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Pedro Galindez

[587/588] L' Artiglio Della Tigre

Voto alla storia  

65 members have voted

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Ciao colleghi!Forse stiamo finendo un po' fuori tema ( su Nizzi e Boselli , o Nizzi vs Boselli, ci sono duecento spazi appositi )... Invece mi pare molto pertinente la riflessione tra me e Ymalpas a riguardo della funzione dei simboli, e sul ruolo che essi rivestono nello scontro tra i due titani, ovvero Tex Willer e il principe di Sumankan. Qu? non concordo con il mio collega: in primo luogo la Tigre Nera odia gli uomini bianchi, ma ora in particolare due di essi, di nome Willer e Carson, che gli hanno fatto crollare un sogno di potenza, che ora si ripresenta. In secondo luogo, non direi neppure che i simboli riflettono unicamente una comune appartenenza settaria (anche quella, certo) : al contrario, sono rivolti all'esterno, il tramite con cui l'organizzazione, che si nasconde, si mostra. Ma scusa Ymalpas, pensiamo solo al rituale con cui è ucciso Morel nella prima avventura. Il simbolo è proprio funzionale a spaventare: è il modo in cui la setta, di cui nulla si sa, fa conoscere la propria esistenza, e dimostra il proprio potere. Ripeto: è un vedo-non vedo: da qu? la suspence del primo episodio. Quindi, secondo me, è una grossissima caduta il fatto che la Tigre Nera non voglia mostrare i propri simboli: viene meno tutta l'impalcatura per cui la prima storia è passata la storia. Il grande nemico sfida Tex, non cerca di nascondersi! Pensiamo, del resto, ai grandi cattivi della saga, Mefisto, Proteus, e soprattutto El Muerto, che è talmente assetato di vendetta da rinunciare a uccidere il nostro ranger a sangue freddo. Pensateci bene: ma la storia non sarebbe stata più forte se quel coltello fosse stato un guanto di sfida del nostro 'felino', invece che un ritrovamento non voluto è Secondo me, sarebbe stata molto più forte!

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In altre parole: la scelta di Nizzi, per cui la Tigre Nera decide di non mostrare il proprio simbolo (o, con altra parola, il suo 'artiglio' ), riduce in primo luogo la statura morale (pur nella follia) del personaggio, che sembra più pensare al guadagno in sè ( tramite il traffico di oppio), che al grande progetto di vendetta, che nel primo episodio era il cardine del racconto. In altre parole, la Tigre Nera perde così il suo orgoglio, e tutta la storia perde solidit?. Spero di esser stato abbastanza chiaro nello spiegare il mio punto di vista: in caso contrario chiedetemi pure, rispondo con felicit?!A presto

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mah, se bonelli padre avesse dovuto estrarre "stilemi" narrativi dalla prima di Mefisto per costruire la seconda, La Gola Della Morte non sarebbe mai nata.
si migliora e si peggiora, purtroppo non lo sai mai prima

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Ragazzi... per la prima volta non sono riuscito a leggere tutta una discussione. Motivo? Mi sono "rotto" leggendo i vari "rimbrotti" lanciati verso una certa ottica di un certo sito o forum. Vi rendete conto che, così facendo, finite con il cadere nella loro stessa situazione? Semplicemente, piuttosto che partire con un partito preso contro un autore, l'avrete con un forum. Giusto o sbagliato che sia non m'interessa. Quel che mi interessa è un clima famigliare tra di noi... cosa che si stava anche un po' "guastando". Aver opinioni contrastanti è umano, ma se ad uno non piace una data storia non per questo ha torto. L'importante è capire che ci sono opinioni "ragionate" e quelle no.


Proprio partendo da questo punto di vista, devo dire che mi è piaciuto l'intervento iniziale di Tahzay che mi ha portato a riflettere su alcune situazioni, trovandomi a dar ragione a quell'ottica, almeno per certi punti.

In ogni caso, la mia impressione sulla storia per il momento è buona e fiduciosa, anche se qualche aspetto lascia forse un po' di strane sensazioni.


