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TWF - Tex Willer Forum
Pedro Galindez

[60/61] Morte Nella Neve

Voto alla storia  

8 voti

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Soggetto e sceneggiatura: G. L. Bonelli
Disegni: Aurelio Galleppini
Periodicità mensile: Ottobre 1965 - Novembre 1965
Inizia nel numero 60 a pag. 125 e finisce nel numero 61 a pag. 117



Il Mucchio Selvaggio di Butch Cassidy sta seminando il panico nel West? Su incarico dalla Pinkerton, Tex e Kit Carson devono mettere il sale sulla coda ai banditi! La caccia ai rapinatori dura mesi. Braccati per aride lande e paesaggi innevati, uno a uno i membri del Wild Bunch vengono liquidati o imprigionati. Gli ultimi a restare in circolazione sono Butch Cassidy e Sundance Kid: inseguiti fino in Argentina e poi in Bolivia, fanno indigestione del piombo che i pards e la cavalleria rovesciano su di loro nel villaggio di San Vicente!



? Sergio Bonelli Editore

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La vicenda che vede Tex e Carson alle prese con il Mucchio Selvaggio è "strana" per più versi. Innanzi tutto, è impossibile inserirla in qualunque cronologia ( come è noto, Butch Cassidy e Sundance Kid trovarono la loro fine a secolo XX abbondantemente iniziato ); inoltre GLB, pressato ad un tempo dal formato in cui usc? la storia ( albetti da 32 strisce ) dal numero e dalla realtà storica degli antagonisti del ranger, presenta la vicenda in maniera curiosamente paratattica, con Tex e Carson che eliminano ad uno ad uno i componenti della banda anche se in genere ( in ossequio appunto alla realtà storica ) si ritraggono dietro le quinte all'ultimo istante, prima che i componenti della banda vengano liquidati, cosa che però ( almeno IMHO ) fa sè che il lettore finisca per trovare la loro presenza nella vicenda introdotta a forza, n° le dichiarazioni di reciproco rispetto tra loro e i banditi possono valere a correggere l'impressione. Piuttosto buoni i disegni di Galep. In sintesi: soggetto 6+sceneggiatura 6+disegni 7,5

Modificato da Pedro Galindez

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A me personalmente, questa storia è sempre piaciuta. Siamo d'accordo sull'errore dell'inserimento temporale, ma ciò non influisce molto sul mio giudizio. Mi piace soprattutto vedere Tex e Carson che liquidano uno ad uno tutti i membri del Mucchio Selvaggio. Sparatorie, inseguimenti, rapine ai treni, attentati, secondo me alla storia non manca nulla per essere indimenticabile. Unica pecca, per me è la parte finale, quando Sundance Kid e Butch Cassidy, rifugiatisi in Bolivia, continuano le loro rappresaglie, rubando il mulo carico d'oro. Da quel momento fino alla battaglia finale al "Barrio", mi sembra tutto troppo affrettato, quasi che mancasse lo spazio per approfondire alcune parti. Comunque il mio voto è un 8 pieno. Disegni di Galep ancora buonissimi. :)

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Quasi un documentario, per una storia scorrevole che segue passo per passo eventi "quasi" storici (oltretutto è la prima ed unica volta di Tex in Sudamerica prima di Patagonia). Ottima la caratterizzazione dei banditi, anche se il famoso gruppo selvaggio ("Wild Bunch") sembra qui ridotto a pochi elementi (erano più di 200). La pecca sta nell'esiguo numero di pagine questa dove la vicenda viene condensata anzi compressa. La storia ne avrebbe meritate molte di più.

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Storia del tutto inconsueta per G. L. Bonelli che qui si limita a seguire, con poche varianti, i fatti storici con rigore quasi cronachistico, limitandosi praticamente a sostituire i veri agenti della Pinkerton (in primis Charlie Siringo, affiancato per lo più da Frankie Di Maio ed in un paio di occasioni da Tom Horn) con Tex e Carson. Le varie fasi della cattura dei singoli membri del Mucchio Selvaggio (qui, però, Wild Bunch è tradotto come "Orda selvaggia", traduzione accettabile anche se non proprio correttissima) sono narrate con estrema fedelt? a come si svolsero nella realtà storica. Da qui anche la scelta di far vedere la caccia separata ad ogni singolo membro della banda, perchè è proprio così che accadde. Laddove GLB si discosta maggiormente dalla realtà storica è nello scontro finale in cui Butch Cassidy e Sundance Kid muoiono. A prescindere dalle controversie se i fatti andarono davvero così o no. Sta di fatto che gli agenti della Pinkerton (qui rappresentati da Tex e Carson) non erano presenti sul posto e dovettero affidarsi ai resoconti delle autorit? boliviane. Da un punto di vista della continuity texiana questa storia presenta una serie pressoch? insormontabile di problemi, tanto che la si dovrebbe ritenere fuori dal canone se si volesse essere proprio stringenti. Gli eventi narrati, infatti, nella realtà si svolsero nell'arco di quasi 10 anni, dal 1899 al 1908 e se la prima data potrebbe essere accettabile, sia pure con più di uno sforzo, la seconda proprio no. Ci Si potrebbe chiedere perchè GLB non abbia scelto di usare una banda fittizia, che fosse ispirata al Mucchio Selvaggio, potendosi così concedere maggiore libertà creativa.

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Storia del tutto inconsueta per G. L. Bonelli che qui si limita a seguire, con poche varianti, i fatti storici con rigore quasi cronachistico, limitandosi praticamente a sostituire i veri agenti della Pinkerton (in primis Charlie Siringo, affiancato per lo più da Frankie Di Maio ed in un paio di occasioni da Tom Horn) con Tex e Carson.

Per puro caso anch'io sto rileggendo questa storia-mi mancano una ventina di pagine alla conclusione-e non posso che sottoscrivere quanto sostiene Carlo. L'essenza cronachistica è molto evidente (già dall'apertura con tutte quelle didascalie)soprattutto nella fine di Kid Curry:quello che sembra il membro della banda meglio descritto da Bonelli, colui che più da filo da torcere a Tex e Carson, muore come se nulla fosse, nello spazio di una singola vignetta con didascalia. Realismo totale, insomma, e mancanza di epicit?. Stesso dicasi per Sam Ketchum, che nemmeno vediamo nel momento in cui il colpo di Tex lo colpisce. Forse questo "cronachismo" (si dice così?) è il motivo per cui questa storia non è amatissima? Non lo so:sta di fatto che a me piace molto, e mi sembra raccontata con la solita maestraia dai due creatori di Tex. Scena particolare, che se fosse scritta oggi da altri autori solleverebbe un autentico vespaio:Tex e Carson che si fanno scavalcare dallo sceriffo nella scena dell'agguato notturno.

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Galep si conferma in continua crescita come disegnatore, con delle vignette più mosse e dinamiche e con dei suggestivi primi piani. Tra uno sparo e l'altro c'è spazio per la disperazione, il rimpianto, il rispetto per il nemico caduto. Tex e Carson procedono con determinazione e fanno a meno della consueta ironia. Le incongruenze cronologiche vengono meno rispetto alla qualità della scrittura e della sceneggiatura. Ci sono numerose scene d'azione che non cadono mai nella routine, rendendo ogni pagina realmente emozionante. Ogni componente della banda di Butch Cassidy ha un rilievo preciso sia da un punto di vista grafico che nella struttura psicologica. Un grande classico della produzione Bonelliana.

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