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TWF - Tex Willer Forum
Pedro Galindez

[maxi 2009] Lungo I Sentieri Del West

Voto alla storia  

45 voti

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Come ho già detto in precedenza, la vicenda mi è sembrata nell'insieme piuttosto gradevole e leggibile. Una volta tanto, il titolo e il riassunto inquadrano bene la trama che ( come peraltro accade in alcune fiction televisive ) prevede un tenue filo narrativo

la caccia che Tex d' ad una feroce gang di rapinatori
al quale si raccordano tantissimi episodi secondari che consentono a Segura di presentarci tutto il repertorio dei personaggi e delle situazioni del vecchio West ( assalti di banditi, attacchi indiani, ghost - towns, treni merci ecc. ecc. ), condendolo con una salsa da "spaghetti - western" o, se vogliamo rifarci alla letteratura spagnola, da romanzo picaresco.

I vantaggi di una struttura del genere sono IMHO evidenti: la sceneggiatura acquista senza troppi sforzi un vasto respiro, non si è vincolati ad un numero preciso di pagine da scrivere ( Segura avrebbe potuto senza troppo sforzo fermarsi a 250 pagine, oppure arrivare a 400 - 500 omettendo alcuni episodi, o ampliandone altri ) ed è possibile alternare i più diversi toni narrativi. Di conseguenza, la storia si segue sempre con interesse e spesso piuttosto piacevolmente. A mio parere, tuttavia, non è possibile negare la presenza di notevoli stonature che, se non compromettono totalmente la sceneggiatura, ne limitano comunque il valore. E' vero, infatti, che Kit Carson compare soltanto nelle battute iniziali della storia: tuttavia mi pare difficile negare che il vecchio ranger sia presentato in maniera accentuatamente macchiettistica, enfatizzandone all'estremo non solo i brontolii, ma anche la passione per il cibo ( spinta fino alla ghiottoneria ) e quella per le donne ( evidenziata dallo sguardo laido che rivolge all'ostessa presso cui Tex lo lascia ): se il Carson di Nizzi è stato definito dai suoi critici un Cico con la Colt, qui ci troviamo senz'altro dalle parti di Sancio Panza ( magari con una dose maggiore di volgarit? rispetto al personaggio di Cervantes ) ;):blink::rolleyes: ........
Quanto a Tex, vi sono almeno due situazioni in cui viene presentato in un modo che IMHO lascia alquanto perplessi.
Quando infatti

i membri della carovana, da lui in precedenza salvati per ben due volte pensano di aver scoperto l'oro nel ruscello presso cui si sono accampati, nonostante i suoi ammonimenti a non trattanersi in quel territorio, abitato da indiani che concederebbero loro di passare soltanto in virt? del suo prestigio di capo navajo, gli si scagliano contro senza la minima esitazione ( e meno male che Tex, dopo che li aveva cavati dai guai, era stato da loro definito un "angelo"! ). Data la loro preponderanza numerica, l'esito è abbastanza prevedibile e del resto non è che sia il primo pestaggio subito da Tex ( basti pensare a "Gli spietati" o a "Contro tutti" ); è però piuttosto sgradevole l'atmosfera farsesca, degna di una zuffa da osteria con cui Segura presenta l'episodio ( quante sedie si abbattono sulla cocuzza del nostro ranger, che oltretutto viene vanamente soccorso dalla moglie di uno dei pionieri :rolleyes: !), che finisce per ridicolizzare non solo gli aspiranti cercatori d'oro, ma pure Tex, che riuscir? successivamente a liberarsi ( e ad evitare nuove botte ) soltanto grazie al concomitante intervento degli indiani e delle donne della carovana
.

