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Pedro Galindez

[587/588] L' Artiglio Della Tigre

Voto alla storia  

65 members have voted

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Non me ne volere ma Tex è Tex ( di " errori " ne ha sempre fatti pochissimi ) e di divertente, quando i medesimi errori sono " gravi ", io non ci trovo niente. E Nizzi, nel passato ( piu' o meno recente ) ce ne ha propinati in quantit? oltre la norma.

Non te ne voglio certo, Capelli d'Argento. Giustamente tu hai il tuo metro di giudizio e io il mio. Di solito intendo gli errori come qualcosa che, nella mente dello sceneggiatore, serviva all'economia della storia. Capisci, non è che uno legge "I promessi sposi" e comincia a dire: "Ma guarda te cosa ha combinato il Manzoni, ha fatto passare Renzo in mezzo alla rivolta del pane e come se non bastasse lo ha fatto ubriacare all'osteria della Luna Piena così ha pure spifferato nome e cognome!" oppure "Ma doveva proprio scrivere che Lucia si ferma vicino alla carrozza quando le chiedono l'informazione? Se fosse andata avanti diritta forse non la rapivano!"L'errore del personaggio fa parte del racconto. Evidentemente Tex nel prossimo numero dovr? dare il meglio di sè e dovr? avere un motivo potente, cioè Carson da liberare. E in qualche modo dovevano pur prenderlo, l'ostaggio. Suerte :capoInguerra: :indianovestito:

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Stavolta sarà più breve, ho notato che dilungarsi troppo può ingenerare equivoci o risentimenti. Credo che si faccia un po' confusione fra soggetto e sceneggiatura; a me non disturba che il soggetto preveda l'errore di Tex: Tex è umano, e l'errore ci sta tutto. Mi disturba una sceneggiatura che, gratuitamente, senza motivo, va ad enfatizzare l'errore di Tex. Esempi: immaginiamo Tex che spara e manca un bersaglio. Amen. Pu? essere un errore più o meno grave, può essere addirittura funzionale alla storia, ma in ogni caso - in sè - ci sta. Immaginiamo adesso la stessa scena con Tex che viene rappresentato mentre spara, pensando: "non mi chiamo più Tex Willer se fallisco questo colpo", oppure - dopo il fallimento: "caspita, era un tiro facile... sarà che sto invecchiando?". Immaginiamo ora un agguato teso alle spalle di Tex, il quale non si accorge di nulla e ne subisce le tragiche conseguenze; immaginiamo ora la stessa scena poche vignette dopo che il ranger abbia detto a Carson: "vecchio mio, sappi che, da adesso in poi, qualcuno ci sarà sempre alle costole". L'effetto è "leggermente" diverso, o no? Quanto al capitolo "dialoghi innaturali": se il soggetto prevede una digressione a beneficio del lettore, meglio (nell'economia della storia, e a beneficio della sua fluidità) farla narrare da un personaggio che "sa" ad uno che "non sa", piuttosto che ad uno che già conosce tutto a menadito. Sono piccole cose molto banali, in fondo, e quasi sempre si tratterebbe semplicemente di spostare, o addirittura elidere, qualcosina qua e l'. Tutto qui. E' chiedere troppo'A Paco Ordonez dico, molto serenamente: tu affermi che ho un "problema", comune a quello di "molti". Ebbene, proprio il fatto che è comune a "molti", probabilmente dimostra che il "problema" c'è, e dunque è lecito discuterne.

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Mi disturba una sceneggiatura che, gratuitamente, senza motivo, va ad enfatizzare l'errore di Tex.

Prendo a caso una delle tue critiche, quella alla pagina 46, dove Tex pronuncia le seguenti parole:


Ma lo acciuffer?, quant'? vero che mi chiamo Tex!

Questa frase non enfatizza proprio un bel niente! dal momento che è lampante che

1) Tex è comunque in grado di mettere le mani sul nanerottolo limoncino,

2) il quale sgattaiola veloce come un topo e riesce a farla franca solo perchè riesce a trovare, dietro il vicolo, l'affollato mercato di Dupont Street, straripante di gente, nel quale egli riesce a confondersi a meraviglia...

