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TWF - Tex Willer Forum
Pedro Galindez

[120/121] Dugan, Il Bandito

Voto alla storia  

14 voti

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Soggetto e sceneggiatura: G. L. Bonelli
Disegni: Erio Nicol'
Periodicità mensile: Ottobre 1970 - Novembre 1970
Inizia nel numero 120 a pag. 93 e termina nel numero 121 a pag. 86

I pards si recano a Gallup per rifornimenti insieme a una folta schiera di Navajos: al bieco capobanda Jed Dugan non sfugge che Aquila della Notte e i suoi pagano la merce con oro puro. Cane Giallo, pellerossa rinnegato e ubriacone incline a farsi corrompere, guida la cricca di Jed Dugan all'interno della riserva navajo. L'obiettivo è l'oro di Aquila della Notte! Ma i sanguinari desperados non escono vivi dai favolosi giacimenti delle Sacre Caverne sui Monti Arcobaleno.



? Sergio Bonelli Editore

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Guest Colonnello_Jim_Brandon

Forse una delle storie meno appassionanti del cosidetto "centinaio d'oro". La trama infatti risulta essere alquanto insipida, soprattutto se paragonata ai capolavori che la circondano ( tra due bandiere e la croce tragica )!!! In questa avventura i quattro pard brillano così poco da apparire quasi statici, unica nota di rilievo, a mio avviso, è proprio il traditore cane giallo, un navajo testa calda che tradisce il suo popolo rivelando agli avidi "cani bianchi" la collocazione dell'oro dei navajo... Voto complessivo : 6 su 10

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Guest Wasted Years

A me è sempre piaciuta... La definiresti un po' boselliana? I pard un poco da parte ed un cattivo navajo che muove la storia. Però ti fa entrare nel mistero delle pietre gialle, ed ha un ritmo appassionante. Ben illustrata, voto 8

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Guest Colonnello_Jim_Brandon

No boselliana no... i cattivi di GLB sono quasi sempre stati i cosiddetti "cattivi sino al midollo con 2 dita di pelo sullo stomaco", i cattivi di Boselli invece sono, IMHO, molto più sfaccettati, più sfumati, dalla psicologia complessa... invece cane giallo è un serpente rinnegato che tradisce i suoi compagni e il suo popolo per un mucchio di pepite d'oro, mentre Dugan è un dannato figlio di cane che si trova fra le mani un potenziale bottino... Molto cattivi, non c'è dubbio, ma a mio parere poco Boselliani!!!!

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In effetti è una storia che ha il suo punto di partenza in una situazione sostanzialmente di "vita quotidiana" per Tex e i pards, che prende imporvvisamente una piega tragica. Anche IMHO si tratta sostanzialmente di un riempitivo abbastanza piacevole, ma più importante per ciò che ne deriva ( l'oro dei Navajos e il corrotto barman Kelly Wells ritorneranno in "In nome della legge con ben altro rilievo ) che per valore intrinseco. I disegni di Nicol' sono comunque piacevoli. In sintesi, a mio parere:soggetto 6,5sceneggiatura 7disegni 7,5.

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Letta stanotte.. Allora, IMHO:- PUNTI DI DEBOLEZZA: la trama è vista e stravista (i bianchi che vogliono impossessarsi dell'oro degli indiani); il soggetto, ad ogni modo interessante, viene sviluppato troppo velocemente (le storie troppo corte non mi sono mai piaciute), quasi come se questa storia fosse stata messa l' per riempire un buco fra i colossi TRA DUE BANDIERE, LA LEGGE DEL PIU' FORTE e SULLE PISTE DEL NORD.- PUNTI DI FORZA: i dialoghi e la sceneggiatura sono comunque accattivanti, e riescono a catturare l'attenzione e l'interesse del lettore; i disegni di Nicol', che sono semplicemente stupendi come sempre, proiettano il lettore quasi nella visione di un film.

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A me piace, non dico da 10 ma sicuramente da 8. Trama sicuramente molto semplice, e altrettanto sicuramente si trova a fare da cuscinetto tra due giganti, ma i personaggi sono ben delineati, i disegni di Nicol' sono belli e godibili e tutto sommato la sempicit? in una storia non è assolutamente negativa.

