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TWF - Tex Willer Forum
bressimar

[384/387] Furia Rossa

Voto alla storia  

45 voti

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E' una bella storia, è vero, anche se avrei preferito che a narrarla fosse il diretto protagonista ovvero Tiger e non Tex che si sforza di interpretare i sentimenti del Navajo mentre Tiger come al solito si limita ad annuire e rimanere in silenzio quando invece dovrebbe essere colui che interviene maggiormente visto il suo ruolo.......? anche vero che la storia parte dal come i due si sono conosciuti e quindi Tex deve spiegare ai pards in che modo incontra Tiger, però il resto della storia a mio parere dovrebbe esssere l'indiano a narrarla.

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E' una bella storia, è vero, anche se avrei preferito che a narrarla fosse il diretto protagonista ovvero Tiger e non Tex che si sforza di interpretare i sentimenti del Navajo mentre Tiger come al solito si limita ad annuire e rimanere in silenzio quando invece dovrebbe essere colui che interviene maggiormente visto il suo ruolo.......

Beh scusami Sumankan, ma questo e' cercare proprio il pelo nell'uovo in una storia praticamente PERFETTA!Che non sia Tiger a narrare la storia e' normale ed accettabile, conoscendo l'introversione e la riservatezza del personaggio in linea con la caratterizzazione che ne ha fatto colui che lo ha creato e cioe' G. L. Bonelli. E' piu' consono che sia Tex a raccontarla, sia perche' e' piu' estroverso rispetto al navajo e sia perche' e' stato anche lui il protagonista di quella vicenda.

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Straquoto Antony!E aggiungo... probabilmente Tiger, che pur acconsente alla richiesta di Carson e Kit, comunque non se la sentiva di raccontare la storia lui stesso;infatti se avesse voluto raccontarla lui lo avrebbe potuto fare molto prima. Mi piace pensare che Tiger, sentendo di sfuggita il racconto di Tex, viene investito da un torrente di ricordi intimi che nemmeno Tex poteva svelare, in uno stato di malinconia interiore indicibile... come poteva Tiger aver la forza o anche solo la voglia di oggettivare tali emozioni in una narrazione?Comunque queste sono quisquilie... se non lo sono vuol dire che tutti i Capolavori sono imperfetti!

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Ok, forse come dice Anthony è vero che vado a cercare il pelo dell'uovo in questa bella storia, ma sapere cosa ronzasse in quel momento nella testa di Tiger sarebbe stata una cosa che non mi sarebbe dispiaciuta e non sarebbe dispiaciuta a nessuno, non voglio essere pignolo, ma odio terribilmente i momenti in cui Tex pensa di sapere e di riuscire a leggere nel pensiero delle persone tanto da interpretarne i sentimenti e nessuno gli dice: NO CARO TEX NON PENSAVO ESATTAMENTE QUELLO MA QUELL'ALTRO. Vero che Tiger è un personaggio estremamente riservato e in questa storia ne vengono fornite le motivazioni, vero anche che Tex è un eroe, però provate a immaginare come sarebbbe stata la storia narrata nei momenti salienti da Tiger e poi rispondetemi. P. S: Non dico che la storia sia brutta per carit?, però secondo me sarebbe stata ancora meglio.

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io penso che se la storia l'avesse raccontata Tiger non sarebbe stato più Tex. Nel senso che deve per forza essere sempre Tex a raccontare le storie, perchè è lui il protagonista del fumetto... per quando in questa storia il protagonista assoluto passi di mano a Tiger e sempre lui il protagonista. P. S stessa cosa successe nel passato di Carson

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Ho finito di rileggerla per l'ennesima volta, questo immenso capolavoro. Questa volta nella versione a colori e malgrado le tante riletture, suscita sempre la stessa emozione. Ci sono molte scene forti e altamente drammatiche, e alcune sono molto tristi e persino poetiche. Insomma da pelle d'oca!Un capolavoro senza tempo dove ogni commento sarebbe sprecato.

