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TWF - Tex Willer Forum
Guest Wasted Years

[Texone N. 23] Patagonia

Voto alla storia  

68 voti

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Ehm, se l'autore stesso che va off topic, no, non ho mai provato una chitarra da fado, ho fatto 4 anni di chitarra classica da ragazzino e suono Tàrrega come autore favorito, ho ripreso dal 2013 su un noto forum e ho già superato i primi tre livelli, corrispondenti ai primi tre anni di conservatorio. Gran Valse, Làgrima, sono anni che provo recuherdos ma il tremolo ancora non ce l'ho sicuro. Giuliani è troppo avanti, le rossiniane sono meravigliose, ho studiato i suoi studi come le papillon e i 120  arpeggi come da prassi, ma è un autore che è molto avanti rispetto al mio livello, 4 o 5 anno di conservatorio circa. Sor è onnipresente, meravigliosi i 20 studi di Sor rivisti da Segovia, ne suono un paio che ho studiato a scuola.

Ho una chitarra flamenca e 4 chitarre classiche. Davverò proverò a postare lagrima, però avverto che non mi è mai venuta bene, occorre una delicatezza quasi femminile, e io sono 110 kilogrammi  e ho una mano medio grande.

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Beh, io accompagnavo da ragazzo mio nonno che era maestro mandolinista, con i valzer e le mazurche. Non sapevo fare altro e ho smesso da decenni. Le chitarre da fado sono meravigliose e mi veniva voglia di comprarne una. Mia moglie suona la chitarra, soprattutto quella elettrica. Ma io suonavo la batteria.

Fine OT. Leggiti un'altra storia. Hai licenza di sparare sul batterista.

Ma sappi che risponderà al fuoco..

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Ma dai? Finisce che stasera anche tu una bella ichnusa te la berrai con noi. Ho una chitarra nuova, una alhambra modello Z, quasi quasi la chiamo Donna, o Lena, o Colorado Belle. La mia vecchia chitarra, la sesta del gruppo che non considero mai, si chiama Lilith, l'ho battezzata quando ero piccolo. Sarebbe un bidone, brutto da dirsi, ma quella mi comprarono. Però ci ho imparato su.

Ideona, ora lancio un sondaggione in tutto su di noi.

Quale personaggio femminile di Borden darà il nome alla Z natural finitura scura?

 

NAH; sarebbe fantastico suonare chitarra e batteria, ho due elettriche, una fender mexico e una squier corea, più una cort viva che ho permutato temporaneamente con un altro pezzo di legno.

Borden BLUES, WASTED sfuffle.

O Wasted years degli IRON MAIDEN:

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Ma certo, ho cercato di fare l'avvocato del diavolo andando a cogliere anche la minima incongruenza, però la storia è debole e frammentaria. Se si legge in modo molto molto attento, è piena di debolezze, tra cui il debolissimo espediente del cambio di comandante. Però non c'è una sola cosa che ho detto sopra che non sia rigorosamente vera. RIGOROSAMENTE.

Ed ho omesso la quantità di parole nei baloon, davvero troppo verbosi, mentre non ho omesso la strana scelta di usare termini in italiano alternati a quelli in spagnolo.

Ci trovo buoni spunti, mi piace la storia del Kit Willer molto sveglio, mi piace la faccenda di Tex che diventa capo degli scout all'indiana, mi piace anche il cambio di tempo della narrazione. Non mi piace l'eccesso di verbosità, non mi piace il solito incensare Tex, non mi piacciono molti spunti didascalici, in particolare le spiegazioni iniziali che sono un piombo.

Nel complesso la trovo bellina ma sopravvalutata, il tono epico non compensa il fatto di essere abbastanza frammentaria, non amo rileggerla.

Ecco l'ultimo post che mancava.

 

 

Adesso che le acque si sono calmate... torniamo in topic!

