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bressimar

[393/395] Intrigo A Santa Fe

Voto alla storia  

22 voti

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Soggetto e sceneggiatura : Claudio Nizzi
Disegni: Fabio Civitelli
Periodicità mensile: Luglio 1993 è Settembre 1993
Inizia nel numero 393 e finisce nel numero 395 a pag. 36



Tex e Carson giungono troppo tardi per salvare due agenti della Pinkerton dalle mani dei loro killer, che tentano di tappare la bocca anche ai due rangers, ma rotolano all'inferno! A Washington si complotta per uccidere il Presidente degli Stati Uniti e i detective assassinati sapevano troppe cose. Contattati dal ?Santa Fe Journal', i pards arrivano in città e, dopo aver difeso il capitano Grady, cieco di guerra, parlano con il reporter Martin London, spiati dal direttore del quotidiano, uno dei congiurati? come molti altri pezzi grossi locali!



© Sergio Bonelli Editore

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Storia gialla tipica di un Nizzi oramai sempre più incapace di variare con trame e spunti sempre interessanti. Buona però per i disegni di Civitelli e per il mestiere che N. aveva ancora e che aiutava l'autore a sopperire ai principi di calo.

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Immagine postata
Allan Pinkerton


Nato nel 1819 Glasgow in Scozia, Allan Pinkerton, forma nel 1852 a Chicago, città dove si è nel frattempo trasferito, la famosa Pinkerton Detective Agency, la prima agenzia investigativa degli Stati Uniti. Il motto ?We never sleep? non viene mai tradito, tanto che dopo aver brillantemente risolto una serie di casi legati a assalti ai treni, l'abilità di Allan Pinkerton permette di sventare un attentato al Presidente Abraham Lincoln a Baltimora, nel Maryland. La data è quella del 1861, il primo anno del mandato presidenziale, che si concluder? drammaticamente nel 1865 con l'assassinio dello stesso Lincoln, ucciso in un teatro dall'attore William Booth.

Claudio Nizzi prende lo spunto del primo attentato a Baltimora e costruisce una sceneggiatura immaginaria, spostando l'azione nell'anno 1872 ( che è quello in cui si situa la seconda campagna per la rielezione del Presidente Grant ), quindi, allo scopo di giustificare la presenza di Tex e Carson nella storia, sceglie come luogo dell'attentato la cittadina di Santa Fe, nel New Mexico.

Nella prima parte della storia, grande importanza è data proprio all'agenzia Pinkerton. Due suoi agenti sono uccisi nel corso di una lunga sparatoria, perchè erano riusciti a raccogliere preziose informazioni sul prossimo attentato. I magnifici disegni di Civitelli ci portano quindi a Washington, direttamente nella sede dell'Agenzia investigativa, dove Nizzi d' la parola Allan Pinkerton ( che è ? fatto storico è il responsabile del servizio di sicurezza del Presidente ), che espone ai suoi collaboratori tutti i suoi timori riguardo al complotto, ponendo l'accento sul suo è famoso fiuto è !


Immagine postata
Allan Pinkerton, disegno di Civitelli


La galleria dei personaggi storici si allunga con James MacParland, vecchia conoscenza dei lettori texiani, uno degli agenti di Pinkerton, che è ovviamente un uomo realmente esistito. A quei tempi si segnal' all'opinione pubblica, per aver fornito in tribunale le prove che portarono alla condanna a morte di venti membri dell'associazione segreta Molly Maguires.

Fa parte della storia anche il Commissario agli Affari Indiani, Ely Parker, che proviene direttamente dal numero 219 della serie, guarda caso intitolato Il complotto.

Quindi, last but not least, il Presidente Ulysses Grant, che la mattina dopo l'attentato, nel municipio di Santa Fe, offre ai due tizzoni d'inferno, come forma speciale di ringraziamento e gratitudine, la possibilità di continuare il viaggio comodamente seduti nel treno presidenziale:

- ? e poich? Parker mi ha detto che anche voi siete diretti all'ovest, che ne direste di fare il viaggio sul mio treno ?
- La vostra offerta ci onora, signor Presidente. Purtroppo siamo costretti a declinare l'invito.
- Ah, mi dispiace! Posso sapere il motivo del vostro rifiuto, se non sono indiscreto ?
- Vedete, signor Presidente? il fatto è che il mio pard odia i treni!

