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TWF - Tex Willer Forum
ymalpas

Claudio Nizzi

Messaggi consigliati/raccomandati

E' un mio grande desiderio poter leggere un Tex sceneggiato da Nizzi che mi faccia "rimangiare" quanto detto. Aspetto ( il piacere di conoscere te Jim Brandon e tutti Voi è tutto mio ).

Per Texf: grazie della spiegazione. Cmq visito spesso in questo ( Simpatico/Interssante ) Forum e se non inserisco commenti è perchè i vostri rispecchiano molte volte i miei pensieri, le mie idee su Tex; non sono pratico di " Forum " e non so se è corretto inserire frasi come "anch'io" o simili.

Ciao JimDavis.


F? piacere sapere che ci leggi e ci trovi interessanti :D

Capisco anche il punto di vista del "mi sembra che sia già detto tutto", ma ti assicuro che ci saranno sempre dettagli non detti o che ci piacerebbe discutere ulteriormente.

Come ben detto da Due, quello che non vediamo di buon occhio sono i semplici messaggi "Quoto!", "Pure io la penso così" ecc ecc. Ma ho già capito che agisci proprio contro tale idea. Bravo!

Se vuoi anche solo iniziare con il presentarti puoi farlo qui, altrimenti troverai sempre una discussione dove dire la tua, fosse anche solo quella della storia in edicola ;)



Per tornare in tema...

Ym ha forse centrato il punto critico.

Nizzi ormai si sente "padrone e signore" di Tex, nel senso che dopo anni ed anni di storie, è lui quello che con ogni probabilità lo conosce meglio, ma questo f? si che lo usa anche nel suo modo, distogliendo il personaggio dalla linea guida che a molti piaceva e piace tutt'ora.

Non sè se non ritorner? sui suoi passi, ma dubito fortemente che se lo farà sarà fatto in tempi brevi. "Dieci anni dopo" è quasi sicuramente stato un caso isolato, ma aspetto sempre il prossimo, per valutare meglio il tutto :indianovestito:

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Guest Wasted Years

Il punto è che le attuali storie di Nizzi fanno acqua da tutte le parti, sono noiose, verbose, piene di incongruenze, con soggetti fritti e rifritti. Dopo aver dato la sua impronta la personaggio, il buon Claudio si è stancato di scrivere, ed ora lo fa per onore di firma.? evidente che è bollito. Gli farebbe bene un altro progetto, mentre TEX lo deve scrivere chi ha voglia di farlo. La mia impressione è sempre questa. Non voglio offendere nessuno, ma comunico una mia sensazione. Nizzi non mi ha mai convinto in pieno, ma sono gusti miei, le ultime storie sono una solenne rottura, e questo è già più oggettivo e condiviso. Tanti anni logorano chiunque.

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Ma... Wasted... che dire:1) fino a poco tempo fa Nizzi era pressoch? l'UNICO autore texiano.2) credo che abbia ancora qualche colpo in canna.3) si è preso un'ampia pausa di riposo. Forse si può sperare ancora in qualcosa di buono, ma deve riappropriarsi delle vesti di "servo" e non di "star". Nel mio messaggio precedente dicevo questo, consapevole di dire ( forse ) delle grandi baggianate. Solo il tempo potr? illuminarci sull'argomento a dir poco spinoso...

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Guest Wasted Years

Se il riposo gli servir? come quello attorno all'albo quattrocento, beh.. sarei pessimista. Se il riposo favorisse altri autori, beh... sarei già più ottimista. Secondo me è meglio un ritiro quando può essere ancora dignitoso. Spero di sbagliarmi, ma la vedo piuttosto grigia..

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Non conosco abbastanza la produzione del Nizzi degli ultimi anni per poter giudicare se sia così carente, n° le recensioni che posso trovare in gran parte dei siti web che si occupano di Tex ( come TWO o Ubc )sono di grande aiuto, considerando la "stima" ;);) da cui Nizzi è circondato ; certo, se fosse tutta come "Moctezuma" o "I fratelli Donegan" ( che ho letto ) non avrei probabilmente perso granch?.... :D:D:D ( anche se si tratta IMHO di storie "solo" mediocri o men che mediocri, non pessime o indigeribili come molti hanno detto ). Probabilmente, dato che ha oramai passato i settant'anni, potr? ottenere risultati discreti o buoni soltanto se potr? dedicarsi in tranquillit? ad un ristretto numero di storie ( cosa che a quanto pare avverr? fin da quest'anno ).

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Guest Wasted Years

Le recensioni non valgono il prezzo del giornale di ieri, l'ho detto mille volte. Per cui sarai costretto a farti un idea con la tua zucca, se vorrai che questa idea ti rispecchi sulla produzione recente del nostro autore.
Le storie che citi, a mio giudizio, sono orrende, ma è il mio giudizio.
Chiaro che si compie uno sbaglio enorme se si vuole oggettivizzare un giudizio basato sui gusti come quello sulla qualità delle storie. Si cade nella trappola del saccentismo e del "so giudicare io e non tu".
Io non mi sentirei di consigliarle a nessuno, queste ultime di Nizzi, è cotto come una bistecca. Ha idee buone ma sceneggia da cani. Secondo ME! D'altronde ha prodotto e tanto, è come un vecchio atleta. Largo ai giovani.
MA rispetto il giudizio più positivo che dai tu. Anche se Monctezuma è una grossa nizzata, eh! :trapper:
:trapper::indianovestito:

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Io e il mio amico Tex



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Articolo pubblicato ne La Gazzetta di Modena il 22 marzo 2009.



