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Claudio Nizzi

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Nato a Setif, in Algeria, il 9 settembre del 1938, Claudio Nizzi rientra in Italia con la famiglia l'anno dopo, che si stabilisce a Fiumalbo ( MO ). Tra il 1953 e il 1962 vive a Roma dove completa gli studi in un Istituto Tecnico per Geometri.

I suoi primi lavori escono nel 1960 sul settimanale "Il Vittorioso", nel n° 30 viene pubblicata la sua prima novella, dal titolo Tra i due litiganti. Nel 1962 sempre per la stessa testata, sul n° 3, viene pubblicata la sua prima storia a fumetti, Il mistero del castello, disegnata da Alberto Tosi.

Nel 1962 si trasferisce a Modena, dove trova un impiego presso la Fiat Trattori.

Dal 1963 al 1966 scrive ancora per il settimanale cattolico la serie africana Safari, disegnata da Renato Polese. Quando nel ?66 Il Vittorioso si trasforma in ?Vitt?, Nizzi abbandona la testata.

Nel 1969, dopo una breve pausa durante la quale scrive novelle per giornali femminili come Novella, Grand Hotel, Confidenze e Bella, torna al fumetto collaborando a "Il Giornalino", per il quale scrive moltissime storie brevi ( passando con disinvoltura dal genere avventuroso a quello umoristico, dal western al poliziesco ) e creando negli anni un certo quantitativo di serie.

Nel 1970 crea la sua prima serie umoristica Il colonnello Caster Bum[/i, disegnata da Lino Landolfi, quindi segue Steve Damon, serie africana, disegnata da Silvano Marinelli. Nello stesso anno appare la prima sua riduzione di un classico della letteratura, L'isola misteriosa, resa graficamente da Franco Caprioli e sempre nei primi anni settanta si situa anche la sceneggiatura de Un capitano di 15 annidi Jules Verne, sempre con i disegni di Franco Caprioli.

Nel 1971 Nizzi crea Larry Yuma, su disegni di Carlo Boscarato ( e per alcuni episodi, da Nadir Quinto ), di cui sono stati prodotti a tutt'oggi 160 episodi completi, a cui farà seguito sempre nello stesso anno e sempre per i disegni di Boscarato la serie Nico e Pepo.

Nel 1972 è la volta di Capitan Erik, serie disegnata tra gli altri da Ruggero Giovannini e poi da Attilio Micheluzzi. Nello stesso anno per il ?Messaggero dei Ragazzi? crea Mino e Lia, serie disegnata da Piero Mancini.

Nel 1977 Nizzi d' vita al fumetto poliziesco Il tenente Marlo, reso graficamente da Sergio Zaniboni.

Nel 1980 abbandona l'impiego presso la Fiat per dedicarsi a tempo pieno alle sue sceneggiature. Diventa redattore de ?Il Giornalino? , responsabile del settore fumetti della testata.

Nel 1981 arrivano Rosco & Sonny, resi graficamente prima da Giancarlo Alessandrini, poi da Rodolfo Torti. Con lo pseudonimo di ?Anna? scrive anche la serie Nicoletta, su disegni di Claudio Onesti, in arte Clod.

Inizia la sua collaborazione con la Sergio Bonelli Editore, lavorando inizialmente su Mister No, la cui prima storia Paura nei Caraibi, viene disegnata da Franco Bignotti.

Nel luglio del 1983 appare La valanga d'acqua[ # 273 ], la sua prima storia pubblicata di Tex, ma la prima storia a essere stata scritta sarebbe Il ritorno del Carnicero, apparsa solo tempo dopo. Da questo momento, Nizzi inizia ad alternarsi con Gianluigi Bonelli alla stesura delle sceneggiature di Tex.

Nel maggio del 1988, per i quaranta anni di Tex, esce l'albo gigante Tex il Grande!, che inaugura la collana dei Texoni. Questo volume ha la caratteristica di essere per la prima volta firmato da lui: sino ad allora le sue storie di Tex, come quelle di Nolitta, non erano state firmate. In dicembre, su Tex n° 338, appare la sua firma anche nella serie regolare.

