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TWF - Tex Willer Forum
Pedro Galindez

[271/273] Il Disertore

Voto alla storia  

17 voti

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Soggetto e sceneggiatura: Guido Nolitta
Disegni: Giovanni Ticci
Periodicità mensile: Maggio 1983 - Luglio 1983
Inizia nel numero 271 a pag. 83 e finisce nel numero 273 a pag. 52




Durante una bufera sui monti Sangre de Cristo, i quattro pards salvano la vita a due pastori pueblo e disperdono un branco di lupi traendo d'impiccio un drappello di soldati. Fra mille insidie Tex e Tiger Jack scortano i militari verso il nuovo avamposto di Fort Necessity. I progetti di un nuovo fucile, all'inizio rifiutati dal Governo, scatenano le ire della West Kentucky Company, che da anni prospera con le forniture all'esercito. Il maggiore Clark Morrow, unico superstite di una pattuglia sterminata dagli sgherri della compagnia, arriva a Fort Necessity, scortato da Tex e Tiger Jack: doveva comunicare al fratello George è il tenente ideatore dell'arma è che Washington si era finalmente decisa ad accettare la sua invenzione. Ma l'ufficiale si è dimesso, per vendere il brevetto al Messico e i due pards vanno a ripescarlo a Pequeno Paraiso, infernale, nonostante il nome, tana di tagliagole! Tex, Tiger Jack e George Morrow, convinto dai pards a non cedere al Messico il brevetto del suo nuovo fucile, sono presi a cannonate dai furibondi soldati messicani. Soltanto l'intervento dei poco angelici abitanti di Pequeno Paraiso, dove il tenente si era rifugiato, permette ai nostri di uscire dalla trappola in cui si erano cacciati!



© Sergio Bonelli Editore

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Se le storie nolittiane presentano in genere non pochi caratteri innovativi o anomali, questa è a mio parere una delle più singolari. Nonostante tratti una questione di fantapolitica ( il recupero del progetto di una nuova arma da fuoco ) essa comincia in maniera apparentemente casuale

con il salvataggio da parte di Tex di alcuni soldati dispersi in una tormenta di neve, che rischiano di essere sbranati dai lupi; questo permette a Nolitta di mostrare fin dall'inizio l'eroismo e l'abilità del ranger ( che, a causa dell'esito finale della storia, potrebbero facilmente essere messe in questione )
. Successivamene, come spesso capita nelle storie nolittiane, i quattro pards si riducono a due, e Tex, affiancato da Tiger, passa di pericolo in pericolo, affrontando successivamente gli sgherri di un'industria d'armi, i tagliagole di Pequeno Paraiso ( in una classica zuffa da saloon ) e i soldados messicani: la tensione e il ritmo narrativo si mantengono alti attraverso tutti questi sviluppi, e Tex e Tiger se la cavano magnificamente almeno finch?
assediati con George Morrow dai soldados, rischiano di venire spazzati via a cannonate, venendo salvati soltanto dall'intervento di Manuel Pedroza, grande capo dei gaglioffi di Pequeno Paraiso, che massacra i soldados cogliendoli alle spalle, ma permette poi a Tex e ai suoi compagni di andarsene soltanto previo versamento di 20.000 dollari, che il ranger, malgrado faccia la voce grossa e prometta futura vendetta, deve mollargli ( la cosa è tanto più umiliante in quanto Pedroza è presentato esplicitamente dalla sceneggiatura e dai disegni come un grottesco furfante di mezza tacca ).
Non è soltanto in questo che Tex rimane vinto:
nel finale della storia, malgrado Morrow possa di nuovo indossare l'uniforme blu e mettere a disposizione il suo nuovo modello di fucile all'esercito Usa, si afferma esplicitamente che è impossibile che i responsabili della West Kentucky, l'industria d'armi che aveva cercato di impedire il ritorno nei ranghi dell'esercito Usa di George Morrow, possano essere condannati per le loro trame criminali, che avevano portato alla morte di due soldati e al ferimento del fratello di Morrow
. Di conseguenza, l'impressione finale che la storia lascia è di una relativa irrilevanza ed impotenza di Tex che, malgrado la sua abilità di uomo d'azione, viene salvato solo da circostanze accidentali ed è costretto a cedere ad autentici pendagli da forca ( una volta tanto
la copertina di Galep del n. 273 illustra perfettamente l'esito finale della vicenda
). I disegni di Ticci, al massimo della forma, sono a mio avviso eccellenti e contribuiscono a rendere la storia di livello molto buono. In sintesi, per me:soggetto 7,5sceneggiatura 7+disegni 10

