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TWF - Tex Willer Forum
Pedro Galindez

[108/109 ] Massacro!

Voto alla storia  

26 members have voted

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Soggetto e sceneggiatura : G. L. Bonelli
Disegni: Giovanni Ticci
Periodicità mensile: Ottobre 1969 - Novembre 1969
Inizia nel numero 108 a pag. 45 e finisce nel numero 109 a pag. 89



Tallonando una gang di trafficanti d'armi, Tex capita a Goldena e raddrizza la schiena a Fraser, un baro che, dietro consiglio del Ranger, viene scacciato a frustate dalla città. Fraser, però, giura vendetta! è lui il capo del contrabbando di fucili e scatena i sanguinari Apaches del suo complice Wa-Ha-Tah contro l'inerme popolazione di Goldena. Le belve apache compiono un autentico massacro. I pards, spalleggiati dalla Cavalleria, non danno requie agli infami assassini e il violento capo indiano è il primo a lasciarci la pelle. Il destino peggiore tocca, però a Fraser: ferito da Tex, viene abbandonato nella foresta, circondato dai lupi e dagli spettri della gente che ha ucciso... e ha un solo colpo in canna!



© Sergio Bonelli Editore

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Come è a tutti noto, questa vicenda costituisce l'adattamento a fumetti del romanzo "Il massacro di Goldena", pubblicato da GLB nel 1951, ovvero pochi anni dopo la nascita di "Tex". In alcuni particolari della trama si nota che la storia è ambientata nel periodo iniziale della carriera di Tex: non si fa alcun accenno a Kit Willer o a Tiger, mentre Carson ricorda come capo dei ranger Mr. Marshall, colui che nel n. 1 aveva accolto Tex nel corpo. Anche l'atmosfera di cupa violenza richiama diverse delle primissime storie texiane ( "Bill Mohican", "La banda del Rosso" ecc. ) ma, a differenza di esse, la trama è sè semplice e lineare ( e divisa nettamente in tre parti, primo scontro tra protagonista e antagonista, vendetta di quest'ultimo, resa dei conti finale ) ma costruita saldamente attraverso la netta contrapposizione tra Bene ( Tex ) e Male ( Fraser ) che lottano senza esclusione di colpi fino al drammatico epilogo

in cui Tex lascia Fraser, ferito ad una gamba, in una foresta infestata dai lupi, con vicino una pistola con un solo colpo in canna; nel romanzo viene invece sic e simpliciter abbandonato alle zanne dei lupi
. Stavolta Tex è proprio la personificazione della Giustizia Vendicatrice, al servizio della quale mette tutte le sue doti di uomo d'azione, il suo eroismo
( osa sbarrare la strada a Fraser e agli Apache con Carson e pochi volontari al suo fianco, malgrado la schiacciante superiorit? numerica degli avversari; ad ogni modo arriva in buon punto la cavalleria a toglierli d'impaccio)
, anche se probabilmente non la sua intelligenza strategica ( e anche questo ci riporta al primo Tex, dotatissimo di coraggio, ma alquanto meno di raziocinio ), dato che Fraser riesce a trarlo in inganno e a soddisfare la sua sete di vendetta, la quale fa sè che il lettore possa assistere ad alcune delle scene più crude dell'intera saga texiana ( che paiono ancor più crudeli in quanto, come alcuni hanno osservato, alcune delle vittime, tra cui il barman di Goldena, avevano avuto modo di presentarsi al lettore ). I disegni di Ticci, alla seconda prova texiana, sono ottimi e ben traducono, nella loro incisivit?, la cupa durezza della trama. In sintesi, per me,:soggetto 9sceneggiatura 9,5disegni 9,5

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ho dato 9 alla storia, non 10 perchè Corvo dice che se no il romanzo va fuori classifica per voti alti. ho notato che mentre nella storia di Collezione Storica Tex che batte la pista pensa, nella storia originale Tex parla. mi ha colpito la terribile vendetta di Fraser presa sui cittadini di Goldena; è come il massacro di Vendetta Indiana solo che qui è al contrario. Anche il povero barista che diventa amico di Tex morira durante il massacro... cosi come molte donne. ho visto che Gian Luigi Bonelli quando deve essere duro e crudele non risparmia nulla a nessuno. Anche la morte di Fraser è la più brutta che si possa attendere: il delirio e i lupi che girano attorno; più brutta questa che la morte di Arlington su Vendetta Indiana per me.