Il poliziotto che origlia: se lo spione ci st? benissimo quando Tex e Carson si trovano in una catapecchia abbandonata a discutere con qualcuno, un po' meno in una centrale di polizia. Personalmente m'immagino la scena: Uno con l'orecchio attaccato alla porta del capo. Possibile che non ci siano colleghi per i corridoi?

Il cinese che li pedina all'uscita dell'Alameda Hotel: ci può stare, il "problema", se così volessimo definirlo, è che siamo stati abituati ad un Tex con il sesto senso o, per lo meno, sempre prudente e sospettoso di natura. Un cinese in mezzo ai "bianchi" si nota. Che poi, invece, lo perda tra la folla (carro o non carro) mi sta benissimo, non mi piacerebbe nemmeno un Tex infallibile al 100%.


La lettura però non ne risente e fila liscia (tranne per un particolare che mi ha bloccato di netto e che, per quanto incredibile, è quel che maggiormente mi disturba: pagina 14, 3a vignetta, Tom Devlin dice "Il sindaco l'ha presa malissimo e mi ha dato un mese di tempo...." e subito dopo, nella 4a vignetta "... e se allo scadere dei due mesi..."), lasciandomi con la voglia di scoprire il seguito e con dei momenti di simpatia che mi portano alla mente le battute tra i due pards dell'epoca iniziale.

Una piccola nota personale: l'inizio dell'albo ha avuto il potere di evocarmi il texone N°9 La valle del terrore.

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La lettura però non ne risente e fila liscia (tranne per un particolare che mi ha bloccato di netto e che, per quanto incredibile, è quel che maggiormente mi disturba: pagina 14, 3a vignetta, Tom Devlin dice "Il sindaco l'ha presa malissimo e mi ha dato un mese di tempo...." e subito dopo, nella 4a vignetta "... e se allo scadere dei due mesi..."), lasciandomi con la voglia di scoprire il seguito e con dei momenti di simpatia che mi portano alla mente le battute tra i due pards dell'epoca iniziale.

Ti disturba ( a me non tanto, perchè la considero una svista " veniale " ) e va bene ma non vorrai mica dirmi che è solo colpa di Nizzi?

Lo rimarco ancora ( per l' ultima volta :trapper: ): ma la Redazione l'ha letta la storia ( prima s' intende ) o no è E non è nei suoi compiti è Certo che se sono gli stessi che hanno " cassato " altre nefandezze ben peggiori scritte da Nizzi nel suo periodo piu' buio allora......... :bandito:
Fine ( piccola ) polemica ! :angry:;)
Hasta lu?go, amigo. :indianovestito:

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Risposta presente qui (esterna in quanto porterebbe fuori discorso la discussione medesima)

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Segnalo sul sito baciespari, altre impressioni sul primo albo:LINKLeggetelo, amigos!! ;)

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Gran bella recensione... bella come la storia finora B)

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A me sta piacendo eccome!Ho letto pochissimi Tex ad oggi e quindi non rischio i dejav? che potrebbero farmela piacere di meno rispetto a lettori di vecchia data :DP. S. cosa è la doppia numerazione nel voto?Da 1 a 10 Da 1.5 a 6??

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Ciao Kolok. La doppia numerazione ?: quella :italia: (1-10) e quella corrispondente svizzera (1.5-6). Quella svizzera è presente, perchè sul forum ci sono utenti che abitano l'. ;)

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Sono felice se a un nuovo o relativamente nuovo lettore come Kolok la storia stia piacendo... ciò dimostra che il buon vecchio Nizzi sè ancora raccontare qualcosa ai "giovani", e con lui Tex :D

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Si, infatti, con nemmeno 10 albi all'attivo in totale altro che giovane sono un poppante di Tex!

