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bressimar

[410/411] Orrore!

Voto alla storia  

35 members have voted

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Storia insolita, soprattutto per il taglio decisamente giallo/noir dato da Medda, che d'altro canto ha saputo tratteggiare egregiamente i contorni e le sfumature dei personaggi, comprimari o semplici macchiette, che popolano un contesto in cui nessuno sembra essere davvero quel che appare. Azzeccata anche la scelta di inserire nella vicenda una sottotrama convergente con la questione principale, che ha reso ancor più difficile il già non facile incarico che Tex ha deciso di accollarsi.

 

Anche Tex, probabilmente, è stato lievemente differente rispetto al Tex che ci siamo abituati a vedere in azione: un po' più "disinvolto" e meno formale del consueto con il gentil sesso (vedasi quando interagisce con le prostitute del saloon), ma al contempo forse con le idee meno chiare circa le persone che lo circondano rispetto agli standard abituali, che lo vogliono invece giudice quasi infallibile di uomini. D'altro canto, nella circostanza in questione il Ranger ha avuto occasione di dimostrare ancora una volta di possedere non comuni doti di investigatore, peculiarità che magari non emerge spesso nelle avventure più classiche.

 

Unica nota a mio parere stonata - e sono nuovamente concorde con Barbanera ;) - l'impressionante metamorfosi di Herbert Addison rispetto alla precedente apparizione, avvenuta solo sette albi addietro: in Bande rivali apparì goffo ed imbranato, e nemmeno un gran cuor di leone per quanto svelto di lingua, viceversa in Orrore!, per quanto ancora un po' impacciato in alcuni frangenti, è invece apparso assai risoluto e coraggioso, pronto a ribattere con chiunque ed a cimentarsi in sparatorie senza pensarci due volte, dimostrando peraltro un'insospettabile abilità nell'uso delle armi da fuoco. Davvero un cambiamento repentino in un lasso di tempo relativamente breve, l'unica spiegazione plausibile è che la vita frenetica e tutt'altro che soporifera di una metropoli dell'Est come Philadelphia lo abbia indotto a darsi una veloce sveglia.

 

Resta, comunque, una storia molto godibile ed interessante, ben illustrata da un tratto decisamente ad hoc come quello del grande e compianto Letteri.

Edited by juanraza85

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Seconda ed ultima storia di Medda per Tex.
Sembra quasi che l'Autore avesse in mente due soggetti diversi e li abbia messi insieme per costruire questa piacevole, anche se insolita, storia. Insolita perché il thriller non é tra i generi che ricorrono frequentemente in Tex, anzi forse é la prima volta. Ci sono state storie horror, altre incentrate sulla magia, ma mai di questo genere.
Però la storia riesce e supera, nel mio gradimento, la precedente di Medda, che invece era un puro western.
Medda semina indizi su tutti gli altri comprimari, ingenerando sospetti sugli stessi con rara maestria. Si arriva persino a dubitare di Nebraska, dopo aver dubitato del barman, del commesso dell'emporio, di La Rue, ed infine del giornalista. Di tutti tranne che del vero colpevole.
A tutto questo deve aggiungersi la sottotrama western, purtroppo - questa - mal preparata e costruita, senza una minima caratterizzazione dei personaggi.
Quelli che fanno cilecca, invece, sono i disegni di un Letteri ormai alla fine della sua carriera artistica.
Voto alla storia: 7,3
Voto ai disegni: 6,5

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<span style="color:red;">1 ora fa</span>, Andrea67 dice:

Seconda ed ultima storia di Medda per Tex.
Sembra quasi che l'Autore avesse in mente due soggetti diversi e li abbia messi insieme per costruire questa piacevole, anche se insolita, storia. Insolita perché il thriller non é tra i generi che ricorrono frequentemente in Tex, anzi forse é la prima volta. Ci sono state storie horror, altre incentrate sulla magia, ma mai di questo genere.

 

Dimentichi "La locanda dei fantasmi/La porta chiusa" (301-302)

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Sì, forse anche quella è dello stesso genere.

