Pedro Galindez

[56/58] Notte Tragica

Voto alla storia  

7 voti

  1. 1. Voto alla storia

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Soggetto e sceneggiatura : G. L. Bonelli
Disegni:Aurelio Galleppini
Periodicità mensile: Giugno 1965 - Agosto 1965
Inizia nel numero 56 a pag. 114 e finisce nel numero 58 a pag. 13



I cantieri della ferrovia fra Kansas City ed El Paso stanno passando brutti guai? I biechi fratelli Jim e Fred Mortimer, proprietari della linea ferroviaria Overland, per mandare in bancarotta la compagnia concorrente Southern e poterla rilevare per un tozzo di pane, ricorrono alla violenza, assoldando gli Apache ribelli di El Cuervo e malfattori di ogni risma! Cantieri distrutti, paghe rapinate, sangue versato? Tex, affiancato dal burrascoso irlandese Pat Mac Ryan, che ritroviamo fra i lavoranti della Southern, frena le incursioni dei pellerossa e smantella gli intrighi dei sabotatori. Fred Mortimer, ignaro dei crimini peggiori commessi contro la Southern, ottiene il perdono di Tex, mentre l'infido fratello Jim viene freddato dal figlioccio tradito Gil Robles.



? Sergio Bonelli Editore

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Classica trama, che vede il nostro Ranger indagare sui sabotaggi alla compagnia ferroviaria. Forse un p? forzato l'uso di Pat, che non fa granch? ai fini della storia, ma è comunque bello ritrovare di tanto in tanto l'ex pugile irlandese, stavolta come operaio della ferrovia. Pat, in assenza degli altri pards, prende un p? il posto di Carson come quando brontola perchè costretto alla fatica del viaggio in treno. Memorabile la battaglia al cantiere, con l'orda di apaches che stanno già per massacrare gli assediati, tra cui ovviamente non può mancare Tex, che mostra tutta la sua abilità combattiva. Un p? affrettato forse il finale con la morte di uno dei fratelli Mortimer per mano di Robles. Voto 7 alla storia, che rimane comunque buona, anche se alcune parti forse poco ampliate e rimane poco sfruttata la figura di Pat rispetto alle precedenti e alle successive apparizioni. :trapper:

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Questa storia in parte delude. E delude perchè fin oltre la metà della narrazione aveva promesso grandi cose:grandi cose che, invece, in un finale risicato e per certi versi in contraddizione con quanto prima raccontato, non ci sono. La prima parte è quella più interessante, anche per il fatto di essere una bella fotografia di quella che doveva essere la vita in un cantiere ferroviario nel West:per gli operai quella non doveva essere certamente una vita comoda, vissuta com'era tra attacchi indiani, sabotaggi, e paghe che tardano ad arrivare. Questo è quel che Bonelli mette in scena, e lo fa molto bene. Molto significativa la scena della rivolta, che non ha nessuna connotazione politica o ideologica, ma è condotta unicamente per necessit?:cosa molto attuale, direi. Il finale ?, come si diceva, un bel p? sconclusionato, perchè

come può essere che Fred Mortimer non sappia quello che il fratello andava combinando?Come poteva non esserne il-seppur tacito-complice?... l'unica risposta è che Fred sia uno smemorato;ma la cosa più ovvia da pensare è che il finale è indubitabilmente sconclusionato...
Inoltre Tex è stranamente disposto al perdono... anzi,? più giusto dire che è stranamente disposto al compromesso:perchè il nostro questa volta non punisce i cattivi, ma scende a patti con loro. Peccato davvero, perchè la storia sembrava promettere ben altro. Con la caduta di qualità della storia, mi sembra che i disegni del Maestro facciano la stessa fine. Per carit?, i suoi giochi di ombre sono sempre magistrali, e nei vari ritratti di treni il suo disegno è maestoso!... ma rispetto a "Il grande re", in cui secondo me Galep raggiunge uno dei punti più alti della sua carriera, qui mi sembra in calo.... calo che aumenta con l'avanzare delle pagine. Ripeto, gran peccato, perchè una storia che comunque sicuramente non prende meno di 6 e mezzo, sembrava ambire a qualcosa di ben maggiore.

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Una storia classica, realizzata graficamente da un Galleppini ancora piuttosto lontano dalla "maturit? texiana" che vedremo invece più avanti, uno stile ancora imperfetto, con alcune sproporzioni nei corpi dei personaggi o prospettive un po' poco azzeccate. Già in questa storia possiamo renderci conto però che i volti in primo piano andranno ad essere il punto di forza dell'artista toscano. Da ricordare in questa storia le fedeli ricostruzioni di treni, diligenze ed armi, ed alcune vignette molto innovative per l'epoca, prima fra tutte la seconda a pagina 11 del terzo albo. Voto:7,75 (8 alla storia e 7,5 ai disegni)

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