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bressimar

[410/411] Orrore!

Voto alla storia  

32 voti

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Soggetto e sceneggiatura: Michele Medda
Disegni: Guglielmo Letteri

Periodicità mensile: Dicembre 1994 / Gennaio 1995


A Glenwood, dove era giunto per braccare un ladro di bestiame, Tex accetta l'ufficio vacante di sceriffo per indagare sullo Sventratore, un misterioso killer che ha già ucciso tre donne! Il giornalista Herbert Addison, amico del Ranger, è convinto che i delitti siano collegati ad analoghi fatti di sangue accaduti anni prima in Scozia. Intanto, il potente signorotto locale Vance Holden, deciso a far evadere il suo sovrintendente Larry Casey, incarcerato per aver ucciso un indiano, paga alcuni sgherri per dar fuoco all'isolato ranch di Sally McGuire, allontanando così Tex dal paese. In difesa della città si schierano con lo sceriffo Tex soltanto il vice Nebraska, il giornalista Addison e l'intraprendente Sally McGuire. I banditi, dopo un furioso conflitto a suon di piombo e di dinamite, mordono la polvere e il killer, un insospettabile giunto da lontano, è ancor più libero di scatenarsi!



 

© Sergio Bonelli Editore

 

 

 

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Ricordate questa storia? ... Ricordo l'epoca in cui la lessi per la prima volta, ero poco più che bambino, ero rimasto veramente male a scoprire chi fosse l'assassino...
Molto bello secondo me il personaggio "piedidolci" Herbert!

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Gli errori

Che dire della storia, se non che, soprattutto a confronto con le ultime storie, ha il pregio di tener nascosta sino alla fine l'identit? della persona responsabile delle morti misteriose quanto crudeli.

Ma iniziamo già dalla sesta pagina ove sembrerebbe esserci già un errore grafico.

Se guardiamo la 4a vignetta sulla suddetta pagina, vediamo l'albero "piegato" che passa sopra quello che parrebbe essere il sentierino che porta in riva al laghetto, mantendosi sulla destra dello stesso (sfortunatamente non ho lo scanner)

Subito dopo, se prendiamo come riferimento la posizione di Betsy (nome della prima vittima presentataci nell'albo) considerandola sul sentiero, l'albero piegato risulta esser sulla sinistra.

Ma il vero errore sulla scenografia è nella pagina seguente, la sette, dove si vede (3a vignetta) un albero "normale", ossia diritto, ergersi dietro la sfortunata e futura vittima.

Sempre al riguardo degli errori sul piano dei disegni, possiamo saltare alla ventitreesima pagina, dove vediamo la futura seconda vittima (Bonnie) servirsi da bere reggendo la fiaschetta nella sinistra per poi bere con la destra (v. 4a vignetta). Questo però è anche vero che può esser offuscato dal fatto che Bonnie regge la lampada ad olio con la destra...

"Jack the ripper" & Tex

Per quanto riguarda la relazione con "Jack the ripper", l'idea della sceneggiatura sarà stata sicuramente presa da li, anche se a parte questo i nomi delle vittime non sono nemmeno quelli.

Inoltre, Jack Lo Squartatore ha agito nel 1888... 2 anni dopo farebbe 1890. Noi ci troviamo dopo la Guerra Civile (questo riferimento ci è dato dalla moglie di Hezekiah Shrimp che dice che non l'ha salvato dai nordisti per poi farlo ammazzare da bovari ubriachi), guerra che ha come periodo storico quello compreso tra il 1861 e 1865.

Sarebbero passati 25 anni dalla fine della stessa... possibile ma improbabile dato il fatto che Tex non si muove molto distante da essa (altrimenti dovremmo vederlo invecchiare, e questo non vien sicuramente fatto :trapper: )

Questo potrebbe spiegare il motivo per il quale non vien tenuta l'idea di base dello Squartatore londinese.



Mie impressioni sulla storia

Come già detto, trovo che sia una storia ben orchestrata, in quanto sino alla fine non si riesce a capire chi sia la persona coinvolta nei misfatti. Inoltre, è una di quelle poche storie ove Tex si trova a combattere su due fronti. Infatti oltre ad indagare sugli omicidi, il nostro ranger deve anche pensare al prigioniero che ha in custodia in prigione (infatti non dimentichiamoci che ha accettato di diventar sceriffo per sostituire il defunto).

