Pedro Galindez

[44/45] Contrabbando

Voto alla storia  

8 voti

  1. 1. Voto alla storia

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Immagine postata - Immagine postata



Soggetto e sceneggiatura: G. L. Bonelli
Disegni: Virgilio Muzzi
Periodicità mensile: Giugno 1964 - Luglio 1964
Inizia nel numero 44 a pag. 109 e finisce nel numero 45 a pag. 45



L'esercito è nei guai: ignoti trafficanti d'armi riforniscono i Comanche di modernissimi winchester! Tex e i suoi indagano insieme al tenente Corbett? I Comanches ribelli sono sconfitti, e viene sgominata una pericolosa banda di contrabbandieri che aveva rifornito gli indiani di fucili.




? Sergio Bonelli Editore

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Se non sbaglio, questa dovrebbe essere la prima storia, che vede l'arrivo tra i disegnatori di Muzzi. La storia è di stampo classico, breve ma con qualche scena che la rende indimenticabile. Intanto vediamo i nostri Pards tutti insieme, accompagnato da un pugno di Navajos, indagare su un traffico d'armi, che vede coinvolto un agente della Riserva Indiana, trafficanti d'armi e Comaches Ribelli. Come dimenticarsi del Navajo

che viene morso dal serpente e pur di non farsi scoprire dai trafficanti, non disinfetta la ferita col fuoco per non farsi scoprire. Muore lasciando comunque scritto col suo stesso sangue su un pezzo dei suoi pantaloni, ciò che ha scoperto, per il suo capo: Tex.
Bella la parte in cui i nostri si attestano a difesa sul picco,
decimando i Comanches ribelli, grazie anche all'aiuto della Cavalleria, guidata da un Tenente amico di Tex e Carson
Ben pensata la trappola ideata da Tex per attirare in trappola, i trafficanti di armi
anche di questi non ne rimarr? vivo neanche uno. :trapper:
I disegni, pur essendo buoni, hanno qualche difetto, soprattutto quando Muzzi raffigura persone con la barba, mi vine in mente Cross e un soldato: sono praticamente identici, se non la divisa che li differenzia. Comunque una buona prova per mUzzi e una buona storia, da rivalutare. Voto: 8 :indianovestito: :generaleN:

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Una storia breve ma piacevole, con alcuni momenti molto godibili (ad esempio la dura lezione inflitta al "povero" Floyd) che segna l'esordio di Muzzi sulle tavole di Tex. Tratta di un tema molto presente in Tex ma sempre apprezzabile. Ai pennelli arriva Virgilio Muzzi per far respirare un po' Galeppini. I risultati, però, non sono brillantissimi, anche se non è condivisibile la decisione della Bonelli Editrice di far ritoccare i volti di Tex da Galep (l'interpretazione che d' Muzzi del viso di Tex non dispiace per nulla).

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Davvero niente di speciale questa storia, che si rivela nulla di molto più che un semplice riempitivo. Poche le scene d'azione, la cui assenza viene però bilanciata dalla mega battaglia finale, il momento cruciale e più bello di tutta la vicenda, in cui tutti e quattro i pards se la cavano egregiamente-simpatico il Carson che grida perchè lo aspettino (infatti Kit si era lanciato all'attacco coi Navajos, mostrando tutta la sua autonomia, cogliendo così di sorpresa l'anziano ranger). Per il resto si chiacchiera molto, si organizzano piani, si scortano mandrie di cavalli. Nel mezzo, per fortuna, c'è una bella scazzottata col cattivone di turno- nonchè un interrogatorio abbastanza cruento, in cui il ?povero? diavolo viene trascinato per la prateria legato a due cavalli. Di certo i disegni di Muzzi non aiutano. In certi primi piani Tex ha la faccia da idiota, e soprattutto è pressoch? impossibile distinguere Tiger Jack dagli altri Navajos- verso il finale il nostro indiano sfoggia addirittura due penne:un errore che non solo contraddice l'iconografia di Tiger (nonchè il modo in cui era stato disegnato in tutta la storia), ma contribuisce a quella indistinguibilit? di cui dicevo. Voto:6,5 (se non fosse stato per la bella battaglia finale il voto sarebbe stato più basso).