Dalla via Emilia al West, cantava ormai molti anni fa Francesco Guccini. Un titolo profetico per Claudio Nizzi, fiumalbino doc, modenese d'adozione e autore delle sceneggiature del più famoso personaggio a fumetti italiano: Tex Willer, il Ranger del Texas che lo scorso settembre ha compiuto sessant?anni, davvero senza dimostrarli. E mentre Tex si avvicina alla terza età, il suo autore, che di anni ne ha invece 70, cerca strade espressive inedite, iniziando una nuova carriera come narratore e sfornando la sua prima opera: il divertente romanzo ?L'Epidemia?. Tutti, da bambini, abbiamo fantasticato e sognato, immedesimandoci nel favoloso mondo dei fumetti. E quante volte ci è capitato di immaginare storie, calarci nei panni dei personaggi e costruire trame dove noi eravamo gli eroi, capaci di imprese al limite dell'impossibile. Proprio per tutta questa serie di motivi, abbiamo sempre guardato con un misto di ammirazione e invidia, verso chi queste storie le ha costruite, narrate e disegnate. Per i figli degli anni Sessanta, c'era, e c'è ancora, una figura che ha accompagnato il nostro crescere, il nostro diventare adulti, come un amico fedele, o, per meglio dire, usando il suo stesso linguaggio, come un ?pard'. è Tex Willer, l'indistruttibile Ranger del Texas, granitico, infallibile, politicamente scorretto e accompagnato da una fortuna sfacciata, che lo ha portato a essere ferito di striscio alla tempia almeno 150 volte, ma mai in modo grave, tanto che bastava un sorso di whisky per rimetterlo in sesto. Tex, il protagonista di un mondo costellato da compagni fidati, come il ?vecchio reprobo?, Kit Carson, il figlio, Kit, il Navajo Tiger Jack e i forzuti, se pur non sveglissimi, Pat e Gros-Jean. Ma anche popolato da nemici terribili, come il più famoso, Mefisto, e suo figlio, Yama, vendutisi alle forze del male. è facile, quindi, immaginare l'emozione che può provare un vecchio texofilo, quando ha la possibilità di entrare nella piccola stanza dove il suo eroe nasce e cresce storia per storia: la stanza da lavoro di Claudio Nizzi. Una parete quasi interamente ricoperta con tutti i numeri della serie. Di fronte, per terra una pila infinita di sceneggiature e, di fianco, la scrivania di Nizzi, fiumalbino di nascita, modenese di residenza e con tanto vissuto dietro le spalle. Un personaggio lontano dalle luci della ribalta e che, a settant?anni, ha deciso, come solo chi è ancora giovane dentro, proprio come Tex, che pochi mesi fa ha spento le 60 candeline, di rimettersi in discussione e di incamminarsi, un po' per gioco, un po' seriamente, lungo una nuova strada, quella del romanzo. Pochi mesi fa, così, è uscita la sua prima fatica: ?L'Epidemia?, che ha come sottotitolo: ?I peccatori di Borgo Torre?, un agile e divertente racconto, edito da Mobydick editore, ambientato negli anni ?50, in un immaginario, ma neanche poi troppo, paese del Frignano, nel quale, all'improvviso, le integerrime donne che lo abitano sono colte da un'incontrollabile e inspiegabile epidemia di lussuria, che si interseca con una serie di storie parallele, nelle quali non mancano lettere anonime, spie, chiacchiere da paese e, financo, il morto. Un libro scritto con la leggerezza e la levit? di un dolce fatto in casa e che si legge, e non è uno scontato modo di dire, tutto d'un fiato, come un boccale di birra fresca in un'afosa giornata d'estate. ?Mah, si vede che a settant?anni era arrivata per me l'ora di cambiare - dice Nizzi - Dopo tante sceneggiature di Tex, nelle quali, per forza di cose, c'erano dei vincoli legati alla natura del personaggio, ho avvertito la necessit? di sganciarmi dalla routine e di lavorare senza essere obbligato da uno schema. Devo dire che mi sono divertito parecchio, nello scrivere L'Epidemia, e che ci riprover? presto, con una nuova storia?. Lei è di Fiumalbo. Quanto c'è del suo paese, in questo suo primo romanzo? ?Il paese del libro, a partire dal nome, è completamente di fantasia, così come lo sono le vicende che vengono narrate. Non avrei mai potuto ambientare una storia così nel mio paese. è innegabile, però, che certi fatti, certi personaggi, certe situazioni, mi abbiano dato l'ispirazione. Si pesca nel magazzino dei ricordi dell'infanzia e ci si lascia trasportare. Del resto ho vissuto a Fiumalbo fino al 1954, in pratica negli anni in cui è ambientata la storia e, poich? uno scrittore deve narrare di ciò che conosce meglio, si sa che ognuno di noi resta segnato a vita dagli anni giovanili. Gli anni Cinquanta erano ancora relativamente vicini al periodo fascista, nella cui retorica ho trovato un fertile bacino di spunti?. Lei ha detto di scrivere per sè, per la voglia di rimettersi in gioco, ma i suoi libri saranno letti da altri. Cosa pensa di trasmettere? ?Viviamo in un tempo nel quale la maggior parte dei romanzi sono noiosi, non raccontano niente e mortificano il piacere della lettura. Ho cercato di dare al lettore qualcosa di leggibile, scorrevole, senza essere sciatto, e con una trama avvincente, aiutato da tanti di anni di esperienza nel mondo dei fumetti?. I fumetti, la sua vita. Facciamo un po' di storia, dagli inizi fino a Tex. ?I miei primi lavori, uscirono nel ?62, su Il Vittorioso, storica testata di ispirazione cattolica. Nel 1969, poi, ho iniziato a collaborare con Il Giornalino, ma fino al 1980, anno nel quale sono diventato redattore per il settore fumetti, ho sempre mantenuto il mio posto di lavoro alla Fiat Trattori di Modena, città dove abito dal 1962. Per Il Giornalino ho creato molti personagi, come Larry Yuma, capitan Erik e Rosco & Sonny e ho lavorato con i migiori disegnatori italiani. Sempre nell'80, ho iniziato la collaborazione con Sergio Bonelli Editore, subito con due storie della serie Mister No, poi ereditando il non facile compito di scrivere quelle di Tex, perchè il suo creatore, Gian Luigi Bonelli, era ormai avanti con l'età. Da allora, sono circa 150 le sceneggiature che ho prodotto, senza contare altri personaggi venuti alla luce, come Nick Raider e Leo Pulp?. Parlando di Tex, le storie sono caratterizzate da una quasi totale assenza di personaggi femminili. è per questo che il suo romanzo è un po' ?birichino?? ?Magari inconsciamente, ma può essere davvero così. In Tex, a parte le signore del male, le donne sono del tutto bandite. Sergio Bonelli diceva che quando spuntava la biondina di turno nella storia, lui si annoiava. Forse non aveva torto e credo sia per questo che oggi non ne vuole, nelle storie?. Ahim?, anche Tex si sta piegando al politicamente corretto. ?S?, capisco che i tempi siano cambiati, ma penso che si stia un po' esagerando. Abbiamo dovuto limitargli le sigarette ed evitargli le tradizionali bevute, senn° le varie associazioni protestano. è vietato anche dire ?palla di neve? a un uomo di colore o ?limoncino? a un cinese, altrimenti si è accusati di razzismo. Ma via, erano solo espressioni goliardiche... In quanto al fumo, poi, nel West si inalava veramente di tutto?. Ma come avrà preso il Ranger più famoso delle strisce la svolta narrativa di Nizzi, il quale, di passaggio, nel 1995 è stato insignito dello Yellow Kid, che è un po' l'Oscar dei fumetti? Proviamo a immaginarlo, chiedendo preventivamente scusa a lui, per evitare di essere presi a colpi di colt, e a Nizzi stesso per aver osato tanto. è sera e Tex e Kit Carson stanno bivaccando non lontano dalla città di Laredo. Sul fuoco la caffettiera borbotta e Tex dice a Carson: ?Sai, vecchio cammello, quel satanasso di Nizzi ha scritto un romanzo?. ?Grande matusalemme ballerino! non posso crederci. Sangue di Giuda, l'ho sempre saputo che quel ragazzo aveva dei numeri. Domattina, appena arrivati in città andr? al general store di Joe e gli dir? di scovarmene una copia?. ?Sai che ti dico, vecchio gufo? Dovremo proprio invitarlo a pranzo, una di queste volte. Andremo al saloon sulla Main Street. Bistecca alta due dita, una montagna di patatine fritte e birra a fiumi?. ?Già, poi demoliremo una torta di mele, che io sia dannato se non lo faremo. Del resto quel vecchio tizzone se lo merita: un po' gli dobbiamo la vita?.

