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FITZGERALD

[Texone N. 15] Il Cavaliere Solitario

Voto alla storia  

28 voti

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Speciale Tex n. 15

Soggetto e sceneggiatura: Claudio Nizzi
Disegni: Joe Kubert
Periodicità annuale: Luglio 2001


Quella dei Colter è una pacifica famiglia di coloni; ma, dopo il passaggio di quattro balordi, non resta altro di loro che delle tombe ombreggiate da altrettante croci di legno. Dinanzi a quelle croci, Tex giura vendetta, dando inizio a una implacabile caccia all'uomo che si snoda tra i villaggi desolati e le distese sabbiose del Sud Ovest. La pista del Ranger si arrester? nel villaggio aravaipa di Ta-Sah, dove vive il rinnegato Jako. Ma non ci sono soltanto morte e vendetta sul cammino di Aquila della Notte?



[ Nota: il messaggio iniziale di questa discussione è stato modificato dall'Amministrazione del forum per consentire l'inserimento dei dati della storia ]



Uno dei tex più belli che ho letto, un nizzi poliedrico che si adatta allo stile di Kubert(più portato a Batman^^) una storia che si divide in due intrecci, l'unica storia che ho mai letto (lasciate stare "la sconfitta") in cui Tex viene mazziato davvero. Una storia in cui si vede un tex vendicatore e solitario molto più simile al batman dei primi anni che al tex a cui siamo abituati^^

spoiler
viene buttato già da una rupe e poi fregato con una botta in testa
spoiler

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Una storia in cui si vede un tex vendicatore e solitario molto più simile al batman dei primi anni che al tex a cui siamo abituati

Un Tex solitario perchè l'idea del texone di kubert nasceva ( anche ) per il mercato americano, dove i lettori, non conoscendo il personaggio e il suo mondo, avrebbero avuto difficolt? ad accettare una figura di Kit carson diversa da quella storica.



Dall'intervista a Nizzi del 1998 su uBC ( ora anche nel mio sito / forum ):


I prossimi Texoni li ha scritti lei? Pu? dirci di chi sarà il Texone del prossimo anno?

Ci sono quattro Texoni al forno, tutti scritti da me. Quello ormai celeberrimo di Kubert, dalla nascita avventurosa e dalla lenta realizzazione da parte del disegnatore...

Perchè "nascita avventurosa"?

Perchè, per il mercato americano, si pensava inizialmente di farne cinque cartonati a colori. Dunque la storia doveva essere una sola (destinata in Italia appunto al Texone), ma con cinque finali per giustificare l'uscita dei singoli albi. E cosi' ho fatto. Poi le cose sono cambiate e si è deciso che anche in America la storia uscir? in un unico librone, a colori. Questo pero' è stato deciso quando la storia io l'avevo già scritta tutta. Sicch? avremo un Texone un po' sui generis, dove ogni quarantacinque pagine la storia subisce una specie di pausa. Pero' non credo che il lettore ne rester? disturbato, giacche' Tex (che agisce da solo) da' la caccia a quattro assassini ed ogni quarantacinque pagine ne becca uno.

Perchè nella storia di Kubert ha rinunciato all'apporto di Carson°

Perchè gli americani non conoscono Tex e sarebbe stato difficile spiegare che il nostro Kit Carson si chiama così ma non ha niente a che vedere con il Kit Carson storico. Cosè come mi sono ben guardato dallo spiegare che Tex, un bianco, è il capo dei Navajos: sarebbe stato troppo lungo e faticoso. In realtà, in questa storia, Tex agisce come un vendicatore solitario. Al limite, in America, potrebbe perfino chiamarsi con un altro nome, anche se non accadr?. Ma oltre a queste ragioni ve n'? un'altra che mi ha spinto a trasformare Tex in un personaggio insolitamente duro e solitario: la stessa caratterizzazione che fin dai bozzetti ne ha fatto Kubert, con quegli occhiacci sempre foschi che ricordano il suo Tarzan. Un Tex così non avrebbe mai potuto civettare con Carson. Non ne avrebbe avuto il tempo n° la disposizione d'animo, troppo impegnato a braccare gli assassini ai quali per tutta la storia d' la caccia.

