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TWF - Tex Willer Forum
Pedro Galindez

[179/180] Assalto Al Treno

Voto alla storia  

16 voti

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Immagine postata - Immagine postata


Soggetto e sceneggiatura : G. L. Bonelli
Disegni: Giovanni Ticci
Periodicità mensile: Settembre 1975 - Ottobre 1975
Inizia nel numero 179 a pag. 35 e finisce nel numero 180 a pag. 68


Tex e Carson inchiodano a Willcox una banda di malfattori che aveva assaltato un treno per depredare una cassa d'oro destinata all'esercito. Il malloppo è stato abilmente nascosto e per scovarlo i pards organizzano l'evasione da Yuma di Carver, un superstite della gang.
Chi è il quinto uomo della cricca di Phil Carver, l'informatore della banda? E dov?? nascosto il bottino della rapina? Saranno le colt dei pards a risolvere tutti i misteri.


? Sergio Bonelli Editore

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Guest Colonnello_Jim_Brandon

Una storia dalla trama indubbiamente ben congegnata, ma a mio modesto parere non è all'altezza di molti altri capolavori che caratterizzano invece il famosissimo centinaio d'oro di GLB cui questa storia appartiene. Molto ben caratterizzati i due pards anche se, rispetto al solito, GLB fa fare loro un ruolo molto meno attivo. Vedere Tex e Carson seduti in un saloon in pigra in attesa che gli eventi pilotati dal loro "infiltrato" si evolvano in loro favore è alquanto strano. Oltretutto, sempre a mio parere, molti personaggi di questa storia sono stati sfruttati troppo poco a fondo, su tutti il Tenente Rick Shannon ( il quinto uomo... ) e la sua velenosa compagna, ossia Mina Carver. Molta attenzione è stata invece dedicata al malvagio Chris Carver, un vero figlio dell'inferno che, sebbene avesse tentato in tutti i modi di portare a buon fine il suo diabolico piano, alla fine lo vede crollare come il più effimero dei castelli di carte. Dei personaggi di contorno ho trovato molto simpatico il personaggio di Dick "manina d'oro" Teller, lo scassinatore infiltrato nel carcere di Yuma. Nel complesso la reputo un abuona storia, leggibile e coinvolgente, ma di sicuro non è uno dei capisaldi della produzione GLBonellianaVoto : 7

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Concordo con il parere del Colonnello: per buona parte della storia, in effetti, Tex e Carson assumono un atteggiamento molto cauto, cercando sostanzialmente di sfruttare eventuali passi falsi dei banditi che vogliono recuperare il bottino. Va anche detto che all'inizio Tex & co. si fanno bellamente turlupinare dai furfanti in fuga ( meno male che poi sono costoro a lasciare tracce talmente evidenti da consentire ai due pards di raggiungerli ), mentre alla fine il più del lavoro lo fanno gli scout indiani dell'esercito ( forse anche perchè

devono uccidere la "vipera" Mina Carver, la cui eventuale fine ad opera dei ranger, secondo GLB, sarebbe probabilmente stata disapprovata dai lettori
). I disegni di Ticci, che mostra già evidenti segni di avvicinamento alla sua maniera matura, sono assai buoni. Insomma, per me:soggetto 7sceneggiatura 7 -disegni 8,5. Modificato da Pedro Galindez

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Mi associo ai due commenti che mi hanno preceduto. Una buona storia, con alcuni passaggi originali e ben pensati, ma purtroppo Tex e Carson risultano molto meno attivi delle altre storie del periodo. Tex studia un buon piano, ma la vicenda si svolge in maniera spontanea e alla fine i due pards si limitano a rimettere le pistole nelle fondine, mentre osservano i cadaveri dei banditi caduti a Pantan. Tutto sommato comunque la storia è sicuramente leggibile e non mancano i guizzi geniali di GLB, che è in grado di inserire qualche colpo di scena e qualche personaggio interessante, come la moglie di Shannon, Mina Carver. :)Tanti personaggi, ma che alla fine risultano poco sfruttati. Forse l'intento di GLB non era tanto quello di spostare l'attenzione del lettore sui "buoni" o i "cattivi" della vicenda, ma verso un tema classico ed emozionante come l'assalto al treno!. Voto: 7 anche per me :trapper:

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Questa storia mi è piaciuta poco. Alcuni momenti sono in realtà molto ben costruiti e avvincenti, ma altri fanno scendere di tono la storia nel suo complesso. Fra questi ultimi c'è il finale, un finale a cui si giunge in maniera troppo affrettata, quasi casuale, e la cui brevit? penalizza quello che doveva essere il momento più esaltante della storia:la sparatoria finale. E perchè mai la sparatoria finale doveva essere il momento più esaltante? Perchè dopo pagine e pagine di niente, di dispacci, origliate, spostamenti da un posto all'altro, il minimo che ci si aspetta è un finale lungo e drammatico, la cui lunghezza drammatica giustifichi la noia precedente.... e forse il finale in sè non è nemmeno così brutto, ma sconta la noia delle pagine precedenti. I momenti belli però ci sono:tutto l'assalto al treno è raccontato alla perfezione, così come l'assedio alla grotta;la sparatoria nel saloon è splendida, e la trovata della falsa fuga dalla prigione è geniale. Si può concludere che il primo albo è davvero ottimo, sicuramente molto migliore del secondo. Detto questo, vi propongo un gioco:facciamo finta che il finale della storia non l'ha scritto Bonelli;facciamo finta che l'ha scritto Boselli, o Faraciòo meglio ancora,Nizzi. Immaginiamo anche le eventuali recensioni di ubc, two?e anche del nostro forum:-ma come,Tex è così PICCIONE da accendere un fuoco nei pressi della gost-town, senza immaginare che qualcuno poteva andare a vedere??-ed è mai possibile che i due pards debbano essere messi in difficolt? da una donna(e via coi ?Tordo della notte?)??-ed è mai possibile che Tex sia inutile nella sparatoria finale(e via con la storia della demitizzazione di Tex)??Ovviamente non succederebbe niente di tutto ciò?o al limite succederebbe poco di quanto detto. E? chiaro, la storia è di Gl Bonelli, l'intoccabile!!Con questo voglio dire la solita cosa:e cioè che i lettori di Tex, mentre mostrano un atteggiamento iper critico nei confronti delle storie inedite, sono troppo buonisti verso le storie del passato, soprattutto se la firma è quella di Bonelli. Un atteggiamento che trovo sbagliato nei confronti di Tex (e del suo futuro) e di Bonelli stesso.

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Ho letto i commenti di chi mi ha preceduto. Questa volta non mi trovo d'accordo. Io ho trovato questa storia godibilissima. Inutile sottolineare i disegni del grande maestro Ticci, leggere una storia con i suoi disegni è una gioia per gli occhi, ma anche l'iter narrativo per me risulta avvincente. Ho letto di noia, io non mi sono annoiato neanche un p?. A cominciare dall'inizio con l'assalto al treno e con il conseguente inseguimento, poi l'assedio, la fuga che lascia Tex e soci con un palmo di naso, lo stratagemma dell'infiltrato in carcere... insomma io vedo una storia abbastanza ben studiata. Anche le fasi in cui Tex e Carson aspettano gli eventi non mi dispiace, non per forza Tex deve sempre vincere a suon di sganassoni e revolverate. Forse l'unico appunto che gli si può dare è sul finale che potrebbe essere un p? più lungo ma comunque io nel complesso do un bel 10 sia alla storia che ai disegni.

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Guardate che somiglianza tra la locandine di questo film con la copertina di Galep:

Immagine postataImmagine postata

Non e' simile solo la postura di Tex ma anche lo sfondo con le case e il rossore del tramonto.

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Si, effettivamente la somiglianza è più che evidente!credo anch'io che Galep abbia preso spunto da quella locandina: anche le espressioni dei due personaggi, quasi colti in un momento di leggera sorpresa, è simile. Bella però l'idea di ribaltare l'immagine originale!

