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TWF - Tex Willer Forum
Pedro Galindez

[117/120] La Legge Del Pi? Forte

Voto alla storia  

13 voti

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Soggetto e sceneggiatura: G. L. Bonelli
Disegni: Guglielmo Letteri
Periodicità mensile: Luglio 1970 - Ottobre 1970
Inizia nel numero 117 a pag. 68 e finisce nel numero 120 a pag. 92

I due pards si scontrano con un pugno di cow-boys e quando Carson giunge a Langtry, uno di quei vaccari si vendica, accusandolo di avergli rubato il cavallo. E in paese la giustizia è amministrata in modo quanto meno bizzarro dal giudice Roy Bean!
Tex convince il giudice Bean a rilasciare Carson. Ma per i due rangers i guai sono appena iniziati: Chris Carter, avido allevatore che tiranneggia lungo il Pecos, è in combutta con Ribeira e Huerta, maggiorenti messicani ai quali deve fornire casse di fucili Spencer destinati alla guerriglia antigovernativa. Questo è quanto apprendono i pards da Fisher, il cui ranch è oggetto delle angherie dei cow-boys di Carter. Intanto, l'infido soprastante di Fisher, il barbuto Klondell, medita vendetta: Tex, avendolo sorpreso a molestare Miss Delly, figlia di Fisher, lo aveva malamente cacciato, e ora il criminale ha deciso di vendicarsi.
Sloggiati i Fisher dalla loro fattoria per metterli al riparo dalle ritorsioni dell'ex soprastante Klondell, Tex e Carson non danno tregua a Carter, ladro di bestiame e trafficante d'armi. Ma le serpi sono dure a morire: nonostante i colpi inferti alla losca congrega, di cui fa parte anche il mercante Truscott di Barstow, i due pards cadono in una diabolica trappola: vengono gettati ad affogare in una vasca per la concia del pellame! Intanto, navigando lungo il Pecos sul battello Isabel, i criminali puntano sul Messico con un ultimo carico.
I trafficanti d'armi Carter e Truscott se la svignano in battello lungo le acque del Pecos con la stiva colma di fucili. Ma Tex e Carson, sfuggiti alla loro ultima trappola, abbordano il barcone con l'aiuto dell'erculeo sceriffo di Nolan Point. Ai farabutti, prima di finire in mano all'esercito, non resta che farsi un bagno nel fiume.


? Sergio Bonelli Editore

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Guest Colonnello_Jim_Brandon

Una bella storia disegnata da un ottimo Letteri "prima maniera". Molto bella è a mio parere la figura del giudice Roy Bean ( la legge a ovest del Pecos...) arrabattone, corrotto e ubriacone che tiene le sue udienze in un saloon da lui gestito e che interrompe il processo per potersi bagnare la gola divenutagli secca per il troppo gridare... davvero una bella caricatura di giudice!!! Molto simpatico è anche il siparietto che vede Carson incatenato all'albero e Tex che arriva in paese ( scena che peraltro ha ispirato il bravissimo Claudio Villa per la copertina dell'albo a colori di repubblica... ). Tex in questa storia è duro come l'acciaio e Carson non gli è certo da meno!!! Molto bello a mio parere lo scontro finale sul battello "isabel" durante il quale sono affiancati dall'erculeo ed ottuso sceriffo di Nolan Point... spettacolare e divertentissima secondo me la sua opera di demolizione della barca. Indubbiamente una storia da leggere tutta d'un fiato!!!! Voto Complessivo : 8

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Guest Wasted Years

Io di questa storia ricordo una vasca per conciare le pelli ed una corsa contro l'acqua.. che è da cardiopalma. Fortissimo il giudice (figura storica) che emetteva delle sentenze in stato di ebbrezza, ricordo in particolare un dialogo:- Vostro onore c'è una altro imputato" - Ha ucciso un cinese pure lui" - No ha rubato un cavallo_ e allora impiccatelo. L'assassino viene rilasciato e Carson condannato a morte. :DTex fa poi cambiare la sentenza a sberle (non al giudice)!Mitico il finale già descritto da Jim.9 ai testi10 ai disegni!

