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bressimar

[428/429] I Lupi Del Colorado

Voto alla storia  

29 members have voted

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Soggetto e sceneggiatura: Claudio Nizzi
Disegni: Fernando Fusco
Periodicità mensile: Giugno / Luglio 1996


I nostri pards vengono incaricati dall'esercito di mettere il sale sulla coda al clan Kimball, rapinatori incalliti. Jesse, il più giovane della schiatta, è in mano alla Legge e la sua evasione, usando Kit Willer come infiltrato, viene pilotata per catturare il resto della banda nel recondito covo di Last Paradise! Nella città di criminali e regno del clan Kimball, Kit Willer giunge in compagnia di Jesse, sotto le mentite spoglie del criminale Texas Kid, tallonato a distanza da Tex e da Tiger Jack. I sospetti contro l'infiltrato crescono, ma Jesse Kimball è certo che Kit sia sincero. E quando la situazione esplode, mentre Piccolo Falco è costretto a gettare la maschera, Jesse comprende le sue motivazioni ma rifiuta, per non tradire i fratelli, di passare dalla sua parte. è un animo nobile, però, quel giovane fuorilegge e lo dimostra in un modo imprevedibile!

 

 

 

© Sergio Bonelli Editore

 

 

 

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Sono molto affezionato a questa storia, essendo una delle prime che lessi, e questi due albi li avrà ripresi in mano senza esagerare almeno una quindicina di volte...
La storia in sè a ripensarci ora mi pare che sia una scopiazzatura del ben più famoso "Gilas", ma all'epoca io non avendo ancora letto quest'ultimo e più vecchio albo, ebbi modo di apprezzare forse maggiormente questi lupi del Colorado....
E poi ricordo ancora un mese passato con terrore temendo che la morte dell'amico, citata nel titolo, potesse essere quella di Tiger, raffigurato in copertina... 

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anche io in primo sguardo ho pensato che moriva Tiger poi dopo che l'ho letta mi è piaciuta tantissima(anche se io ho letto prima Morte di un amico e poi Lupi del Colorado)per un motivo odioso ho aspettato un mese per trovare Lupi del Colorado ma ora ne ho ben due e letti antrambi :indianovestito::trapper:

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Che il modello di questa storia sia "Gilas!" è dichiarato esplicitamente da Kit Willer all'inizio della vicenda; va però detto che è interpretato in maniera peculiare. Rispetto a quello di Tex nella storia precedente, il comportamento di Kit nei confronti della massa dei banditi è meno provocatorio, ma anche più passivo (

quando l'indiano rinnegato che fa parte della banda svela il suo nome, Kit si ritrova come un topo in trappola e se Tex non intervenisse, finirebbe per essere definitivamente smascherato, sebbene Kevin Kimball, il capo della banda, non sia molto convinto della consistenza delle accuse
): per contro, la sua amicizia con Jesse Kimball è molto più sottolineata ed espressa in maniera maggiormente sentimentale di quanto non fosse quella di Tex con Ortega in "Gilas!" ( anche Jesse Kimball è ritratto del resto in maniera piuttosto idealizzata ): Nizzi in questo caso sembra essersi messo sulla scia, sia pure alla lontana, di Boselli ( che enfatizza sempre molto questo sentimento ), il risultato è però IMHO tendenzialmente un po'troppo "adolescenziale" e incline al sentimentalismo. Tex recita nella storia il ruolo dello stratega, assumendo inoltre la stessa parte recitata da Carson e Tiger in "Gilas!", ciò però ha la sgradevole conseguenza di ridurre ai minimi termini la partecipazione dei due pards. I disegni di Fusco sono di ottimo livello. In sintesi ( e IMHO ):soggetto 6,5sceneggiatura 7disegni 9

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Riletta da poco questa avventura nella versione a colori di Repubblica. Sara' perche' adesso affronto la lettura con un occhio piu' critico e attento rispetto a quindici anni fa', ma devo ammettere che, malgrado la storia non sia malaccio, ricalca troppo "Gilas" e si perde troppo nela retorica e nel gia' visto. Una delle poche storie di Nizzi che vedono protagonista Kit Willer, mentre ho trovato sprecata la presenza di Tiger e Carson, qui relegati in un ruolo da guest star. Il ruolo di Tex, malgrado sia nel finale decisivo, l'ho trovato un po' sottotono, limitandosi a ricoprire la parte del padre apprensivo per le sorti del figlio.

