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TWF - Tex Willer Forum
bressimar

[511/512] Ritorno A Culver City

Voto alla storia  

31 voti

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Sale a Tutti! E' da poco che leggo Tex rispetto a voi old readers ( ;) )sono circa 4 anni, ho iniziato a leggere Tex dal numero 599 ( un renger per nemico ) e da allora fino ad oggi le storie non sono cambiate di molto come trama, una tra le storie che preferisco in assoluto è senza dubbio I trappers di yellowstone, no per la storia in se ma bensì per i disegni di Alessandro Piccinelli. Oggi per caso passando in edicola ho notato l'albo di questo topic il numero 511, beh mi è piaciuta ( o almeno mi sta piacendo ) la storia ma volevo sapere perchè in Tex non vi sono storie ( o almeno quelle che ho letto fino ad ora) dove i protagonisti sono spinti al limite, cioè ad esempio nei manga anche i protagonisti perdono a volte, ci sono sentimenti forti perchè questo non succede in Tex ( premetto che adoro Tex e non voglio che cambi) ma almeno in qualche storia vorrei che ci fosse un po' di piu' di imprevedibilit?. Spero di non avervi annoiato troppo ;)

Ciao Nino, benvenuto. Per avere una risposta alla tua domanda dovresti precisare che cosa intendi per "imprevedibilit?". Dici che nei manga i protagonisti a volte perdono, quindi vorresti vedere Tex che perde un duello? Impossibile! :old::indianovestito: E' successo una sola volta nel num. 99 (che si intitola, appunto, "La sconfitta") perchè l'avversario ha usato un trucco. Stesso discorso per le scazzottate, è sempre lui a mettere al tappeto gli altri, unica eccezione i due giganti asiatici incontrati nella prima storia della Tigre Nera, ma quelli erano il doppio di lui :shock:Tex non è un manga, è il tipo di eroe che è sempre più in gamba degli altri, amici e nemici. Anche lui può sbagliare perchè è un essere umano ma sono eccezioni alla regola e la regola è che Tex è infallibile!!! :colt:Su questo forum noterai che alcune delle storie degli ultimi anni non sono piaciute alla maggior parte degli utenti proprio perchè Tex sbagliava un p? troppo spesso :malediz... oppure perchè c'erano dei personaggi che, secondo alcuni, mettevano in ombra Tex mostrandosi più in gamba di lui. Cmq ognuno ha il "suo" Tex e sappi che Boselli ci ha comunicato che in futuro ci saranno delle sorprese e che "oser? di più" ::evvai::

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La storia è moto bella e toccante... Tex ritorna a Culver City per riportare nuovamente giustizia. Non si tratta a mio giudizio di un capolavoro, soprattutto perchè la trama in alcuni tratti appare scontata, con la classica lotta del nostro ranger contro sceriffi corrotti e prepotenti signorotti che fanno il bello ed il cattivo tempo ( e sappiamo fin da subito come andr? a finire). Ho apprezzato invece l'idea che per una volta siano Carson e Tiger ( che coppia esplosiva ragazzi...) a togliere le castagne dal fuoco a Tex. Mi hanno colpito in modo particolare i personaggi di Frida ( bello nel finale il suo dissociarsi dagli intrighi di Marley) e del vicesceriffo Mailer ( un vero uomo di paglia). E poi c'è un nome che mi è rimasto impresso... Mae Willer, la mamma di Tex ( se non sbaglio è la prima volta che veniamo a conoscenza di come si chiamava). Volevo poi intervenire su due questioni affrontate nel dibattito. Non condivido affatto il discorso che fa Pablo Contreras... si dovrebbe guardare un pochino di più a cosa vuole il mercato, a quali sono i gusti del pubblico. La domanda ?: chi è davvero Tex Willer? E' un uomo ( e quindi potrebbe sbagliare, perdere un duello, essere parzialmente sconfitto da un suo nemico) o un semidio infallibile a prescindere ed ultraprotagonista dalla prima all'ultima pagina, come appare in molte storie di GLB? Se la risposta è la seconda, non ha più senso leggere Tex... tanto lo sappiamo già come va a finire. Il grande merito di Nizzi e soprattutto Boselli è quello di aver decentrato Tex, dando spazio a coprotagonisti di valore... in questo modo il personaggio Tex si è mostrato più simile agli altri esseri umani, nella difficolt?, nella sofferenza, anche per il fatto di dare l'impressione di non essere sempre e solo il migliore. Insomma, scusate se parlo chiaro, il Tex che qualche volta sbaglia mi è molto simpatico, il Tex infallibile non tanto. E mi viene da pensare ancora, perchè non si accetta assolutamente che Tex perda con la pistola e invece si è più disposti a tollerare un ranger troppo ingenuo, che non riesce a comprendere le trame dei suoi nemici e viene spesso salvato da colpi di fortuna? A che serve essere il migliore con colt e winchester se non lo si è con il cervello?Per il disegno, Civitelli è a mio avviso molto bravo... Ortiz è più soggettivo, c'è chi lo ama tantissimo e chi ( come me) arriccia un pochino il naso. Soggetto: 9Sceneggiatura: 7,5Disegni: 9Voto globale alla storia: 8

