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TWF - Tex Willer Forum
Pedro Galindez

[maxi 2009] Lungo I Sentieri Del West

Voto alla storia  

45 voti

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stamani ho preso anch'io il Maxi. Ho cominciato a leggerlo dopo pranzo... beh, fino a Carson bene, poi un guazzabuglio di situazioni che mi hanno lasciato di sasso. A parte il fatto che ci manca la "polpa texiana"... almeno io non la vedo! Segura vuol fare il Pekimpah su Tex ma fa dei disastri... spoilerin 100 pagine un paio di impicaggioni, donne e bambini ammazzati come cani, Carson tolto di scena in una maniera comica (senza contare la provocante donnina che lo "accudisce" senza che lui profferisca parola), Tex piccionato due tre volte (va tanto di moda 'sto piccione con Nizzi, andiamo fino in fondo allora), etc etc etc. Secondo me, mai Tex fu tanto lontano da Bonelli padre. i disegni di Ortiz mi sembrano pagine di Ticci ricopiate, a volte male a volte benino. I cappelli sono inguardabili e pure certi primi piani di Tex. Molto belli alcuni naturalistici piani lunghi e le scene "piovose".

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Tex si ritrova in situazioni che, se fossero comparse in storie scritte da qualcun altro ( non occorre aggiungere chi, tanto si capisce ;);) ..... ), avrebbero provocato grida di indignazione che sarebbero arrivate sulla Luna.....

Come si puo' non straquotare cio' che afferma il buon Pedro?Mi trovo assolutissimamente d'accordo con lui, ed e' cio' che dico da una vita. Non ho ancora preso il Maxi, ma per essere sincero non scalpito dalla voglia di leggerlo, conoscendo l'autore e soprattutto conoscendo la mancanza assoluta di "texianita'" nelle sue storie.

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finito di leggere. se stiamo parlando di Tex non ci siamo. Se parliamo di un'altra cosa allora un ottima lettura magari piena di troppi "riferimenti", ma ben fatta. Cane di paglia, Tarantino, Verne, Nolitta, spaghetti western, berardi e la quadrilogia delle stagioni. Non Bonelli Gianluigi, o almeno poco!!"personaggi passati di sfuggita" è la peculiarit? positiva di questa storia, e qualche battuta alla Tex tanto per ricordarci che stiamo sul personaggio. Anche un Tex sul fondo dell'oceano farebbe faville... o sulla luna. Una rottura, mal che vada paga sempre. Nella seconda parte mi sembra che Ortiz migliori. Ci sono un paio di pagine che ho apprezzato molto. Per un viaggio lungo la frontiera uno come lui è stata la scelta giusta, ma io continuo a non amarlo troppo.

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Guest Wasted Years

Signori, Segura è un genio! Finalmente qualcuno che riesce nell'impresa di Nolitta di proporre un suo Tex che regge il paragone perfettamente con GLB, personale ma da applausi allo stesso tempo. Bello bello bello! Era tanto tempo che aspettavo di leggere una cosa del genere. Giusta dose di piccionate ed intuito, capacità eroiche e spirito di sacrificio, personaggi che passano ma che lasciano tutti un segno. Ortiz come al solito, comunque è un grande raccontatore, se prescindiamo dal segno che può non piacere. Vale il prezzo che costa, ed anche di più.

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Signori, Segura è un genio! Finalmente qualcuno che riesce nell'impresa di Nolitta di proporre un suo Tex che regge il paragone perfettamente con GLB, personale ma da applausi allo stesso tempo.

Perfettamente d'accordo, quindi non posso che quotare. La stessa identica impressione che ho avuto io.