Fusco qui e' ancora in gran forma, e malgrado all'epoca avesse gia' superato di molto la sessantina, il suo stile sembra non accusare il peso degli anni. Un grande.

Immagine postata

Disegno inedito di Fusco raffigurante i fratelli Kimball al completo.


Storia:6

Disegni.8

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Storiella simpatica, un p? troppo "sempliciotta" dal punto di vista del giovane Kimaball, Kit Willer entra più volte in contraddizione e ha varie prove contro di lui eppure Kimball sembra avere fette di prosciutto sugli occhi. Comunque tutto sommato vale la lettura. Voto 8P. S. Certo che questa storia è l'ennessima conferma che essere amici di Kit Willer sia che tu sia bianco o navajo non porta tanto bene alla salute :P:D

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Che il modello di questa storia sia "Gilas!" è dichiarato esplicitamente da Kit Willer all'inizio della vicenda; va però detto che è interpretato in maniera peculiare. Rispetto a quello di Tex nella storia precedente, il comportamento di Kit nei confronti della massa dei banditi è meno provocatorio, ma anche più passivo (

quando l'indiano rinnegato che fa parte della banda svela il suo nome, Kit si ritrova come un topo in trappola e se Tex non intervenisse, finirebbe per essere definitivamente smascherato, sebbene Kevin Kimball, il capo della banda, non sia molto convinto della consistenza delle accuse
): per contro, la sua amicizia con Jesse Kimball è molto più sottolineata ed espressa in maniera maggiormente sentimentale di quanto non fosse quella di Tex con Ortega in "Gilas!" ( anche Jesse Kimball è ritratto del resto in maniera piuttosto idealizzata ): Nizzi in questo caso sembra essersi messo sulla scia, sia pure alla lontana, di Boselli ( che enfatizza sempre molto questo sentimento ), il risultato è però IMHO tendenzialmente un po'troppo "adolescenziale" e incline al sentimentalismo. Tex recita nella storia il ruolo dello stratega, assumendo inoltre la stessa parte recitata da Carson e Tiger in "Gilas!", ciò però ha la sgradevole conseguenza di ridurre ai minimi termini la partecipazione dei due pards. I disegni di Fusco sono di ottimo livello. In sintesi ( e IMHO ):soggetto 6,5sceneggiatura 7disegni 9
Quoto in tutto Pedro Galindez. Ho appena riletto questa storia, e ci avrà messo sè e no venti minuti, e non per la mia velocit? a divorare Tex, ma per la sua inconsistenza... Kevin Kimball è in effetti un personaggio "alla Boselli", ma, a differenza di quelli di Boselli, questo personaggio è tratteggiato con troppa superficialit?, quasi senza convinzione, e mi trovi perfettamente d'accordo nell'utilizzo dell'aggettivo "adolescenziale", sia per il suo atteggiamento, ma anche per l'incompiutezza caratteriale del ragazzo e del personaggio. Storia sufficiente, niente di più, per i testi. Fusco, invece, sempre ad ottimi livelli.

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questa e' la classica storia alla quale manca un qualcosa, un imprevisto in piu' per farla diventare una grande storia secondo me, i fatti scorrono via tutti un po' troppo facilmente.... il finale tragico in parte gli rifa' guadagnare credibilita' ma non basta, si poteva fare una analisi dei 2 ragazzi ancora piu' profonda.... ma ormai e' andata bellissime le copertine, anche se non ho mai capito , perche'c'e Tex e Tiger, e non Kit col giovane amico..... stupendi i disegni come sempre del grande Fusco, !