A parte la battuta esilarante del Tex nizziano, guascone indomito, voglio segnalare che i due rangers avranno modo di incontrare nuovamente il Presidente Grant qualche anno dopo, in un'avventura disegnata da Ortiz, intitolata Missione speciale, numero 450 della serie, il cui soggetto verte invece sui mandanti del secondo attentato a Lincoln, quello fatale del 1865. Corsi e ricorsi della storia texiana.

Intrigo a Santa Fe fa parte di una serie abbastanza copiosa di avventure che hanno come soggetto il tema del complotto o della cospirazione.

In particolare la scena dell' attentato a Tex e Carson sul ponte ricorda quella di due storie successive: la prima è intitolata Scorta armata, la seconda è quella attualmente in edicola, La banda dei tre.

Ma Intrigo a Santa Fe è soprattutto da ricollegare allo stupendo e monumentale episodio de I cospiratori, una delle prime storie disegnate da Civitelli, che anche volendo escludere il volo dal ponte immortalato da Galep nella copertina dello stesso albo, che molto ricorda la situazione sopra descritta, si segnala per il mistero che avvolge il è sicario è il cui ruolo in questa avventura è ricoperto dal meno fascinoso capitano Grady, falso capitano e falso cieco!


Immagine postata
Il falso capitano Grady, il sicario!


Buona l'idea di Nizzi nel presentarcelo nella scena che vede i due pards entrare nell'albergo e assumere le sue difese contro la prepotenza di un tipaccio, che non voleva liberare la stanza, che dar? modo a Tex di assolvere il suo compito di tutore dei deboli e indifesi, con una serie di ganci dei suoi. Ma la scena stona non poco di anti-texianit? a 180 gradi, quando Nizzi decide di fare appello alla sensibilit? e intenerimento dei lettori sulla sorte del povero capitano, di cui si fa portavoce proprio Tex:

- Quella è una disgrazia vecchio mio.
- Siano maledette tutte le guerre!

La sorpresa sull'identit? del sicario, tutto sommato facilmente intuibile, è purtroppo rovinata dalla copertina del numero 394 intitolato Una pallottola per il Presidente.

La prova di Nizzi, abbastanza lineare nel suo intreccio glbonelliano, si lascia apprezzare dai lettori, ma è molto lontana dai valori assoluti espressi nei suoi capolavori precedenti. La mancanza di grossi colpi di scena nuoce sicuramente al giudizio positivo di questi tre albi.

Per quanto riguarda Civitelli i suoi disegni sono sulla media del periodo e potremo ripetere quello che è stato detto cento altre volte. Segnaliamo la perfetta ricostruzione di una carabina di precisione dell'epoca, a pagina 73 del numero 394, che conferma l'accuratezza del disegnatore per il taglio realistico che riesce a imprimere alle sue tavole. Che, vale la pena segnalare ai collezionisti, sono le uniche di Civitelli attualmente in vendita...

Le potete trovare sul sito: www.littlenemo. it

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Storia davvero molto bella, che mi ha lasciato piacevolmente incollato alle pagine di tex, immerso nella lettura. Non ho comprato, però, il numero successivo "Una pallottola per il presidente", perchè tanto avevo già capito il finale solo guardando la copertina. :unsure::unsure:

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Inizio spumeggiante per una storia non molto impressa, secondo me, nella memoria di molti.