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La domanda ?: chi è davvero Tex Willer? E' un uomo ( e quindi potrebbe sbagliare, perdere un duello, essere parzialmente sconfitto da un suo nemico) o un semidio infallibile a prescindere ed ultraprotagonista dalla prima all'ultima pagina, come appare in molte storie di GLB? Se la risposta è la seconda, non ha più senso leggere Tex... tanto lo sappiamo già come va a finire.

In molte storie di GL Bonelli Tex viene sopraffatto da avversari più numerosi di lui e fatto prigioniero. Recentemente ho letto "Gli spietati", una storia davvero carina. Poi ci sarebbero anche "La sconfitta" o "In nome della legge" e seguenti dove Tex finisce in prigione. Si tratta quindi di un ?semidio infallibile a prescindere ed ultraprotagonista dalla prima all'ultima pagina?? A me sembra di no ma forse parliamo di due cose diverse. Che Tex venga messo in difficolt? dai suoi avversari è accettabile, anzi è doveroso farlo scontrare con antagonisti all'altezza, questo però non significa che debba perdere un duello o soccombere in una scazzottata. Sono 2 cose molto diverse e mi era sembrato che Nino si riferisse a questo aspetto. Infatti non ho mai letto storie di Nizzi e Boselli dove c'è qualcuno più veloce di lui con la pistola o capace di metterlo ko con i pugni. Se Borden o gli altri autori dovessero mai scrivere storie dove accadono queste cose, non credo che il mercato reagirebbe molto bene sisi Altro discorso è quello sull'ingenuità e i colpi di fortuna, secondo me è sempre bene non esagerare. Pu? capitare che Tex cada nelle trapple degli avversari, che i suoi piani per contrastarli non riescano completamente, però non deve neanche diventare un cretino - o "piccione" come dice qualcuno laughing - che non ne azzecca mai una!Devi sapere che io leggo anche Zagor e ultimamente, nella CSAC di repubblica, sto leggendo delle buone storie rovinate da un irriconoscibile spirito con la scure che viene battuto e messo ko da personaggi di bassissimo livello :_sigh Spero che a Tex non capiter? mai. Ugh! :indianovestito:

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ciao Pablo, rileggendo il mio precedente messaggio mi sono accorto di essere sembrato un pochino polemico... mi scuso, non era mia intenzione. che Zagor a volte perda e anche di brutto, è del tutto in regola con le caratteristiche originali del personaggio ( ti consiglio una storia uscita nel 1970, " L'arciere rosso", in cui lo spirito con la scure mette in gioco la propria vita in un confronto di abilità come arciere contro un novello Robin Hood; la gara è regolare e Zagor perde, ma poi grazie ad altre doti riesce a ribaltare la situazione). Non apprezzo particolarmente il Tex di GLB ( ma ripeto, sono opinioni personali) perchè la mia impressione è che in molte delle sue storie si voglia accentuare al massimo l'invincibilit? di Tex facendolo scontrare spesso con avversari non all'altezza... ti ripeto, è solo una mia idea, ma io la vedo così. Anche in storie come " la sconfitta" ( che potrebbe risentire tuttavia di un certo influsso nolittiano), il messaggio che ne esce fuori è che " Tex può perdere solo con un trucco". Sono il primo a voler conservare un Tex vincente con le pistole e non mi auguro che perda mai un duello... ma se l'alternativa è tra il fargli perdere uno scontro armato o un corpo a corpo e farlo prendere per scemo da un Macredy, uno Smirnoff o uno Stingo, salvandosi solo con assurdi quanto incredibili colpi di fortuna ( e questo purtroppo si è reso a volte necessario proprio perchè da copione non si poteva far perdere Tex), molto meglio la prima ipotesi. Insomma, vorrei un Tex che non perda ma non perchè "non deve perdere" per principio, ma perchè mi dimostri nel corso della storia di essere ancora più in gamba rispetto a comunque validissimi antagonisti ( e non confrontandosi con mezze calzette). Ma Tex questo me lo deve dimostrare nel corso della trama, ovvero io devo essere portato a pensare che il ranger potrebbe anche perdere contro quegli avversari... ecco quello che rende una storia un capolavoro ( pensa a "El Muerto" per esempio)E, sempre secondo me, questo è stato capito soprattutto dai vari Nolitta, Nizzi e Boselli, mentre si vede molto meno nelle storie di GLB.