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Dopo aver riletto questa storia mi trovo totalmente d'accordo sulle conclusioni tirate da Pedro... e il finale di questa storia mi (proprio come afferma Tex) ha lasciato dell'amaro in bocca....

soprattutto per il fatto che i tre vengono salvati dalla gente di Peque?o Paraiso
anche il fatto
che la West Kentucky riesce a farla franca senza danni
Un'altra mia considerazione è che Tex in questa storia viene per la prima volta battuto su tutta la linea, ma resta il fatto che questa è una storia molto bella da leggere anche riguardo ai disegni devo dire che sono molto adeguati alla storia e, soprattutto alla brutta grinta di Manuel Pedroza In conclusione la mia valutazione combacia perfettamente a quella di Pedro

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Una curiosità:
Ne "bandoleros", nella quarta di copertina che presenta il numero 272 viene inserita una vignetta (quella centrale) che poi nel successivo inedito verr? già parzialmente modificata, e secondo me, in peggio:


Immagine postata

le due vignette; quella modificata tratta da collezione storica a colori di repubblica, nr.112

Immagine postataImmagine postata

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Una storia a mio parere di buon livello, con una trama abbastanza insolita e piena di colpi di scena,.. ottimi i dialoghi e ottimi i disegni di ticci, che in quel periodo raggiugeva le sue vette creative più alte,.. unica pecca di una buon lavoro e propio il nostro tex, qui più arrendevole è meno combattivo del solito ma che lascia spazio ad un superbo tiger, che in alcune situazioni f? sicuramente una figura migliore del nostro eroe... VOTO 7.5 SU 10

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Ritorner?, purtroppo, in un'altra avventura.

Su questo non sono d'accordo!Il sequel di questa avventura ( con passaggio di penna da Nolitta a Nizzi) è un gioellino, campione di ironia, quanto questo episodio è poco brillante. Come detto da altri, l'inizio, insolito e assolutamente avulso dal seguito, è accattivante; poi, Tex perde tutta la grinta e cala le braghe davanti ad un banditello da strapazzo. Meno male che Nizzi ristabilir? presto le distanze, salvando in parte anche questa disgraziata vicenda nolittiana, che diventa una sorte di primo tempo di una stessa storia.

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Solitamente Nolitta nelle sue storie per Tex, inseriva varie situazioni che incastrava nella trama principale, in modo che la storia prendesse varie strade, ma che poi tutto si riassemblava nel finale. Questa caratteristica è stata spesso criticata da molti lettori, che hanno definito quello di questo autore, come uno stile "allunga-brodo", colpevolizzandolo di allungare all'eccesso un particolare quasi per prolungare il numero di pagine e garantire l'uscita in edicola, in modo da dare fiato all'ormai anziano genitore. Confesso che non ho mai trovato fastidioso questo stile, anzi le ho sempre lette con piacere. Venendo a questa storia: l'autore sembra quasi seguire una strada diversa rispetto a quella precedentemente imboccata. Non abbiamo sottotrame, n° secondo me allungamenti eccessivi di particolari "insignificanti". L'inizio è spettacolare, coadiuvato dal capolavoro grafico di Ticci, sempre in formissima con le ambientazioni innevate (non vedo l'ora di vedere il suo Grande Nord ancora una volta nel vicinissimo numero 600!!! :inch: ). L'atmosfera fredda con la neve e cupa con il branco di lupi affamati, sembra essere il via per una grande storia, ma in realtà è un inizio "a tradimento" perchè il proseguo prende ben diversa piega e ambientazione. I quattro pards si separano, come in tutte le storie dello stesso autore, che ha sempre confessato di non essere all'altezza di utilizzare tutti i pards riuniti. Cosè ecco che seguiamo Tex e il fedele Tiger in questa nuova avventura. Il Tiger nolittiano come al solito è più chiacchierone rispetto alla visione degli altri autori, ma rimane sempre un buon segugio, dato che dopo il primo "strano" incidente decide di partire alla ricerca del sospetto nemico "invisibile". Come dicevo la storia parte con lo "scoppio", ma anche la sequenza a Pequeno Paraiso non è affatto male, soprattutto durante l'assedio nella baracca da parte dei Rurales che ormai hanno rinunciato ai progetti delle nuove armi, e pur di placare la loro "sete di sangue sono disposti a prendere a cannonate i nostri. Atipico il salvataggio da parte dei bandidos guidati da Manuel Pedroza, criticatissimo da molti. Tex viene salvato, ma avverte il leader dei banditi di aspettarsi presto una sua visita "distruttiva". Oltre a questa, Tex giura che non l'avrebbe neppure fatta passare liscia alla West Kentucky Company. La prima volta che lessi il finale, ricordo che rimasi un p? stupito. Mi lasciò come l'impressione che ci fosse qualcosa di incompiuto, infatti mi faceva uno strano effetto vedere che Manuel Pedroza e la West Kentucky se l'erano cavata in quel modo. Per fortuna che Nizzi ha completato i propositi di "vendetta" di Tex nei confronti della feccia di Pequeno Paraiso. Possiamo immaginare che il nostro possa essere tornato dopo poco nel villaggio, ma l'abbia trovato completamente deserto dato che Manuel Pedroza dopo aver intascato i dollari, aveva lasciato ad intendere liberamente che avrebbe fatto perdere le sue traccie!!Rimane comunque una buona storia, anche se la sorta di seguito di Nizzi è certamente di livello superiore. Voto: 7 :trapper:

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Non so se hai notato, Little Tex, che questa non è una discussione su copertine ma su albi e storie. Se vuoi farci conoscere la tua opinione sei il benvenuto, purch? l'opinione sia motivata e non si limiti a quelle due parole che fanno di un messaggio uno spam (e lo spam, spero che tu lo sappia, non è tollerato).
Grazie

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Questo tipo di informazioni si possono chiedere in shoutbox, senza necessit? di sporcare una sezione. Non è questione di creare disagio, ma di non rovinare con lo spam un forum di alto livello come questo. Ti invitiamo a partecipare in maniera più costruttiva, esprimendo la tua opinione e allargandoti un po' nello spiegare i tuoi punti di vista.

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Una piccola curiosità su questa storia (tutt'altro che trascendentale). Guardate l' ultima vignetta di pag.8 de "Il disertore" ( chi mi aiuta con lo scanner? :indianovestito: ) : vi ricorda qualcosa?

E' la stessa immagine della copertina di "Imboscata nel Black Canyon" ( n.318) . Niente di più probabile che fosse detinata proprio al n.272, per essere poi scartata e riproposta come 'generica' per il n.318 !

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In questo momento, purtroppo, non ho a disposizione lo scanner però in effetti hai ragione le due vignette sono abbastanza simili se non uguali. La posizione di Tex è uguale, quella dell'avversario di turno quasi uguale anche se cambia ovviamente il viso e l'abbigliamento e scompare la roccia su cui è appoggiato. La storia a me è piaciuta, ovviamente non è da catalogare fra i capolavori ma fa la sua degna figura. Anche a me non dispiace il fatto che a volte Nolitta partisse da tutt'altre scene per poi incanalare la storia su altri binari. Non trovo questo metodo un "allungare il brodo". Da rilevare la bella performance di Tiger e la presenza di scene da saloon con adeguata presenza di fanciulle che recitano ruoli non da belle statuine ma perfettamente integrate e con un senso ben preciso nell'evolversi degli avvenimenti. Secondo me non guasta neanche il finale che vede Tex dover scendere a patti. Non trovo che esca sconfitto su tutta la linea in quanto la missione principale viene comunque portata a termine. Voto 8.

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Quando lessi questa storia, avevo già letto anche la sua successiva "La leggenda della vecchia missione"; bramavo di mettere le mani anche su questa semplicemente per vedere della prima apparizione di Manuel Pedroza, uno dei miei cattivi preferiti nella storia di Tex. Infatti già in questa storia, soprattutto nel finale, mostra di essere un cattivo spietato e anche un po' furbo. Nolitta qui c'è lo fa intendere, ma sarà soprattutto con Nizzi, che questo personaggio si svilupperò meglio. Parlando esclusivamente della storia, penso che sia un po' più del semplice riempitivo, dato alcune sue potenzialità (l'ufficiale traditore, la grande industria sabotatrice): sono rimasto un po' deluso verso la fine, perchè speravo, visto queste idee di partenza, di essere maggiormente coinvolto. Nelle storie texiane, quasi sempre, casi come questi vengono risollevati dai disegnatori, e questo (fortunatamente) non fa eccezione grazie al maestro Ticci. Considerando tutto, penso che questa storia sia da sette e mezzo.