Vicino a Santa Fe ci sono degli inseguitori e degli inseguiti, come si capir? poi gli inseguiti sono agenti della Pinkerton, che, pur di sfuggire ai cattivi che li rincorrono a cavallo, cercano di rifugiarsi in alcune rovine situate lungo il percorso. Fra velocit? e voglia di salvare la vita, Tex e Carson, che passano di l' per andare a Santa Fe, sentono gli spari e cercano di aiutare gli sventurati agenti, ma nel frattempo uno dei due viene ucciso dopo essere stato colpito alla schiena, fine dolorosa anche per l'altro che viene freddato dopo esser sceso da cavallo. In quello stesso istante arrivano i due pards, che hanno visto tutta la scena da sopra la collina.
Come ho detto prima inizio scoppiettante, anche se ricorda vagamente ?Desperadosè per la scena iniziale. La crudeltà e la spietatezza dei cattivi comincia a manifestarsi immediatamente all'inizio della storia, anche se poco dopo verr? a galla ancora di più. Piccola nota negativa (almeno secondo me): difficile non abbattere due persone che stanno a non molti metri da loro ma ancora molto più difficile è inseguirli per tanto tempo, precisamente non lo si dice, e uccidere una persona solo quando è arrivata quasi al riparo, se fossi stato io li avrei ammazzati molto prima, aggiustando bene la mira e aumentando la velocit? del mio cavallo fino a stare in linea di tiro con il mio obiettivo. Cosa ne pensate di questo?
Tex e Carson scendono verso le rovine e da l' inizia la sparatoria, con i pards che in fretta si mettono al riparo delle rocce, cosa che fanno anche i banditi mettendosi al riparo delle rovine. Con furbizia i due rangers si destreggiano molto bene, uccidendo due dei sei banditi con conseguente fuga dei rimanenti. Allora Tex e Carson, cessato il fuoco, vanno a vedere chi erano i due poveretti uccisi dai banditi e, colpo di scena, scoprono che sono membri dell'agenzia Pinkerton. Per uno non c'era niente da fare, per l'altro cercano di fare qualcosa, ma il poveretto muore pochi attimi dopo. La scena viene osservata molto attentamente dai banditi, che si erano fermati su di una collina e per togliere ogni dubbio dalla loro mente sul fatto che quel Pinkerton rimasto in vita, anche se per poco, avesse spifferato tutto sulla faccenda che li riguardava. Da adesso preparano un agguato per i due pards.
Una domanda: secondo voi, visto tutto l'impiccio che c'era dietro, come avrà fatto a dire il morente, nei suoi ultimi respiri, tutto il complotto che riguardava molte persone e a spiegarglielo bene, per filo e per segno, visto poi che non lo ha fatto? Ma soprattutto, come fanno a pensare una cosa simile i banditi, anche se qualche dubbio verrebbe anche a me, ma secondo me dovevano ragionare con la testa e non troppo freneticamente, non credete anche voi?
Ed eccoci all'agguato sul ponte: i banditi, capitanati da Kelly Wales, cominciano a sparare quando sia Tex che Carson sono al centro del ponte, uccidono i loro cavalli, che stavano trasportando i cadaveri dello scontro precedente. Tutti e due non si fanno sorprendere e uccidono uno dei banditi, che si è scorto troppo, facendolo cadere. I pards a questo punto si riparano sotto il ponte ma vengono aggirati da due banditi, che però con la loro mira non precisa fanno solo un buco nell'acqua, venendo uccisi tutti e due. Dopo questo avvenimento Wales si d' alla fuga e i pards sono sani e salvi, anche se hanno rischiato tantissimo.
Ora a me sembra che nella mira i banditi facciano cilecca, nonostante tutte le precauzioni di Wales, ma forse non è dettato solo da questo, ma anche dalla troppa foga avuta, o addirittura emozionati nello scontrarsi con Tex e Carson. Fatto sta, secondo me, che loro due non si liberano molto facilmente da loro, ma allo stesso tempo, con sangue freddo, buona volont? e scaltrezza, hanno fatto rimanere di sasso i banditi. La loro forza dopo tutto non è solo l'abilità nelle pistole, ma anche e soprattutto saper distinguere le varie situazioni e non dare mai niente di scontato. Invece i banditi hanno fatto questo errore, perchè, visto che erano in maggioranza hanno pensato bene di prendersela comoda senza nemmeno impegnarsi tantissimo. Di positivo come ho detto scaltrezza ma anche agilit?, visto che Carson è riuscito a scampare ad un volo in acqua, rimanendo aggrappato all'estremit? del ponte con conseguente riuscita di andare a rintanarsi al di sotto dello stesso.
A questo punto si vede Wales a Santa Fe, per parlare dei recenti avvenimenti a Wallace una persona dentro fino al collo nel complotto contro il Presidente, e lo manda a nascondersi in una baracca dopo avergli dato il compenso in denaro promesso. I due pards arrivano in paese e vengono immediatamente pedinati da due sgherri di Wallace. Si fermano a parlare con lo sceriffo, che non riconosce il cadavere portato dietro dai due ma che li dice dell'arrivo del Presidente. Ora arriva la parte dove Tex prende a sberle un chiassoso signore che non vuole cedere la sua camera, nell'albergo dove alloggiavano prima i due agenti Pinkerton, a un capitano cieco da dopo la guerra. Questo signore viene buttato fuori con, dopo, i suoi bagagli.
Vorrei far notare una cosa, Wales, che sa dell'esistenza della baracca e visto che sa che i due rangers arriveranno in città, non avrebbe potuto pensare prima a nascondersi l'? Va bene che doveva essere pagato, ma non poteva fare tutto con calma, e quindi prima pensare a nascondersi e poi ad avere i soldi. Poi non sono tutto nella vita. Divertente il siparietto di Tex con l'uomo dell'hotel. Arrivata la scena al momento giusto, come giusto è stato l'intervento di Tex nelle difese del capitano, anche se?comunque resta molto bella da vedere e Tex, con i suoi riflessi pronti, mi fa sentire molto più felice di quello che ero prima, in qualunque situazione.
