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Anthony Steffen

Nizzi:gli Aspetti Che Vi Piacciono Di Piu' E Di Meno

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Ad ogni modo, se i miei ricordi non mi ingannano, Nizzi non è mai riuscito ad ottenere su Ubc 7/7 tanto per il soggetto che per la sceneggiatura

Non mi ricordo se sono state recensite su UBC capolavori come "La congiura" o "L'uomo con la frusta" o qualche altra storia ei tempi d'oro di Nizzi, n° ho voglia di ricercarli in quel sito, pero' sarei curioso di conoscere i loro giudizi e le loro votazioni. Non mi sorprenderei se avessero qualcosa da dire anche li'. E' ormai palese che Nizzi non e' nelle grazie dei recensori di UBC, a differenza di Boselli, dove a quest'ultimo difficilmente viene riservato un atteggiamento critico per partito preso, anche per quelle storie che non meriterebbero i soliti elogi.
Non diciamo sciocchezze! "Omicidio in Bourbon Street" è stata massacrata appena sei mesi fa. E qualche anno fa una storia come "Gli Invincibili" prese 52 su 100 ossia insufficienza piena! Borden

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Non diciamo sciocchezze! "Omicidio in Bourbon Street" è stata massacrata appena sei mesi fa. E qualche anno fa una storia come "Gli Invincibili" prese 52 su 100 ossia insufficienza piena!

Non credo che siano sciocchezze signor Boselli. E' la realta' dei fatti. In quel sito, in qualsiasi storia di Nizzi, usano una lente di ingrandimento piu' grande rispetto a quella che usano per recensire altri autori, alla scopo di ricercare incongruenze, errori ed etc, anche quando e' una storia priva di qualsiasi stonatura. Ecco perche' mi fa' veramente pensare che quelle recensioni sono dettate dai pregiudizi nei confronti di chi scrive la storia, e non dall'obiettivita'.

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Non diciamo sciocchezze! "Omicidio in Bourbon Street" è stata massacrata appena sei mesi fa. E qualche anno fa una storia come "Gli Invincibili" prese 52 su 100 ossia insufficienza piena! 

Non credo che siano sciocchezze signor Boselli. E' la realta' dei fatti. In quel sito, in qualsiasi storia di Nizzi, usano una lente di ingrandimento piu' grande rispetto a quella che usano per recensire altri autori, alla scopo di ricercare incongruenze, errori ed etc, anche quando e' una storia priva di qualsiasi stonatura. Ecco perche' mi fa' veramente pensare che quelle recensioni sono dettate dai pregiudizi nei confronti di chi scrive la storia, e non dall'obiettivita'.
Sciocchezza è che io sia privilegiato. Perchè non rispondi per favore puntualmente agli esempi che ti ho fatto? Facile discutere quando si elude la risposta, no?... Borden

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In effetti, se la valutazione 52% assegnata a "Gli invincibili" rispondesse al valore decimale, equivalendo perciò a 5,2, non si potrebbe dar torto a Boselli. Comunque, nella scheda Ubc, il recensore Zucchi assegna 4/7 ( discreto ) al soggetto e 5/7 ( buono ) alla sceneggiatura ( 4/7 vengono valutati pure i disegni di Marcello ) e, anche nella recensione globale, il 52% a cui si è accennato viene fatto equivalere a 4/7; un'accoglienza tiepida, insomma, ma non demolitoria ( anche se probabilmente Boselli e Marcello si aspettavano molto da questa vicenda ricca di azione e di ampie proporzioni ) .
Per quanto riguarda invece "Omicidio in Bourbon Street", nessun dubbio che la valutazione di V. Oliva sia stata tutt'altro che tenera; non mi pare però che Faraci sia uscito molto meglio dal giudizio dedicato dallo stesso Oliva a "Lo sceriffo indiano" ( "Omicidio in Bourbon Street": 4/7 soggetto e 3/7 sceneggiatura; "Lo sceriffo indiano": 2/7 soggetto e 5/7 sceneggiatura ) . Quanto a Nizzi.... per ritornare all'oggetto del nostro topic: nessuna sceneggiatura dell'autore modenese è stata valutata come "sufficiente" ( 3/7 ) dall'uscita dell'Almanacco 2006 ( "Mescalero Station" ) fino a quella dell'Almanacco 2009 ( "Capitan Blanco" ); sotto i colpi di Ubc sono colate a picco 10 storie della serie regolare ( "Fratello Bianco", "Documento d'accusa", "Un treno per Redville","Il villaggio assediato", "Il killer misterioso", "Moctezuma", "Soldi sporchi", "La sentinella", "Dieci anni dopo" e "Sul sentiero dei ricordi" ) 2 MaxiTex ( "Fort Sahara" e "Lo squadrone infernale" ) e 1 Texone ( "Il profeta Hualpai" ), tutte invariabilmente liquidate come "inaccettabili" ( 1/7 ) o "scarse" ( 2/7 ) a livello di soggetto e sceneggiatura, con un Tex ridotto a "Tordo della Notte", a "babbeo" o a "codardo". Come si può notare, insomma, rispetto a valutazioni del genere le critiche alle due storie citate di Boselli o a "Lo sceriffo indiano" di Faraci sono rose e fiori.