Un Tex che si muove con la sua famosa grinta, un Tex che non sopporta che gli si opponga resistenza.


Ma il vero "capolavoro", ancora una volta, è come vien svelata l'identit? della persona responsabile della permanenza di Tex aGlenwood... prima un'idea... poi la soluzione, che giunge come un lampo che illumina tutto nel buio della tempesta.

Leggerlo per capire cosa intendo ;)

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Inoltre, Jack Lo Squartatore ha agito nel 1888... 2 anni dopo farebbe 1890. Noi ci troviamo dopo la Guerra Civile (questo riferimento ci è dato dalla moglie di Hezekiah Shrimp che dice che non l'ha salvato dai nordisti per poi farlo ammazzare da bovari ubriachi), guerra che ha come periodo storico quello compreso tra il 1861 e 1865.

Ehm... OKLAHOMA, anche se non è detto esplicitamente, è ambientata nel 1890... Cmq, in linea di massima, le storie di Tex si svolgono all'inizio del periodo crepuscolare del West, negli Ottanta dell''800.

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Da quanto non si vede uno sceriffo così? L'ulitmo che ricordo è quello di "Ritorno a Culver City", ma non mi ha mai convinto. L'ultimo simile a quello di orrore viene da "A sangue freddo"!Questa è una storia che lessi anch'io da bambino. All'inizio non capivo perchè "il cattivo" si strappasse i vestiti e minacciasse Herbert, ma man mano mi fu chiaro. Magnifica storia! Una volta scrissi a Medda complimentadomi per questi capolavori e lui mi rispose che tanta gente glielo dice adesso come sono belle le sue storie di Tex.

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Le censure nella storia

Riletta tra ieri ed oggi, ho notato alcune cosette.

Ho sempre pensato che le strisce rifatte nel secondo albo della storia da un altro disegnatore dipendessero dal fatto che al vecchio Letteri, che nel corso dell'albo cala a vista d'occhio, non fossero venute bene. Invece non era così. Le strisce rifatte son ste riscritte da un altro. Lo si capisce dal fatto che compaiano didascalie estese, quando Medda, nel corso della storia si limita ai "poco dopo" e gli "intanto" (e non sempre accade). Evidentemente le sequenze originali scritte da Medda e disegnate da Letteri erano piuttosto crude e son state censurate. Anche la censura dei riferimenti a Jack the Ripper dev'essere avvenuta all'ultimo momento (rileggete per bene le didascalie -questa volta sicuramente di Medda- che compaiono alla fine dell'albo e trattene le conseguenze).

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Interessante punto di vista il tuo Mister P... effettivamente non c'avevo mai fatto caso in precedenza, però non è per niente da escludere. La storia è molto ai limiti di quanto ci si possa aspettare al giorno d'oggi in quanto a "per-benismo", e conoscendo lo stile posso facilmente immaginarmi aspetti velati che avrebbero contribuito a render tale storia ancor più unica nel suo genere.

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Ho letto di recente la storia. Non mi è affatto dispiaciuta, anche se capisco benissimo che qualche aspetto sia stato ritenuto poco digeribile ( la crudezza del soggetto, tanto più crudo in quanto di serial killers si sente parlare spesso nel mondo reale, mentre i diableri e i demoni evocati da Mefisto e Yama non fanno certo parte della nostra comune esperienza ), mentre altri elementi di stile e contenuto sono probabilmente stati ritenuti poco texiani dai lettori e magari pure dall'editore. In alcuni casi, IMHO, non è che le critiche fossero fuori luogo: alcune macchiette in effetti ammiccano troppo al lettore ( il barbiere siciliano che canta Rossini!! ), mentre i personaggi di Addison e di Sally, pur non male, soffrono un po' del modo di esprimersi che ha dato loro Medda, cosicch? il giovane giornalista parla talora in maniera troppo ampollosa e "sottolineata" ( certo, è un "piedidolci dell'Est", ma non mi pare sia il caso di esagerare ), mentre Sally preme un po' troppo il pedale sul suo status di "donna emancipata". Non mancano però i pregi: per quanto riguarda i personaggi, Tex è presentato piuttosto bene, il vecchio vicesceriffo Nebraska è molto simpatico ( e, IMHO, nient'affatto stonato: personaggi non troppo dissimili si erano già visti precedentemente su "Tex, basti pensare al vecchietto di Pueblo Feliz in "El Muerto" ); la grande scena d'azione del secondo albo d' modo di farsi valere non solo a Tex, ma anche a Nebraska, a Sally e ad Addison, mentre l'identit? del serial killer rimane un mistero per il lettore sin quasi all'ultimo. I disegni di Letteri sono senz'altro buoni. La mia valutazione personale:soggetto 7 sceneggiatura 7--disegni 8