Io ho letto con interesse l'analisi di Wasted Years, incuriosito da una voce fuori dal coro quasi unanime che osanna (a ragione, secondo me) questa superba storia. Interessante soprattutto il fatto che Wasted, a differenza di tanti critici di Boselli, non lamenti una mancanza di quelle caratteristiche che ci siamo abituati a chiamare "texianità", ma si concentri invece sui singoli aspetti che trova poco riusciti della sceneggiatura.

La storia ha una struttura ben precisa ed è divisa grossomodo in due parti: un lungo preludio (moooolto lungo), con un ritmo più blando, di presentazione della situazione e dei personaggi sulla scena: tu lo hai trovato noioso e verboso, io lo ho trovato un bellissimo affresco delle pampas e dei caratteri tanto diversi dei personaggi che si confronteranno nella seconda parte. E in tutto questo l'azione non manca. Poi con la conclusione della prima grande battaglia contro Calfucurà inizia la seconda parte: il cambio di atmosfera è decisissimo, l'aria si fa insieme tragica ed epica e porta alla emozionante parte finale (a proposito della quale non ho letto niente nella tua recensione: che ne pensi delle ultime pagine, che secondo me valgono la lettura dell'intero texone?)

Poi ci sono alcune inesattezze che hai sottolineato qua e là, e alcuni passaggi un po' forzati, ma siamo in un fumetto e qualche licenza all'autore bisogna pur concederla. La sostituzione del comandante serve anche a coinvolgere il lettore creando quel senso di ingiustizia e di rabbia che lo accompagnerà fino alle ultime pagine. E' un espediente un po' forzato certo, forse un po' nolittiano, ma secondo me riesce nel suo scopo, e come ha spiegato Borden non è nemmeno troppo lontano dalla realtà storica.
Sull'utilizzo eccessivo di termini in altre lingue sarei quasi tentato di darti ragione, alla prima lettura avevo faticato un po' a ritrovarmi tra tanti nomi sconosciuti.

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Beh, anche quando mi sono messo a fare il duro, sono stato costretto a riconoscere alcuni lati buoni perché sono innegabili proprio. Kit Willer è recitato finalmente da par suo, e il Tex che sa adoperare le mani in maniera molto Nolittiana, in senso buono, quasi Zagorianamente, è un'altra cosa innegabilmente bella e bene interpretata. Sviste ce ne sono a iosa, ho avuto buon gioco, però vabbé, non è che lo Zingarelli faccia il GLB, anzi, qualche dannata parola più rude ci sarebbe stata a pennello. Per la lingua è abbastanza umano trovarsi in crisi, troppo lessico in poche frasi. E l'inizio troppo lento, diesel, con il tipo dell'ambasciata che spiega e spiega e spiega davvero è leggermente soporifero. E vabbé, che devo dire? Le lezioni le ho sempre seguite annoiato. XD.

Sulla parte finale sono stato interrotto, avevo altre frecce al mio arco, devo dire che è molto drammatica e intensa, e mette malinconia. Più avanti posterò una recensione diversa, ma i prossimi giorni voglio completare la lettura delle ultime del primo centinaio, altrimenti sto con un malloppo di Tex accanto al letto e uno sulla scrivania. Poi passo avanti.

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Meravigliosa la locuzione "SUDDITI DELLA REPUBBLICA", pura poesia. Peccato che in una repubblica non ci siano i sudditi, ma vabbé, non tutti hanno l'orecchio di chi ha portato la teoria delle forme di stato e di governo all'esame di dottrine politiche.

 

La locuzione in questo caso (rivolta ai Tehuelches) è perfetta. In una repubblica possono ben esserci SUDDITI, in quanto contrapposti ai CITTADINI: dal dizionario, suddito è anche chi è soggetto alla sovranità di uno stato senza esserne cittadino e senza godere dei diritti di cittadinanza. O no?

