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bressimar

[382/384] La Tigre Nera

Voto alla storia  

54 voti

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Soggetto e sceneggiatura : Claudio Nizzi
Disegni: Claudio Villa
Periodicità mensile: Luglio 1992 è Ottobre 1992
Inizia nel numero 381 a pag. 75 e finisce nel numero 384 a pag. 67



Convocati a Leadville dal pinkertoniano Mac Parland per fronteggiare la Tigre Nera, misterioso capo di una sanguinaria setta, i rangers assistono impotenti all'omicidio del sindaco, ucciso a teatro durante una recita dell'Amleto. I sicari cinesi della Tigre Nera seminano la morte e i beni delle vittime, tramite il notaio Madison, passano in mano a dei prestanome del capo della setta. E si tratta di gente stimata, come l'untuoso Jean Morel. La Tigre Nera, infatti, che non esita a far eliminare con freddezza anche i suoi affiliati, quando serve, ha allungato così gli artigli sulle più lucrose attività del paese, pianificando i crimini nel suo rifugio fortificato, pullulante di feroci guardiani malesi! Tex e Carson, subito individuati come pericolosi ostacoli, evitano un primo agguato al Cubero Pass. Morel è terrorizzato e propone a due suoi complici, il notaio Madison e Johnny Rickers, di tradire il capo, aizzandogli contro i rangers! Rickers rifiuta e se ne va, scoprendo per caso che Madison è la Tigre Nera! Morel viene straziato dai malesi e Rickers muore pugnalato, dopo aver spifferato ai pards il nome del colpevole. Grazie alle scartoffie del notaio, Tex e Carson individuano la fortezza della Tigre Nera, ma vengono catturati e costretti ad ascoltare il racconto di un principe malese spodestato... Beffate le guardie della fortezza malese, i pards superano le trappole di un infernale labirinto e con la dinamite mettono in fuga Sumankan, il principe esule che voleva trasformare l'America in un nuovo regno dei figli d'Oriente!




© Sergio Bonelli Editore

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Bella storia con un Tex e Carson in forma smagliante che se la vedono con un nuovo e tenebroso nemico:la Tigre Nera.
Una delle opere sicuramnete migliori di Nizzi, che in quel periodo era nella
massima creativita' su Tex.
Il suo merito qui, oltre alla storia, va ricercato anche al senso di ironia che
metteva nelle varie scene con Tex e Carson;per esempio quando i due si trovano
nel teatro a vedere "Amleto", una situazione molto comica dove Nizzi evidenzia
l'ignoranza di Carson nel disconoscere Shakespeare.
Nell'ultimo albo "Percorso infernale" sembra essere dentro a un videogioco con
i vari schemi, dove i due rangers riescono a evitare tutte le trappole per
arrivare vicino alla Tigre nera.
Vi e' anche la presenza di Mc Parland che gia' due anni prima comparso ne "La
Banda del Teschio".
Villa ormai alla sua quarta prova su Tex riesce a stupire sempre piu' con i
suoi disegni ai massimi livelli.

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Vi e' anche la presenza di Mc Parland che gia' due anni prima comparso ne "La Banda del Teschio".

 

Nonché personaggio texiano da l'epoca di LA MESA VERDE (# 31/2).

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Vi e' anche la presenza di Mc Parland che gia' due anni prima comparso ne "La Banda del Teschio".

Nonché personaggio texiano da l'epoca di LA MESA VERDE (# 31/2).

 

E ricomparirà anche pochissimi numeri dopo, mi pare... in una pallottola per il presidente... Ma come si fa a criticare anche questa storia, io non capisco... :wacko:? perfetta sotto tutti i punti di vista, trama, colpi di scena, disegni.. anche se forse le due guardie del corpo della tigre sono davvero un po' troppo grosse... :)

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Già. Per alcuni, vedere Tex soccombere contro le guardie è stato come trovare una 'nizzata' ante-litteram. Oramai si critica Nizzi per sport, sminuendo anche i suoi lavori migliori. Invece secondo me, la scena è plausibile.

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Nel Tex Gigante n° 384 intitolato Percorso Infernale, Tex e Carson si trovano prigionieri nel rifugio della setta segreta del principe Sumankan, la terribile Tigre Nera.

Dopo essere riusciti rocambolescamente a sottrarsi dalle grinfie dei loro aguzzini, girovagano lungo gli interminabili cunicoli della montagna, alla ricerca di un'uscita.

Giunti all'altezza di un montacarichi, non esitano a servirsene, come potete vedere nella vignetta sotto riprodotta:


Immagine postata


Diamo un occhiata ora alla struttura del montacarichi nella sua parte superiore.


