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Guest Wasted Years

[Texone N. 23] Patagonia

Voto alla storia  

68 voti

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Guest Wasted Years

dal giornale on line di Sergio Bonelli in anteprima la copertina mignon e due tavole di questo nuovo texone:

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Commento:

Una difficile missione all'altro capo dell mondo, tra i gauchos e gli indiani della Patagonia!

Interessante l'idea che se ne evince, qualcuno sa qualcosa di più?

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Finalmente il 20 Giugno esce questo nuovo attesissimo Texone. Lo sfondo è storico, il governo Argentino tra il 1875 e il 1884 organizz? tutta una serie di campagne militari per occupare i territori della Patagonia e eliminare gli indigeni che le occupavano. Una trama classica quindi, appartenente alla categoria "militari contro indiani", ma è l'ambientazione insolita che stuzzica, un territorio "nuovo" per Tex (a parte il finale della storia con Butch Cassidy e Sundance Kid), popolazioni indigene nuove :indiano: Circolavano voci dallo stesso Frisenda che nel finale della storia dovrebbe esserci una lunga battaglia in cui sono coinvolti centinaia di personaggi .:inch: Sicuramente il finale sarà amaro, almeno se si rif? in toto alla realtà, le popolazioni indigene dovrebbero perdere il possesso della terra e della libertà. Per chi volesse vedere altre tavole di questo Texone, nella sezione Anteprima Tavole può trovarne diverse. :trapper:

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A giudicare dalle tavole riprodotte, Tex si recher? in Patagonia su invito di un suo amico che si è arruolato nell'esercito argentino ( e che lo ha addirittura proposto come capo degli scout di un forte - magari proprio per prestare servizio in una delle spedizioni contro gli indios ). Se le cose stanno così è molto probabile che ( a meno di una presentazione marcatamente negativa dei Patagoni, assai contraria al "politically correct" ) Tex finir? per trovarsi in una situazione non meno difficile di quella di "Linciaggio" ( in cui, sempre per invito di un vecchio amico, il nostro ranger si trovava a essere testimone dell'odio razziale diffuso nel Sud degli Usa ).

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Sul sito della SBE è comparsa la scheda con il riassunto del nuovo Texone, che parzialmente conferma le mie previsioni sul soggetto. Eccolo:Tex riceve una lettera dall’altro capo del mondo... A scrivergli è un ufficiale argentino, Ricardo Mendoza, vecchia conoscenza sua e di Montales, che gli chiede aiuto e consulenza in una delicata missione: penetrare nelle terre degli indios della Patagonia, trattare per il rilascio di un gruppo di prigionieri e punire i colpevoli di una sanguinosa scorreria. Sapendo che Mendoza è un uomo d’onore e che la spedizione ha come scopo ultimo la pace e la convivenza con gli indiani delle pampas, Tex accetta. Lui e Kit saranno alla testa degli scout gauchos e indiani che accompagnano la colonna militare. Ma le cose si complicano, quando un nuovo generale in capo assume il comando dell’esercito argentino. La direttiva, adesso, non è più la pace, ma la guerra, fino allo sterminio totale degli indiani della Patagonia! Tex e Mendoza si trovano davanti a un bivio drammatico. Quali saranno le loro scelte?? Sergio Bonelli Editore

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La trama è stuzzicante non c'è che dire, data la lunghezza del Texone, son quasi sicuro che Boselli non avrà avuto problemi di spazio, per ampliare determinate scene o personaggi. Piccola curiosità: Boselli con Patagonia raggiunge quota 2 Texoni, il primo Gli Assassini disegnato da Font, usc? nel 1998 (anno del cinquantennale). :D

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Mi scuso per l'imprecisione..... :(:( . Comunque, da quanto sembra di poter arguire dalla copertina, la scelta di Tex sarà a favore dei Patagoni; non sono però molto sicuro che Mendoza farà lo stesso. Dato anche il peso della realtà storica, dubito pure che vi sarà un lieto fine..... Vedremo comunque come si destregger? Tex in questa non facile situazione.

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Aspettiamo anche questo. Interessante la nuova incursione di Tex in sudamerica. Mi spiace solo che dobbiamo venire a conoscenza di questo rapporto tra Tex, Montales e un ufficiale argentino da uno speciale, e probabilmente nella serie regolare certe "variazioni sul tema" ce le potremo - temo - solo sognare.