Tex e Carson, prima di mangiare, vanno dal telegrafista per mandare un messaggio a Mac Parland, ma il pedinatore al soldo di Wallace entra facilmente dentro per vedere quale messaggio è stato mandato e va subito a riferirlo al suo capo, che lo manda ad intercettare il messaggio di risposta con un amico scelto dallo sgherro. Intercettato il messaggio, Wallace si scomoda dalla sua poltrona per andare ad avvertire Kennan, il direttore del giornale locale, anche lui parte del complotto, che ha una spia all'interno dei suoi uffici prima che i pards possano andare a parlarci. Avvertito in tempo, sente tutta la conversazione avuta tra i tre uomini e, quando decidono di andare a parlare da lui, non si fa prendere in saccoccia
Il telegrafista poteva avere una serratura difficile da scassinare o costava troppo' A me non sembra affatto, non solo per quelli che vogliono vedere dei documenti, ma anche per dei malintenzionati che vogliono rubare, anche se per quello c'è la banca, soldi o altra roba del genere. Per non parlare della spia, ma ancora non ha capito che uno del complotto potrebbe essere il suo datore di lavoro, ma dai non ha senso, dopo tutto il tempo passato con lui dovrebbe finalmente averlo capito e invece no, ancora niente, cosa molto strana. Nota positiva: grande complicità e al tempo stesso grande carattere per Wallace, per non parlare poi del complice che intercetta il messaggio, davvero ingegnoso non c'è che dire, da manuale.
Dopo il colloquio con Kennan, lui stesso esprime una sua idea la sera stessa a Wallace, che mette in pratica. La mattina dopo arriva la spia dei Pinkerton a fare vedere ai due pards che ha pubblicato la foto sul giornale del cadavere preso dopo la sparatoria sul ponte. Nel pomeriggio Wallace paga un ubriacone, Noah Malley, per mettere sulla pista di Wales i due rangers e loro ci cascano in pieno. Nel frattempo Wallace è andato a trovare Wales, non per cortesia ma per ucciderlo con due colpi di pistola ben assestati e mettendogli in tasca una cartina del New Mexico. Wallace d' fuoco alla baracca con dentro Wales, ma fa tutto perfettamente con l'obiettivo di farlo tirare fuori dai rangers per metterli su di una falsa pista,
I due rangers fanno la figura di stupidi, un po' meno Carson, ma sempre e comunque la fanno e per ben due volte consecutive. Se Tex avesse seguito i sospetti di Carson la situazione si poteva sbloccare un po' prima. Nota positiva: Wallace diventa in questo frangente molto furbo e capace di mettere indizi senza destare il minimo sospetto. Allo stesso tempo mi è piaciuto molto il dialogo fra Rick, il ragazzo dell'hotel, e Noah Malley che dicono questo: <<Se andate da mister Willer sperando di scucirgli il centone con una balla, sarà più igienico che facciate un rapido dietrofront.>>La risposta di Malley:<<Ci hanno già provato, eh?>> Con un'altra risposta di Rick:<<In tre. E tutti e tre hanno rifatto le scale con il fondo dei calzoni>>. Se le storie non fossero completate da questi dialoghi, non dico indispensabili, per carit?, ma una buona dose ce ne vuole quasi sempre, almeno per farci ridere un po', e non solo con le battute di Carson, che ne pensate?
A questo punto si scopre l'identit? del sicario incaricato di uccidere il Presidente, come se non fosse chiaro dalla copertina, ovvero il falso capitano Grady. Nel frattempo gli agenti di sicurezza del Presidente controllano tutte le camere, a parte quella di ?Grady?, con compreso un battibecco fra Tex e uno dei due agenti. La spia, che si chiama London, riferisce ai due che la sua amante, la segretaria del suo capo, ha visto Kennan origliare le conversazioni avute con lui e poi London, la sera prima dell'arrivo del Presidente, lo ha visto andare a casa di Wallace.
Mi fermo per dire che è stato bello come frammento di storia le parole forti di Tex nei confronti dell'agente di sicurezza. Ma poi il sicario si capisce dalla copertina e ha tolto molta suspence. Perchè non mettere un'altra immagine? A me ad esempio poteva essere benissimo l'ultima scena dell'albo ?Una pallottola per il Presidente?, molto emozionante questa scena e simpatica per la presenza di?galline, la vostra opinione qual ??
Durante il corteo i due pards incontrano Ely Parker e li fa salire sulla sua carrozza, dicendogli che è contento di rivedere i due e li parla del ritrovamento del cadavere del vero capitano Grady. Cosicch? Tex, alle prese contro il tempo in una corsa sfrenata, riesce a raggiungere il sicario e ad ucciderlo, ma prima gli aveva fatto sbagliare mira del proiettile per il Presidente. Cadendo dalla finestra finisce così la sua attività criminosa. Intanto gli sgherri di Wallace ascoltano i loro colloqui e li vanno a riferire al loro capo.
Bellissima l'espressione di Tex, stupito, nel ricevere la notizia riguardo il capitano Grady, ma al tempo stesso la sua agilit? e la sua grinta non gli fanno perdere un solo secondo per trovare il sicario. Ottima sequenza. Devo dire che è stato progettato molto bene il tutto, molto compatto e godibile fino all'ultimo istante. Ely Parker per me è un mito, meno male che in questa storia l'ho trovato all'altezza della situazione e determinante per le indagini, visto che ha aiutato Tex e Carson mettendoli sulla strada giusta, anche se involontariamente, ed è riuscito a farli fare un ragionamento, riguardo al killer, fino a quel momento insospettabile, che li ha fatti finire di brancolare nel buio. Un grande indimenticabile e indimenticato.
