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ymalpas

Claudio Nizzi

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<span style="color:red;">43 minuti fa</span>, pecos dice:

Su un punto in particolare credo che Diablero abbia ragione: chi ha iniziato a leggere Tex da ragazzino, tenderà a "mitizzare" quelle letture giovanili da cui ha iniziato - chiunque ne fosse l'autore - perché, almeno è quello che succede a me, durante le riletture successive subentrano sempre elementi personali e soggettivi, ricordi e nostalgia. Ma è anche questo il piacere di riprendere in mano una vecchia storia.

 

Anch'io, come Virgin, sono cresciuto col Tex di GLB, di Nizzi e di Boselli :lol: Ho iniziato comprando in edicola il 401, era il lontano 1994; pochi giorni prima, il mio primo Tex era stato "La legge del più forte", recuperato in uno scatolone di mio padre. Da lì ho iniziato la lettura dell'intera serie, procedendo in parallelo con i vecchi Tex riletti in ordine cronologico, e con le nuove storie della fascia 400, in cui si alternavano Nizzi e Boselli.

Devo ammettere che non ho mai prestato troppa attenzione all'autore delle sceneggiature. Mentre mi divertivo a riconoscere i vari disegnatori storici che si alternavano nelle storie, forse non ero nemmeno consapevole che c'erano diverse persone che quelle storie le scrivevano. Me le gustavo, e basta. Sapete quando ho iniziato a fare attenzione al nome dello sceneggiatore sul tamburino? Proprio nella fascia 500. Ormai leggere quel "Nizzi" mi infastidiva, e anche qui mi ritrovo perfettamente con Virgin che si "predisponeva a una lettura meno appassionante e divertente". Ero talmente nauseato che negli anni successivi non ho mai ripreso quelle storie, quando rileggevo qualcosa di quella fascia stavo ben attento a scegliere le storie di Boselli e non di Nizzi. Tutto questo ben prima di iniziare a frequentare i forum; il giudizio me lo ero fatto da solo. E nonostante quel Nizzi fosse lo stesso Nizzi che mi aveva divertito con "La leggenda della vecchia missione" e "L'uomo con la frusta".

 

Cos'era che mi nauseava? Io, onestamente, non mi sono mai preoccupato del Tex piccione, dei cinturoni slacciati, del personaggio "tradito". Non credo nemmeno di averci mai fatto troppa attenzione. Quello che non sopportavo erano le sceneggiature. Terribili, vuote, senza idee, piatte, banali. Da un certo punto in poi, pur se con qualche sempre più rara eccezione, le sceneggiature sono diventate il trionfo della banalità. E qui mi ricollego ad un post precedente di Diablero, che notava come in questo periodo la produzione di Nizzi fosse pure aumentata rispetto al periodo pre-crisi! Per forza: sono pagine scritte col pilota automatico, senza guizzi, senza lo sforzo di inventarsi qualcosa; se si arriva a un punto di stallo, ci mettiamo un origlione e facciamo andare avanti la trama; se manca qualche pagina per arrivare alla fine del secondo albo, aggiungiamo un bello spiegone; e così via... Per me, il problema non era il "tradimento" del personaggio, che non era più il Tex di GLB; il problema erano le storie, che erano storie brutte.

 

E proprio per questo - adesso dico una cosa forte :capoguerra: - a me il Tex di Nolitta è sempre piaciuto! E questo (per smentire Diablero) nonostante io non abbia certo iniziato a leggere Tex con Nolitta, ma è stato forse l'ultimo autore a cui sono arrivato. Sono belle storie! Non fanno cagare! :lol: E, forse, all'epoca mi facevo molte meno pare e quello che mi bastava era la lettura di una bella storia ;)

 

Pecos ti quoto in toto, mi ritrovo anche io in quanto scritto sopra, e le mie impressioni sono state le medesime. Nizzi gran professionista, che ha scritto tante belle pagine di Tex, ma da un certo punto in poi è andato avanti troppo solo di mestiere, mestiere che conosce come pochi, con scarsa vena, idee ripetitive e poco cuore. E purtroppo i risultati sono stati quelli che tutti sappiamo nonostante il mestiere che purtroppo da solo non basta.

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19 minuti fa, virgin dice:

Penso che sia semplicemente un dato di fatto. I bravi sceneggiatori di fumetti si dividono in geni assoluti (Gianluigi Bonelli, Guido Martina), in autori estremamente dotati e fini (Boselli, Berardi, Romano Scarpa, Rodolfo Cimino) e infine in sceneggiatori solidi e professionali (Alessandro Sisti, Claudio Nizzi)*.

 

Per me Boselli e Berardi possono figurare anche nella prima categoria.

 

19 minuti fa, virgin dice:

Le ultime storie di Guido Martina e Gianluigi Bonelli, con tutti i loro difetti dovuti all'età avanzata degli autori, mantengono comunque scintille di quello che quegli sceneggiatori erano stati in grado di fare al loro apice; quelle di Nizzi, ahinoi e ahilui, no.

 

E però Un Treno per Redville è una delle sue ultimissime storie. Ed è una bella storia. E con questo non sto rivalutando un periodo per altri versi pessimo. Sto solo dicendo che qualche unghiata l'ha data pure Nizzi (così come anche con Puerta del Diablo).

Edited by Leo

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Ma sì, ma sì: stai parlando con quello che ritiene "Il villaggio assediato" un piccolo gioiellino, Leo. ;)

Questo però non toglie che un autore che scrive "I fratelli Donegan", "Fort Sahara", ""Moctezuma", "L'artiglio della Tigre", "La banda dei messicani", "Oltre il fiume" e "Assalto alla diligenza" sia, per me, ormai in disarmo. Per fortuna, poi, ogni tanto ha tirato anche fuori di meglio, come le due che dici tu e quella che ho detto io; ma è un po' poco per controbilanciare l'orrore del resto. :D

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<span style="color:red;">1 minuto fa</span>, virgin dice:

Ma sì, ma sì: stai parlando con quello che ritiene "Il villaggio assediato" un piccolo gioiellino, Leo. ;)

Questo però non toglie che un autore che scrive "I fratelli Donegan", "Fort Sahara", ""Moctezuma", "L'artiglio della Tigre", "La banda dei messicani", "Oltre il fiume" e "Assalto alla diligenza" sia, per me, ormai in disarmo. Per fortuna, poi, ogni tanto ha tirato anche fuori di meglio, come le due che dici tu e quella che ho detto io; ma è un po' poco per controbilanciare l'orrore del resto. :D

Di queste io salvo Monctezuma, che non mi pare così horror, anche se, è vero, ci sono un pò troppe catture. Le altre per carità di Dio...