Immagine postata


I malesi non si danno per vinti. Uno di loro ha notato la manovra compiuta dai due pards, si avvicina dunque con l'intento di tagliare la corda per farli precipitare sul fondo, cosa che puntualmente avviene... ma solo per il montacarichi! Tex e Carson sono infatti riusciti miracolosamente ad aggrapparsi alla struttura in legno che costituisce l' "ossatura" del vano lungo il quale sale e scende il montacarichi.


Immagine postata


Data la struttura del montacarichi è matematicamente impossibile che due persone riescano a sottrarsi alla morte in questo modo oltretutto molto fortunoso.

In questo caso, l'errore è dato da questa grossolana incongruenza, che forse il disegnatore, Claudio Villa, sarebbe riuscito ad evitare, se avesse creato nella parte superiore del montacarichi, un apertura sufficiente a garantire la fuoriuscita dei due tizzoni d'inferno.

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Guest Kerzhakov 91

Ammetto di vergognarmene un po' ma io questo storia l'ho letta per la prima volta in vita mia soltanto oggi. Che dire... CAPOLAVORO ASSOLUTO, tra le più belle che abbia mai letto di Tex, misteriosa, ricca di pathos e fascino come piace a me e con uno dei migliori cattivi della serie, pazzoide sì ma ingegnoso come forse nessun altro (spettacolare la sua fortezza malese!). Entra di diritto nella mia top 10 delle migliori storie texiani di sempre: poco da dire, ora è indifendibile, ma prima Nizzi era un grandissimo autore. Solo una cosa non ho apprezzato più di tanto (ed è una costante nelle storie di Nizzi, che è peggiorata con il passare del tempo): il ruolo di Carson. I suoi battibecchi con Tex sono spassosissimi, ma resto convinto che Nizzi esageri, a volte lo rende quasi una macchietta, in tutta la storia Carson fa la figura del pirla, per comprendere una cosa deve sempre chiedere conferma a Tex, etc. Ecco, una rivisitazione eccessivamente comica quella del "vecchio cammello" che, prima di tutto, è un grandissimo pistolero, il secondo più in gamba del West dopo Tex.

 

Vi e' anche la presenza di Mc Parland che gia' due anni prima comparso ne "La Banda del Teschio".

Nonché personaggio texiano da l'epoca di LA MESA VERDE (# 31/2).
e ricomparira anche pochissimi numeri dopo, mi pare... in una pallottola per il presidente...

 

Non ricordo sinceramente le sue precedenti apparizioni, ma in questa occasione il buon Mc Parland non dimostra certamente di possedere grandi doti intellettive.

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Eh, quanti ricordi..... all'epoca avevo 11-12 anni e questi furono i primi Tex che comprai di tasca mia (prima provvedeva la buonanima del nonno, che se ne sarebbe andato di lì a poco) ed ebbi il culo di trovare una delle migliori storie texiane di tutti gli anni '90, complice un'ottimo Nizzi ed un Villa che iniziava a spiegare in pieno le ali della sua magnificenza grafica. La storia era serrata, ricca di colpi di scena e di sorprese, sottilmente inquietante in alcune parti, con la Tigre Nera che pareva evere mille volti e mille nomi. Si perde un pochino solo nel finale, un pò troppo simile ad un videogame (e per chi, come me, legge anche Manga trovare certe cose tipiche di alcuni tra i più scadenti tra quei fumetti in Tex è un pò frustrante....), ma sono dettagli. Voto 9

Saluti

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Guest Colonnello_Jim_Brandon

Un vero e proprio capolavoro, una storia che ci regala un cattivo destianato a ritornare dopo diversi anni sulla scena texiana e che entro breve ci doner? la sua terza apparizione!! Una storia molto ben congegnate, con un tex e un Carson in forma smagliante, duri, reattivi, indagatori e soprattutot ironici... come dimenticare i pensieri del vecchio Carson quando arriva al teatro di Leadville? Indubbiamente un delle migliori storie di Nizzi, supportata dai super-mega-fantastici disegni di Claudio Villa, che da a tutta la storia quella marcia in più che gli serve per arrivare a raggiungere il massimo dei voti. VOTO : 10!!!!!!

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Guest Wasted Years

Villa con Nizzi in forma hanno prodotto un classico. Tex e il vecchio Cammello duri e tosti, una vicenda proprio affascinante ed una sceneggiatura al cardiopalma. I disegni, ah i disegni, per me il massimo che ha espresso Claudio. Memorabili Carson a teatro e Tex che deve scegliere tra cenare e farsi torcere il collo. Poco dopo arrivò il 400 e la crisi, e fu buio totale... Potrei piangere come un vitello!