Nel giugno del 1988 appare nelle edicole anche il primo numero di Nick Raider, da lui creato, primo personaggio di genere poliziesco edito da Sergio Bonelli, di cui cura inizialmente anche la supervisione.

Nel contempo, per "Il Giornalino" elabora numerose riduzioni dei classici della letteratura per ragazzi, quali L'isola del tesoro e Oliver Twist per Carlo Boscarato, Il Giornalino di Gian Burrasca per Gianni De Luca; Robur il conquistatore per Nevio Zeccara; Le avventure di Tom Sawyer e Piccola donna per Nadir Quinto; Robin Hood per Gino Gavioli; I Promessi Sposi e Le avventure di Ulisse per Paolo Piffarerio.

Nel 1993 è il suo Nick Raider ad inaugurare la Collana Almanacchi, con la sua storia Occhio Privato, disegnata da Bruno Brindisi.

Nel 1994 sua è anche la storia apparsa sul primo Almanacco del West di Tex, La Ballata di Zeke Colter, disegnata da R. Calegari.

Il 13 maggio 1995, nell'ambito del "Salone Internazionale dei Comics", Claudio Nizzi riceve lo Yellow Kid come ?Autore di fumetti italiano? con la seguente motivazione: "Per avere sceneggiato la versione a fumetti di numerosi classici della letteratura, per avere inventato suggestive trame e creato personaggi, per avere mantenuto viva la tradizione western con Tex e per avere creato e sviluppato il serial giallo Nick Raider". A questo riconoscimento va aggiunto anche l'Inca Winter 97, il premio di Internet, nella categoria migliore fumetto per la storia La valle del Terrore disegnata da Magnus per il Texone numero 9.

Dal 1998 inizia la lavorazione di un nuovo personaggio, Leo Pulp, noir-umoristico poliziesco, che tiene impegnato Nizzi totalmente insieme alle sceneggiature per Tex.

Il 26 maggio 2001 è la data di uscita de La scomparsa di Amanda Cross, scritta da Claudio Nizzi e disegnata da Massimo Bonfatti.

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Nizzi racconta...

[ Tratto dal quinto volume della serie Cavalcando con Tex]


Alcuni estratti del lunghissimo racconto di Nizzi sulla sua avventura texiana...


[ L'incipit ]

Nel ?48, quando Tex apparve nelle edicole, avevo dieci anni e potevo già vantare una certa esperienza di lettore. E di lettore accanito, come si era a quei tempi. I fumetti che mi avevano segnato di più fino a quel momento erano stati ?L'Uomo Mascherato?, ?Cino e Franco?, ?Dick Fulmine?, ?Il Piccolo Sceriffo? e ?Sciusciò?. Poi dal ?50 ?Il Vittorioso? e dal ?51 ?L'Intrepido?. E Tex è Niente Tex. Per incredibile che possa sembrare, nei suoi primi anni di vita non mi capit? mai tra le mani.

A quell'epoca noi ragazzi avevamo in tasca poche lire, quante potevano bastarne per acquistare settimanalmente un particolare albo, non certo tutti. Perciò con gli amici si diceva: ?tu compri questo, io compro quello, poi ce lo scambiamo?. Io ero il compratore de ?Il Piccolo Sceriffo?. Evidentemente nel mio giro di amici non c'era nessun compratore di Tex.
E badate che eravamo lettori tosti. Io vivevo a Fiumalbo, un paese dell'Appennino tosco-emiliano collegato alla statale Abetone-Brennero da un breve tratto di strada in forte pendenza. I fumetti arrivavano la mattina verso le undici con la corriera che si fermava al bivio. Erano confezionati in pacchi di carta marrone, taluni arrotolati come tubi, con sopra l'etichetta della casa editrice.
L'anziano baffuto giornalaio saliva al bivio per attendere la corriera e ritirare i pacchi. A volte lo seguivamo, e per la fretta di avere tra le mani l'albo nuovo, lo costringevamo ad aprire il ?nostro? pacchetto senza dargli tempo di tornare già nel suo negozio.