Beh nei 500 c'è anche Athabaska Lake che è piuttosto bella. Ritorno a Culver City e pioggia non mi dispiacciono. Il maxi Rio Hondo è bello e lo squadrone infernale è una buona lettura.

  • +1 1

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<span style="color:red;">34 minuti fa</span>, valerio dice:

Di queste io salvo Monctezuma, che non mi pare così horror, anche se, è vero, ci sono un pò troppe catture. Le altre per carità di Dio...

Beh nei 500 c'è anche Athabaska Lake che è piuttosto bella. Ritorno a Culver City e pioggia non mi dispiacciono. Il maxi Rio Hondo è bello e lo squadrone infernale è una buona lettura.

 

Monctezuma non la ricordo. Athabaska Lake la ricordo come una lettura noiosa, e così Ritorno a Culver City. Molto carina Pioggia. Lo Squadrone Infernale la ricordo come una storia proprio brutta.

 

Discorso a parte merita Rio Hondo: una storia classica, senza fronzoli. Ma ha qualità importanti, come la solidità dei dialoghi e la personalità di personaggi indimenticabili: il conflitto padre-figlio Bascomb, il vecchio pioniere che parla con la moglie morta sulla collina, la splendida e vendicativa vedova Herrero. Ho sempre ritenuto questo Maxi il migliore insieme a quello di Red Eye e a Nueces Valley.  

<span style="color:red;">45 minuti fa</span>, virgin dice:

ma è un po' poco per controbilanciare l'orrore del resto. :D

 

D'accordissimo su questo.

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Il Maxi di Golden Eye, alias Red Duck, @Leo, non cadermi così. :D

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<span style="color:red;">1 minuto fa</span>, virgin dice:

Il Maxi di Golden Eye, alias Red Duck, @Leo, non cadermi così. :D

 

Non lo leggo da troppi anni :D

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<span style="color:red;">1 minuto fa</span>, Leo dice:

 

Non lo leggo da troppi anni :D

 

Vergogna! Urge subito una rilettura :D

 

Io l'ho appena fatto!

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Io non lo rileggo da dieci anni minimo, eppure ce l'ho ancora stampato nel cervello scena per scena. Più che una storia, uno storione, e mi perdonino i pescatori del forum. :D

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<span style="color:red;">4 ore fa</span>, virgin dice:

I bravi sceneggiatori di fumetti si dividono in geni assoluti (Gianluigi Bonelli, Guido Martina)

Concordo pienamente.

E non solo per GLB ma soprattutto per Martina che ritengo in assoluto il miglior autore di fumetti.

Pecos Bill è un perfetto capolavoro e Oklahoma lo segue a ruota.

E "L'inferno di Topolino"?

Non esiste l'eguale.

Si persi che Disney in persona nel 1949 permise a Martina di firmare la sua opera, caso unico per moltissimi anni nella produzione Diney.

 

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Un Nizzi "alternativo"? Leggete Jimmy e Juanita, storia di Nick Raider... e altri episodi scritti per questa serie. In molti casi troverete un approfondimento più psicologico dei temi trattati, un utilizzo della sceneggiatura, nel caso citato, "alla Berardi", per dire. Poi Nizzi per anni è stato un memorabile autore di storie brevi per Il Giornalino e Corriere dei Ragazzi, oltre che adattatore di romanzi a fumetti. Leggendo sto topic pare che Nizzi sia l'ultimo degli scribacchini... e dai!

 

Da lettore di Tex, apprezzo le storie di Nizzi perché mi intrattengono nel modo giusto. Le sue storie migliori si lasciano leggere, quelle peggiori no. Su facebook, intendiamoci che non fa testo però sono dati, Un capestro per Kit e La rupe del diavolo hanno ricevuto commenti buoni e di elogio. Segno che è un autore che piace. Poi qua siamo, anzi siete, per carità, liberi di discutere su questo autore, ma alla Bonelli conta questo.

 

 

Just now, Letizia dice:

Concordo pienamente.

E non solo per GLB ma soprattutto per Martina che ritengo in assoluto il miglior autore di fumetti.

Pecos Bill è un perfetto capolavoro e Oklahoma lo segue a ruota.

E "L'inferno di Topolino"?

Non esiste l'eguale.

Si persi che Disney in persona nel 1949 permise a Martina di firmare la sua opera, caso unico per moltissimi anni nella produzione Diney.

 

 Giusto. GLB ha adatto perfino la Bibbia a fumetti, per dire... ;)

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21 minuti fa, Ulzana dice:

Un Nizzi "alternativo"? Leggete Jimmy e Juanita, storia di Nick Raider... e altri episodi scritti per questa serie. In molti casi troverete un approfondimento più psicologico dei temi trattati, un utilizzo della sceneggiatura, nel caso citato, "alla Berardi", per dire. Poi Nizzi per anni è stato un memorabile autore di storie brevi per Il Giornalino e Corriere dei Ragazzi, oltre che adattatore di romanzi a fumetti. Leggendo sto topic pare che Nizzi sia l'ultimo degli scribacchini... e dai!

 

Da lettore di Tex, apprezzo le storie di Nizzi perché mi intrattengono nel modo giusto. Le sue storie migliori si lasciano leggere, quelle peggiori no. Su facebook, intendiamoci che non fa testo però sono dati, Un capestro per Kit e La rupe del diavolo hanno ricevuto commenti buoni e di elogio. Segno che è un autore che piace. Poi qua siamo, anzi siete, per carità, liberi di discutere su questo autore, ma alla Bonelli conta questo.

 

 

 Giusto. GLB ha adatto perfino la Bibbia a fumetti, per dire... ;)

Beh, alla fine sono due o tre che dicono che Nizzi è uno scribacchino qui dentro eh. Gli altri apprezzano il bello e sono critici con il brutto. Penso che Nizzi, nel suo insieme, sia apprezzato dal 90 per cento degli utenti qui, pur con le sacrosante critiche sulla sua fase peggiore.

Sulla Bonelli: Tanti nemici tanta gloria. Uno che divide fa parlare e crea interesse, oltre a tutto il resto...quindi..

Edited by valerio

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<span style="color:red;">46 minuti fa</span>, valerio dice:

Beh, alla fine sono due o tre che dicono che Nizzi è uno scribacchino qui dentro eh. Gli altri apprezzano il bello e sono critici con il brutto. Penso che Nizzi, nel suo insieme, sia apprezzato dal 90 per cento degli utenti qui, pur con le sacrosante critiche sulla sua fase peggiore.

Sulla Bonelli: Tanti nemici tanta gloria. Uno che divide fa parlare e crea interesse, oltre a tutto il resto...quindi..

