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bressimar

[431/435] La Strage Di Red Hill

Voto alla storia  

54 voti

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Guest indians plains

Una storia davvero bella e commovente. Ricordo che questa storia fu una delle prime storie che lessi da bambino e ne rimasi mmolto afffascinato. MI ricordo che andavo esaminando ogni tavola e il personaggio di Tex si delineava nelle splendide tavole di Gilbert, purtroppo venuto a mancare durante la composizione di questa storia finita poi da Ticci. Trovo anche la sceneggiatura di Nolitta tra le più belle e avvincenti, un Nolitta al contario de "i ribelli del Canada", maturo nell'interpretare il personaggio di Tex in tutte le sue sfacciettature e capace di analiffare a fondo lo squallido mondo dei wolfers. Mi dispiace solo che Kit e Tiger siano stati subito "tolti di mezzo". Voti:Soggetto:9+Sceneggiatura:8Disegni:9--

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Come ha già detto Ymalpas, Fort Whoop - up è un fortino realmente edificato nel 1869 da alcuni commercianti di whisky; va comunque detto che anche la strage di Red Hill ha un significativo corrispondente storico. Infatti, il 1 giugno 1873 ( cliccare qui per maggiori informazioni [ si tratta di una voce di Wikipedia in inglese ] ) nella regione di Cypress Hills presso il confine Usa - Canada un gruppo di cacciatori di lupo ( Wolfers, appunto ) americani, insieme ad alcuni mercanti di whisky che avevano stabilito in quella regione un paio di trading post e ad alcuni cacciatori franco - indiani ( Metis ) attaccarono un accampamento di Assinboine. Ne risult? un combattimento che vide l'uccisione di almeno 23 indiani e 1 Wolfer e l'incendio di ambedue i trading post. La cosa, unita al commercio illegale di whisky, suscit? le inquietudini delle autorit? canadesi, che temevano tentativi di annessione Usa ( come si vede anche nella storia texiana ) e contribu? a fare sè che nello stesso 1873 il governo canadese fondasse la North-West Mounted Police ( ossia proprio il corpo di cui fa parte Jim Brandon ). Naturalmente, dato che il personaggio faceva già parte da un pezzo della saga texiana, Nolitta ha dovuto accettare l'anacronistica presenza delle Giubbe Rosse già prima dell'avvenimento. Anche la sorte reale dei Wolfers e dei commercianti di whisky fu alquanto diversa da quella descritta nella storia nolittiana: i Wolfers vennero citati in giudizio, ma nessuno fu condannato per il massacro, mentre le giubbe rosse si insediarono nell'ottobre 1874 a Fort Whoop - up, infliggendo diverse multe ai commercianti di whisky e limitando drasticamente la loro attività, pur senza sradicarla del tutto.

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Andro' controcorrente, ma personalmente questo lungo polpettone non e' che mi abbia entusiasmato particolarmente. A parte che, tranne per qualche eccezione, il Tex di Guido Nolitta non mi ha mai convinto, troppo diverso per certi aspetti a quello di Bonelli padre. Pur trattandosi di una vicenda che ha uno sfondo storico, certe situazioni mi son sembrate troppo forzate e inverosimili. In piu', trovo che il passaggio di mano nei disegni stordisce un po' il lettore, trovandosi due stili completamente diversi, anche se ticci e Giolitti in passato sono stati legati a doppio filo. Trovo patetici i troppi forzati siparietti comici tra Tex e Carson, troppi "EH EH EH" e troppi balloon pieni zeppi di dialoghi che rendono tutt'altro che fluida la storia. A differenza di altri, a me i finali tristi e perdenti mi piacciono molto, soprattutto quando Tex ha di fronte il suo avversario piu' pericoloso:la Storia. E la scena finale con i quattro pards amareggiati e silenziosi che si avviano "perdenti" verso la loro amata riserva e' molto suggestiva.