[ Nizzi in via Buonarroti 38 ]

Cosè un bel giorno, prima di andare a fare la mia settimanale visita al ?Giornalino?, passai da via Buonarroti che è l' a due passi. Mi accolse Decio Canzio, gentilissimo come sempre. Mi fece accomodare in un salottino e due minuti dopo arriv? Sergio. Ebbi l'immediata certezza di essere capitato nel posto giusto, cioè nel posto in cui i fumetti erano la cosa più importante. Al ?Giornalino? non è così, i fumetti fanno da traino ma i veri obiettivi sono altri: fare passare il messaggio cristiano, ma anche l'istruzione scolastica, alla quale vengono dedicati curatissimi inserti.

Tornando al salottino della Bonelli, stavo per congedarmi dopo avere spiegato che d'ora in poi avrei avuto tempo di collaborare anche con loro, quando Sergio volle strapparmi subito un impegno concreto, quello di scrivere una storia di Mister No. E poich? dissi che pur conoscendo Mister No non lo avevo letto fin dall'inizio, tre giorni dopo mi arriv? a casa la raccolta completa. Che lessi con scrupolo professionale, ma anche con molto piacere, cercando di assorbire lo ?stile Nolitta? ( perchè si, esiste anche uno ?stile Nolitta?, che fa riconoscere la mano di Sergio anche quando scrive Tex e che in un primo momento è sbagliando è preferivo a quello del padre ). Mister No lo sentivo perfettamente nelle mie corde. Ne scrissi due episodi, il primo per Fabio Civitelli (?Oro!?), il secondo per Franco Bignotti (?Paura nei Carabi?). Fu la facilit? con cui avevo assorbito lo ?stile Nolitta? a suggerire a Sergio che forse avrei potuto cimentarmi anche con Tex.

[ La texianit? ]

La ?texianit?? è data dal carattere di Tex, da quel suo essere sempre sicuro di se e dei valori in cui crede, uomo tutto d'un pezzo, generoso con i deboli e implacabile con i prepotenti; dal forte senso di amicizia, anzi, di più, di fratellanza che lega i pards, così quieta, ma così potente, ma così totale da suscitare nel lettore un forte senso di partecipazione; dalle abitudini dei nostri, dal ripetersi costante delle situazioni, la cavalcata, il guado, la sosta di sera attorno al fuoco di bivacco, il rito del caff?, le lunghe chiacchierate per fare il punto della situazione, sempre con le stesse parole, le stesse esclamazioni, gli stessi modi di dire.
La ?texianit?? è infine è ? uno stato d'animo in cui il lettore si cala ogni mese quando si immerge nella lettura del nuovo albo, già sapendo di ritrovarvi quei sapori e quei profumi che ben conosce, e che proprio per questo desidera siano sempre gli stessi, ben noti e riconoscibili.

[ Tex e gli autori ]

Davanti a un ?character? del calibro di Tex un autore (qualsiasi autore) ha il dovere di restare nella sua ombra e di non uscire dai canoni narrativi che ne hanno determinato l'affermazione e il successo. Se un autore vuole fare emergere la sua individualit? finisce per farlo a spese del personaggio. è un errore, e alla lunga, il bilancio sarà negativo. Insomma l'imperativo che vigeva in casa editrice quando mi misi al lavoro era il seguente: ?Facciamo in modo che il lettore non si accorga del passaggio di mano?. E il lettore, a quanto pare, non se ne accorse.

[ Il rapporto di Nizzi con i vari disegnatori ]

Secondo esempio. In ?Zhenda!? ( #346 / 49 ) ci sono degli indiani, i Sinaguas, che vivono nelle profondit? dei canyon e dovrebbero essere perfidi e immondi come i cattivi Hualpai. Il soggetto prevedeva che, alla fine, dopo essere sfuggito alle loro grinfie, Tex avrebbe fatto strage dei Sinaguas. Una sorte analoga doveva toccare alla terribile Zhenda. Perfidi e immondi i Sinaguasè Fabio Civitelli me li ha disegnati così docili e bellini che se solo Tex li avesse sfiorati con un dito i lettori sarebbero sorti in loro difesa. Terribile Zhenda? Ma se alla fine sembrava una cara vecchietta! Avendo visto i Sinaguas e Zhenda in corso d'opera, cambiai il finale abolendo la strage e introducendo i lucertoloni. Detto questo la mia stima per Fabio resta immutata e la nostra amicizia ben salda.