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Intervista al disegnatore... fatta dalla SBE


L'Estate si avvicina ed è di nuovo tempo di Texone. Un duo inedito ci presenta l'avventura di quest?anno, la ventitreesima, in edicola dal 20 Giugno: se Mauro Boselli non è certo la prima volta che calpesta i polverosi territori del West texiano, per Pasquale Frisenda si tratta di un esordio. Per l'occasione, Boselli ha confezionato una storia davvero speciale, con il Ranger impegnato in una missione che lo porta piuttosto lontano dalla sua amata riserva navajo? in Patagonia! Ce ne parla il disegnatore che, negli ultimi tre anni, ha sudato sulle oltre duecento tavole di cui è composta l'avventura?

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Una sfida di fronte a cui si trovano i disegnatori che si avvicinano a Tex per la prima volta riguarda la definizione grafica di Aquila della Notte e dei suoi pards. Come si è svolta la tua ricerca? Da che modello sei partito?


Ho cercato di tenere presente vari modelli e i riferimenti che i tanti disegnatori che si sono alternati sulla serie possono offrire, ma l'idea del personaggio che volevo comunicare (quella di un uomo consapevole e saggio, ma anche deciso e grintoso, e con con cui è meglio non scherzare troppo) l'ho presa in particolare dai lavori di Giovanni Ticci e Claudio Villa. Ma senza tralasciare alcuni elementi del modello di Galep, che per me sono importantissimi per definire graficamente Tex.

Da Ken Parker a Magico Vento fino a Tex: qual è stato il tuo approccio a questi western così diversi tra loro?

L'approccio è stato sempre quello di disponibilit? verso i personaggi e le loro caratteristiche specifiche. Appartengono tutti e tre, è vero, al genere western, ma sono universi a se stanti e con differenze sostanziali, che bisogna capire e imparare a gestire bene per arrivare a lavorarci con efficacia, mettendoci possibilmente qualcosa di personale.

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La storia scritta da Mauro Boselli porta il Ranger nella lontana Patagonia. Immaginiamo che questa scelta insolita ti abbia costretto a lavorare con un'ampia documentazione riguardante la terra dei gauchos...

S?, e anche parecchio! E non sempre è stato materiale di facile reperibilit?. In parte mi è stato fornito da Mauro Boselli (che, a sua volta, aveva ricevuto non poco aiuto dalla passione per l'Argentina che nutriva Mario Faggella), e anche da Sergio Bonelli in persona, ma sono abituato a metterci del mio e lavorare molto sotto questo aspetto: l'ambientazione in cui colloco personaggi e situazioni, per me, è molto importante da definire graficamente, "come se fosse un personaggio anch'essa", citando un famoso regista... La ricerca dura fino alla fine del progetto, c'è sempre modo di correggere o migliorare il proprio lavoro.

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Raccontaci il tuo metodo di lavoro. Da quali elementi parti nel definire una tavola? e quante volte ritorni indietro per aggiungere dettagli o aggiustare il tiro?


Procedo sempre in ordine cronologico, e dopo aver letto le pagine di sceneggiatura di una sequenza, ad esempio, procedo con il cercare l'adeguata documentazione (costumi, oggetti di vario genere, ambientazioni, armi eccetera) e poi comincio a disegnare. Mi capita spesso di ritornare sul già fatto, sempre comunque se a mio parere il lavoro può essere perfezionato, oppure per eliminare un'eventuale svista... Il lavoro non arriver? mai in edicola come uno lo immagina nella propria testa in partenza? un disegnatore con un minimo di senso critico ci vedrà sempre dei difetti, ma ci si può comunque impegnare per avvicinarsi a quell'obbiettivo e, male che vada, è un esercizio che porta quasi sempre a un risultato migliore nel lavoro successivo...

E dopo il Texone, uno sforzo che ti ha impegnato per diversi anni, ora a cosa stai lavorando?

Ora sto realizzando una breve storia di Dylan Dog. Variare personaggi e generi è da sempre un mio preciso interesse. Passare tra le varie interpretazioni del west, dalla sua visione più crepuscolare a un'idea di avventura invece più classica (anche se la storia del texone è piuttosto anomala) è già un bella sfida, ora con Dylan ci sarà una piccola incursione nel suo mondo, ma mi piacerebbe confrontarmi, prima o poi, anche con il noir e la fantascienza, quest'ultima vera passione del sottoscritto.




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Letto...