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E invece questa storia presenta alcuni spunti davvero interessanti:1) Spesso il personaggio di Kit Willer viene criticato perchè è troppo attaccato alla cintura del padre, senza raggiungerne lo spessore psicologico ed umano. Ma quanto è responsabile lo stesso Tex di questo modo di essere del figlio? Osservate come il nostro ranger reagisce quando Kit espone il suo piano per penetrare nel covo dei banditi... Tex non vuole nemmeno sentirne parlare! E perchè mai, dato che lui stesso è ricorso a questo trucco? Sarebbe meglio che il signor Tex Willer smettesse di interpretare il ruolo del padre apprensivo ( ma allora perchè si porta appresso Kit se ha cosi tanta paura per l'incolumit? del figlio?) e capisse che Kit ormai è un uomo e che deve lasciargli un minimo di autonomia decisionale, invece di continuare a trattarlo come un poppante incapace di badare a sè stesso.2) Kevin Kimball ( il fratello maggiore di Jesse e capo dei banditi)... sarà un criminale incallito, ma per il fratello minore prova un affetto sincero ed è davvero affranto quando Jesse muore.. molto bene Nizzi nel caratterizzarlo. Molto bella la scena in cui si sveglia di notte convinto a torto di aver fatto un errore nel mettere Kit e Jesse in prigione.3) I disegni di Fusco: ottimi. Il vero punto debole è il soggetto, un pochino troppo simile a Gilas, ma sceneggiato benissimo da Nizzi. Soggetto: 7Sceneggiatura: 9Disegni:8Voto globale alla storia: 8

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Tex dice " è più difficile fare il padre che are il ranger". Questa apprensione Tex la porta in sè ogni qualvolta agisce con il figlio, lo espliciti o meno. E' naturale. Ma ogni volta la necessit? strategica di utilizzare Kit prevale, come è lo logico che sia. Perchè, ci si chiede, Tex permette al figlio la stessa vita avventurosa che conduce lui stesso? Ma perchè ha fiducia in Kit, n° conosce le capacità e il valore, d'altra parte gliele ha insegnate lui, però rimane comunque padre ed esprime i suoi sentimenti, senza per questo impedire al figlio di agire. Questa missione viene portata a termine proprio per l'intuizione di Kit di intrufolarsi nel covo dei nemici come in "Gilas". Bella storia.

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ciao Betta!Sono d'accordo con quello che dici, ma il punto è che però Kit mi sembra poco sicuro dei propri mezzi e comunque non all'altezza del padre... anche in questa storia, se ci fai caso, senza l'intervento di Tex il giorno dopo essere entrato nel covo dei banditi Kit sarebbe stato scoperto. Che cosa avrebbe fato Kit se Tex non fosse arrivato a salvarlo di notte? Non aveva un piano, si stava addormentando insieme a jesse... ma il giorno dopo i banditi lo avrebbero ucciso una volta scoperta la sua reale identit?! Mi sembra insomma che Kit debba imparare ancora a muoversi da solo, senza aiuto da parte dell'onnipresente Tex. E secondo me, Tex ha una parte di colpa in questo... forse è la colpa di tutti i padri, che ci tengono troppo ai figli... solo che cosi' Kit non diventer? mai come Tex e rester? sempre incompiuto.

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Shane, Kit sarà sempre un po' meno del padre, nessuno, nemmeno Carson è come Tex. Il compito di Kit non era sgominare la banda, ma conquistare la fiducia di Jesse per farsi portare al covo dei banditi, in modo che Tex con i soldati lo seguissero. Arrivato al covo e presumibilmente scoperto e messo in guardina, sa benissimo che la mattina dopo verr? smascherato, ma sa anche che il padre lo ha seguito. Ognuno dei pard sa cosa fa l'altro anche se non lo vede, è l'alchimia della piena fiducia di uno nell' altro la forza del quartetto. Kit ha scommesso la propia vita sull' arrivo del padre e mentre scappano non vuole lasciare il padre indietro, Tex deve alzare la voce ricordandogli che una volta al riparo dovr? coprirlo a sua volta: ognuno mette la priopia vita nelle mani dell' altro. Per quanto riguarda la colpa dei padri, Tex non è mai tanto protettivo da impedire la crescita del figlio: lo lascia fare anche se si preoccupa:? come lasciare uscire i figli in motorino, lo fai ma finch? non tornano a casa sei in ansia, è normale, te lo dico perchè mio figlio è militare e tutti gli anni va in missione all' estero, lui va e io prego ma sorrido e gli do forza.