A questo proposito riporto alcuni passaggi della validissmia osservazione che fa Luca Raffaeli nella prefazione del volume di Repubblica:


"Un vero eroe e' tale se e' stato temprato dalle sofferenze e dall'ira. I suoi gesti devono nascere e prendere forma da un senso alto da giustizia. Un eroe popolare deve vedere il suo destino esplodere all'improvviso in seguito ad un avvenimento scioccante, che lo ha colpito personalmente. Insomma, un grave lutto, che sia possibile raccontare in maniera drammatica, attraverso scene forti, immediate, cariche di grandi emozioni:noi lettori ci commuoviamo nel vederlo frenare il suo pianto, nel nascondere la sua disperazione. Il senso delle sua azioni e del suo coraggio ci appare piu' chiaro.
Tex vive due momenti terribili e luttuosi durante la sua vita:l'omicidio del padre e del fratello e la morte della sua amata Lilith. Claudio Nizzi nel tracciare il passato di Tiger Jack, ha scelto un dramma simile. Perfetto per eroi che dovranno vivere il resto della loro vita senza una compagna,, e potranno giustificare tale scelta alla fedelta' al grande amore strappato loro da un infame destino. La storia e' bella e intensa. Le caratteristiche di Tex e Tiger sono fedelmente rispettate, anche in queste situazioni estreme. La narrazione si sviluppa in flashback, anche se nei personaggi disegnati da Ticci non si vede poi tanta differenza. Dopo l'incontro nasce subito l'amicizia. anche grazie ad alcune situazioni che Nizzi fa accadere all'interno della stanza d'albergo. Sono solo alcune note allegre di una storia che non puo' che rivelarsi tragica. Bello e intenso l'incontro tra Tex,Lilith e Tiger, cosi' come belle e intense le pagine successive, che sanno descrivere con forza l'accettazione del dolore da parte del pard indiano. Ottime anche le scene del presente narrativo, quelle in cui i pards scherzano e commentano le varie fasi della vicenda.. Qui vediamo Tex comportarsi da regista. E lo vediamo anche spiegare, alla fine, quanto grande sia il legame con il suo pard Tiger:un legame temprato da un dolore comune."


Di mio aggiungo che senza i disegni di Ticci la storia non sarebbe stata la stessa. Questa volta l'artista senese si concentra di piu' sulla psicologia dei personaggi, sulle loro espressioni, anziche' sui paesaggi in cui l'artista e' stato sempre un vero fenomeno.

In particolare sono indimenticabili le espressioni realistiche di rassegnazione e di dolore di Tiger nel corso di tutta l'avventura.


Come la vignetta sotto, dove Ticci conferisce al volto di Tiger un espressione che si abbina splendidamente alla sua affermazione. E' un Tiger serissimo e rassegnato a un dolore ormai soffocato ma sempre vivo nel suo cuore...


Immagine postata



... o come il momento di dolore immenso che gli provoca la notizia della morte della sua Taniah, magistralmente raccontata da Ticci in una vignetta che parla da sola


Immagine postata



La voglia e la forza di ricominciare a vivere di un uomo reduce da una tragedia affettiva e' rappresentata al meglio dalla vignetta sotto, con un Tiger dallo sguardo intenso e malinconico. Di li' a poco, sarebbe nata un altra leggenda al fianco di Tex.


Immagine postata



Una storia che ha commosso tutti, forse ancor di piu' rispetto all'altra tragedia simile vissuta da Tex, dove Nizzi da' piu' spazio e piu' spessore ai momenti sentimentali della vicenda. Questa storia mi ha sempre colpito in modo particolare, forse perche' il piu' delle volte, mi son trovato ad impersonificarmi in Tiger, avendo vissuto anch'io qualcosa di analogo.


Dire capolavoro e' riduttivo!! :inch:

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Son d'accordo a quanto su postato da Anthony Steffen:
l'articolo di Raffaelli sul numero 155 della Collezione a Colori è a dir poco favoloso.
Riesce ad esprimere come la sofferenza, una tragica sofferenza dovuta ad un' "avvenimento scioccante" possa portare alla nascita dell' Eroe.
Da leggere assolutamente per intero.