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Storia di ordinaria amministrazione e come tale va valutata.
La trama è estremamente semplice: c'è un traffico di fucili destinati a bande Comanches ribelli e Tex e soci sono incaricati di stroncarlo.

1) Tex individua subito la mela marcia in Floyd, agente indiano dei Comanches, e lo sbatacchia per bene non una ma ben due volte. Memorabile la scena in cui viene trascinato da un cavallo in corsa. Una forma di supplizio che in seguito non sarà risparmiata nemmeno a Tex stesso.

2) Facciamo conoscenza di Jim Corbett, simpatico ufficiale. Con pochissime eccezioni, nella saga di Tex gli ufficiali con grado superiore a capitano sono in genere: ottusi, arroganti, boriosi o tutte queste cose insieme. I tenenti e capitani ?positivi? dovrebbero, quindi, augurarsi di non essere mai promossi, perchè sono a rischio di una brutta fine. Il tenente Corbett reciter? un ruolo decisivo nella battaglia finale con i Comanches ribelli

3) In questa storia, Tex si fa aiutare non solo dai canonici tre pards, ma anche da un gruppetto di Navajos. Da ricordar quello, di cui ora non ricordo il nome, che, morso da un serpente preferisce lasciarsi morire piuttosto che farsi scoprire dai ribelli mettendo i n pericolo Tex e gli altri.

4) Debutto di Virgilio Muzzi come disegnatore completo. A questo punto (siamo nel 1960) alla Araldo si sono arresi: non bastano più gli aiuti estemporanei come quello di Francesco Gamba (peraltro sempre più indisponibile perchè impegnatissimo col ?Piccolo Ranger?, tanto che di l' a breve si render? necessario arruolare altri disegnatori per quella testata per dare respiro a lui) o far fare a Muzzi le chine delle matite di Galep, occorre affiancargli un altro disegnatore in pianta stabile. D'ora innanzi e sino al cambio di formato del 1964 (con il passaggio da 32 ad 80 pagine a striscia) Muzzi disegner? in media una storia ogni 3 o 4.

5) Approfittiamone per parlare di Muzzi, disegnatore ingiustamente sottovalutato. Non ho difficolt? a riconoscere che no nera tra i miei favoriti, ma col tempo ho imparato che la sua "colpa" consisteva principalmente nell'essere lento per gli standard dell'epoca. Era costretto a lavorare a ritmi massacranti e per questo i suoi lavori dell'epoca hanno quest?aspetto da ?tirato via?. Se avesse potuto lavorare coi ritmi di oggi avrebbe prodotto tavole decisamente più interessanti, almeno a giudicare dalle illustrazioni che fece per i volumi di ?cavalcando con Tex?. Devo inoltre dire, che curiosamente, alcune delle storie del passato a cui sono più affezionato le ha disegnate lui. Per esempio: "La caccia" o "Il cacciatore di taglie". clap

Modificato da Carlo Monni

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5) Approfittiamone per parlare di Muzzi, disegnatore ingiustamente sottovalutato. Non ho difficolt? a riconoscere che no nera tra i miei favoriti, ma col tempo ho imparato che la sua "colpa" consisteva principalmente nell'essere lento per gli standard dell'epoca. Era costretto a lavorare a ritmi massacranti e per questo i suoi lavori dell'epoca hanno quest?aspetto da ?tirato via?. Se avesse potuto lavorare coi ritmi di oggi avrebbe prodotto tavole decisamente più interessanti, almeno a giudicare dalle illustrazioni che fece per i volumi di ?cavalcando con Tex?. Devo inoltre dire, che curiosamente, alcune delle storie del passato a cui sono più affezionato le ha disegnate lui. Per esempio: "La caccia" o "Il cacciatore di taglie". clap

