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Il Futuro Della Sergio Bonelli Editore

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Carlo, guarda che per tonnare ( e ho sbagliato, perchè avrei dovuto scrivere "scatolette di tonno" ) intendevo proprio lo spazio obbligato: in ogni caso, non volevo certo attaccarti! E' solo che ritengo il "110" una regola assurda che danneggia gravemente Tex. E ripeto: se Boselli e Faraci vi si trovano bene la autoadottino. In altre parole, lo scrivere su multipli di 110 sia un diritto e non un obbligo. Quanto ai vantaggi editoriali (che peraltro non possono essere tutto!!!), francamente continuo a non capire cosa serva dividere in siffatto modo le storie di adesso in vista di due albi celebrativi che vedranno la luce del 2018. Chiaro che gli albi appena precedenti e in mezzo devono avere una durata fissa, onde poter trovare una sostituzione senza intaccare l'unicit? dei celebrativi. Questo non capisco perchè debba riguardare i numeri dei prossimi cinque anni! Non sarà un esperto di editoria, ma le regole della logica son sempre quelle... P. S. Ripeto: se ho toni talvolta veementi non significa che vi sia astio con le persone, bensì con gli argomenti in discussione!

Modificato da Don Fabio Esqueda

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Quando tutti hanno finito, Moreno Burattini ha ripreso la parola e ci ha detto che pochi giorni fa, dopo il funerale, Davide Bonelli ha convocato l'intera redazione ed ha rivelato loro che pochi giorni prima di morire (forse presagendo quello che nessuno si aspettava o forse semplicemente spinto dalla sua naturale ipocondria, poco importa) suo padre gli aveva raccomandato, quando fosse venuto il momento di succedergli, di non vendere la casa editrice e di non dimenticare tutti coloro che lavoravano con e per lui. Davide li ha rassicurati che non ha la minima intenzione di vendere ma che anzi è intenzionato ad andare avanti con l'aiuto di tutti loro, perchè loro, tutti insieme, sono la Casa Editrice.

Questa è davvero un'ottima notizia, anche se me l'aspettavo per la verità, ma la conferma ufficiale che Davide è pronto a seguire le orme del padre e di "ancorarsi" saldamente alla guida della "Bonelli Editore" mette sicuramente di buon umore e fa ben sperare per il futuro!

Sono sicuro che Davide sapr? continuare l'opera del padre, senza snaturare la casa editrice e la qualità dei suoi fumetti!! :inch:

Si è chiusa un'era e sicuramente questo dispiace a tutti i lettori, ma se ne apre un'altra e questa ci rimette tutti un p? in "carreggiata"!!! :):trapper:

E' bello leggere quanto scritto da Carlo anche se non ne sono affatto sorpreso. Già su questo topic avevo espresso le mie certezze sul fatto che Sergio Bonelli avesse già fatto i suoi passi per garantire un futuro all'azienda e quel discorso fatto negli ultimi giorni rientra negli umani gesti di ogni uomo che, purtroppo, prima o poi si trova ad affrontare l'addio ad i suoi cari avendo la possibilità di rendersene conto. Ma comunque, secondo me, tutto era stato già deciso da tempo.

Proprio qualche giorno fa rileggevo un intervista pubblicata sulla rivista "sette" relativa al corriere della sera in cui tra l'altro Sergio parlando dell'azienda aveva già detto chi sarebbe stato il suo erede designato a continuare l'opera sua e di GLB e Tea Bonelli. Ecco lo stralcio di quell'intervista, che si può trovare anche sul nostro forum in quanto postata integralmente da "Lupo":

Quanti fumetti vende oggi la Bonelli Editore?
?Nel mese di luglio, che è il più florido, circa 900mila. Qualche anno fa eravamo a quota 3 milioni. Parliamo di una ventina di personaggi, eh?.
Il fumetto è in crisi?
?? in trincea. Prima la tv. Poi i giochi elettronici, i telefonini? Intrattenimento facile per i ragazzi. Imbattibile. I fumetti invece hanno bisogno di silenzio e concentrazione. Chi fa fumetti è destinato a una battaglia di retroguardia. Ma questo è un problema di chi verr? dopo di me?.
Chi verr? dopo di lei?
?Mio figlio Davide, che ha quarant?anni?.

Come si vede Sergio aveva già le idee ben chiare in proposito e considerato che le esternava senza esitazione in una intervista sono sicuro che anche Davide e le persone che lavorano alla Sergio Bonelli Editore ne erano al corrente.