Modificato da ymalpas

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Dato che ormai la carriera di Claudio Nizzi su Tex è giunta al termine, penso che si possano tirare le somme su quanto Nizzi ha fatto su Tex. Questo signore è stato indubitabilmente il più grande sceneggiatore di Tex dopo GL Bonelli!Merito insindacabile di Nizzi è stato quello di aver portato avanti la testata praticamente da solo, in maniera eroica oserei dire, dimostrando una prolificit? eccezionale, alla pari di quella di Bonelli padre. E la grandezza di Nizzi è stata quella di non aver fatto scendere di livello la qualità della testata;anzi, il buon Nizzi, dopo un periodo di stanca della serie dovuto all'ovvio calo quantitativo e qualitativo di Bonelli, rialza la qualità della testata con una serie di Capolavori che si concentrano particolarmente nella fascia 300-400. A dimostrazione di ciò c'è il fatto che la testata vede aumentare nuovemente le vendite. Nizzi è stato eccezionale nel rimanere fedele allo stile del creatore di Tex, pur con le ovvie differenze. Ad esempio i dialoghi di Nizzi, il linguaggio che mette in bocca ai personaggi è quanto di più texiano uno sceneggiatore del post-Bonelli abbia potuto realizzare:Nolitta non aveva rinunciato alle peculiarit? del suo stile anti-eroico, e nemmeno Boselli riuscir? ad essere così fedele al linguaggio texiano. Prova di ciò è il fatto, ad esempio, che nello speciale di Repubblica tv, quando viene mostrato qualche esempio di linguaggio texiano, vengono mostrate vignette tratte da storie di NIzzi. Una camaleonticit? straordinaria e una fedelt? al personaggio senza pari. Le storie sono storie texiane al cento per cento così come lo sono i protagonisti che si agitano sulla scena:Tex è un figlio di buona donna senza pari, svelto di mani e di lingua, guascone al punto giusto, sicuro di sè fino al limite dell'arroganza;un Tex che sa anche sorridere e prendere in giro Carson, un Tex mai serioso e ombroso, che non si prende mai sul serio, che non ha bisogno di prendersi sul serio:la sua statura e il suo carisma non hanno bisogno di seriosit?. Carson è secondo me il miglior Carson della serie;? di questo Carson che, a mio giudizio, siamo innamorati:il "vecchio cammello" che strappa la risata, il vecchio uomo di frontiera con le faccie "basite"(vedi topic);colui a cui piacciono le donne e l'alcool, che se la prende se gli dicono che è vecchio, ma che usa l'arma della vecchiaia quando non "vuole lavorare". E dire che questo Carson è simile a Cico è dire una fesseria:semplicemente Nizzi umanizza Carson, ci mostra un uomo eccezionale che tuttavia è simile a noi, che ha le nostre stesse debolezze;non c'è in questo Carson alcuna parodia. Inoltre l'amicizia fraterna, la complicità assoluta di Tex e Carson è messa in risalto da Nizzi, e la coppia, dopo il periodo nolittiano in cui Carson è quasi sempre sostituito da Tiger, torna al suo massimo splendore. E' vero,Kit e Tiger sono messi da parte da Nizzi. Ma è lo stesso Nizzi che ci regala storie come "La pistola nascosta" o come "Furia rossa, autentico capolavoro della serie e pietra miliare per quel che riguarda il personaggio Tiger. Ed è lo stesso Nizzi a regalarci "West Fork", il capolavoro "L'uomo senza passato" e "Morte di un amico";anzi, per quanto Nizzi abbia poco utilizzato Kit, riesce a rimanere comunque molto fedele al personaggio;fedelt? maggiore al personaggio maggiore di quella che mostra Boselli, che realizza un Kit troppo insicuro, troppo orfano di suo padre. E le storie?Nizzi svolge le sue trame in maniera non semplice, ma in maniera classica:non regala sorprese o ribaltoni finali;il lettore sè sempre quello che sta avvenendo:ancora una volta ritorna la fedelt? al modello bonelliano. E dire che le sue sono storie facili è dire una falsit?:le sue trame non sono mai banali;una cosa del genere può pensarla chi non ha mai letto "Sioux","L'uomo con la frusta", o "I cospiratori"-altri capolavori assoluti della saga. Altro merito di Nizzi:quello di aver ripreso quasi tutti i comprimari storici, con una preferenza per Brandon e Gros-Jean, e di averne ripresi altri come Parker e Mac Parland, che forse lo stesso Bonelli aveva dimenticato. Menzione a parte per Davis, personaggio molto ben riuscito, che può tenere testa a Tex dall'alto della sua autorevolezza senza mai far soccombere Tex, e che pur essendo l'elemento chiave di alcune vicende, non ne è mai il risolutore o il "deus ex machina";in "Sioux" è Tex che ferma la guerra e salva gli indiani,? Tex che svela e sventa il complotto!... insomma,Davis ha poco dei personaggi boselliani ruba-scena. Sinceramente non avrei mai pensato che Nizzi fosse così odiato da alcuni:forse le sue storie sono molto più difficili da capire di quanto sembri, o forse da alcuni non sono mai state lette... Ed è inutile soffermarci sul suo ultimo periodo:si possono cindannare Bonelli,Galep,Letteri,Fusco se in vecchiaia la loro qualità è calata?... no!, perchè è un fatto fisiologico:la stessa cosa è avvenuta a Nizzi, con l'ulteriore scusante di essere stato spremuto per anni, con una mole di lavoro sulle spalle che pochi autori bonelliani hanno avuto. E il suo calo non inizia nella fascia 400-500, ma in quella successiva. Quindi, in definitiva, bisognerebbe avere non solo eterna gratitudine e rispetto per questo autore, ma si dovrebbero anche rileggere senza pregiudizi o preconcetti i suoi numerosi capolavori:riletti o letti tali capolavori non si potrebbe che arrivare alla conclusione che ho espresso all'inizio:e cioè che Nizzi è stato, dopo Bonelli, il più grande autore di Tex!

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Per ritornare alle critiche mosse a Claudio Nizzi da più parti, credo che ci sia un altro falso mito da sfatare:il fatto che lo sceneggiatore abbia "appiattito" la serie su tematiche solamente western, abbandonando quella commistione di generi che era stata una delle caratteristiche peculiari del Tex bonelliano. Commistione di generi che possiamo qualificare come uno dei meriti maggiori di Bonelli, uno degli indizi più inequivocabili della modernit? del suo stile. Nizzi autore di trame unicamente western o razionali?Non è vero, e basta rileggere la sua produzione texiana per convincersi di questo. Pensiamo al 1988, per esempio:in quell'anno Nizzi realizza storie che non solo sono tra le sue più belle di sempre, ma che toccano tutte tematiche soprannaturali!Si parte con "Il fiume sotteraneo", si continua con "Nelle paludi della Lousiana" e "La maledizione di Escondida", e si finisce con "La miniera del terrore". Queste storie, a mio parere Capolavori veri, sono accomunate non solo dal sottofondo irrazionale-orrorifico, ma anche dal modo in cui questo sottofondo viene risolto;la capacità di Nizzi è infatti quella di risolvere trame condite di elementi inquietanti con soluzioni razionali e perfettamente credibili. Quindi, se pur non possiamo classificare queste storie come puramente horror o fantasy, ecco che il falso mito viene sfatato:Nizzi è stato capace di scrivere storie, grandi storie, in cui la commisione di marca bonelliana viene rispettata e proseguita alla grande!Ciò non toglie che lo sceneggiatore non ha mai temuto di sconfinare pienamente nell'horror o nel fantastico:basti citare "Nelle paludi della Lousiana","Il regno del silenzio","La notte degli zombie"... E come dimenticare la Tigre Nera, protagonista di un vero e proprio thriller?Ritorno a dire:le storie di Nizzi in molti dovrebbero rileggerle-anche se, ormai, in molti il pregiudizio è così radicato che una rilettura non servirebbe a niente.

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Vale la pena di riportare qui cio' che ha scritto Moreno Burattini nel suo blog a proposito di Claudio Nizzi:

"Nessun critico serio può dubitare del suo talento e della sua professionalità. Nell'arco di trentamila tavole da lui sceneggiate per Aquila della Notte ci sono state inevitabimente storie scadenti e molte altre invece straordinarie. Stranamente, mi vengono in mente prima quelle belle: Il ritorno del Carnicero, Fuga da Anderville, Il ragazzo selvaggio, Alcatraz, Nella terra degli Ute, Furia Rossa, Yukon selvaggio, il Texone di Magnus, le storie con Cobra Galindez, il primo episodio della Tigre Nera e chi più e ha più ne metta. Nessun critico serio può accanirsi su una storia infelice dimenticando i meriti di quelle felici e i lettori dovrebbero avere maggiore riconoscenza verso gli autori che hanno regalato loro sogni ed emozioni, invece di accanirsi contro di loro quando non li giudicano più in stato di grazia. Ma, ovviamente, il pubblico è quello che alla fine alza o abbassa il pollice, fin dai tempi del Colosseo."

