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TWF - Tex Willer Forum
Pedro Galindez

[186/188] Il Mistero Della Miniera

voto alla storia  

16 voti

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Soggetto e sceneggiatura: G. L. Bonelli
Disegni: Erio Nicol'
Periodicità mensile: Aprile 1976 - Giugno 1976
Inizia nel numero 186 a pag. 63 e finisce nel numero 188 a pag. 72



Pig": "porco", in inglese. Ma anche "metallo fuso". La parola era stata vergata nella polvere da un testimone morente e così i pards, che a Little Rock indagano sul crollo di una galleria che ha ucciso un loro amico, puntano sulla vecchia fonderia, trasformata in galera. I detenuti, che scavano per conto di una compagnia mineraria, sono in combutta con le guardie, e Harry Field, direttore del campo di lavoro, cela qualcosa di losco! Intanto, dai sotterranei della prigione si levano grida disumane!



 © Sergio Bonelli Editore

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Ora che è stato indovinato il quiz che avevo proposto su questa storia posso finalmente dire le mie impressioni in proposito. La sceneggiatura e il soggetto, senza magari toccare livelli da capolavoro, presentano una situazione di partenza piuttosto intrigante

(click to show/hide)
una persona scomparsa misteriosamente, un campo di lavoro forzato in cui i galeotti sembrano stare in vacanza, ma da cui cionondimeno si levano urla disumane, Tex e Carson che subiscono un paio di attentati ecc.

;nella seconda parte della storia

(click to show/hide)
( a partire dalla ricognizione di Tex alla miniera;già però l'incontro dei pards col direttore del campo di lavoro aveva fatto capire a loro ed al lettore che non c'era da fidarsi di lui)

, come spesso accade in GLB, la trama perde il suo carattere "giallo" e diventa di azione pura, con molti scontri ( e "botti" ) e non pochi morti e feriti, calando lievemente di livello ( almeno IMHO ). Tex e Carson sono come al solito abili decisi sul piano dell'azione, mentre, dei personaggi secondari, il più riuscito è per me lo sceriffo di Little Rock

(click to show/hide)
: una "stella di latta" coscienziosa e onesta, anche se inizialmente non entusiasta dei pards ( al punto che il lettore può persino sospettare che sia uno dei "cattivi" ), dato che il loro arrivo ha portato delitti e tensione nel paese

. I disegni di Nicolò sono piacevoli, anche se l'artista fiorentino è ricorso in maniera più frequente del solito al suo consueto repertorio di tipologie facciali

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( lo sceriffo, per esempio, ricorda un po' Kelly Wells, il barman corrotto dei nn. 120 - 121 e 141, ma la cosa finisce per giovare alla vicenda perchè mette su una falsa pista il lettore ).

In sintesi, per me:soggetto 8 +sceneggiatura 8 +disegni 7,5.

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Guest Colonnello_Jim_Brandon

Ed eccomi a dire la mia su questa storia letta a suo tempo in versione B/N e, più recentemente, in versione a colori. A me "il mistero della miniera" come storia è sempre piaciuta, e proprio per questo mi sento di quotare al 100% quanto detto da Pedro nel suo post. Tex e Carson, in questa avventura, si trovano ad affrontare un nemico più determinato del solito, un capo carceriere stanco della divisa che porta e mosso solo dalla cupidigia del facile guadagno. Molto interessante come personaggio. Molto bella anche l'idea di vedere il vecchio cammello speolto dai detriti della frana causata dall'esplosione che doveva coprire la fuga di carcerieri e carcerati. Bellissima anche la reazione di Carson quando il medico gli propone un "brodino caldo" per la cura dei suoi mali. STORICA!!!!A parte queste "chicche", la storia che, come ha detto Pedro, si compone di una parte più "gialla" ed una più "action", è nel complesso godibile e si lascia leggere tutta d'un fiato senza lasciare particolari retrogusti amari sul palato. Nicol'... a me non è mai piaciuto particolarmente... ma anche in questa prova ha messo in mostra le sue doti. VOTO COMPLESSIVO : 7,5