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sono contento di quanto riportato da te Carlo, sul futuro della Bonelli. mi conferma quello che ho sempre saputo sulla serietà professionale di Sergio Bonelli , ma ancor più sul suo amore e la sua passione per il fumetto e il suo grande rispetto per i lettori e gli autori. ha così pensato, con lungimiranza, a ciò che sarebbe stato , dopo di lui, della casa editrice e dei suoi meravigliosi personaggi per garantire il lavoro agli autori e tanto divertimento ancora per coloro che con lui condividevano questa grande passione che è il fumetto. auguro a Davide Bonelli , ai responsabili della casa editrice e a tutti gli autori di continuare a lavorare e a farci sognare come ha saputo fare Sergio e a prendersi e darci tante soddisfazioni. infine chiedo gentilmente a Carlo se può darmi qualche risposta a riguardo dell'imminente nuova serie che cita (saguaro). ti riferisci alla serie che sta scrivendo Bruno Enna ?se è quella è vero che è di genere western°imminente? sai circa quando uscir??se non è quella di Enna da chi è scritta?se puoi rispondermi te ne sarei molto gratoil solito curiosone :P:P:P:P

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sono contento di quanto riportato da te Carlo, sul futuro della Bonelli. mi conferma quello che ho sempre saputo sulla serietà professionale di Sergio Bonelli , ma ancor più sul suo amore e la sua passione per il fumetto e il suo grande rispetto per i lettori e gli autori. ha così pensato, con lungimiranza, a ciò che sarebbe stato , dopo di lui, della casa editrice e dei suoi meravigliosi personaggi per garantire il lavoro agli autori e tanto divertimento ancora per coloro che con lui condividevano questa grande passione che è il fumetto.

Ma non poteva essere certo che suo figlio avrebbe fatto quello che lui auspicava. Invece Davide si è mostrato quello che tutti noi speravamo che sarebbe stato. Tanto di cappello.

auguro a Davide Bonelli , ai responsabili della casa editrice e a tutti gli autori di continuare a lavorare e a farci sognare come ha saputo fare Sergio e a prendersi e darci tante soddisfazioni. infine chiedo gentilmente a Carlo se può darmi qualche risposta  a riguardo dell'imminente nuova serie che cita (saguaro). ti riferisci alla serie che sta scrivendo Bruno Enna ?

Si

se è quella è vero che è di genere western°

Western moderno. L'ambientazione è moderna (se non contemporanea, è di qualche decennio fa). Il protagonista dovebbe essere un poliziotto indiano. Non ho capito bene se si semplicemente intende un poliziotto di razza indiana oppure proprio un poliziotto della Polizia Tribale. Peraltro non so a quale etnia appartenga, anche se ho il sospetto che si tratti di un Apache.

imminente? sai circa quando uscir??

Credo entro la metà del'l'anno prossimo. Il primo numero ?m stato disegnato dal mio concittadino Fabio Valdambrini. Non so molto altro degli altri disegnatori, ma suppongo che siano i "reduci" di Cassidy e Caravan

se non è quella di Enna da chi è scritta?

Già risposto. :indianovestito:

se puoi rispondermi te ne sarei molto grato

Fatto.

il solito curiosone :P  :P  :P  :P

C'è di peggio.

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Discorsi interessanti, ma a prescindere dal fatto che non li condivido oggi, come non ero d'accordo nel 1970, direi proprio che se il nuovo curatore sarà Boselli, che della regola dei multipli di 110 pagine  è stato sempre il più convinto assertore, le possibilità di un suo annullamento sono praticamente nulle. :colt: Diverso è il discorso fatto da Cheyenne sull'opportunità. In casi piuttosto sporadici potr? forse accadere di programmare storie che durano più di 220 pagine e meno di tre, ma sempre in modo che alla fine il' cxnto di albi completi torni. Se poi Don Fabio non riesce a capire quali siano i vantaggi editoriali della formula ad albi completi, è un suo problema. A me sta bene così e tanto mi basta. P. S. Al settantentennale ed al successivo n° 700 (che coinvolgeranno 6 albi in tutto) mancano meno di sette anni e non più di 10. Il che vuol dire comincsaire a programmrli tra non più di 4 anni.  :old:

Sul primo punto: se uno sceneggiatore trova utile "la regola del 110" la adotti, senza che altri sceneggiatori siano obbligati a fare altrettanto. Il tutto mi sembra paragonabile alle posizioni dei teodem, che parlano di "diritto alla vita", quando dovrebbero parlare di "obbligo alla vita". Sul secondo punto, son talmente cretino che non riesco a capire i vantaggi editoriali di suddetta regola. Spiegamela, ma non tirare in ballo i numeri celebrativi, altrimenti sfidi la mia intelligenza. Parliamo di numeri ai quali bisogner? pensare tra quattro anni (e quarantotto numeri), e i numeri che li precederanno non hanno ragione di essere inscatolati come tonni, come tanto ti aggrada (perchè?). Sul terzo punto, ho risposto nel secondo. P. S. Mi sembra che Tex abbia già convissuto coi numeri celebrativi, senza le tue tonnare.
Quoto, anche a me sono sempre piaciute le storie di lunghezza variabile, soprattutto quando in un albo avevi la possibilità di finire e di iniziare subito una nuova avventura. Ti invogliava alla lettura. Non è vero che attira il lettore occasionale la scelta del multiplo di 110. Cioè se la lunghezza è variabile, il lettore può cmq iniziare la storia (che ne so a pagina 70) e, caso mai, recuperare la storia che finiva nelle pagine precedenti, mentre invece se uno si becca il secondo albo di una storia di 220 pagine beh, si è fottuto (scusate il termine) le prime 110?chiaro che il lettore si incazza!Almeno fino al Tex 400, le storie diciamo erano di lunghezza variabile. Cmq sia, anche ammesso che (come ho sentito dire) le storie per Civitelli o altri erano programmate di 257 pagine (tanto per fare un esempio, però bisogna controllare) beh, è chiaro che la storia finiva in mezzo ad un albo comunque e quindi, se c'era un anniversario (o un centinaio) si adattava la storia precedente per farla terminare esattamente a fine albo. Oppure si scrivevano storie brevi: mai sentito parlare di ?A sud di Nogalesè o ?La lettera bruciata?? (domanda per i detrattori)Chiaro che per scelte redazionali il multiplo di 110 pagine può essere utile visto che avendo la storia a blocchi uno la può spostare nel periodo che vuole a piacimento. Dove starebbe il problema se uno scrive una storia con un numero di pagine variabile quindi (secondo la redazione)? Beh, probabilmente se la storia finisce a pagina 113 o già di l', è molto più opportuno scrivere pagine riempitive per terminare l'albo, oppure finisce a pagina 9, sarebbe meglio tagliare qualche pagina?se finisce a pagina 50 è tutto ok! (per noi).

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Ho riletto il mio intervento, e devo dire che il tono, per quanto volesse essere solo un po' baldanzoso, in effetti poteva risultare un po' sgradevole. Di questo, nonostante il disaccordo sul merito persista, mi scuso con Carlo. Venendo a Davide Bonelli, il mio timore non riguardava il valore della persona in sè, quanto che l'inesperienza e l'incapacità di sopportare un tal peso lo portasse a cedere la casa editrice. A quanto pare, non è così, e non può che farmi piacere! In bocca al lupo, dunque, al nostro nuovo editore ::evvai:: !

Modificato da Don Fabio Esqueda

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Ora più che mai sono pronto a concedere la mia fiducia ed il mio incoraggiamento a Davide. Un'era si è chiusa, è vero, ma la nuova che comincia, per quanto diversa, non sarà per questo peggiore. Non dimentichiamolo. Per parte mia non farà mancare il mio sostegno alle iniziative che condivider? e le critiche, anche dure, a quelle che non mi piaceranno... esattamente come facevo prima. Invito tutti a fare altrettanto.

Mi accodo.... :old::trapper:

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Carlo grazieeeeeeeeeeeeeeeee!!!!sei un vero pozzo di succulenti notizie!!!ma come fai????un poliziotto indiano è mi ricorda la serie Vertigo Scalpedmi lecco già i baffi e non vedo l'ora che questa nuova serie esca (promette mooolto bene)ho creato una nuova discussione nella sezione Bonelli per parlare delle nuove serie e miniserie in lavorazione, se hai altre informazioni al riguardo potresti fare una visitina e lasciarci qualche news ?grazie ancora :D:D

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Io penso che ogni autore debba essere libero di fare ua storia della lunghezza che vuole, senza restrizioni. Se per alcuni è piu' facile scrivere storie di multipli di 110, va bene. Di certo non mi strapperò i capelli per questo. A me piace leggere Tex, di qualuncue lunghezza esso sia.

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Carlo grazieeeeeeeeeeeeeeeee!!!!sei un vero pozzo di succulenti notizie!!!ma come fai????

Faccio un nsacco di domande, ecco come.

un poliziotto indiano è mi ricorda la serie Vertigo Scalped

Stessa osservazione che ha fatto il mio concittadino Fabio Valdambrini, disegnatore della sereio. Nessun plagio, comunque. :lol2:

mi lecco già i baffi e non vedo l'ora che questa nuova serie esca (promette mooolto bene)ho creato una nuova discussione nella sezione Bonelli per parlare delle nuove serie e miniserie in lavorazione, se hai altre informazioni al riguardo potresti fare una visitina e lasciarci qualche news ?

Sono d'accordo sul proseguire altrove, questa non è la sede adatta, ma non creo di avere news.

grazie ancora :D  :D

Di nulla. Modificato da Carlo Monni

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Anch'io penso che gli sceneggiatori dovrebbero essere liberi di scrivere storie della lunghezza che preferiscono, senza restrizioni. Il problema, più che per favorire la programmazione dei numeri celebrativi, è che i disegnatori odierni non sono veloci come quelli di una volta. Penso a Galep o a Letteri che sfornavano una storia dietro l'altra garantendo ogni mese l'uscita in edicola, mentre oggi un disegnatore impiega anni per una storia di due albi. Diversa professionalità? Forse. Capisco quindi che la scelta di adottare storie di multipli di 110 pagine risponda all'esigenza della casa editrice di riuscire a pubblicare ogni mese un albo.

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