Storia:6
Disegni:Gilbert 7,5 Ticci 8,5

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Guest Gilbertfan

Nell'albo Polizia a cavallo segnalo che uno degli avventori che vuole attaccare rissa con i due pards nel saloon in canada è identico a lee van cleef nel film il buono il brutto il cattivo

Esattamente... La "Strage di Red Hill", per me una storia sacra, è perfetta dal punto di vista grafico (e vorrei vedere, con i disegni del venerabile Gilbert e dell'"allievo" Ticci!) e da quello narrativo. Difatto,Giolitti e Nolitta formano una coppia esplosiva, e leggere una storia realizzata dai due è un'emozione. Come ho già scritto in un altra discussione, il suo Tex è granitico, simpatico ed eccezionalmente reale (infatti mostra l'età sui quarantacinque anni di Aquila della Notte), come veramente pochi sono riusciti a realizzarlo. Giolitti fa muovere i personaggi in un West molto caldo quanto affascinante, con una cura maniacale dei dettagli. Per portare un esempio basti guardare l'ultima storia disegnata (e purtroppo rimasta incompleta), "La strage di Red Hill" ed in particolare la serie di tavole riguardanti l'episodio al campo Assiniboin di Red Dog. I fumetti disegnati da Alberto, mostrano situazioni di cinismo, di ferocia quanto di ironia e stupore, e niente è mai lasciato al caso. Da ringraziare l'"allievo" dell'artista romano, il senese Giovanni Ticci, che ha ancora una volta collaborato a completare lasciata purtroppo incompiuta a causa della scomparsa di Gilbert (già una volta lo fece, nel 1976, nell'albontiero dei Bronchos", nell'avventura "Sabbie insanguinate".... Alberto Giolitti was, is and will be unbatable... :inch:

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Ho letto questa storia sui Tex di Repubblica.
Una storia dalla trama molto complessa e articolata. Tutto inizia nel campo degli assiniboin, quando quel Tex che , vedendo la strage di indiani fatta senza un motivo, diventa quasi una belva feroce che respinge tutti i ?Wolfersè.
Poi, la storia prosegue con molti cambi di scenari, dalla fattoria dei Mac Dougal, al forte di Jason, ai villaggi indiani. Il tutto rappresentato magnificamente sia da Ticci che da Giolitti.
Il finale, poi, è la cosa più bella di tutta la storia, con un Tex che quasi crede alla morte di Carson, e l' diventa ancora più feroce dell'inizio, uccidendo tutti i ?Wolfersè che si ritrova per la strada, arrivando poi allo scontro finale con Jason, dominato dal ranger.
Bello anche il fatto che gli indiani si facciano giustizia da soli, uccidendo Jason.

Però, la cosa che colpisce di più, ma che, in effetti, non poteva mancare, è stato quando i pards incontrano i soldati, i quali riferiscono che vanno a spostare i siuox dalle proprie terre. E Tex, in quel momento, non azzarda una minima reazione, perchè sa che questo è l'inevitabile finale per gli indiani, e lui non può farci niente. E, questa scena, si ricollega alla discussione ?Tex, Eroe Perdente?.

In generale, storia piuttosto positiva, se non fosse per i personaggi che sono irriconoscibili, specialmente Tex e Carson.
A cominciare dal fatto che c'è troppa ironia a sproposito, come per esempio, nella scena in cui Fort de France viene distrutta, Tex dice che si meraviglia del fatto che gli assalitori ?ci vadano pesante?, Kit risponde ?Senti chi parla: hai usato più dinamite tu di tutti i minatori del Colorado messi insieme?. Secondo me questa è ironia messa a sproposito, perchè la scena è drammatica, quindi non ci azzecca niente la battuta di Carson.
Inoltre, quest?ultimo, in questa storia, parla troppo, a mio modo di vedere, oscurando quasi la figura di Tex. Per non parlare poi delle esclamazioni degne di Topolino, come, per esempio, ?Gulp?, o la stupidissima esclamazione ?Oh, nooo?, che non si è mai vista in Tex!
Riguardo ai disegni, Sia Ticci che Giolitti hanno fatto un lavoro egregio, con inquadrature spettacolari, come per esempio questa:
Immagine postata

Comunque, io ero partito con l'idea di leggere un capolavoro, ma la storia non è stata granch?. O comunque, non all'altezza dei veri capolavori, come, per esempio, "Il Passato Di Carson".

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storia lunga ed appassionante a cui d' 8! l'inizio con la strage di Red hill è cupo e trascinante.. le tavole di Gilbert sono grandiose soprattutto nelle ambientazioni e nelle scene di battaglia, anche se non ho apprezzato per niente i volti dei nostri pards, eccetto quello di Carson.. la trama è sempre avvincente e ricca di colpi di scena.. Tex e Carson infiltrati tra i wolfers capeggiati dallo spietato Jason Ducaux sono straordinari.. pronti a distruggere il loro covo dall'interno, con l' indispensabile assalto dei Sioux di Ska-Wom-Dee..(stupenda la scena in cui Tex lo incita alla battaglia e Carson sfotte il suo pard alla grande nei suoi pensieri più comici del solito.. :lol2: pagg. 58-59 de "L'assalto al forte")Indimenticabile il grande scontro finale, con Ticci superlativo come sempre! :inch:

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Eccellente avventura, sia per quanto riguarda la parte grafica sia per quella narrativa. Una storia contestata da molti, quella in questione, a causa del Tex fin troppo Zagor, il tipico eroe "perdente" caratteristico di Bonelli figlio. E' realismo. Solo realismo. Volete un Aquila della Notte normale? Eccovelo qua scodellato alla perfezione. La comicit? regna, seppur in una situazione (realmente esistita) che lascerebbe ben poco spazio all'ilarit?. Ripeto:ottima prova per il patriota del fumetto italiano, qui esibitosi con lo pseudonimo di Guido Nolitta. E che dire dei disegni?L'ultima fatica giolittiana, perfetta in tutte le sue componenti, in grado di trasmettere anche senza baloons emozioni tanto forti quanto frequenti. Il dettaglio è la parola d'ordine per Alberto "Gilbert" Giolitti, il maniaco dei particolari, del vero, dell'espressione fisica e facciale. Da ricordare in questa occasione il passaggio di staffetta tra il romano e colui che fu suo allievo nel celebre Studio in quel della capitale, l'immenso Giovanni Ticci, la realizzazione del perfetto erede del Maestro. Non posso quindi che dare un 10, a parit? di Soggetto\Sceneggiatura e Disegni. P. S. Il titolo della discussione è errato, aggiungeteci il nr.435 ::evvai:: Jason Ducaux

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La comicit? regna, seppur in una situazione (realmente esistita) che lascerebbe ben poco spazio all'ilarit?.

Devo rileggerla, ma sei sicuro che la comicit? - regna - in questa storia ?

Ripeto:ottima prova per il patriota del fumetto italiano, qui esibitosi con lo pseudonimo di Guido Nolitta.

.. patriarca vorrai dire.

Da ricordare in questa occasione il passaggio di staffetta tra il romano e colui che fu suo allievo nel celebre Studio in quel della capitale, l'immenso Giovanni Ticci, la realizzazione del perfetto erede del Maestro.

:old: In realtà escluse le primissime storie gli stili sono abbastanza diversi, direi. Che poi Ticci, quando chiamato a dare una mano a Giolitti fosse in grado di riprodurne fedelmente il tratto, tanto da ingannare spesso anche i critici, questo è un altro paio di maniche. E' da notare semmai che Ticci, ricevuto da Bonelli l'incarico di completare la storia dei wolfers, invece di adattare il suo stile a quello di Giolitti come avrebbe potuto fare se lo avesse voluto, scelse di continuare col suo proprio stile. La cosa d' talmente nell'occhio che questa storia per me è mezzo rovinata proprio dal brusco passaggio dalle tavole di Giolitti a quelle di Ticci :fumo:

P. S. Il titolo della discussione è errato, aggiungeteci il nr.435  ::evvai::

Corretto. Grazie per la segnalazione.

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Eccellente avventura, sia per quanto riguarda la parte grafica sia per quella narrativa.

La parte grafica e' rovinata dal passaggio di consegne tra Gilbert e Ticci, con due stili completamente diversi. In quanto all'eccellente parte narrativa avrei piu' di un dubbio. Troppi balloon e troppe parole che rendono pesante la lettura di un avventura che fa buchi come uno scolapasta.

E che dire dei disegni?L'ultima fatica giolittiana, perfetta in tutte le sue componenti, in grado di trasmettere anche senza baloons emozioni tanto forti quanto frequenti. Il dettaglio è la parola d'ordine per Alberto "Gilbert" Giolitti, il maniaco dei particolari, del vero, dell'espressione fisica e facciale.

Potrei essere d'accordo con quello che tu dici, ma il viso di Tex di Giolitti e' impresentabile e da dimenticare.

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Guest azteco

una storia a cui non attribuirei nulla del capolavoro. buona, nulla di più, almeno così la ricordo. A tratti anche pesantuccia nei dialoghi e nello sfondo storico che mal sopporto su tex. I disegni dati in mano a due disegnatori così diversi nello stile spiazzano, forse l'avrei lasciata a giolitti, se non altro perchè l'ha incominciata.

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una storia a cui non attribuirei nulla del capolavoro. buona, nulla di più, almeno così la ricordo. A tratti anche pesantuccia nei dialoghi e nello sfondo storico che mal sopporto su tex. I disegni dati in mano a due disegnatori così diversi nello stile spiazzano, forse l'avrei lasciata a giolitti, se non altro perchè l'ha incominciata.

