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TWF - Tex Willer Forum
Pedro Galindez

[130/131] Il Cacciatore Di Taglie

Voto alla storia  

11 voti

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Soggetto e sceneggiatura : G. L. Bonelli
Disegni: Virgilio Muzzi - Aurelio Galleppini
Periodicità mensile: Agosto 1971 - Settembre 1971
Inizia nel numero 130 e finisce nel numero 131 a pag. 73


Billy Conner è il rampollo di una disgraziata famiglia di rapinatori, diventati fuorilegge dopo che la Guerra Civile li aveva ridotti sul lastrico, ed è in fuga con un malloppo: Tex e Carson devono raggiungerlo prima che gli metta gli artigli addosso l'infame Sam Garner, famigerato cacciatore di taglie. Pur di incassare le ricompense, il bounty-killer è infatti disposto a tutto e per ottenere le necessarie informazioni non esita a torturare vecchi, donne e bambini: per questo va fermato!
Con i suoi brutali sistemi, il bieco cacciatore di taglie Sam Garner scova Billy, l'unico superstite della banda Conner, in fuga con il bottino di una rapina. Tex e Carson, determinati a non far cadere il giovane bandito nelle grinfie del bounty-killer, assistono alla fine di Garner: colpito dal revolver di un amico di Billy, il farabutto finisce stecchito in un burrone! Billy restituisce il malloppo e i pards lo lasciano andare, perchè possa rifarsi una vita in California.


? Sergio Bonelli Editore

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Guest Colonnello_Jim_Brandon

Una bella stoira, godibile, scorrevole, piacevole. Non è sicuramente al livello di altri capolavori che popolano il centinaio d'oro ( come per esempio tra due bandiere o chinatown ) ma sicuramente si merita un bel voto. Molto ben realizzata IMHO la figura di quel velenosissimo Bounty Hunter, Garner, è molto ben realizzata... il cacciator eid taglie si mostra come un vero figlio del demonio, spietato, scorretto, pronto a qualsiasi bassezza e all'uso della violenza solo per soddisfare is uoi interessi... Tex e Carson, sebbene al perpetuo inseguimento di Garner, sono brillanti e dinamici; molto bella la sequenza in cui Carson per fermare il Bounty Hunter improvvisa una pioggia di macigni dall'alto del canyon. Sebbene Muzzi non sia annoverato tra i miei disegnatori preferiti, ci regala un opera bella da "gustare"... Voto complessivo : 8 su 10

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La storia parte subito con una rapina in banca. Sebbene la famiglia Conner siano dei banditi, apprendiamo varie volte nella storia il perchè lo siano diventati, conseguenze delle tragiche vicende della guerra civile. Il cacciatore di taglie è veramente spietato e, pur beccandosi una lezione con pestaggio da parte di Tex continua col suo intento di accoppare il giovane Conner e incassare la taglia. GLB ci mostra la sua spietatezza anche quando Garner rimane appiedato e non d' il colpo di grazia al cavallo. Una storia godibile con Tex e Carson in corsa per evitare che il giovane Conner venga ammazzato, anche se alla fine se la cava con l'aiuto di un altro amico. Voto 8 :trapper:

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Storia atipica che si esprime in una certa autonomia del protagonista, che nella logica di Gianluigi Bonelli trova rari riscontri. La storia sembra vagamente ispirata al mito di Billy the Kid e Pat Garret . I disegni, affidati a Muzzi, sono sempre apprezzabili.

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Questa ?, per alcuni versi, una delle storie più anomale di Bonelli:il modo in cui è narrata la vicenda e il ruolo che lo sceneggiatore lascia al suo Tex, la fa diventare un caso particolare nel contesto della sua produzione texiana.
Volendo esagerare, si potrebbe anche dire che questa si può addirittura considerare come la storia più boselliana tra quelle da lui scritte. Certo, dire questo può sembrare paradossale;ma sono molti e soprattutto molto significativi gli elementi dell'intreccio narrativo, e del modo in cui esso è dispiegato, che mi hanno ricordato lo stile di Boselli.
Quel che è certo, comunque, è che siamo di fronte ad un piccolo gioiellino, una storia bellissima sotto tanti punti di vista.