Modificato da Anthony Steffen

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Vale la pena di riportare qui cio' che ha scritto Moreno Burattini nel suo blog a proposito di Claudio Nizzi:

"Nessun critico serio può dubitare del suo talento e della sua professionalità. Nell'arco di trentamila tavole da lui sceneggiate per Aquila della Notte ci sono state inevitabimente storie scadenti e molte altre invece straordinarie. Stranamente, mi vengono in mente prima quelle belle: Il ritorno del Carnicero, Fuga da Anderville, Il ragazzo selvaggio, Alcatraz, Nella terra degli Ute, Furia Rossa, Yukon selvaggio, il Texone di Magnus, le storie con Cobra Galindez, il primo episodio della Tigre Nera e chi più e ha più ne metta. Nessun critico serio può accanirsi su una storia infelice dimenticando i meriti di quelle felici e i lettori dovrebbero avere maggiore riconoscenza verso gli autori che hanno regalato loro sogni ed emozioni, invece di accanirsi contro di loro quando non li giudicano più in stato di grazia. Ma, ovviamente, il pubblico è quello che alla fine alza o abbassa il pollice, fin dai tempi del Colosseo."

Mi permetto qualche semplice riflessione, ma prima vorrei fare una premssa: non sono mai stato un grande fan di Nizzi e non perchè non fosse bravo, perchè indubbiamente lo era, ma perchè trovavo il suo stile troppo manierista, troppo appiattito di quello di G. L. Bonelli per i miei gusti.

Negare i suoi meriti, primo fra tutti l'aver portato avanti la serie per oltre 5 anni da solo, sarebbe indubbiamente sbagliato oltre che ingiusto. Storie come "Fuga da Anderville", "Il ragazzo selvaggio", "La congiura", "L'uomo con la frusta", se non li giudico capolavori (termine che applico con criteri estremamente restrittivi), si colocano senza ombra di dubbio al gradino immedaitamente inferiorie e questo senza contare un nutrito numero di belle storie lungo tutto l'arco che va dal n° 301 389
Sarebbe, però, alttettanto sbaglaito dimenticare che dopo la sua crisi creativa del 1991/1992 e specialmente dopo il 2000, non solo la sua vena si è inaridita, ma anche le sue capacità tecniche sono andate progressivamente scemando. Nel periodo post 500 diventa difficile (parlo sempre dei miei gusti s'intende) trovare non dico una storia buona, ma addirittura una passabile.
Non a caso, tra le storie che cita Burattini non ce ne è praticamente una che non sia stata scritta dopo il 1992 (attenzione: ho detto "scritta", non "pubblicata").
A mio parere, se Nizzi si fosse ritirato, o almeno avesse rarefatto la sua collaborazione, dieci anni fa oggi ne avremmo tutti, me compreso, un ricordo migliore.

La responsabilt? non è solo sua, però, ma anche della dirigenza SBE, Sergio Bonelli e Decio Canzio in testa, che per anni ha messo la testa sotto la sabbia, rifiutandosi non solo di vedere i difetti delll'ultima produzione di Nizzi, ma anche di affiancargli stabilmente un secondo scenggiatore, scaricandogli così addosso il peso dell'intera produzione prima e della maggior parte di essa negli anni successivi al 1994.
C'è voluta una seconda situazione di crisi (vale a dire il quasi abbandono di Nizzi nel 2006, divenuto definitivo nel 2008) per spingerli ad arruolare Manfredi e Faraci prima e Ruju poi (per tacere della possibilità, purtroppo mai concretizzatasi, di D'Antonio), evitando, si spera, rischi analoghi per Boselli.

Il mio parere, in sintesi, è che se dopo l'abbandono di Nolitta e GLB la SBE avesse da subito affiancato a Nizzi un secondo (e magari anche un terzo) sceneggiatore e dopo la sua crisi creativa del 1992 gli avesse concesso un periodo di riposo sufficentemente lungo, forse Nizzi avrebbe potuto mantenersi su buoni livelli qualitativi anche dopo il 1992.

Aggiungo altre due cose:

1) nel penultimo post, datato 2010, Paco Ordonez cerca di confutare la leggenda, a suo dire, secondo cui Nizzi avrebbe scritto solo trame western o giallo/western. Ebbene, è vero che Nizzi qualche incursione nel fantastico l'ha fatta, ma è anche vero che su 137 storie da lui sceneggiate solo due sono basate sulla magia, un altro paio hanno elementi connessi al soprannaturale ed in tutte le altre la spiegazione di eventi apparentemente soprannaturali è in realtà completamente razionale (e in un recente caso anche completamente ridicola). L'atmosfera sarà anche rispettata, ma la sostanza no e la sostanza è che in 25 anni le storie realmente horror o magiche di Nizzi si contano sulle dita di una sola mano. Nulla di male in questo: di recente Faraci ha candidamente ammesso di non trovarsi a suo agio nelle tematiche fantastiche e Boselli di non amare le storie nelle grandi città. La diversit? di sceneggiatori serve a supplire anche a questo.

2) Se è pur vero che la produzione nizziana degli ultimi 10 anni ne ha, a mio parere, irimediabilmente rovinato il profilo proessionale, non si dovrebbe comunque dimenticare che ci sono personaggi e situazioni da lui creati che meriterebbero di essere ripresi. Se la Tigre Nera (un grandissimo antagonista almeno nella sua storia d'esordio) è ormai irrecuperabile, rimangono comunque il Generale Davis, che al di fuori del suo ruolo di deus ex machina a cui Nizzi l'aveva, ahimè, relegato nelle sue ultime apparizioni, potrebbe avere ancora molto da dire ed i" sopravvissuti" del ciclo messicano o altri ancora che ora non mi vengono in mente.

E questo è tutto.

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Indubbiamente è vero che Nizzi non ha scritto capolavori dopo il 2000. Però di storie passabili, cioè tecnicamente valide, supportate da un buon soggetto e con una sceneggiatura non sviluppata come si sarebbe potuto, ce ne sono diverse. Poi indubbiamente il discorso riflette i gusti di ognuno di noi, per cui uno può trovare nelle bistecche e patatine il sale di una storia e l'altro invece l'elemento che la rende oltre che soporifera, insupportabile! Detto questo, non volendo mettere in discussione i gusti e i metri di giudizio degli altri utenti e meno che mai quelli di un'autorit? come Carlo, mi permetto di stilare una piccola lista delle storie che negli ultimi anni hanno comunque retto ( mi limito solo alla serie regolare) :

2000 - I cavalieri del Wyoming, idea poco originale nel senso che è stata riciclata da altre storie di Tex, sceneggiatura a tratti anche noiosa, ma storia comunque sufficiente.

2001/2002 - La maschera dell'orrore, non all'altezza delle grandi storie degli anni ottanta, ma lettura godibile.

2002 - Mefisto! primo albo da applausi, sul resto stendiamo pure il velo.

2003 - Ritorno a Culver City, personalmente non l'apprezzo molto, sarà anche per il finale del primo albo, ma sulla rete i commenti positivi a questa storia non mancano.

2003 - Il grande viaggio, una lunga storia, a tratti esotica, che ricordo con piacere, a parte le tavole iniziali del treno attaccato dai bandidos. Il resto è più che passabile, direi.

2003 - Pioggia! altra storia che non ho mai troppo apprezzato, ma comunque passabile.