Direi di aprire una nuova discussione

Quì parliamo anche di Boselli e perciò per non andare off topic meglio continuare con una nuova discussione

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<span style="color:red;">18 minuti fa</span>, andreadelussu74@gmail.com dice:

Direi di aprire una nuova discussione

Quì parliamo anche di Boselli e perciò per non andare off topic meglio continuare con una nuova discussione

?

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<span style="color:red;">1 ora fa</span>, valerio dice:

?

Valerio intendevo dire

apriamo una nuova discussione

Quì parliamo anche di Boseli e gli altri sceneggiatori

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10 hours ago, valerio said:

Ho preso un'ora di tempo e l'ho letto eh😂

Dove avrei frainteso?

 

Andiamo per orine, punto per punto.

 

 

Quote

1) All'inizio Nizzi ti piaceva, forse perchè venivi da Nolitta.

 

Non è quello che ho scritto.

 

Quote

2) Dopo hai capito che ti piaceva solo perchè venivi da Nolitta e rileggendolo successivamente non ti piace più nemmeno all'inizio (vedi Anderville, che non ti piace più), perchè anche li prendeva botte in testa.

 

Non è quello che ho scritto.

 

Quote

3) Successivamente il tuo gruppo di amici fanzinari (o quasi), ha preso a fare i conti degli "errori" del Nizzi.

 

Non è quello che ho scritto, anche se qui il fatto che ho appena accennato alle nostre attività può averti portato ad immaginarti cose lontanissime dalla realtà.

 

Quote

4) il Nizzi post 300 non ti ricordi nemmeno più le storie perchè non le leggi, ma sei sicuro che siano molto brutte e piene di errori, perchè all'epoca li contavi.

 

Non è quello che ho scritto.

 

Quote

5) Molti "fans" di Nizzi lo sono perchè non hanno letto Bonelli e sono nati texianamente con Nizzi.

 

Letteralmente può somigliare a quello che ho scritto, ma non nel senso perchè hai stravolto quello che intendo per "fan" (non uso quella parola per indicare genericamente a chi piace Nizzi)

 

 

Quote

 

Mi pare il sunto sia questo, no?

 

No, direi di no...

 

 

 

Edited by Diablero

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Just now, Diablero dice:

 

Andiamo per orine, punto per punto.

 

 

 

Non è quello che ho scritto.

 

 

Non è quello che ho scritto.

 

 

Non è quello che ho scritto, anche se qui il fatto che ho appena accennato alle nostre attività può averti portato ad immaginarti cose lontanissime dalla realtà.

 

 

Non è quello che ho scritto.

 

 

Letteralmente può somigliare a quello che ho scritto, ma non nel senso perchè hai stravolto quello che intendo per "fan" (non uso quella parola per indicare genericamente a chi piace Nizzi)

 

 

 

No, direi di no...

 

 

 

Figlio mio, allora ci vuole un esperto di lingue antiche con specializzazione in Diablerese e votato alla traduzione di testi enciclopedici (vista la durata) per capire cosa si cela nei tuoi interminabili discorsi. Abbi pietà.😃

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Ehm, @Diablero, non offenderti, ma il tuo messaggio, col quale pure mi trovo in gran parte d'accordo, dato che ti ho pure messo "mi piace", mi aveva trasmesso esattamente le stesse informazioni che ha colto @valerio.  

Dato che a quanto pare capisco meglio il latino di Cicerone dell'italiano di Diablero, me ne torno a leggere il De officiis! :D

 

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2 minuti fa, virgin dice:

Ehm, @Diablero, non offenderti, ma il tuo messaggio, col quale pure mi trovo in gran parte d'accordo, dato che ti ho pure messo "mi piace", mi aveva trasmesso esattamente le stesse informazioni che ha colto @valerio.  

Dato che a quanto pare capisco meglio il latino di Cicerone dell'italiano di Diablero, me ne torno a leggere il De officiis! :D

 

Bo. Forse ci ha fatto una supercazzola.

Comunque tira degli spiegoni che quelli di Nizzi non sono nulla al confronto.

Il problema è che sono difficilmente intelleggibili.

Forse ci vuole un vecchia strega Papago con arti divinatorie e carisma di indovina.

Edited by valerio

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<span style="color:red;">3 minuti fa</span>, valerio dice:

Il problema è che sono difficilmente intelleggibili.

 

In realtà sono intellegibilissimi. Diablero ha una qualità di scrittura che rende agevole anche uno spiegone lunghissimo (e quindi per me non risulta mai estenuante, per fugare un suo timore).

 

Solo che, non volendo ora fare l'esegesi del suo bello e lungo post, anch'io avevo capito, in soldoni, le stesse cose. 

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Trovo molto interessante il discorso aperto da Diablero sulle differenti generazioni di lettori e sul loro Tex di formazione. Riconosco che c’è del vero, se mi volto indietro vedo facilmente come la mia concezione dei personaggi sia stata tutta condizionata dai primi anni in cui li ho avvicinati. Ho sviluppato un approccio al fumetto Bonelli, non a ciascun personaggio in particolare ma a tutto quel mondo assieme, che poi nelle sue linee essenziali non è più cambiato. Non è tanto una questione di gusti in senso stretto - il giudizio critico con il passare del tempo ovviamente cambia - ma proprio di inquadramento ideologico. 

Ho avvicinato i Bonelli nel 2006, quando andavo in seconda media e poco prima di iniziare a conoscere e leggere i forum, tra cui TWO (mi chiamavo “jacopo93”). Avevo capito che mi piacevano i fumetti, dunque naturale che cercassi la miglior qualità: presto mi fu chiaro che per le serie storiche non l’avrei trovata se non nei vecchi albi e nelle ristampe. Tex fu quello cui mi fu più facile avvicinarmi, dato che mio nonno collezionava la NR, allora giunta al 160/170 e che usciva due volte al mese. Avevo solo l’imbarazzo della scelta, infatti in pochi mesi lessi pressoché tutte le storie della golden age, ricavandone una forte impronta. D’altra parte, quel Tex per me divenne sì la normalità, ma in chiaroscuro. Per la mia sensibilità di dodicenne del terzo millennio, alcuni aspetti non mi piacevano: le storie erano perlopiù troppo lunghe, i dialoghi erano verbosissimi e la grafica d’antan appesantiva. Per i numeri ex-striscia sotto il 90, con le vignette ancora più compatte, avevo un completo rigetto, non riuscii a prenderli in mano se non molto tempo dopo (questo credo tra l’altro sia alla base del mio completo disinteresse per i tremendi stravolgimenti di Tex che starebbe attuando Boselli secondo i più accesi degli sparuti forumisti di TWO rimasti gli ultimi anni). Soprattutto, raramente empatizzavo con i personaggi, mi sembrava si prendessero tutti troppo sul serio. Insomma, il Tex con cui mi sono battezzato e che amo è quello di GB, qualsiasi versione se ne distanzi per me resta apocrifa, ma non posso dire sia mai diventato il “mio” fumetto. 

