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bressimar

[maxi 2002] Rio Hondo

Voto alla storia  

28 members have voted

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Immagine postata


Soggetto e sceneggiatura: Claudio Nizzi
Disegni: Miguel Angel Repetto
Periodicità annuale : Ottobre 2002


Mac Coy è un vecchio testardo, e il potente quanto spregiudicato cartello di affaristi chiamato ?L'Associazione?, calato sulle pianure del Rio Hondo per impadronirsi di tutte le terre fertili, è disposto a tutto pur di vincerne le resistenze. Grazie a lui, infatti, c'è ancora qualche piccolo allevatore che sopravvive ai ricatti dell'Associazione, senza contare che Mac Coy è anche titolare della concessione per la fornitura di bestiame destinato all'agenzia indiana di Ruidoso. Un affare bello grosso, e poi le sue terre sono anche le più ricche d'acqua del circondario? Un affare che puzza di morte, però, poich? a fianco di Mac Coy si sono schierati Tex, Carson, Tiger Jack e Kit!



[ Nota: il messaggio iniziale di questa discussione è stato modificato per consentire l'inserimento dei dati della storia ]



Questa per intenderci è il tipo di storia più canonica a cui faccio riferimento
quando dico che preferisco questo genere..
A onor del vero però, questa è l'eccezione che conferma la regola, trattandosi di una storia dal soggetto trito e ritrito, con il solito cattivo di turno che vuole rubare i pascoli a tutti... giudizio più negativo che positivo..
de gustibus..

Voi che ne dite?

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Che di fronte alle storielle che Il buon Nizzi ci ha propinato nella serie regolare, questa si fa leggere, sia pur tra molti sbadigli e storture di naso. Forse mi sarebbe piaciuta di più, se non fosse stato per i disegni di Repetto, qui ai suoi minimi storici (molto migliori i disegni dell'allora contemporanea GUERRA NEL DESERTO).

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Storia molto classica costruita e mandata avanti comunque decentemente da Nizzi.... in effetti è un po' da sbadiglio... i disegni di Repetto mi paiono nella norma... molto peggori quelli sull'Almanacco 2005... STORIA 6-DISEGNI 6

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Repetto, qui ai suoi minimi storici (molto migliori i disegni dell'allora contemporanea GUERRA NEL DESERTO).

tu hai notato così tanta differenza tra i due?..

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Repetto, qui ai suoi minimi storici (molto migliori i disegni dell'allora contemporanea GUERRA NEL DESERTO).

tu hai notato così tanta differenza tra i due?..
In GUERRA NEL DESERTO ho notato un po' più di cura e meno sciatterie nel rappresentare i personaggi. Ma forse ricordo male...

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Guest Wasted Years

Io non concordo affatto con le critiche mosse alla storia. L'ho trovata molto piacevole, ed è un buon esempio di come Nizzi sapesse muoversi bene nei canoni classici texiani. La trama è superclassica, è vero, ma il personaggio del vecchio pioniere, della gentile figliola a cui Carson fa simpaticamente la corte, del banchiere ingordo e del figlio idealista sono ben sfruttati. Tex è esattamente il contrario del piccione: riesce nelle azioni, intuisce le trappole, capisce chi ha davanti al volo e alla fine mette tutti nel sacco. Carson scherza e scherza, ma quando passa all'azione è un bel mastino. Devo dire che i giudizi impietosi mi trovano fortemente in disaccordo. Direi che un buon 8 lo merita, davvero di piacevole lettura.