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In effetti, se la valutazione 52% assegnata a "Gli invincibili" rispondesse al valore decimale, equivalendo perciò a 5,2, non si potrebbe dar torto a Boselli. Comunque, nella scheda Ubc, il recensore Zucchi assegna 4/7 ( discreto ) al soggetto e 5/7 ( buono ) alla sceneggiatura ( 4/7 vengono valutati pure i disegni di Marcello ) e, anche nella recensione globale, il 52% a cui si è accennato viene fatto equivalere a 4/7; un'accoglienza tiepida, insomma, ma non demolitoria ( anche se probabilmente Boselli e Marcello si aspettavano molto da questa vicenda ricca di azione e di ampie proporzioni ) .
Per quanto riguarda invece "Omicidio in Bourbon Street", nessun dubbio che la valutazione di V. Oliva sia stata tutt'altro che tenera; non mi pare però che Faraci sia uscito molto meglio dal giudizio dedicato dallo stesso Oliva a "Lo sceriffo indiano" ( "Omicidio in Bourbon Street": 4/7 soggetto e 3/7 sceneggiatura; "Lo sceriffo indiano": 2/7 soggetto e 5/7 sceneggiatura ) . Quanto a Nizzi.... per ritornare all'oggetto del nostro topic: nessuna sceneggiatura dell'autore modenese è stata valutata come "sufficiente" ( 3/7 ) dall'uscita dell'Almanacco 2006 ( "Mescalero Station" ) fino a quella dell'Almanacco 2009 ( "Capitan Blanco" ); sotto i colpi di Ubc sono colate a picco 10 storie della serie regolare ( "Fratello Bianco", "Documento d'accusa", "Un treno per Redville","Il villaggio assediato", "Il killer misterioso", "Moctezuma", "Soldi sporchi", "La sentinella", "Dieci anni dopo" e "Sul sentiero dei ricordi" ) 2 MaxiTex ( "Fort Sahara" e "Lo squadrone infernale" ) e 1 Texone ( "Il profeta Hualpai" ), tutte invariabilmente liquidate come "inaccettabili" ( 1/7 ) o "scarse" ( 2/7 ) a livello di soggetto e sceneggiatura, con un Tex ridotto a "Tordo della Notte", a "babbeo" o a "codardo". Come si può notare, insomma, rispetto a valutazioni del genere le critiche alle due storie citate di Boselli o a "Lo sceriffo indiano" di Faraci sono rose e fiori.

Vorrei chiarire che anch'io li ho trovati severi con Nizzi e a volte quasi offensivi, ma in un paio di occasioni (oltre a quelle citate) neanch'io sono stato trattato con i guanti. Inoltre uBC ha cominciato a recensire una decina d'anni fa e malauguratamente non ha MAI recuperato nessuna delle storie nizziane dei suoi anni d'oro (questo sè è quanto meno strano, visto che invece è stato fatto per GL Bonelli -ma potrei non avere controllato bene), che sicuramente otterrebbero il massimo dei voti... O dovrebbero ottenerli! Un paio di articoli su Nizzi all'inizio erano altamente positivi. Anch'io ho discusso con loro a proposito di questi "pregiudizi" negativi, ma mi hanno risposto che pregiudizio non c'è, bensì legittimo e severo giudizio critico. Non mi resta che prenderne atto. E tremare a mia volta quando escono le mie storie, perchè di pregiudizi positivi nei miei confronti, ribadisco, non ce ne sono affatto, checch? ne pensi il buon Steffen! (il quale mi trover? ancora più antipatico quando gli dir? che io, ragazzo che andava al cinema negli Anni Sessanta, epoca d'oro del western italiano, DETESTO, con pochissime eccezioni, gli spaghetti western - essendo nell'ottima compagnia di GL e Sergio Bonelli, di D'Antonio e forse anche di Nizzi (e anche di Berardi e Manfredi!)