Voglio iniziare dai disegni, stavolta...
Se posso definirli con un commento "calcistico" direi "formidablili",
precisi, pieni di pathos, lo stile "kenparkeriano" di Frisenda è perfetto per queste scene, la polvere che si innalza dai cavalli al galoppo sembra proprio palpabile...
Le scene corali delle cariche, delle marce sono fenomenali, i "Lazados" fieri suelle loro cavalcature mi ricordano tanto Frank Miller de "300".
Mi piacerebbe rivedere questo texone a colori...

La storia...
Comincia davvero forte, va come un treno,
si legge tutta d'un fiato,
le emozioni si susseguono una dopo l'altra in modo esemplare
passo pure tex capitano degli socut ( vi ricordate cosa pensava Tex dei soldati? Cosa ne fece delle medaglie? Ma va bene lo stesso, molto bene)
Lo stesso flash bach ? ben inserito, piacevole da leggere; i tanti personaggi, stavolta, non sono assolutamente "invasivi".
Poi accade qualcosa...

A pagina 157 il maggiore/colonnello... Mendoza riceve posta...

Da l' tutto cambia, ma...
Tex spara agli stessi uomini con i quali aveva intrapreso il viaggio contro gli indios...
L'amicizia tra Tex e mendoza diventa rivalit?, rispetto tra avversari, forse un p? di odio e intanto si ci spara addosso...

Personalmente, non ritengo possibile che oggi Tex spari agli indios, domani ai soldati, ai suoi commilitoni.
Non c'è ordine in questo... E' creare confusione... Questo Tex è incredibilemnte incoerente: a pagina 159, rivolgendosi all'amico Mendoza, afferma "Non potrei abbandonarti proprio ora..." Per poi disertare qualche pagina dopo...
Non è Tex questo...

il Colonnello Jim Brandon, mi aveva chiesto se ne valeva la pena spendere i 5,80 euro per questo texone.
Rispondo che per le prime 159 pagine avrei speso quindici, venti euro, certamente...


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Preso stamattina appena aperta l'edicola. :DLetto oggi dopo pranzo, in modo rilassato e senza affrettarmi nella lettura per gustarlo meglio. Che dire, secondo me questo nuovo Texone è ottimo, sotto tanti punti di vista. Ottimo perchè finalmente non c'è nulla di affrettato (problema che avevo recentemente riscontrato nelle ultime opere Boselliane su Tex). Ottimo per la trama, di stampo abbastanza classico, cioè Tex in difesa delle popolazioni indigene, comunque oltre che per la diversa ambientazione si respira un'atmosfera totalmente nuova e angosciante. Ottimo per i disegni: Frisenda che non conoscevo, si dimostra bravissimo e molto ispirato. Si vede che dietro c'è un'enorme documentazione, studio del più piccolo dettaglio e una grande passione. E riesce a raffigurare benissimo i volti di tutti i pards, mantenendone gli standard proposti dai "Grandi" disegnatori del passato. Ora veniamo alla storia, non voglio rovinare il piacere di leggerlo a chi non l'ha ancora fatto.

Si respira un'aria Nolittiana, dato che come sappiamo ha dato l'idea per questa storia. Nolitta, soprattutto lo possiamo intravedere nel viaggio verso un Paese lontano e in quell'aria di amarezza che aleggia nelle pagine. Per il resto tutto frutto di Boselli, che si dimostra (per me) parecchio ispirato dalla vicenda. Poco prima di partire, c'è finalmente un bel siparietto tra i pards, con un Carson in gran forma che brontola per la prospettiva del lungo viaggio, poi quando si vede messo da parte scalpita e fa il broncio come in passato :D!!Il viaggio ricorda un p? quello Nolittiano negli albi Il Solitario del West e seguenti, ricordate?Una storia lineare, senza tante difficolt? nella lettura, ma veramente di notevole livello, con situazioni che su Tex non avevamo mai visto o che sono anni che non si vedevano. Non perde mai di qualità, ma la parte più bella per me è verso il finale. Quando tutta la situazione cambia e la tristezza comincia a salire (e non dico altro per non rovinare il tutto). Ma le pagine mute della battaglia e quell'"addio" tra Tex e figlio, che sembra preludere ad un risvolto tremendo della vicenda, beh insomma un capolavoro, secondo me. :inch::inch: I tanti personaggi che Boselli inserisce, non offuscano per niente l'immagine di Tex, n° tantomeno quella del giovane Kit.
Insomma per quel che mi riguarda, questo Texone va a collocarsi tra le migliori storie scritte da Boselli. E per quanto riguarda i voti: il massimo. :D :DFrisenda spero rimanga a lungo su Tex. :inch::inch:

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Ragazzi, ma quanto è bello sto Texone!Ero rimasto abbastanza deluso dalla doppia "Missouri/I due guerriglieri" e mi ero avvicinato a questo Texone con un po' di diffidenza, ma più andavo avanti con la lettura, più rimanevo a bocca aperta per i continui colpi di scena, per le situazioni al limite, per la poesia che si può respirare nelle ultime pagine (che sequenza quella finale!). Insomma, se non è un capolavoro poco ci manca!Mi ha ricordato per i temi trattati molto il libro di Dee Brown "Seppellite il mio cuore a Woounded Knee", ci sono molte analogie, sembra quasi un omaggio a quel libro!Spettacolo!Sui disegni non mi pronuncio: Frisenda è il mio artista preferito da qualche annetto, e qui ha svolto il suo lavoro in maniera impeccabile. Insomma, sotto tutti i punti di vista reputo questo gigante uno dei migliori bonelli usciti negli ultimi tempi!

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non mi fa editare il mio messaggio precedente, non so perchè....

@jim davies

per quanto riguarda l'incongruenza comportamentale di tex, non lo vedo come un problema, ma come un pregio: a me questo Texone ha sorpreso molto durante la lettura, anche per alcune scelte coraggiose come quella che tu hai indicato come negativa.
D'altronde chi se l'aspettava che Mendoza facesse imprigionare Tex (e adesso non dite che Tex s'è fatto fregare come un pivello...)? E poi Tex sta sempre dalla parte del giusto, no? Anche nella prima parte era a favore degli indigeni, ma cercava di esserlo tramite i rapporti con i militari, ma poi è successa la strage di Recabbarren (o coe si chiama, non ricordo), ed è stata una scelta quasi obbligata per Tex mettersi totalmente dalla parte degli indigeni.
Io non la vedo come una contraddizione, ma con una scelta coraggiosa che ci poi regalato la stupenda sequenza finale muta.

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Ho appena finito di leggerlo e sinceramente penso che sia una delle migliori storie degli ultimi anni... Prima di tutto i disegni sono semplicemente meravigliosi: mi sono piaciute molto, in particolare, le sequenze notturne, dove il bianco e nero era splendido; spero anch'io che Frisenda possa tornare a disegnare Tex in futuro. Per quanto riguarda la storia, devo dire che mi ha coinvolto dall'inizio alla fine... Non ci sono stati momenti di noia, e sebbene prima di leggerlo avessi qualche perplessit? per quanto riguarda l'ambientazione, ne sono rimasto entusiasta! Si vede che c'è stato un lungo lavoro di documentazione e di cura dei dettagli dietro la stesura del Texone, e il risultato è stato strabiliante!Concordo con Sam sul fatto che la trama è di tipo classico, però il suo sviluppo e i dialoghi sono stati costruiti in un modo diverso, molto più intenso e sentimentale, e forse è stato anche tutto questo che ha contribuito a coinvolgermi più del solito, insieme con i colpi di scena che ci sono stati! Per esempio non mi aspettavo che Mendoza preparasse quella trappola per bloccare Tex!! Spettacolare la sequenza finale, come ha ricordato Zed, e anche il momento in cui Tex e Kit si lasciano quando Kit guida il gruppo verso il Cile e tex rimane a combattere contro il suo vecchio amico... L'unica cosa che mi dispiace è che non ci fosse anche il 'vecchio cammello', però sinceramente non riesco a trovare grossi difetti a questa storia.

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Per quel che mi riguarda, questo Texone e` senza dubbio al livello dei capolavori di Boselli, e una delle storie piu`belle degli ultimi 20 anni. Un albo perfetto, disegnato in maniera magistrale. Il presunto "voltafaccia" di Tex, secondo me, non e` affatto tale, anzi e` proprio li` che Tex dimostra di essere VERAMENTE Tex:

sceglie di fare la cosa che ritiene piu` giusta, anche a costo di mettersi contro l`amico Mendoza. Fino a quel momento l`aveva aiutato perche` era convinto, facendo cosi`, di aiutare anche gli indios. Quando capisce che Mendoza collaborera` con il governo e si rendera` complice di un genocidio, decide di stare dalla parte dei deboli, degli oppressi, anche a costo della vita. Insomma, se non e` Tex questo...

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