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Guest Wasted Years

Letta. Non capisco i detrattori. La storia è interessante e ben studiata, funziona perfettamente, i suoi personaggi sono belli e ben caratterizzati (anche se Pedro a ragione a proposito della rigidit? di tali caratterizzazioni), mitico Nebraska, improbabile ma simpaticissimo ed efficace vice di Tex. La vicenda è abilmente "intorbidita" dall'autore, che ci porta spesso fuori strada. Le prostitute ed il bordello forse sono state una scelta di "rottura" con il passato di Medda, che a lui non ha pagato, anzi... Scrivere di un serial killer in effetti può aver disturbato qualcuno, però poi magari sono gli stessi che lamentano che i temi di Tex sono ripetitivi. Un buon Letteri della maturit? avanzata, prima del declino rapido. Io la trovo una buona storia, almeno da 8.

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Storia che si presenta buona ad una prima lettura, ma che perde molti colpi ad una seconda... La causa di cio sono i dialoghi. Ad esempio il fatto di far esprimere identici pensieri con medesimi modi di dire. Vedere pag.21 e 35 come rispettivamente Nebraska e Ritafanno riferimento al fatto che il sangue di tutti è dello stesso colore. Belle parole certo, ma che messe in bocca a personaggi diversi nel giro di 10 pagine scoccia. E' il pelo nell'uovo dell'occasione?Non credo, a me da l'impressione di sufficenza dell'autore nell'affrontare il soggetto. Personaggi che risultano quasi tutti antipatici, compreso Tex. Il quale alterna serietà e ironia in maniera impressionante. Texianit? (che non mi sono mai preso la briga di considerare) che si attenua su livelli bassissimi, mai visti prima, oserei dire!Un buon Letteri che comunque IMHO perde qualcosa nelle scene con maggiore azione. Personaggi, seppur antipatici, rappresentati in maniera appropriata, eccezion fatta per Rita che ricorda alla lontana una trafficante asiatica di oppio. Storia che comunque riesce a mostrare anche qualche aspetto positivo, come il siparietto avvocato-Tex di pag.58 e la sparatoria del secondo albo. Entrambi ben descritti. Il soggetto era buono ma è stato sfruttato male,IMHO. Storia antipatica. VOTO: 5EDITO per aggiungere una lode alle due splendite copertine illustrate da Villa. In particolar modo quella del secondo albo che si annovera tra le più belle della serie.

Modificato da carson00

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Seconda e ultima storia di Medda prima del suo, purtroppo, allontanamento da Tex che ci ha privato a mio avviso di un tocco di originalità nella serie del ranger che avrebbe sicuramente giovato nonchè di uno sceneggiatore che sa scrivere storie con diversi personaggi gestendoli al meglio. In questo secondo incontro con Tex Medda risente secondo me di un disegnatore non all'altezza della storia. Letteri purtroppo era già nella sua fase calante e comunque il suo stile abbastanza pulito non mi sembra azzeccato per una storia come questa. I suoi disegni non incutono quel senso di angoscia che la situazione narrata richiederebbe. Anche la protagonista femminile sembra la copia del marshall de "il messaggio cifrato". Altro effetto avrebbe saputo dare ad esempio un Blasco oppure Claudio Villa, basta guardare le due copertine dedicate ad "Orrore". Questo è un classico esempio, in negativo purtroppo, di come i disegni possano innalzare o abbassare anche di molto il livello di gradimento di un racconto. Comunque Medda con 'Orrore' pur non raggiungendo le vette di 'Bande rivali' sforna un bel racconto ricco di thriller e con dei bei personaggi. Voto nove meno meno.