Successivamente

per evitare che gli indiani, ormai scatenati, dopo aver massacrato gli uomini, facciano a pezzi pure le donne ed i bambini della carovana, Tex affronta in singolar tenzone l'indiano dalla testa più calda. Anche qui, si tratta di un topos della saga texiana, in cui il nostro ranger deve spesso fronteggiare pure la slealt? del suo avversario; stavolta però, Tex perderebbe lo scalpo se l'indiano ( che lo ha accecato col vecchio ma efficace trucco della polvere negli occhi ) non venisse colpito alla gamba da una fucilata sparata dalla stessa attempata signora che lo aveva invano aiutato nella zuffa coi pionieri, la quale paga la sua prodezza balistica subendo una salva di frecce che la uccide; dopo aver sentito tante critiche a Nizzi per aver fatto salvare Tex da cani, starnazzamenti d'oca, reverendi e vecchie signore, è difficile non rimanere perplessi vedendo che Segura gli fa pure perdere un duello indiano. Come se non bastasse, gli indiani potrebbero comunque tagliare a pezzi i superstiti della carovana e soltanto la magnanimit? del loro capo ( che rifiuta l'offerta della sua vita fattagli da Tex in cambio di quella delle donne e dei bambini ) impedisce la mattanza: leggendo quelle pagine, mi pareva di scorrere la versione eroicomica del finale di "Patagonia"
.

Anche altrove Segura non pecca di eccessiva finezza

( come si vede nella scena in cui Tex ha la meglio su alcuni tizi che lo hanno attaccato alle spalle dopo che ha preso le difese degli indiani da cui si vuole far vendere dei muli; o nel finale, in cui, emerge spettacolarmente dalla fontana di fronte al saloon di Canon City per impallinare i due superstiti banditi che hanno preso in ostaggio due delle vedove dei pionieri da loro depredati in precedenza
ma si può comunque accettare il suo eccessivo effettismo, mettendolo in connessione con gli "spaghetti - western" ( anche se l'autore spagnolo manca IMHO di ironia ).

I disegni di Ortiz non raggiungono certo il livello de "La grande rapina", "Gli uomini che uccisero Lincoln" e "Sulla pista di Fort Apache", ma, nonostante una certa tendenza a tirar via, rimangono a mio parere di discreto livello medio, cosa tutt'altro che disprezzabile in una storia con più di 300 tavole.
In sintesi, a mio parere:
soggetto 7,5
sceneggiatura 7
disegni 7

Modificato da Pedro Galindez

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Guest Wasted Years

O_OCaro Pedro mi meraviglio assai. Cioè, correggimi se sbaglio, improvvisamente, le piccionate acquistano un valore e il Carson macchietta è una stonatura, mentre nelle storie di Nizzi si risponde alle obiezioni dicendo che anche GLB, Nolitta, Manzoni, Omero, Sciascia, Grazia Deledda e Kipling hanno compiuto lo stesso misfatto, e che "anche Michelangelo ha fatto le sue cappelle". Ma non ti periti di incolpare Segura esattamente delle stesse cose. Non riesco a trovare un sistema per conciliare quanto affermi costantemente da tanto tempo con questa recensione. Trovo che i due discorsi siano estremamente contraddittori.

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Bellino, ma troppa carne al fuoco, per me. Mi è sembrata la versione a fumetti de "Se una notte d'inverno un viaggiatore" di Calvino. :trapper: Tutti mini-capitoli a ritmo serrato. Sembra un quadernone di appunti per altre 10 storie. Bellissime le pagine ambientate nei territori sacri degli Utes

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Lieto di precisare, Wasted: il macchiettismo e le piccionate che si trovano anche in questo Texone 2009 non sono per me motivi sufficienti per stroncarlo parzialmente o completamente ( cosa che invece bastava ed avanzava a molti per demolire le sceneggiature tardo - nizziane; come si può del resto notare, ho assegnato 7 alla sceneggiatura e 7,5 al soggetto ), ma sono a mio avviso stonature tali da impedirgli di diventare un capolavoro o una storia di livello ottimo ( come, piccionate o non piccionate, macchiettismo o meno [ in ogni caso, pure quando mostra Carson che brontola o fa il galante, mi pare che Nizzi, persino nelle sue prove meno riuscite, sia sempre stato alquanto meno greve di Segura], non lo sono "Pioggia!" "Athabasca Lake", "La valle dell'odio", "Il villaggio assediato", "Soldi sporchi", "Dieci anni dopo", "Sul sentiero dei ricordi" o "L'artiglio della Tigre" , che, avendo la disgrazia di essere state scritte da Nizzi, sono finite nel museo degli orrori texiano, mentre mi paiono di livello discreto o più che discreto ). "Lungo i sentieri del West" è assai gradevole e leggibile ma, se il protagonista non fosse Tex, lo sarebbe altrettanto e forse anche di più, talch? parlare di vicenda epica mi appare un pochino esagerato........