Quell’anno, avvicinai anche il fratello western Zagor, ne lessi per un po’ l’inedito ma arrivato al 500 cifra tonda me ne allontanai senza rimpianti: incredibile a dirsi, ma che non fosse una collana in salute già mi sembrò evidente allora. I due personaggi cui più mi legai furono così quelli di cui in quel periodo iniziarono le ristampe: il Dylan Dog di Sclavi (talmente originale da non essere ripetibile) e il Mister No di Nolitta e Castelli. In particolare quest’ultimo, che di Nolitta fu la creatura a mio parere più matura e che infine mi insegnò cosa cercavo: un compromesso di genere tra spensieratezza e drammaticità, un eroe che fosse il migliore ma non il più forte, storie lunghe ma con il gusto per i ritmi rilassati. E’ dunque su queste basi, che ho riconosciuto come le mie preferenze in fatto di fumetti, che mi approccio oramai a ogni storia Bonelli, anche di Tex.

Quel che mi capita, dunque, è d’adorare storie come “Giungla crudele”, pur essendo perfettamente consapevole che nulla hanno a che vedere con il Tex più puro, e d’essere singolarmente indulgente per molte scene che lettori più impostati di me giudicherebbero come grandi mancanze di rispetto al personaggio. Li capisco, mi è perfettamente chiaro come Diablero si possa sdegnare così ampiamente della produzione del secondo Nizzi (voialtri, che capite l’equazione “Tex di Nizzi” = “Tex si slaccia il cinturone”, pensate che lui sia prevenuto contro Nizzi perché a voi non sorge quello che per lui è un assoluto automatismo, cioè “Tex si slaccia il cinturone” = “Brutta storia di Tex”). Quel che importa a me però è solo di divertirmi, al di là di quale sia il logo di copertina. Quindi ecco: se non mi diverto, può essere solo perché la storia è scritta male. In quest’ottica, io credo che il Tex di Nolitta e quello del secondo (e terzo) Nizzi molto spesso siano semplicemente scritti male, cioè siano stonati rispetto al contesto. Fare un personaggio molto più fallibile del Tex di GB e inserirlo in un contesto gbonelliano può darsi sia per alcuni un errore ideologico, ma a mio parere è senz’altro e in primis un errore tecnico. Mister No ha scritto in fronte sin dall’inizio che non salverà il mondo, la gente attorno lo considera un illuso, l’impresa è disperata e le storie raccontano di come lui, eroicamente, non s’arrenda all’evidenza per un senso morale superiore: questo ha senso. Il Tex di “Caccia all’uomo” è circondato da personaggi che lo considerano un supereroe, è sempre descritto come un satanasso abituato all’impossibile, eppure alla fine non salva comunque dall’impiccagione Faccia d’angelo: questa è una presa in giro per il lettore. In storie di questo genere l’incoerenza è intrinseca, è come se il personaggio principale vivesse al di sopra delle proprie possibilità. In altre, invece, pur rimanendo la stessa impostazione ideologica “umanizzante”, mi pare che il minor eroismo di Tex sia calibrato molto meglio. In questi casi, se c’è il giusto brio, la storia non di rado mi lascia molto contento. Il Nizzi di epoca 400 secondo me nel prendere botte in testa non appare così pallone gonfiato come nella centuria successiva, è più basso profilo di quello degli anni successivi. Fateci caso: il Tex di Nizzi più fantozziano è quello che riceve le lodi più sperticate da chi gli sta attorno, quasi come se il Nizzi post-500, perso ormai completamente il polso della narrazione, cercasse di compensare con le parole quel che nella sceneggiatura non si vede nei fatti. C’è uno squilibrio evidente, che di solito è quel che fa più innervosire. 

 

<span style="color:red;">14 ore fa</span>, Diablero dice:

NON concordo invece sull'idea dell'"unità d'azione di sapore aristotelico" di G Bonelli.  Semmai, la "telecamera fissa in diretta sul protagonista" è tipica di NOLITTA (vedi Zagor o Mister No per esempio, dove non vediamo quasi mai cosa fanno i "cattivi" e li scopriamo spesso insieme ai protagonisti nel corso della storia)

 

 

Sull’unità d’azione hai ragione, Diablero, non ricordavo gli esempi che mi hai fatto e in effetti credo sia uscito qui il mio orientamento nolittiano😅 Ripensandoci, mi era già venuto in mente nei giorni scorsi l’inizio de “Gli eroi di Devil Pass”. A proposito, quell’assolutamente gbonelliano non citare Aquila della Notte se non con reverente timore da parte dei suoi navajos per tutta la prima lunghissima sequenza, tra l’altro, crea una forte suspance che è del tutto funzionale al seguito della storia. Si induce nel lettore l’attesa di un eroe che c’è, che viene prima nominato e poi quando compare mantiene le promesse. Più o meno la stessa cosa, in piccolo, capita in “Tex 500”: miti indiani, un sacrilegio da vendicare, attesa di fuoco e fiamme..poi però lì la montagna partorisce un topolino. Il contrasto è da parodia, e non ci credo propria sia voluto.

 

P.S. Dagli appunti che presi ormai anni fa, leggo che giudicai “I predatori del Grande Nord” come la storia peggiore della fascia 300-400, di sicuro anche in proporzione alla carne al fuoco. Mi stupisce un giudizio tanto severo perché so che viene considerata molto bene dalla stragrande maggioranza dei lettori, ma la ricordo molto poco. A pelle, direi che la mia stroncatura poteva essere motivato solo dalla presenza in quantità abnorme dei difetti del Nizzi successivo. Al di là dei gusti personali, vi risulta? 

(Diablero, potresti rileggere questa per dare il colpo di grazia alla tua residua benevolenza verso l’autore: o la va o la spacca)

 

P.P.S. Valerio, mi pare di capire che quel che Diablero sta riconsiderando del Nizzi pre-400 sia la qualità complessiva delle sue storie, non l'utilizzo più o meno Gbonelliano che fa di Tex e dei suoi pards. Insomma, detto alla mia maniera, il lato prettamente tecnico dei suoi lavori, non l'aspetto ideologico.

 

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Sono un po' restio a spiegare per filo e per segno dove ha sbagliato Valerio nel "leggere" il mio post, conosco abbastanza i forum da sapere che poi tutti leggerebbero solo quelle risposte saltando i miei post originari. Dove invece ho scritto post così lunghi proprio perchè non sarei riuscito a spiegarmi in due righe...