3) avendolo visto solo di spalle, Tex lo specifica a pag. 48, gli sarebbe stato comunque impossibile riconoscerlo...

4) anche escludendo il carro grande come un muro che all'improvviso gli sbarra la strada ( e non un carretto della frutta, com'? stato erroneamente definito da qualcuno ).

Insomma, ricapitolando, Tex non compie nessun errore.

Il fallimento nell'inseguimento è determinato da cause di forza maggiore, indipendenti dalla sua abilità.

La frase pronunciata a priori a pag. 46, che tui definisci infelice, non evidenzia di certo la piccionaggine.

Ti faccio un altro esempio, dalle primissime pagine iniziali dell' albo "La Congiura", dove Tex ( e Carson ) fanno una figura, volendo, ben peggiore, sempre inseguendo un nanerottolo cinese, e quindi con i due marinai al soldo di Bixler!

E' chiaro semmai che qualunque storia, compresa la "Patagonia!" che tu citi come modello di perfezione, si presta facilmente come cavia da dissezionare, se il recensore è un criticone ben intenzionato a mostrarne solo i difetti, veri o immaginari che siano.

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Se il problema c'è, e mio non ?, perlomeno in questa storia, ti ho indicato due modi di risolverlo:lasciarti andare al piacere della lettura, predisporti con animo favorevole alla storia,(e nulla ti impedir? comununque di non apprezzarla DOPO averla letta)... quindi, fare il ruolo del lettore, perchè il compito del critico è di altri(infatti i critici,"intellettuali" che amano scervellarsi su ogni pagina, raramente si godono una storia... se poi hai l'attitudine del critico, problemi tuoi e dei critici..).. L'altro modo dirisolvere il problema è quello che gia ti ho suggerito:scriviti da te le storie di Tex e proponile alla Bonelli..

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E per quanto riguarda il cinese:Tex in qualsiasi inseguimento pensa cose del tipo "Quant'? vero che mi chiamo Tex non mi sfuggir?!", indipendentemente dall'esito dell'inseguimento.. in questo caso, poi, come dice Ymalpas, non prende il cinese per causa di forza maggiore... certo,Superman lo avrebbe (forse)preso sicuramente!!Lui vola, lancia razzi dagli occhi, vede attraverso i muri... quindi,Tex è più "piccione" di Superman°No,Tex è un uomo normale, seppur superiore alla media, che quindi può anche fallire(ricordate "I sette assassini", in cui Bronco Lane la fa in barba a tutti e quattro i pardsè)..

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Immagine postata


Quella che vedete nell'immagine sopra è l'inizio della Grant Avenue ( fino al 1906 meglio conosciuta come Dupont Street ) che per la prima volta, con la sua caratteristica costruzione che indica anche l'inizio del quartiere cinese della città, figura in un albo di Tex ( a pagina 41 ), per essere ripresa anche nella copertina di Claudio Villa!

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Effettivamente io ho confuso soggetto e sceneggiatura, ma non è impossibile n° improbabile che soggettista e sceneggiatore (soprattutto se si tratta della stessa persona) facciano scelte volute, ancorch? evidentemente impopolari, sempre nell'ottica dell'economia della storia. Suppongo che Tahzay rimproveri a Tex il dire e non fare, come nel caso in cui dovrebbe acciuffare il cinese "quanto è vero che si chiama Tex Willer". Ma ad un Tex umano non si perdonano anche queste che potrebbero sembrare smargiassate? Che poi non lo sono: Tex non è un novellino, e ha tutte le probabilità di beccarlo; ma non poteva dire: "Non mi chiamo più Tex Willer se non lo acchiappo, a meno che non mi si parino davanti: un carro, una diligenza, una tribù indiana migrante, una mandria di bisonti sperduta... E sempre che nel frattempo non inciampi nel marciapiede, non mi si storca la caviglia, non mi sparino alle spalle....". :D :PSe vogliamo, trovo di miglior effetto una frase del genere che non "Aspetta che provo a beccarlo, ci vediamo più tardi" ;)

