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TWF - Tex Willer Forum
Pedro Galindez

[16/17] L'enigma Dell'ippocampo

Voto alla storia  

10 voti

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Soggetto e sceneggiatura : G. L. Bonelli
Disegni: Aurelio Galleppini
Periodicità irregolare: Luglio 1961 - Settembre 1961
Inizia nel numero 16 a pag. 141 e finisce nel numero 17 a pag. 152


Tex e Kit Willer indagano su dei vigilantes che usano come segno di riconoscimento il simbolo dell'ippocampo'
Il terrore regna a nord del Rio Bravo! La Banda dell'Ippocampo, una rete rivoluzionaria con numerosi informatori, mira a riportare la zona sotto il controllo del Messico. Donna Manuela Guzman è la bella e ricca ranchera che guida la setta con pugno di ferro: Tex sgomina l'infame cricca e Donna Manuela spira nel deserto uccisa dal piombo del bandito El Lobo.



? Sergio Bonelli Editore

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Se non erro, questa storia è importante perchè si tratta della prima di un gruppo di vicende ( fino al n. 24 ) in cui i quattro pards operano durante la Guerra di Secessione ( o, come in questo caso, alla vigilia del conflitto ) , in contraddizione con la versione successivamente sostenuta in "Tra due bandiere" e "Fuga da Anderville", secondo cui Tex allora era molto giovane e Kit Willer non ancora nato ( mentre qui non solo è attivo, ma, in conformit? col fatto che è l'unico del gruppo ad aver fatto studi più o meno regolari, spiega a Tex e Carson che ccos'è ilsegno di riconoscimento della banda contro cui stanno lottando, ovvero un ippocampo ). Degna di nota è anche la figura della "cattiva" donna Manuela Guzman.

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Storia stupenda, ricca di azione e colpi di scena. Tex e figlio partono chiamati da Carson per incontrarsi al comando dei Rangers, e cominciano subito i guai. Scene da ricordare: Kit Willer è l'unico a riconoscere cosa è raffigurato sul medaglione dei banditi, Gianluigi Bonelli descrive quindi in questa storia Kit come un sapientone e Tex - Carson come due scolaretti che imparano dal maestro, circa così: "Ippocampo e che diavolo ??, "Mai sentito parlare di cavalli che nuotano in mare". :trapper: Carson si vede per la prima volta in divisa, al comando dei rangers, e viene descritto un p? come scaldasedie, ciò dar? il via a vari battibecchi indimenticabili con Tex, che saranno poi il marchio futuro della serie. La storia viene portata avanti con maestria, abbiamo traditori, attentati, e la bella figura di Manuela Guzman (che per disegnarla Galep si ispir? alla moglie di Gianluigi, Tea Bonelli). Bellissima la battaglia all'interno della villa di Donna Manuela e la distruzione della banda. La storia avrebbe potuto finire così, ma il grande Bonelli riesce a dare il via ad un continuo, cambiando totalmente l'ambientazione; ci ritroviamo nel deserto, con nuovi cattivi al fianco di Manuela. E tra colpi di scena ed inseguimenti, nuove sorprese attendono i nostri, all'orizzonte: la guerra di seccessione sta per scoppiare. Voto 9, meritatissimo. :inch::inch:

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Bella storia, particolare per l'anacronismo bonelliano della presenza - anzi, della partecipazione attiva - di Kit Willer ad un momento della vita del padre nel quale lui, diversi albi più avanti, risulter? non essere neppure nato. Come dire: perfino prima di esistere il figlio di Tex era meno bamboccione di quanto appare ora che è adulto haha . Manuela Guzman è una cattiva "sui generis", convinta di agire come patriota a favore del suo Mexico. La sua tragica fine rattrista, forse le si poteva lasciare la possibilità di redimersi. Voto: un bell'8 con lode!

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( Cheyenne@ 25 ottobre 2008 ore 9:38 )

Manuela Guzman è una cattiva "sui generis", convinta di agire come patriota a favore del suo Mexico. La sua tragica fine rattrista, forse le si poteva lasciare la possibilità di redimersi.

Donna Manuela ha in effetti esercitato un notevole fascino sui lettori ( che comunque, in qualche caso, si sono affezionati persino a Mefisto ..... ); comunque, nelle storie bonelliane, raramente avviene che uno dei grandi "cattivi" non finisca "a spalar carbone nelle caldaie di Satanasso", e la cosa è ancor più rara se il "cattivo" è una "cattiva". A quanto mi risulta, delle cattive affrontate da Tex nelle storie di GLB, soltanto la Min Li de "Il sicario" e "Il ritorno del Drago" incontra la sorte auspicata da Cheyenne per Manuela; in quel caso, comunque, non solo si trattava di un "pesce piccolo", ma anche di una persona che aveva agito sulla base di motivi che poteva in buona fede ritenere giustificati. Anche i pesci piccoli, comunque, un po' come avveniva nei romanzi d'appendice, finiscono spesso per pagare il fio delle loro colpe e talora anche di più nelle storie di GLB ( come dimostrano, tra i tanti casi, le sorti di Tonito Palacios ne "Gli scorridori del Rio Grande" o quella di Nita in "Guerra sui pascoli" ).