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Seconda e ultima prova di Michele Medda sulla regolare. Come avvenuto all’esordio, l’autore sardo spiegò le vele della sua fantasia alle correnti dell’innovazione, che spiravano allora sulla serie del famoso ranger, tirando fuori un thriller avvincente con uno spunto di soggetto, quello del killer seriale, piuttosto inedito per la saga. L’episodio si mostra ben scritto e congegnato; con molta abilità lo sceneggiatore guida il lettore fra le pagine, sviandolo con maestria e inducendolo a sospettare man mano dei vari personaggi che affollano la trama. A turno i sospetti cadono sul violento proprietario del saloon, sul becchino, sul commesso dell’emporio, passando pure dal vice sceriffo Nebraska e addirittura su Herbert Addison, tornato sulla serie dopo pochi numeri, ma su questo ravvicinato ritorno mi soffermerò più avanti. Merito di Medda è proprio quello di riuscire a celare fino all’ultimo l’identità del folle killer e spiazzare tutti col colpo di scena finale: sfido chiunque a sostenere di aver intuito il colpevole prima dell’epilogo! :laugh:  Non male il ruolo di Tex che, nei panni di sceriffo a "tempo determinato", conduce, con buona dose di acume investigativo, le indagini relative ai misteriosi omicidi e fronteggia facilmente l’assalto di Holden, prepotente di turno a dire il vero poco caratterizzato. Proprio il boss locale è il protagonista della sottotrama che funge più che altro di riempitivo alla vicenda e per sparigliare le carte, visto che proprio per colpa dei suoi sgangherati sgherri, il lettore finisce col stimare e parteggiare per la figura dell’emancipata e coraggiosa Sally, subendo un contraccolpo notevole alla resa dei conti. Dato il discreto esito anche di questa prova, stupisce che a Medda non venne più data occasione di continuare il suo lavoro sulla saga, forse il suo stile innovativo e i suoi spunti di soggetto arditi, non tranquillizzarono Bonelli, sempre attento a tutelare la tradizione del personaggio nelle vesti di editore, un po’ meno in quelle di sceneggiatore. Elencati i fattori positivi della storia, mi soffermerò su quegli aspetti che mi hanno convinto un po’ meno. In primis l’idea di recuperare il giornalista Addison, evidentemente creatura cara all’autore, e trasformarlo di colpo da piedidolci imbranato a spalla perfetta per Tex. Questa scelta mi ricorda vagamente ciò che fecero le sorelle Giussani con Gustavo Garian all’esordio di Diabolik, dove il giovane rampollo da vittima al primo episodio, diviene di colpo investigatore privato e braccio destro di Ginko per svariati numeri. Una simile leggerezza narrativa, se nel caso del personaggio dell’Astorina può essere perdonata trattandosi di un’ingenuità figlia delle origini della testata, stona un po’ in una serie rodata e pluridecennale come quella di Tex. Simpatiche le varie macchiette disseminate nella narrazione (vedi per esempio il barbiere mio conterraneo :D) e la figura di Nebraska come vice di Tex, ma il sottoscritto comunque sente la mancanza di Carson in storie come questa, inutile girarci intorno. Anche la ripetitività di alcuni dialoghi salta subito all’occhio: una bella frase antirazzista sul colore del sangue pronunciata da Nebraska, viene sciupata dall’autore quando la fa ripetere pure alla giovane prostituta. Qui un piccolo editing sarebbe stato utile <_<. Pure l’analogia con Jack lo squartatore, nata forse da un veto della redazione al soggetto originale, finisce con l’apparire un po’ forzata. A mio avviso la trama avrebbe funzionato anche senza questa premessa, che suona solo come un espediente per ricacciare dentro la figura del giornalista detective Addison. Letteri mostra un lieve calo qualitativo e paga forse una sceneggiatura poco adatta alle sue caratteristiche stilistiche. Concordo perfettamente con chi prima di me sostiene che una storia simile, affidata a un disegnatore più “dark” avrebbe reso molto di più in termini di pathos e impressioni visive, purtroppo non avremo mai la controprova. Oltre questa considerazione, non si può non notare che alcune tavole cominciano ad apparire approssimative e alcuni errori anatomici più ricorrenti; nel complesso la prova grafica rimane ancora sufficiente ma il tratto del grandissimo disegnatore romano, sarà destinato a regredire inesorabilmente nelle prove successive. Il mio voto finale è 7

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