Borden :generaleN:

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Guest Wasted Years

Anch'io ho discusso con loro a proposito di questi "pregiudizi" negativi, ma mi hanno risposto che pregiudizio non c'è, bensì legittimo e severo giudizio critico.

Difficilmente qualcuno che ha pregiudizi si rende conto coscientemente di averli, e difficilmente pure se se ne rendesse conto lo ammetterebbe. "Legittimo e severo giudizio critico" come quello della mia prof di matematica, che mi dava sempre al massimo sei. A me alcuni recensori di UBC non paiono affatto più obiettivi di questa signora, che all'epoca diceva:"sono una professionista e so giudicare".

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Sciocchezza è che io sia privilegiato. Perchè non rispondi per favore puntualmente agli esempi che ti ho fatto? Facile discutere quando si elude la risposta, no?...

Certo che rispondo!Se non sbaglio non ho scritto la parola "privilegiato". Ho detto che per le storie di Boselli non viene riservata la stessa "caccia alle streghe" a cui sono sottoposte le storie di Nizzi. E mi sembra che questo sia una cosa evidente. In quanto alle critiche a "Omicidio a Bourboun Street" e a "Gli invincibili" che siano condivise o no, credo che ci possano stare due recensioni critiche in mezzo a tanti apprezzamenti no?

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In ogni caso, per Ubc Nizzi è il bersaglio a cui si spara ( quasi ) sempre, talvolta centrandolo o quasi ( come per "Moctezuma"), più spesso cadendo vittima delle proprie "idee fisse" ( cfr. "Lo squadrone infernale" ). Va comunque fatta IMHO una distinzione fra i recensori attivi su Ubc negli anni Novanta ( Traversa, Migliori, Zucchi, Bigi, Pistilio ecc ) e quelli attualmente in attività ( Loi, Feltrin, Oliva, Ligab? e Congedo ): i primi non lo mettevano certo in cima alle loro preferenze, ma, anche quando lo criticavano, raramente arrivavano alla stroncatura totale e mai arrivavano alle espressioni sprezzanti e liquidatorie dei secondi che certe volte mi hanno dato l'impressione di mirare non tanto ad esprimere una valutazione critica della singola storia, quanto di perseguire una campagna critica mirante ad allontanare Nizzi da Tex. Una volta ottenuto lo scopo, chiaramente chiunque altro sarebbe stato valutato in maniera più benevola ( non ci vuole molto.... ): certo, tra i componenti di questo staff texiano, Congedo coniuga l'antinizzismo più sfrenato ( è stato lui ad inventare l'espressione "Tordo della Notte" per designare il Tex dello sceneggiatore modenese ) con l'esaltazione più iperbolica delle sceneggiature texiane di Boselli, in genere valutate molto favorevolmente anche da Loi e dalla Feltrin ( pur con qualche distinguo in più ), mentre Oliva sembra il Minosse del gruppo ( ha accusato Boselli di "cialtroneria" per la stesura della sceneggiatura di "Omicidio in Bourbon Street", mentre, per quanto riguarda Faraci, ha affermato che solo nelle sceneggiature di argomento disneyano riuscirebbe a non inserire qualche nota stonata ).

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tremare a mia volta quando escono le mie storie, perchè di pregiudizi positivi nei miei confronti, ribadisco, non ce ne sono affatto, checch? ne pensi il buon Steffen!

Pregiudizi positivi no, ma sicuramente le sue storie riscontrano, molto spesso, dei buoni giudizi, anche quando quest'ultime non brillano molto. Ma qui si sfocia nei gusti personali, e non e' il caso.

il quale mi trover? ancora più antipatico quando gli dir? che io, ragazzo che andava al cinema negli Anni Sessanta, epoca d'oro del western italiano, DETESTO, con pochissime eccezioni, gli spaghetti western - essendo nell'ottima compagnia di GL e Sergio Bonelli, di D'Antonio e forse anche di Nizzi (e anche di Berardi e Manfredi!