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Storia modesta e di molto inferiore a quella d'esordio di Medda. Il soggetto inoltre non è originale nello stesso ambito di Tex perchè richiama La Locanda dei Fantasmi (albi 301-302), ed anche perchè il regolamento di conti del signor Holden ha importanza molto relativa nell'economia della storia ed ha l'unico obiettivo di allungare la storia. Ad ogni modo di buono c'è il colpo di scena finale ben congegnato, se non fosse che a nessuno sarebbe passato per la testa che il colpevole potesse davvero essere il niveo giornalista, ed andando solo per esclusione, non essendoci altri personaggi, non vi erano altre identit? possibili per lo sventratore. Ad ogni modo un ritorno di Medda sarebbe auspicabile, e per l'ottimo lavoro fatto con la prima storia, e per l'impronta di rottura che diede nella collana.

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Altro significativo contributo di Medda, altra storia a mio parere bellissima. E' un thriller per nulla scontato, con l'autore che intorbidisce la situazione e genera sapientemente sospetti nel lettore dedicando diverse vignette a vari personaggi che potrebbero essere colpevoli. Svia il lettore e complica il tutto rendendo la lettura avvincente fino alla fine, perchè è solo nelle pagine finali che finalmente si svela il mistero. L'atmosfera opprimente e angosciosa di questo noir è spesso interrotta dall'autore con scene gustosissime di delicata ironia: penso al Tex "Babbo Natale" per una prostituta, al Tex (quasi compiaciuto) invitato da un'altra prostituta a farle visita, al vecchio macilento pieno di medaglie sul petto (ma l'autore fa capire che il vero eroe è il donnone moglie dell'anziano soldato :D ), ad alcune situazioni simpatiche del vecchio Nebraska, al barbiere emigrato che parla in siciliano (perchè no?). Noir ed ironia non sono peraltro gli unici ingredienti di questa storia, che riesce a proporre anche personaggi a loro modo epici: non solo il vecchio Nebraska, ma anche La Rue, che muore da uomo dopo il dramma domestico (sicuramente forte ma ben gestito) di aver picchiato la propria moglie (che probabilmente non amava, visto l'orologio ritrovato postumo?). Insomma, tanta carne al fuoco, ben cotta e molto saporita, seppure speziata di amaro in molte sue parti. Sicuramente, come detto anche da molti di voi, una storia di rottura, e forse qualcuno l'ha ritenuta eccessiva. Io ho l'amaro in bocca: le due storie di Medda potevano essere il prologo di un felice connubio artistico, ed invece il tutto è morto l'. Mah!

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Molto bella questa storia... mi piace l'impostazione generale, oltre alle ottime figure di Herbert e Sally. Molto convincente la scena alla fine del secondo albo in cui viene scoperto il colpevole degli omicidi. Inoltre, un Tex sveglio, che magari non sarà il tenente Colombo, ma tra le caratteristiche del ranger è essenziale anche l'intuito e la conoscenza delle diverse sfaccettature dell'animo umano... e qui tutto questo viene fuori. Peccato non aver visto Medda più spesso su Tex, magari con storie di tre albi.. forse ci avrebbe regalato dei capolavori. Letteri leggermente inferiore per esempio rispetto a "Terrore a Silver Bell", ma anche qui pregevole e convincente. Soggetto:8Sceneggiatura:8,5Disegni:7,5voto globale alla storia:8

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una storia decisamente ben fatta,una ventata d aria fresca in Tex.meglio sicuramente di Bande Rivali.

Ho trovato solo decisamente fuori luogo Herbert Addison:come si fa a trasformare un piedidolci imbranato come quello visto nel primo albo con un giornalista tutto d un pezzo e bravo a sparare come quello dell episodio in questione?

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