Wallace a questo punto ordina di uccidere Noah Malley, l'anello debole della catena ancora rimasto in vita. I suoi due sgherri vanno a cercarlo in una taverna e se lo portano via, per ucciderlo, e mentre Tex si fa dire dal padrone della taverna dove sono andati, i due sgherri raggiungono lo scopo del loro capo, ovvero uccidere Noah con un coltello, ma i due pards, in corsa, uccidono prima uno e poco dopo l'altro degli sgherri mandati da Wallace.
Che dire, Tex arriva troppo tardi e non riesce a interrogare la persona in questione, ma in compenso cerca di prendere vivo uno dei due sgherri, ma non ci riesce. Da menzionare la sequenza dei maiali e delle galline che fanno scoprire la posizione del cattivo per le galline e il passaggio nel fango dei maiali. Troppo divertente, e non toglie niente alla scena, anche perchè è vero che sdrammatizza un po' la cosa, ma dopotutto gli intermezzi ci vogliono eccome per farla funzionare.
Dopo la morte dei due sgherri, Tex e Carson nascondono il cadavere di Malley per incastrare i capi del complotto. Dopo aver preso in consegna Wallace, e averlo massaggiato di sberle bene bene, vanno da Kennan e incastrato pure lui, dopo aver origliato la conversazione fra London e Tex, fa i nomi dei capi del complotto, e Pinkerton li arresta, con uno, un generale, che si suicida con un colpo alla testa. Dopo aver rifiutato l'invito del Presidente per viaggiare in treno, causa ?odio per i treni da parte di Carson°, la scusa di Tex, si mettono in viaggio per il ritorno.
Nel complesso una buonissima storia, certo non un capolavoro, ma almeno da considerarla una delle più intriganti. I due pards scattanti come non mai prima e piccioni poi, anche se per poco. Attesa nello scoprire il sicario zero, ma la lettura di questa storia ha portato a me la voglia di rileggerla più e più volte per ammirarla nella sua integrit? e per vedere tutti i particolari e personaggi secondari. Sceneggiatura: 8, 5: senza picchi particolari a bellissima sotto il punto di vista psicologico e per certi versi è divertente per alcuni battibecchi e per l'identit? del sicario, che, guardando solo il primo albo, mi sembrava impossibile sospettarlo. Disegni: 9: Civitelli non è il mio disegnatore preferito, ma quando dobbiamo tessere le lodi lodiamo, una delle sue migliori performance secondo me, capace, con i suoi disegni, di interpretare Tex come un simbolo e allo stesso tempo far divertire noi appassionati con i suoi volti creati in maniera (quasi) perfetta e nella sua maniera di ricordarci uno dei migliori Tex degli anni migliori, almeno secondo la mia libera opinione. Da menzionare la vignetta numero due di pagina 38 di ?Intrigo a Santa Fe?. Pinkerton, col suo sigaro, è disegnato perfettamente, non come l'originale ma ci può stare, visto che ogni disegnatore ha il suo modo di gestire facce e personaggi, anche realmente esistiti. Un'altra vignetta interessante potrebbe essere la quinta di pagina 11. L'espressione dell'agente ucciso mi fa sentire triste e al contempo intrigato per quello che può succedere dopo. Un'immagine chiara e nitida da leccarsi i baffi. Passiamo all'albo successivo, ovvero ?Una pallottola per il Presidente?. A me è piaciuta l'immagine a pagina 32 nell'ultima vignetta, l'espressione di Wales è molto suggestiva e triste. Per non parlare della vignetta numero 3 a pagina 79: impressionante fare un volo di quel genere, mi ha fatto venire le vertigini solo a vederlo, una fine meritata per il killer. Nell'ultima parte invece mi ha colpito una vignetta in particolare, ovvero quella a pagina 34 ultima vignetta. La morte di quella persona mi ha lasciato l'amaro in bocca, soprattutto per il modo in cui è avvenuta, ma se è per i fini della storia ben venga anche se secondo me non ce n°era affatto bisogno. Ultima cosa, forse la più importante: il paesaggio cittadino. L'aria di festa, la confusione, gli striscioni, insomma tutto un insieme di cose da rivedere più volte e ammirarlo sempre di più. L'esempio che mi ha più colpito è quello di pagina 62 nella prima vignetta. Tutto il corteo e il trambusto in una città non è mica cosa da tutti i giorni, fra felicit?, parata e carrozze però non poteva mancarci il killer. Sicuramente questa storia fa parte di quel ciclo di ambientazioni cittadine non nuove nel mondo di Tex. Basta vedere quelle dove si è esibito prima Ely Parker, ovvero ?Il complotto? e ?Attentato a Washington°, e, per citarne una che verr? dopo, ovvero ?Testimoni d'accusa? e ?Gli uomini che uccisero Lincoln°, con la partecipazione del presidente Grant, presente in questa storia. Curiosità: Ely Parker compare per la terza volta al fianco di Tex, e in questo caso, soprattutto, è determinante per lo svolgimento della storia. Lui stesso compare in una storia di Ken Parker ?Omicidio a Washington°, dove, in quella storia, è diventato da poco commissario degli affari indiani. Civitelli ha abilmente commentato questa storia, in un catalogo, nella mostra itinerante tutto il suo percorso e intitolata ?Il West secondo Civitelli?. Il Presidente Grant è rammentato anche nella storia ?Congiura contro Custer?. P. S.: Aggiungo una cosa, l'ultimo albo dove c'è questa storia è datato settembre 1993, anno e mese della mia nascita, un motivo in più per apprezzare questa storia.

