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TWF - Tex Willer Forum
Pedro Galindez

[228/229] La Piramide Misteriosa

Voto alla storia  

19 voti

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Soggetto e sceneggiatura : G. L. Bonelli
Disegni: Guglielmo Letteri
Periodicità mensile: Ottobre 1979 - Novembre 1979
Inizia nel numero 228 e finisce nel numero 229 a pag. 73



Nascosto in una piramide sulla Sierra, protetto da una tribù di indiani Yaqui e costretto da una maledizione a vivere in eterno, il malvagio stregone egiziano Rakos vuole uccidere El Morisco! Il celebre studioso è pure lui originario dell'Egitto è ha infatti annullato un sortilegio della mummia vivente, scatenandone l'ira! Di notte, il mago millenario trasforma i suoi pupazzi d'argilla in bestie feroci da aizzare contro i nemiciò ma di giorno è impotente e riposa in un macabro sarcofago! Tex, Carson, El Morisco e il fido Eusebio partono così alla volta della valle perduta in cui si nasconde Rakos. Rakos ha un nome segreto, e se qualcuno lo pronunciasse, togliendo nel contempo la fascia che gli copre la fronte, per lo stregone egiziano sarebbe la fine. El Morisco è l'unico che può farlo, e per bloccare lo scienziato la mummia vivente scatena un branco di animali feroci! Sforzi vani: sorge il sole, i servi yaqui vengono sconfitti dai pards e il sarcofago di Rakos viene finalmente violato; finalmente può compiersi il rito che segnerà la fine di un incubo millenario.



 © Sergio Bonelli Editore

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Guest Wasted Years

Bella!Rakos, i cinocefali, gli ushebti, le radici che non ti fanno trovare dall'orda di animali selvaggi che

distruggeranno la casa del Morisco
, uccidi sparando al sigillo, una cappa di terrore su Pilares, una rievocazione dell'antico Egitto. Ingredienti di una storia bella ed avventurosa, che mi è sempre piaciuta tanto. Bellissimo quando il terribile ex sacerdote osserva i suoi servi stile Mefisto e li incita a distruggere i propri nemici! Anubi, la maledizione, il tempio di Sais, le sette navi!Davvero emozionante, fino al movimentato epilogo nel Teocalli della Sierra dell'hueso!Storia ancora mitica di GLB!Grandioso Letteri! 9

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Guest Wasted Years

Nella vicenda non mi quadrano un paio di dettagli. penso siano sviste, ma chiedo pareri.

Tra gli ushebti c'è anche chiaramente una tigre. Come faceva a rientrare nella mitologia egizia ed avere le caratteristiche note a El morisco quando non è un animale nordafricano? Non credo siano presenti in Egitto, le tigri...

Tex, Carson ed il Morisco hanno memoria davvero breve.

A pag. 25 del numero 228 (tuttotex) il Morisco spiega cosa sono i cinocefali, ed un cinocefalo ushebti verr? "ucciso" da Tex nello steso albo:

Immagine postata.

Nel numero seguente, 229(tre stelle), a pagina 59 El Morisco rispiega cos'è un cinocefalo.
E gli altri fanno mostra di non saperlo.

Immagine postata

Sarà effetto del sangre de toro? O delle diverse edizioni?
Chiedo lumi!

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Ho finalmente letto questa storia, in cui, come spesso accade quando è di scena il brujo di Pilares, l'elemento magico è preponderante. Mi è parsa di livello assai buono, ma non propriamente un capolavoro: infatti, malgrado la presenza dell'esotismo egizio ( divinit?, statuette, addirittura una piramide :rolleyes: ), IMHO la sua originalità è in fin dei conti minore di quanto possa apparire a un primo sguardo. Malgrado i suoi paludamenti egizi, l'antagonista dei pards, il perfido Rakos, non ha una caratterizzazione molto originale, e potrebbe essere descritto come una controfigura di Mefisto ( i suoi dialoghi con le divinit? egizie sono una versione meno horror di quelli del perfido mago coi demoni infernali ), insaporita da alcuni elementi desunti dalla coppia Mitla - Guaimas ( come i due diableri Rakos agisce di notte e perseguendo il male per il male e analogamente a loro ha al suo servizio una specifica specie animale, nel suo caso i cinocefali ). Inoltre, mentre Tex ha avuto in genere difficolt? a prendere le misure a Mefisto, Yama e Mitla ( e la cosa conferiva una forte tensione narrativa alle storie con tali antagonisti ), qui ? Rakos ad avere una conoscenza molto imperfetta dei suoi avversari ( specie di Tex e Carson ), mentre i pards, grazie a El Morisco, hanno quasi subito un quadro molto preciso dei suoi limiti e dei suoi poteri e possono scegliere il tempo e il modo in cui combatterlo; di conseguenza, malgrado i poteri dell'ex sacerdote egizio siano effettivamente capaci di provocare terrificanti distruzioni, quando Rakos può attaccare i suoi nemici, questi sono al di fuori della sua portata, mentre quando sono loro ad agire lui è personalmente del tutto inerme ed impotente, potendo contare solo sulla protezione dei suoi devoti Yaquis e dei suoi fedeli cinocefali ; gli uni e gli altri non sono certo immuni al piombo caldo di Tex, e si rivelano molto inferiori agli aiutanti a disposizione di Mefisto, Yama, Mitla e Guaimas ( zombi, settari vodoo, lupi ecc. ), sicch? la suspence ne risulta diminuita in misura abbastanza notevole. I disegni di Letteri sono invece, come dice Wasted, di altissimo livello tanto nella rappresentazione dei fenomeni soprannaturali che nella resa delle atmosfere egizie.
Insomma, a mio parere:
soggetto 7 +
sceneggiatura 8 -
disegni 9,5