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Ti capisco Betta, ma credo che la vediamo in modo diverso perchè io e te siamo in due età differenti della vita... io sono più vicino all'età di Kit ( anche se un po più vecchio di lui) che a quella di Tex... non sono pap? ma sono figlio... poi considera che mi sono trasferito per studiare a 18 anni e quindi vedo naturale che una persona dell'età di Kit debba essere indipendente dal padre... poi che kit non possa diventare come Tex lo vuole il copione del personaggio e forse è anche giusto cosi. Però un kit almeno bravo quanto Carson o Tiger lo vorrei... e invece adesso come adesso Kit mi sembra il pard onestamente meno brillante e convincente. Pensa che mia madre mi telefona tutti i giorni e tu farai lo stesso con tuo figlio... è normale lo so, ma a volte siete ( come categoria genitoriale intendo eh!) un pochino troppo apprensivi, anche se magari non ve ne accorgete. Insomma io in quella scena avrei voluto un kit che dice: Caro pap?, io nel covo di banditi ci vado perchè ho deciso cosi e sono maggiorenne , altro che "non se ne parla nemmeno"( la frase di tex), se vuoi venire ad aiutarmi bene, altrimenti trovo il modo di sbrigarmela da solo, cosi ti dimostro che valgo qualcosa anche io. Ecco, se Kit avesse fatto questo avrebbe dimostrato più personalit?, perchè il semplice fatto che alla fine è Tex che decide di accettare il piano di Kit ( cioè è sempre Tex che decide...) dimostra che kit non ha ancora il piglio giusto non dico di Tex, ma come ti dicevo almeno di Tiger e carson. Tanti auguri a tuo figlio per la sua carriera militare e le missioni!!

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In tutte le storie è sempre Tex che decide! Anche con Carson e Tiger è così, questa è forse l' unica storia il cui piano d'azione non è elaborato da Tex, ma dal figlio, che si ispira comunque al passato di Tex. La serie è intitolata a Tex e prefigura che in un futuro solo il personaggio di Kit può prendere il posto di Tex, non Carson perchè più anziano, non Tiger più o meno coetaneo e non ranger, l' eredit? andr? al figlio che il piglio per "tirare un colpo basso" al padre lo ha eccome! E poi altre volte Kit disubbidisce e salva Tex.

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Storia non malvagia di un Nizzi che pian piano,episodio dopo episodio, cerca di tornare in forma dopo la famosa crisi.Kit ancora una volta coprotagonista(dopo l'ottima storia "Uomo senza passato").

La figura tragica di Jesse,che si sacrifica per salvare la vita a Kit, viene sviluppata discretamente da Nizzi,anche se forse il ravvedimento finale del ragazzo che vuole fuggire dalla vita del fuorilegge appare forzato e a tratti inverosimile.Tex coprotagonista ruba parecchio la scena a Kit: Nizzi non se la sente di dare troppo spazio al suo ragazzo,cosa che del resto non ha mai fatto se si esclude la bella storia di Villa.l idea di creare una Robber roost in mezzo alle montagne del Colorado è comunque abbastanza riuscita.la storia è più che sufficiente ma non raggiunge comunque un voto buono a mio modesto parere.Trama molto lineare e abbastanza scontata, avversari non molto pericolosi.disegni di Fusco discreti

Edited by Barbanera

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Storia clone della famosissima "Gilas", non è a quei livelli, ma si mantiene piacevole.

Bravo Nizzi che sceneggia un Kit credibile nella parte del fuorilegge.

