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TWF - Tex Willer Forum
Pedro Galindez

[141/145] In Nome Della Legge

Voto alla storia  

30 voti

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Soggetto e sceneggiatura: G. L. Bonelli
Disegni: Erio Nicol'
Periodicità mensile: Luglio 1972 - Novembre 1972
Inizia nel numero 141 a pag. 44 e finisce nel numero 145



Un misterioso farabutto di Flagstaff tesse la tela di una letale trappola per Tex. Con l'aiuto della maliarda Myra Solano, il Ranger viene incastrato a Gallup con una falsa accusa di omicidio ai danni di un vecchio nemico e condannato a venti anni di penitenziario!
Il vile ideatore del tranello voleva la forca per Tex, non il carcere! Il furfante tenta così di far intercettare la diligenza che sta trasferendo il Ranger al fresco, ma alla scorta della Legge si sono uniti i tre pards e trenta Navajos schiumanti di rabbia nel veder prigioniero il loro sakem. Viene dunque corrotto Murdock, capo dei secondini nell'infernale penitenziario di Vicksburg: il ceffo, che tiene in pugno con il whisky l'imbelle direttore ubriacone, offre a Tex un soggiorno a base di botte e digiuni, in attesa di farlo ammazzare, durante una fuga, dal mastino Clem e dai suoi indiani.
Sperando che il soggiorno in carcere in condizioni inumane gli faccia fare una brutta fine, il secondino Murdock chiude Tex in una infernale gabbia di ferro arroventata dal sole! Ma il suo complice Clem, che avrebbe dovuto accoppare Willer durante una fuga, fa il doppio gioco per conto di Carson. Intanto, l'altolocato nemico nell'ombra che intende sbarazzarsi di Aquila della Notte per mettere le mani sull'oro della riserva Navajo, fa nominare un nuovo agente indiano, Larry Lyman, da lui prezzolato. Gli indiani però, guidati da Piccolo Falco, non vogliono saperne di lasciare i loro territori.
Aquila della Notte torna libero grazie all'intervento di Carson. Intanto, il vile Fred Redwood, braccio destro del misterioso individuo di Flagstaff che vuole la pelle di Willer, cade nelle mani dei Mohaves di Victorio, che avrebbero dovuto uccidere Tex in fuga, e finisce con il rimanere vittima della sua stessa trappola. Le cose si mettono male e l'ignobile pezzo grosso, con i servigi di un ex sbirro, Foster, ordina l'eliminazione di tutti i testimoni del complotto.
Mentre i Navajos, alleati ai Mohaves, difendono le loro terre dall'esercito, i quattro pards partono al contrattacco: Myra Solano, che tramava per conto dell'influente macchinatore, si convince che può salvarsi soltanto scaricando il boss e consegnando certi scottanti documenti per incastrarlo; e bloccato il bieco segugio Foster, che avrebbe dovuto eliminare ogni prova e ogni testimone della sporca faccenda, il gioco è fatto! Il misterioso farabutto, arrestato dai rangers nel suo lussuoso covo, si sottrae alla cattura nel più drammatico dei modi!


©  Sergio Bonelli Editore

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Con le sue 511 pagine, "In nome della legge" è stata la più lunga storia di Tex scritta da GLB ( e anche la più lunga dell'intera serie fino al 1993, quando fu pubblicata la storia "Il segreto del Morisco" di Nolitta ); la sua estensione non rimane tuttavia un semplice dato, ma fa comprendere al lettore che si tratta della vicenda più complessa mai creata da GLB. La complessit? narrativa non sempre è un merito, ma in questo caso sè, dal momento che, almeno a mio parere, ad essa si accompagnano molti altri pregi. In primo luogo, una situazione di base di grandissima presa emotiva: Tex, condannato per un'accusa certo falsa, ma che non può non apparire fondata a chi non lo conosce ( anche a causa delle mosse dello stesso ranger: Myra Solano, la donna incaricata di attirarlo nel tranello, è abile ed intelligente, e nel prosieguo della storia lo dimostrerà ampiamente; qui però deve limitarsi a sfruttare il comportamento di Tex

che malmena e minaccia di morte il barman Kelly Wells prima che Myra lo inviti in camera sua dove lo aspetta un uomo incaricato di stordire lui e uccidere il barman, in modo che della sua morte sia accusato Tex stesso).