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Guest Wasted Years

Nonostante il generale apprezzamento, questa storia la trovo pesante e illustrata in maniera a mio giudizio abbastanza scadente. Dopo i grandi disegni di Villa della storia precedente, Ticci dimostra con la massima chiarezza di non essere più quello dei tempi d'oro. La trama è molto interessante finch? Tiger non incontra Tex, dopodich?, per citare un amigo, la storia si trascina in maniera abbastanza pesante senza trovare quel pathos che dovrebbe avere, e che invece non riesce mai ad acquistare. Io la trovo una storiella esile e dal finale campato per aria ed irrealistico oltre ogni dire, con suicidio d'onore e un incredibile darsi alla macchia. Storia che merita 7 per la prima parte, una stirata sufficienza per il resto e per i disegni, che non sembrano nemmeno del grande artista senese, che evidentemente all'epoca non era più lui.

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Pur rispettando la tua opinione, Wasted, non mi sento di condividerla soprattutto per quanto riguarda i disegni. Ammetto di non avere la capacità di dare un giudizio tecnico in merito, ma quel Tiger sprigiona potenza e vita da ogni vignetta.

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questa storia la trovo pesante e illustrata in maniera a mio giudizio abbastanza scadente. Ticci dimostra con la massima chiarezza di non essere più quello dei tempi d'oro. La trama è molto interessante finch? Tiger non incontra Tex, dopodich?, per citare un amigo, la storia si trascina in maniera abbastanza pesante senza trovare quel pathos che dovrebbe avere, e che invece non riesce mai ad acquistare. Io la trovo una storiella esile e dal finale campato per aria ed irrealistico oltre ogni dire, con suicidio d'onore e un incredibile darsi alla macchia. Storia che merita 7 per la prima parte, una stirata sufficienza per il resto e per i disegni, che non sembrano nemmeno del grande artista senese, che evidentemente all'epoca non era più lui.

Rispetto sicuramente i giudizi e le opinioni altrui, e guai se non fosse cosi'. Pero' non posso che dissentire assolutamente dalle considerazioni di Wasted. La storia la trovo tutt'altro che pesante ed esile, anzi al contrario, si fa leggere che e' una meraviglia, e per il fortunato che si appresta a farlo per la prima volta, non puo' fare altro che mangiarsi le pagine per sapere come andra' a finire. Le sceneggiatura e' perfettamente calibrata e strutturata. Se prima del '92(anno di pubblicazione della storia) il lettore si chiedeva quali erano le circostanze in cui Tex e Tiger si erano conosciuti, non poteva mai immaginare che dietro ci fosse una simile storia cosi' avvincente ed intensa. Per raccontare l'incontro tra i due pards, meglio di cosi' non si poteva fare. Dall'inizio fino alla fine!Puo' essere inteso anche come un omaggio che Nizzi fa ad un personaggio che ha trascurato sempre. Ed e' un bell'omaggio. Per quanto riguarda Ticci, credo che la sua prova sia a dir poco sublime. Si', il tratto e' diverso da quello degli anni'70 e 80, ma non e' neanche quello dei nostri giorni(che personalmente non gradisco)ma un intermezzo molto riuscito. Nessuno, a parte Villa, avrebbe potuto fare meglio.

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Guest Wasted Years

Rispetto anche io le opinioni di tutti e ci mancherebbe altro, ma non condivido nemmeno un apostrofo. Ho sempre trovato sopravvalutata questa storia, che, a parte la bella parte iniziale, non mantiene le promesse e si spegne invece di accendersi, diventando nel finale quasi involontariamente umoristica. Infatti il pathos ed il coinvolgimento emotivo del lettore, che ci era stato promesso e che l'autore avrebbe dovuto creare non arriva, e la vicenda assume dei tratti irrealistici e quasi assurdi. Dopo la bella storia della Tigre Nera secondo me arriva un flop. In altre parole una storia che promette tanto ma che non mantiene quasi nulla. Ticci inguardabile. Altro che piacevole intermezzo: il punto in cui l'ultima tavola di Villa si incontra con la prima di Ticci fa fare una figura barbina all'artista senese, che era stato un grande e che a quel punto tradisce l'inevitabile discesa della china. Il ticci dei tardi anni '70 e quello dei primi anni '80 sconfigge questo 12 a 0. Una storia che ogni volta che la rileggo mi ripropongo di saltarla alla successiva rilettura, l'ho riletta stavolta con il solito esito. Mi ripropongo di saltarla alla prossima rilettura.