Voto alla storia: 7,4
Voto ai disegni: 7,5

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Storia molto sottovalutata, secondo me. Io la trovo ottima, oltre che dotata di una certa originalità nel fare infiltrare in ina banda Kit e non Tex. Per il resto, il soggetto non è niente di nuovo, ma la sceneggiatura è davvero splendida, dialoghi freschissimi come raramente ne ho letti, non perché siano brillanti, ma perché scorrono via benissimo. La storia si legge tutta di un fiato.

On 9/3/2014 at 16:04, shane o' donnell dice:

Spesso il personaggio di Kit Willer viene criticato perchè è troppo attaccato alla cintura del padre, senza raggiungerne lo spessore psicologico ed umano. Ma quanto è responsabile lo stesso Tex di questo modo di essere del figlio? Osservate come il nostro ranger reagisce quando Kit espone il suo piano per penetrare nel covo dei banditi... Tex non vuole nemmeno sentirne parlare! E perchè mai, dato che lui stesso è ricorso a questo trucco? Sarebbe meglio che il signor Tex Willer smettesse di interpretare il ruolo del padre apprensivo ( ma allora perchè si porta appresso Kit se ha cosi tanta paura per l'incolumit? del figlio?) e capisse che Kit ormai è un uomo e che deve lasciargli un minimo di autonomia decisionale, invece di continuare a trattarlo come un poppante incapace di badare a sè stesso.2) Kevin Kimball ( il fratello maggiore di Jesse e capo dei banditi)... sarà un criminale incallito, ma per il fratello minore prova un affetto sincero ed è davvero affranto quando Jesse muore.. molto bene Nizzi nel caratterizzarlo. Molto bella la scena in cui si sveglia di notte convinto a torto di aver fatto un errore nel mettere Kit e Jesse in prigione.3) I disegni di Fusco: ottimi.

Quoto questo commento, che rappresenta perfettamente il mio pensiero a proposito di questa storia. Aggiungo solo che la scena con kevin Kimball che si sveglia è un capolavoro assoluto,  e che i disegni di Fusco sono superlativi.

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La quiete dopo la tempesta. Ovviamente per “tempesta”, alludo alla conclamata crisi creativa che afflisse Nizzi nei primissimi anni novanta, parzialmente messa alle spalle nell'epoca in cui uscì l'albo in questione. Purtroppo l'esplosiva verve degli anni migliori rimase solo uno sbiadito ricordo, tuttavia l'autore, con mestiere, riuscì a gestire inizialmente in qualche modo la sua flessione. Ne usciranno episodi simili a "Lupi del Colorado", lineari e senza eccessivi sussulti, ma comunque leggibili. Ciò che si nota palesemente rileggendo storie simili, le difficoltà dello sceneggiatore nel creare soggetti originali e avvincenti: pur di portare a casa il risultato, si attinge abbondantemente a spunti e situazioni già usate dai predecessori, nel caso specifico le similitudini con "Gilas" sono al limite del plagio. Nizzi mescola con sapienza le tessere del suo puzzle, ma l'impressione del già visto salta subito all'occhio e non bastano dei dialoghi ancora buoni e una sceneggiatura passabile, per far elevare un episodio alquanto scontato. Mi duole dirlo, essendo un fan dichiarato di Nizzi, ma la sua parabola discendente era già iniziata, resa ancor più netta e visibile dalla concomitante (e travolgente!) ascesa boselliana, forte di una freschezza e originalità agli antipodi. L’episodio non è da bocciatura a mio avviso, ma non appassiona più di tanto: procede per inerzia e non stuzzica la fantasia del lettore, visto che le situazioni si mostrano prevedibili. Kit si ritrova di nuovo al centro dell’azione, ma stavolta non brilla come nella precedente occasione. Pure l’amicizia col giovane Kimball, rischia di essere un po’ ingigantita, stucchevole e poco plausibile. Il bandito alla fine fa la figura dell’ingenuo con le fette di salame sugli occhi e pure il piano di riabilitazione offertogli da Kit, fa acqua da tutte le parti. Non convince nemmeno il resto della banda: Kevin Kimball viene dipinto come un dritto pericoloso, ma lascia poco il segno e si fa giocare come un piccione. Anche la sua leadership è meno salda e meritata di quello che si vuol far credere, visto che paradossalmente si mostra molto più sveglio e deciso il suo sottoposto Gus Morton. Solo un’apparizione per Carson e Tiger, ma in compenso Tex si districa bene e risulta risolutivo, rubando la scena a un Kit Willer propositivo, ma un po’ appannato. Scontata e prevedibile la scena in cui il giovane rampollo infiltrato viene riconosciuto da uno dei banditi. Mi pare poco plausibile che nessun scampaforche in un villaggio di latitanti non abbia mai visto o avuto a che fare con il quartetto dei ranger, ormai all’epoca della narrazione, celebre più dei Beatles. Quanto meno Kit avrebbe dovuto camuffarsi, che so, con una fitta barba, i capelli rasati, un abito diverso. Niente: come un Superman o Batman qualsiasi, il nostro non rinuncia alla sua divisa e pretende che nessuno lo riconosca! Personalmente questi spunti potevano andar bene agli arbori, ma poste adesso, suonano come leggerezze o passaggi narrativi poco funzionanti. Fusco se la cava sempre egregiamente col suo possente stile. Nessuno riesce meglio a dipingere banditi con brutte grinfie e alquanto pittoreschi. A tal proposito mi pare di aver letto, che originariamente la storia dovesse portare la firma di Nadir Quinto per un Texone, ma l’esito del disegnatore giunto al tramonto della sua esistenza, non fu ritenuto pubblicabile dalla redazione, che affidò al veterano Fusco il compito di ridisegnare in toto tutta la storia. Il mio voto finale è 5