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Avendo letto prima il fumetto non sono riuscita a godermi pienamente il romanzo, anche se il Bonelli romanziere, che non conoscevo, è stata comunque una gran bella sorpresa. Come ha evidenziato Pedro nel suo spoiler, il finale fumettistico, sebbene non privo di durezza e tensione, risulta addolcito rispetto a quello in prosa, e sinceramente non so se sia meglio il Tex implacabile e spietato di quest'ultima versione o quello che ad una ferma giustizia sa aggiungere anche un'estrema pietà. Penso che mi piaccia di più il secondo, anche se forse le vittime innocenti di Goldeena meritavano qualcosa in più. Un 10 per la tensione, per i disegni, per il finale (entrambi).

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Letto per la prima volta ieri sera... ero molto curioso perchè in un intervista , letta nel sito "sergiobonellieditore.it" (le risposte sono tratte da una intervista raccolta da Decio Canzio e pubblicata nel volume "Il mio nome è Tex", edito da Mondadori nel 1992),G. L. Bonelli afferma che è una delle storie a cui tiene di più... E' una storia corta ma forse non è un fatto che la penalizza, anzi... aiuta a creare quell'atmosfera cruda e drammatica dove i personaggi interagiscono. Ho trovato un tex diverso dal solito... sia dal punto di vista tattico(come si fa riferimento in risposte qui di sopra) che nel suo modo di compiere "giustizia" sul principale colpevole... le ultime vignette sono state molto singolari... difficili da spiegare... alla storia do 8 e non 10 perchè preferisco storie piu lunghe dove i personaggi vengono meglio descritti...

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Mi associo ai commenti positivi dei precedenti interventi. Quello che salta a prima vista è un Tex diverso dal solito per il periodo in cui usc? questa storia. Un Tex che non prova pietà e non lascia scampo per il suo nemico, che si è macchiato di crimini orrendi. Lo sfondo della storia è comunque abbastanza classico: indiani ribelli che compiono razzie con le armi fornite da trafficanti bianchi. Viene mostrata la crudeltà degli indiani durante il loro assalto a Goldena, il massacro anche di donne, la difesa disperata. A mio avviso Fraser è un nemico perfetto, con l'odio e la voglia di vendicarsi di Tex e degli abitanti di Goldena che l'hanno frustato e scacciato dal paese. Senza rimorsi non esita a portare la distruzione completa e a far assassinare centinaia di persone. Nella storia la parte che mi è sempre piaciuta di più è naturalmente verso il finale, quando Tex solitario ed implacabile parte alla caccia di Fraser. Lui solo vuole essere il giustiziere, infatti raccomanda Carson di non seguirlo. GLB, grazie agli stupendi disegni di Ticci, riesce a creare una tensione stupenda in questa parte. Voto 9 :D

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storia immensa, azione, disegni mozzafiato e dialoghi perfettamente Bonelliani ci mostra anche un Tex molto "cinematografico" sia per la particolare brevit? della storia che non si perde in lungaggini, sia per le splendide tavole del ticci che davvero sembra "inquadrare" le scene. Finale da romanzo alla King oserei dire!Voto 9.7

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Storia che, ancorché breve, riesce a regalare situazioni intense. Rivediamo in essa il Tex implacabile de Il Giuramento (d'altronde parliamo dello stesso periodo), che, anche in questo caso, si erge a giudice e boia e, prima di giustiziare il condannato, si "diverte" a sue spese spaventandolo a morte. La scena che lo vede imitare un lupo e lanciare cupe risate ricorda da vicino l'epilogo di Brennan ne Il Giuramento, così come la pistola con un colpo solo della scena finale richiama la "pietà" del ranger nei confronti di Sherman nella stessa storia (come fatto notare da Don Fabio nel topic su Il Giuramento). Buona storia, quindi, con i disegni del primo Ticci già entusiasmanti.

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Storia eccellente, che riassume in sé tutte le principali caratteristiche di Tex:

 

Tex giustiziere: l'uomo di giustizia, prima che di legge.il Tex primigenio, più tradizionale,meno sofisticato e più "diretto"nell'applicazione della legge del Taglione.un manigoldo ha seminato morte e distruzione,merita una fine orrenda e priva di pietà.

Tex centrale e decisionista: nessuno può rubare a Tex la vendetta e la punizione del cattivo.

Tex "giudice di uomini":che siano bianchi,negri, rossi o Canarini vestiti a festa,i cattivi vanno puniti.

 

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Buona analisi. Alla faccia di chi vede in Tex solo lo sbirro.