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IMHO, se proprio si vuole trovare un difetto a questa bellissima storia, questo è rappresentato dalle situazioni del "percorso infernale" a cui si riferiscono le vignette postate da Ymalpas: troppo forzate e irreali per essere credibili, a meno di non ritenere che esercitino una funzione di "alleggerimento eroicomico" della drammaticità insita nella situazione di Tex e Carson. In compenso vi sono però moltissimi pregi: un cattivo dalla personalità fortemente rilevata ( ma non propenso a cadere vittima di crisi isteriche, come è accaduto a tanti avversari precedenti di Tex; purtroppo questa fredda ferocia andr? perduta nel successivo ritorno in scena del principe Sumankan ) e proteiforme nell'apparire e nell'agire; una trama ricca di eventi e di colpi di scena, che tiene sempre desto l'interesse del lettore ( persino nei punti meno verosimili... ); infine, i magnifici disegni di Villa. Insomma, a mio parere:

 

soggetto 10

sceneggiatura 9 +

disegni 10.

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Immagine postata


Bozze realizzate da Villa per definire il viso del personaggio della Tigre Nera ( sono solo la metà, per dirla tutta, la pagina intera la trovate sul libro "Sogni, segni e disegni" )

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La Tigre Nera puo' essere considerata una delle storie del cosiddetto "periodo d'oro" di Nizzi. Infatti se pensiamo che esce dopo la lunga saga dell "Uomo con la frusta" e precede qualcosa come "Furia rossa" ci si rende conto come il 1992 fu' il periodo di maggiore ispirazione dell'autore, o meglio, le storie scritte intorno alla fine degli anni '80. La Tigre Nera e' una splendida avventura allo stato puro, con uno dei cattivi piu' memorabili e caratterizzati dell'intera serie. La prima parte della storia ha un impronta poliziesca, con i nostri Tex e Carson insieme a MacParland, che gradualmente riescono a risalire all'identit? e al covo della setta a cui fa capo appunto l'ex principe malese. Cio' che accade ai due pards una volta prigionieri del terribile nuovo nemico e' al limite del cardiopalma, dove i due devono superare una serie di trucchi e trabocchetti mortali, messi in atto dal capo della setta. A completare la stupenda sceneggiatura ci sono i disegni stratosferici di un Villa in grandissima forma come sempre. Il suo stile si addice benissimo all'atmosfera della storia, e si nota ancor di piu' rispetto ai suoi lavori precedenti, la sua ricerca del tratto realistico. Belli e gradevoli i siparietti comici di Tex e Carson, specie durante la loro visita in teatro mentre era in corso l'opera shakesperiana. Non e' la prima volta che Tex ha avuto a che fare con "shakespeare", infatti ricordo una storia di Nolitta, se non sbaglio quella del "Sasquatch" dove Tex irrompe anche li' in un teatro e guarda caso si recitava l'opera del drammaturgo inglese.

Il voto che do alla storia e' un bel 9!

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Sicuramente una delle mie avventure preferite di Tex, infatti lo potete capire dal mio username. Di questo intrigante racconto ad episodi mi appassionano:

-gli ambienti rappresentati stupendamente dai superbi disegni di Claudio Villa (la fortezza e soprattutto tutti i labirinti e trappole che si nascondono in essa)

-l'atmosfera di "paura" che si crea leggendo alcuni punti della storia per esempio quando Morel rivela al notaio Madison (la Tigre Nera travestita) che vuole tradire la setta e scopre che Madison è la Tigre Nera prima di venire ucciso mentre Rickers per caso vede tutto dalla finestra e se la svigna terrorizzato.

-alcune battute ironiche di Tex e Carson caratterizzate dalla solita spavalderia come quando ricevuto il biglietto buttato dentro la finestra della cella con l'avvertimento della Tigre Nera di lasciare Leadville Carson chiede a Tex cosa ne pensa e Tex risponde:"del loro ultimatum? Dovresti conoscerla già la risposta vecchio cammello. Me lo fumo nella pipa!"Tex appena arrivato con Kit e Mac Parland nell'ufficio dello sceriffo per interrogare l'ubriacone(finto) capisce subito che la guardia stava ronfando e la nonchalanche con cui lo accusa di non aver compiuto il suo dovere di guardia è fantastica. Oppure l'ironia di Tex quando la Tigre Nera catturati Tex e Carson spiega a cena i suoi piani di conquista dicendo:"la pazzia è genio , e può portare l'uomo alla conquista delle più irraggiungibili mete!" e Tex risponde:"Bah! secondo me vi porterà soltanto nel più vicino manicomio!"

Il mio voto complessivo a questa serie di episodi è quindi un bel 10!

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La Tigre Nera. Ragazzi, la storia è godibilissima, spiritosa ( la scena di Carson che sbuffa su Shakespeare è fantastica) e si legge d'un fiato. Villa ( era solo la quarta storia su Tex? ) è adattissimo alla storia, non molto western (e il nostro continuo a pensare che sia un disegnatore straordinario ma che col west non abbia nulla a che fare). Effettivamente il finale sembra un videogame, e i buttafuori della Tigre Nera sono alti 3 metri ( se Tex è 1, 80) ! Divertente, ma i capolavori sono altri!

