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Doudou Marechal

Aldo Capitanio

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Aldo CAPITANIO 1952-2001
Nasce a Camisano Vicentino (Vicenza, Italia) il 28 maggio 1952. Disegnatore e illustratore (esordisce diciottenne sul periodico Il Santo dei miracoli), si dedica soprattutto al fumetto, esordendo su Eureka nel 1972 su un testo di Gianni Bono. Per Il Giornalino realizza nel 1977 e 1978 le riduzioni salgariane "Il corsaro nero" e "La regina dei Caraibi", su testi di Renata Gelardini, e le due storie sono pubblicate anche in albo. Dal 1978 al 1982 disegna Wanneka, su testi di Toni Pagot, e collabora alla "Storia d'Italia a fumetti" di Enzo Biagi per Mondadori. Per la Sergio Bonelli Editore collabora per i personaggi Nick Raider e Tex.
Muore, a soli quarantanove anni, il 19 settembre 2001.

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il suo texone mi ha colpito molto, ci sono certe espressioni facciali indimenticabilicapitanio disegn° anche per blek macigno, e credo che un po' si veda, sul suo texone, specie per come rese alcune pose.... l'importante è però che non abbia leso la grinta di tex:e quella, in verità, c'è davvero.....

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Autoritratto di Aldo Capitanio


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Ha iniziato a lavorare per riviste locali mentre frequentava il Liceo Artistico e esordisce professionalmente nel 1972. Su sceneggiatura di Gianni Bono disegna "Nel giorno delle nozze" pubblicato sulla rivista Eureka. Su testi di Nino Pagot disegna ?Wanneka il Navaho?.


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Wanneka il Navaho


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Negli anni settanta disegna per la rivista Il Giornalino le riduzioni a fumetto di alcune opere salgariane, tra cui spicca "Il Corsaro Nero", su testi di Renata Gilardini e "La Regina dei Caraibi", entrambi raccolti in volume nel 1977.


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Tavola da "Un amico di scorta", una delle storie libere per il settimanale Il Giornalino


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Agli inizi degli anni ottanta collabora col giornalista Enzo Biagi alla stesura de "Storia d'Italia a fumetti", edito da Mondadori, che vede fra i suoi partecipanti i migliori esecutori del tempo: Giacinto Gaudenzi, Paolo Piffarerio, Alarico Gattia, Enric Sio, Milo Manara, Carlo Ambrosini, Cesare Colombi, Paolo Ongaro, Gianni Grugef? Sempre per lo stesso editore realizza anche le illustrazioni per le copertine e per gli interni, sia in nero che a colori, di numerosi classici della letteratura per ragazzi (La Freccia Nera, Kim, El ?id, Il Dottor Jekill e Mr. Hyde?), oltre ad un paio di riduzioni di classici cavallereschi medioevali, completamente e colori. Dal 1981 fa parte dello Staff di If, per quale ha realizzato numerose copertine per libri per ragazzi destinati al mercato europeo. Dal 1989, entrer? a far parte della Bonelli Editore, disegnando storie di Nick Raider e Tex.