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Storia, come affermato nei precedenti commenti, che non tocca i livelli del capolavoro, ma nel complesso risulta comunque godibile. GLB riesce ad inserire varie situazioni originali, oltrechè geniali a mio avviso: il campo di prigionia, in cui guardie e detenuti parlottano tranquillamente al sole, mentre nel sottosuolo si continua a scavare, con lo scopo di arrivare a ridosso del muro della banca. Tutto sembra calcolato, finchè non arrivano Tex e Carson, qui in formissima e affiatati come nelle migliori storie. La parte migliore, per me è quella dove Tex è asserragliato nella miniera e poco dopo arriva il fido Carson a levarlo dai guai. Memorabile anche quando il vecchio reprobo si ribella alle cure del dottore, dopo che mezza miniera gli è crollata sulla testa. Mi associo quindi in generale ai commenti positivi che mi hanno preceduto. Buoni i disegni di Nicolò, in alcune tavole è evidente la mano di un altro disegnatore, dovrei andare a rileggermi il topic dedicato ai ghost artists. Voto: 8 :trapper:

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Concordo anch'io con i tre post che mi hanno preceduto, la storia scorre via molto bene e si fa leggere altrettanto bene. Direi che è da otto e mezzo ma dato che non si possono dare i mezzi voti voto otto. Bella la figura dello sceriffo e anche quella del medico che ha a che fare con Carson. I disegni diNicolò sono buoni tranne per il fatto che il gruppo di guardie dei detenuti sembrano avere tutti la stessa faccia... saranno mica fratelli e cugini :)

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Come Pedro, anch'io ho dovuto aspettare l'intuizione di Cheyenne per dire la mia su questa storia. Appena riletta, l'ho trovata di ottimo livello, con l'unico difetto di qualche passaggio poco verosimile: nessuno in città si accorge della sparatoria al campo di lavoro tra i pards e le guardie (eppure non si tratta di una veloce scaramuccia); strano che Field e compagnia non facciano nulla per dissimulare i buoni rapporti (chiamiamoli così :trapper: ) tra carcerieri e carcerati, anche all'arrivo dei pards al campo. Queste piccole stranezze, ad ogni modo, IMHO non disturbano per nulla la lettura, che risulta al contempo accattivante e divertente. Ad una situazione iniziale venata di giallo (la scomparsa dell'amico Randy Brandt; misteriose esplosioni sotterranee; improvvisi attentati ai pards; una traccia lasciata dal barman morente, che trae in inganno i pards - come in "Chinatown", in cui i nostri non comprendono l'indizio lasciato da Bolton; un campo di lavoro da cui si levano urla disumane) fa seguito una seconda parte molto più giocata sull'azione, in cui si distinguono un validissimo Carson (in soccorso al suo fraterno Tex) e lo sceriffo (senza nome?), del quale all'inizio si era dubitato e che invece si rivela decisivo nella caccia all'uomo finale. Tra gli antagonisti, spicca il "Prison Governor" Harry Field, freddo calcolatore più che spietato aguzzino (per quanto faccia torturare i forzati che si sono opposti - chissà perchè, peraltro - al piano criminale), totalmente disilluso dalla divisa - suggerisco un confronto con Phil Turner di "Giungla crudele" - e in cerca unicamente del malloppo con cui poter vivere una vita senza pensieri al sole della California ("Nel golfo di Santa Catalina dove l'aria è sempre mite e gli aranci in fiore"). Interessanti queste pagine (38 e 39) dell'ultimo albo, in cui anche i cattivi sono mostrati in un attimo di convivialità che li rende umani. Il pregio maggiore della storia tuttavia IMHO risiede nel perfetto rapporto tra Tex - chiamato curiosamente "Wilver" a pag. 109 (ultima vignetta) del primo albo - e Carson, due amici scanzonati (memorabile Tex nel finale, quando risponde in tal modo al medico che vuole vietare le bistecche all'amico convalescente: "Doc, con la storia del brodo state manifestando l'intenzione di uccidere il mio pard" :lol2: ). Nicolò, aiutato da Francesco Gamba nelle tavole a cavallo tra i nn. 187 e 188, mi sembra in buona forma, particolarmente abile nel creare l'alone di mistero iniziale ed efficace nel rappresentare i personaggi.

