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bressimar

[382/384] La Tigre Nera

Voto alla storia  

52 voti

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Anche io l'ho riletta nel corso delle notti passate, e continuerà a farlo... L'unico piccolo difetto secondo me è nei disegni: nel complesso Villa è stato fenomenale, ma a mio avviso non ha reso granchè bene i tratti somatici dei malesi (Tigre compresa). Si tratta di un'inezia, beninteso...

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Senza parole.

Riletta poco fa dopo anni... non me la ricordavo... è una storia pazzesca.

Tex è Carson rasentano la perfezione in questa storia, è umanamente impossibile farli meglio di così, graficamente ma sopratutto scenograficamente.

Cioè non ho davvero parole, l'unica cosa che posso fare è sbavare davanti a questo capolavoro assoluto.

Darei 11.

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E' stata la volta della rilettura di questo capolavoro nizziano uscito nei primi anni novanta. Nei messaggi precedenti avevo parlato solo dell'errore della scena del montacarichi senza entrare nel merito del resto della storia che è, nell'ordine, la quarta più bella, IMO, scritta dal Nizzi prima maniera o pre - crisi.

 

Dare vita a un antagonista di questo spessore non era indubbiamente la cosa più facile del mondo.

 

Nizzi decise di affidarsi al mondo salgariano, cosa che aveva tentato, con assai meno successo, di fare qualche anno prima quando fece ricorso ai Thugs.

 

Se il crudele Raymangan ne "Gli strangolatori" ricalcava lo spietato Suyodhana de "Le due Tigri", il principe Sumankan ha il doloroso passato della Tigre della Malesia.

 

Nel prezioso libro "Tex secondo Nizzi" lo sceneggiatore modenese precisa che la decisione di scrivere di un catttivone di prim'ordine gli era arrivata dalle critiche dei fanzinari che lo accusavano di puntare troppo su un Tex invincibile.

 

Per metterlo in seria difficoltà serviva dunque un personaggio eccezionale, simile a Mefisto o a Yama, che erano personaggi all'epoca tabù. E Sergio precisò subito di non volere una storia del tipo "magico-fantastico".

 

Il nuovo personaggio doveva essere, invece, un fanatico mattoide, un orientale come da tradizione spietatissimo, che potesse appoggiarsi su una setta e celare il proprio viso dietro una maschera, in modo da potersi anche cammuffarsi in altri personaggi (tutte cose già viste nella serie e che in ogni storia avevavo lasciato il segno).

 

Nizzi ammette, nel libro, di non aver pensato all'epoca a Sandokan e possiamo credergli perché, se eccettuiamo il breve flashback in cui si narra come Sumankan fu spodestato dal suo regno nel Borneo e di come si diede da allora alla pirateria, niente nel seguito della storia ricorda il pirata nato dalla fantasia salgariana. E i due personaggi, pur avendo lo stesso background, hanno pochissimo in comune.

 

Per me, in definitiva, è il miglior personaggio creato da Nizzi.

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La storia è nettamente un capolavoro ed una pietra miliare della serie, con l'innesto di un cattivone che arriva quasi al livello di Mefisto per osticità e crudeltà.

A parte le figure da giuggiolone che il povero Mac Parland fa di continuo, e che ne appannano in questa storia decisamente il carisma, tutto il resto è perfetto.

la scena dell'Amleto iniziale con il buon Carson che assiste estereffatto alla scena dei becchini, suggerendo al proprietario del teatro di licenziarli, è da oscar: uno humor davvero di alto livello come solo Nizzi poteva rendere.

Un nido di serpenti viene scoperchiato dai pard: i nemici sono in guanti bianchi e difficilemente rintraccaibili (se non da un segugio come Tex che li fiuta tutti quasi subito), e la Tigre inoltre ha studiato perfettamente il mondo dei bianchi, riuscendo a farsi passare per più personaggi, con cui controlla gli infidi alleati della setta.

l'ultimo albo è adrenalinico.I disegni di Villa sono perfetti.

Senza dubbio,anche per me, il miglior personaggio creato dalla penna del Vecchio Leone...

Modificato da Barbanera

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Non potevo esimermi dal scrivere un commento su questa storia a me molto cara. "La Tigre Nera" rappresenta a mio avviso una delle migliori sceneggiature create da Nizzi per la saga di Aquila della Notte. Un giusto mix di azione, mistero, ironia, spionaggio, agguati, indagini vorticose, il tutto reso molto avvincente dalla presenza di un antagonista di spessore (che sembra uscito da un romanzo di Salgari) e dallo stato di perfetta forma dei due rangers, tirati a lucido per l'occasione. La sessione finale di "Percorso infernale" poi, è uno dei più avvincenti epiloghi della serie, dove trabocchetti, colpi di scena e svariati duelli nel labirinto, fa scorrere l'adrenalina a fiumi. Il merito dell'ottima riuscita dell'episodio va indubbiamente suddiviso con gli stratosferici disegni di Villa, che sfodera tavole stupende, arricchite da inquadrature da urlo e particolari dettagliatissimi, che provano l'inconfutabile grandezza di colui che ritengo sia uno dei migliori fumettisti mondiali. Col senno di poi, confesso che rimpiango la scelta fatta allora dalla casa editrice che lo promosse nel meritatissimo ruolo di copertinista; ovviamente non certo per la qualità delle cover, che in questo quarto di secolo è rimasta sempre eccelsa, ma per la conseguenza di non averlo più potuto apprezzare con regolarità fra le tavole della serie. 

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Ottima storia con il miglior villain creato da Nizzi ed i due pards in forma smagliante, il tutto con l'aiuto, e non é poco, degli splendidi disegni di Villa.
Certo, si potrebbe obiettare che Tex e Carson non riescono a sventare neanche un omicidio e che gliene fanno troppe sotto il naso, ma sta nella sceneggiatura che la Tigre si prenda gioco dei tutori dell'ordine prima di essere scoperto.
Dopo una prima parte puramente cittadina, si apre uno scenario nuovo e, a tratti, inquietante, all'interno di un castello popolato da malesi che tanto ricordano i cattivi delle opere di Salgari.
Ciliegina sulla torta i due giganti. E' bello, ogni tanto, vedere Tex in difficoltà nel corpo a corpo (non si può mica pensare che sia l'uomo più forte del mondo), anche se in questo caso abbiamo dovuto scomodare due bestioni di due metri e passa ciascuno. La scena in cui Tex accende il candelotto di dinamite, girato di spalle, con Carson che lo esorta a sbrigarsi, é da antologia.
Sui disegni non mi pronuncio (vedere voto).
Voto alla storia: 8,4
Voto ai disegni: 9,5

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