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Dopo il polpettone degli Uomini giaguaro, ecco Tex alle prese con un gruppo di cospiratori che vogliono attentare la vita al presidente degli Stati uniti, chiamati da MacParland per indagare sulla faccenda. Dopo diverse origliate, tra servizi segreti e uccisioni,Tex e Carson riescono a sventare l'attentato al presidente. Il soggetto non e' originale sulle pagine del nostro ranger, e malgrado la storia si fa' leggere, presenti alcuni punti oscuri. Ma cio' che piu' rimprovero a questa storia e' il colossale Spoiler che svela l'identita' del cecchino che doveve uccidere l'uomo prefissato, con la copertina dell'albo "Una pallottola per il presidente". Possibile che una redazione che su Tex presta tutte le sue attenzioni si perda in cose di questo genere?. Partecipazione di MacParland che fa' un apparizione di qualche vignetta e di Ely Parker, che da l'onore di far salire i due pards nella sua carrozza dietro quella del presidente, attraversando tutta la main street di Santa Fe. I disegni di Civitelli sono come sempre di buona qualità, anche se leggermente lontani dalla maturita' dei giorni nostri.

Curiosita':ho riscontrato in questa storia diverse similitudini con un film dal titolo "Il prezzo del potere", un western all'italiana del '69 con Giuliano Gemma, che trattava appunto un gruppo di cospiratori politici che assassinano il presidente degli stati uniti. Potrebbe anche essere che Nizzi abbia preso piu' di uno spunto proprio da quel film. Vedere per credere. Un altra curiosita' e' che in quel film di cognome Gemma faceva Willer!