No, non la trovo antipatico, anche perche' sarebbe da arroganti qualificare una persona solo per l'impressione che potrebbe dare attraverso un forum. Bisognerebbe conoscerla di persona prima di esprimere un giudizio :DNon e' che e' lei che ha dei pregiudizi solo perche' ho come nickname il nome di una star degli spaghetti western, che lei detesta molto?haha

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Riporto le mie impressioni dette in un'altra discussione (click)

Che Nizzi sia stato utilizzato in modo quasi "da abusarne" è limpidissimo, specialmente guardando questa pagina: http://sergiobonellieditore.it/auto/compon... atori?id_pers=1.

Nizzi ha sempre avuto in lui quella vena creativa indissolubilmente legata a Nick Raider, e lo si vedeva benissimo in quelle storie ove si nascondevano intrighi, colpi di scena ed un Tex comunque già investigatore.

Queste storie erano però ancora ben legate allo spirito iniziale che Bonelli Padre aveva dato al suo personaggio, e credo che Wasted si commuove pensando all'uso che Tex, in "La leggenda della vecchia missione" (almeno, penso si riferisse a questa storia), f? della dinamite.

Nizzi ha anche osato portare Tex in ambienti a lui poco abitudinari... prendiamo in considerazione ad esempio la storia "Fiamme sul Mississippi", dove Tex si trova su una barca e poi in una palude. E la barca è presente subito dopo in "La Congiura", una storia tutto pepe a quanto mi ricordo, con Tex che si trova tra città, barche e territori sconosciuti, senza dimenticarci d'un, a mio parere, bel personaggio quale Barbanera.

Suo è anche il merito d'averci offerto ad esempio "La Tigre Nera", storia che miscela a mio parere molto bene investigazione ed azione alla "Tex", storia che è subito seguita da un'altra storia destinata a lasciare per uno o più motivi la sua impronta nella saga. Per qualcuno si tratta di un'ottima storia, per altri d'una buona storia, ma di sicuro "Furia Rossa" è LA storia che ci svela qualcosa del personaggio forse più misterioso di tutta la saga... Tiger Jack, oltre che ad un pezzo del passato di Tex.


Se gli venisse offerto maggior tempo potrebbe ancora offrirci storie degne di Tex.








Per quanto riguarda la discussione UBC, devo dire che non lo leggo. Ho tentato, varie volte, ma giudico che valutano partendo dall'idea che sia impossibile fare un'ottima storia e, quindi, diventano pelouovisti all'estremo

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Mi spiace che a Boselli non piacciano gli spaghetti western... A me l'unico spaghetti-western che non piace ?... Tex! Eh, si. Veramente trash... soprattutto nei costumi!

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Su Nizzi è stato scritto molto e non sempre ciò che è stato scritto (soprattutto in altri ritrovi Texiani sul web) è stato giusto o comunque corrisponde alla verità assoluta.
Quello che dobbiamo domandarci è perchè questo autore sia stato per così tanti anni accusato di rovinare la serie di Tex.

Forse Nizzi inconsapevolmente ha fatto da caprio espiatorio, dopo aver acconsentito di portare sulle proprie spalle il grosso "peso" di responsabilità chiamato Tex.

Su TWO ne ho lette di tutti i colori, addirittura si è arrivato a criticare anche le sue primissime storie (quando ancora il suo nome non appariva nei crediti), per non parlare delle critiche mosse ai suoi capolavori.

Certo ognuno ha i suoi gusti, ma tutti dovrebbero aver bene in testa l'idea che Tex sarebbe finito senza il preziosissimo apporto di Claudio.
GLB ormai aveva diradato la sua scrittura; il figlio Sergio (alias Nolitta) non avrebbe di certo retto al ritmo.
Nizzi è stata l'ancora di salvezza per la serie, in parte anche rivalutando aspetti che da anni erano sminuiti e apportando sicuramente tocchi e punti di vista originali.

I dialoghi di questo Autore erano senza ombra di dubbio, i più vicini al modello creato da GLB, e anche le storie pur avendo spunti nuovi e freschi, avevano comunque un'impronta più classica e tradizionale, rispetto a quelle firmate Nolitta.

Dalla sua penna sono usciti capolavori (La Tigre Nera, L'Uomo senza Passato, Fuga da Anderville, Furia Rossa, come dimenticarsene?)
Ma anche una sfilza di storie comunque lodevoli.
Purtroppo il peso e il ritmo richiesto per mantenere in vita Tex, ha portato anche a storie minori, scritte in momenti di crisi creativa.
Storie ipercriticate un p? dovunque, il più delle volte ingustamente e per "partito preso", cosa negativa per le giovani generazioni che invece di ragionare con la propria testa spesso leggono prima di acquistare.