 

Ehm, spero che i tehuelches non fossero considerati membri di una colonia, unico esempio in cui la parola suddito avrebbe un senso, perché poi ci vorrebbe davvero una bella faccia tosta per dire "sono nostri alleati" eccetera. Vabbé, poi in Argentina negli ultimi 150 anni politicamente si è fatta un po' di confusione tra cittadino e volatore della morte, per cui le categorie della politica poco possono. E poi presi ventinove, magari il punto al trenta era la sudditanza nelle repubbliche, vai e ricorda. :)

 

Ah, bellissimissimi i disegni, solo io ci vedo qualcosa di molto "milazziano?". Ci sono scene che sembrano uscite dal volume "Colpo grosso a San Francisco", dove il baffuto maggiore sembra il baffuto gaglioffo dell'albo in questione. Mimica, espressioni facciali eccetera. Per il resto si vede che l'illustratore è un cavallo di razza, altroché.

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Secondo la Treccani, in senso generale "suddito" indica: "chi è in stato di soggezione e di subordinazione rispetto a chi comanda", quindi può essere indipendente dal tipo di governo. Dal punto di vista lessicale l'uso è corretto. Riguardo all'uso giuridico attuale non mi pronuncio, ma ho visto spesso l'espressione "sudditi della Repubblica" nella documentazione ufficiale del XIX secolo, e talvolta l'ho riscontrata anche nel XX, anche se in casi rari. Quindi, per quanto mi riguarda, anche dal punto di vista storico è un'espressione che, almeno in Europa, era in uso. Il bello di questo "sudditi" è che rende perfettamente l'idea di una differenza fra cittadini e una popolazione di "quasi cittadini" che nel nostro ordinamento giuridico è quasi incomprensibile. Per me è una scelta azzeccata. 

Per la Z natural, Wasted Years, ti consiglierei il nome di Dallas ;)  

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Ah, bellissimissimi i disegni, solo io ci vedo qualcosa di molto "milazziano?". Ci sono scene che sembrano uscite dal volume "Colpo grosso a San Francisco", dove il baffuto maggiore sembra il baffuto gaglioffo dell'albo in questione. Mimica, espressioni facciali eccetera. Per il resto si vede che l'illustratore è un cavallo di razza, altroché.

 

Frisenda e` straordinario! Influenze di Milazzo ci sono sicuramente, d'altra parte Frisenda e` cresciuto su Ken Parker. Io lo adoro da quando lo leggevo su Magico Vento. Peccato che sia anche piuttosto lento e che abbia disegnato una sola altra storia di Tex, anche se spero in futuro di rivederlo.

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La rilettura ha confermato le sensazioni che ricordavo.

 

Parto dai disegni che segnano lo straordinario esordio di Pasquale Frisenda su Tex. Vero che l'esperienza maturata prima nello Studio Milazzo e poi su Magico Vento gli ha consentito di acquisire assoluta confidenza con le ambientazioni western, ma la padronanza con cui realizza Tex nella sua personalissima interpretazione del protagonista e dei pards colpisce notevolmente. Tavole bellissime e vive che accompagnano lo sviluppo della storia dall'inizio alla fine.

 

Storia che nata, come sappiamo, da unì'dea del grande Sergio, ci porta in una ambientazione lontana dal sud-ovest, ma allo stesso tempo straordinariamente western e dove Tex e soprattutto il mezzosangue Kit si trovano immersi fino alla immedesimazione nella malinconica sorte destinata alla popolazione indigena.

Dialoghi sempre equilibrati sia nella lunga parte preparatoria che in quella di vera e propria azione fino allo struggente finale.

Parata di personaggi ben caratterizzati e collocati efficacemente nel contesto della storia, ciascuno con il suo ruolo giocato fino in fondo.

 

E come non pensare con questa impresa di Tex così lontano da casa al nostro Eroe dei due mondi Giuseppe Garibaldi, indirettamente ricordato dal nome della prigioniera Anita.