La tensione emotiva del lettore permane anche dopo: il ranger dovrà infatti anche sperimentare sulla sua pelle "il braccio violento della legge", ad opera di un capo-carceriere corrotto e di guardie sadiche ( in tanta sfortuna, tuttavia, godrà almeno di un po' di buona sorte:

i detenuti infatti, gli si mostreranno amici, anche perchè tra loro, fatto miracoloso, non vi sarà nessuno che si trovi là per opera sua; Tex comunque non potrà fare a meno di notare la profonda ironia della situazione in cui si trova durante la sua evasione, quando finirà per acconciarsi a fare evadere tutti i detenuti, sia pure dietro promessa di rigare dritto in avvenire; stranamente, però, in seguito nessuno gliene chiederà conto e, altrettanto stranamente, subito dopo l'evasione, nessuno spiccherà mandati di cattura contro Carson per il suo coinvolgimento )

. Soltanto nella parte finale della storia, lo stress emotivo imposto al lettore andrà gradualmente dissolvendosi, man mano che ci si avvicina allo sciolgimento, che rappresenterà la fine di un incubo. Altro punto di forza della vicenda è la riuscita caratterizzazione dei personaggi, sia di quelli secondari ( il duro ma onesto sceriffo che arresta Tex, il vice sceriffo Morton che lo scorta a Vicksburg, il cacciatore di evasi Clem ) che dei vilains, in primo luogo Myra Solano, ma anche il capo -carceriere Murdock, il nuovo agente della riserva navajo Larry Lyman( arrogante e provocatorio come possono esserlo solo coloro che si ritengono onnipotenti ed intoccabili ) e Redwood e Foster, i luogotenenti del "grande burattinaio". Quest'ultimo è lasciato per quasi tutta la storia nell'ombra: non sappiamo nulla di lui personalmente, ma soltanto che è influente, potente e con molte frecce al suo arco; quanto basta, insomma, per renderlo temibile. Stavolta i tre pards di Tex devono agire senza la sua guida per due terzi della vicenda; la cosa però permette loro di dare il meglio di sè, cosa vera particolarmente per Carson ( promosso al ruolo di stratega del gruppo ) e Kit Willer. Tex, infine, occupa sempre il centro della narrazione, sopportando stoicamente le avversità per due terzi della storia e prendendo la direzione delle operazioni per scavare la fossa all'"uomo di Flagstaff" nella parte finale. I disegni di Erio Nicolò sono a mio parere l'ideale per una storia cupa come questa, specie per quanto riguarda il volto e l'espressione di Tex; anche alcuni dei rimanenti personaggi ( ancora Myra Solano, ma anche Clem e Foster ) non si imprimerebbero tanto bene nella memoria del lettore senza il contributo del disegnatore fiorentino. La mia valutazione è, in sintesi:soggetto 10sceneggiatura 9,5disegni 10

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Ci troviamo di fronte a una pietra miliare della lunga storia sessantennale del ranger. Grandissima tensione emotiva, ben riassunta da Pedro Galindez nel post sopra... pensiamo ad esempio all'ambiguit? di alcuni personaggi, come il doppiogiochista Clem, che intascati da Carson gli aquilotti ci fa temere e poi riga dritto, la maliarda Myra Solano splendidamente caratterizzata, l'esemplificazione delle caratteristiche della donna "indipendente" del West, l'umile figura del banchiere che fa il viaggio su una diligenza per consegnare la borsa a Carson, il direttore del carcere ubriacone, l'ambientazione terribile, la vedova, il campo di lavoro con il sole che batte le ore sulla tua pelle ( quella di Tex, ma anche quella del lettore ) al suono delle picconate, le uniche figure amichevoli dei mohaves, che sembrano quelli più da temere e invece danno una grande mano a Tex, insomma tutto perfetto in questi cinque albi. Stona solo il finale, con il nemico numero uno praticamente anonimo... se G. L. Bonelli avesse ripescato qualche vecchio avversario deciso a vendicarsi, avrebbe sfiorato il capolavoro assoluto!

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Guest Wasted Years

Beh.. a me piace ma non da morire.
I disegni di Nicol' sono adatti, è vero, ma a me non piacevano molto i suoi disegni, quindi anche questa cosa si rifletteva sul giudizio.
LA trama è ben congegnata, mi piace in particolare il vecchio cammello che prende le redini della faccenda e che si dimostra il tipo dannatamente in gamba che ?, mi piace l'atteggiamento degli indiani Mohaves, bella l'idea della vedova, simpatico il rovesciamento di valori con Tex che libera i detenuti perchè i carcerieri sono più farabutti di loro. Una congiura ordita da dei bei serpenti, che si rivelano serpenti anche fra di loro.
Il finale, come giustamente osserva Ym, è la parte meno esaltante, ma la storia trova il suo finale vero prima, IMHO, dopo la firma di certe confessioni ( o sbaglio?).
Nel passato la trovai troppo lunga e dolorosa per gli amanti del Ranger, oggi so che la sofferenza vera doveva arrivare DOPO :indianovestito: .