 

Al massimo posso dire la più "facile" da smentire. Trovate in quei miei post dove avrei detto che...

11 hours ago, valerio said:

4) il Nizzi post 300 non ti ricordi nemmeno più le storie perchè non le leggi, ma sei sicuro che siano molto brutte e piene di errori, perchè all'epoca li contavi.

 

io ho detto che in un momento che non ricordo più esattamente dopo il ritorno di Nizzi (cioè oltre il 400) ho cominciato a VEDERE quello che molti qui invece NON VEDEVANO, cioè l'opera di totale distruzione di Tex, messo apertamente in ridicolo e mostrato come un pomposo coglione.

 

Quindi, IN UNA SOLA RIGA, valerio riesce a stravolgere quello che dico CINQUE VOLTE.

 

1) Anticipa la data di più di DIECI ANNI.

2) dice che non le leggo, mentre le ho lette con molta più attenzione (evidentemente) di lui, visto che ho notato aspetti che non ha notato.

3) dice che sono "sicuro che sono brutte", no, sono sicuro che in ciascuna Tex viene smitizzato e reso ridicolo.

4) dice che avrei detto che "sono piene di errori" e questa se l'è proprio inventata.

5) all'epoca non li "contavo", li VEDEVO.

 

Cinque castronerie in una riga sola, e tutto il suo "riassunto" è così.

 

E visto che mi sa che anche lui sa come funzionano i forum, ad avere un comodo "riassuntino" dopo, sappiamo benissimo entrambi che molti forumisti salteranno i miei post per leggersi direttamente il suo "veritiero riassunto" (e l'ho già notato in diverse risposte), e semplicemente rispondendogli sposto la discussione LONTANO da quello che ho DAVVERO detto, verso una discussione con me che perdo un sacco di tempo a dire "ma non ho detto questo, ma non ho detto questo" sui temi su cui vuole portarci lui...

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<span style="color:red;">18 minuti fa</span>, Leo dice:

 

In realtà sono intellegibilissimi. Diablero ha una qualità di scrittura che rende agevole anche uno spiegone lunghissimo (e quindi per me non risulta mai estenuante, per fugare un suo timore).

 

Solo che, non volendo ora fare l'esegesi del suo bello e lungo post, anch'io avevo capito, in soldoni, le stesse cose. 

E appunto, non si capisce nulla.

Lo dico anche io che scrive bene, ma se scrivi bene e nessuno capisce nulla, o sei Umberto Eco o è meglio che impari a spiegarti, ecco..

<span style="color:red;">3 minuti fa</span>, Diablero dice:

Sono un po' restio a spiegare per filo e per segno dove ha sbagliato Valerio nel "leggere" il mio post, conosco abbastanza i forum da sapere che poi tutti leggerebbero solo quelle risposte saltando i miei post originari. Dove invece ho scritto post così lunghi proprio perchè non sarei riuscito a spiegarmi in due righe...

 

Al massimo posso dire la più "facile" da smentire. Trovate in quei miei post dove avrei detto che...

 

io ho detto che in un momento che non ricordo più esattamente dopo il ritorno di Nizzi (cioè oltre il 400) ho cominciato a VEDERE quello che molti qui invece NON VEDEVANO, cioè l'opera di totale distruzione di Tex, messo apertamente in ridicolo e mostrato come un pomposo coglione.

 

Quindi, IN UNA SOLA RIGA, valerio riesce a stravolgere quello che dico CINQUE VOLTE.

 

1) Anticipa la data di più di DIECI ANNI.

2) dice che non le leggo, mentre le ho lette con molta più attenzione (evidentemente) di lui, visto che ho notato aspetti che non ha notato.

3) dice che sono "sicuro che sono brutte", no, sono sicuro che in ciascuna Tex viene smitizzato e reso ridicolo.

4) dice che avrei detto che "sono piene di errori" e questa se l'è proprio inventata.

5) all'epoca non li "contavo", li VEDEVO.

 

Cinque castronerie in una riga sola, e tutto il suo "riassunto" è così.

 

E visto che mi sa che anche lui sa come funzionano i forum, ad avere un comodo "riassuntino" dopo, sappiamo benissimo entrambi che molti forumisti salteranno i miei post per leggersi direttamente il suo "veritiero riassunto" (e l'ho già notato in diverse risposte), e semplicemente rispondendogli sposto la discussione LONTANO da quello che ho DAVVERO detto, verso una discussione con me che perdo un sacco di tempo a dire "ma non ho detto questo, ma non ho detto questo" sui temi su cui vuole portarci lui...

Ciccino bello, non ti ha capito nessuno, visto che gli altri che hanno scritto dopo, hanno detto di aver capito le stesse cose che ho capito io. Quindi i casi sono due.

1) Siamo tutti analfabeti e tu no

2) Non si capisce un tubo di quello che scrivi.

Scegli tu quale delle due è la risposta giusta.

P.S. rispondo sul tuo punto 1. Dici che ho anticipato la data di più di dieci anni. Ebbene io ho scritto "il Nizzi post 300",300 inteso evidentemente come centinaio, il che significa dal 400 in poi. Quindi ho detto esattamente quello che hai detto tu, dato che dici che "dopo il 400" hai cominciato a vedere certi errori.

Sul punto 2. Non le leggi più e lo hai detto tu. Hai detto che le storie dal 400 in poi non le rileggi e molte non te le ricordi nemmeno più. Sugli altri punti prendo atto, in ogni caso continui a dire che gli altri non vedono gli errori. Magari li vedono ma non li considerano tali oppure non ne sono infastiditi, in determinate storie particolarmente belle, tu che ne dici?

<span style="color:red;">20 minuti fa</span>, Gulliver... dice:

Trovo molto interessante il discorso aperto da Diablero sulle differenti generazioni di lettori e sul loro Tex di formazione. Riconosco che c’è del vero, se mi volto indietro vedo facilmente come la mia concezione dei personaggi sia stata tutta condizionata dai primi anni in cui li ho avvicinati. Ho sviluppato un approccio al fumetto Bonelli, non a ciascun personaggio in particolare ma a tutto quel mondo assieme, che poi nelle sue linee essenziali non è più cambiato. Non è tanto una questione di gusti in senso stretto - il giudizio critico con il passare del tempo ovviamente cambia - ma proprio di inquadramento ideologico. 