Da bambino Muzzi non mi piaceva, punto e basta. Quasi sorrido al pensiero di com'ero selettivo. Per me c'era solo il dio Galep. Storcevo il naso anche con Fusco, che poi ho imparato ad apprezzare tantissimo. Il Texone di Buzzelli fu un pugno in faccia. Tutta questa premessa la faccio per dire che, pur non avendo vissuto gli anni sessanta, posso bene immaginare come venivano accolti mese dopo mese gli albetti di Tex disegnati da Muzzi. Che continua a piacermi poco, ma ho rivisto di parecchio il mio giudizio su di lui. Anche le tavole di "Cavalcando con Tex" mostrano dei limiti, dovuti da un lato anche al peso degli anni ( era più che settantenne quando fu chiamato ad illustrare i volumi ) e dall'altro alla fretta, perchè le illustrazioni sono centinaia e le ha disegnate in pochi anni. Mi sono chiesto perchè negli anni novanta Bonelli non gli avesse affidato un Texone, non solo lo meritava, ma sarebbe stato un bel tuffo nel passato con delle pagine stavolta giganti. E poi c'era Monti che avrebbe potuto ovviare a qualche strafalcione, e se anche la qualità non risultava eccelsa, i lettori gliela avrebbero perdonata, come già era accaduto col terzo texone.

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La prima striscia ufficialmente riconosciuta a Muzzi. Accanto alle tavole di Galleppini, fa davvero la figura del mediocre scolaro, ma i volti dei personaggi non sono resi poi così male, eccetto Tiger Jack che è proprio irriconoscibile.


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Il tenente Corbett. Baffetti assassini, ricorda Tom Devlin. In una storia che sa tanto di mero riempitivo, sono i personaggi a brillare. E il giovane ufficiale, buon soldato e buon conoscitore degli indiani, ma non troppo osservante la disciplina, è uno fatto della stessa pasta di Tex & pards. Molto simpatico, meriterebbe di essere riproposto sulla serie.


Immagine postata



Si chiamano Devilito, Cayuse, Hanpas, Quervo... Si confondono graficamente con Tiger Jack. Sono sei guerrieri navajos che partecipano attivamente alla missione dando man forte ai nostri. Uno di loro, Quervo, ci lascia le penne morso da un serpente a sonagli. Ma come squadra funzionano a meraviglia: ogni volta che G. L. Bonelli crea un comprimario lascia il segno e c'è da rimpiangere che questi pards indiani non si siano più riaffacciati sulla serie. In effetti è bizzarro che il solo Tiger figuri accanto ai tre satanassi! Non resta che ripetere lo stesso consiglio di poc'anzi: qualche sceneggiatore potrebbe riprenderli e farne un bel atout per la storia che sta scrivendo. Sarebbe davvero un bel tuffo nel passato per noi lettori!

PS l'ultima vignetta sembra quasi disegnata dal primissimo Fusco!

Modificato da ymalpas

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Questa storia la trovo gradevole, non memorabile ovviamente a causa di una trama semplice, ma pur nella sua semplicit? mi sembra ben costruita e sceneggiata. I disegni di Muzzi a me piacciono, e probabilmente se avesse potuto dare un'interpretazione più personale di Tex il suo lavoro ne avrebbe guadagnato, mentre invece, secondo me, aveva delle direttive che gli imponevano di non discostarsi significativamente dallo stile di Galeppini.

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Questa storia la trovo gradevole, non memorabile ovviamente a causa di una trama semplice, ma pur nella sua semplicit? mi sembra ben costruita e sceneggiata. I disegni di Muzzi a me piacciono, e probabilmente se avesse potuto dare un'interpretazione più personale di Tex il suo lavoro ne avrebbe guadagnato, mentre invece, secondo me, aveva delle direttive che gli imponevano di non discostarsi significativamente dallo stile di Galeppini.

Senza dubbio è così. :trapper: Tant'? vero che quasi tutte le storie texiane disegnate da Muzzi, erano firmate in coppia con Galep, che venne incaricato dalla Casa editrice di disegnare i soli volti di Tex. Tutto ciò comportava, logicamente, alcune difficolt? tecniche in più, senza contare i prevedibili allungamenti dei tempi di lavorazione delle storie. sisi Tempi duri, quelli, sia per Tex che per i suoi disegnatori, tenuti costantemente sotto pressione dal lavoro... Rimpiango solamente il fatto che Muzzi si sia allontanato da Tex troppo presto, e così pure Francesco Gamba e Lino Jeva, indimenticabili maestri del fumetto italiano... :snif:

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