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Kolok, puoi star certo che Tex ti riserver? tante tante sorprese!!!Di ciò ne avrai dimostrazione leggendone le storie!! B)

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" Non si può pretendere un Nizzi "Golden Age" ai nostri giorni. Apprezzare quello che di buono riesce a fare oggi è il giusto comportamento da tenere. "

Seguendo il consiglio di Sam Stone ho letto la ( onesta ) recensione sulla prima parte di questa storia sul sito "Baciespari"; successivamente ho voluto estrapolare un passo della stessa che mi è parsa significativa e che collima con quello che ( attualmente ) è il mio pensiero.
Diciamo che questo primo albo è promosso; a breve, vedremo cosa ci riserver? il finale. :trapper:

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Si può capire che ad un lettore nuovo questa storia sia piaciuta maggiormente che ad un vecchio, non avendo mai letto storie precedenti della Tigre o San Francisco , La congiura e Il laccio nero e le 20 pagine di spiegoni inutili gli siano risultate utili anzich? indigeste.... :trapper:

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Se vogliamo, del resto, l'uso degli "spiegoni" ( come tante altre cose rimproverate a Nizzi ) ha rispettabilissimi antecedenti bonelliani: ne "L'ombra di Mefisto" ( nn. 265 -268 ), il dialogo tra Yama e Mefisto che avvia l'azione contiene riferimenti non solo alle cinque vicende precedentemente incentrate sui due personaggi in questione, ma anche a "El Morisco" ( nn. 101 - 103 ). Ad ogni modo, non credo che l'albo di prossima uscita soffrir? di eccessivi spiegazionismi; casomai non sarà semplice per Nizzi ( come non è semplice per nessuno ) stivare in 110 pagine tutta l'azione e gliscontri che ci vengono promessi dal riassunto apparso nel sito della SBE...

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Al di l' del fatto che non si capisce il perchè le storie debbano essere contenute in un preciso numero di albi ( sarà un tradizionalista, il che secondo me è spesso un pregio, ma per me Tex è quello in cui una storia può finire anche a pagina 30), l'ultima avventura della Tigre Nera avrebbe meritato ben altre dimensioni, come le Storie texiane...

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Essendo un amante di Martin Myst?re di sicuro non temo gli spiegoni!Vero è che in un fumetto di avventura come quello di Tex ci si aspetti tanta azione, ma non ci vedo nulla di male ad infilare qualche bella chiaccherata/spiegone davanti ad una bella bistecca in un saloon!!va beh che erano uomini "rozzi" e di poche parole :D

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Ho trovato stamattina "Il castello nero" e gli ho dato una prima lettura. Devo dire che l'ho trovato molto moscio, prevedibile, e in alcuni punti - oserei dire - involontariamente comico. Il duello tra Tex e la Tigre Nera è risolto come peggio non si poteva. Non dico di più per non spoilerare, e anche perchè vorrei rileggerlo prima di commentare in maniera più approfondita, comunque se il primo albo mi era sembrato leggibile, questo è stato proprio una delusione. Speriamo migliori rileggendolo... :(

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Essendo un amante di Martin Myst?re di sicuro non temo gli spiegoni!Vero è che in un fumetto di avventura come quello di Tex ci si aspetti tanta azione, ma non ci vedo nulla di male ad infilare qualche bella chiaccherata/spiegone davanti ad una bella bistecca in un saloon!!va beh che erano uomini "rozzi" e di poche parole :D

Non si possono paragonare le cose,MM ?(per sua stessa ammissione) un quasi scienzato un po' logorroico e certe cose risultano anche piacevoli, quelli di Nizzi sono degli stratagemmi narrativi assolutamente artificiosi,? normale che Carson dopo :1 avere ricevuto il messaggio di Tom Devlin alla riserva Navajo2 aver affrontato un viaggio "interminabile"aspetti di essere in carrozza a Frisco per chiedere a Tex se crede al ritorno della Tigre Nera?

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Cosa c'è di male che Carson lo chieda?.. non è ancora sicuro che si tratti proprio della Tigre Nera...