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Ho riletto la storia e mi ha lasciato con un giudizio positivo. Nizzi ci delizia con un soggetto a sfondo storico lasciando spazio alla fantasia inserendo le figure di Wallace e Kennan e

il misterioso sicario di cui poi non si sapr? la reale identit?.
Comunque è vero che la copertina del 394 rovina la sorpresa. I disegni di Civitelli sono magnifici come al solito anche se da un po di tempo ho notato la somiglianza dei vari "cattivi" nelle sue storie(es. Lansdale de "la grande sete" e Kennan)Nel complesso comunque ottima storia:Nizzi: 8Civitelli: 9-Voto complessivo alla storia: 8,5

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Messo sotto torchio in un'intervista, come ha giustificato Sergio Bonelli il clamoroso errore della copertina del 394 che rivelava l'identit? dell'assassino ?Semplice, lui si trovava in Amazzonia e il colorista, che avrebbe dovuto colorare di blu scuro la figura in modo da renderne indistinguibile il volto, non lo fece mai. Nessuno vigil' e il risultato l'abbiamo sotto gli occhi!!!

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lui si trovava in Amazzonia e il colorista, che avrebbe dovuto colorare di blu scuro la figura in modo da renderne indistinguibile il volto, non lo fece mai. Nessuno vigil' e il risultato l'abbiamo sotto gli occhi!!!

... e per fortuna!! :inch: Vi immaginate che razza di schifezza sarebbe uscita con una sagoma blu in primo piano?? :generaleN: Boh, non è che voglia contraddire Sergio Bonelli, ma io non riesco a dare più di tante colpe al colorista: l'errore più grande, secondo me, l'ha commesso chi ha deciso di mettere questa scena in copertina (Galep?.. o lo stesso Sergio Bonelli?).

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Per fortuna ho letto tutta la storia direttamente sulla collezione storica a colori per cui non mi sono rovinato la sorpresa con la copertina della serie mensile anche se il mistero resta tale per poco, non ci vuole poi molto a capire chi potesse essere il misterioso attentatore. Comunque anche per la copertina della collezione storica SB secondo me ha toppato scegliendo la scena del falito attacco ai due pard al ponte. Villa per inquadrare sia il killer che i due pard abbastanza in primo piano ha dovuto per forza di cosa ravvicinare i tre ma a quella distanza sarebbe impossibile per un uomo con un fucile mancare i due pard, l'alternativa sarebbe stata fare Tex e Carson abbastanza piccoli ma Villa non poteva seguire questa scelta per non contravvenire alla regola di Bonelli che vuole un Tex comunque in primo piano o perlomeno ben riconoscibile. Per tornare alla storia non mi ha entusiasmato più di tanto, ma comunque si lascia leggere anche se non è di quelle che ti vien voglia di rileggerle subito. Voto 8+

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Ho riletto questa storia dopo anni e ne ho tratto un giudizio assolutamente positivo. Ci sono indubbiamente delle forzature, dietro le quali si intravede in maniera troppo pesante la longa manus dell'autore (due su tutte: Ely Parker che riferisce ai pards del ritrovamento del cadavere del capitano Grady e il triangolo London - Kennan - segretaria, che, nello spazio ristrettissimo della redazione di un giornale, concentra un agente Pinkerton, un cospiratore e la donna dell'agente Pinkerton!).

Ma, a parte queste due discutibili soluzioni narrative (evidentemente Nizzi non ha trovato di meglio per lo svolgimento della trama), la storia mi ha preso molto, non ha mai avuto cali di tensione ed anzi mi ha divertito fino alla fine.