 

Non essendo espertissimo nell'organizzazione militare dell'esercito argentino di due secoli orsono non mi pesano eccessivamente le incongruenze sottolineate da WY, mentre per quanto riguarda la semplificazione delle gerarchie della carriera militare, saltando i gradi intermedi, è una caratteristica consolidata delle storie di Tex.

Nell'immaginario collettivo di chi non abbia avuto esperienza militare è più che sufficiente la scala gerarchica semplificata (caporale-sergente-tenente-capitano-maggiore-colonnello-generale).

 

Confermo la mia ottima valutazione di questo capolavoro e ringrazio Wasted Years per avermi dato l'occasione di rileggerlo.

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De nada, pard. Ho trascorso un poco di tempo tra il comando Brigata Sassari e il 152° Fanteria "Sassari" entrambi i reparti a Sassari e non a Cagliari, dove c'era l'altro reparto della "Sassari" il 152° "Sassari" di Cagliari, e nemmeno a Macomer, dove c'era il 45° "Reggio", cioè un reparto della "Sassari". Altro che Patagonia, il nome dei nostri reparti era da pazzi. Perché un reggimento della Brigata Sassari fosse nominato ancora come se facesse parte della Brigata Reggio non l'ha mai compreso nessuno. E un po' di questioni militari le ho vissute, sviluppando l'orgoglio di aver indossato le gloriose mostrine biancorosse, ma anche il rifiuto molto texiano dell'esercito tanto gerarchico e burocratico, in cui è  abbastanza comune che chi è frustrato diventi un borioso arrogante se indossa un paio di gradi, e in cui non conta il cervello ma il grado e l'anzianità. Suppongo che le cose siano cambiate rispetto a prima con l'esercito di professionisti. Nella mia compagnia eravamo un pugno di uomini al servizio degli ufficiali superiori del comando, gente seria ed educata, tutti maggiori, tenenti colonnelli e colonnelli. E poi il nostro numero 1, il generale Sardo Nicolò Manca, simpaticissimo e cordialissimo. Meno simpatici certi sottufficiali, dirò.

mostrine.gif

Ironia della sorte, quando ero anziano mi diedero dei ragazzi da formare nel ruolo che andavo a cedere, come si usa fare. Mi affidarono dei tipi in gamba e in poco tempo erano bravissimi. Dopodiché mollai un turno coperto da loro e mi misi a suonare la chitarra allo spaccio, facendo anche un discreto successo di pubblico e critica. Ritornato in ufficio venni cacciato di malo modo e mi misero a marciare pochi giorni prima di congedarmi. Presentat...ARM! Sono un bannato anche dall'ufficio. Diavolo, nemmeno di servizio ero, mi ero avvicinato per l'aria condizionata. Non fui degradato perché nessuno si era mai sognato di darmi i gradi, ovviamente. In realtà scherzo, non era una mancanza da degradazione, era solo per dimostrarmi che a pochi all'alba non tutto mi era concesso. Lezione di vita.

 

Mi posso solamente immaginare cosa potrei mai provare se mi dessero nientemeno che i gradi di capitano. Intanto me li appiccicherei proprio addosso stellina per stellina, per vedere come mi stanno, vorrei dei gradi da spallina per mettermeli belli splendenti. Tex li prende con grande noncuranza, dicendo che comanda gli scout. Carson è maggiore, chissà che gradi aveva Tex nella testa del suo creatore, forse sottotenente? Lo mettono a comandare un reparto irregolare, sulla scia di certi eserciti settecentesci, probabilmente, come mi ricordo vagamente di aver studiato in storia moderna. Chasseurs, o roba del genere, insomma niente a che vedere con i soldatini da linea delle guerre europee. E altrettanto ovviamente deve rompere qualche grugno per farsi accettare. Giù i gradi da spallina e rompiamo un bel braccio. Interessante il confronto tra il borioso capitano che diventa maggiore e il gaucho testa calda, dove quest'ultimo si dimostra un giovane idiota nobile e fiero, mentre il primo si dimostra un idiota privo di valori. Detto fra di noi, se mi capitasse mai di dover nominare un capo per un pugno di uomini tanto indisciplinati e fieri, mai mi salterebbe in testa di prendere uno da distanze siderali. Si capisce che il nuovo arrivato verrebbe rifiutato in quanto imposto e non scelto, o comunque messo duramente alla prova.