Ho avvicinato i Bonelli nel 2006, quando andavo in seconda media e poco prima di iniziare a conoscere e leggere i forum, tra cui TWO (mi chiamavo “jacopo93”). Avevo capito che mi piacevano i fumetti, dunque naturale che cercassi la miglior qualità: presto mi fu chiaro che per le serie storiche non l’avrei trovata se non nei vecchi albi e nelle ristampe. Tex fu quello cui mi fu più facile avvicinarmi, dato che mio nonno collezionava la NR, allora giunta al 160/170 e che usciva due volte al mese. Avevo solo l’imbarazzo della scelta, infatti in pochi mesi lessi pressoché tutte le storie della golden age, ricavandone una forte impronta. D’altra parte, quel Tex per me divenne sì la normalità, ma in chiaroscuro. Per la mia sensibilità di dodicenne del terzo millennio, alcuni aspetti non mi piacevano: le storie erano perlopiù troppo lunghe, i dialoghi erano verbosissimi e la grafica d’antan appesantiva. Per i numeri ex-striscia sotto il 90, con le vignette ancora più compatte, avevo un completo rigetto, non riuscii a prenderli in mano se non molto tempo dopo (questo credo tra l’altro sia alla base del mio completo disinteresse per i tremendi stravolgimenti di Tex che starebbe attuando Boselli secondo i più accesi degli sparuti forumisti di TWO rimasti gli ultimi anni). Soprattutto, raramente empatizzavo con i personaggi, mi sembrava si prendessero tutti troppo sul serio. Insomma, il Tex con cui mi sono battezzato e che amo è quello di GB, qualsiasi versione se ne distanzi per me resta apocrifa, ma non posso dire sia mai diventato il “mio” fumetto. 

Quell’anno, avvicinai anche il fratello western Zagor, ne lessi per un po’ l’inedito ma arrivato al 500 cifra tonda me ne allontanai senza rimpianti: incredibile a dirsi, ma che non fosse una collana in salute già mi sembrò evidente allora. I due personaggi cui più mi legai furono così quelli di cui in quel periodo iniziarono le ristampe: il Dylan Dog di Sclavi (talmente originale da non essere ripetibile) e il Mister No di Nolitta e Castelli. In particolare quest’ultimo, che di Nolitta fu la creatura a mio parere più matura e che infine mi insegnò cosa cercavo: un compromesso di genere tra spensieratezza e drammaticità, un eroe che fosse il migliore ma non il più forte, storie lunghe ma con il gusto per i ritmi rilassati. E’ dunque su queste basi, che ho riconosciuto come le mie preferenze in fatto di fumetti, che mi approccio oramai a ogni storia Bonelli, anche di Tex.

Quel che mi capita, dunque, è d’adorare storie come “Giungla crudele”, pur essendo perfettamente consapevole che nulla hanno a che vedere con il Tex più puro, e d’essere singolarmente indulgente per molte scene che lettori più impostati di me giudicherebbero come grandi mancanze di rispetto al personaggio. Li capisco, mi è perfettamente chiaro come Diablero si possa sdegnare così ampiamente della produzione del secondo Nizzi (voialtri, che capite l’equazione “Tex di Nizzi” = “Tex si slaccia il cinturone”, pensate che lui sia prevenuto contro Nizzi perché a voi non sorge quello che per lui è un assoluto automatismo, cioè “Tex si slaccia il cinturone” = “Brutta storia di Tex”). Quel che importa a me però è solo di divertirmi, al di là di quale sia il logo di copertina. Quindi ecco: se non mi diverto, può essere solo perché la storia è scritta male. In quest’ottica, io credo che il Tex di Nolitta e quello del secondo (e terzo) Nizzi molto spesso siano semplicemente scritti male, cioè siano stonati rispetto al contesto. Fare un personaggio molto più fallibile del Tex di GB e inserirlo in un contesto gbonelliano può darsi sia per alcuni un errore ideologico, ma a mio parere è senz’altro e in primis un errore tecnico. Mister No ha scritto in fronte sin dall’inizio che non salverà il mondo, la gente attorno lo considera un illuso, l’impresa è disperata e le storie raccontano di come lui, eroicamente, non s’arrenda all’evidenza per un senso morale superiore: questo ha senso. Il Tex di “Caccia all’uomo” è circondato da personaggi che lo considerano un supereroe, è sempre descritto come un satanasso abituato all’impossibile, eppure alla fine non salva comunque dall’impiccagione Faccia d’angelo: questa è una presa in giro per il lettore. In storie di questo genere l’incoerenza è intrinseca, è come se il personaggio principale vivesse al di sopra delle proprie possibilità. In altre, invece, pur rimanendo la stessa impostazione ideologica “umanizzante”, mi pare che il minor eroismo di Tex sia calibrato molto meglio. In questi casi, se c’è il giusto brio, la storia non di rado mi lascia molto contento. Il Nizzi di epoca 400 secondo me nel prendere botte in testa non appare così pallone gonfiato come nella centuria successiva, è più basso profilo di quello degli anni successivi. Fateci caso: il Tex di Nizzi più fantozziano è quello che riceve le lodi più sperticate da chi gli sta attorno, quasi come se il Nizzi post-500, perso ormai completamente il polso della narrazione, cercasse di compensare con le parole quel che nella sceneggiatura non si vede nei fatti. C’è uno squilibrio evidente, che di solito è quel che fa più innervosire. 

 

 

 

Sull’unità d’azione hai ragione, Diablero, non ricordavo gli esempi che mi hai fatto e in effetti credo sia uscito qui il mio orientamento nolittiano😅 Ripensandoci, mi era già venuto in mente nei giorni scorsi l’inizio de “Gli eroi di Devil Pass”. A proposito, quell’assolutamente gbonelliano non citare Aquila della Notte se non con reverente timore da parte dei suoi navajos per tutta la prima lunghissima sequenza, tra l’altro, crea una forte suspance che è del tutto funzionale al seguito della storia. Si induce nel lettore l’attesa di un eroe che c’è, che viene prima nominato e poi quando compare mantiene le promesse. Più o meno la stessa cosa, in piccolo, capita in “Tex 500”: miti indiani, un sacrilegio da vendicare, attesa di fuoco e fiamme..poi però lì la montagna partorisce un topolino. Il contrasto è da parodia, e non ci credo propria sia voluto.

 

P.S. Dagli appunti che presi ormai anni fa, leggo che giudicai “I predatori del Grande Nord” come la storia peggiore della fascia 300-400, di sicuro anche in proporzione alla carne al fuoco. Mi stupisce un giudizio tanto severo perché so che viene considerata molto bene dalla stragrande maggioranza dei lettori, ma la ricordo molto poco. A pelle, direi che la mia stroncatura poteva essere motivato solo dalla presenza in quantità abnorme dei difetti del Nizzi successivo. Al di là dei gusti personali, vi risulta? 