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Un'altra classica storia di quel periodo con la firma dell'accoppiata Bonelli-Letteri. Dopo la lunga storia sulla rinascita della nuova setta del Drago, Letteri è alle prese con quest'altra nuova avventura, anch'essa abbastanza lunga. Come detto dal Colonnello, vi sono delle scene meravigliose, che hanno reso questa storia indimenticabile (almeno per me). Carson incatenato all'albero dopo il "processo" e relativa condanna emessa dal giudice ubriacone e tutte le sequenze successive con un Tex scatenato che farà di tutto per dimostrare l'innocenza dell'amico. Per tutta la storia i due pards sono in gran forma, anche se la loro abilità si scontra con la sfortuna quando vengono attirati in trappola e condannati a morire per affogamento nella vasca. Bellissima l'idea dell'inseguimento di Carter e Truscott, che dura per buona parte degli albi, fino all'epilogo finale veramente memorabile. Oltre al giudice Bean, un altro personaggio interessante è il robusto sceriffo che si allea coi nostri e nel finale si diverte a distruggere l'imbarcazione. Per concludere questa è una di quelle storie sicuramente da non perdere, e da rileggere tutta d'un fiato. Voto: 9 :trapper:

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Soggetto classico condito da dialoghi spettacolari; tipica, splendida, fantastica (alcuni la definiscono mitica) storia di Gianluigi Bonelli. Un susseguirsi di scene d'azione d'antologia, ritmo serrato, passione, personaggi azzeccati, trama avvincente e anche alcuni scambi di battute che dimostrano chiaramente come si possa essere ironici senza trascendere nella comicit? farsesca ed inadeguata. Tex a Carson: "Stai ragionando come un apache". Risposta di Kit: "Dovrei forse vergognarmene? Quella è brava gente. Quando scoprono che uno dei loro è un grosso mascalzone lo ficcano sino al collo in una buca e dopo avergli spalmato la faccia di miele lo lasciano a fare quattro chiacchiere con le formiche rosse... noi invece anche se sappiamo che uno ha tagliato la gola a sua madre abbiamo bisogno di prove per...". Stupenda, in tutto e per tutto, dalla rissa iniziale nel saloon, a Kit legato all'albero, alla scena da antologia della vasca. E stupendi i disegni di un Guglielmo Letteri in stato di grazia.

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Comincio questa recensione allo stesso modo di come avevo cominciato quella di ?Nelle paludi della Louisiana?. Ci sono storie che, lette da bambino, ti rimangono nel cuore; storie che magari non hai più riletto, e che ti accontenti di guardare e riguardare, rileggendo le scene più belle. ?La legge del più forte?, per quanto mi riguarda, è una di queste. E dopo averla riletta dopo tanti anni, il giudizio è riconfermato: trattasi a mio avviso di un vero e proprio capolavoro- un capolavoro, mi sembra, sottovalutato. La trama è meno semplice di quello che sembra a prima vista, tutt?altro che scontata. La storia infatti si evolve decisamente nel passaggio da trama ?bovina?, in cui cioè c?entrano speculatori e ranch di coloni onesti, a una ben più complessa in cui la vera posta in gioco è il traffico d'armi con il Messico, paese in cui un cosiddetto generale sta per guidare l'ennesimo colpo di stato. Quello che mi colpisce di Bonelli è l'estrema libertà con cui tratta i personaggi delle sue storie (oltre che la storia in quanto tale): per esempio il simpaticissimo, nonchè alcolizzato e corrotto giudice Bean, protagonista di una scena memorabile, scompare dalle pagine; per non parlare poi della scomparsa ben più grave di Rico, personaggio che nella prima parte aveva assunto un ruolo non marginale. Infine, dei destini del colpo di stato messicano non ci viene detto niente. Questi sono difetti? Dal mio punto di vista assolutamente no- e non dubito del fatto che molti di quelli che, come me, non li reputano difetti, li reputerebbero tali se ?La legge del più forte? fosse una stata una storia di oggi. Per il resto, non mi pare ci sia bisogno di dilungarsi troppo. Chiunque l'ha letta sa bene che questa è una storia da manuale, per tanti versi paradigmatica: se qualcuno vi domandasse quali sono i metodi di Tex Willer nel fermare i criminali consigliategli questi albi; se qualcuno volesse avere una idea di cosa è il linguaggio texiano, allora fategli leggere questa avventura; se poi uno che non ha mai letto niente del nostro ranger volesse capire i motivi per cui la coppia Tex & Carson è una delle più belle della storia del fumetto, fategli dare un'occhiata alla magistrale scena della vasca, coi nostri che a un passo dalla morte si sfottono e fanno sorridere!A tutto questo non posso non aggiungere uno sperticato elogio al Maestro Guglielmo Letteri. Qui il grande artista realizza un vero, autentico capolavoro grafico; dal mio punto di vista questa è una delle sue storie migliori, facente parte di quello che è (forse!) il suo miglior periodo artistico. La limpidezza e chiarezza della forma, la sapienza compositiva, il saper far recitare i personaggi, la bellezza delle ambientazioni e delle scene d'azione, impongono, a mio avviso, una necessaria riconsiderazione di uno degli artisti di Tex più grandi e anche, mi sembra, più sottovalutati. Dopo quanto scritto, mi sembra ovvio che i miei voti a questa storia e a i suoi autori siano una serie di 10 con lode!