Quello che Bonelli ci presenta è un west duro e spietato, un west che ancora porta i segni delle lacerazioni della guerra civile, dove un uomo per bene deve lasciare la famiglia per percorrere la strada del fuorilegge, dove la vita di un uomo vale molto meno dei soldi di una taglia.
I personaggi di questa storia sono sfortunati e destinati alla sconfitta;altri sono personaggi violenti senza un minimo di pietà, che passano sopra ad ogni sentimento di umanit? per un pugno di dollari.
La prima particolarit? sta nell'inizio dell'avventura:sappiamo bene che Bonelli era ?Tex centrico?:eppure Tex e Carson compaiono solo a pag.46!Nulla di scandaloso, ovviamente;Bonelli inoltre già fece qualcosa del genere con ?Il figlio di Mefisto?, e riproporr? lo stesso motivo narrativo anni dopo con ?Gli eroi di Devil Pass. E? comunque un inizio abbastanza anomalo, questo, che sorprende il lettore non poco(almeno, a me ha sorpreso parecchio).
Se dicevo ?storia boselliana? è perchè questo inizio senza Tex mi ha riportato alla mente storie come ?Gli invincibili?, in cui Tex e pards dividono equamente la scena con la banda degli irlandesi, o storie come ?Gli assassini?, in cui Mitch appare, anche per quantit?, alla stessa maniera del ranger.
E come dicevo, la cosa non disturba affatto:? un inizio spumeggiante, tutto piombo e morti ammazzati, una unica lunga sequenza spettacolare e cinematografica, in cui il lettore, pur vedendoli per poche pagine, fa in tempo ad apprezzare il coraggio e lo spirito di fratellanza di cui sono animati i banditi.

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Il capolavoro di questa storia consiste nella creazione di Sam Garner, il cacciatore di taglie.
Secondo me è un personaggio davvero straordinario!Lui è un nemico con la N maiuscola, un uomo con ?tre dita di pelo sul cuore?, prototipo di tutti i cacciatori di taglie bastardi che si vedranno successivamente nel corso della serie(e penso innanzitutto a quello di ?Sul sentiero della vendetta?).
La cosa che lo rende un avversario degno di cotanto nome,? il fatto che lui non teme Tex. O meglio:lui sa che ha a che fare col più grande castigamatti del West, sa bene che contro di lui non può farcela in nessun senso;eppure Garner ha un grande pregio, tra i tanti difetti:l'ostinazione!Nulla potr? fermarlo finch? non avrà giunto raggiunto la sua preda!
A questo si aggiunge l'avidit?:per lui sembra non esserci nulla di più importante di quei 25.000 dollari. La paura che ha di Tex si dissolve come neve al sole, davanti alla prospettiva di poter mettere le mani su quei dollari!
E? un avversario degno, inoltre, perchè è cinico e spietato oltremisura;lui è davvero un gran bastardo, e più si vedono le sue malefatte e più si indaga nella sua anima grazie alla splendida sceneggiatura bonelliana, più non si vede l'ora che Tex gli dia la giusta lezione!E quando questo avviene, il texiano si trastulla:nulla di più appagante che vedere Tex che riempie di botte quella carogna-soprattutto perchè prima stava commettendo la carognata più infame, picchiare e minacciare di morte un ragazzino inerme davanti alla madre!
Ma nemmeno il pestaggio lo indurr? ad arrendersi, anzi?nemmeno il tempo di riprendersi, che già lo vediamo intraprendente e sicuro di sè mentre spia i nostri dalla finestra?non c'è che dire,Bonelli ha creato un personaggio che ha magari una psicologia abbastanza semplice, ma che risulta davvero memorabile!

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Bonelli fa una grande cosa;e la fa attraverso un personaggio come Garner. Bonelli mette Tex di fronte ad un uomo che per certi versi gli somiglia e che è contemporaneamente del tutto diverso da lui. Tex e Garner sono due personaggi speculari, due facce di una stessa moneta:entrambi per mestiere catturano i criminali, entrambi hanno fama di essere segugi infallibili e che non mollano l'osso;entrambi non vanno tanto per il sottile e usano metodi spicci per far cantare il complice o il bandito.
Ma tra i due corre un abisso?basta dire che Tex, a differenza di Sam Garner,? un uomo giusto.
Quello che Bonelli mette in atto è anche un chiarimento:Tex non è uno sbirro, e non è nemmeno un uomo violento;Tex è un uomo che sa andare oltre la Legge, un uomo che sa provare pietà per chi l'Ordine vuole comunque e sempre in galera o sulla forca. E nei confronti di tutti, anche di quella Legge che in quanto ranger dovrebbe seguire cecamente,Tex è un uomo libero, che ha come unico giudice la propria coscienza?