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A me questo Maxi non mi ha deluso, tutt'altro! Sarà che le storie di Segura che abbiamo letto sugli altri Maxi mi sono sempre piaciute, però forse questa è quella che gli è riuscita meglio. La trama mi è sembrata molto interessante, soprattutto per tutti gli intrecci che si vengono a creare man mano che la trama si sviluppa: ci sono pochi momenti di pausa, Tex è sempre coinvolto in qualcosa che comunque lo riporta puntualmente sulle tracce dei criminali a cui d' la caccia. Il soggetto è qualcosa di classico, come la ricerca dei banditi, però il tutto viene arricchito di luoghi comuni western (come ha scritto Sergio Bonelli nella sua prefazione) che personalmente ho trovato piacevoli, insieme all'utilizzo di molti personaggi secondari che non tolgono la scena a Tex. Insomma, per me non manca niente in questa storia, (a parte ovviamente Kit Carson, purtroppo lasciato a casa) c'è proprio tutto: dai banditi, alla corsa alle terre libere, agli indiani, alle carovane, all'assalto alla diligenza, alle città fantasma, all'oro, ('degli stupidi' però, come saggiamente lo classifica Tex!) c'è perfino un tornado!Uno dei pochi punti deboli è quello dei disegni: sinceramente a me Ortiz non è mai piaciuto un granch?, non mi piace l'atmosfera cupa e buia che crea soprattutto nelle scene al chiuso e a volte i disegni mi sembrano un p? buttati l'; comunque i paesaggi mi sembrano buoni, e direi che tutto sommato la sua prova raggiunge la sufficienza. Una curiosità: secondo voi il Tex nella seconda vignetta di pagina 304 l'ha disegnato lui?? Mi pare un p? fuori dal suo stile... Insomma, questo Maxi mi è proprio piaciuto, penso che sia uno dei migliori Maxi usciti fino ad ora.

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Sono un collezionista di Tex oltre che lettore, quindi ho dovuto comprare lo stesso questo Maxi anche se potevo farne benissimo a meno, conoscendo la coppia Segura/Ortiz. Ho provato a leggere le pime trenta pagine ma ho dovuto fermarmi. Non ce l'ho fatta!Non tanto per il modo di scrivere di Segura (totalmente fuori da ogni stile texiano)ma per i disegni di Ortiz che giudico veramente tremendi. Per uno come me che nei fumetti da molta importanza alla parte grafica, e' difficile "divertirmi" con dei disegni del genere. Primi piani di Tex improponibili e la caratterizzazione grafica dei comprimari sempre uguali a quelli delle storie precedenti disegnate dall'artista spagnolo. Sembra di rileggere sempre gli stessi albi. Un po' di fantasia che diamine!Mi sa tanto che leggero' questo Maxi quando non avro' proprio niente da leggere.

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Ho provato a leggere le pime trenta pagine ma ho dovuto fermarmi.

Anch'io all'inizio ho fatto un p? di fatica e ho avuto la tentazione di piantare l' tutto, però poi andando avanti la situazione migliora leggermente (anche perchè a me non piace proprio come disegna Ortiz le scene in interni, e le prime pagine sono quasi tutte dentro degli edifici).