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Comincio questa recensione allo stesso modo di come avevo cominciato quella di ?Nelle paludi della Louisiana?. Ci sono storie che, lette da bambino, ti rimangono nel cuore; storie che magari non hai più riletto, e che ti accontenti di guardare e riguardare, rileggendo le scene più belle. ?La legge del più forte?, per quanto mi riguarda, è una di queste. E dopo averla riletta dopo tanti anni, il giudizio è riconfermato: trattasi a mio avviso di un vero e proprio capolavoro- un capolavoro, mi sembra, sottovalutato. La trama è meno semplice di quello che sembra a prima vista, tutt?altro che scontata. La storia infatti si evolve decisamente  nel passaggio da trama ?bovina?, in cui cioè c?entrano speculatori e ranch di coloni onesti, a una ben più complessa in cui la vera posta in gioco è il traffico d'armi con il Messico, paese in cui un cosiddetto generale sta per guidare l'ennesimo colpo di stato. Quello che mi colpisce di Bonelli è l'estrema libertà con cui tratta i personaggi delle sue storie (oltre che la storia in quanto tale): per esempio il simpaticissimo, nonchè alcolizzato e corrotto giudice Bean, protagonista di una scena memorabile, scompare dalle pagine; per non parlare poi della scomparsa ben più grave di Rico, personaggio che nella prima parte aveva assunto un ruolo non marginale. Infine, dei destini del colpo di stato messicano non ci viene detto niente. Questi sono difetti? Dal mio punto di vista assolutamente no- e non dubito del fatto che molti di quelli che, come me, non li reputano difetti, li reputerebbero tali se ?La legge del più forte?  fosse una stata una storia di oggi. Per il resto, non mi pare ci sia bisogno di dilungarsi troppo. Chiunque l'ha letta  sa bene che questa è una storia da manuale, per tanti versi paradigmatica: se qualcuno vi domandasse quali sono i metodi di Tex Willer nel fermare i criminali consigliategli questi albi; se qualcuno volesse avere una idea di cosa è il linguaggio texiano, allora fategli leggere questa avventura; se poi uno che non ha mai letto niente del nostro ranger volesse capire i motivi per cui la coppia Tex & Carson è una delle più belle della storia del fumetto, fategli dare un'occhiata alla magistrale scena della vasca, coi nostri che a un passo dalla morte si sfottono e fanno sorridere!A tutto questo non posso non aggiungere uno sperticato elogio al Maestro Guglielmo Letteri. Qui il grande artista realizza un vero, autentico capolavoro grafico; dal mio punto di vista questa è una delle sue storie migliori, facente parte di quello che è (forse!) il suo miglior periodo artistico. La limpidezza e chiarezza della forma, la sapienza compositiva, il saper far recitare i personaggi, la bellezza delle ambientazioni e delle scene d'azione, impongono, a  mio avviso, una necessaria riconsiderazione di uno degli artisti di Tex più grandi e anche, mi sembra, più sottovalutati. Dopo quanto scritto, mi sembra ovvio che i miei voti a questa storia e a i suoi autori siano una serie di 10 con lode!

Paco, straquoto tutto quello che dici. Mi discosto solo dal definire questa storia un capolavoro: d'altronde, se tu ti sei autodefinito un lettore "sempliciotto", io mi autodefinisco un rompib... Non un capolavoro, per me, ma una grandissima storia, e ti do assolutamente ragione quando la definisci paradigmatica tanto da doverla far leggere ai neofiti texiani per introdurli al mondo del ranger. La scena della vasca è in effetti tra le più belle a mia memoria, e quando Tex rimprovera a Carson la sua lentezza nello sciogliere i nodi, dicendogli: "la verità è che tu in questa vasca ti stai sollazzando un mondo" l' mi è partito l'applauso: mi è venuto da pensare (ma forse è solo una mia sensazione) che questa battuta sintetizza perfettamente l'intimit? tra questi due grandi amici, che riescono a sorridere e a tirarsi su anche di fronte a una morte terribile... Altra straordinaria scena è quella del processo iniziale descritta da Wasted: veramente un capolavoro, con il Giudice Bean (che, come giustamente sottolinei tu, improvvisamente scompare dalla storia) - che non trova alcun articolo che parli di omicidi di cinesi - semplicemente da Oscar.

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Una buona storia che però secondo me si dilunga troppo e perde un po' di colpi,soprattutto nella parte centrale.ottimi personaggi,tra cui il mitico Roy Bean (da applausi la scena del processo farsa!).bella la scena della vasca in cui i pard rischiano di affogare e il finale con un personaggio un po' macchietta un po' comico,l erculeo sceriffo che aiuta i pard a sgominare la banda sulla barca.i cattivi sono poca cosa,in fondo,ma comunque la storia è piacevole dall inizio alla fine

Modificato da Barbanera

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