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E già dallo spoiler (ricordo l'episodio della rupe, anche se quel Texone l'ho letto una sola volta diverso tempo fa) si capisce che l'inizio della fine, alla faccia di tanti sostenitori di Nizzi che sostengono che il calo c'è stato circostanziato solo dopo il 500, era presente già nella seconda metà dei '90.

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La copertina dell'edizione americana



Introduzione all'edizione americana:



????My friend, Sergio Bonelli, the biggest Italian comics publisher asked me to try to persuade Joe Kubert to draw one of the ?Tex? books for them. For those who do not know it, ?Tex? is a western comics series è created by the late Giovanni Luigi Bonelli, Sergio?s father and Aurelio Gallelppini è that has originally published in Italy, on a regular monthly basis, for more than 50 years. ?Tex? was and still is so popular in Italy that some people there use to say that every true Italian family must treasure some of the ?Tex? books in their home. And if they don°t, then their real Italian origin is questionable.
Consequently, more than half a billion copies of all ?Tex? books have been sold world-wide so far, the most in Italy. This series is also extremely popular in countries like Finland, Norway and Brazil.


So, I introduced Joe to ?Tex? and told him how much I was proud of it that my company handles and controls all the publishing rights to ?Tex? in the entire world è outside Italy. Still, Joe was not willing to take on the commitment to draw a western story that has 224 comic pages. Therefore it took me quite a while and I had to make quite a few visits to New Jersey to finally convince Joe to do it. However, as he was concentrated on working on ?Fax From Sarajevo? and some other of his projects at that time, it was only in late 2000 that Joe was finally able to complete his work on this really big artistic undertaking in his extraordinary career. However, I must mention here that through the years of his work on ?Tex? è when he was delivering installments of his original art to my office è Joe kept telling me how much he was enjoying working on it and how much he liked the script by Claudio Nizzi.


In the end, I have to say that I am very happy now that Sergio Bonelli Editore and SAF Comics can bring this excellent work of my dear friend Joe Kubert to the American public and also introduce this great Italian comics series to the readers in the country where the western genre comes from.


Ervin Rustemagic [Editore americano]



Immagine postata
Una tavola tratta dall'edizione americana



Il Texone di Joe Kubert, scritto da Claudio Nizzi e intitolato Il cavaliere solitario, fa storia a se nella collana: in primis è il Tex più americano che si sia mai visto se non fosse altro perchè è disegnato da un americano che in passato ha avuto a che fare anche con il genere western; in secondo luogo la storia è una di quelle storie "a solo", senza il contorno di pards (il figlio Kit, l'amico Kit Carson e Tiger Jack) che raramente si sono viste nella serie regolare scatenando in quei rari casi qualche protesta dai lettori. Per ultimo va ricordato che, strutturato per consentirne la pubblicazione in Usa come se una miniserie di quattro albi, il megavolume (oltre 220 pagine di fumetto) è stato scansito temporalmente come una storia in quattro parti facilmente separabili.

Con queste premesse Sergio Bonelli riusc? a coinvolgere Joe Kubert in un progetto interessante di commistione fra Tex, fumetto di genere tipicamente americano che ha avuto successo in Italia dopo essere stato realizzato da italiani ( o comunque mai da americani ), e la sensibilit? artistica di un esperto realizzatore di fumetti spesso a suo agio nelle storie dure dove i personaggi sono provati dalle situazioni e dai momenti storici. Ne viene fuori una storia molto rapida, dalla trama dal risultato scontato ma sviluppata con abilità, nella quale Tex vendica ( non è la prima volta e non sarà l'ultima ) l'uccisione di innocenti riacciuffando ( e spesso uccidendo ) i colpevoli.

Una struttura, quella del "vendicatore solitario", che, come indicato nelle pagine di introduzione al volume, ha sempre avuto un grosso appeal sui lettori di fumetti e amanti di film western. Parliamo, per intenderci meglio, dell'uomo che, comparso dal nulla, con il cappello che gli fa ombra sugli occhi sfuggenti, interviene per portare giustizia ( sommaria ) e poi scomparire di nuovo.