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Storia tutt'altro che trascurabile, portata avanti con maestria da Gianluigi Bonelli tra attentati, tradimenti e sparatorie. Molto lunga per gli standard dell'epoca (16 albi a striscia, più un paio di strisce nel successivo "Gli sciacalli del Kansas" per oltre 171 pagine "moderne"), ha una trama molto articolata e complessa con frequenti cambi di luogo e perfino di registro narrativo, con un discreto numero di colpi scena ben orchestrati in perfetto stile da feuilleton. Su tutti i personaggi svetta Dona Manuela, bella e crudele, ma ben più di una semplice cattiva, perchè mossa non da motivi personali, ma da un sincero, per quanto malguidato, idealismo. La sua fine tragica, epilogo anche questo tipico del feuilleton, le guadagner? il rispetto e la pietà di Tex e dei suoi pards. Galep per le fattezze di Dona Manuela sembra si sia ispirato a Tea Bertasi Bonelli, moglie separata di Gianluigi e madre di Sergio. Un'anomalia rispetto a quasi tutte le storie precedenti: Tex e compagni non uccidono quasi nessuno nonostante essi abbiano a che fare con gang senza scrupoli. Anche nelle situazioni più difficili si limitano a disarmare o a colpire alle spalle o alle gambe gli avversari.

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Una storia magnifica! Associazioni segrete, complotti da sventare, sparatorie e tranelli, i caldi territori tra Usa e Messico. Questi mi sembrano gli ingredienti con cui Bonelli e Galep insaporiscono il piatto. Ma adire il vero ne manca uno, forse il migliore, l'ingrediente prelibato che fa diventare un buon piatto qualcosa di cui ricordarsi:Manuela Guzman. Si è spesso detto che Tex sia una serie che disprezza il gentil sesso;un fumetto proprio per maschilista e non adatto ?alle femmine?. Questa storia è l'ennesima dimostrazione che, seppur rare rispetto ad altri fumetti, la saga di Tex annovera alcune splendide coprotagoniste (e a questo proposito non posso che consigliarvi la lettura dello splendido articolo di Virgin sul terzo numero della rivista che uscir? a giorni). Di più, mentre spesso altre serie risultano ?inflazionate? da una abbondante quantit? di personaggi femminili che non sempre brillano per qualità, le donne di Tex sono quasi tutte da ricordare. Manuela Guzman è un personaggio che fin dalla sua prima apparizione in scena attrae per il suo fascino:la vediamo infatti languidamente distesa su un divano intenta a fumare e a guardare i suoi simpatici animaletti che fanno colazione;? avvolta in uno stretto e conturbante vestito nero e non esita a condannare a morte un suo uomo che ha fatto solo l'errore di disturbare involontariamente la sua siesta. Una vera e propria ?femme fatale?, dunque, esaltata dalla complicità delle splendide matite di Galep. E? un nemico tostissimo,Manuela:riesce a imprigionare grazie al suo fascino femminile prima Kit e poi i più maturi Tex e Carson. Poi riesce a fuggire dalla sua fazenda attaccata dai rangers e tramite uno stratagemma ben congegnato riesce ad attirare i pards nella sua trappola, condannandoli ad una morte sicura- che tale sarebbe stata se la fortuna e il fatto di essere i protagonisti della serie non avessero aiutato i pards. E? una figura che ispira tutt?altro che sentimenti di pietà, questa Guzman:? un'assassina spietata e senza scrupoli, una che condanna a morte la gente anche per motivi futili. Ma Bonelli cala la sua carta:Manuela è una rivoluzionaria e una patriota. Non uccide per piacere, ma per compiere la sua giusta causa. Il personaggio così si evolve in maniera decisiva;secondo me Bonelli una tale evoluzione (da assassina spietata a patriota rivoluzionaria) non l'aveva prevista in anticipo;essa è giunta in maniera molto istintiva e nel concreto realizzarsi della storia. Forse sono in errore, ma penso questo perchè alla luce dell'idealismo che ammanta Manuela nella seconda parte della vicenda, la scena in cui condanna a morte il suo uomo che le aveva disturbato la siesta appare del tutto fuori luogo. In ogni caso, questa rivoluzionaria idealista comincia già a starci più simpatica. Quello che porta il lettore completamente dalla sua parte (almeno per me è stato così) è il finale tragico:una fine triste e tutto sommato immeritata. Ancora una volta Bonelli sostituisce a Tex il Destino, un Destino che applica una Giustiza atroce e senza scampo. Geniale l'apertura alla storia successiva, che ammanta questi albi di un phatos tragico imminente e irrimediabile, legato com? è alle vicende storiche della guerra civile. Voto (testi e disegni):8,5

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Ed eccoci qua a commentare un'altra pietra miliare della saga texiana.