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Quand'? così il merito della caratterizzazione grafica di Foster ( che compare solo nell'ultima parte della vicenda ) sarebbe di Gamba, almeno in prima istanza ( come Ymalpas ha scritto altrove , Nicol' ha comunque ripassato a china i disegni di Gamba relativi a questa parte ).

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Guest Colonnello_Jim_Brandon

A mio modesto parere questa storia rappresenta il capolavoro assoluto di GLB! Tex incastrato per omicidio e trasferito nel penitenziario di Vicksburg dove viene trattato come il peggiore dei delinquenti!!! Molto ben orchestrata la trappola ordita dall'uomo di Flagstaff e dalla spietata Myra Solano, un meccanismo perfetto che quando scatta riesce ad incastrare il nostro ranger il quale si trova ben presto in gabbia!! Molto bello vedere come l'universo texiano ( la riserva, i pards, i rapporti con l'esercito ecc.. ) si disgreghi totalmente con l'assenza del nostro eroe seppur Tiger e Kit facciano di tutto per impedire il peggio!! Uno strepitoso Kit carson ordisce la fuga dell'amico dal carcere mettendosi alla ricerca delle giuste ruote da oliare... Grandissimo!!! Unica nota dolente, come già detto nei topic precedenti, è l'assoluta mancanza di carisma del cervello che stava dietro l'operazione e soprattutto la sua alquanto deludente fine... IMHO GLB poteva ricamarci sopra un bel po' di più... Ma a parte questo la trama assorbe completamente il lettore che si vede trascinato vignetta dopo vignetta in un turbinio di eventi che metteranno a dura prova il nostro ranger. I disegni di Niccol', disegnatore che anche io non ho mai apprezzato molto, sono perfetti per uqesta storia a tinte fosche, anche se, bisogna ammetterlo, nella versione a colori di repubblica questa "epopea" perde parecchio del suo fascino.... vabb? non tutte le ciambelle escono col buco!!! ;)Voto complessivo : 10 e lode!!!!

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In effetti, come ha detto il Colonnello, una volta che "l'uomo di Flagstaff" si rivela al lettore c'è il rischio che questo rimanga deluso di fronte alla ( relativa ) irrilevanza della sua persona; IMHO, tuttavia, se il "cattivo" in questione fosse stato di forte personalit? ( come Mefisto o la Tigre Nera, tanto per dire ), la storia non avrebbe avuto lo stesso fascino. Infatti un cattivo dalla caratterizzazione vigorosa avrebbe dovuto essere presentato in piena luce molto tempo prima del finale; così, invece, il lettore ( fin quasi alla fine ) e Tex ( per i due terzi della storia ) sono lasciati ad arrovellarsi su come lottare con un nemico ignoto, e perciò sfuggente e imprevedibile, cosa che IMHO aumenta enormemente la suspence della vicenda. Del resto il contrasto tra la relativa insignificanza degli antagonisti e la loro grande capacità di ostacolare o colpire duramente Tex è uno dei segreti del fascino e della riuscita di storie come "Il Giuramento" ( mi pare difficile sostenere che Brennan e Teller abbiano una personalit? carismatica....) o "Un ranger del Texas".

Modificato da Pedro Galindez

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Sai che non l'avevo mai vista sotto questo aspetto, Pedrito? In effetti hai ragione, proprio l'insignificanza del burattinaio, così come viene fuori alla fine, rende ancora più epica l'intera trama. Piccolo OT scherzoso: avete notato una specie di presagio? Si anticipa quello che sembra essere il destino di Tiger Jack e Piccolo Falco, condannati in futuro a trascorrere il tempo controllando i rifornimenti della riserva navajo e, nell'eventualit?, a convincere uno "spettro" di mucca a trasformarsi in un "decente bovino". :P

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Hai ragione Cheyenne: Tiger e Kit Willer sono ( specie per GLB e Nizzi ) i componenti del quartetto dei pards più legati alla vita della riserva navajo ( probabilmente anche per il loro rispettivo status di indiano e di meticcio ), e appare dunque naturale che tocchi a loro in questa storia salvaguardarla dalle insidie di Larry Lyman ( peraltro in sè piuttosto "topiche": l'attacco dei finti navajos si ritrova anche, se non ricordo male, in "Oro!"[ nn. 41 - 42 ], mentre la vendita di vacche magre viene ripresa pari pari da GLB nella prima parte di "Uno sporco imbroglio" [ nn. 292 - 293 ]).