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i disegni, i disegni.... Repetto, bravo artigiano, ma davvero inadeguato per Tex. Lui e Diso, l'eccellente Diso, sono davvero fuori rotta con Tex. dovr? leggere bene questo maxi perchè lo ricordo un p? fiacco

  • +1 1

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La storiellina è proprio il minimo sindacale: quando Tex non è in scena i personaggi sono piacevoli e l'andamento, pur lento, è piuttosto divertente. Ma, globalmente, ci sono molte, troppe, parole. Si parla tanto, si chiacchiera tantissimo, e si agisce poco. Ridicoli, infine, i cattivi che invece di far fuori il tirapiedi catturato lo liberano di prigione, consegnandolo di fatto a Tex e Carson. Alla storia do un 6- globale, perchè la noia e gli sbadigli vengono in minima parte risarciti dalle simpatiche figure di contorno. Ho un ricordo migliore di "Muddy Creek", soprattutto per il tema delle gelosie fra fratelli, che quando lessi la storia mi coinvolse molto. Ma ero picciriddo allora: dovr? rileggerla!Ah, dimenticavo: compaiono pocchissimo, ma Vicente e Dolores Herrero sono figure pienamente azzeccate! Forse, assieme ad Annie e Larry, l'unico sussulto emotivo in una desolante calma piatta...

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Non sarà un capolavoro, ma è senz?altro una buona storia.


S
P
O
I
L
E
R

Sento come aria di casa, soprattutto all'inizio, quando ci viene raccontato in breve la storia di McCoy senza nessun flashback, e meno male, in questo caso mi piace di più così.
La storia non è originale ma si fa notare per alcuni particolari e personaggi interessanti, vedi il figlio di Bascomb che ?tradisce? il padre, forse il personaggio più riuscito.
Forse il tutto è eccessivamente lungo, l'episodio dell'agente indiano sembra un riempitivo, fra l'altro mi sembra che accetti di farsi corrompere un po' troppo facilmente, ma ci sta nell'economia complessiva. Telleran liberato da Bascomb è probabilmente una ingenuità, poteva essere tolto di mezzo e invece viene ricatturato subito e sfruttato come testimone.
I limiti più evidenti li trovo invece senz?altro nell'uso limitatissimo, diciamo pure a livello di semplici comparse, di Kit e Tiger, e poi in quella che mi sembra un'auto presa di giro da parte dell'autore, la faccenda del figlio spione. A un certo punto Bascomb e socio parlano piano altrimenti potrebbero essere ascoltati, e il figlio fa cilecca, ma dopo un po', ?casualmente?, sente tutto il piano finale del padre e avverte Tex. Non so che pensare, mi fa un po' ridere, scena non necessaria ai fini della trama, chiamiamolo un peccato veniale.
Buona la sparatoria finale e ancor più bello il finale con la vedova Herrero protagonista, con Tex generoso a non applicare la legge ma ad agire secondo giustizia.
Insomma una storia godibile che si fa apprezzare nonostante qualche difettuccio, diciamo intorno al 7.
Ho apprezzato anche il disegnatore, contrariamente ad altre prove, anche se non posso fare a meno di notare che ad ogni storia c'è sempre il personaggio barbuto con fisionomia uguale o quasi, una sorta di famiglia Donegan allargata all'intera serie.

Edited by Sam Stone

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Io non concordo affatto con le critiche mosse alla storia. L'ho trovata molto piacevole, ed è un buon esempio di come Nizzi sapesse muoversi bene nei canoni classici texiani. La trama è superclassica,? vero, ma il personaggio del vecchio pioniere, della gentile figliola a cui Carson fa simpaticamente la corte, del banchiere ingordo e del figlio idealista sono ben sfruttati. Tex è esattamente il contrario del piccione: riesce nelle azioni, intuisce le trappole, capisce chi ha davanti al volo e alla fine mette tutti nel sacco. Carson scherza e scherza, ma quando passa all'azione è un bel mastino. Devo dire che i giudizi impietosi mi trovano fortemente in disaccordo. Direi che un buon 8 lo merita, davvero di piacevole lettura.