Edited by Cheyenne

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Ma io non rimprovero niente a Tex :D , e nell'occasione di pag. 46 concordo sul fatto che non fa assolutamente una brutta figura facendosi sfuggire il cinese. La mia perplessit? è molto, ma moooolto più semplice, ed è esclusivamente sulla scelta narrativa: perchè lo sceneggiatore mette in testa a Tex quell'impegnativo pensiero, se SA GIA' che l'inseguimento dovr? fallire (a prescindere dalle colpe, che Tex - sottolineo - NON ha)? Perchè gli fa sottolineare che subiranno dei pedinamenti, se sa che di l' a poco uno spione lo sorprender? uccidendogli un informatore chiave, proprio dopo un pedinamento non intercettato in tempo' E, in senso opposto, perchè non gli fa esprimere un pensiero di disagio, o almeno subodorare un qualcosa di "anomalo", allorch? SA che sta per rappresentare la scena nella quale il tirapiedi della Tigre Nera lo sta per mandare su una falsa pista? E la chiosa di pag. 111, "ci sono cascato in pieno"? Serve forse per sottolineare l'umilt? del ranger, o piuttosto - ancora una volta - la sua "umanit?"?La risposta che mi do è una sola: che si tratti o meno di errori, la "tecnica" è quella di enfatizzare sempre, non appena si può, agli occhi del lettore, i limiti o l'essere "umano" di Tex, e di minimizzarne il più possibile le (superori, converrete!) capacità di intuizione, di prevenzione dei pericoli, di conoscenza della natura umana, ecc. Ma è un procedimento pericoloso se ripetuto METODOLOGICAMENTE, perchè tra il mostrare il lato umano del protagonista, e lo svilirne o sterilizzarne l'essenza eroica passa un sottile confine, che può deludere le aspettative del lettore, che si aspetta un Tex sè umano, ma un essere umano con qualche guizzo un po'... fuori dal comune, e a cui non può bastare una pistola puntata ad un gelatinoso tirapiedi, o lo sbatacchiamento di una masnada di cinesi, per cogliere l'essenza del "suo" beniamino.

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L'essenza eroica di Tex non viene n° svilita n° ridimensionata in questa storia, e sono certo che così sarà anche nel prossimo albo!!E ripeto che frasi del genere quando insegue qualcuno,Tex le pensa sempre, anche se non sempre ci vengono presentate... comeunque stare a cavillare su un unico dannato balloon mi sembra una gran perdita di tempo!!

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devo ammettere di aver iniziato la lettura di questa storia un po' maldisposto.. non mi aspettavo nessun capolavoro, ma perlomeno una storia dignitosa, nonostante le prime critiche che già circolavano mi facessero temere per l'ennesimo passo falso di Nizzi.. ... e invece, sono rimasto favorevolmente colpito da questa storia caratterizzata da una narrazione veloce e scopiettante, capace di catturarmi fin dalla scena iniziale. La trama è di "ordinaria amministrazione", semplice, lineare, ma non per questo meno godibile, poich? presenta, disseminate qua e la, piccole perle che mi hanno ricordato il tex classico di GLB

magnifici tex e carson che tranquillamente sfondano la porta della sala da gioco davanti ad un allibito cocchiere, e altrettanto bella è la scazzottata con i cinesi a chinatown con finale pirotecnico!
. Certo, non mancano note negative
anch'io ho storto il naso di fronte ad un tex tutto pieno di sè che esclama "adesso lo prendo quant'? vero che mi chiamo tex!", per poi puntualmente perdere il cinese tra la folla, e anche l'agguato finale con conseguente cattura di carson è un po' troppo forzato, come pure la spiegazione finale di tex in cui riepiloga il piano di craig per attirarli in trappola
Comunque, se la sceneggiatura mantiene questo ritmo anche nel prossimo albo, il mio voto non può che essere positivo.. Venturi in queste pagine dimostra di avere una grande padronanza tecnica, scegliendo soluzioni e inquadrature sempre dinamiche e mai banali, ciononostante non mi ha convinto del tutto. E' un disegnatore dall'enorme potenziale, ma credo che debba ancora raggiungere un piena maturit?. ps: ma a nessuno la penultima vignetta di pagina 111 ha ricordato un famoso dipinto giapponese?? :indianovestito:

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perchè lo sceneggiatore mette in testa a Tex quell'impegnativo pensiero, se SA GIA' che l'inseguimento dovr? fallire

Ma perchè lo sceneggiatore lo sa, ma Tex no, e il lettore neppure! :D

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The Lord, ti riferisci alla penultima vignetta e al quadro "La grande onda"di Hokusai, pittore giapponese di metà e fine 800, importante, come tutta l'arte giapponese del periodo, per gli impressionisti e Van Gogh..