Di poche storie si può dire che rappresentano un punto di svolta narrativo della saga. Questa è una di quelle. In più è anche una gran bella storia piena di colpi di scena, personaggi interessanti, una cattiva di prim?ordine. Che cosa si può volere di più?

1) Questa storia è la prima di una lunga serie che vedrà protagonista il terzetto Tex, Kit e Carson, Ci sarà, a dire il vero, una breve interruzione, ma dovuta esclusivamente a motivi contingenti. Ne riparleremo a tempo debito.

2) Tiger fa una breve apparizione all'inizio della storia ma poi viene lasciato alla Riserva Navajo. Con Tex assente qualcuno deve pur badare agli affari correnti. :indiano:

3) Riappare, dopo una lunga assenza, Kit Carson. L'avevamo lasciato ranger semplice e scout a Fort Dennison e lo ritroviamo maggiore dei Rangers. Una bella carriera. Tex non perder? occasione di sfottere bonariamente il vecchio Kit per essersi impigrito ed anche aver messo su un po' di pancetta da quando è diventato uno ?scaldasedie del Comando?. :lol2:

4) Una curiosità: il grado di Carson non viene più menzionato dopo l'avventura "Un vile attentato" (nn° 28). Il vecchio cammello riappare in divisa solo un'altra volta (nel n° 52) e per una sola volta, durante l'avventura "Grido di Guerra" (nn° 287/289 di Nolitta & Galep), viene chiamato colonnello. Anche questa promozione sarebbe avvenuta dietro le quinte.

5) Quanto tempo è passato dall'ultima apparizione di Carson° Difficile dirlo. Potrebbero esser stati pochi mesi, ma anche un anno o due. Dopotutto Kit potrebbe anche sembrare in p? cresciuto dai tempi de ?Il figlio di Tex["/B].

6) Per tutta la storia Carson, dopo aver dismesso la di visa da Ranger, porta una vistosa camicia a quadri.

7) Reparto incongruenze. I Rangers ci sono presentati ancora una volta come un vero corpo paramilitare con tanto di divisa praticamente identica a quella dell'Esercito americano. Inoltre hanno un Quartier Generale a Santa Fe nel Territorio del New Mexico. Mi pare chiaro che anche in quest?occasione G. L. Bonelli considerasse i ?suoi? Rangers una sorta di corpo militarizzato di Polizia Federale, che con i Texas Rangers condivideva solo il nome. Diciamocela tutta: a quell'epoca (ma siamo poi sicuri che sia solo limitato a quell'epoca?) le idee su come erano organizzati gli Stati Uniti sia nell'800 che in epoca contemporanea. I Rangers del Texas erano e sono un corpo di polizia investigativa c he non usa divise e non ha compiti militari. Esiste un Reparto dei Rangers dell'Esercito, ma sono assaltatori e non certo investigatori. Insomma poche idee ma adeguatamente confuse. :colt: :malediz...

8) A dirigere il Corpo dei Rangers non c'è più Marshall, ma tale James Hovendal, che fisicamente (almeno a me) ricorda l'attore John Alexander nel ruolo di Teddy Brewster (che pensa di essere Teddy Roosevelt) nel film ?Arsenico e vecchi merletti?. Hovendal non ha molta fortuna come personaggio: dopo la sua apparizione all'inizio de "Gli sciacalli del Kansas", infatti, non lo rivedremo più. Forse GLB era partito con l'idea di farne uno di quei classici dirigenti rigidi e ligi ai regolamenti con cui Tex avrebbe dovuto scontrarsi di tanto in tanto (stile Capitano Vance di "Nick Raider", per intenderci , ma poi la sua fantasia si è sbrigliata in altre direzioni. Risentiremo ancora parlare di lui, però, a distanza di parecchi anni, quando si sarà ormai ritirato a vita privata e chieder? a Tex di catturare gli assassini di suo nipote, ucciso all'inizio dell'avventura "L'aquila e la folgore".