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Il rispetto per opinioni diverse è doveroso, ci mancherebbe: e tuttavia davvero non capisco come un finale come questo possa essere definito 'esile' . Per me è un finale titanico: e non parliamo dei disegni di Ticci, strepitosi nel rendere l' idea del trascorrere del tempo: è un processo quasi cinematografico, paragonabile a 'Sentieri Selvaggi' di John Ford. Il suicidio di Taniah rappresenta l'orgoglio di una donna indiana che rifiuta la sottomissione : scelta fantastica, altro che irrealistica. Wasted, ti invito a rileggerla, perchè secondo me ti perdi moltissimo !

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Non sono d'accordo neanche sulle virgole,Wasted:il pathos e il coinvolgimento emotivo non arrivano?... ma se stiamo parlando di una delle storie più emotivamente coinvolgenti(e anche commoventi) di Tex!.. le ultime pagine sono da brividi, pura antologia:il grido disperato di Tiger, la sua decisione estrema di ritirarsi sui monti, le pagine mute in cui viene mostrata la sua vita ai limiti... e il silenzio intorno al fuoco del bivacco... semplicemente da brividi!.. Anche su Ticci non condivido nemmeno le virgole!... se questo Ticci è inguardabile, allora tutti i disegnatori di fumetti farebbero bene ad appendere la matita al chiodo!Questo è il vero Ticci, quello della piena maturit? artistica:paesaggi straordinari, dinamismo, personaggi che sprigionano una vitalit? intensissima grazie a una resa espressionista dei volti... questo Ticci e gli stati d'animo sono una cosa sola.... buon dio, quel Tiger disperato... Se una storia come questa non è una grandissima storia, mi chiedo quali possano esserlo...

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Ho appena finito di leggere questa appassionante storia, divorandola in un pomeriggio.

Questa mi ha ricordato, ovviamente, "Il giuramento" e anche "Congiura contro Custer", per il fatto di essere raccontata di notte davanti ad un buon caff? fumante. Mi è piaciuta moltissimo tutta la vicenda, anche se era chiaro fin dal principio che il finale sarebbe stato amaro, la disperata ed estenuante ricerca da parte di Tiger, prima in solitaria e poi a fianco di Tex, della sua amata è davvero coinvolgente e mi ha fatto pensare "accidenti!" ogni volta che sembrava ad un passo da trovarla e poi era altrove. Un Tiger che qui è molto primordiale, a cominciare dal linguaggio, ma soprattutto nella ferocia quasi animalesca. Veramente una belva!!!!!Bellissimo il finale, soprattutto "il moscerino" nell'occhio di Carson (da applausi) e bellissimi i disegni, in particolare le espressioni e la fisicit? di Tiger prima di indossare la sua "divisa" regolare. In particolare, la scena in cui i due pards scrutano il villaggio di Don Liborio dall'alto della rupe è mozzafiato, sembra proprio di esserci l', ad un passo dal baratro. E quasi ho avuto le vertigini.
Ciao :)

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"Furia Rossa" è sicuramente da catalogare tra i capolavori nella galleria dei fumetti. Capolavoro sia come trama sia come disegni. La trama alterna mirabilmente momenti drammatici con momenti comici per alleggerire il racconto e lo fa con maestria. Ticci da par suo riesce a restituire sulla carta questi momenti con disegni stupendi. Ci sono lungo tutto il racconto momenti che fanno emozionare come la nube di polvere che annuncia i cavalli razziati da Tiger. La polemica sul comportamento non appropriato di Tiger reo di aver ucciso troppe persone per soddisfare la sua sete di vendetta francamente mi sembra sterile e inappropriata. Con tutto il rispetto per chi l'ha sollevata occorre ricordare che Tiger è figlio del suo tempo e fra gli indiani, e non solo fra loro, a quel tempo era del tutto normale comportarsi in quel modo. Bene ha fatto Nizzi a presentarlo così, ogni altra scelta sarebbe apparsa sicuramente falsa. Voto 10 e lode a storia e disegni.