 

In sintesi:

 

Soggetto: 8,5

Sceneggiatura: 8,5

Disegni: 8,5

Valutazione complessiva in stelle: ****

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Storia molto ingarbugliata, ma ben gestita nelle varie fasi: la morte di Brandt e il conseguente mistero sulla sua dipartita (con un'iniziale sorta di "sfiducia" riguardo alla scoperta della verità sulla sua scomparsa, data l'assenza di indizi utili), l'introduzione del tema dei galeotti e del campo di lavoro nella miniera, la morte del barman (e la comparsa del "pig", con cui il mistero si infittisce, ma al contempo d' l'inizio alla svolta della storia) e la graduale messa a conoscenza del lettore sulle reali intenzioni del Comandante Field, rivelatosi nient'altro che un bandito. Ottima la sequenza, sia per lunghezza che per svolgimento, dell'assedio alla miniera, con Tex intrappolato sotto i colpi dei "carcerieri" del campo. L'arrivo di Carson a dar man forte al proprio pard è inserito non troppo presto, non troppo tardi, dunque è un fattore di bilanciamento della situazione. Epica, nel finale, il dialogo tra Carson e il dottore riguardo all'alimentazione che il nostro "vecchio cammello" avrebbe dovuto tenere durante la convalescenza! :Di Nicolò mi è piaciuto molto: tratto morbido, vignette "agili" e buona caratterizzazione dei personaggi (anche se il suo Carson sembra un vecchietto un po' attempato... :D ). Fu un disegnatore che spaccò il pubblico di Tex, ma personalmente sento di schierarmi con i suoi ammiratori. Voto complessivo 8

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All'epoca erano abbastanza frequenti gli sceriffi onesti ma privi di nome, oltre a questo, l'esempio più lampante è dato dall'immortale sceriffo di Cedar City in Terra Promessa, ma sono frequenti anche sceriffi cattivi "senza nome" come quello di Durango (omonimo l'albo), identificato con l'anagrafico Paul solo dai suoi complici e per ragioni di sceneggiatura.

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Sto attualmente leggendo questa storia per la prima volta e non ho potuto fare a meno di notare due fatti abbastanza strani... l'argomento era stato anche di attualità nella storia dell'inedito mensile... se si osservano bene le vignette di pagina 41 e 71 dell'albo numero 187 nelle vicende nelle quali Tex è braccato nella miniera non si può fare a meno di notare un paio di agenti penitenziari uccisi con dei colpi che sembrerebbero sparati alle spalle. A voi giudicare se la sensazione è la stessa vuta da me.

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Beh, francamente non condivido i giudizi positivi per questa storia. All'inizio, nella parte "gialla" ha l'indubbio merito di intrigare, anche se non sono assenti alcune incongruenze (come quelle sottolineate da Don Fabio); in seguito, però, si concede un'appendice a mio parere davvero troppo lunga. Scoperto il cattivo della situazione e il "mistero" della miniera, che bisogno c'è di riempire tutto un altro albo con un inseguimento dall'esito assolutamente scontato? Spesso si rimproverano (non io, comunque) a Borden dei finali troppo accelerati, ma ben vengano se paragonati a questi, che si trascinano senza più avere nulla da dire. La verità è che l'azione fine a sè stessa non mi dice niente, e una storia che mi proponga un inseguimento prolungato del vilain di turno mi fa solo sbadigliare. Io credo che nelle storie debbano apparire personaggi intriganti e situazioni accattivanti, e purtroppo non ho visto in questa storia n° gli uni n° le altre (se si esclude, per queste ultime, la parte iniziale "gialla" che, come ho già detto, era comunque costruita bene). Non basta la bella figura di uno sceriffo o la solita verve nei dialoghi Glbonelliani per farmi dire soddisfatto. E non bastano nemmeno i sempre molto suggestivi e western disegni del grande Erio.