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Non mi è affatto spiaciuto rileggere questa avventura,magistralmente disegnata da Civitelli e sceneggiata da Nizzi,qui piuttosto in forma. Tra sparatorie,momenti struggenti e delinquenti che non esitano sia a tradirsi,sia a farsi fuori l'un con l'altro,non c'è un attimo di tregua. IMHO qualche piccola crepa il copione nizziano ce l'ha,tipo la facilità con cui Tex,benchè armato,lascia arrestare se stesso e Kit (mentre a quella caricatura di vice non esita a far saltare di mano,nel finale della storia,la doppietta puntata contro di lui),l'assenza di un flashback illustrato sia della morte di Sam Willer che del repulisti che Tex aveva fatto,vent'anni prima,della cricca di Tom Rebo e della quasi del tutto mancata caratterizzazione del figlio di quest'ultimo,di cui non si sa praticamente nulla. Voto 7 meno.

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Bella storia di Nizzi (anche se, come è stato accennato in questo topic, il soggetto non è tutta farina del suo sacco), magistralmente disegnata da Civitelli. Il ritorno di Tex nei luoghi natii ci regala momenti "emozionanti" (Tex che prega sulle tombe dei genitori e del fratello), anche lo sviluppo della trama mi ha coinvolto, con azione e scene degne di nota (i pards che attaversano il paese per andare ad attaccare il covo del nemico). Qui ho riletto il miglior Nizzi, quello che prese in mano Tex da papà GLB e lo fece crescere senza mai allontanarsi troppo da quello voluto dal predecessore. Preciso il tratto grafico di Civitelli. Voti 9 al soggetto e alla sceneggiatura, 9 ai disegni. 

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Proseguendo la mia rilettura di alcune storie del Nizzi post 500, non potevo non riprendere questo ritorno a Culver City, mediamente piuttosto apprezzato dai lettori e ritenuto uno degli episodi più riusciti di questo periodo.

Personalmente esco invece dalla rilettura non particolarmente convinto; se è vero che siamo al di sopra della media della produzione più recente di Nizzi, e che la sceneggiatura è priva di grossi difetti e incongruenze, tuttavia sento in alcune parti la solita mancanza di brio e di frizzantezza, con il difetto che la storia non arriva là dove sarebbe potuta arrivare in potenza.

La delusione viene infatti anche dal fatto che il legame con "Il passato di Tex", di cui questa storia si pone come seguito ideale, è davvero labile, e si risolve tutto nella scena clou della visita al vecchio ranch e alle tombe di famiglia. Questa è una scena bella e toccante, principalmente per merito degli splendidi disegni di Civitelli, mentre le parole che Nizzi mette in bocca a Tex non sono sempre particolarmente coinvolgenti ("La casa ha subito qualche modifica ma sostanzialmente è rimasta la stessa, anche se oggi sono evidenti i segni dell'abbandono" - si poteva fare un po' meglio, dai). Ma da qui in poi i legami col passato sono praticamente abbandonati, e leggiamo una classica storia cittadina che potrebbe non avere nulla a che fare con la giovinezza di Tex. Avrei preferito vedere più legami con il passato del ranger.

Per il resto, la storia scivola via senza infamia e senza lode, non è una brutta storia, il secondo albo soprattutto è abbastanza movimentato con diverse sparatorie ben scritte. Ma avverto una certa mancanza di pathos, dovuto anche al fatto che Nizzi ci racconta tutto per filo e per segno prima di farlo succedere. Anche i dialoghi mi sembrano privi di quella freschezza con cui in passato Nizzi aveva invece deliziato i lettori.