2004 - Athabasca Lake, soggetto molto interessante, sceneggiatura che non va però di pari passo. Non mancano però le situazioni divertenti. Per me la migliore di Nizzi degli ultimi anni.

2005 - Puerta del diablo, storia che tutto sommato regge per tre quarti.

2006 - Documento d'accusa, se togliamo il fatto che Tex lascia giustiziare lo scout indiano e non faccia niente in vent'anni per farla pagare al generale, la storia regge eccome, anzi può essere considerata una delle migliori letture degli ultimi dieci anni.

2006 - Il villaggio assediato, bella storia sulla quale non ho mai trovato niente da recriminare.

2007 - Dieci anni dopo, se eccettuaiamo il fatto che una storia incentrata su quei mormoni avrebbe meritato senz'altro un'idea più interessante, nel senso che soffre troppo il paragone con uno dei massimi capolavori bonelliani, la storia di per se non è male, cioè diciamo a scanso di equivoci passabile.

2008 - Sul sentiero dei ricordi per una storia celebrativa di un albo centra comunque il bersaglio. Idea poco originale e caratterizzazione di Lilyth, personaggio senza storia ma con un mito grande grande, che difficilmente avrebbe potuto accontentare tutti. Passabile.


Per il resto sono d'accordo con Carlo sul fatto che dopo il 2000 il calo è stato evidente. Però diverse storie brutte per non usare un'aggettivo più pesante, riflettono secondo me un'aura negativa anche su quelle che ho riportato sopra e che meriterebbero un ricordo migliore.

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1) nel penultimo post, datato 2010, Paco Ordonez cerca di confutare la leggenda, a suo dire, secondo cui Nizzi avrebbe scritto solo trame western o giallo/western. Ebbene, è vero che Nizzi qualche incursione nel fantastico l'ha fatta, ma è anche vero che su 137 storie da lui sceneggiate solo due sono basate sulla magia, un altro paio hanno elementi connessi al soprannaturale ed in tutte le altre la spiegazione di eventi apparentemente soprannaturali è in realtà completamente razionale (e in un recente caso anche completamente ridicola). L'atmosfera sarà anche rispettata, ma la sostanza no e la sostanza è che in 25 anni le storie realmente horror o magiche di Nizzi si contano sulle dita di una sola mano.

Come dici tu stesso, io in questo non ci vedo proprio un difetto. Tex è un fumetto western, in primis, con rare puntate nel fantastico (più frequenti, forse, solo nel primo centinaio), quindi ci può stare che Nizzi ne abbia scritte poche o che Faraci non ne scriver? nessuna. Poi, se non ricordo male, quello che cercavo di "confutare" in quel post è la leggenda secondo cui Nizzi avrebbe fatto di Tex un fumetto giallo: ecco, per me questa è appunto una leggenda.

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Indubbiamente è vero che Nizzi non ha scritto capolavori dopo il 2000. Però di storie passabili, cioè tecnicamente valide, supportate da un buon soggetto e con una sceneggiatura non sviluppata come si sarebbe potuto, ce ne sono diverse.


E su questo, in linea di massima, potremmo essere d'accordo.

Poi indubbiamente il discorso riflette i gusti di ognuno di noi, per cui uno può trovare nelle bistecche e patatine il sale di una storia e l'altro invece l'elemento che la rende oltre che soporifera, insupportabile! Detto questo, non volendo mettere in discussione i gusti e i metri di giudizio degli altri utenti e meno che mai quelli di un'autorit? come Carlo,


Premesso che non mi ritengo affatto un'autorit? e che l'unico merito che potrei avere (se tale si può considerare) è che leggo Tex dal 1966 come minimo (insomma sono un'autorit? perchè sono vecchio :snif::lol2: ), i gusti altrui sono effettivamente raramente discutibili perchè se a uno un certo tipo di cose non piace c'è davvero poco che gli si possa dire.
Per il resto...

mi permetto di stilare una piccola lista delle storie che negli ultimi anni hanno comunque retto ( mi limito solo alla serie regolare) :

2000 - I cavalieri del Wyoming, idea poco originale nel senso che è stata riciclata da altre storie di Tex, sceneggiatura a tratti anche noiosa, ma storia comunque sufficiente.


Sostanzialmente d'accordo.

2001/2002 - La maschera dell'orrore, non all'altezza delle grandi storie degli anni ottanta, ma lettura godibile.


Idem

2002 - Mefisto! primo albo da applausi, sul resto stendiamo pure il velo.


Non a caso, il primo albo dovrebbe essere stato scritto prima della famigerata crisi.

2003 - Ritorno a Culver City, personalmente non l'apprezzo molto, sarà anche per il finale del primo albo, ma sulla rete i commenti positivi a questa storia non mancano.


Il grosso difetto di questa storia è il non aver approfondito proprio il ritorno di Tex a Culver City. Di fatto la storia potrebbe essere ambientata in una qualunque cittadina del West senza che la struttura narrativa ne soffra.

2003 - Il grande viaggio,


"Il lungo viaggio"

una lunga storia, a tratti esotica, che ricordo con piacere, a parte le tavole iniziali del treno attaccato dai bandidos. Il resto è più che passabile, direi.


Appena passabile per me.

2003 - Pioggia! altra storia che non ho mai troppo apprezzato, ma comunque passabile.


Decisamente.

2004 - Athabasca Lake, soggetto molto interessante, sceneggiatura che non va però di pari passo. Non mancano però le situazioni divertenti. Per me la migliore di Nizzi degli ultimi anni.


Troppo noiosa e con caratterizzazioni di Gros Jean e Kit Willer abbastanza sballate

2005 - Puerta del diablo, storia che tutto sommato regge per tre quarti.


Niente guizzi, ma in fondo non hai torto.

2006 - Documento d'accusa, se togliamo il fatto che Tex lascia giustiziare lo scout indiano e non faccia niente in vent'anni per farla pagare al generale


Hai detto niente.

, la storia regge eccome, anzi può essere considerata una delle migliori letture degli ultimi dieci anni.


Ecco... qui siamo in disaccordo pressoch? totale. Questa storia è per me e non solo per me, uno dei paradigmi delle peggiori storie del periodo (con buona pace di Don Fabio). Per citare l'opinione di un disegnatore di Tex di cui non farà il nome, qui Tex fa tutto quello che non dovrebbe fare e non fa quello che invece dovrebbe fare.
Caratterizzazioni di Tex e Tiger sballate (Tex, il Tex nei nn. 8/10, per intenderci, che attende mezz'ora per essere ricevuto da un qualunque ufficiale? Ma neanche per idea), premesse inconsistenti (Perchè preoccuparsi della testimonianza di un indiano, perchè non smentire una confessione scritta effettivamente estorta?)
Mi dispiace, ma io la ritengo una delle peggiori storie di Nizzi in assoluto.

2006 - Il villaggio assediato, bella storia sulla quale non ho mai trovato niente da recriminare.


Più che sufficiente in effetti

2007 - Dieci anni dopo, se eccettuaiamo il fatto che una storia incentrata su quei mormoni avrebbe meritato senz'altro un'idea più interessante, nel senso che soffre troppo il paragone con uno dei massimi capolavori bonelliani, la storia di per se non è male, cioè diciamo a scanso di equivoci passabile.


Passabile, in effetti, ma nulla di più.

2008 - Sul sentiero dei ricordi per una storia celebrativa di un albo centra comunque il bersaglio. Idea poco originale e caratterizzazione di Lilyth, personaggio senza storia ma con un mito grande grande, che difficilmente avrebbe potuto accontentare tutti. Passabile.


Soggetto intrigante, ma sceneggiatura salvata, sia pure in parte, da interventi di Civitelli, Marcheselli e Boselli che hanno smussato alcune incongruenze preesistenti.