I disegni non sono dettagliatissimi perchè sfruttano spesso il bianco della luce del west o il nero della notte. Volutamente Kubert quasi mai esce fuori dal dettame delle tre strisce per pagina, ritornando a disegnare i suoi primissimi piani che tagliano il mento alle facce come accadeva nelle pagine di Our Army at War. Va sottolineato come l'autore sia in grado di caratterizzare i sentimenti dei personaggi che disegna attraverso le espressioni del viso e la postura del corpo rendendo spesso superflue didascalie e vignette. Il volume, a ben guardare, può essere capito, infatti, anche senza leggere i baloon; i volti di Tex che si disseta, dei personaggi che minacciano, che comandano, che sorridono, che hanno paura, esprimo le loro emozioni solo attraverso il disegno. Da sottolineare, per gli amanti dello "storytelling", le due pagine di dialogo ( muto ) fra Tex davanti al fuoco e il giovane indiano alle sue spalle che si avvicina per avere un po' di cibo.

In definitiva un albo storico per molti versi che ci ha permesso di vedere all'opera su un personaggio tanto amato dagli italiani uno dei mostri sacri del fumetto statunitense.


[ contributo tratto da http://www.lospaziobianco. it ]



ym

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A parere mio, questa è una storia davvero innovativa per la caratterizzazione che Nizzi ha saputo dare al suo cavaliere solitario: è questa la strada da seguire per rinnovare la figura di Tex. Molto belli i disegni di Kubert: un Tex veramente spietato e molto "Americano", che regalano una visione inedita del personaggio, ma di grande impatto.

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Il Tex che vorrei sempre vedere:duro, cattivo, così simile all'Uomo Senza Nome di Sergio Leone e Clint Eastwood, eppure umano e giusto, che tratta i malvagi della situazione (tra i più brutti sporchi e cattivi mai concepiti da Nizzi) con la stessa cattiveria di come noi stessi li tratteremmo, sapendo cosa sono e cos'hanno fatto;una trama ed un intreccio insoliti, molto più simile ad un western all'italiana che ai classici stilemi bonelliani, eppure credibilissima e decisamente molto più avvincente rispetto alle trame edulcorate che ci vengono proposte nella serie regolare. Ed i segno magistrale di Kubert rende appieno tale lato oscuro del personaggio, esaltandolo in una cornice eccezionale di sfondi e figure secondarie, tutti magistralmente tratteggiati. Per me, complessivamente, il miglior texone del lotto :)Voto 10Saluti

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... aspetta... io mi ricordo che avevo visto una versione a colori americana senza censura, dove la donnina appariva senza vestito.... non mi ricordo di preciso dove avevo visto questo.... forse ymalpas lo sa meglio di me...... credo fosse in giro per il web.. era una specie di confronto tra la versione originale, e quella italiana censurata....

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Fresco di lettura, con ancora negli occhi le immagini del ranger rese dal maestro americano, ho scritto una email di congratulazioni, e allegato alcune domande, confidando in una risposta del sempre cortese Big Joe. Ed ecco che il 27 la mia casella email mi offre una gradita sorpresa: le risposte, stringate ma efficaci, ci sono! Eccole:


Come si è sentito lavorando su Tex?

Mi sono divertito molto. Ed erano un mucchio di pagine!


Qual è la caratteristica che ha maggiormente gradito nel ranger?

Era il genere di storia western che preferisco. Nizzi è uno scrittore eccellente.


Ha realizzato un "mostro" di più di 200 pagine in circa sette anni. In questo lungo tempo quando è stato il momento più difficile?

? stato difficile far rientrare questo lavoro tra i miei impegni. Nello stesso periodo ho lavorato ad altri progetti, tutto questo in aggiunta al mio ruolo di insegnante e ai corsi per corrispondenza.


Lei ha un approccio molto cinematografico, quale attore pensa sarebbe perfetto per interpretare il ruolo di Tex?

Clint Eastwood - John Wayne - Randolph Scott.