 

Splendido Civitelli, la sequenza della diligenza che va a fermarsi sul ciglio del burrone è notevole. Il disegnatore, come suo solito, strizza anche l'occhio al lettore con qualche citazione dal cinema: Claudia Cardinale e Paolo Stoppa presi da "C'era una volta il West" a pagina 34, la camminata del Mucchio Selvaggio a pagina 104. E forse ci sono altri personaggi che non ho colto. Ah, ci sono anche le due copertine di "Il re del rodeo" e "La costa dei barbari" a pag. 52 del primo albo!

 

Il voto per me è un più che sufficiente, che sale a 7 grazie alla parte grafica.

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Non dimentichiamo che questa storia, nata da un soggetto civitelliano, fu condizionata (per usare un eufemismo) dall'editore, poco propenso a lasciare troppo spazio a pagine che raccontassero del passato di Tex. Nizzi non aveva mano libera. Gli interventi redazionali, tanto auspicati al tempo da certi lettori, certo non mancavano e non tutti erano volti a migliorare, purtroppo, le sceneggiature di Nizzi. Così col bianchetto si cancellavano le date impresse da Civitelli sulle lapidi. La storia successiva ci suggerisce con il suo finale ignobile, laddove nell'originale nizziano  era perfettamente texiano, che la riscrittura redazionale era più attenta a non sollevare casi incresciosi, mantenendosi cioè in linea con la correttezza politica. Nizzi fu censurato e chissà quante volte. Occorrerebbe fare un raffronto tra le sue sceneggiature dattiloscritte e ciò che poi è andato in edicola. Ricordo che ai tempi dell'uscita dell'albo del sessantennale Civitelli era preoccupato che la vignetta del bacio con Lilyth venisse censurata. Qualche ricordo di apprensione ce l'ho anche di storie di Boselli. Sì, la scena del ranch paterno è piuttosto fredda, ma non affrettiamoci a dare tutte le colpe a Nizzi.

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Ho letto che l'idea originale di Civitelli era che il ragazzo accusato ingiustamente sarebbe dovuto essere il nipote di Tex (figlio di Sam). Senza dubbio un soggetto ai limiti, e non fatico a pensare a un intervento redazionale che lo riportasse su binari meno arrischiati. Non so in quanta parte attribuire le responsabilità di questo a Nizzi o all'editore, credo a quanto riferisce Ymalpas, certo è che la storia così come la leggiamo ne risulta a mio avviso un po' "monca". Non ho trovato tanto "fredda" la scena del ranch paterno (a parte, forse, il solo dialogo che ho riportato), quanto piuttosto avulsa dall'atmosfera del resto della storia, che appunto rimane una classica storia cittadina ma con poco a che vedere con il passato di Tex.

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In questo caso Nizzi colpe non ne ha... è stato tirato il freno a mano, per così dire e non per colpa sua. Dovrei rivedere il libro di Guarino sulla genesi di questa storia, ma quanto riporta Ymalpas è corretto. Però questa è una bella storia del cosiddetto centenario in cui al buon Nizzi non glene perdonavano nessuna.

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Anch'io ho trovata un po fredda la sequenza del ritorno di Tex al ranch dove è cresciuto, non un accenno ai genitori ed al fratello. Mi sarei anche aspettato qualche domanda in più da Kit. Concordo con Ymalpas, si poteva e si doveva fare di meglio. Sarei comunque curioso di conoscere la scenografia originale di Nizzi che doveva essere ben più coinvolgente. Secondo me Nizzi è stato molto criticato anche per colpe non sue.

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<span style="color:red;">6 minuti fa</span>, Tim Birra dice:

Anch'io ho trovata un po fredda la sequenza del ritorno di Tex al ranch dove è cresciuto, non un accenno ai genitori ed al fratello. Mi sarei anche aspettato qualche domanda in più da Kit. Concordo con Ymalpas, si poteva e si doveva fare di meglio. Sarei comunque curioso di conoscere la scenografia originale di Nizzi che doveva essere ben più coinvolgente. Secondo me Nizzi è stato molto criticato anche per colpe non sue.

 

Almeno in questo caso non è così.