Di tutti i giudizi espressi in questo topic, è quello che più si sposa con le mie idee e non è una novità, col vecchio wasted sulla materia texiana ci trovavamo spesso d'accordo. Storia davvero di piacevole lettura. Innanzitutto un Tex come piace a me, che sbatacchia gli avversari ridicolizzandoli, fa lo sbruffone, bisticcia verbalmente con Carson su ogni cosa e a ogni ora, strappandomi più di una risata. E poi c'è la biondina che serve di variazione alla trama, come spesso le ama inserire Nizzi nelle sue storie. Presenza azzeccata. Certo il figlio di Bascomb sembra un origlione nato, ma anche qui la funzione narrativa è sfruttata con una buona dose di ironia. Ecco, proprio l'ironia è l'arma vincente di quest'avventura. Disegni di Repetto non male, rispetto a quelli che ci sono capitati sotto gli occhi di recente. Per concludere, di un Nizzi come questo conserver? sempre una sano rimpianto.

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Ieri sera ho tirato fuori questo maxi, che avevo letto per la prima volta dopo averlo comprato a Milano nel corso del raduno. Sarà perchè ero già stanca - e infatti l'ho praticamente subito richiuso, sarà perchè avevo la vista annebbiata, ma ci sono pagine in cui Tex in particolare, ma anche Kit Willer (non ho fatto caso agli altri pards) mi hanno ricordato tantissimo Ticci (ho dovuto andare a leggere il nome del disegnatore perchè mi stavo convincendo che fosse lui! :blink: ). E' stata solo una mia impressione insonnolita?

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No, tutt'altro, il sonno non c'entra. Miguel Angel Repetto ricorda tantissimo Ticci, pur conservando un suo tratto personale. Uno dei Maxi che più mi appassion°, una sorta di "romanzo d'epoca western", abilmente sceneggiato e disegnato, una via di mezzo tra "Chisum","Il grande paese" e "Un mare d'erba".

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Ho riletto oggi questo Maxi Tex, e l'ho trovato davvero godibile. Nonostante il soggetto non sia per niente originale (la solita storia del grande allevatore che vuole ingrandirsi a spese dei suoi vicini), è talmente ben sceneggiato che davvero non ci si annoia mai. I ritmi sono serrati, i dialoghi tra Tex e Carson sono gustosissimi e mi hanno fatto sorridere spesso, e poi anche i personaggi sono tutti ben caratterizzati: da Mac Coy, che nonostante rappresenti la classica figura del pioniere spicca per la sua obiettivit? sugli indiani (cosa probabilmente rara tra i pionieri dell'epoca) e anche per il suo "romanticismo" (si vedano i dialoghi con la moglie morta sulle attività più minute del ranch), al figlio di Bascomb, la cui figura d', a mio parere, spessore alla vicenda per la lotta intestina tra il padre-carogna e il figlio-idealista; da Bascomb padre, le cui parole finali sul figlio che segue il proprio istinto, mentre in precedenza l'aveva bollato come "smidollato", in parte riabilitano ai miei occhi questo personaggio, che si mantiene obiettivo e privo di rancore anche nel momento della disfatta, alla vedova Herrero, figura, direi, "epica" sia quando accarezza la testa del marito morto con occhi pieni di disillusione, sia quando, alla fine, la si vede in sella al proprio cavallo sulla sommit? della roccia in attesa di consumare la propria vendetta. Un Nizzi, a mio parere, davvero in grandissima forma. Anche i disegni di Repetto mi sono piaciuti, e concordo che ricordino tanto il grande Ticci. Voto: 8 PS: è la prima volta che scrivo su questo forum, e volevo ringraziare i curatori per averci dato la possibilità di scambiare opinioni tra appassionati texiani.

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Ho riletto di recente questo Maxi e devo dire che mi è piaciuto molto. Un Nizzi classico e nel solco della tradizione texiana. Direi da 8! Anche i disegni mi sono sembrati all'altezza.