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Tornando al salottino della Bonelli, stavo per congedarmi dopo avere spiegato che d'ora in poi avrei avuto tempo di collaborare anche con loro, quando Sergio volle strapparmi subito un impegno concreto, quello di scrivere una storia di Mister No. E poich? dissi che pur conoscendo Mister No non lo avevo letto fin dall'inizio, tre giorni dopo mi arriv? a casa la raccolta completa. Che lessi con scrupolo professionale, ma anche con molto piacere, cercando di assorbire lo ?stile Nolitta? (perchè si, esiste anche uno ?stile Nolitta?, che fa riconoscere la mano di Sergio anche quando scrive Tex e che in un primo momento è sbagliando è preferivo a quello del padre). Mister No lo sentivo perfettamente nelle mie corde. Ne scrissi due episodi, il primo per Fabio Civitelli (?Oro!?), il secondo per Franco Bignotti (?Paura nei Carabi?). Fu la facilit? con cui avevo assorbito lo ?stile Nolitta? a suggerire a Sergio che forse avrei potuto cimentarmi anche con Tex.

Uh-lall', qui gioca a carte scoperte :rolleyes: .


dalle abitudini dei nostri, dal ripetersi costante delle situazioni, la cavalcata, il guado, la sosta di sera attorno al fuoco di bivacco, il rito del caff?, le lunghe chiacchierate per fare il punto della situazione, sempre con le stesse parole, le stesse esclamazioni, gli stessi modi di dire.

Cosa portata dal caro Modenese sino alla sclerotizzazione...

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questa discussione è rimasta abbandonata quasi sul nascere, forse sopratutto per il vizio di ymalpas di scrivere temi, scrivendo lui tutto lo scrivibile, comunque io volevo spezzare una lancia in favore di questo autore. Che ora non sia più quello di una volta è indubbio, ma con tutto quello che ha dato a tex, credo che meriti più rispetto... in questo forum già il livello di decenza nei suoi confronti è esageratamente sopra la media..

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Io ho sempre rispettato Nizzi (non che apprezzi appieno le ultime storie anche se, ripeto, mi sembra che sia leggermente in salita). Nizzi, come tutti gli autori, star? passando un momento di crisi dello scrittore, ove ogni idea sembra già esser stata usata... e come dire il contrario?

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Io ho sempre rispettato Nizzi (non che apprezzi appieno le ultime storie anche se, ripeto, mi sembra che sia leggermente in salita).

A me sembra "leggermente" stazionario da un bel po' di tempo.

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per carit?, chiariamoci, anche io sono convinto che oramai sia pronto per la pensione, però con tutte le buone storie che ha scritto, non mi sembra giustoquello di troppo cattivo, che troppi dicono di lui... ormai si leggono in giro solo invettive e nessun commento obiettivo e tecnico..

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ormai si leggono in giro solo invettive e nessun commento obiettivo e tecnico..

No, la cosa peggiore è il ridimensionamento forzato delle sue opere del suo periodo d'oro. Scandaloso."S?, Nizzi ha scritto una bella storia, però, verso al fine il fatto che...""S?, Nizzi era un bravo sceneggiatore, ma la sua base letteraria e blah blah blah..."Che cazzoni.

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Di sicuro Nizzi ha dato molto a Tex. Dal mio punto di vista è anche stato spremuto troppo... basta pensare a quanti albi gli dobbiamo, e alla loro comparsa a brevi lassi di tempo tra essi. Inoltre, come già spesso detto (e questo non sono l'unico), spesso gli ultimi albi iniziano in modo decente che danno speranze, ma poi... puf, a causa dell'obbligo di terminare la storia al secondo albo si vedono fini precoci.

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piccolo ot: c'è già una discussione in cui si parli di quste storie in due soli albi?... su questa cosa che dici sono d'accordo con te, anche se certamente non è l'unica causa del declino di nizzi... io penso generalmente che purtroppo al giorno d'oggi ci si accorga che le cose non vadano più bene solamente quando ormai è andato tutto a rotoli, e il nostro fumetto non fa eccezione.. non ci si accorge mai quando arriva il benedetto momento di andare in pensione!!!!!poi il fatto che oramai nizzi sia buono solo per la pensione, è una cosa che non deve assolutamente sminuire il suo lavoro degli anni passati, perchè altrimenti dovremmo sacramentare anche su galep, solo perchè le sue ultime copertine facevano schifo...