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Allora... lunga da dirsi:SPOILERCi sono diversi lati positivi, innanzitutto l'enorme, e sottolineo ENORME numero di comprimari: dal vecchietto iniziale allo sceriffo, Cane Custer, il tenentino, i coloni (che tra l'altro hanno un'evoluzione ntoevole), gli abitanti della città fantasma, il sakem degli utes. Davvero una varietà invidiabile. Di contro proprio i personaggi principali sono solo un po' abbozzati: i cattivi, in particolare, non si discostano NULLA da altri avversari visti in Tex (ricordavano parecchio i Bones e Pollard di congiura nel grande nord), e lo stesso Tex non ha nessun vero guizzo degno del suo nome (farsi pestare da 5 contadini NON è una cosa degna di lui). medicore tra l'altro l'espdiente con cui ci si libera di Carson: Wile Coyote era più credibile. Ad esempio l'idea del capitano confederato che gira con la sciabola e la bend poteva essere sfruttata meglio che per diventare un modo ocme un altro per avere almeno 3 tratti caratteristici con cui farsi ricordare da eventuali testimoni. L'escamotage del bandito con la foto ricordo in tasca poi l'ho trovata degna del peggior Nick Raider. L'enorme mole di personaggi da il via ad altrettante situazioni diverse, quasi tese ad omaggiare il genere wetsern (a aprtire dal titolo) riproponendo in un unico minestrone tutti gli stereotipi e i classicismi del genere: è una scelta che mi è piaciuta assai. Non mancano alcune scene dal forte impatto tragico (l'espressione dello sceriffo cui è stata massacrata la famiglia vale IMHO tutti i disegni dell'albo, così come il dialogo tra i banditi dopo l'uccisione dei due vecchi vale la lineare sceneggiatura). A livello di sceneggiatura invece mi ha convinto meno: tra didascalie oppressive (a che serve dirmi che un bandito ha ucciso un cavallo quando lo si vede nella vignetta?!) e nessun vero guizzo di originalità: semplicemente viene detto ciò che ci si aspetta, certo TEx che fa il maestrino a un minatore sostenendo che ha "un comportamento infantile" o che si lascia sfuggire un terribile "caspita!" (non metto le pagine perchè il volume sta in camera di mia mamma ora) potevo evitare di vedermelo. Difetti beh parecchi, ad aggiungersi ai già citati, spiccano dei disegni sinceramente mediocri, sia a dettagli dei personaggi che ad ambientazioni, ma anche io sono un detrattore di Ortiz. Tra l'altro confermo che i suoi personaggi sembrano fatti su modelli preeesistenti riproposti di ocntinuo (il vecchio ubriacone, il bandito barbuto, il cattivo in qualche modo menomato, il tenentino, tutti graficamente uguali a equivalenti personaggi di Ortiz visti negli anni scorsi). Non mi ha convinto molto, anche se ho trovato piacevole il variare di situazioni, che tra l'altro ha, imho, influito troppo sulla sequenza finale: i conti coi due cattivi vengono chiusi in due pagine, a dimostrare che non erano altro che un mero collante per giustificare tutte le mini avventure durante le restanti 300 pagine. Questo è molto triste.

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Mi spiace leggere questi commenti sui disegni di Ortiz, è sicuramente vero che de gustibus ecc. ... però, come si fa a giudicarli, addirittura, inguardabili!

E' un'esagerazione, via ... mi auguro che il Maestro Ortiz sia dotato di infinita comprensione ...

Mah! :(

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Mmh.. le prime parole che ho pensato appena finito di leggere questo maxi sono: una storia di ampio respiro. Che è proprio una delle caratteristiche principale della storia: una vera propria epopea, quasi un Odissea di stampo Western (non me ne voglia Ulisse, non ho letto l'opera ma i vari incontri di tex fanno venire in mente quelli dell'eroe omerico). Ovviamente subito dopo ho pensato che figata di storia! Molta carne al fuoco continuo cambio di location (era dal texone gli assassini che non vedevo cosi tanto cambio di paesaggio) e molta azione: cosa si vuole di più?Perciò un'altro maxi archiviato positivamente dalla coppia Segura-Ortiz, anche se il disegnatore spagnolo soffre di alti e bassi, i bassi soprattutto sulla figura di tex e gli alti sul rimanente, specialmente nei personaggi secondari. Come qualcuno ha già detto i personaggi secondari, IMHO grazie a Segura ma anche a Ortiz, spiccano per innovazione e rottura dei canoni. Il classico tenentino che non è borioso come vorrebbe il cliquet e il gestore del trading post che ha un inaspettato passato di ladri di cavalli, sono quelli che mi vengono in mente sul momento. Inoltre sarebbe interessante, visto che ortiz non è al massimo della sua forma, pensare a qualche disegnatore per riformare e migliorare la coppia che scoppia.. :P

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Inoltre  sarebbe interessante, visto che ortiz non è al massimo della sua forma, pensare a qualche disegnatore per riformare e migliorare la coppia che scoppia.. :P

Considerata l'età dello stesso lo scadimento dei disegni è un fatto ( quasi ) normale: scrivo "quasi" perchè noi, ad es., abbiamo un Gallieno Ferri che a 80 anni compiuti disegna ancora ( per l'età ) con grande maestria. :trapper: E, comunque, Ortiz se la cavicchia ancora....... Adesso pero' incomincio a leggere 'sta storia ! :capoInguerra: :indianovestito:Hasta lu?go, amigo !