Chi ha mietuto più vittime di lettori?
Nizzi o i cosidetti sapientoni portatori di verità assolute con le loro critiche?

Concludo dicendo che Tex è alle soglie del numero 600, sicuramente per il grande apporto di questo grande Autore.
Io sinceramente aspetto con lo stesso divertimento di un tempo di leggere la sua nuova storia L'Artiglio della Tigre (settembre 2009) e mi dispiace molto che l'autore abbia lasciato Tex, nonostante qualche storia del passato un p? scarsina e allungata.

Basterebbe che si prendesse i suoi tempi e riuscirebbe sicuramente a portare Tex in altre meravigliose avventure!!! :D:trapper:

Edited by Sam Stone

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Su TWO ne ho lette di tutti i colori, addirittura si è arrivato a criticare anche le sue primissime storie (quando ancora il suo nome non appariva nei crediti), per non parlare delle critiche mosse ai suoi capolavori.

Infatti e' proprio questo che mi fa sospettare che il piu' delle volte i giudizi ed i pareri alle sue storie non sono dettati da un critica obiettiva, ma per partito preso. Perche' io capisco contestare alcuni lavori degli ultimi anni, sono il primo a non vedere quella qualita', quell'entusiasmo e quella freschezza che erano la caratteristica dei suoi primi lavori su Tex, ma mettere in dubbio o cercare i classici peli nell'uovo anche in quegli albi che hanno fatto la storia moderna di Tex, questo no. Non e' accettabile e sicuramente non sono critiche da tenere molto in considerazione.

Storie ipercriticate un p? dovunque, il più delle volte ingustamente e per "partito preso", cosa negativa per le giovani generazioni che invece di ragionare con la propria testa spesso leggono prima di acquistare. Chi ha mietuto più vittime di lettori?Nizzi o i cosidetti sapientoni portatori di verità assolute con le loro critiche?

Questo quesito lanciato da Sam Stone e' molto interessante, e non privo di qualche verità. Molte volte i giovani lettori sono fuorviati dalle recensioni di alcuni, chiamiamoli cosi', grandi "fan" di Tex, che addirittura sono arrivati ad invitare e a mettere in evidenza la volonta' di non comprare l'inedito scritto da Nizzi, senza neanche averlo letto. Non credo che un comportamento simile faccia del bene alla causa del fumetto piu' famoso d'Italia.

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IMHO, Sam ha colto uno dei motivi più importanti che hanno favorito gli attacchi a Nizzi: il fatto che si sia assunto il peso di reggere Tex ( nel quarto centinaio della serie ) nella maniera "totale" o quasi di GLB e seguendone l'esempio; ciò ha reso possibile criticare in lui ciò che di "tradizionale" era in Tex senza criticare GLB ( il 75% delle critiche tipiche fatte a Nizzi potrebbero a mio avviso essere ripetute per il creatore di Tex). Degno di nota mi pare pure quanto Sam dice in seguito:
( Sam Stone@)

Purtroppo il peso e il ritmo richiesto per mantenere in vita Tex, ha portato anche a storie minori, scritte in momenti di crisi creativa.
Storie ipercriticate un p? dovunque, il più delle volte ingustamente e per "partito preso", cosa negativa per le giovani generazioni che invece di ragionare con la propria testa spesso leggono prima di acquistare.
Chi ha mietuto più vittime di lettori?
Nizzi o i cosiddetti sapientoni portatori di verità assolute con le loro critiche?

Certamente, con il procedere del quinto e del sesto centinaio della serie, Nizzi ha in misura sempre maggiore perso freschezza e smalto ( del resto, si tratta di un discorso che IMHO potrebbe essere fatto per gran parte degli sceneggiatori: non è difficile notare che c'è qualche differenza tra il GLB di "Sulle piste del Nord" e quello de "La Foresta Pietrificata", o tra quello de "Il figlio di Mefisto" e quello de "L'ombra di Mefisto" ); l'impressione che ho ricavato leggendo gli attacchi che gli sono stati riservati è però che la sua parabola discendente sia più che altro stata un'occasione a lungo attesa da certi critici per "rimetterlo al suo posto". Ancora una volta ( mi dispiace dover ritornare sull'argomento, ma è necessario ) , quanto si scriveva su Ubc nel lontano 1996 può essere istruttivo.