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The Lord, ti riferisci alla penultima vignetta e al quadro "La grande onda"di Hokusai, pittore giapponese di metà e fine 800, importante, come tutta l'arte giapponese del periodo, per gli impressionisti e Van Gogh..

proprio quella! :)

perchè lo sceneggiatore mette in testa a Tex quell'impegnativo pensiero, se SA GIA' che l'inseguimento dovr? fallire

Ma perchè lo sceneggiatore lo sa, ma Tex no, e il lettore neppure!
il fatto è che lo sceneggiatore, conscio dell'esito dell'inseguimento, molto semplicemente poteva evitare di mettere in bocca a tex quelle parole. Magari lasciando la vignetta muta, come peraltro succede a pagina 20 dove c'è una lunga sequenza muta.

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Certo Lord, ma alla fine ci sta benissimo un Tex sicuro di sè. Dopo tutto quanti fallimenti e quanti successi possiamo attribuirgli nella sua lunga carriera? Si può dire che quando la missione non ha l'esito che Tex si aspetta è perchè c'è di mezzo la storia, con la quale non ci si possono prendere troppe libertà.

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il fatto è che lo sceneggiatore, conscio dell'esito dell'inseguimento, molto semplicemente poteva evitare di mettere in bocca a tex quelle parole. Magari lasciando la vignetta muta, come peraltro succede a pagina 20 dove c'è una lunga sequenza muta.

Ok, Ok, pero' non vi sembra ( come ho già scritto ) che anche in Redazione, su a Milano, qualcosa nei dialoghi potevano ( potrebbero ) pure ritoccare anzich? dedicarsi ad allungare le... gonne alle squaw ?!! :D:angry:;)

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Finalmente ho letto anch'io questa prima parte che vede il ritorno della Tigre nera. A parte che mi piace sempre dare un giudizio piu' obiettivo dopo aver letto il finale di una storia, di sicuro non mi aspettavo un capolavoro e ne' un storia che potesse competere con le due precedenti apparizioni del famigerato principe Sumankan. Quando Nizzi ha affermato che questi due albi sarebbero stati di "ordinaria amministrazione", ho capito e sospettato subito che non ci sarebero stati dei colpi di scena(almeno per ora) o situazioni particolari. Personalmente, questa prima parte non l'ho trovata cosi' orrenda tanto da gridare allo scandalo, ne ho visto un Tex o un Carson cosi' sottotono, anzi li ho visti in buona forma. Cio' che ho notato invece, come ha gia' detto Pedro Galindez, e' una certa "accelerazione" nelle scene e nei dialoghi, per fare in modo di finire la storia nei due albi che la ospitera'. Per esempio,Nizzi non ci fa vedere quando i due pards rivedono Mike Tracy e ci risparmia le premesse dei saluti. Mi domando fino a quando si deve sorbire questa assurda decisione di pubblicare una storia sempre in due soli albi. Apprezzabili alcune scene, come quando Tex e Carson sfondano la porta della casa di Jimmy Craig e soprattutto la bella scazzottata nel quartiere cinese con i fuochi d'artificio finali. Aveva ragione Boselli quando ha affermato in questo forum, che si e' divertito a leggere questa prima parte della storia. Se poi dobbiamo andare a cercare i soliti peli nell'uovo e analizzare ogni vignetta e ogni parola come ormai si usa in ogni storia firmata da Nizzi, beh io ne posso fare volentieri a meno. Venturi conferma di essere uno dei migliori disegnatori attuali. Mi piace moltissimo il suo Tex, a meta' strada tra Villa e Ticci, ma con uno stile del tutto personale. Ha comunque, ancora margine di miglioramento.