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Anche in questo caso non ho ancora letto i vari commenti che mi hanno preceduto, quindi non so le reazioni dei vari amigos. Io l'ho letta due volte. :DLa prima mi ha fatto un effetto più che positivo. Il giorno dopo l'ho riletta perchè c'erano alcuni punti in cui mi ero perso. E l'ho trovata ancora più bella. Lo stile è il solito di Segura, che ci porta in un West particolarmente violento e crudo, dove non mancano sangue e varie uccisioni violente. :indiano: Ogni tanto penso che non sia male leggere storie di questo genere, dove ci viene mostrato il West visto con altri occhi. Carson viene tolto di mezzo quasi subito e Tex affronta mille situazioni tutto solo, oppure accompagnato da vari personaggi interessanti che incontra lungo il lungo percorso. Certo c'è qualche situazione che sicuramente non farà sobbalzare gli anti-nizziani, cosa che se avesse scritto lui, sarebbe venuto già un disastro epocale. A me però la storia è piaciuta e mi sono divertito ad attraversare i territori ostili e selvaggi insieme a Tex. ;)Discorso un p? infantile, ma è questo che ancora voglio e cerco in Tex. Bellissimi i passaggi di ambientazione, dal deserto a luoghi innevati. Un Tex in formissima, ci viene mostrato il suo lato migliore: quello di aiutare i coloni in pericolo, lasciati in pieno territorio selvaggio, ad un mese dalla prima localit? civilizzata. Tex si getta in loro aiuto, rischiando tutto: la vita, ma anche il suo onore, quando non rispetta la parola che aveva dato al capo Ute di lasciare il suo territorio. Tex viene picchiato dai coloni avidi di oro, gli stessi coloni che aveva dovuto salvare.

La scena in cui Tex sta per essere ucciso dal figlio del capo indiano, verrebbe censurata da valanghe di lettori, se l'avesse scritta qualcun'altro, ma è inutile parlarne, è il solito discorso. Fatto sta che la scena a me non ha disturbato, Tex è ferito e fatica a reggersi in piedi, ma si batte con tutte le sue ultime forze.
Per concludere la storia, mi è parsa più che buona (direi da 9), certo forse non da leggere così alla leggera, ci sono parti che possono sfuggire e uno alla fine si perde. Le situazioni d'azione sono moltissime, non mi sono mai annoiato. Stesso discorso per i disegni di Ortiz, a me continuano a piacere. Meravigliosi i paesaggi innevati!!! :DSpero ne escano ancora altre di storie di Segura!!! :trapper:

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Luca Vannini.... a proposito di emozioni, anche questa potrebbe intitolarsi "Lungo i sentieri del West". io la chiamo "Un Caff? per Carson", nell'alba di un nuovo giornoun capolavoro, direi.

E' sempre un piacere leggerti Francesco! Quest'immagine è splendida e la tua descrizione, come sempre, non gli è da meno.

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i conti coi due cattivi vengono chiusi in due pagine, a dimostrare che non erano altro che un mero collante per giustificare tutte le mini avventure durante le restanti 300 pagine. Questo è molto triste.