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Guest Colonnello_Jim_Brandon

Guarda Pedro, per quanto la tua motivazione sia fondamentalmente corretta e ben motivata ( come sempre del resto ;) ) Io mi vedo costretto ad ammettere che avrei comunque preferito un cattivo magari più visibile ma comunque più carismatico... Dai vedere il serpente velenoso che ha messo alle strette Tex puntarsi una pistola alla tempia e tirare il grilletto non è proprio il migliore die finali... onestamente avrei preferito vederlo sbattutto a Yuma o, perchè no a Vicksburg dopo che Tex gli ha dato una bella ripassata, finale magari più "scontato" ma IMHO più scoppiettante. Poi come dicevano i latini De Gustibus...

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Forse, Jim, un finale come quello che hai prospettato, sebbene più interessante di per sè, avrebbe reso ancora più "ameba" il grand'uomo. Tirandosi un colpo, invece di tentare la fuga come gli altri paventano, dimostra almeno nel finale di non essere, per usare le sue stesse parole "un uomo meschino e gretto"(ovviamente in un contesto come il western, e certo senza pubblicizzare il suicidio come mezzo per dimostrare le proprie virt?!)

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Una decina d'albi dopo abbiamo una storia di vendetta, "San Francisco", in cui Tex deve fronteggiare il rapitore di suo figlio, un certo Diamond Jim, personaggio sconosciuto ai lettori, ma che conserva un legame col passato di Tex grazie a un fratello che il ranger aveva ucciso nella storia intitolata "La Costa dei Barbari". In questo caso la vendetta, essendo la motrice dell'azione, costrinse Gianluigi Bonelli a ricercare un punto d'appiglio nel passato dell'eroe che la potesse sufficientemente giustificare. Dalle interviste al pap? di Tex che mi è capitato di leggere traspare un tipo di lavorazione delle storie ancora artigianale, fatto in tutta libertà senza alcun tipo di programmazione... A Gianluigi Bonelli non interessa proprio centrare la storia sull'uomo di Flagstaff . A me sembra che la storia non sia per lui minimamente un giallo da risolvere, e questo nemmeno quando mostra l'uomo comodamente nascosto dietro la poltrona del suo ufficio... Bonelli vuole assicurare solo una spruzzata di mistero ma la storia, nella sua mente ( e poi nella realtà ), si fonda su altri temi, partendo dall'oro dei navajos ( che di per se esclude il movente della vendetta e accredita invece quello dell'avidit? ), del complotto, della prigionia, dell'evasione... Diverso è il discorso di Nolitta in "Giungla crudele" dove il giallo è una componente decisiva nell'economia della storia, accanto all'esotismo, all'avventura pura e naturalmente al fatto storico che prelude alla costruzione del canale panamense.

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Effettivamente, come afferma Ymalpas, GLB, a differenza di Nizzi, non era particolarmente interessato a creare dei "gialli" ( ben prima della fine della storia omonima il lettore capisce che Satania e Cora Gray sono la stessa persona; allo stesso modo, la certezza della colpevolezza del vilain de "Il ritorno del drago" è messa su un piatto d'argento per Tex e per il lettore da un cumulo di indizi che il "cattivo" stesso lascia malaccortamente trasparire ); ciò non toglie che "la spruzzata di mistero" rappresenti un ulteriore mezzo per catturare l'attenzione del lettore e per aumentare le difficolt? di Tex, costretto a fronteggiare un nemico ignoto, di cui gli è quasi impossibile prevedere le mosse ( qualcosa del genere avviene, appunto, in "San Francisco", in cui Tex non sa dell'esistenza del fratello del suo vecchio nemico e, ancor meglio, ne "Il ritorno di Yama" in cui la sua convinzione di dover combattere ancora Mefisto e non suo figlio rischia di fargli commettere fatali errori di valutazione ). Insomma, a mio parere, se noi sapessimo da subito chi è "l'uomo di Flagstaff" la storia ci perderebbe non poco.