Per il resto sono d'accordo con Carlo sul fatto che dopo il 2000 il calo è stato evidente. Però diverse storie brutte per non usare un'aggettivo più pesante, riflettono secondo me un'aura negativa anche su quelle che ho riportato sopra e che meriterebbero un ricordo migliore.


Se Nizzi fino al 2000 ha comunque scritto storie ancora accettabili dopo quella data (storie pubblicate dal 2002 in avanti) inanella una serie di storie sempre più brutte, pare avere una ripresa con le storie pubblicate dalla seconda metà del 2006 in avanti, storie non esaltanti, ma effettivamente almeno passabili.

Quello che vorrei stabilire una volta per tutte è che bisogna distinguere tra il Nizzi di tempi migliori e quello degli ultimi. Criticare quest'yultimo per me è legittimo, i meriti del passato non bastano a renderlo immune da critiche e non si può giustificare una storia brutta col fatto ceh venti anni prima se ne sono scritre di molto belle.

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La responsabilt? non è solo sua, però, ma anche della dirigenza SBE, Sergio Bonelli e Decio Canzio in testa, che per anni ha messo la testa sotto la sabbia, rifiutandosi non solo di vedere i difetti delll'ultima produzione di Nizzi, ma anche di affiancargli stabilmente un secondo scenggiatore, scaricandogli così addosso il peso dell'intera produzione prima e della maggior parte di essa negli anni successivi al 1994.

Quoto in pieno quanto detto da Carlo ed aggiungo che francamente mi lascia perplesso la scelta di lasciare Nizzi a lungo da solo considerando il fatto che le persone per affiancarlo non è che mancassero a cominciare da Medda che secondo me aveva debuttato con una Storia con la S maiuscola. Lo stesso Canzio si era rivelato a suo agio nello sceneggiare una storia di Tex senza contare che Boselli era li pronto e tutti abbiamo potuto vedere il suo valore in seguito. Fortunatamente sembra che alla Bonelli abbiano imparato la lezione e la storia non si sta ripetendo infatti Boselli non è stato lasciato solo a tirare la classica "carretta".

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Leggendo l'articolo di Alessandro Bottero su fumettodautore. com a proposito dei dati di vendita della Bonelli mi ha fatto riflettere questo passo che vi riporto:

Alta cosa da considerare?. Tex è il fumetto che vende di più in assoluto. E non solo come serie regolare inedita, ma anche come RISTAMPA. Le ristampe di Tex spesso vendono tre o quattro volte quanto vendono alcuni ?bonellidi? di Aurea, Star, Panini, o GP. E questo dimostra una volta per tutte che esiste un abisso tra quello che si scrive su Internet e il mondo reale, fatto di edicole e copie realmente vendute. Il tanto vituperato Claudio Nizzi, schifato e disprezzato da tutti i fighetti da forum, e dai critici fai da te che si aprono un blog, vende ancora adesso molto più delle ?rivelazioni del fumetto italiano?, che imperversano su Forum e Blog. Ossia la gente VERA, quella che VERAMENTE compra i fumetti e non quella che ne parla sui blog o sui forum, preferisce e premia certi prodotti. Che, guarda caso, sono totalmente ignorati, o addirittura schifati, dalla fighetteria da tastiera.

Beh sicuramente il merito delle vendite delle ristampe non è ascrivibile tutto a Nizzi ma molto conta il fatto che Tex trascina comunque, ad esempio io nel comprarmi la collezione storica a colori non ho pensato minimamente a fare una selezione ma l'ho comprata tutta, comunque fa riflettere il fatto che il tanto vituperato Nizzi continua a vendere tanto anche con le ristampe.

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Parliamo di Nizzi. Ho trovato questo link( http://www.komix.it/page. php?idArt=1322 ) sul buon Claudio scritto è ma guarda un po' è da Carlo Monni. Sembra qualcosa di datato, comunque in stile Monni, senza dubbio. Io rispetto le opinioni degli altri, ma se commento questa specie di recensione sull'autore di Tex è perchè ho trovato una cosa che mi ha fatto letteralmente incavolare, sintomo del pregiudizio (o astio personale) verso Nizzi. Il passaggio è questo (il resto se volete leggetelo voi, sono opinioni personali del recensore, alquanto dubbio):?In parole povere, non erano ispirate (le storie di Nizzi), al contrario di quelle dei soliti Nolitta, Boselli, Berardi, Canzio, Medda?Cosa cosa ??? Rileggiamo gli ultimi nomi?Berardi, Canzio e Medda. Ok, Oklahoma la considero anche io un capolavoro, dove la figura di Tex è stata RISPETTATA. Rileggiamo (scusate la vaga ironia, ma alcune cose non si possono sentire) gli ultimi nomi: Canzio e Medda. Storie ispirate? A parte il fatto che hanno scritto si e no un paio di storie (Canzio una storia e mezza), e premettendo che le avventure di Medda mi erano piaciute, come puoi giudicare un autore sulla base di un paio di storie di Tex? E poi quelle di Canzio erano ispirate??? Con il cagnolino ?stracciò e un Carson (in L'oro di Klaatu) veramente rimbambito (? forse con questa storia che si è rimbambito in maniera esponenziale). Questo per dire che si vuole in qualche modo salvaguardare il lavoro di tutti gli altri autori anche se hanno scritto mezza storia e buttare in vacca tutto il lavoro di qualche autore che non piace. Altra citazione ?Fatte salve poche eccezioni, non ho praticamente apprezzato alcuna storia di Nizzi prima del 400 (figuriamoci dopo)?Fatte poche eccezioni eh? Mi sto rileggendo la storia ?Sioux? (Nizzi/Ticci) e vale più di tutte le storie di Boselli messe assieme, autore che non mi è mai piaciuto su Tex, però rispetto il suo lavoro. Anzi, gli faccio in qualche modo i complimenti perchè i suoi ottimi soggetti vanno oltre Tex, sono quasi sprecati su Tex se riempi le storie con personaggi che nascondono l'operato del ranger. Se poi ci aggiungi che Boselli non è mai riuscito a scrivere dei dialoghi ?alla Tex?, cioè con un Aquila della notte spaccone, con una sfacciataggine incredibile contro i pezzi grossi (giustamente), a volte arrogante (magari non ai livelli di Nolitta, anche se i dialoghi del buon Sergio su Tex erano perfetti). P. S.: non ce l'ho direttamente con Monni, ma il sospetto è che (visto che parla bene di tutti gli altri autori bonelli) è che non sia riuscito ad avvicinare Nizzi nel corso degli anni, oppure Nizzi gli ha fatto qualche osservazione (giustamente) a qualche contestazione. Lo sbaglio di Nizzi nelle ultime avventure secondo me è stato inserire delle donne. E lo ha fatto in quasi tutte le ultime storie. Toglieva il respiro dell'avventura in Tex, fatta appunto dai pards e pochi altri. Non so cosa ne pensate voi, ma certi commenti probabilmente trovano consenso generale su forum come TWO, non certo qui, dove alcune recensioni sono semplicemente volgari. Anche molto.

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Parliamo di Nizzi. Ho trovato questo link( http://www.komix.it/page. php?idArt=1322 ) sul buon Claudio scritto è ma guarda un po' è da Carlo Monni.


Sembra qualcosa di datato, comunque in stile Monni, senza dubbio.


Si tratta di qualcosa che scrissi molti anni fa per TWO e ne confermo ogni parola... a parte il giudizio eccessivamente severo iniziale che ho in parte riconsiderato.

Io rispetto le opinioni degli altri, ma se commento questa specie di recensione sull'autore di Tex è perchè ho trovato una cosa che mi ha fatto letteralmente incavolare, sintomo del pregiudizio (o astio personale) verso Nizzi.