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A me non è piaciuta granch?. Storia acefala, fin troppo ricca di didascalie, a tratti eccessivamente violenta, si salva per un soggetto atipico (tanti mini-episodi che, a tratti, si evolvono) ma sconta, per questo, un eccesso di personaggi dalla psicologia improbabile (vedi per tutti Cane Custer: ma quando mai un apache ragiona così?). Tex tra alti a bassi, come in un rollercoaster: alterna "prodezze" balistiche a fughe improvvise, sconfitte nei corpo a corpo a gesti tutto sommato sgradevoli (come prendere a calci un bambino), viene salvato da un'anziana signora ma almeno ha l'attenuante di essere debilitato e della scorrettezza dell'avversario. Un personaggio che però rimane "random", non caratterizzato in maniera uniforme (un po' Aquila e un po' piccione, insomma). Assolutamente assurde ed anti-texiane alcune scene, come il fulmine che indirettamente manda k. o. Carson, la giornata passata a fissare il cane per farselo amico (ma quando mai...?!?!), il duello due contro quattro (schierati in fila, che nemmeno il Milan di Sacchi....), le decine di lupi affamati che si accontentano del cervo lanciato in mezzo a loro rinunciando all'attacco a Tex e ai coloni.... Per me siamo attorno al 6,5 ma solo perchè i continui cambi di scena rendono il lettore sempre curioso, un po' come a Natale quando si scarta un pacchetto dietro l'altro... però il regalo preferito, alla fine, non lo si trova (il vero Tex).

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Finalmente son riuscito a leggere questo Maxi. Ebbene non ho avuto soprese. Nel senso che, non ho mai sopportato il modo di scrivere di Segura, non ho mai sopportato il fatto che Bonelli desse tanta carta bianca ad un autore straniero che dimostra sempre piu' di non conoscere Tex, di non conoscere lo stile "texiano" nei dialoghi. Perche' permettere tutto cio' ad un autore straniero quando alle volte Sergio Bonelli boccia delle idee o soggetti interessanti fuoriuscite dalle menti dei nostri autori italiani che conoscono veramente chi e' Tex?E' qualcosa di assurdo che ancora faccio fatica a comprendere. Ritornando alla storia, una CRETINATA ENORME senza precedenti!!!Un accozzaglia di situazioni e di personaggi inverosimili, una sorta di parodia del personaggio di Tex. Dialoghi elementari, situazioni piene zeppe di luoghi comuni e dei disegni che fanno veramente rabbrividire. Non ho piu' niente da commentare perche' non c'e' proprio niente su cui discutere. Alla fine della lettura ho tirato un sospiro di sollievo per il semplice fatto che questi "grandi capolavori di Segura" siano solamente ospitati nella collana dei Maxi. Se un giorno si decidesse di pubblicare una storia dell'autore spagnolo nella serie inedita, allora sarei il primo a sperare in una chiusura definitiva della serie.

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Se un giorno si decidesse di pubblicare una storia dell'autore spagnolo nella serie inedita, allora sarei il primo a sperare in una chiusura definitiva della serie.

Addirittura! :o Arriveresti al Muoia Sansone con tutti i Filistei?