Come si è già detto in questa stessa discussione, la storia "Gli Invincibili" di Boselli e Marcello venne accolta tiepidamente dal recensore M. Zucchi. La rivista dette comunque la possibilità di esprimersi anche all'altra campana, con G. Loi che profitt? dell'occasione per spezzare una lancia a favore di Boselli e ... per spezzarne un'altra sulla testa di Nizzi ;).
Loi afferm? infatti non solo che

Boselli (.... ) sta portando nuova linfa vitale alla serie.

ma anche che

la maggior differenza fra Boselli e Nizzi non sta tanto nei soggetti. Nizzi ha avuto spesso buone idee, che però sprecava con sceneggiature banali, troppo diluite, spesso prive di ritmo ed eccessivamente lineari, così prevedibili da non riuscire a catturare l'attenzione. Al contrario, Boselli riesce a frammentare bene l'azione senza esagerare, in modo tale da lasciar dipanare la matassa gradatamente, aggiungendo qua e l' piccoli "tocchi di classe" che rappresentano, alla fin fine, il sale della storia.

Più degli elogi a Boselli ( di cui si potrebbe parlare nel topic che gli è dedicato; ), sono interessanti le critiche a Nizzi. Sono le stesse che abbiamo sentito ( con un tono certo diverso: qui c'è ancora calma e pacatezza, mentre in seguito leggeremo anatemi e invettive, talora condite con un pizzico di sarcasmo ) per sceneggiature come "Congiura contro Custer", "Mefisto!", "Pioggia" o "Tumak l'inesorabile" ma ben prima che le storie in questione siano state, non solo pubblicate, ma anche scritte; oltretutto, l'uso del passato prossimo ( "ha avuto" ) e dell'imperfetto ( "sprecava" ) fa pensare che ci si riferisca non solo a storie uscite non molto prima de "Gli Invincibili" ( come "Gli uccisori" "I lupi del Colorado" o "Yucatan", comunque valutate all'epoca da Ubc in maniera positiva, seppure non entusiasta ), ma addirittura al complesso della produzione nizziana, compresa quella del quarto centinaio: per Loi e per coloro che condividono e riecheggiano le sue idee nell'attuale staff di Ubc ( M. Feltrin, F. Congedo, V. Oliva ecc. ) anche vicende come "L'uomo senza passato" ( in cui comunque il discorso è più agevole, visto che i meriti del soggetto possono senz'altro essere accreditati a Villa, mentre la sceneggiatura di Nizzi lo banalizzerebbe ), "Furia Rossa", "L'uomo con la frusta", "Nelle paludi della Louisiana" ecc. sono " troppo banali" e "troppo diluite" a livello di sceneggiatura. Non è insomma tanto una questione di declino artistico: è l'insieme della produzione di Nizzi ad essere ritenuta inadeguata. In nuce, l'"antinizzismo a prescindere" sta già tutto qui Edited by Pedro Galindez

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Tanto per rimanere in tema su cio' che si e' detto nei post precedenti ecco un post recente tipico dell'antinizzismo di TWO:

Nizzi ammetto non mi è mai piaciuto... ha scritto qualche storia interessante, ma  non una che io ritenga un capolavoro (in compenso è l'autore di molte tra le peggiori in assoluto)... naturalmente parlo della mia classifica personale)... gli altri tre sceneggiatori principali (GLB, Nolitta e Boselli) pur diversissimi tra loro invece quel capolavoro l'hanno sfornato e pertanto sono felice che si dedichi d'ora in avanti ad altre attività...

Ha scritto qualche storia interessante?:s

L'utente afferma anche che tra le tante storie scritte dall'autore, nessuna puo' considerarsi un capolavoro?Ma che scherziamo?
Mi domando alle volte, certi lettori con quale ottica si apprestano a leggere Tex e che idea hanno in generale del personaggio. Capisco anche che per essere accettati in quel forum, bisogna sparare a zero su Nizzi, ma credo che alle volte si esageri veramente.