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La storia guadagna molto a una seconda lettura. Laddove inizialmente mi ero imbattuto in episodi dubbi, questi sono stati pienamente fugati appunto dalla rilettura. Tanto che non mi riesce di ritrovare nessuna piccionaggine, neanche nella parte del finale dove, secondo alcuni, Tex e Carson finiscono per credere troppo facilmente alle parole di Craig che li indirizza bellamente verso la trappola nella baia di San Clemente. Ebbene il buon Nizzi ha giustificato, per mezzo dei dialoghi, quello che in tanti, si sentiva, avrebbero annoverato tra i passi falsi commessi dalla celebre coppia di satanassi. Alla seconda lettura, dicevo, ho scoperto una storia piacevole, movimentata, addirittura scoppiettante! Se è un'ottima storia lo dir? solo il secondo albo, per il momento il giudizio che mi sembra sia stato più felice è proprio quello di Mauro Boselli, che ne ha parlato come di una storia molto buona. E condivido anche le parole di Nizzi, che parlandone come di una sua storia ordinaria, intendeva evidentemente sottolineare solo il fatto che non potesse figurare accanto ai suoi capolavori, non certo dire che era sotto tono. In effetti l'elemento penalizzante, come ha ricordato giustamente Anthony Steffen, sono proprio le 220 tavole nelle quali sono concentrate tante di quelle azioni che sarebbero state messe sicuramente meglio in luce da qualche momento di stasi che le collegasse al meglio tra loro. A scapito dell'assenza di un vero e proprio intreccio narrativo, Tex e Carson in effetti sono indirizzati sulla pista giusta dalle soffiate prima di Tom Devlin e quindi del cinese cieco Tao-Chen, la storia si giova delle magnifiche locations: dalla pittoresca Chinatown alla Costa dei Barbari con le sue coste frastagliate, fino al villaggio dei pescatori, nella baia. Ma si avvale anche di personaggi molto riusciti, come il vile Craig che peraltro è nettamente sovrastato dall'umile figura del suo servitore Atticus, e il simpaticissimo Lim You ( ma anche l'incredulo cocchiere! ). Tex e Carson mi sono sembrati molto in forma, duri e decisi e la scena in cui il vecchio cammello mette fuoco ai petardi mi rester? lungamente impressa, così come il classico pestaggio che li vede coinvolti nel quartiere cinese. Molto toccante mi è sembrata la scena in cui, davanti al povero ma molto orgoglioso Tao-Chen, Tex offre un biglietto da 100 dollari, un'offerta che Lim You non esita infatti a definire molto generosa. E Venturi fa bene attenzione a rendere leggibile l'ammontare della cifra. Un tocco di classe da parte degli autori che si insinua nella linea tracciata da G. L. Bonelli che era quella di mostrare la grande umanit? dei suoi personaggi, ma senza amplificarla, lasciando al lettore il piacere di scoprirla tra le righe e i disegni. I disegni di Venturi mi hanno lasciato emozioni contrastanti. Il suo lavoro può essere definito notevole in alcune pagine, ma soffre di impressionanti cali di tensione in altre tavole, che presentano dei disegni quasi abbozzati. E dietro questi due albi, lo ricordo, ci sono tre anni di fatiche. In particolare toppa incredibilmente la fisionomia di Tom Devlin ( evidentemente non ha guardato al modello tramandato da Letteri ) mentre azzecca tutto sommato Mike Tracy. La sua Tigre Nera non ha niente da invidiare a quella di Villa e Civitelli, mentre Lohana non vale la splendida donna caratterizzata da Civitelli. In definitiva non riesco proprio a spiegarmi tutti i commenti negativi che sono piovuti addosso a questo primo albo, le accuse ai dialoghi ( specie quelli iniziali )... certi lettori si sono spinti addirittura a parlare di noia che li ha costretti ad abbandonare la lettura! Davanti ad un'opera finora non solo dignitosa ma addirittura interessante e coinvolgente, la denuncia di un partito preso anti-Nizziano assume contorni sempre più netti e decisi. Storie come questa le rimpiangeremo a lungo, quando anche le restanti dell'autore modenese saranno state pubblicate. Certo che Nizzi sono ormai almeno quattro anni che pensava di chiudere la sua carriera di sceneggiatore di Tex. Io non credo che abbia voluto la conclusione della trilogia e la morte dellla Tigre per non lasciarla in mano ad altri autori, come si è malignato da qualche parte. In realtà, Nizzi era consapevole che il principe malese era la sua creatura più riuscita e che lo doveva ai lettori di chiudere definitvamente il ciclo. Le due fughe della Tigre gridavano ancora vendetta... Che lo abbia fatto con una storia - minore - rispetto alle due precedenti, forse è anche spiegato dal fatto che le risorse narrative a sua disposizione per questo personaggio non erano illimitate. ma per me questa storia, se continua su questa linea, risulter? pienamente soddisfacente lo stesso, sicuramente superiore alle sue recenti storie, che pure non erano state poi così male!