S?, hai perfettamente ragione. Solo che ti sfugge un particolare... Giolitti mor? con il pennello in mano... :inch: Jason Ducaux

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Guest azteco

una storia a cui non attribuirei nulla del capolavoro. buona, nulla di più, almeno così la ricordo. A tratti anche pesantuccia nei dialoghi e nello sfondo storico che mal sopporto su tex. I disegni dati in mano a due disegnatori così diversi nello stile spiazzano, forse l'avrei lasciata a giolitti, se non altro perchè l'ha incominciata.

S?, hai perfettamente ragione. Solo che ti sfugge un particolare... Giolitti mor? con il pennello in mano... :inch: Jason Ducaux
ti ringrazio della delucidazione, sai mi pare che giolitti ne avesse iniziata anche un'altra senza mai finirla

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una storia a cui non attribuirei nulla del capolavoro. buona, nulla di più, almeno così la ricordo. A tratti anche pesantuccia nei dialoghi e nello sfondo storico che mal sopporto su tex. I disegni dati in mano a due disegnatori così diversi nello stile spiazzano, forse l'avrei lasciata a giolitti, se non altro perchè l'ha incominciata.

S?, hai perfettamente ragione. Solo che ti sfugge un particolare... Giolitti mor? con il pennello in mano... :inch: Jason Ducaux
ti ringrazio della delucidazione, sai mi pare che giolitti ne avesse iniziata anche un'altra senza mai finirla
"Sabbie insanguinate".. negli anni settanta... Jason Ducaux

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Io, per quel che riguarda questa storia, mi colloco tra gli scettici... Non che non sia una bella storia:lo ?! Ma è anche una storia in troppi punti noiosissima, per effetto di quell' "allungamento di brodo" che già si era visto con la precedente avventura nolittiana. Insomma, troppe sequenze sono diluite all'eccesso, stesso dicasi per troppi dialoghi e troppe vignette strapiene di parole. Tanto che quando, finalmente, si giunse allo scontro finale, e trovai a metà albo "Assalto al forte" la targhetta "Fine dell'episodio" tirai un enorme sospiro di sollievo-fu con grande piacere che mi potei buttare finalmente su una nuova storia nello stesso albo!Però forse sono ingiusto:ho elencato solo le pecche. Infatti le cose positive non mancano:la scena finale è puro spettacolo nolittiano!Comunque sono anni che non leggo più questa storia:appena la ritrovo a colori su qualche bancarella la rileggo e scrivo un post un p? più articolato-anche la questione del cambio di disegnatore è da approfondire!

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Posso capire che può risultare un po noisa in alcuni tratti (soprattutto negli albi centrali), dialoghi troppo lunghi etc.. ma non ho mai capito perchè il cambio di disegnatore, debba creare tutti questi problemi. Veramente è stata una delle cose che mi ha colpito maggiormente da quando mi sono iscritto al forum (e quindi leggere opinioni altrui). Anche in "L'uomo con la frusta" c'è un cambio di disegnatore ma nessuno si è mai lamentato. Certo, sono due storie separate in teoria..(???)

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Posso capire che può risultare un p? noiosa in alcuni tratti (soprattutto negli albi centrali), dialoghi troppo lunghi etc...

Questo è un "difetto" tipico di Nolitta, che ama le digressioni. Quando è in forma (e qui, a mio parere, lo era) non riesce a smettere di scrivere, aggiungendo scene su scene. Per sua fortuna e per sua stessa ammissione il suo editore Sergio Bonelli non era capace di dirgli di moderarsi e gli ha sempre lasciato molta mano libera. :lol2: Tanto è vero, che questa sceneggiatura è perfino stata rivista in corso d'opera con l'aggiunta di scene originariamente non previste, segno che Nolitta nell'intervallo tra la morte di Giolitti e la decisione di affidare la storia a Ticci ha cambiato alcune idee sullo sviluppo della storia. In questo almeno assomiglia molto a G. L. Bonelli. Personalmente non ho affatto trovato noiosi e pesanti i suoi dialoghi, N° qui n° in altre storie, ma capisco chi la vede diversamente.

ma non ho mai capito perchè il cambio di disegnatore, debba creare tutti questi problemi. Veramente è stata una delle cose che mi ha colpito maggiormente da quando mi sono iscritto al forum (e quindi  leggere opinioni altrui)