Come è stato il suo rapporto con Claudio Nizzi? Ha lavorato su una sceneggiatura dettagliata o su uno script generico tipo Marvel'

? stato un piacere lavorare sulla sceneggiatura di Claudio. è un grande scrittore. E la sua era una sceneggiatura dettagliata.


Quando ha concluso il lavoro, qual è stato il suo primo pensiero?

Ero felice di aver finalmente finito!




a cura di Smoky Man
[luglio 2001]
www.ultrazine. org/ultraparole/kubert. htm

Modificato da ymalpas

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Comprato a Romics e letto solo ieri in poco più di mezz'ora. Nizzi ci propone uno dei Tex più duri lasciandogli però le sue caratteristiche di uomo giusto e leale. La storia inizia con una delle scene più "hot" della serie e continua con quella caduta molto inverosimile. Solo per questi due elementi i texiani più anziani potrebbero storcere il naso; la trama poi però prosegue bene, e regala a Tex i suoi elementi più caratteristici quali l'abilità di cervello e l'abilità sul campo. Tuttavia anche così eroicizzato Tex non può fare nulla per impedire la morte dei banditi per fargli scontare la loro pena. I disegni di Kubert si adattano benissimo al western e regalano a Tex quella plasticit? che manca a molti disegnatori attuali. Voti:Nizzi: 9Kubert (disegni e copertina): 9,5

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Anche a me è capitato di rileggere tre giorni fa questa storia, certamente una delle migliori del Nizzi più recente. Paradossalmente, è molto poco nizziana, a partire dal fatto che Tex è in solitaria: ed è anche molto violenta ( pensiamo alla scena dello stupro, ma anche alla morte del bandito per mano del fratello ), cosa inusuale per lo sceneggiatore di Fiumalbo, e che mi ha fatto andare con la memoria alla nolittiana 'I Dominatori Della Valle'. La struttura narrativa, basata su quattro 'caccia all'uomo', mi ha fatto pensare invece al film 'Bravados', con Gregory Peck. Struttura che si spiega anche con ragioni commerciali: la storia era programmata per uscire negli Stati Uniti in quattro puntate, essendo il pubblico americano assolutamente non abituato a fumetti di durata superiore alle settanta pagine. I disegni di Kubert sono bellissimi, e molto western. Da notare una cosa: ho la sensazione che nei texoni Nizzi abbia osato un 'uscita dai canoni bonelliani molto più che sulla serie regolare. Riallacciandomi alla discussione di ieri, pensate a quanto è innovativo il texone di Parlov - citato come esempio da Ymalpas, ma a cui avevo pensato anch'io allo stesso modo - oppure a 'Ombre Nella Notte' : assai raro uno sperimentalismo simile sulla serie regolare, ad eccezione, forse, di 'L'Uomo Senza Passato'...

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Grande Kubert!!!Storia: 8Disegni: 8,5

Non sono un moderatore tuttavia non posso fare a meno di notare la brevit? dei tuoi messaggi. Potresti spiegare cosa ti è piaciuto della storia e quali tratti dei disegni di Kubert ti hanno entusiasmato? Amichevolmente :indianovestito: pard06

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Non sono un moderatore tuttavia non posso fare a meno di notare la brevit? dei tuoi messaggi. Potresti spiegare cosa ti è piaciuto della storia e quali tratti dei disegni di Kubert ti hanno entusiasmato? Amichevolmente :indianovestito: pard06

Mi associo all'invito, amigo GilbertFan :trapper: Non c'è bisogno di scrivere romanzi, solo, se puoi, di messaggi un p? più articolati(giusto per poter capire bene il tuo parere sulla storia e discutere un p?) :trapper:

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Molto belle queste copertine francesi, soprattutto la seconda rende molto bene l'atmosfera e la tragicit? di quella scena!!Devo dire però che il volto di Tex è irriconoscibile, molto migliore quello all'interno del Texone. Poi non mi convincono per niente gli "stivaloni" grossi nell'ultima copertina (quella del duello). Però ci pensate se una di queste fosse diventata la copertina del Texone!! :inch::trapper:

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