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"I lupi del Colorado" è una storia che nasce nel 1991 per un Texone da far disegnare a Nadir Quinto e si trascina nella sua realizzazione fino al marzo 1994 quando il disegnatore muore a Milano avendo completato o quasi completato le sue tavole.  In questi due o tre anni  Nizzi attraversa la sua crisi, Quinto non fa che entrare e uscire dagli ospedali, come mi raccontò la figlia Diana. Quando il disegnatore muore, il malloppo di tavole viene bocciato dalla SBE, si vocifera per insufficienza artistica o forse semplicemente perché resta incompiuto. Nizzi non era in forma e sappiamo che sin dall'inizio era poco convinto dall'idea di collaborare con il disegnatore, con il quale peraltro aveva collaborato a lungo anni e anni prima quando Quinto era al massimo della sua forma e uno dei maestri riconosciuti del fumetto europeo. Non parliamo di Sergio Bonelli, poco convinto anche lui per non dire peggio. Le tavole di Quinto a me non sono sembrate malaccio. Sta di fatto che la SBE non era proprio convinta da questo texone. Passa circa un anno e alla fine Sergio si decide e riaffida la sceneggiatura a Fusco, che la disegna velocemente per una pubblicazione già nell'estate del 1996.

 

( per saperne di più sui texoni, rimando alla lettura del nostro TEX WILLER MAGAZINE numero 14 del giugno 2016)

  • +1 2

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Posted (edited)

Grazie Ymalpas, le tue chicche texiane, corredate da interessantissimi retroscena e curiosità, sono preziosissime per noi appassionati. E' sempre un grande piacere confrontarsi con utenti così preparati in materia; è un modo ottimo per arricchire il proprio bagaglio di conoscenza texiana. :cowboy: 

Edited by Condor senza meta

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A proposito di chicche, una tavola inedita del TEXONE di Quinto:

 

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Questa tavola neanche a me pare malaccio (anche se immagino sia troppo poco per giudicare)

Il segno è riconoscibilissimo e pare anche sicuro, forse la storia era proprio nata male, e cresciuta in un clima di generale sfiducia

On ‎04‎/‎06‎/‎2019 at 21:56, ymalpas dice:

A proposito di chicche, una tavola inedita del TEXONE di Quinto:

 

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