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Le reminiscenze delle storie di Mefisto che ho citato nel precedente post non sono le uniche nella storia ( del resto il "tizzone d'inferno" viene citato un paio di volte ed El Morisco esprime persino il dubbio che Rakos possa essere più pericoloso :rolleyes:): infatti

le statuette d'argilla animate da Rakos derivano la loro apparente vita da un amuleto, distrutto il quale vengono ridotte in polvere, un po' come gli zombi del vodoo ( a proposito: Tex riesce per due volte consecutive a centrare con le sue Colt questi amuleti senza nemmeno mirarli: se questa non è fortuna.... ;);) )
. Oltre alle reminiscenze vi sono però anche delle anticipazioni: la cupa atmosfera delle vie deserte di Pilares nella notte è un preannuncio del clima cupo che Tex incontrer? nello stesso luogo nella parte iniziale della storia nolittiana "Il segreto del Morisco" ( in cui inoltre, come ne "La piramide misteriosa"
la casa del brujo verr? nuovamente distrutta dai suoi nemici
; la storia di Nolitta prevede inoltre, come questa, l'uso di atmosfere non consuete nel West ). Modificato da Pedro Galindez

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Storia mlo bella, la partecipazione

del Morisco, di Rakos e i suoi cinocefali,
Eusebio come sempre è un grande anche se un p? tetro ma molto meno di come era agli inizi. Poi quando
El Morisco leva la fascia a Rakos pronunciando contemporaneamente il nome Sokar, polverizzandolo e facendo crollare il tempio e tutta la vallata, mi è rimasto per sempre, fino a oggi nella mente, come un episodio interessante e straordinario nella saga di Tex.
In poche parole una storia da 7.

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Per quanto riguarda le sviste segnalate da Wasted, mi sono parse tutto sommato meno gravi del prevedibile:infatti

il cinocefalo ucciso da Tex con un colpo fortunato viene colpito di notte e si riduce subito in mille pezzi; di conseguenza non è impossibile che Tex ricordi poco il suo aspetto ( lo avrà visto per pochi secondi ) e che El Morisco debba intervenire per spiegare che tipo di scimmia hanno di fronte ( semmai lo fa con troppa prolissit? e ripetendo cose già dette; sarebbe bastato che dicesse "Sono i cinocefali, quelle scimmie di cui ti ho già parlato" ).
Per quanto invece riguarda le tigri, invece, l'errore è innegabile ( a meno che Rakos, durante il suo esilio americano, non abbia visto qualche animale da circo e si sia ispirato a esso per le sue "statuette" :rolleyes: ), e sarebbe bastato poco per evitarlo ( sostituendo loro dei leopardi o dei giaguari, per esempio ). Modificato da Pedro Galindez

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Guest Wasted Years

Nella ristampa di "Repubblica" ecco che l'incongruenza da me sottolineata sparisce, semplicemente con la modifica di un fumetto di Tex, che mostra di ricordare il discorso precedente, e non si limita solo ad annuire.

Immagine postata

Un modo elegante per risolvere il problema ed una modifica condivisibile. Almeno IMHO.

I disegni i Letteri, all'apice della sua grandezza secondo me (ed anche secondo SB ho scoperto leggendo il suo articolo presente nella ristampa di repubblica numero 95) sono migliori senza il colore in questo caso.
In bianco e nero risalta meglio la loro grande pulizia e bellezza.