Ma ricostruiamo come andarono veramente le cose, che a più di 15 anni di distanza si può ormai fare. Civiteili propose un soggetto molto avventuroso in cui Tex veniva a sapere da un anziano giudice che suo fratello Sam aveva avuto un figlio da una ragazza di Culver City e questo ragazzo, anch'egli di nome  Sam, per una serie di circostanze era finito ingiustamente imprigionato in Messico. Tex e gli altri partivano per aiutarlo. Nel frattempo il ragazzo veniva coinvolto in un'evasione e costretto ad unirsi ad una banda di sanguinari cacciatori di scalpi. Disgustato, cercava di tirarsene fuori ma loro non la prendevano bene. Dopo una serie di vicissitudini, Tex e soci eliminavano i cacciatori di scalpi, chiarivano i malintesi con le autorità messicane e Sam Willer Jr. decideva di stabilirs a Rock Springs e rimettere in sesto il ranch del nonno.

Di questo soggetto Nizzi tenne solo lo spunto iniziale, il viaggio al ranch dei Willer di Tex e Kit ed  il finale ed invece elaborò il soggetto che conosciamo. A questo punto intervenne Sergio Bonelli che impose che il ragazzo non fosse il figlio di  Sam Willer ma uno diverso senza legami parentali, Infine Civitelli chiese a Nizzi di inserire nel finale, che a questo punto mancava del legame con i Willer, una visita di Tex alla tomba del fratello.

Ecco come andarono realmente le  cose.

Per quanto mi riguarda, a ,me l'idea di Sam Willer Jr. piaceva e tolto lui, la storia è divenuta una comune storia cittadina dov peraltro i legami con "Il passato di Tex" erano quasi inesistenti.

Insomma, un'occasione sprecata.

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1 ora fa, Carlo Monni dice:

Per quanto mi riguarda, a ,me l'idea di Sam Willer Jr. piaceva e tolto lui, la storia è divenuta una comune storia cittadina dov peraltro i legami con "Il passato di Tex" erano quasi inesistenti.

Insomma, un'occasione sprecata.

 

Stessa impressione che ho avuto io.

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Da una vecchia intervista del 2004, ormai introvabile in rete, di M. Bilancioni a Civitelli:

 

Per “Ritorno a Culver City” avevi pensato alla presenza di un nipote di Tex. Come mai quest’idea – secondo noi ottima – è stata bocciata?


Sì, io l’avevo buttata lì, però in effetti anche Nizzi, che pure l’aveva apprezzata, aveva delle perplessità: la casa editrice sta molto attenta a non inserire personaggi nuovi prima di averli molto discussi in redazione. Nella mia idea di partenza, il vecchio giudice aveva adottato come suo un bambino che era figlio di Sam Willer, che aveva una donna con cui non si era ancora sposato. Poi lo avevano ucciso e solo dopo lei aveva scoperto di essere incinta. Il giudice sa che il ragazzo è figlio di Sam e glielo rivela quando è in fin di vita. Il ragazzo allora va a Culver City a ritrovare le proprie radici, appena scoperte. Però era un’idea un po’ rischiosa, in effetti: Tex ha una struttura molto rigida, è difficile fare innovazioni unilateralmente, bisognerebbe discuterle prima con l’editore e il direttore.

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Sono andato a rivedere le pagine del ritorno al ranch, in effetti non ricordavo l'accenno fatto da Tex ai pesci che pescava con il fratello.

La sensazione di fondo rimane la stessa, un certo distacco da parte di Tex. Mi aspettavo almeno un riferimento alla madre, che veniamo qui a sapere, si chiamava Mae. Belli i disegni di Civitelli che raccontano la scena. Kit chiede solamente cosa prova suo padre a vedere quel posto dopo tanti anni.

Pensavo che Kit chiedesse informazioni sui nonni paterni di cui non conosciamo niente. Salvo sorprese per il futuro, Kit ha conosciuto solo il nonno Freccia Rossa che lo ha cresciuto, anche della nonna materna nessun accenno. Si presume che Freccia Rossa abbia avuto figli da almeno 2 donne, Zhenda e la madre di Lilyth

 

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Al di là dei limiti dell'ultimo Nizzi, per limiti suoi o redazionali, per me questa storia è l'ultimo capolavoro del Vecchio Leone...

La rileggo sempre volentieri, in modo particolare l'ultimo albo lo ritengo perfetto sia da un punto di vista narrativo, sia per i magnifici disegni di Civitelli

Tex magnifico giustiziere, nemici abbastanza tosti, non male la figura dell'avvocato Parker che rivedrei bene in un'altra storia.

Forse il finale andava meglio sviluppato.anche se fa sempre un certo effetto vedere Tex commuoversi sulla tomba del fratello

 

 

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