Per quanto, come giustamente dice Ymalpas, non vi siano plateali colpi di scena o sorprese, la storia si mantiene avvincente grazie a tutti i suoi comprimari e ai dialoghi cui questi danno vita. Bella l'apparizione di Pinkerton roso dai dubbi, riuscite le peraltro classiche figure dei cospiratori della capitale, riuscitissime le figure dei cospiratori di Santa Fe, l'affarista Wallace e il direttore Kennan, per non parlare della spoilerata ma comunque originale figura del falso capitano cieco. A proposito di quest'ultimo, trovo molto cinematografica e adrenalinica la scena in cui egli monta il fucile le cui sequenze sono intervallate da quelle che ritraggono il festoso corteo del presidente al quale partecipano Tex e Carson rilassati e del tutto ignari di ciò che sta per accadere. E sono ignari anche per l'astuzia dei loro avversari, veri ossi duri da rodere per l'ingegno che dimostrano.

Il finale è poi indimenticabile, quando Tex rifiuta l'invito del presidente Grant dando di fatto la colpa a Carson. :D

Il tutto è poi esaltato dai soliti perfetti (per quanto non ancora "definitivi") disegni di Civitelli. Il suo Carson è tra quelli che preferisco, anche per l'autenticit? e l'ironia delle espressioni che spesso conferisce al volto del Vecchio Cammello.

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Gran bella storia, una delle prime che ho letto e sicuramente una delle migliori di nizzi. Secondo me c'è un errore storico. Fino al 1912 il nuovo messico (così come l'arizona) non era uno stato ma un territorio sotto l'autorit? del governo federale. E gli abitanti dei territori non potevano votare per le elezioni presidenziali n° per i parlamentari del congresso. Quindi perchè mai il presidente USA dovrebbe fare un viaggio elettorale in una città i cui abitanti, anche se volessero, non potrebbero votarlo? >:azz: Forse non lo sapeva neanche lui laughing

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Buona storia, mi è piaciuta. Sia per i disegni che per il soggetto.

( Mi è scappato il clic sul pulsante 'voto nullo'... In realtà volevo aggiungere il mio voto, cioè 7. )

Josey, questo è un messaggio spam.

Argomenta, spiegaci qualcosa: cosa ti è piaciuto? Cosa no? Perchè?
Insomma, sii utile e stimolante alla conversazione.
Grazie.
Paco

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sii utile e stimolante alla conversazione.

Chiedo scusa, nel precedente post non ho osservato la norma numero uno del forum. E' capitato e non succer? di nuovo.

Le regole della casa sono sacre per me e non mi sogno neanche di metterle in discussione.
Mi preme solo puntualizzare che non c'era alcuna intenzione di fare dello "spam", attività alla quale non sono minimamente interessato:
se mi sono iscritto al forum è soltanto perchè mi fa piacere parteciparvi.

Mi dispiace di risultare inutile e poco stimolante alle conversazioni. Vedrà di migliorare. :trapper:

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Tranquillo Josey! Non voleva essere un rimprovero, n° ho mai pensato che tu fossi in cattiva fede!Era solo per dire (a te ma anche agli altri nuovi) che tipo di messaggio, e di commenti alle storie, preferiamo in questo forum :trapper: La tua presenza, come quella di tutti, è graditissima! :trapper:

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Bellissima storia, secondo me molto sottovalutata, con ottimi  dialoghi e una sceneggiatura scoppiettante. Meravigliosa e ricchissima  di suspence la scena dell' attentato, inoltre, non avendo prestato particolare  attenzione alla copertina,  per me la scoperta dell'attentatore è  stato un vero schock:  bravo Nizzi! Qualcuno si  potrà  lamentare  di Tex che  impedisce ai federali di perquisire  la stanza del killer, ma secondo  me è  una scelta azzeccata ed originale, che sottolinea  l' astuzia del killer. Splendidi  i disegni, bellissimo  il piano finale di Tex e l' arresto dei mandanti di Washington  con suicidio finale. Voto 9.5

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Discreto intrigo per questa tipica storia Nizziana. Iniziata come una normale storia western, tra sparatorie ed agguati, la vicenda si dipana allargandosi fino a scoprire un complotto ai danni, nientemeno, che del Presidente degli Stati Uniti. La
soluzione, alla fine, è fin troppo semplice.

Non mi sembra un caso che quando ci sono queste congiure di palazzo i disegni tocchino a Civitelli.

Voto alla storia: 7,2

Voto ai disegni: 8

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