Mai avuto astio personale contro Nizzi e quanto ai pregiudizi... dopo commenter? i tuoi, qui mi limito a dire che se pregiudizio c'era, era del genere: "visto che le precedenti storie di Nizzi non mi sono piaciute, ho paura che non mi piacer? nemmeno questa, cosa quasi puntualmente verificatasi per quasi tutte le storie di Nizzi uscite nel periodo post 400 (salvo "L'uomo senza passato", "I Lupi del Colorado", "Gli uomini che uccisero Lincoln" e per tutte e parzialmente "Congiura contro Custer" per la serie regolare nonchè i Texoni sino al 14 e gli Almanacchi 1994 e 1996) e praticamente per tutte quelle post 500.
Per quelle precedenti, il mio "pregiudizio", se vuoi chiamarlo cos'è, era del genere: "Belle storie sè, ma troppo manieriste e formulaiche per i miei gusti".

Il passaggio è questo (il resto se volete leggetelo voi, sono opinioni personali del recensore, alquanto dubbio):


Certo che sono opinioni personali, come lo sono le tue ed il recensore sarà alquanto dubbio per te, ma cos'è che rende i tuoi giudizi più obiettivi dei miei se non il tuo convincimento personale? Ai miei occhi finisci con l'essere "dubbio" anche tu"

?In parole povere, non erano ispirate (le storie di Nizzi), al contrario di quelle dei soliti Nolitta, Boselli, Berardi, Canzio, Medda?


Cosa cosa ??? Rileggiamo gli ultimi nomi?Berardi, Canzio e Medda. Ok, Oklahoma la considero anche io un capolavoro, dove la figura di Tex è stata RISPETTATA.

Rileggiamo (scusate la vaga ironia, ma alcune cose non si possono sentire) gli ultimi nomi: Canzio e Medda. Storie ispirate? A parte il fatto che hanno scritto si e no un paio di storie (Canzio una storia e mezza), e premettendo che le avventure di Medda mi erano piaciute, come puoi giudicare un autore sulla base di un paio di storie di Tex? E poi quelle di Canzio erano ispirate??? Con il cagnolino ?stracciò e un Carson (in L'oro di Klaatu) veramente rimbambito (? forse con questa storia che si è rimbambito in maniera esponenziale).


Una storia è ispirata quando non è costruita a tavolino e quando l'autore si è divertito a scriverle e queste cose si possono percepire, cosa che è accaduta a me leggendole.
Se lo percepisco per Berardi, che di storie ne ha scritta una sola (ed ?, lo dico senza remore ?, a mio parere, una delle 15 storie più belle di Tex in assoluto), perchè non dovrei dirlo per Canzio e Medda che di storie ne hanno scritte due?
Canzio ha realizzato due sceneggiature briose e divertenti con personaggi ben caratterizzati (il Calavera di "L'oro di Klaatu" è un bel personaggio di cattivo ambiguo ed a tratti simpatico) e soprattutto non seguivano rigidamente uno schema in stile formula matematica.
Se poi a te non sono piaciute e non hai gradito il cagnolino ?Stracciò, mentre io quelle storie le ho apprezzate, che ci posso fare?
Per Medda vale un discorso analogo, ha avuto il coraggio di battere strade almeno in parte nuove senza imitare nessuno, ed esponendosi in prima persona, nonchè, dimostrandosi un valido sceneggiatore.
Se paragono "Orrore" a "La locanda dei fantasmi" (per citare una storia di Nizzi che parla di serial killer), non ho esitazioni a dire che la prima mi ha coinvolto ed emozionato più della seconda, che pure è una buonissima storia. Dovrei forse affermare il contrario, anche se non lo penso, solo per gratificare te che di Nizzi sei un estimatore a prescindere, a quanto pare?

Questo per dire che si vuole in qualche modo salvaguardare il lavoro di tutti gli altri autori anche se hanno scritto mezza storia e buttare in vacca tutto il lavoro di qualche autore che non piace.


E tu, più avanti non fai la stessa cosa di cui accusi (a torto, per come la vedo io) me di fare?
Forse dovresti badare di più a quel che scrivi sai? Forse dovremmo farlo tutti a pensarci bene.

Altra citazione ?Fatte salve poche eccezioni, non ho praticamente apprezzato alcuna storia di Nizzi prima del 400 (figuriamoci dopo)?


Qui è bene che faccia, ancora una doverosa precisazione: la frase è effettivamente un po' forte, ma va chiarita. Ribadisco che, per quanto riguarda i miei gusti personali, ritengo che Nizzi avesse, anche nei suoi gironi migliori, il difetto di essere tropo manierista (leggi: imitare troppo pedissequamente lo stile di G. L. Bonelli spesso rifacendo tal quali alcune sequenze di GLB e questo sfido chiunque a contestarlo) e di scrivere come se applicasse una sorta di formula matematica. Per questo motivo non sono mai riuscito ad apprezzarlo fino in fondo (che è quello che avrei dovuto scrivere nel pezzo contestato) e non a caso quelle che considero le sue storie migliori sono quelle dove devia dai suoi schemi in tutto od in parte (Ad esempio: "Fuga da Anderville" o "Il ragazzo selvaggio") ed emerge un calore, una partecipazione, che trovo assente nelle altre storie. Cosè è come la vedo io, dove sta il mio torto? oltre che nell'avere gusti e sensibilit? diversi da quelli di Calvera?

Fatte poche eccezioni eh? Mi sto rileggendo la storia ?Sioux? (Nizzi/Ticci) e vale più di tutte le storie di Boselli messe assieme


Opinione tua. Per quanto mi riguarda, c'è almeno una storia di Boselli (indovina quale?) che metto tra le dieci migliori storie di Tex di tutti i tempi e te en potrei citare almeno un'altra ventina delle 50 finora pubblicate, che considero nettamente superiori a "Sioux".
Opinione personale mia, non un fatto, esattamente come per ciò che dici tu.

autore che non mi è mai piaciuto su Tex


Autore che apprezzo tantissimo su Tex come sulle altre testate che scrive (opinione, peraltro che posso estendere anche agli altri sceneggiatori, eccezion fatta per Ruju, che altrove mi ha convinto molto di meno) e che considero una sorta di salvatore della serie dopo il periodo di decadenza quasi fatale di Nizzi.
Anche qui opinione, non fatto.
Peraltro, dopo quello che dici, mi chiedo come ti poni adesso con un Boselli che oltre ad essere il principale sceneggiatore di Tex ne è anche il curatore, il che implica che il Tex futuro avrà inevitabilmente un'impronta boselliana. Ti si prospettano giorni duri, mi sa. _ahsisi

però rispetto il suo lavoro. Anzi, gli faccio in qualche modo i complimenti perchè i suoi ottimi soggetti vanno oltre Tex, sono quasi sprecati su Tex se riempi le storie con personaggi che nascondono l'operato del ranger.


Altra voce diffusa, ma che non condivido: per me il gran numero di personaggi contribuisce ad arricchire la trama e me la renda più viva ed interessante e non ho mai trovato che mettessero in ombra Tex, che anzi, alla fine emergere come il vero risolutore delle vicende in cui si trova coinvolto.

  Se poi ci aggiungi che Boselli non è mai riuscito a scrivere dei dialoghi ?alla Tex?, cioè con un Aquila della notte spaccone, con una sfacciataggine incredibile contro i pezzi grossi (giustamente), a volte arrogante (magari non ai livelli di Nolitta, anche se i dialoghi del buon Sergio su Tex erano perfetti).


Qui potremmo discutere: personalmente i dialoghi di Boselli li ho sempre trovati adeguati, ma ammetto che non hai tutti i torti.