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Oggetto recente delle mie riletture routinarie, "Assalto al treno" non tradisce, "Assalto al treno" dice tutto.....Scherzi a parte,veicolato dal Maestro Ticci,resta sempre una di quelle avventure che rileggerei in eterno,nonostante alcune imperfezioni segnalate da post passati,su tutti il focherello che imprudentemente la posse di Tex&Carson accende nei pressi di Pantan e la dabbenaggine dei rapinatori che festeggiano a Wilcox la buona riuscita del colpo e la presa in giro ai danni degli inseguitori (come se io ed Anatas rapinassimo una banca ad Alessandria e festeggiassimo,vantandocene,a Valenza...). Contrariamente ad altri forumisti mi sono sempre piaciuti sia il taglio investigativo dell'indagine (mica si può solo e sempre seguire le tracce che entrano nel solito corso d'acqua e non ne escono....),sia la dinamica della rapina e la cruentissima sparatoria finale. 

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Una storia fenomenale,una delle mie preferite del secondo centinaio.ho trovato solo una grave incongruenza narrativa:i banditi fuggono da Devil s den per finire a Winslow (se non sbaglio) a bere,giocare e a raccontare le loro bravate alla ragazza del saloon.da testafina come loro,non mi sarei attardato un solo secondo dopo la fuga dalla caverna,ma avrei abbandonato il territorio subito anziché gozzovigliare allegramente per giorni...tornando in seguito a riprendere il denaro nascosto,dopo aver fatto raffredare la pista

A parte questo,la storia è avvincente:bei personaggi sia Dick Manina d oro,sia la prostituta sorella del bandito superstite (mai vista una donna sparare con due colt!!!)

Disegni di Ticci ancora simili a quelli di Galep

Un espressione che mi piace ricordare:"avete l aria di due che hanno scoperto dove è nascosta la torta di mele"...ma come gli venivano a Glb queste frasi!:D

Modificato da Barbanera

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Questa storia è caratterizzata da una prima parte nella quale Tex fa la figura del pollo, anche se si riscatta ampiamente con la sparatoria nel saloon, ed un'ultima parte con sparatoria senza superstiti. Tra i cattivi, ovvio. Neanche la donna.
Nel mezzo l'interludio carcerario con un infiltrato molto in gamba e molto simpatico che non é più tornato e che mi farebbe piacere se venisse riproposto.
Disegni ottimi.
Voto alla storia: 6,3
Voto ai disegni: 9

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<span style="color:red;">23 minuti fa</span>, Andrea67 dice:

Questa storia è caratterizzata da una prima parte nella quale Tex fa la figura del pollo

Dove scusa farebbe la figura del pollo?magari mi sono perso qualcosa io...

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"Nelle botti piccole, ci sta il vino buono". Episodio breve, ma scintillante. Un Bonelli rinvigorito, parte a tutta mostrandoci un classico dell'epopea western: l'assalto dei banditi lungo la via ferrata. La posse con a capo Tex, non si fa crescere l'erba sotto i piedi per scatenare la caccia ai ladri e recuperare gli ottantamila aquilotti, ma incappa in un'iniziale beffa, che avrebbe potuto spalancare la via della libertà alla banda dei malavitosi. Qui, infilatosi in un cul de sac, l'autore, per poter proseguire la narrazione, deve un po' forzare il gioco e in effetti la sosta a Willcox di Carver e soci appare un tantino illogica, tuttavia, a parte questa nota stonata, il resto della melodia composta dall'inossidabile papà di Tex è tutt'altro che inascoltabile. Bella la trovata della finta evasione per stanare il misterioso informatore e recuperare il malloppo seppellito nel villaggio disabitato di Pantan. Un Tex stratega di prim'ordine che ordisce un piano impeccabile e sebbene agisca meno del solito, contribuisce attivamente con la sua mente fine alla risoluzione del caso. Storia davvero divertente e molto scoppiettante. Ottimi i disegni di Ticci, d'altronde osare mettere in dubbio il suo immenso talento artistico, sarebbe come sostenere che la terra fosse piatta. :D Il mio voto finale è 8

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