  • -1 1

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Storia molto bella, anche se già non più al livello dei grandi capolavori del periodo che va da VENDETTA INDIANA a UNA STELLA PER TEX. All'epoca (circa il '75) il Grande Vecchio ebbe un incidente sugli sci che lo bloccò per un po', come ricordato dal figlio Sergio (che cominciò allora a dargli una mano nelle sceneggiature) e probabilmente in questo periodo di minor attività o perse "il ritmo" o un po' la mano (anche se ancora poco, vedi i molti classiconi successivi come IL CLAN DEI CUBANI o IL MARCHIO DI SATANA, quasi al livello delle storie del periodo d'oro).

Comunque sia, alcune sbavature nella trama di questo episodio, piccolezze comunque, mostrano che un qualche granello nel perfetto ed oliato meccanismo bonelliano s'era già infiltrato. Se SULLE TRACCE DI TOM FOSTER poteva essere un caso fisiologico di storia meno intrigante tra tante ottime, da qui in poi ci sarà sempre qualcosina che impedirà anche al migliore degli episodi di raggiungere il "voto pieno" (anche se questo è pur sempre un fattore in parte soggettivo).

 

Tornando a LITTLE ROCK aka IL MISTERO DELLA MINIERA, la storia IMO si merita comunque un bell'8 per la trama, ricca di colpi di scena e, contrariamente a Leo, mi è piaciuto il finale allungato che si dipana ne IL SENTIERO DEI BRONCOS. Bel personaggio il capoccia Field, che si camuffa da cowboy quando va in paese (anche se il barman sa chi è, ma non fa in tempo a dirlo a voce), belle le scene alla last-minute-rescue in cui si alternano le fasi di prelievo dell'oro e la corsa dei rangers per prevenire il furto, ma la scena migliore rimane l'assedio alla miniera, in cui GLB riesce a mettere ancora un po' del vecchio epos.

 

Disegni: Nicolò, aiutato da Gamba alle matite probabilmente già dalle scene in miniera (col disegnatore di Barbiana che realizza anche qualche striscia qua e là), si dimostra un buon disegnatore di taglio classico, dalle chine corpose, ma morbide.

 

Quindi:

TESTI 8

DISEGNI 7,5

 

Ho detto.

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Riletta dopo molti anni,soprattutto perchè,strano a dirsi,la rammentavo pochissimo. Il mio voto è un bel 9 su tutta la linea,sia per la sceneggiatura volitiva,mai banale,ricca di trovate e spunti interessanti,sia per i disegni del Maestro Nicolò.

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Bella storia, con l'ambientazione dei detenuti al lavoro in miniera, la traccia sulla sabbia... Belle battute, Tex in gran forma... Voto alto!

Anche alla rilettura, dopo tanto tempo, mi ha preso parecchio, a differenza di qualche altra vicenda, anche ben congegnata ma meno "ariosa" di questa.

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Ennesima storia ottima di GLB...

I disegni di Nicolò ben si adattano ad una storia con protagonisti galeotti e guardie carcerarie.

Molto interessante anche l acronimo.P.I.G che il barman morente scrive sulla segatura:intendeva Prison Governor,ma Tex in un primo momento pensa al lingotti fusi in fornace (chiamati gergalmente pig).

Ottimo anche il piano per rubare i lingotti dal caveau passando dalla minietar.inseguimento mozzafiato,con lo scontro nel canyon dei Broncos.

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La storia di cui parlammo alcuni anni fa e di cui non ricordavi il titolo (stavo scrivendo allora l'articolo sui ghost writers per il il magazine). Lo spunto, se non ricordo male, dovrebbe riguardare i galeotti.

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Senza infamia e senza lode questa storia che, a volte, sembra offrirci un Tex Nolittiano - nel senso dispregiativo del termine, così come inteso da parecchi Texofili di vecchia data, ma non dal sottoscritto - che si fa fregare in un paio d'occasioni divenendo improvvisamente più umano.
Diciamo che questa caratterizzazione - data da Bonelli padre e non figlio - ha dato non poco fastidio anche a me. Vedere Tex che, da solo contro sette avversari, si preoccupa di non riuscire a farcela e, addirittura quando, all'interno della grotta, assediato da soli 2 secondini, non esce per farli fuori come avrebbe fatto il vero Tex Willer (ed in questi casi abbiamo un Tex non Nolittiano ma Nizziano dell'ultim'ora).
Bocciata!
Voto alla storia: 6
Voto ai disegni: 8,5

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