemmeno esprimersi in Italiano moderno bensì in quello del tardo 800.

Beh, evidentemente il fumetto ha sempre acquisito un linguaggio attuale, in linea con i tempi. Un fumetto popolare come Tex deve presentare un linguaggio semplice, diretto ed immediato, e soprattutto comprensibile da tutti. Qualche tempo fa, rileggendo le prime storiche strisce di Tex firmate ai testi da G. L. Bonelli, mi sono accorto casualmente che l'autore scriveva in modo diverso, utilizzando dei termini e delle parole che oggi non troviamo più nella letteratura contemporanea e nei fumetti; ad esempio, mi ha incuriosito una frase pronunciata da Tex: "Se il sottoponte è deserto come la tolda, sono a posto!" doubt

Come ben potete immaginare, questo vocabolo mi ha cacciato una pulce nell'orecchio e ho consultato il dizionario per saperne di più, scoprendo così che la "tolda" era il ponte scoperto delle navi a vela ottocentesche. :trapper:

Riguardo alle incongruenze citate in precedenza, è superfluo dire che, se possibile, andrebbero evitate... sisi :inch:

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QUOTE (Carlo Monni @ Domenica, 24-Feb-2013, 00:09)QUOTE (juanraza85 @ Sabato, 23-Feb-2013, 21:52)Rileggendo "Il fiume della paura" ritengo di avervi trovato un'altra simpatica incongruenza: a pagina 82, Carson ricorsa il "quarantotto" scatenato tempo prima da lui e Tex su un battello. Trovo che mettere in bocca tale termine (che, a quanto so, è divenuto sinonimo di agitazione e ribellione su ispirazione dei moti che nel 1848 sconvolsero mezza Europa) ad un personaggio del tardo '800 potesse essere evitato, semplicemente poich? trovo improbabile che il vocabolo "quarantotto" inteso in quel senso fosse già in uso alla fine di quel secolo, credo bensì lo abbia acquisito solo nel secolo successivo. Avrebbe fatto molto meglio Nizzi a far dire al Vecchio Bisonte "casino", "pandemonio", un termine più adatto ai tempi insomma... Se è per questo, in un'altra storia di Nizzi viene usata l'espressione "Gli faremo vedere i sorci verdi", che risale alla Prima Guerra Mondiale. In genere di è tolleranti con queste espressioni idiomatiche, tenuto conto anche del fatto che se si volesse essere completamente filologi, i personaggi non dovrebbero nemmeno esprimersi in Italiano moderno bensì in quello del tardo 800.

Non intendo dire che non si debba essere tolleranti verso simili episodi, il mio voleva essere semplicemente un puntiglio ed un invito ad una maggiore precisione che non penso guasti, anche perchè per esprimere quel concetto vi sono milioni di sinonimi...

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Nella storia che vede come antagonista lo sceriffo Hugh Langdon (albo 556), c'è lil seguente errore: Nel flash back di pagina 39 Bronco Lane si rivolge a Kit, dicendogli "Cosè tu sei il figlio di Kit Willer, bamboccioè"

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Il flash back è stato tratto dalla storia con la "famiglia" di Jack Thunder, come non ricordarsi di una storia simile?A pagina 90 de "I sette assassini" Bronco si rivolge a Kit così: "Tuo padre? E tu chi diavolo sei, bamboccioè"Non penso che Bronco e Kit abbiano una età molto differente...

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Una piccola incongruenza è presente nella recente storia con el Supremo. Nell'albo "Nei bassifondi di San Francisco" el Supremo e Castle si danno del tu, mentre nell'albo successivo si danno del voi come nell'albo " Tiratori scelti".

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Se uno ha poker di re, come fa l'altro ad avere una scala massima è (10 J Q K A )Non possono esserci 5 King nel mazzo.

Azzarderei due ipotesi:1. Berardi non sa giocare a poker.... ma perchè allora imbarcarsi in una sequenza del genere?2. Errore di lettering sfuggito ai controlli della redazione

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Se uno ha poker di re, come fa l'altro ad avere una scala massima ?? (10 J Q K A )


Non possono esserci 5 King nel mazzo.

Azzarderei due ipotesi:

1. Berardi non sa giocare a poker.... ma perchè allora imbarcarsi in una sequenza del genere?
2. Errore di lettering sfuggito ai controlli della redazione

C'è anche una terza ipotesi: nessuna incongruenza

Non ricordo i nomi dei protagonisti ma quei tre avevano barato per perdere, con il fine subdolo di invogliare il ragazzo a giocare ancora per poi spingerlo a giocarsi la terra di cui era proprietario insieme alla madre.
Il quinto King è la prova dell'imbroglio.

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Se uno ha poker di re, come fa l'altro ad avere una scala massima ?? (10 J Q K A )


Non possono esserci 5 King nel mazzo.

Azzarderei due ipotesi:

1. Berardi non sa giocare a poker.... ma perchè allora imbarcarsi in una sequenza del genere?
2. Errore di lettering sfuggito ai controlli della redazione

C'è anche una terza ipotesi: nessuna incongruenza

Non ricordo i nomi dei protagonisti ma quei tre avevano barato per perdere, con il fine subdolo di invogliare il ragazzo a giocare ancora per poi spingerlo a giocarsi la terra di cui era proprietario insieme alla madre.
Il quinto King è la prova dell'imbroglio.

Devo dire che la tua ipotesi è la più probabile.

Comunque rilegger? la storia tra due settimane, appena uscir? su Tex Gold

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Nell'albo braccato la pistola dello sceriffo cattivo cambia spesso da una Griswold&Gunnison (castello separato dalla canna tonda) ad una colt navy (castello e canna in un unico pezzo, canna ottagonale). Anche in Uccidete Kit Willer vi è spesso un cambio di arma, in particolare nel duello finale Longdon estrae una Griswold, Tex lo disarma, due vignette dopo, quando si getta sull'arma a terra, lo sceriffo raccoglie una Smith&Wesson Schofield.

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Texone: Patagonia

pagina 205
Tex si scontra con due soldati ammanettato, ma nella 5° vignetta risulta essere libero e da seduto con la mano destra afferra la frusta di uno dei due soldati mentre il braccio sinistro è appoggiato a terra.
a pagina 206 lo scontro continua, ma Tex ritorna ad essere ammanettato.

pag 205

Immagine postata

pag 206

Immagine postata

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Nella storia di due anni fa in cui Tex era alle prese con trafficanti di uomini al soldo di Ramos e con Espectro c'è questa incongruenza: Nell'albo 618 uno sgherro di Ramos, un certo Iniquez dice al tenente Castillo:"- Inoltre il mio padrone è un ex-colonnello dell'esercito e l'uomo più importante della regione". Nell'albo 619 il tenente Castillo incontra Tex e i pards e parla loro della situazione e del colonnello Ramos. Lo scambio di battute ?:Castillo: "-Iniquez lavora per il colonnello Ramos."Carson: "Colonnello?"Castillo: "Si fa chiamare cosi però non è un militare [...]"Ramos è stato o non è stato colonnello?

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