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Nick Raider n° 8



Io e Tex

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? Naturalmente, conosco Tex da sempre; e lo dico perchè sono nato nel'52 e quindi gli albi della Bonelli mi hanno seguito durante l'infanzia, l'adolescenza? e dopo. Tuttavia non penso d'essere stato influenzato, nella mia formazione, dal segno di queste avventure, soprattutto perchè i miei esordi sono legati a storie completamente diverse, come quelle che ho realizzato per ?Il Giornalino? e destinate ai giovanissimi. Ho però sempre apprezzato moltissimo i disegnatori di questa serie che hanno saputo dare corpo a storie molto belle.
E? poi successo che, mentre stavo lavorando a un albo di Nick Raider, mi è stato proposto di entrare nello staff di Tex, Credo che quest?offerta sia stata curiosamente provocata dal fatto che i cavalli da me disegnati per un' avventura di Nick Raider a New York, siano particolarmente piaciuti e cosi mi hanno messo alla prova, cosa che mi ha fatto un grande piacere.
Il mio primo albo di Tex, è intolato ?Il Soldato Comanche?. Ho impiegato tanto tempo a realizzarlo e non soltanto per l'impegno che quest?incarico comporta, ma anche perchè sono legato ancora a un disegno decisamente ricco di particoIari, descrittivo, derivato più dall'illustrazione che dal fumetto d'azione e quindi ho lavorato molto anche per semplificare il mio tratto, come richiede la stessa serialit? degli albi.
Certo, poter prendere in mano un personaggio come Tex è davvero una realizzazione professionale importante che è anche fonte di stimolo perchè ti pone a confronto con ottimi professionisti come Galep, Ticci, Letteri, Fusco, Villa e con uno mio mito di lettore: jesus Blasco. Per me è davvero gratificante ritrovarmi a operare nello stesso staff di Blasco: di lui ho letto tutto, da ragazzo e dopo, in massima parte attraverso le pubblicazioni della Universo e in altre edizioni dedicate al western. L' ho sempre considerato un maestro da seguire. Per quanto riguarda l'ambiente che preferisco descrivere, debbo dire che, secondo me, le migliori storie di Tex sono quelle che si svolgono tra il Messico spagnoleggiante e il West ancora pioneristico fra deserti, templi, polvere, le architetture misteriose, la Sierra Madre. Penso che questo derivi dal fatto che io intendo Tex sempre come lo ha concepito Gianluigi Bonelli agli esordi, cioe? un desperado, che poi con il tempo è diventato molto realista, disincantato. Uno che conosce bene il mondo in cui si muove e nel quale ha imparato a vivere?.


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Bad River


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Nel 1995, in concomitanza dei quarant?anni del Il grande Blek disegna l'episodio ?Avventura sul San Lorenzo?, nello stesso anno collabora con la editrice Scripta di Giorgio Marenghi, disegnando le ricostruzioni della Vicenza medioevale, per la rivista Storia di Vicenza. Nel 1997, collabora alla realizzazione dei disegni per la serie La Storia dell'Uomo edito da De Agostini. Dopo aver pubblicato un episodio di Tex per l' ?Almanacco del West? del 1997, realizza la storia doppia ?MATADOR!? edita sulla collana regolare nei nn. 488/489 usciti nei mesi di Giugno/Luglio 2001. Nel 1998, ancora per ?Lo Scarabeo?, disegna alcune tavole per una edizione speciale a fumetti, curata da vari disegnatori e dedicata alla Sindone.



La presente biografia illustrata è tratta dal sito:
http://comicsando. wordpress.com/2008/10/09/aldo-capitanio/

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Mi scuso con Doudou Marechal per il fatto di aver inserito una nuova biografia di Capitanio, ma essendo il compianto Aldo uno dei disegnatori della serie regolare, meritava un "approfondimento" ( vabb?, lo meritano anche gli altri che hanno disegnato albi speciali ma... )

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"Aldo Capitanio Selvadego Selvadego notaro del gnente che se dentro e del scuro che se fora"Per i non veneti tradotto così: A. C. Selvatico (sinonimo di burbero) scrittore del niente che c'è dentro e del buio che c'è fuori.

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Da poco ho finito di rileggere a colori un capolavoro: Matador!
A colori i disegni di Capitanio sono meravigliosi; solo ora apprezzo appieno il suo tratto e la sua ricchezza di segno. Alcune tavole con molta folla lasciano a bocca aperta.
Nonostante questo, durante la lettura di questa storia ambientata in Messico, mi sono imbattuto in alcuni personaggi che, a mio avviso, l'autore potrebbe aver inserito a sua immagine e somiglianza, ovvero questi: Immagine postataImmagine postata

vero è che la storia è zeppa di messicani baffuti e un personaggio può valere l'altro, però secondo me questi due assomigliano in modo particolare all'autore.
Sembra anche a voi?

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Vi dico solo che un mio carissimo amico, che è stato il mio professore di matematica alle medie, ha lavorato in una scuola salesiana e una delle suore dell'istituto era... suor Capitanio!Era parente di Aldo, e il mio professore, grande fan di Tex le ha chiesto se potesse chiedergli un disegno. Morale della favola: ha uno splendido disegno con dedica di Tex e Carson a Cavallo... Nei prossimi giorni che vedo il mio amico scatto una foto e la posto sul forum!

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che gran disegnatore! Aveva una grande cura nei dettagli: Mi ricordo quando lessi "Matador" inizio estate del 2001, ne restai molto piacevolmente colpito. È una storia che ricordo sempre molto volentieri.

Chissà invece dove son le tavole inedite di Colorado Belle, storia poi affidata a Font. Penso che sarebbero molto valutate e apprezzate.

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