9) La misteriosa setta dell'Ippocampo ha uno scopo: riportare i territori che furono perduti dal Messico con la guerra del 1846/1848 sotto la sovranit? messicana. Si tratta di un tema che non è nuovo nella saga di Tex. Già El Diablo diceva di agire per questo scopo (ma, a quanto pare, mentiva) ed il tentativo di riprendere i territori perduti è al centro degli eventi di ?Fuorilegge?.

10) Kit Willer dimostra cosa vuol dire aver studiato quando, unico tra i pards, dimostra di riconoscere il simbolo dell'ippocampo. :lol2:

11) A dirigere la Setta (che ha i suoi rituali e parole d'ordine degne della Carboneria) c'è la bella ma spietata Dona Manuela Guzman, che non esita a far frustare e dare in pasto ai coccodrilli che tiene nella piscina della sua hacienda, coloro che falliscono il loro compito.

12) Dona Manuela sarebbe ispirata fisicamente nientemeno che a Tea Bertasi Bonelli, ex moglie di G. L. e madre di Sergio e direttrice della Casa Editrice. A vedere le sue foto, la somiglianza c'è tutta. Si spera che il suo modo di trattare i dipendenti e collaboratori fosse più gentile di quello di Dona Manuela. :lol2:

13) Non è la prima volta che Galep prende spunto da qualcuno della Casa Editrice per le fattezze di un personaggio. Narra la leggenda (e mi ero dimenticato di segnalarlo a suo tempo pianto_) che Florecita, la figlia di El Diablo, fosse modellata sulle fattezze di Liliana Gentini (meglio nota come la signora Liliana) segretaria della signora Tea e poi di Sergio (e lo è tuttora).

14) Come spesso capitava all'epoca qui si respira aria da feuilleton, con intrighi colpi di scena a ripetizione, attentati, cambi di bandiera, alleanze impreviste e quant?altro. Una delle mie sequenze preferite di questa storia è la battaglia nell'hacienda di Dona Manuela con Tex e Kit costretti a forgiare un'alleanza con due ex accoliti di Dona Manuela, che lei aveva fatto imprigionare con Kit in attesa di farli uccidere per aver fallito un attentato contro i pards.

15) Kit Willer qui si dimostra degno figlio di suo padre, riuscendo tutto da solo a fuggire dalla prigione riunendosi al padre per la battaglia finale.

16) Dona Manuela fugge, ma Tex ed i suoi la inseguono implacabili e riescono anche rocambolescamente a sopravvivere ad un altro tentativo di ucciderli, per poi raggiungerla in un teso scontro nel deserto con la banda del Desperado El Lobo a cui si è unita.

17) La bella Manuela sarà anche crudele e spietata, ma è una sincera idealista e si considera una patriota (messicana, ovviamente, anche se tecnicamente è cittadina americana). El lobo, invece è solo un volgare bandito e spezza ben presto le sue illusioni. Qui Manuela dimostra che tipo è chiedendo inutilmente a El Lobo di risparmiare i suoi uomini. Il bandito non h pietà n° esitazioni. Quanto a lei, i piani di El Lobo sono chiari: intende portarla nella sua capanna sulla Sierra Blanca dove, così dice, le farà perdere quella sua aria di gran dama. E non ci vuole molto a capire come. Mal gliene incoglie, perchè prima di realizzare i suoi piani, morir? lui stesso, ma non prima di averla ferita a morte.

18) La fine tragica di Dona Manuela, epilogo anche questo tipico del feuilleton ed ancor più dello stile di G. L. Bonelli, le guadagner? il rispetto e la pietà di Tex e dei suoi pards.

19) Dona Manuela diceva la verità quando affermava di avere l'appoggio del Governo Messicano? Non c'è motivo di dubitarne, Ma resta da chiedersi cosa e avrebbe pensato Montales se fosse stato interpellato (e dubito che lo sia stato.

20) In punto di morte Dona Manuela si lascia andare a funeste profezie che porteranno ad una delle più macroscopiche incongruenze di tutta la saga texiana, ma questa è materia per un altro giorno. :malediz...

21) Come sempre, le matite sono di Aurelio Galleppini. Le chine invece sono di Pietro Gamba e Lino Ieva, il quale ha realizzato anche le matite delle pagine conclusive quest?episodio (ovvero le prime 11 pagine dell'albo a striscia ?Gli sciacalli del Kansasè) con chine di Galep stesso.

E con questo ho concluso. :colt:

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Gran bella storia!
Il ruolo della bella signora è stato molto ben curato, alla fine mi è anche un pò dispiaciuto per la sua fine... (mi sono portato un pò avanti con la storia).
I disegni sono tra i migliori fin qui realizzati, Galep continua a crescere...
Sceneggiatura: 7,5
Disegni: 7,5
Tex: 6 (si fa fregare più volte)

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