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Se ho pensato che questa storia sia molto boselliana,? anche a causa di quel che avviene nel finale.
Come sappiamo,Boselli ama inserire personaggi di contorno caratterizzati splendidamente e che spesso dividono la scena con Tex alla pari?non è forse quello che avviene anche in questa storia?
Pensateci:da pag,17 a pag.48 Tex e Carson non compaiono:la storia si svolge senza di loro, come se di loro non ce ne fosse bisogno per il momento. E ovviamente ci aspettiamo che da un momento all'altro i due pards spuntino fuori armi in pugno per mettere la parola fine sulla tragica vicenda esistenziale di Garner?e invece niente!!Tex, nel finale della storia, anzi, in tutto il secondo albo, non ha ruolo nella vicenda, rimane ai margini degli eventi:quel che succede sarebbe successo anche senza la sua presenza!
Bilancio finale:il cattivo lo uccide un giovane cowboy qualsiasi;mentre Tex e Carson non aumentano di una sola unit? il conto dei nemici uccisi!!
C?? davvero di che rimanere allibiti!!
Eppure, questa storia mi è piaciuta davvero molto, nonostante che in essa ci siano tutti quegli elementi che mi disturbano oltremodo, quando sono apparsi in storie di Boselli?mi chiedo:forse, in quanto lettore di Tex dovrei farmi un piccolo ?esame di coscienza??

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Nel sito della Bonelli i disegni sono accreditati al solo Muzzi... strano, visto che, sulla base dei miei ricordi dell'edizione a colori di Repubblica ( in cui ho letto la storia ), le teste di Tex mi parevano rifatte come al solito da Galep.

Confermo, anch'io ho letto la storia recentemente sull'edizione a colori ed i disegni sono accreditati alla coppia Muzzi/Galep, d'altronde guardando il volto di Tex si vede benissimo che è opera di Galep. Credo che sul sito della Bonelli sono accreditati al solo Muzi per il fatto che l'intervento di Galep è stato minimo visto anche la bassa presenza di Tex nella storia rispetto alla media. Per quanto riguarda il giudizio la storia mi sembra buona, con la coppia Tex Carson un p? defilata ed insolitamente "tranquilla", nessun uomo viene ucciso da loro, merita senz'altro un otto pieno quasi un nove, visto che non si può dare otto e mezzo mi limiter? all'otto.

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amo queste storie "polvere da sparo" (quelle che ho soprannominato, ovvero le avventure disegnate da Muzzi e Galleppini, veloci scattanti incisive come una revolverata!) L'ho riletta in questi giorni e mi è piaciuta molto la scansione iniziale di Bonelli che ci mostra un bandito e i suoi figli che rapinano una banca e il sacrificio del loro pard nero, la figura del cacciatore di taglie spregevole come pochi... insomma una sceneggiatura solida, una storia che se non può essere annoverata come capolavoro ci mostra però le qualità di Bonelli padre che, con pochi e decisi elementi, è capace di farti sembrare diversa la solita storia di una rapina andata a male e il conseguenziale inseguimento dei banditi. Voto 7.5

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Ricordo molto bene questa storia che ho riletto giusto ieri in un attimo di tempo libero. La storia non è di quelle memorabili ma è soprattutto una storia di transizione. Nonostante questo pur avendo un soggetto molto semplice secondo me è stata sviluppata molto bene e in maniera originale quasi atipica per lo stile di Glb che in questi albi risulta essere molto scorrevole e di veloce lettura non perdendosi nei suoi classici giri di parole. Troviamo un Tex anomalo e molto strano rispetto al solito. Non spietato inseguitore dei criminali ma comprensivo verso chi a causa degli orrori della guerra a perso tutto ritrovandosi fuorilegge non per scelta ma per forza. Bella la personalit? del cacciatore di taglie Garner spietato, crudele e ben realizzato e personalizzato dall'autore. Trama 7+Disegni 7

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Sam Garner, il cacciatore di taglie, è senza dubbio l'elemento centrale di questa storia, non eccelsa ma pur sempre godibile. GLB decide che l'antagonista principale debba essere un uomo davvero cattivo, spietato, un gran bastardo, ma dalla parte della legge. A tutti gli effetti, il suo lavoro è quello di riportare i criminali davanti alla legge, una legge - quella del West - a cui poco importa se i ricercati sono vivi o morti, per cui non c'è pietà o comprensione, ma solo un numero sotto il ritratto dell'avviso di taglia.
E' l'antagonista perfetto per mettere in luce uno degli aspetti principali del personaggio di Tex, che a volte qualcuno dimentica: Tex non è uno "sbirro" che compie il suo dovere senza valutare cosa sta facendo, Tex non è al servizio della legge - anzi, tante volte non esita ad infrangerla - quanto della giustizia. Una giustizia personalissima la sua, pronta ad apprezzare il pentimento dei criminali lasciandogli la libertà, quando capisce - come in questa storia - che hanno già pagato un prezzo abbastanza alto per le loro malefatte.
La figura di Tex esce quindi rafforzata da questa storia e dallo scontro con Garner, anche se - cosa piuttosto anomala nelle storie di GLB - lui e Carson non giocano davvero un ruolo determinante, rimanendo al margine dell'azione per gran parte del tempo ed addirittura nel finale, in cui sono soltanto spettatori.
Per me è una storia discreta, da 7 (anche per i disegni di Muzzi, che non mi ha mai fatto impazzire), ma non scontata e con spunti di interesse.

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