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Letto oggi per la prima volta tutto d'un fiato. Non mi ha mai stancato. La vedova Herrero e la sua vendetta finale sono la ciliegina sulla torta. Mi ricorda un'altra "vendetta femminile" che mi era piaciuta molto (Delitto nel porto). Disegni godibili ma niente di più (Mi è piaciuto di più il repetto dell'ultimo Maxi). Voto : 8

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Io non concordo affatto con le critiche mosse alla storia. L'ho trovata molto piacevole, ed è un buon esempio di come Nizzi sapesse muoversi bene nei canoni classici texiani. La trama è superclassica,? vero, ma il personaggio del vecchio pioniere, della gentile figliola a cui Carson fa simpaticamente la corte, del banchiere ingordo e del figlio idealista sono ben sfruttati. Tex è esattamente il contrario del piccione: riesce nelle azioni, intuisce le trappole, capisce chi ha davanti al volo e alla fine mette tutti nel sacco. Carson scherza e scherza, ma quando passa all'azione è un bel mastino. Devo dire che i giudizi impietosi mi trovano fortemente in disaccordo. Direi che un buon 8 lo merita, davvero di piacevole lettura.

Di tutti i giudizi espressi in questo topic, è quello che più si sposa con le mie idee e non è una novità, col vecchio wasted sulla materia texiana ci trovavamo spesso d'accordo. Storia davvero di piacevole lettura. Innanzitutto un Tex come piace a me, che sbatacchia gli avversari ridicolizzandoli, fa lo sbruffone, bisticcia verbalmente con Carson su ogni cosa e a ogni ora, strappandomi più di una risata. E poi c'è la biondina che serve di variazione alla trama, come spesso le ama inserire Nizzi nelle sue storie. Presenza azzeccata. Certo il figlio di Bascomb sembra un origlione nato, ma anche qui la funzione narrativa è sfruttata con una buona dose di ironia. Ecco, proprio l'ironia è l'arma vincente di quest'avventura. Disegni di Repetto non male, rispetto a quelli che ci sono capitati sotto gli occhi di recente. Per concludere, di un Nizzi come questo conserver? sempre una sano rimpianto.
Concordo con il giudizio di Wated e ymalpas. In fondo l'ironia che accompagna buona parte di questo maxi è una delle cose più riuscite. I continui battibecchi fra Carson e Tex non sono stucchevoli ed una volta tanto Carson non fa la figura dell'allocco. La storia è basata su un canone classico ma ha delle buone varianti che riescono a far appassionare il lettore. Ottimo il finale. Direi che un nove ci sta tutto.

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Ripresa in mano dopo tanto tempo, anche se la ricordavo abbastanza. Storia classica, ma ben fatta. Ottima l'intuizione della vendetta della vedova su chi aveva commissionato l'omicidio del marito. Mi sono piaciuti i disegni di Repetto che è appunto peggiorato negli ultimi anni (a parte qualche viso stereotipato o a m? di macchietta). Riletta con piacere.

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buona storia, con un ottimo Tex che Nizzi gestisce sapientemente in un'avventura dalle tematiche ricorrenti nella saga, ovvero la guerra fra i vari rancheri. La sceneggiatura è buona anche se Nizzi eccede quando si tratta di origliare dietro alle porte che si aggiunge a una trama calibrata e a tratti fredda, in cui tutto procede secondo copione. Due - per me, naturalmente - difetti ciclici di questo grandissimo autore che si riscontrano spesso nell'ultimo periodo delle sue sceneggiature. Buoni i disegni di Repetto. Un Maxi che si lascia leggere.

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On 23/3/2012 at 00:22, Leo dice:

Ho riletto oggi questo Maxi Tex, e l'ho trovato davvero godibile. Nonostante il soggetto non sia per niente originale (la solita storia del grande allevatore che vuole ingrandirsi a spese dei suoi vicini), è talmente ben sceneggiato che davvero non ci si annoia mai. I ritmi sono serrati, i dialoghi tra Tex e Carson sono gustosissimi e mi hanno fatto sorridere spesso, e poi anche i personaggi sono tutti ben caratterizzati: da Mac Coy, che nonostante rappresenti la classica figura del pioniere spicca per la sua obiettivit? sugli indiani (cosa probabilmente rara tra i pionieri dell'epoca) e anche per il suo "romanticismo" (si vedano i dialoghi con la moglie morta sulle attività più minute del ranch), al figlio di Bascomb, la cui figura d', a mio parere, spessore alla vicenda per la lotta intestina tra il padre-carogna e il figlio-idealista; da Bascomb padre, le cui parole finali sul figlio che segue il proprio istinto, mentre in precedenza l'aveva bollato come "smidollato", in parte riabilitano ai miei occhi questo personaggio, che si mantiene obiettivo e privo di rancore anche nel momento della disfatta, alla vedova Herrero, figura, direi, "epica" sia quando accarezza la testa del marito morto con occhi pieni di disillusione, sia quando, alla fine, la si vede in sella al proprio cavallo sulla sommit? della roccia in attesa di consumare la propria vendetta. Un Nizzi, a mio parere, davvero in grandissima forma. 

Questo commento rappresenta perfettamente il mio pensiero su questa storia che secondo me è bellissima. Alle scene che ha descritto Leo aggiungerei l' improvviso apparire del testimone in tribunale, il processo e il personaggio dell' agente indiano e il suo confronto con Tex. Tutto sceneggiato a meraviglia. C' è tanto il sapore di western classico, oltre a un rimando alle atmosfere del primo centinaio. Le critiche a questa storia proprio non le capisco. Voto 9

Unico neo: ma perché quella carogna di Jason alla fine se la cava?

Edited by Grande Tex

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Sicuramente non da buttare via, questo Maxi, anzi direi che è più che sufficiente.
Per quanto pare che sia scopiazzato da "Chisum", la narrazione é fluida e contiene belle scene d'azione.
I disegni di Repetto mi piacciono molto per la loro chiarezza ed immediata distinguibilità.
Voto alla storia: 6,8
Voto ai disegni: 8,5

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Letto ieri. L'ho trovata una storia molto godibile, canonicamente western, che, pur senza essere un capolavoro, si fa leggere in modo scorrevole. Molto ben congegnato il finale, con la moglie di Vicente Herrero che, come un angelo vendicatore, fa giustizia dei due malvagi. Il migliore dei Maxi che ho letto dopo Oklahoma (me ne mancano, in verità,  diversi), superiore, per me, ad altri più celebrati, come l'Oro del Sud o anche (e qui immagino che molti non saranno d'accordo) Il Cacciatore di Fossil. Una lettura che mi ha riportato piacevolmente alle atmosfere texiane degli anni '70. Buoni i disegni di Repetto, che ben si adattano alla storia. Come unico appunto, la figura di Tex è, a mio avviso, troppo "ticciana"  e manca un po' del tocco personale del disegnatore.

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<span style="color:red;">3 ore fa</span>, Jim Brandon dice:

Letto ieri. L'ho trovata una storia molto godibile, canonicamente western, che, pur senza essere un capolavoro, si fa leggere in modo scorrevole. Molto ben congegnato il finale, con la moglie di Vicente Herrero che, come un angelo vendicatore, fa giustizia dei due malvagi. Il migliore dei Maxi che ho letto dopo Oklahoma (me ne mancano, in verità,  diversi), superiore, per me, ad altri più celebrati, come l'Oro del Sud o anche (e qui immagino che molti non saranno d'accordo) Il Cacciatore di Fossil. Una lettura che mi ha riportato piacevolmente alle atmosfere texiane degli anni '70. Buoni i disegni di Repetto, che ben si adattano alla storia. Come unico appunto, la figura di Tex è, a mio avviso, troppo "ticciana"  e manca un po' del tocco personale del disegnatore.

 

Anch'io la ritengo una delle storie più belle apparse sulla collana dei Maxi, un vero gioiello western, bellissimo per dialoghi, personaggi e disegni. Le altre due di Segura che hai citato non so se stanno sopra o meno a questa storia, ma anch'esse sono un gran bel leggere! Oklahoma, invece, è fuori concorso...

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