A me invece pare una cosa bella: c'è una storia di fondo e a quella trama si legano molti altri episodi che sono quasi tutti i luoghi comuni western, che fa sempre piacere leggere in una storia si Tex... Forse è un p? come il film 'Sentieri Selvaggi', dove il tema non è solo quello della semplice ricerca della bambina catturata dagli indiani ma è una sorta di 'pretesto' per sviluppare altri temi, il che non mi sembra tanto brutto. Se questo Maxi si fosse ridotto a Tex che segue semplicemente le tracce di un ricercato e alla fine liquida il conto con un duello allora si che ne sarei rimasto un p? deluso!

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Bella storia. Secondo me ci volevano altre 100 pagine in più per dare maggiore spazio ai dettagli delle varie scene, nel senso che il ritmo è un po' troppo accelletrato. Il lato più pregevole dell'episodio è la dimensione avventurosa, di largo respiro dell'intera vicenda. Ne è sottolineata infatti la dimensione spaziale, e davvero la sensazione che si prova è quella di percorrere assieme a Tex le distese sconfinate del West, che fanno da sfondo alle vicende degli uomini, i loro drammi, ai loro sogni, la violenza e i momenti in cui è sottolineata l'ironia. Personaggi molto interessanti e simpatici, primo fra tutti l'indiano apache di nome Custer; grande il cacciatore di lupi, con la sua saggezza di uomo che conosce la natura. La natura entra in scena potentemente, anche con le sue leggi. La grandetempesta di sabbia per esempio. Il puma che ha ucciso il cavallo di Tex e che lui risparmia perchè ha i cuccioli da sfamare. Bellissima la figura del cane alla caccia degli assassini del suo padrone. Poi ci sono tutti i motivi del western classico: l'assalto alla diligenza da parte degli indiani, la rapina alla diligenza dei banditi, il treno, il bellissimo duello da spaghetti western due contro quattro, le scorrerie dei banditi sbandati ex guerriglieri, la città fantasma con gli ultimi abitanti ormai ammattiti, le disavventure tragiche dei coloni, i cacciatori di bisonti... E in questo universo narrativo che ricorda vagamente i romanzi di Cormac Mc Carthy si muove il nostro Tex, che incrocia lungo la sua strada i destini di tanti uomini, un pistolero vagabondo, un'incarnazione di forza e di saggezza, diretto inesorabilmente verso la sua meta... Ortiz ha dato una buona prova di sè, il suo stile si è fatto più sciolto ed energico (mi ricorda quasi Renato Polese) e anche meno dettagliato (quasi caricaturale a volte), ma resta sempre un GRANDE...

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Un titolo alternativo per questo maxi sarebbe potuto essere :

"Odissea"

Mi è sembrato un racconto infinito da leggere...

Ogni venti/trenta pagine nuovi scenari, nuovi personaggi, colpi scena, alcuni alquanto ridicoli.

C'è tutta una vita in questo malloppone, tutto quanto si può trovare in un'enclicopedia del west, c'è.

Esagerato, a dire il vero, secondo me.
Mi è sembrato che Segura abbia scritto l'ossatura della storia e poi abbia aggiunto situazioni su situazioni, solo per riempire le pagine del malloppone.

Disegni: Ortiz non è tra i miei graditi in Tex, ma finch? disegna per il Maxi, pazienza...

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Luca Vannini.... a proposito di emozioni, anche questa potrebbe intitolarsi "Lungo i sentieri del West". io la chiamo "Un Caff? per Carson", nell'alba di un nuovo giornoun capolavoro, direi.

E' sempre un piacere leggerti Francesco! Quest'immagine è splendida e la tua descrizione, come sempre, non gli è da meno.
grazie mille, Ym. Almeno tu lo hai notato :indianovestito:

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Non ho ancora letto questo Maxi, e ripeto, non muoio neanche dalla voglia di farlo per i motivi precedentemente spiegatiHo dato un occhiata furtiva ai vari commenti su questa avventura e la maggior parte sono alquanto positivi. Ma lasciatemi dire che tra una bella storia e una modesta storia di Tex preferisco di gran lunga la seconda!!!

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