(Diablero, potresti rileggere questa per dare il colpo di grazia alla tua residua benevolenza verso l’autore: o la va o la spacca)

 

P.P.S. Valerio, mi pare di capire che quel che Diablero sta riconsiderando del Nizzi pre-400 sia la qualità complessiva delle sue storie, non l'utilizzo più o meno Gbonelliano che fa di Tex e dei suoi pards. Insomma, detto alla mia maniera, il lato prettamente tecnico dei suoi lavori, non l'aspetto ideologico.

 

Non lo so. In realtà Diablero parla pochissimo del Nizzi pre 400, non so se volutamente. Ha approfondito solo Fuga da Anderville, nella quale non gli è piaciuto, alla rilettura, il Tex fallibile, quindi esattamente l'aspetto ideologico di quella storia, altrimenti universalmente riconosciuta bellissima.

Hai ragione quando dici che per Diablero vige, probabilmente, il calcolo matematico Tex si slaccia il cinturone = pessima storia di Tex. deve essere esattamente così. A me questa equazione manca, non certo perchè non sia nato con il Tex Bonelliano, ma perchè un Tex meno infallibile (ma che alla fine vince sempre) a me non dispiace, a patto che sia inserito in una storia bella e appassionante. Quello che rimprovero a Nizzi non sono affatto le botte in testa, di cui non me ne può fregar di meno, quanto le sceneggiature scialbe e senza guizzi del post 500. Insomma, non mi incavolo per lo slacciamento di cinturoni, ma per la noia che aleggia in quelle sceneggiature senza più nerbo e con poche idee.

E' proprio una diversa visione della lettura. Per me, forse, è più rilassata e meno..come dire..fanatica. Per Diablero è ipercritica e volta alla negazione di ogni minima umanizzazione del personaggio, a cui non è concesso sbagliare per nessun motivo.

Lo stesso dicasi per Nolitta, che a differenza di Nizzi non è mai stato Bonelliano nemmeno per un momento (il miglior Nizzi era quasi interamente bonelliano) e a botte in testa e comportamenti isterici e ansiosi di Yex è andato avanti per tutte le sue storie. Ciononostante, anche li, spesso finisco per divertirmi. Anzi, se dovessi dire la più bella storia di Tex, potrei considerare El Muerto tra le più appassionanti che abbia mai letto e quelle più iconiche.

Come vedi metto la bellezza della storia prima di tutto il resto.

Sui predatori del grande nord, mah, non ricordo ogni singola scena, ma la ricordo come una storia stupenda con un finale affrettato. E ricordo un Tex in grandissimo spolvero.

<span style="color:red;">23 minuti fa</span>, valerio dice:

E appunto, non si capisce nulla.

Lo dico anche io che scrive bene, ma se scrivi bene e nessuno capisce nulla, o sei Umberto Eco o è meglio che impari a spiegarti, ecco..

Ciccino bello, non ti ha capito nessuno, visto che gli altri che hanno scritto dopo, hanno detto di aver capito le stesse cose che ho capito io. Quindi i casi sono due.

1) Siamo tutti analfabeti e tu no

2) Non si capisce un tubo di quello che scrivi.

Scegli tu quale delle due è la risposta giusta.

P.S. rispondo sul tuo punto 1. Dici che ho anticipato la data di più di dieci anni. Ebbene io ho scritto "il Nizzi post 300",300 inteso evidentemente come centinaio, il che significa dal 400 in poi. Quindi ho detto esattamente quello che hai detto tu, dato che dici che "dopo il 400" hai cominciato a vedere certi errori.

Sul punto 2. Non le leggi più e lo hai detto tu. Hai detto che le storie dal 400 in poi non le rileggi e molte non te le ricordi nemmeno più. Sugli altri punti prendo atto, in ogni caso continui a dire che gli altri non vedono gli errori. Magari li vedono ma non li considerano tali oppure non ne sono infastiditi, in determinate storie particolarmente belle, tu che ne dici?

Non lo so. In realtà Diablero parla pochissimo del Nizzi pre 400, non so se volutamente. Ha approfondito solo Fuga da Anderville, nella quale non gli è piaciuto, alla rilettura, il Tex fallibile o comunque impotente, quindi esattamente l'aspetto ideologico di quella storia, altrimenti universalmente riconosciuta bellissima.

Hai ragione quando dici che per Diablero vige, probabilmente, il calcolo matematico Tex si slaccia il cinturone = pessima storia di Tex. deve essere esattamente così. A me questa equazione manca, non certo perchè non sia nato con il Tex Bonelliano, ma perchè un Tex meno infallibile (ma che alla fine vince sempre) a me non dispiace, a patto che sia inserito in una storia bella e appassionante. Quello che rimprovero a Nizzi non sono affatto le botte in testa, di cui non me ne può fregar di meno, quanto le sceneggiature scialbe e senza guizzi del post 500. Insomma, non mi incavolo per lo slacciamento di cinturoni, ma per la noia che aleggia in quelle sceneggiature senza più nerbo e con poche idee.

E' proprio una diversa visione della lettura. Per me, forse, è più rilassata e meno..come dire..fanatica. Per Diablero è ipercritica e volta alla negazione di ogni minima umanizzazione del personaggio, a cui non è concesso sbagliare per nessun motivo.

Lo stesso dicasi per Nolitta, che a differenza di Nizzi non è mai stato Bonelliano nemmeno per un momento (il miglior Nizzi era quasi interamente bonelliano) e a botte in testa e comportamenti isterici e ansiosi di Yex è andato avanti per tutte le sue storie. Ciononostante, anche li, spesso finisco per divertirmi. Anzi, se dovessi dire la più bella storia di Tex, potrei considerare El Muerto tra le più appassionanti che abbia mai letto e quelle più iconiche.

Come vedi metto la bellezza della storia prima di tutto il resto.

Sui predatori del grande nord, mah, non ricordo ogni singola scena, ma la ricordo come una storia stupenda con un finale affrettato. E ricordo un Tex in grandissimo spolvero.

 

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40 minutes ago, valerio said:

P.S. rispondo sul tuo punto 1. Dici che ho anticipato la data di più di dieci anni. Ebbene io ho scritto "il Nizzi post 300",300 inteso evidentemente come centinaio, il che significa dal 400 in poi. Quindi ho detto esattamente quello che hai detto tu, dato che dici che "dopo il 400" hai cominciato a vedere certi errori.

 

Tu avresti scritto "post 300" per indicare i numeri dopo il 400, e sarei IO quello che si spiega alla cazzo...  🙄   :lol:   :craniate:

 

40 minutes ago, valerio said:

E' proprio una diversa visione della lettura. Per me, forse, è più rilassata e meno..come dire..fanatica. Per Diablero è ipercritica e volta alla negazione di ogni minima umanizzazione del personaggio, a cui non è concesso sbagliare per nessun motivo.