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Mi sono accorto di aver commesso un lapsus nel precedente post: ho scritto "Il ritorno di Yama", invece de "Il figlio di Mefisto". Tornando alla discussione, agli esempi che ho citato si può anche aggiungere "Il ritorno del Carnicero" in cui Tex riesce al massimo a difendersi dai tirapiedi di Paul Balder prima di scoprire che costui è vivo. Confermo insomma che a mio avviso per Tex i nemici più difficili da fronteggiare sono quelli che non sa ( o non può ) inquadrare e che se il lettore si trova nella stessa situazione, riesce meglio ad entrare in un rapporto simpatetico col ranger, come appunto accade in "In nome della legge".

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avrei ben poco da aggiungere rispetto a quello che già è stato detto!Pur essendoci cinturoni, pistole ed indiani non ci troviamo in una tipica narrazione western. Secondo me il Grande Vecchio una mattina si è alzato ed ha detto:" Facciamo le cose alla grande!!" ed è uscita fuori questa autentica perla. :aquila: era il periodo in cui Tex raggiungeva picchi di vendita impressionanti: 750mila/800mila copie proprio in concomitanza dei numeri 140/160. il finale come leggero punto debole della storia non mi sento di analizzarlo anche perchè GLB ha sempre avuto il finale un p? "svelto". Per la cronaca vi invito a vedere, ad esempio, quello della storia con l'alieno (n.56) dove nella penultima pagina c'è azione piena e nella pagina dopo si "chiude" in un paio di vignette. ps Gamba realizza le chine non le matite ma più precisamente disegni completi "sotto" le teste di Nicol'

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Uno dei meriti sicuramente riconosciuti a questa storia è l'intrinseca originalità dovuta al ruolo di secondo piano in cui è tutto sommato relegato Tex. Mai come in questa storia ( o nella sua omologa "L'uomo con la frusta" ) tanto spazio, a livello di azione, è lasciato agli altri tre pards!

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Una delle scene scolpite nella mente di ogni lettore texiano in questa storia e' quando i tre pards salutano Tex che si appresta ad entrare nel penitenziario di Vicksburg.
Una delle scene piu' drammatiche dell'intera serie, dove i volti tristi di Carson,Tiger e Kit disegnati magistralmente da Nicolo' parlano chiaro sulla tensione di quel momento.

"Non dire niente Kit, non dire niente!" dice Tex a suo figlio abbracciandolo.

Struggente!

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mi è capitato di rileggere questa lunghissima storia in questi giorni.... ma c'è una cosa che non ho mai capito:

che bisogno c'è di nascondere per tutta la storia il volto dell'uomo di flagstaff, se poi costui si rivela un perfetto sconosciuto??? :bisonte:


avrei capito la cosa se si fosse trattato di un personaggio misterioso apparso nella storia, di cui bisognava scoprire l'identit?(come avviene in l'uomo nell'ombra.... ma così, non c'è nulla da scoprire.... :lupod:

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Alla domanda di Pippo, come ho già detto in precedenza, si potrebbe rispondere che, se sia noi che Tex conoscessimo fin dall'inizio "l'uomo di Flagstaff", il nostro eroe probabilmente non avrebbe problemi a scegliere la strategia adatta per fronteggiarlo ( e la storia si "sgonfierebbe" irrimediabilmente ); se lo conoscessimo noi ( ma non Tex ), invece, la cosa metterebbe probabilmente più in rilievo la sua relativa irrilevanza sul piano personale .

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Finalmente anch'io ho letto questa storia. Anch'io sono rimasto un po deluso dal finale ma non per il fatto che il cattivo sia uno qualunque, ma perchè si è badato più a descrivere la parte in cui Tex e gli altri decidevano il piano, che non l'azione vera e propria. Certo che negli albi precedenti(sempre relativi a questa storia) l'azione non manca:bellisime le scene dell'evasione di Tex, giusto per fare un esempio. Tex rimane inattivo quasi per tutta la vicenda ma comunque la considero anch'io, questa avventura, una pietra miliare della saga. Troppa la cura dei particolari, troppo bella la trama, complessa ma molto ben descritta, troppa la curiosità di arrivare a leggere il finale, con il "cattivo" svelato solo a poche pagine dalla fine, per non farne un capolavoro. Nicol' non è uno dei miei preferiti ma rende gli occhi dei personaggi VIVI. E poi per come ha disegnato Mira Solano per me vale gia il prezzo del albo :)Voto:9-5.5