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Anch'io ho già trovato- e comprato - l'albo n. 588. A mio parere la conclusione della vicenda ( e della vita della Tigre Nera ) è narrativamente dignitosa, sebbene non si possa ritenere certo un capolavoro assoluto; si potrebbe IMHO paragonarla a sceneggiature come "L'ombra di Mefisto" ( di cui è comunque meno ambiziosa, ma anche meno prolissa ) o come la storia nizziana su Proteus. Sono certamente molto lontani gli splendori della prima comparsa del principe malese, ma non mi è parso di riscontrare scene grottesche come quelle che deturpavano la parte finale de "Il ritorno della Tigre Nera" Semmai si può rilevare il fatto che Nizzi, oltre a una digressione spiegazionistica tutto sommato evitabile

( che bisogno c'era che il principe malese, dopo aver catturato Tex, gli raccontasse alle pp. 52 - 55 come lui e Lohana fossero arrivati in California e vi avessero impiantato un racket ?)
riprenda minuziosamente tutti gli ingredienti delle precedenti storie del principe Sumankan ( la roccaforte inaccessibile, le guardie del corpo nerborute
stavolta però liquidate da Tex senza usare "l'arma classica del corpo a corpo", come la chiama Paglieri, ovvero la dinamite, ma, più verosimilmente e abilmente, utilizzando la sua superiore agilit? di mosse, che gli permette anche di venire in aiuto di Carson, minacciato di strangolamento da parte dell'altra guardia
, la cattura di ambedue i pards, le uscite e i passaggi segreti ecc.; va semmai rilevato che il nuovo covo del principe malese ha pure tratti che ricordano quello di Juan Velarde ne "Gli spirti del deserto" ), cosa che finisce per fare apparire la vicenda ( in sè più che leggibile ) pallida e smorta al lettore che conosce già la Tigre Nera. Il lungo confronto finale tra Tex e il suo arcinemico ( pp. 88 - 112 ) è narrativamente piacevole, perchè ricco di rovesciamenti di situazione e perchè la Tigre, neanche in quest'ora estrema dotata di un po' di eroismo, lotta contro Tex non risparmiando n° lusinghe
(cerca di fare appello alla volont? del nostro ranger di essere il paladino degli oppressi, specie se si tratta di minoranze etniche)
n° trucchi n° colpi bassi; prevedo però che sollever? non poche critiche
perchè Sumankan trova la sua fine ad opera del fucile di Tom Devlin, mentre sta per colpire con una scimitarra Tex aggrappato a una rupe dopo essere stato disarmato con un colpo a sorpresa dal principe malese; dato quanto si è letto a proposito della cattura di Carson nell'albo scorso, mi aspetto accuse di piccionaggione a non finire....
. L'incidenza di Carson nell'azione decresce non poco rispetto al primo albo
(a parte lo scontro sfortunato con la guardia di Sumankan, il suo unico contributo allo scioglimento dell'azione è quello di sorvegliare Lohana, mentre Tex, dopo averla disarmata mentre stava provando a coprire la fuga della Tigre Nera, si lancia all'inseguimento di costui )
; per converso, si accresce molto quella di Tom Devlin ( anche a non tenere conto del suo "numero" conclusivo ), che assume un ruolo per più versi analogo a quello di Nat McKennet in "Omicidio in Bourbon Street"(
alla fine, come in quella storia boselliana, Tex gli chiede di essere clemente non solo coi cinesi del nascondiglio della Tigre, che, come aveva detto costui, si erano rifugiati l' per sottrarsi allo sfruttamento e alla schiavit?, ma anche con Lohana, che in verità aveva responsabilità ben maggiori delle loro; il capo della polizia di San Francisco, comunque, si dimostra più condiscendente del collega di New Orleans e non trova nulla da eccepire
). I disegni di Venturi si mantengono anche in quest'albo su un livello complessivamente buono, per quanto alcune espressioni che presta a Carson ( come quelle delle vignette di p. 14, ad esempio ) oscillino un po' troppo tra il "povero vecchio" e il "vecchiaccio malvissuto". In sintesi, a mio giudizio:soggetto 7 +sceneggiatura 7--disegni 7,5. Edited by Pedro Galindez

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Grazie Pedro, mi sembra di capire si tratti di un albo imperfetto, ma anche lontano da critiche estreme che ho letto per esempio su scls. Insomma val da comprare e non solo per la collezione.

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