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Che vuoi farci, Anthony? Molti utenti di TWO esprimono, in maniera forse più diretta ( seppure meno articolata ), le stesse opinioni dell'attuale staff texiano di Ubc ( il commento da te citato può essere visto come la versione semplificata e poco articolata di quanto detto da G. Loi a proposito de "L'ultima frontiera" ); d'altra parte, specie nel caso si tratti di lettori giovani, il loro "vero Tex" è probabilmente quello di Boselli ( nonostante gli elogi di rito a GLB e quelli, forse meno di rito, a Nolitta, che IMHO ha toccato per primo certi motivi poi ripresi da Boselli: basta fare un confronto tra "Caccia all'uomo" e "Il fuggiasco", oppure tra "Grido di guerra" e la seconda parte di "Patagonia" ): giudicato sulla base di tale parametro Nizzi è inevitabilmente in difetto ( purtroppo per loro, però, un discorso del genere può essere facilmente rovesciato... )

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nel caso si tratti di lettori giovani, il loro "vero Tex" è probabilmente quello di Boselli: giudicato sulla base di tale parametro Nizzi è inevitabilmente in difetto ( purtroppo per loro, però, un discorso del genere può essere facilmente rovesciato... )

Credo che Pedro abbia colto nel segno. Questi giovani lettori che son cresciuti "texianamente" con le ultime storie di Boselli, vedono in questi albi il loro Tex. In piu' mettiamoci la campagna "antinizziana" di TWO e Ubc, ed ecco spiegato i commenti prevenuti e gratuitamente pessimi di alcuni giovani lettori che non hanno neanche letto le storie del periodo d'oro di Nizzi, ma si sentono in grado di giudicarlo. Io mi sono avvicinato a Tex, sul finire degli anni '80, grazie alle storie/capolavoro di Nizzi, anzi credevo che a scriverle era sempre G. L. Bonelli, ma non solo perche' Nizzi non veniva accreditato, ma perche' lo stile, i dialoghi, la struttura e le tematiche delle storie erano fedelissimi al creatore di Tex. Percorrere la strada segnata da G. L. Bonelli e' stato uno dei miglior pregi di Nizzi, sacrificando anche il suo stile personale e mettendosi al servizio di Tex. Questa sua caratteristica a volte e' stata oggetto di critica da parte di alcuni sapientoni, al quale chiederei quale fosse il loro Tex ideale, dato che elogiano quello dei tempi d'oro di Bonelli e allo stesso tempo quello Boselliano. Peccato solo che sono due Tex completamente diversi. Che si decidano....

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Un grandissimo sceneggiatore per un grandissimo personaggio. Claudio Nizzi è stato capace di seguire il modello di Bonelli senior senza che il nostro Tex apparisse invecchiato: non è cosa da poco. L'artista di Fiumalbo è uno scrittore classico: a mio giudizio, il principale motivo dell'antinizzismo è proprio questo. Ciò che è classico è noioso, questo il sillogismo dei tanti detrattori sbarbatelli, che si permettono di giudicare senza magari aver mai letto 'Fuga da Anderville' o 'Furia rossa'. Devo insistere su un tema: l'abolizione della didascalia da parte di Boselli. La scelta è chiara: rendere il personaggio più moderno, facendo sè che manchi la certezza spazio-temporale dalla narrazione. Ma Tex è Tex, non Dylan Dog, nato nel 1948, non negli anni '80. Ecco, Nizzi ha conservato quella certezza: è un grandissimo pregio, non un difetto, visto che stiamo parlando di Tex e West. Capace di notevolissime sottigliezze psicologiche ( pensiamo a Howard Walcott de 'Fuga da Anderville' , a mio giudizio il capolavoro), il buon Claudio è parimenti ironicissimo: a questo proposito, fantastico il titolo di un capitolo de 'La leggenda della vecchia missione' , 'Fratello Carson, Sorella Colt' !Gli ultimi anni hanno effettivamente segnalato un netto calo di qualità nei suoi scritti, spesso noiosi, ma, a differenza secondo me di Boselli, mai volgari, e comunque sempre texiani. Forse l'idea di un addio, ora, magari dopo quello che speriamo essere un capolavoro, 'L'Artiglio Della Tigre' , potrebbe non essere sbagliata: tuttavia, l'idea di Boselli(che, peraltro, per certi versi apprezzo) come primo sceneggiatore mi sa tanto di fine del mio rapporto col grande amore Tex ...

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Guest Wasted Years

Gli ultimi anni hanno effettivamente segnalato un netto calo di qualità nei suoi scritti, spesso noiosi, ma, a differenza secondo me di Boselli, mai volgari, e comunque sempre texiani.

Mi piacerebbe moltissimo che mi facessi qualche esempio di storia "volgare" di Boselli specificando in cosa consiste la "volgarit?". Personalmente non riesco a comprendere cosa intendi.