P. S.: non ce l'ho direttamente con Monni,


Davvero? Ti confesso che non ne ero tanto sicuro, anzi il tuo aveva proprio l'aria dell'attacco personale. Prendo atto che non è così.

ma il sospetto è che (visto che parla bene di tutti gli altri autori bonelli) è che non sia riuscito ad avvicinare Nizzi nel corso degli anni


Spiacente di deluderti, ma io e Nizzi ci conosciamo bene ed abbiamo un buon rapporto personale improntato alla cordialit?, questo nonostante io non abbia mai avuto peli sula lingua nel dirgli faccia a faccia cosa penso delle sue ultimi storie (e chissà, forse proprio per questo). Quando ci vediamo lui mi chiama scherzando : ?Il mio più grande sottovalutatore? o ?Il mio miglior nemico?. :lol2:

  oppure Nizzi gli ha fatto qualche osservazione (giustamente) a qualche contestazione.


Se lo avesse fatto, sarebbe stato nel suo diritto e non avrei nulla da rimproverargli? peccato che non sia mai successo. _ahsisi

Lo sbaglio di Nizzi nelle ultime avventure secondo me è stato inserire delle donne. E lo ha fatto in quasi tutte le ultime storie. Toglieva il respiro dell'avventura in Tex, fatta appunto dai pards e pochi altri.


Ecco, questo è il tipo di spirito conservatore, per non dire reazionario, che non ho mai apprezzato in certi lettori di Tex. Peraltro, che le donne ed i comprimari tolgano spazio all'avventura era una cosa che non credevo quando ero bambino, figuriamoci ora. -_nono
Per quanto mi riguarda,. Sono sempre stato e sono tuttora convinto che un serial, per sopravvivere tanti anni debba periodicamente svecchiarsi, inserire elementi di novità e magari recuperane altri che con il tempo sono andati perduti, il tutto nel rispetto dei personaggi e del loro mondo.
C?? chi trova conforto nel ripetersi un comodo tran tran, io non sono tra questi, anzi? sempre per quanto mi riguarda, la ripetitivit? genera noia e la noia genera disaffezione.
Boselli è riuscito a rinnovare Tex come già c'era riuscito su Zagor (con il valido aiuto di Burattini che sta portando avanti la torcia in modo egregio), con uno stile narrativo intrigante e moderno ma rispettoso del personaggio
Ovvio che non tutti la vedano a questo modo, ma questa è la mia opinione. :old:

Non so cosa ne pensate voi, ma certi commenti probabilmente trovano consenso generale su forum come TWO, non certo qui, dove alcune recensioni sono semplicemente volgari. Anche molto.


Premesso che non condivido l'accusa generale contro TWO, non posso che concordare che alcuni dei suoi utenti hanno avuto in passato ed in parte anche ora, il difetto di un pregiudizio anche molto acceso, ma non voglio addentrarmi in critiche a chi non può difendersi,.
Mi limito solo a dire, a difesa degli utenti di TWO, che non meritano che si faccia di tutta l'erba un fascio, che qualcuno dovrebbe badare meno alla pagliuzza negli occhi altrui e più alla trave nel proprio. -_nono

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Parliamo di Nizzi. Ho trovato questo link( http://www.komix.it/page. php?idArt=1322 ) sul buon Claudio scritto è ma guarda un po' è da Carlo Monni.

Sembra qualcosa di datato, comunque in stile Monni, senza dubbio.

Qualcosa di vecchio come il cucco a cui personalmente non ho dato mai peso, perchè trattasi IMO di commento disordinato e dettato da un percepibile quanto innegabile livore verso l'autore modenese.

Fatto salvo che Nizzi Claudio nell'ultimo decennio ha scritto storie non all'altezza (e fin qui ci arrivano da soli anche i nizziani, senza bisogno della balia blablabla), concordo con te, Calvera, su Medda e company.
Nizzi avrà tempo e voglia di rispondere a tono a certe considerazioni, anche se io, fossi in lui, sorvolerei :generaleS:

su Boselli credo che ti sbagli, è IMO un bravo sceneggiatore......

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Parliamo di Nizzi. Ho trovato questo link( http://www.komix.it/page. php?idArt=1322 ) sul buon Claudio scritto è ma guarda un po' è da Carlo Monni.

Sembra qualcosa di datato, comunque in stile Monni, senza dubbio.

Qualcosa di vecchio come il cucco a cui personalmente non ho dato mai peso, perchè trattasi IMO di commento disordinato e dettato da un percepibile quanto innegabile livore verso l'autore modenese.
Quando ha scritto quel breve testo, evidentemente, il buon Carlo non era dell'umore più adatto, perchè dalle battute che abbiamo scambiato su Nizzi, anche di recente, secondo me ha rivisto ( almeno parzialmente ) il suo giudizio che non è più così drastico nella sua severità ( e certi toni più che al livore secondo me sono addebitabili alla frustazione che anche noi "nizziani" abbiamo sentito nascere dentro di noi alla lettura di certe storie scritte negli ultimi anni dall'autore modenese ).



Nizzi avrà tempo e voglia di rispondere a tono a certe considerazioni, anche se io, fossi in lui, sorvolerei

La lettura del prossimo libro di Guarino, in uscita a novembre per Lucca Comics, dovrebbe invece gettare nuova luce su certe sceneggiature di Nizzi. Non solo non si sorvola, ma si parla ampiamente delle critiche che sono piovute sulle ultime storie, per citarne qualcuna "I fucili di Shannon" o il ritorno della Tigre Nera, per cui libro assolutamente imperdibile per conoscere i retroscena che hanno portato a certe scelte invece di altre. Ne riparleremo fra qualche mese.

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Fatto salvo che Nizzi Claudio nell'ultimo decennio ha scritto storie non all'altezza (e fin qui ci arrivano da soli anche i nizziani, senza bisogno della balia  blablabla)

Tu dici, che ci arrivano da soli?Allora non sono Nizziani. Ai Nizziani che conosco io (forumisticamente, s'intende) puoi pure toccare la mamma, ma non il buon Claudio. Non appena provi a criticare una storia del loro beniamino partono in quarta con la solita tiritera del rispetto, del mandare avanti la baracca, del Tex perfettamente Glbonelliano anche quando le becca di brutto, dei tempi che non sono più gli stessi, etc. etc. etc. Questa è il tipico giudizio di un Nizziano nei confronti delle storie scritte nel periodo di crisi:Le foreste dell'Oregon = 10I fratelli Donegan = 10Tumak l'inesorabile = 10Fratello bianco = 10Documento d'accusa = Capolavorissimo!!!! 20 e lodeLa banda dei tre = 9Moctezuma = 9La sentinella = 10L'artiglio della tigre = C*A*P*O*L*A*V*O*R*ORio Hondo = 10Figlio del vento = 10Fort Sahara = millemila e lodePer quanto riguarda il libro di prossima pubblicazione, sono proprio curioso di sentire su chi Nizzi scaricher? le colpe del suo declino texiano (semprech? il suo biografo si sia permesso di toccare l'indelicato argomento)... su Sergio Bonelli e Mauro Boselli sicuramente, e poi vediamo chi altro.

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Per quanto riguarda il libro di prossima pubblicazione, sono proprio curioso di sentire su chi Nizzi scaricher? le colpe del suo declino texiano (semprech? il suo biografo si sia permesso di toccare l'indelicato argomento)... su Sergio Bonelli e Mauro Boselli sicuramente, e poi vediamo chi altro.

Sul libro si vedrà.... Riguardo le colpe di Nizzi, certamente non sono state solo tutte sue. :old: P. S.: e non sono un "nizziano" per partito preso... _ahsisi

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