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Guest Colonnello_Jim_Brandon

Una gran bella storia, non c'è dubbio. Una mummia millenaria, mefistofelici mostri sacri che vanno in frantumi, una antica maledizione, e, logicamente, El Brujo d Pilares... Una miscela che solo per le sue componenti non pteva che essere ESPLOSIVA!!!GLB in questa storia ci regala un Tex molto "Indiana Jones" ( personaggio che peraltro al tempo del concepimento della storia ancora "aveva da ven°" haha haha) un Tex che si butta a testa bassa contro le forze del male, accompagnato da un Carson in splendida forma e da un Morisco, reale protagonista della storia, più "egittologo" del solito!! Molto ben caratterizzato il perfido Rakos ( o SOKAR che dir si voglia ), il millenario signore della morte l'idea capaced dar vita a mostruose statuette di argilla assetate di sangue. Molto suggestiva la carica degli animali alla casa del Morisco anche se qua e l' spunta qualche imprecisione ( su tutte quella già segnalata da Wasted relativa alle tigri ) del tutto condonabile al grande pap? di Tex!!!!Simpatica anche l'ideadele radici magiche, la sequenza in cui i quattro eroi si rintanano sul fondo della grotta con le armi in pugno mentre a pochi passi da loro scorrazzano mastodontice bestie di ogni dove!!!MOMENTI DI PURA TENSIONE!!!!Mi par giusto anche citare la simpatica scenetta in cui l'incredulo tex sveglia Carson dicendogli di aver visto una scimmia in groppa ad un grosso cane... La faccia di Carson andebbe annoverata tra i volti basiti haha haha haha haha haha haha Bellissimi i disegni di Letteri, anche se, come già detto da altri, nella versione a colori perdono un bel po' del loro splendore... Voto complessivo : 8

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Di questa bellissima storia quello che più mi è rimasto (oltre ai disegni magistrali del solito immenso Letteri) sono

la spettacolare carica degli ushebti alla ricerca del Morisco e dei pards
e il terrore in cui cade Rakos quando scopre
che il curandero ormai conosce il suo vero nome, e si rende conto che la fine si avvicina
Voto: 9.

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ieri ho dato un'occhiata a questa storia, e ho trovato certi particolari che non ricordavo affatto:i giaguari che scompaiono nel nulla a un colpo diproiettile, lascimmia parlante, il cane-cavallo.... e a proposito delle incongruenze(possibili, nel modo di scrivere di GLB), ne ho trovata un'altra:a pagina 27 del numero 228, tex chiede a morisco come mai il sacerdote di cui stanno parlando se la prenda anche con lui e con la gente del paese.... domanda che tex rif? una seconda volta poco dopo, a pagina 30!!... anche se, questa volta, la risposta del morisco è più diretta:un secco PER MALIGNITA'!, che nienet ha a che vedere con il discorso lungo e impegnativo di prima...

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Trovate altre incongruenze in questa storia.
Nel numero 95 della collezione storica a colori,"la valle del tempio", questa avventura viene presentata con dei tagli,...
a pag 234 viene letteralmente fatta sparire una discussione tra due yaqui presenti nella piramide, questa incongruenza lo potuta notare mettendo a confronto questo albo con il cartonato del 85' "la piramide misteriosa"..

collezione storica a colori n.95
Immagine postata

cartonato 1985
Immagine postata

Immagine postata

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Questa storia forse può essere considerata tra le minori scritte da GLB del cosidetto filone "fantastico". Nonostante ciò a me è sempre piaciuta, soprattutto perchè Bonelli padre è riuscito a miscelare perfettamente la fantasia con vere divinit? e leggende egiziane. Rakos - Sokar può essere considerato come una specie di clone "mefistiano", anche se colpito da un'antica maledizione che al sorgere del sole lo fa cadere come morto ed impossibilitato ad usare i suoi poteri per difendersi. E' quindi un personaggio debole con poteri che non possono certo essere paragonati a quelli dell'accerrimo nemico numero uno di Tex, ma lascia comunque il segno in questa sua unica comparsa. Rakos è in grado di modellare la creta formando un esercito di bestie feroci (elefanti, leoni, gorilla, rinoceronti...), con i quali distrugge la caratteristica dimora del Morisco a Pilares, ma oltre a questo non riesce a fare, perchè i nostri sono attivissimi e stanno penetrando nel suo regno nascosto. Nemmeno gli indios bastano a fermare le pallottole di Tex e Carson. Morisco ha una parte abbastanza attiva nella storia, oltre a raccontare come al solito molto accuratamente l'antica leggenda-maledizione egiziana, è in grado di salvare i nostri creando una barriera di fumo con delle strane radici haha ed è sempre lui che spezza la maledizione, urlando il nome segreto di Rakos che si polverizza come una vecchia mummia all'aria!! :)Vabb? una storia minore rispetto alle varie comparsate "fantastiche - irreali" del passato, di certo non può essere paragonata alla saga di Mefisto (neppure imho alla successiva "L'ombra di Mefisto" ultimo viaggio di GLB in questo genere) e a tutte le altre su questo stile. Detto questo il mio voto è un 7. Letteri è ispiratissimo in questo tipo di storie, guardate come si è divertito a creare le varie atmosfere egiziane, con divinit?, statuette e simboli!! :inch:

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Concordo nel dire che questo racconto appartenente al filone fantastico è fra i meno riusciti. Io non l'ho apprezzato molto. Fra l'altro il finale appare scontato sin dall'inizio infatti

ben poco avrebbero potuto fare una ventina di yaqui contro i fucili di Tex e Carson aiutati da Eusebio e lo stesso dicasi per i cinocefali... quali probabilità di successo potevano avere contro Tex e soci che avevano tutto il tempo di abbatterli durante la loro corsa su terreno libero?
Ho trovato molto bella la prima copertina, quella con El Morisco, con dei colori molto belli. Voto sette.

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io gli ho dato un bel nove. Certo sono stato generoso ma rileggendo la storia per l'ennesima volta mi sono lasciato catturare dalla grande capacità di linguaggio di Bonelli padre. E come mischiava azione e esoterismo in modo impeccabile dimostrando che il western è il GENERE per eccellenza con cui si possono convergere i più svariati stili e generi narrativi. Grande Letteri ricorda Phil David in una maniera eccezionale secondo me.

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Mi è parsa di livello assai buono, ma non propriamente un capolavoro: infatti, malgrado la presenza dell'esotismo egizio, la sua originalità è in fin dei conti minore di quanto possa apparire a un primo sguardo.

Concordo in pieno. Penso non sia affatto una delle storie migliori mai scritte con protagonista El Morisco. Mi sembra un p? messa li a fare da riempitivo prima dell'avventura de "Il clan dei cubani". A mio parere la storia con El Morisco meritano una lunghezza e una trama migliori. Bello il fatto dell'introduzione nella storia degli elementi egizi e degli antichi rituali tipici di quella civilt?. Ho trovato però di diffile lettura la parte iniziale della storia, quella nella quale El Morisco spiega gli avvenimenti recentemente capitategli e le sue ipotesi su Rakos. Infine un piccolo commento per i disegni di Letteri di ottima fattura e precisi nei particolari anche nella realizzazione degli animali vari. Una delle sue ultime prove ad altissimo livello. Perchè da li a poco confrontando i disegni si può gia notare un lieve calo. Voto complessivo alla storia e disegni 7

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(Sam Stone @ Giovedì, 10-Giu-2010, 19:03)Rakos - Sokar può essere considerato come una specie di clone "mefistiano", anche se colpito da un'antica maledizione che al sorgere del sole lo fa cadere come morto ed impossibilitato ad usare i suoi poteri per difendersi. E' quindi un personaggio debole con poteri che non possono certo essere paragonati a quelli dell'accerrimo nemico numero uno di Tex, ma lascia comunque il segno in questa sua unica comparsa.

Non mi sento di condividere in pieno questa affermazione: condivido si il fatto che sia un clone "mefistiano", però durante la notte ha dei poteri molto grandi tanto da materializzare degli animali e potendo così colpire i nemici a distanza, la casa del Morisco è rasa al suolo completamente. Inoltre mi sembra d'aver letto che el Morisco consideri i poteri di Rakos superiori a quelli di Mefisto.

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"Un po' troppo complicati questi tuoi amici Egizi"... così dice ad un certo punto Tex a Morisco!

 

In questa frase c è l essenza della storia.

Tex e Carson affrontano un nemico sovrumano (nel senso più autentico) che non conoscono e che non potrebbero mai eliminare senza la conoscenza dei riti egizi dell Hombre di Pilares.

Primo albo abbastanza noioso e interlocutorio,in cui compaiono gli ushebti e in cui vengono narrate le origini di Rakos.Nel secondo decisamente più azione,con il bell attacco dell' esercito di ushebti,e il successivo contrattacco dei Nostri alla Piramide con conseguente distruzione di Rakos tramite pronuncia del Nome Segreto.

Rakos a tratti sembra un malvagio tout court,in altre parti della storia invece appare come un "anima in pena"in attesa che si compia il suo fato,nel bene o nel male non sembra in fin dei conti importargliene...