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discussione interessantissima! ho letto con molto piacere tutti gli interventi.. la mia opinione non si discosta molta da quella già espressa da altri. Se c'è un merito di Nizzi, è quello di aver salvato la testata dopo il ritiro di GLB. Con grande umilt? ha raccolto l'eredit? di Bonelli padre, portando avanti le storie in totale solitudine, completamente privo di collaboratori, sfornando, e qui bisogna dirlo, dei veri CAPOLAVORI, checch? ne dicano TWO o UBC.. Un suo grande pregio è anche quello di essere riuscito ad integrarsi perfettamente alla serie, dimostrando grande professionalità: il passaggio di consegne tra GLB e Nizzi è IMHO quasi impercettibile. Certamente dopo anni di ininterrotte avventure, nessuno sarebbe riuscito a tenere un tale ritmo, e, difatti, negli anni '90 Nizzi viene colto da un'improvvisa crisi creativa, dalla quale ha faticato a riprendersi. E gli effetti di tale crisi si sono potuti avvertire soprattutto negli ultimi anni, dove non si può negare che le storie abbiano perso il fascino dei bei tempi.

Gli ultimi anni hanno effettivamente segnalato un netto calo di qualità nei suoi scritti, spesso noiosi, ma, a differenza secondo me di Boselli, mai volgari, e comunque sempre texiani.

Mi piacerebbe moltissimo che mi facessi qualche esempio di storia "volgare" di Boselli specificando in cosa consiste la "volgarit?". Personalmente non riesco a comprendere cosa intendi.
mah, forse Giacomo allude al fatto che le storie di Boselli tendano ad una maggiore crudezza e violenza.. in proposito mi vengono subito alla mente storie come Jack Thunder, o quelle con il Maestro.. ed effettivamente, guardandole da questa prospettiva, fanno uso di una violenza, come dire.. un po' spettacolarizzata..

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Si TheLord, la discussione e' interessante, ma anche perche' a differenza di altri forum, qui si puo' esprimere un proprio parere su Nizzi senza il rischio di venir assalito. Pero' per tenere il topic sempre a tema, a parte i confronti, consiglierei di esprimere i propri pareri su Boselli nella discussione a lui dedicata qui

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Wasted, se dai un'occhiata a ciò che ho scritto sul Topic dedicato a Boselli, credo di aver ben spiegato l' cosa intendo per 'volgarit? boselliana' : lo sceneggiatore milanese ha creato spesso figure sopra le righe, sgradevoli, caricaturali, giocando con i generi (soprattutto l'horror) con troppa disinvoltura. Ecco, Nizzi invece, a mio giudizio, spesso noioso, non è mai andato sopra quelle righe. Concordo pienamente sul discorso della professoressa di matematica: fa sempre bene un bel bersaglio...

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In ogni caso,  per Ubc Nizzi è il bersaglio a cui si spara ( quasi ) sempre, talvolta centrandolo o quasi ( come per "Moctezuma"), più spesso cadendo vittima delle proprie "idee fisse"

'fissazioni', galindez,'fissazioni'

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Su TWO ne ho lette di tutti i colori, addirittura si è arrivato a criticare anche le sue primissime storie (quando ancora il suo nome non appariva nei crediti), per non parlare delle critiche mosse ai suoi capolavori.

Infatti e' proprio questo che mi fa sospettare che il piu' delle volte i giudizi ed i pareri alle sue storie non sono dettati da un critica obiettiva, ma per partito preso
se liquidiamo la questione adducendo il fatto che ubc è prevenuta nei confronti di nizzi avremo reso un favore ai recensori di quel sito.


la realtà è che toppano!!! e questo non gliene fa onore.
ma di cosa stiamo parlando? :capoInguerra: per caso qualcuno ha dei dubbi sul fatto che 'omicidio in bourbon street' non sarà ricordata nella 'collana tex' come un'eccellente storia? l'articolo di oliva ha partorito un topolino, è una storia tra lui e lui, perchè alla fine sono i fatti che contano e i lettori TUTTI hanno apprezzato il lavoro di boselli.
ehi :bandito: , poi ubc, eh: quelli che ...'il passato di carson' migliore storia di tutti i tempi.... segue, a distanza, il figlio di mefisto

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Tanto per rimanere in tema su cio' che si e' detto nei post precedenti ecco un post recente tipico dell'antinizzismo di TWO: '......................... omissis'........................................ Capisco anche che per essere accettati in quel forum, bisogna sparare a zero su Nizzi, ma credo che alle volte si esageri veramente.

ma guarda che l'amministratore di two ha letteralmente festeggiato alla notizia della dipartita di nizzi da tex. poveraccio

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