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Nel giro di due storie, due finali molto simili: sia Il Giuramento che Massacro condividono un finale molto crudo, in cui Tex, pervaso da un feroce (quanto giustificato) desiderio di vendetta si erge a giudice e boia e condanna a morte i suoi avversari, entrambi, beninteso, meritevoli del destino atroce loro riservato dal nostro ranger. Probabilmente oggi non vedremmo, per la cura editoriale che c'è dietro, due storie con conclusioni analoghe nel giro di pochissimi numeri, né credo che vedremmo storie con un Tex così crudele. Le scelte di GLB furono infatti molto forti, anche se perfettamente calate in contesti tragici (lì la morte della moglie, qui il massacro di un'intera cittadina); ciononostante le trovo un po' "barocche", nel senso che mi sta bene che Tex voglia vendicarsi personalmente dei due nemici macchiatisi entrambi di crimini efferati, ma mi è più difficile accettare la goliardia macabra che sfodera in quei momenti: ne Il Giuramento allestisce la scena dello scheletro al timone del battello, qui prima ulula e poi simula una risata spettrale: insomma, va bene voler uccidere, mossi da rabbia incontenibile e feroce, ma divertircisi pure, mi pare francamente un po' troppo. 

 

In questa storia, peraltro, Tex si fa anche fregare da Fraser, a riprova che il Tex infallibile GLBonelliano è probabilmente una leggenda nata a posteriori per screditare Nizzi, dato che anche nella storia precedente ("Gilas") si era fatto sorprendere dal messicano Ortega.

 

La storia, a tinte forti, è tra le più belle di questo periodo, pur nell'essenzialità della trama. Un Tex che viene allontanato con un abile piano, un attacco micidiale a un'intera città, scene tragiche e d'effetto. La conclusione, in quel bosco che si adombra sempre di più al calar della sera, con il verdetto agghiacciante di Tex che condanna Fraser a morire col buio, e con i fantasmi dei morti di Goldeena che si appressano all'ormai finito gambler, è una scena indimenticabile, sì barocca ma bellissima nella sua tragicità. Alla funerea e strepitosa atmosfera non è peraltro estraneo un Ticci già efficacissimo nella sua dinamicità, con un tratto molto più gilbertiano rispetto ai suoi lavori successivi, e con un volto di Tex che ancora si ispirava - almeno così mi è parso - a quello di Galep.  

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Mi sono accostato a questa storia con grande curiosità, essendo ben consapevole che si tratta della trasposizione in fumetti di un romanzo del grande Bonelli.

Forse per l'eccesso di aspettative, sono rimasto un po' deluso, trovando lo sviluppo della trama tutto sommato piatto.

Mi ha invece sorpreso il lato "sadico" di Tex nell'escogitare la punizione del gambler Fraser. E' vero che, così facendo, lo ha salvato dal cappio; ma, nella mia ricostruzione della personalità di Tex (ogni lettore ne ha una), il ranger non sottopone i mascalzoni a punizioni degradanti.

Il finale, quello sì veramente bello!, è invece, a mio avviso, in linea con la psicologia di Tex giustiziare. Fraser, ferito, viene lasciato in balia dei propri rimorsi, ma con la possibilità di salvarsi da una morte cruenta mercé l'uso di quell'unico colpo di pistola. 

Molto belli i disegni di Ticci.

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Superbi i disegni di Ticci, qui alla seconda prova su Tex. Forse il suo primo Tex, a parte il viso qualche volta troppo lungo, mi piace anche più di quello elaborato nel prosieguo del suo percorso texiano.

Storia asciutta e tesa, con Tex che, se da una parte viene reso più umano e fallibile, facendosi sorprendere dall'astuzia di Fraser (che avrebbe oltretutto potuto fermare fin dall'inizio, specie dopo l'allerta dello sfortunato  barman), dall'altro si rivela insolitamente spietato nei confronti  dell'avversario, resosi peraltro colpevole di uno dei massacri più cruenti della saga del nostro ranger. Finale gotico, in cui GLB evoca gli ululati dei lupi e i fantasmi dei morti di Goldena, che ci sembra quasi di vedere e sentire,  mentre la notte scende sulla foresta, avvolgendo Fraser, solo con la sua disperazione. In definitiva una storia molto valida ed attuale (avrei evitato, forse, solo la macabra risata di Tex, da "Thriller" ante litteram): leggendola non si direbbe che ha oltre 50 anni.

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