Vabbé, in definitiva, la storia ha molto di militare proprio nell'intimo, cosa che nella serie non si è vista molto spesso. Viene in qualche modo descritto il rapporto tra truppa e comandante, l'esercito non sembra un monolite. E allora avrei preferito maggiore precisione che IMHO ci sarebbe stato proprio a pennello. Sapete quando un disegnatore disegna un chitarrista che spara con la destra e impugna la chitarra come un mancino, oppure un attore in un film fa finta di suonare un basso o una chitarra con posizioni accordali ridicole e posticce, beh, a chi non suona ovviamente non disturba, a me rovina la visione. Prendo coscienza che è una finzione bella e buona, mi immagino il regista che dice "mettici più enfasi" in un megafono eccetera.

Sindrome del tecnico, forse si chiama.

Modificato da Wasted Years

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Queste sensazioni stridenti le colgo ogni volta che si affrontino argomenti di natura medica o genericamente biologica. Ma ormai mi ci sono abituato e se proprio non sono inverosimili al punto dell'assurdità ho imparato a reggerle.
In realtà al di là della verosimiglianza e compatibilità storica, siamo di fronte a opere di fantasia dove molte licenze vengono concesse (a differenza del periodo di ferma, che per inciso io ho prestato in marina) e dove tra autori e lettori continua a vigere il patto di sospensione dell'incredulità. 

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Ecco la versione americana

patagonia.jpg

 

TEX PATAGONIA — FCBD 2017 EDITION
(W) Mauro Boselli (A/CA) Pasquale Frisenda
Tex gets a letter from the other end of the world sent by an Argentinian army officer asking him for help in an extremely sensitive mission. Tex chooses to help a friend, but situation quickly escalates forcing him to make a difficult moral decision. Don't miss this international multiple-award winner! (STL036384)
32pgs, FC

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On 8/5/2011 at 10:48, virgin dice:

Diavolo, come per "I ribelli di Cuba", mi trovo completamente solo. La lessi all'epoca e la trovai davvero stucchevole, perfino peggio de "I ribelli di Cuba": se nello speciale cubano quantomeno si ha la sensazione di una storia che procede, seppur stentatamente e con i ritmi tutti sbagliati, qui non avevo trovato nemmeno una trama degna di nota, per quanto banale (e sapete tutti che le trame banali mi piacciono oltremodo :D), tanto che se dovessi riassumerla non saprei nemmeno cosa dire. Personaggi insignificanti, a partire da Mendoza che sembra sempre capitato l' per caso... come nel texone successivo, l'unico personaggio simpatico è il soldato cattivo, ma purtroppo Belmonte non va oltre le intenzioni. Il resto? Francamente il nulla, a me pare."Patagonia" come "Il passato di Carson"? In un certo senso sè: due storie che per me sono molto sopravvalutate. Tuttavia, se l'esordio boselliano si conquistava un posto nelle venti migliori storie dell'autore (non nelle migliori dieci, n° tantomeno nelle migliori cinque), questo texone rimane, a mio avviso, una delle prove meno riuscite di Boselli, l' in fondo a disputarsi il titolo di sua peggior storia personale con "Missouri" e "I ribelli di Cuba". "A sangue freddo"? Grasso che cola, al confronto... secondo me, ovviamente. Come giudizio finale sono indeciso fra il quattro e il cinque. Ma i disegni di Frisenda, per quanto bravo, sono troppo distanti dal classico per piacermi, dunque arrotondo per difetto. EDIT: vedo che non sono solo! C'è un altro ardimentoso che come me ha dato IV... voglio conoscerlo! :D

Niurant. Ma quoto anche e virgole. Ottimo rimedio all'insonnia.:)

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Virgin è uno "strano", con tutto il rispetto. Preferisce "A sangue freddo..." Andiamo!  Le sue opinioni sono eccentriche, a dir poco. Trova "Il passato di Carson" non al livello di altre venti mie storie!... Se ti paragoni a lui, sei eccentrico e isolato anche tu...