 

Questa è un invereconda cazzata (sia il fatto che Tex non debba mai sbagliare, sia il fatto che io l'abbia detto)

 

Trovo ancora incredibile che si commentino le storie senza capire cos'è una storia. Cioè, facendone una valutazione come se fossero eventi slegati, se non ci fosse una fine, un plot, una premise, un tema, e considerandole un immenso mischione senza senso in cui un evento è uguale ad un altro. In cui quindi dire che Tex non deve cadere inciampando e sbattendo il naso su una merda equivale a dire che Tex non deve sbagliare mai, e  in cui il venire completamente e totalmente sconfitto equivale a cadere in un agguato nelle prime pagine (mancando, appunto, ogni concetto di "finale" e "incipit", tutto è uguale a tutto, le storie non esistono, se Tex caga in scena vuol dire che non caga mai...)

 

Ti faccio un piccolo esempio, sperando che il film non sia "troppo vecchio" come dice Peter Parker in Infinity War.  Considera il film Star Wars.

 

Ad inizio film, la principessa Leia viene catturata, e nel corso del film Alderaan viene distrutto.

 

L'atteggiamente tu ed altri avete per gli "sbagli" di Tex equivale a dire che questi potevano essere benissimo IL FINALE DEL FILM e NON CAMBIAVA NIENTE.  Cioè, il film poteva finire con Leia (e Luke e Jan e Chwwbacca) catturati, e Alderaan distrutto, con "the end" sullo sfondo, ED ERA LA STESSA COSA.

 

Perchè ad una critica sul fatto che Tex viene SCONFITTO COME UN FESSO NEL FINALE, rispondete, apparentemente convinti che sia UNA RISPOSTA SENSATA, che anche nelle storie di GLBonelli ogni tanto Tex veniva ingannato, magari ad inizio storia quando diceva che aveva perso le tracce degli indiani e doveva tornare in paese.

 

Insomma, per discutere bisogna avere basi di partenza comuni. Partiamo proprio dalle basi: siete consapevoli che quelle di Tex sono storie, e che le scrive qualcuno, e quindi se scrive che Tex viene visto mentre caga non è "normale, lo fanno tutti"? Avete chiaro il concetto che le storie hanno un senso e un plot, che l'eroe sconfitto nel finale e nel mezzo della storia sono cose un tantino diverse?  (ma poco, dai, come appunto la differenza Fra Indiana Jones che viene fregato da Belloq ad inizio film e avere i Nazisti che vincono alleandosi a Dio nel finale dopo aver ucciso Indiana Jones e Marion...)

Edited by Diablero

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Just now, Diablero dice:

 

Tu avresti scritto "post 300" per indicare i numeri dopo il 400, e sarei IO quello che si spiega alla cazzo...  🙄   :lol:   :craniate:

 

 

Questa è un invereconda cazzata (sia il fatto che Tex non debba mai sbagliare, sia il fatto che io l'abbia detto)

 

Trovo ancora incredibile che si commentino le storie senza capire cos'è una storia. Cioè, facendone una valutazione come se fossero eventi slegati, se non ci fosse una fine, un plot, una premise, un tema, e considerandole un immenso mischione senza senso in cui un evento è uguale ad un altro. In cui quindi dire che Tex non deve cadere inciampando e sbattendo il naso su una merda equivale a dire che Tex non deve sbagliare mai, e  in cui il venire completamente e totalmente sconfitto equivale a cadere in un agguato nelle prime pagine (mancando, appunto, ogni concetto di "finale" e "incipit", tutto è uguale a tutto, le storie non esistono, se Tex caga in scena vuol dire che non caga mai...)

 

Ti faccio un piccolo esempio, sperando che il film non sia "troppo vecchio" come dice Peter Parker in Infinity War.  Considera il film Star Wars.

 

Ad inizio film, la principessa Leia viene catturata, e nel corso del film Alderaan viene distrutto.

 

L'atteggiamente tu ed altri avete per gli "sbagli" di Tex equivale a dire che questi potevano essere benissimo IL FINALE DEL FILM e NON CAMBIAVA NIENTE.  Cioè, il film poteva finire con Leia (e Luke e Jan e Chwwbacca) catturati, e Alderaan distrutto, con "the end" sullo sfondo, ED ERA LA STESSA COSA.

 

Perchè ad una critica sul fatto che Tex viene SCONFITTO COME UN FESSO NEL FINALE, rispondete, apparentemente convinti che sia UNA RISPOSTA SENSATA, che anche nelle storie di GLBonelli ogni tanto Tex veniva ingannato, magari ad inizio storia quando diceva che aveva perso le tracce degli indiani e doveva tornare in paese.

 

Insomma, per discutere bisogna avere basi di partenza comuni. Partiamo proprio dalle basi: siete consapevoli che quelle di Tex sono storie, e che le scrive qualcuno, e quindi se scrive che Tex viene visto mentre caga non è "normale, lo fanno tutti"? Avete chiaro il concetto che le storie hanno un senso e un plot, che l'eroe sconfitto nel finale e nel mezzo della storia sono cose un tantino diverse?  (ma poco, dai, come appunto la differenza Fra Indiana Jones che viene fregato da Belloq ad inizio film e avere i Nazisti che vincono alleandosi e Dio nel finale dopo aver ucciso Indiana Jones e Marion...)

Sul primo punto, io parlo dempre di centinai, se mi hai letto qualche volta. I 200 è il centinaio 200, il 300 è il centinaio 300 e così via. Se dico dopo i 300 mi riferisco a dopo il numero 399. come se uno dice "dopo gli anni 80" è chiaro che si riferisce a dopo la fine degli anni 80, quindi ai 90.

Ok, chiarito questo.

Sul secondo punto, capisco il tuo discorso, ma sono punti di vista diversi. Per me Tex deve uscirne vincitore. Ovvio. E ne esce sempre vincitore o quasi, persino con Nizzi e con Nolitta (ricordo documento d'accusa in cui invece non vince, non mi sovviene altro, al momento). Mi infastidisce se Tex viene catturato TROPPE VOLTE. Cose che, tornando in topic e quindi a Nizzi, a volte nei 500 accade in modo fastidioso. Certo, se accade due o tre volte in una storia diventa un fatto difficilmente accettabile. Ma la cattura o un fallimento in se, non mi rende la storia indigeribile. L'importante è che alla fine Tex ne esca vincitore e che la storia sia appassionante. Quello che non perdono è una sceneggiatura scialba e noiosa. Quello davvero non lo sopporto. Prendiamo due maxi, per non parlare sempre della regolare. Fort sahara e il veleno del cobra. Due buoni soggetti, anche intriganti, ma risolti con storie di una noia indescrivibile. Botte in testa? No, noia. E' quello il problema, per quanto mi riguarda.

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