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piccolo ot: c'è già una discussione in cui si parli di quste storie in due soli albi?... su questa cosa che dici sono d'accordo con te, anche se certamente non è l'unica causa del declino di nizzi... io penso generalmente che purtroppo al giorno d'oggi ci si accorga che le cose non vadano più bene solamente quando ormai è andato tutto a rotoli, e il nostro fumetto non fa eccezione.. non ci si accorge mai quando arriva il benedetto momento di andare in pensione!!!!!poi il fatto che oramai nizzi sia buono solo per la pensione, è una cosa che non deve assolutamente sminuire il suo lavoro degli anni passati, perchè altrimenti dovremmo sacramentare anche su galep, solo perchè le sue ultime copertine facevano schifo...

quali sarebbero gli albi immortali di Nizzi? quelli che GLB gli ha corretto?... Nizzi ha solo raccolto indegnamente un'eredit? che non gli spettava e questo è anche colpa di SB :bisonte:

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Ri-lancio la discussione presentandovi un mio intervento in un'altra sede (glielo dovevo al buon YM, e l'ho anche fatto di buon grado, ma come sempre c'è gente con i paraocchi che legge solo il primo post e poi più niente) che, come vedrete, segue comunque il buon "Giubbe Rosse":


Risposta al sondaggio: Le critiche sono giuste, ma sinceramente su -censura- si esagera



Il mio voto è stato quello riportato su.

Secondo me la critica più grande va fatta a chi si ostina di tenerlo e fargli continuamente sfornare materiale.

Come già detto, il Nizzi degli "inizi" era un gran Nizzi, il quale a mio modesto punto di vista è stato anche un grande non tanto per la qualità, ma per la qualità malgrado un ritmo oserei dire frenetico.

Ora, niente è eterno, persino le montagne con il lento passare dell'acqua vengon erose cambiando forma.


Ora, se una montagna subisce dei mutamenti, non trovo corretto "darci dentro" contro Nizzi perchè ha esaurito quasi tutte -se non tutte- le sue idee.


Come detto in precedenza, trovo che ci si dimentichi che se Nizzi ci "offre" queste storie è perchè c'è qualcuno che "offre" a Nizzi il lavoro.

Da qui a quanto ho votato il passo è breve.









Perchè vi propongo questo?

Solo per sapere come la vedete voi con questo mio "dare la colpa a..." :indianovestito:

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Se Nizzi è ancora l' a scrivere le colpe sono naturalmente della dirigenza della SBE... ma ciò che mi sconcerta è che il signor sceneggiatore è ancora convinto di scrivere un Tex buono in perfetta sintonia con Gianluigi Bonelli e quindi è come se fosse sicuro di poter continuare... quindi credo che le colpe siano da dividere a metà...

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Se Nizzi è ancora l' a scrivere le colpe sono naturalmente della dirigenza della SBE... ma ciò che mi sconcerta è che il signor sceneggiatore è ancora convinto di scrivere un Tex buono in perfetta sintonia con Gianluigi Bonelli e quindi è come se fosse sicuro di poter continuare... quindi credo che le colpe siano da dividere a metà...

Bhè... però come fare a dargli torto dato che Bonelli gli d' fiducia? :unsure:Voglio dire... se Bonelli continua a farlo scrivere vuol dire che lo giudica ancora adatto a Tex, no?Da qui si potrebbe chiedersi se Bonelli stesso abbia in mente un Tex diverso dal nostro Ranger dei tempi d'oro

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con tutto il bene che si posso volere alla famiglia bonelli per quello che ci ha regalato, io trovo la posizione di Sergio assolutamente indifendibile... basta pensare a come continui a dar fiducia a un nizzi finito, come dice texfan, oppure alle boiate editoriali a cui siamo stati sottoposti (vedi censure e storie obbligatoriamente di due albi) fino a pensare di poter tenere in piedi una casa editrice che non ha nemmeno un indirizzo e mail..... :blink::blink::blink:

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