Rakos viene ricordato da Eusebio anche in una storia di Borden "Il risveglio della mummia".

 

 

 

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Nonostante continui a ripetere che non preferisco - su Tex - le storie con misteri soprannaturali, devo ammettere che questa, forse a causa della sua brevità, non mi é del tutto dispiaciuta.
Ho notato un richiamo a Zagor nel nome del sacerdote egizio, Rakos, che ricorda il vampiro Rakosi. Entrambi sviluppavano i loro poteri durante la notte e di giorno dormivano in un sarcofago.
Letteri in fase calante già da un pò. Disegni poco più che sufficienti.
Voto alla storia: 6,5

Voto ai disegni: 7

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Tipica avventura di Tex di stampo prettamente misterioso ed esoterico, con l'immancabile e gradita presenza del Morisco, con in più la presenza dell'inedito elemento egizio, che sia pur per ovvi motivi assai insolito per un'avventura in terra messicana risulta invece assai ben contestualizzato nella vicenda, grazie alla sapiente gestione ed all'inventiva di Gianluigi Bonelli. Ho trovato infatti assai convincente l'espediente da lui scelto per giustificare la presenza di una piramide e di un millenario stregone egizio nel cuore del Messico, una trovata che a mio parere, nel contesto di una storia di siffatta impostazione, ha reso plausibili circostanze che, se considerate con piglio più realistico, non risulterebbero affatto tali. Personalmente, non mi è affatto dispiaciuta la suddivisione della storia in una prima parte "introduttiva", in cui di azione se ne è vista poca ma in compenso è stata presentata per bene la vicenda in tutti i suoi aspetti, ed in una seconda parte decisamente più adrenalinica.

 

Superbamente caratterizzato l'antagonista Rakos/Sokar, circa il quale dopo questa ennesima lettura mi sento di condividere l'opinione recentemente espressa da Barbanera: trattasi, per come è stato mostrato, di un personaggio assai tormentato, in virtù di una imperdonabile leggerezza commessa millenni addietro, che passa da momenti in cui sembra l'incarnazione della pura malvagità (intesa come comportamento innato, come fosse la sola inclinazione che conosce e che porta avanti solo per assecondarla, quindi non in conseguenza di libero arbitrio) ad altri in cui muove quasi a compassione, consapevole del fatto che prima o poi si imbatterà in qualcuno che pronuncerà il suo impronunciabile nome segreto e lo condannerà a morte. Da questo punto di vista, oserei anzi dire che Rakos non dimostra di avere le idee particolarmente chiare: per quanto sembri sopportare con fatica il peso della maledizione che pende su di lui, anziché giungere a sperare che arrivi presto il momento in cui qualcuno pronunci il suo nome segreto (almeno, al suo posto io credo mi sarei comportato in tal modo :rolleyes:), nel momento in cui apprende che Morisco conosce il suo segreto ed è in grado di recargli la morte fa il diavolo a quattro (letteralmente) e tenta l'impossibile per fermare i pards.

 

La tribù di yaquis al suo servizio, invece, rappresenta a mio avviso uno dei punti deboli della storia: non è ben chiaro quali vantaggi essi abbiano ottenuto dall'asservimento al sinistro Rakos, se non essere temuti e di fatto emarginati persino dalle altre tribù di yaquis presenti nella zona,  ma soprattutto ho fatto fatica a comprendere la loro eccessiva arrendevolezza quando, dopo aver tentato invano di respingere Tex ed i pards all'imgresso della valle, non hanno mosso un dito nel momento in cui li hanno visti in procinto di entrare nel tempio e spedire Rakos nel mondo dei più. Certo, avevano appena subìto una pesantissima batosta ed avevano da tempo capito che la "cuccagna" era prossima a terminare, ma dal mio punto di vista si sono rassegnati sin troppo docilmente al destino che li attendeva, o magari più probabilmente dello stregone a loro non poteva fregare di meno (in ambedue i casi, il loro comportamento cozzerebbe non poco con l'atteggiamento deferente e devoto con cui si ponevano nei confronti dello stregone). Altro aspetto da non sottovalutare, il mancato incontro ravvicinato tra loro e Tex una volta cessato il pericolo: strano che Tex, diversamente da quanto accaduto in circostanze simili ed in altre vicende, non si sia sentito in dovere di lanciare loro l'ammonimento a rigare dritti.

 

Comunque sia, il mio personale giudizio su questa storia non può che essere positivo, grazie anche al tratto di Letteri, davvero un fuoriclasse nel saper rendere egregiamente atmosfere orrorifiche e misteriose.

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