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Ho riletto per la centesima volta (o forse di più :indianovestito: ), questa bellissima storia. Sicuramente la più complesse ed intrigante, di tutte le storie uscite dalla penna del creatore di Tex. Il lettore per la prima volta vede il suo Eroe, messo in trappola e giudicato in tribunale per omicidio. Tex che per tutta la vita ha combattuto per far regnare la Giustizia e la Legge, viene trattato alla pari di tutti quei criminali che lui stesso ha sbattuto in carcere o nella polvere. :bandito: Tutta la storia ruota quindi attorno a lui e alla ricerca di qualche modo per scagionarlo. Il lettore fino all'ultima pagina è tenuto incollato e rimane col fiato sospeso. Pensate all'epoca in cui usc? quali reazioni suscit? nei lettori, sicuramente è stata una tra le storie che ha alimentato grandi ansie. Tutto è perfetto, GLB ha pensato ad una trama ricca di azione e di varie situazioni che piano piano compaiono, ma che rimangono legate al filo conduttore principale. A complicare le cose viene mandato un nuovo e spietato agente tra i Navajos, che in combutta con il misterioso Uomo di Flagstaff, parte subito con l'intento di creare incidenti per colpevolizzare gli innocenti indiani. Non mi resta molto altro da dire, visto che in questo topic mi hanno già preceduto messaggi molto ricchi di parole. Chi non l'avesse ancora letta, tra i "giovani" lettori, è obbligato a farlo!! :indiano: Per il resto, dando dei voti: 10. I disegni di Nicol' mi son sempre piaciuti, quindi anche qui il massimo!!! :trapper:

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Che dire di questa storia meravigliosa? C'è pochissimo da aggiungere rispetto alle opinioni che sono state date prima della mia!Forse questa è la storia più bella mai creata da GLB (e la più bella dell'intera serie, ovviamente), perchè nonostante sia davvero molto lunga non è mai difficile da seguire, e comunque non ha dei passaggi superflui. In particolare, pur essendo Tex il protagonista della storia, si può assistere anche ad una grande valorizzazione dei tre pards, con Carson che fa il vice-Tex, Kit che dimostra di saper detenere una certa influenza presso i Navajos e di essere tranquillamente in grado di tener testa all'agente indiano Lyman, e Tiger che coadiuva le varie azioni dei tre pards mentre Tex è prigioniero. Il cattivo è davvero cattivo, veramente potente e spietato: di una spietatezza che non è necessario dimostrare con la violenza, ma che può essere suggerita al lettore proprio tramite i mezzi di cui l'uomo di Flagstaff può disporre e dal piano che ha elaborato, che è teoricamente infallibile. E proprio perchè questo piano è teoricamente infallibile e ci sono quindi pochissime vie per dimostrare l'innocenza di Tex il lettore è costantemente in apprensione!Svariati sono i personaggi secondari, ciascuno con delle caratteristiche immediatamente evidenti e che traspaiono anche da come sono disegnati: il violento e avido secondino Murdock e il doppiogiochista ma in fondo in fondo abbastanza inoffensivo Clem Colter, solo per citarne due, hanno proprio le sembianze che ci si aspetterebbe!Si, pensandoci bene direi che per me questa è la migliore storia di Tex che si sia mai vista, uscita in un periodo dove i capolavori (tipo "Sulle Piste del Nord", "Tra due Bandiere", "Il Laccio Nero", "L'Implacabile", "Lucero") si sprecavano... Quanto sarebbe bello vedere ogni tanto una storia davvero all'altezza di queste!

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Sicuramente la storia più geniale, complessa, divertente, appassionante e cruda mai realizzata da GLB.
Tex è incastrato per omicidio senza fare però la figura del pollo, cosa che accade invece un po' ne "L'uomo con la frusta" e ogni pard è fondamentale allo svolgersi della storia:il carismatico Carson, l'abile Kit e l'astuto Tiger. Cosè come anche i personaggi meno importanti diventano un tassello inequivocabile ai fine della storia.
Per quanto riguarda la sceneggiatura, western più classico non poteva esserci:sicuramente la storia più cinematografica di Tex e, oserei dire, del fumetto italiano.
Incolore invece il finale:

Non dico che il nemico n.1 doveva essere Yama o la Tigre Nera, tuttavia poteva essere almeno un personaggio già visto, come ad esempio lo sceriffo o il vice-sceriffo di Flagstaff, chi non ti aspetti!

Rimane comunque un neo all'interno di un capolavoro coronato dagli splendidi e adattissimi disegni di Nicol', perfetti in tutto.
Assolutamente una delle migliori dieci storie di sempre.

Voti:
G. L. Bonelli:9,5
E. Nicol':10

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