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"Furia Rossa" è sicuramente da catalogare tra i capolavori nella galleria dei fumetti. Capolavoro sia come trama sia come disegni. La trama alterna mirabilmente momenti drammatici con momenti comici per alleggerire il racconto e lo fa con maestria. Ticci da par suo riesce a restituire sulla carta questi momenti con disegni stupendi. Ci sono lungo tutto il racconto momenti che fanno emozionare come la nube di polvere che annuncia i cavalli razziati da Tiger. La polemica sul comportamento non appropriato di Tiger reo di aver ucciso troppe persone per soddisfare la sua sete di vendetta francamente mi sembra sterile e inappropriata. Con tutto il rispetto per chi l'ha sollevata occorre ricordare che Tiger è figlio del suo tempo e fra gli indiani, e non solo fra loro, a quel tempo era del tutto normale comportarsi in quel modo. Bene ha fatto Nizzi a presentarlo così, ogni altra scelta sarebbe apparsa sicuramente falsa. Voto 10 e lode a storia e disegni.

quoto! Aggiungo che rilegger? la storia una di queste sere. Disegni magnifici ma si sa, Ticci è una garanzia. Riflettevo vedendo le copertine di questa avventura, e ricordandomi del periodo in cui usc?, che tutte le storie di Nizzi dal numero 301 al 400 sono capolavori assoluti. Davvero sono storie indovinate, perfettamente texane e bonelliane. In questa avventura Nizzi riesce a coinvolgere il lettore in una classica avventura western di indiani con un giovane Tex e un finale drammatico. Pensare che in quei mesi usc? anche la prima storia con la Tigre Nera... qua, sinceramente, Nizzi è intoccabile.

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Bellissima. E' la storia di una ricerca disperata e assassina la cui tremenda furia sbatter? contro un tragico vicolo cieco, un epilogo facile da indovinare eppure sorprendente, per la cruda intensit? e la sublime delicatezza che esprime. Il lettore è sballottato tra la violenza più inaudita e inumana (ma non è uno shock vedere Tiger in quei panni: basta contestualizzare) e l'ineffabile tristezza della natura, che con la pioggia dell'autunno e la gelida neve invernale partecipa al lutto di Tiger e al contempo lo distrae e lo purifica (la scena di Tiger nella caverna che fissa il vuoto al crepitio del caldo fuoco mentre fuori infuria la bufera ?, nel suo infinito silenzio, lirismo allo stato puro), in una catarsi in fondo alla quale c'è la primavera, della natura e dell'anima.

Se ci fosse il vecchio Carson, a queste mie parole forse direbbe: "niente svenevolezze, giovanotto", come nell'ultima scena, incredibilmente poetica e comica insieme, che chiude questo capolavoro.

Che aggiungere su Ticciò Le espressioni di Tiger, tra le più vere mai vissute, sono opera sua. E sono stati dell'anima, specchio della tragedia di Tiger e della mostruosa grandezza del disegnatore.

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Bellissima. E' la storia di una ricerca disperata e assassina la cui tremenda furia sbatter? contro un tragico vicolo cieco, un epilogo facile da indovinare eppure sorprendente, per la cruda intensit?  e la sublime delicatezza che esprime. Il lettore è sballottato tra la violenza più inaudita e inumana (ma non è uno shock vedere Tiger in quei panni: basta contestualizzare) e l'ineffabile tristezza della natura, che con la pioggia dell'autunno e la gelida neve invernale partecipa al lutto di Tiger e al contempo lo distrae e lo purifica (la scena di Tiger nella caverna che fissa il vuoto al crepitio del caldo fuoco mentre fuori infuria la bufera ?, nel suo infinito silenzio, lirismo allo stato puro), in una catarsi in fondo alla quale c'è la primavera, della natura e dell'anima.

Se ci fosse il vecchio Carson, a queste mie parole forse direbbe: "niente svenevolezze, giovanotto", come nell'ultima scena, incredibilmente poetica e comica insieme, che chiude questo capolavoro.

Secondo me direbbe, guardando Tex, "Gran Matusalemme, cosa sta dicendo questo tizio" e Tex di rimando "Non lo so, chiedilo a Kit che è stato a scuola alla missione".

A parte gli scherzi Leo, possiamo darti l'oscar per il commento più poetico!

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