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In effetti la trama non è per niente complessa come per esempio lo sono molte altre storie.... IMHO la storia sembra buttata li (e concordo con Ray sul fatto che sembra essere stata creata per occupare un buco tra 2 storie molto belle), ma a favore della storia posso dire che i disegni sono semplicemente stupendi e anche come ambientazione. In conclusione alla trama do un 6.5 mentre ai disegni un 7

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Secondo me questa storia, pur essendo breve e lineare, brilla comunque. Intanto dopo varie avventure, rivediamo i nostri alla riserva Navajo. Tex oltre che capo è anche agente della riserva quindi ogni tanto deve occuparsi dei vari problemi di gestione, tra cui appunto i rifornimenti di cibo e delle sementi per il grano, ciò indica che i Navajos di Tex oltre che cacciatori erano anche abili agricoltori. In seguito al ritardo dei rifornimenti, Tex decide di procurarsi da sè qualche scorta, aprendo il baule pieno d'oro che ha nella tenda e recandosi a Gallup. Tex pur essendo sempre pronto ai bisogni dei suoi Navajos, non riesce ad impedire i loro vizi e l'incontro con l'acqua di fuoco. GLB ci mostra il Ranger arrabbiato, ma anche parecchio dispiaciuto di questi comportamenti, come un padre verso i suoi figli. E scatena tutto il suo furore su Kelly che ritroveremo ancora poco più avanti nella serie. Dopodich? parte all'inseguimento del traditore Cane Giallo e della famigerata banda Dugan. Forse la storia è semplice perchè non ci sono tante scene d'azione, a parte il finale nelle grotte. Ma la storia risulta comunque interessante anche per i seguiti che arriveranno nella serie più avanti, con i tentativi di impadronirsi dell'oro dei Navajos (ne rileggeremo mai più con questo sfondo?). Voto 7. :indianovestito: Buoni i disegni di Nicol', che riusciva a raffigurare con buoni livelli sia una cittadina, sia le montagne, sia gli assolati deserti.

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Questa storia è un vero piccolo capolavoro!Storia nata probabilmente senza troppe pretese;storia che forse doveva servire da mero riempitivo... ma è a mio giudizio indiscutibile il fatto che ci troviamo di fronte a un vero gioiellino. Una delle scelte narrative di Bonelli che più ho apprezzato è stata quella di mostrarci alcune scene di vita quotidiana nella riserva. Sicuramente ci siamo chiesti qualche volta:che fa un capo indiano normalmente?.. in questa storia abbiamo una risposta:si occupa delle provviste, e fa di tutto per procurarsele quando scarseggiano o ritardano quelle che dovrebbero giungere dal forte. Qui Bonelli ci mostra Aquila Della Notte nella sua normalit? di capo che si preoccupa di risolvere i problemi ordinari della sua tribù-ed è molto interessante scoprire che Tex nella sua capanna possiede addirittura un forziere pieno d'oro per tutte le necessit?-beato lui!Ciò che viene messo in risalto ?, come dicevo, la caratteristica di Tex di essere capo dei Navajos;Tex conosce i suoi uomini, li rispetta profondamente, sè di poter contare sulla loro lealt?;ecco che allora quando gli si prospetta l'ipotesi del tradimento di uno dei suoi guerrieri non ci vuol credere, non ci può credere... qui Tex subisce una sconfitta molto piccola ma molto amara;abbiamo, caso raro, un Tex amareggiato e deluso prima ancora che arrabbiato;inoltre, lui che prevede tutto, lui che è sempre di un passo avanti agli altri, un tradimento da parte di uno dei suoi guerrieri non poteva proprio immaginarselo:Bonelli ci insegna che Tex è sè un grande uomo, ma non un superuomo.... forse sbaglier?, forse ci sto ricamando troppo sopra, ma questo mi sembra uno dei Tex più umani che Bonelli abbia mai mostrato... La protagonista di questa storia è la riserva navajo, coi suoi deserti incandescenti e le sue montagne piene di caverne e kacinah;piena zeppa di pepite in laghi sotteranei, e strani totem scolpiti sulla roccia;con puebli sperduti di un lontano passato popolati di scheletri e serpenti. Un luogo che, per quanto sia luogo geografico reale(o forse proprio per questo)emana un piacevole sottofondo di magia e di mistero... In tante altre storie la riserva navajo è il fondale stupendo della narrazione;ma in questa storia i suoi variegati luoghi assurgono davvero al ruolo di protagonista. Questi sono i due aspetti che mi fanno giudicare questa storia un piccolo capolavoro... mi sembra inutile soffermarmi sulla scontata (perchè in Bonelli è sempre così!) meravigliosit? dei dialoghi e dei personaggi, sulla caratterizzazione dei pards che qui sono un gruppo vero, in cui ognuno esprime la sua opinione sempre valida. E di Niccol' che dire?... che è stato un grande disegnatore?.. che le sue ambientazioni sono perfette, e che riesce a portarti nel deserto facendotene sentire il caldo?.. che il suo Tex è vigoroso, dinamico come deve essere Tex-e che quindi non ha nulla a che vedere col "Tex" di De La Fuente?Per ritornare alla riserva navajo... le ultime due pagine sono tristemente da incorniciare:non solo anticipano quel che avverr? in "In nome della legge", di cui questa storia è certamente un prologo, ma soprattutto anticipano quel che nella realtà della Storia è immancabilmente avvenuto...

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