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La Tigre Nera. Ragazzi, la storia è godibilissima, spiritosa ( la scena di Carson che sbuffa su Shakespeare è fantastica) e si legge d'un fiato. Villa ( era solo la quarta storia su Tex? ) è adattissimo alla storia, non molto western (e il nostro continuo a pensare che sia un disegnatore straordinario ma che col west non abbia nulla a che fare). Effettivamente il finale sembra un videogame, e i buttafuori della Tigre Nera sono alti 3 metri ( se Tex è 1, 80) ! Divertente, ma i capolavori sono altri!

 

I CAPOLAVORI SONO ALTRI????

Ma cosa dici, giacomo?????

Rispetto la tua idea ma non la condivido affatto.

Villa non è adatto al west?? ragazzi siamo seri...

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Ciao Piero, forse devo spiegare meglio la mia affermazione ( ' I capolavori sono altri' ) ! La storia è fantastica, ha ritmo, suspence, ironia : se la consideriamo dal profilo della pura avventura, è certamente una pietra miliare! Se invece poniamo la questione sul piano dell'opera d'arte, ecco che ti dico che 'Fuga Da Anderville', ' Il Passato Di Carson', ' Furia Rossa' , ad esempio, presentano secondo me uno scavo psicologico che le rende superiori, a livello complessivo. Comunque, intendiamoci: è una figata di storia! Me la rileggo almeno tre volte all'anno e ancora un po' e la recito! :S: Per quel che riguarda il nostro Claudio Villa: nonostante lui abbia detto nel forum che preferisce disegnare le storie più tipicamente western ( ricordo che si lamentava dei Nootka, gli Indiani barbuti de 'Il Prigioniero Dell'Albatros' ! ), io credo sia invece perfetto per le storie che lo sono meno... anche lì, è sempre bravo! A presto.

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In questi ultimi giorni ho riletto la storia, e devo dire che è di una bellezza quasi unica. Bellezza che deriva dal fatto che ci sono tutti gli elementi texiani che formano un tutt'uno. C'è l'ironia, l'indagine, le scazzottate, le sparatorie, e anche un po' di horror, come giustamente sottolinea Luca Raffaelli nel Tex di Repubblica N. 154.

L'ironia si vede almeno in due scene:
In quella iniziale, in cui i due pards arrivano in teatro, vediamo un Kit Carson spassosissimo. Poi, c'è dell'ironia anche nella scena in cui Tex e Carson stanno per entrare nel covo della setta, in cui Tex dimostra di conoscere alla perfezione il suo pard. Io ne ho citato solo due, ma, naturalmente, ce ne sarebbero molte altre.

L'indagine, è tutta la prima parte della storia, ed è questo tipo di Tex che piace a me: il Tex che per arrivare ai risultati voluti usa la testa, e anche un po' di fortuna, come quando trova il fazzoletto di Morel nello studio del notaio Madison.

Le scazzottate e le sparatorie, beh, quelli sono degli elementi che non possono mancare in Tex (o almeno non dovrebbero mancare). E quindi siamo nella norma. Però l'azione che vi è nel covo della setta è davvero strepitosa, con quelle trappole davvero infernali, e Tex e Carson, che, superandole, dimostrano la loro enorme caparbietà.

L'horror, secondo me, è l'elemento in più che appassiona il lettore, grazie anche ai disegni di Villa, che ci riesce quasi a mettere nei panni, per esempio, di Morel, quando, quest?ultimo, va dal notaio Madison, e suda come una fontana. Ed è qui che i disegni di Villa svolgono un ruolo importantissimo. Infatti, il Maestro (con la M maiuscola :inch: ), riesce a rendere alla perfezione lo stato d'animo del povero Jean.

In definitiva, se fosse solo per questo (ironia, indagine, etc.), la storia riceverebbe da me un bel 10. Ma c'è una scena che proprio non mi è andata già: Tex e Carson che vengono battuti ampiamente dai due giganti (veramente troppo giganti). Io sono completamente d'accordo con chi dice che questa scena non è texiana, perchè in Tex, a mio modo di vedere, non
esiste che i due pards vengano umiliati così! 

Quindi, invece di dare 10, do 9, però la storia resta ugualmente un capolavoro.

Invece, per quanto riguarda i disegni di Villa, non dare 10 sarebbe un'eresia assoluta! :inch:

P. S: io non avevo letto questo episodio, quando uscì "L'artiglio della Tigre", e quella la giudicai una buona storia, ma adesso capisco tutte le critiche nei confronti dell'ultimo ritorno della Tigre Nera, che con questa di Villa e Nizzi, non ne regge minimamente il confronto.

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