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Ymalpas, il Mister Annoiato di cui parli sta a rosic?!
Sta semplicemente a rosic?!

De, un tempo, baldanzoso, diceva: ??ah, dovevate esserci ai tempi d'oro delle discussioni su Nizzi?. che animi delicati?due post e sareste scappati a gambe levate?.
Ora è stanco! è col cane in strada.

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ah, OT domani me ne ritorno alla mia Siena, dopo tre settimane passate a Roma dal Corvo. Vedrà se mi riesce di postare dall'ufficio. ma sarà dura. So Long... per mille balene, annoiato. Puah, ma come si fa a dire annoiato. è un controsenso... :lupos:

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L'ho letto. Come in ogni disciplina d'arti marziali, ad ogni attacco corrisponde una parata seguita da un contrattacco. Mi domando come un 70enne possa ancora divertire i lettori con il suo Tex e non essere ringraziato anche dal suo più acerrimo dei nemici. Tra l'altro quel RINGRAZIAMENTO starebbe d'ufficio per coerenza politica: è disonorevole.
C?? nemico e nemico, dunque!
Questo pensionato di 70 anni mi ha fatto divertire e me ne fotto della storia, mi prendo la LEZIONE. Mentre baldanzosi ciucciatori di biberon (anche di 30 barra 40 anni) castigano da Dio.
Me ne fotto anche delle incongruenze o di quella specie di autopsie cervellotiche.
Te la faccio un'autopsia: il Golden Bay e la Babylon House, due timbri indelebili. Belle scazzottate e giro turistico in barca nel finale. Azione a go go e soprattutto l'atmosfera dell'albo che ti porta dentro.
Insomma, dopo la lettura sorrido al mio gatto.
E la storia sta per mettersi bene! Si, sicuramente sforbiciata in alcuni punti. Maledizione, viva il tempo in cui a pagina 63 trovavi ?Missione a Silver Bell'.

Io non altro granch? da "commentare" perchè sono una di quelle canaglie che si occupa solo del Tex 1/200 e tracce sparse successive, ma una difesa d'ufficio del Nizzi è d'obbligo, dato che ormai anche le scorregge dell' autore modenese sono spunto per alimentare una polemica senza fine.
(da qualche parte ho visto un brindisi per la dipartita di Nizzi scrittore da Tex: una porcata) e quando anche questi pesca dal cilindro una buona storia si alza dal coro la voce del coglionazzo: "se vogliamo continuare a leggere Tex Nizzi deve farsi da parte, altrimenti l'albo non lo compra più nessuno" (un'altra porcata). Devo pensare che la scena dello stivale de Lo Squadrone Infernale o la frase ?Lo Beccher? Quant??vvero Che Mi Chiamo Tex? stroncheranno la vendita nelle edicole?
(Ripagherei con la stessa moneta, nella vita si danno e si prendono, ma non lo faccio). Non star? certo qui a mostrare l'album con il florilegio di entratacce a gamba tesa su Nizzi: è ricco, duro ed ha origini innaturali, chiedo però quale sia il motivo di tanta acredine nei confronti di un signore di 70 anni con un'ottima carriera professionale ANCORA DA TERMINARE.
[qui c'era una parolaccia ma l'ho tolta]