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una storia un po' deludente secondo me.... come avete gia' spiegato bene in molti, Tex finisce la storia subendo 2 evidenti sconfitte.... non riesce ad acciffare i veri responsabili degli attentati all'esercito americano e viene salvato, da 4 rubagalline... il che e' anche un po' ridicolo a mio avviso... belli i disegni buone le ambientazioni , ma lastoria nel suo globale secondo me e' pessima....

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La storia a me è piaciuta, ovviamente non è da catalogare fra i capolavori ma fa la sua degna figura. Anche a me non dispiace il fatto che a volte Nolitta partisse da tutt'altre scene per poi incanalare la storia su altri binari. Non trovo questo metodo un "allungare il brodo". Da rilevare la bella performance di Tiger e la presenza di scene da saloon con adeguata presenza di fanciulle che recitano ruoli non da belle statuine ma perfettamente integrate e con un senso ben preciso nell'evolversi degli avvenimenti. Secondo me non guasta neanche il finale che vede Tex dover scendere a patti. Non trovo che esca sconfitto su tutta la linea in quanto la missione principale viene comunque portata a termine. Voto 8.

Io direi degnissima: la storia è bella, ha un grande ritmo e continui colpi di scena. E' proprio quello che cerco in Tex: non sentieri "telefonati" ma accidentati e ricchi di situazioni e coups de theatre. Anche i dialoghi sono ottimi e i personaggi, dagli ufficiali messicani a Morrow, ben gestiti. Il finale: spesso Tex nelle storie di Nolitta è "irrilevante" (vd I Ribelli del Canada) o è sconfitto (vd Caccia all'uomo, La strage di Red Hill, Giungla Crudele). Il Tex di Nolitta è un Tex più realistico, che può anche non incidere sulle sorti di una grande compagnia dell'Est che abbia appoggi politici influenti, e che può anche essere costretto ad arrendersi ad un delinquente di mezza tacca come Pedroza se la situazione è realmente disperata. Sam dice che ha avuto una sensazione di incompiutezza: sono d'accordo, ma penso che l'intento di Nolitta fosse proprio quello. Io adoro le storie di Nolitta (anche se non tutte), e soprattutto adoro il suo stile, preferendolo anche a quello di suo padre. Sui disegni, posso solo dire che Ticci è immenso: non ci sono altri aggettivi per questo Maestro; forse dovremmo inventare un neologismo: Ticci è "ticciano".

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La definirei una storia interessante con spunti davvero buoni ma realizzata con uno stile molto particolare tipico di Nolitta. Ho trovato di maggior interesse la parte iniziale nella quale regna un po di mistero sugli aggressori e il motivo della diserzione del tenente Morrow. Come dice Leo, il finale nelle storie Nolittiane non ha un importanza come nelle trame degli altri autori con i quali siamo abituati a vedere la risoluzione di tutte le vicende proposte nella trama tanto che quando il finale rimane aperto in storie di altri autori come per Nizzi in "Oppio" ci viene spontaneo muovere delle critiche per la storia piantata a metà. Ecco in questa storia accetto il finale particolare anche se avrei visto bene una conclusione classica. Una stonatura di questa storia mi è sembrato il comportamento "al di spora delle righe" di Tiger che si comporta e parla più come se fosse Carson con esclamazioni del tipo "per satanasso" o discorsi riguardanti un imminente bevuta. In ultimo il compromesso trovato da Tex e compari con Manuel Pedroza per consentire la rimpatriata dei nostri. Non è molto in stile Tex scappare grazie a un compromesso. Di sicuro sarà molto meglio riuscita la seconda apparizione del cattivo di turno. Disegni: Ticci ai massimi della carriera, semplicemente divino. Trama 7+Disegni 9,5

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E' una delle rarissimissime volte in cui,dopo una rilettura,un'avventura mi piace meno. All'inizio folgorante,grazie anche,e soprattutto,ai disegni di Ticci,che fa sentire sulla propria pelle il gelo del "blizzard",segue una seconda parte noiosetta e poco credibile,con truppe messicane addirittura con l'artiglieria in quella terra di nessuno e quattro rubagalline che beffano Tex...Badate,mi annovero fra coloro che non disprezzano,a volte,che Tex mandi giù qualche boccone amaro,ma per opera di Manuel Pedroza......Che avrà l'onore addirittura di ritornare !!!! Mah ! Nella realtà Morrow sarebbe stato come minimo degradato,mentre qui lo vediamo tornare trionfante,promosso poi a capitano e,recentemente,a colonnello. Racconto sconclusionato. Disegni 10,sceneggiatura 5,5                          Una menzione per le armi di Ticci.....fantastiche !!!!!

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