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10 minuti fa, Satan dice:

Si criticano storie come Patagonia o i Ribelli di Cuba ???? !!!!!! siate seri per cortesia.

Io non partecipo al dibattito e non intendo entrare nell argomento.in passato ho già espresso ampie riserve sul personaggio di Tex fuori dal west e dal Nord America,indipendentemente da chi le avesse scritte.Dico solo che chiunque,se argomenta in modo intelligente,benché spesso polemico o esagerato e a tratti irritante come WY, ha il diritto di criticare qualunque cosa.

Le percentuali bulgare e l unanimità,che spesso nascondono al loro interno opportunismo e paura del confronto,non mi sono mai piaciuti in nessun ambito.

Comunque,Satan,nulla di personale con te o con nessun altro ;)

 

Modificato da Barbanera

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Questo è ovvio.

 

Come è tua opinione del tutto personalissima, va da sé, che le trasferte non siano ammesse.

 

GL Bonelli mandò Tex in Bolivia e nei Mari del Sud con alterni risultati.

Sergio a Panama, anche se un soggetto originario con lo stesso spunto era stato ai tempi da me preparato per GL e ambientato in Nicaragua, dove originariamente il canale era stato progettato.

Le due trasferte in Patagonia e a Cuba sono state volute da Sergio.

 

E quella futura in Borneo  parte da idea di Nizzi.

 

Non è (quasi) mai colpa mia. :lol:

 

 

 

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<span style="color:red;">8 minuti fa</span>, borden dice:

Non è (quasi) mai colpa mia:lol:

Mai pensato!!!spero solo che Tex non cambi la camicia gialla con quella rossa di Peppino Garibaldi!o che vada a prendere un tè dalla Regina Vittoria insieme a Toro Seduto :D ovviamente scherzo.meglio che si incontri con il Generale Lee o con Jeb Stuart (tra poco ti mando un po' di soggetti,caro Mauro)

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52 minuti fa, Satan dice:

Si criticano storie come Patagonia o i Ribelli di Cuba ???? !!!!!! siate seri per cortesia.

E perché mai di grazia? Il dissenso dà fastidio? Io trovo che entrambe siano da smascellarsi dagli sbadigli, in particolare patagonia.

Lo dissi da quando la scrisse, per me sembra scritta dal Peggior Nolitta, senza i suoi mitici sipari.

43 minuti fa, Barbanera dice:

Dico solo che chiunque,se argomenta in modo intelligente,benché spesso polemico o esagerato e a tratti irritante come WY, ha il diritto di criticare qualunque cosa.

 

 

Quanto a scrivere in maniera irritante, direi che puoi concedermi  99 lunghezze di vantaggio e battermi comunque per un punto. Io non faccio polemica e non esagero, esprimo la mia opinione nella maniera più schietta e aperta possibile. E visto che siamo in clima di sincerità, almeno io non mi invento recensioni scolastiche tanto per aumentare il contatore dei miei post, che sembrano seguire tutti lo stesso schema e che, se li tralasci risparmi solo due minuti del tuo tempo. Senza polemica, solo per quella faccenduola della pagliuzza e della trave.

Grazie per la maniera intelligente, spiacente ma non posso ricambiare il complimento. Però, recensioni fatte a zappu a parte, potresti anche essermi simpatico e pertanto seguiterò a leggerti per vedere come evolvi.

Un salutone.

 

Modificato da Wasted Years

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