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"se vogliamo continuare a leggere Tex Nizzi deve farsi da parte, altrimenti l'albo non lo compra più nessuno"

Ma l'eccellentissimo critico d'arte e letteratura lo comprer?, altrimenti come farà a scoprire tutte le magagne di Nizzi?Io forse sono abituata a leggere o guardare un film, e poi giudicarlo, senza preoccuparmi e a volte senza nemmeno sapere chi sia l'autore o il regista. Non mi va di giocare all'esperta. E mi piacerebbe tanto che si facesse un esperimento: sarebbe bello che per una ventina di numeri il nome dello sceneggiatore venisse messo a caso (nel senso che magari è di Boselli o di Faraci e viene attribuita a Nizzi, e così via). Voglio vedere quanti apriranno un albo con sufficienza perchè tanto "? di Nizzi" e deve fare sicuramente schifo.

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Inuntile dire che mi trovo d'accordo con i vari Ymalpas,Ferruccio e Corvo. Tralasciando tutte le varie frasi, critiche nei confronti di Nizzi, citati da Corvo, che ormai sono diventati veramente patetici, per non parlare del brindisi , bisogna anche dire che non tutti in quella sede sono degli antinizziani per partito preso. Ci sono anche degli utenti che giudicano una storia senza pregiudizi, e comunque, a parte i soliti detrattori di Nizzi (che poi alla fine sono sempre gli stessi), i commenti su questa storia non sono tutti negativi, anzi. Quindi che significa?

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Se ti riferisci al mio commento, Anthony, è generico (e non generale) e impersonale. Non posso ovviamente dedicarlo a una o più persone in particolare perchè non sono nella testa di nessuno, e non posso stabilire se qualcuno (tra i detrattori di Nizzi) lo è per cognizione di causa e dopo aver ben esaminato l'opera, o per mero preconcetto. Poich? sono convinta che esista anche quest'ultimo tipo di persone, a loro è dedicato il mio commento.

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No Cheyenne, non mi riferivo ai commenti in questo forum.
Volevo dire che non bisogna fare di tutta l'erba un fascio, nel senso che su TWO, sono sempre gli stessi a criticare qualsiasi lavoro di Nizzi, dato che "L'artiglio della Tigre" ha ricevuto anche li' piu' pareri positivi che negativi.

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Guest Wasted Years

Noto con dispiacere che la discussione si sta polarizzando tra qui e TWO, dove i forum stessi sembrano allineati pro o contro Nizzi. Un onesto parere dovrebbe prescindere dal luogo in cui viene espresso, anche se questo naturalmente è difficile se non impossibile per chi odia mettersi contro corrente e subire cori di critiche a sua volta. Io rifuggo da queste situazioni (o ci sguazzo? :P) e, strano a dirsi :P, vorrei proporre una critica "riequilibrata". Questa storia IMHO non è il massimo della vita per mille ragioni, la principale è che la Tigre Nera ebbe un successone alla prima apparizione perchè era un personaggio misterioso e ricco di fascino, oggi ogni lettore che conosca le precedenti apparizioni sa tutto e si aspetta un medesimo copione, che ha poche varianti. I tocchi di classe ci sono, senza dubbio, e si nota che lo sceneggiatore non è l'ultimo arrivato, con tutto ciò di base la storia finisce per deludere, come deluse l'ultima di Yama pure se era tutt'altro che priva di ottimi spunti. Semplicemente era esaurito "l'appeal" di Yama . Nizzi è invecchiato e da un bel po' di numeri non regge il paragone con se stesso. Accadde anche a GLB e non c'è niente di male di strano o nessuna colpa, è normale perdere brillantezza, dipende dal lettore se apprezzare gli ultimi ruggiti di un vecchio leone che negli anni '80 e '90 diede un contributo alla serie secondo solo a quello di GLB ma paragonabile (ed era un'impresa praticamente impossibile, chapeau!), oppure pretendere che Pel' entri in campo oggi e faccia le cose che faceva negli anni '60. Difficile, o no? :PIMHO in medio stat veritas.

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