In effetti, non lo capisco neanch'io. Dopo la morte di Giolitti Bonelli aveva solo due scelte: o far ridisegnare la storia daccapo, ma non vedo perchè, vista l'indubbia qualità dei disegni, nonostante la malattia del disegnatore, peraltro, oppure farla continuare ad un altro. Non era certo la prima volta che accadeva e sarebbe purtroppo accaduto ancora. Ticci era la scelta più logica, visto anche il fatto che Giolitti era stato uno dei suoi maestri, anche se all'epoca il maestro senese aveva sviluppato uno stile diverso da quello giolittiano.. Casomai si può muovere solo un rimprovero a Ticci ed è di non aver nemmeno cercato di uniformarsi allo stile di Giolitti nemmeno nelle pagine inframezzate a quelle dell'artista romano. Se ho provato un p? di fastidio, è stato giusto nel vedere Carson perdere e riacquistare il fazzoletto al collo da una pagina all'altra. Per il resto, a me la storia è piaciuta molto. Nolitta ha saputo benissimo, com'? nel suo stile d'altra parte, alternare momenti altamente drammatici ad altri più leggeri, se non dichiaratamente comici. Confesso senza remore di aver apprezzato il finale amaro, anche questo un marchio tipicamente nolittiano. Una cosa che non ho apprezzato è il modo troppo sbrigativo con cui l'autore si sbarazza di Kit Willer (e Tiger ovviamente, che però aveva almeno l'alibi di essere gravemente ferito). Un'altra piccola curiosità raccontatami (non solo a me a dire il vero), da Sergio Bonelli in persona. Pare che nella realizzazione delle due precedenti storie per la serie regolare (ma non per il Texone credo) Giolitti, com'era suo costume, si sia fatto aiutare dai disegnatori del suo studio (si potrebbe, quindi, considerare Gilbert come una sorta di pseudonimo collettivo). Per questa storia Bonelli/Nolitta gli chiese di fare tutto da solo perchè ci teneva particolarmente e Giolitti l'accontent? di buon grado. Ultima curiosità: come forse saprete, la storia è stata ispirata da un fatto storico: il massacro di Cypress Hills, compiuto dai Wolfers di Fort Whoop up ai danni degli Assiniboine il primo giugno 1873. Lo sdegno provocato da quell'eccidio fu ciò che port? alla fondazione della North West Mounted Police e furono proprio le "Giubbe Rosse" riportare alla legalit? Fort Whoop Up nel 1874, dove stabilirono un loro posto di Polizia.

. Anche in "L'uomo con la frusta" c'è un cambio di disegnatore ma nessuno si è mai lamentato. Certo, sono due storie separate in teoria..(???)

E come due storie separate furono trattate dalla SBE fin dall'inizio, tanto è vero che Civitelli inizi? a disegnare il suo segmento contemporaneamente a Fusco (anche se Fusco termin° per primo, perchè più veloce di lui), così che Civitelli potesse riprodurli. Civitelli scherza spesso sul fatto che anche se Conchita (per tacere di Cobra Galindez) è stata creata graficamente da Fusco, in realtà è stato lui il primo a disegnarla effettivamente. :lol2: Modificato da Carlo Monni

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Stasera lascer? un commento approfondito su questa storia, che considero la (globalmente) migliore mai apparsa su Tex. Volevo rispondere a Monni:Carson non perde il fazzoletto nello scambio con Ticci, ma è proprio Giolitti toglierglielo appena uscito dalla stalla di Fort Whoop-Up. Inoltre, il massacro è avvenuto nel maggio del 1873 :trapper: Sono piuttosto preparato su questo argomento, anche perchè avevo iniziato una trasposizione a fumetti dell'evento (compresa la nascita delle Polizia a cavallo) :indianovestito:

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Assolutamente splendida:questa storia nolittiana è semplicemente fantastica, sia per il soggetto, sia per la capacità di mantenere di altissimo livello l'azione presente nella storia. Devo dire che mi dispiace molto per il povero Giolitti, che anche in questa sua, purtroppo, ultima fatica texiana ha dato il massimo realizzando ottimi disegni, degni della sua fama mondiale. Bene Ticci come completamento della storia, con il suo tratto "nervoso" ed essenziale che rende ottimo lo sviluppo della storia.

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con il suo tratto "nervoso"

Ticci, al contrario proprio di Giolitti,? tutt'altro che "nervoso" nel tratto:le sue pennellate sono infatti fluide, lineari.
S?, sono d'accordo, ma intendevo che nelle scene di frenetica azione (come per esempio nell'ultimo albo, quando Tex è in preda ad una rabbia furiosa credendo la morte di Kit Carson) Ticci riesce a rendere forte l'espressivit? e la tensione del momento.

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