E' solo una questione di gusti, a me ad esempio Ortiz piace tantissimo proprio se ha accanto il suo storico pard Segura. La vedo proprio diversamente, sia per gli sceneggiatori che per i disegni.
Ma capisco che la coppia possa non piacere, peccato però. A me sembra piuttosto un arricchimento, un contributo - qualificatissimo - alla leggenda di Tex. :cowboy:

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Addirittura! :Arriveresti al Muoia Sansone con tutti i Filistei?

Beh sopportare questo tipo di "storie" in un Maxi posso accettarlo, ma nella serie regolare NO!


E' solo una questione di gusti, a me Ortiz piace tantissimo, lui e il suo pard Segura. La vedo proprio diversamente

Infatti la mia e' una considerazione personale, non ho mica attaccato o criticato chi ha trovato ottimo questo Maxi. :)

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Qualsiasi sia il giudizio, questa storia sta facendo discutere, come non succedeva da tempo: quindi, carne al fuoco ce n'?. Secondo me è una storia con moltissimi pregi, e allo stesso tempo difetti importanti: classico ensemble che mi f? dire 'gran pezzo d'avventura!' La struttura del racconto ricorda per certi aspetti 'La Conquista Del West', film-epopea western, firmato a quattro mani ( John Ford, Henry Hathaway, George Marshall, Richard Thorpe ) nel 1962. Continui incroci, intrecci, personaggi che nascono e subito scompaiono ( ma lasciano sempre qualcosa, e questo è il grandissimo pregio della sceneggiatura di Segura), Utes, carovane di speranzosi ( vittime che diventano carnefici - la scena mi ha ricordato il vecchio che si vendica di Alex in 'Arancia Meccanica' di Kubrick), sceriffi, Apaches filosofi ( il personaggio di Cane Custer è veramente bellissimo, straordinario ), vecchie sagge: c'è tutto. E' veramente un 'epopea, emozionante, con un Tex che è veramente protagonista, veramente Tex: non c'è un attimo di respiro, il che è strepitoso, in una storia di 324 pagine, senza le battute di Carson. Come ormai avrete capito, Ortiz mi piace moltissimo: qu? è il disegnatore perfetto per la storia, con quel tratto adattissimo al West classico. Certo, come Tahzay ha notato, alcune cose son poco tex-tradizionali: il fulmine che becca Carson, il cane ( quello mi ha ricordato il simpatico 'Stracci' de 'L'Oro Di Klaatu' ! ), i lupi: tuttavia, è anche giusto, e del resto inevitabile, che un autore dia un suo tocco di novità a un personaggio che suo non ?. I limiti sono, secondo me, altri, e due in particolare. Il primo è nell'uso veramente eccessivo delle didascalie: lo dico io che, a proposito di questo, ho additato a Boselli l'abolizione, quando la didascalia serve a dare le certezze spazio-temporali, fondamentali in un personaggio come Tex. Tuttavia, in questa storia sono troppe, frammentano la narrazione in modo eccessivo, spiegano il già detto. La seconda pecca è nel finale troppo coinciso, quasi affrettato: se è vero che la caccia ai banditi è solo la scusa che muove la vicenda, un artificio, è anche vero che la degna conclusione dell'avventura avrebbe meritato più di tre paginette e titoli di coda: vi è sproporzione, disarmonia tra la durata e l'ampliezza del corpo centrale della storia, e il suo finale, corto e sbrigativo, anche se non privo di ritmo. Che dire? F? discutere, e farà discutere: per me, una storia che f? parlare di sè è già bellissima!

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Un veloce commento per dire le mie impressioni su questo che mi sembra un lungo e interminabile polpettone western con poche attinenze con quello che è il mondo di Tex. Concordo pressoch? su tutto con l'analisi di Pedro Galindez. Non mi ha dato fastidio che Tex si sia ripetutamente salvato grazie all'intervento di una vecchietta, così come non mi aveva infastidito l'episodio molto simile a questo presente nell'albo Moctezuma. Dico solo che la lettura mi ha annoiato per tre quarti dell'albo, ho trovato invece quasi piacevole l'ultima parte. Come al solito la violenza è qualcosa di onnipresente nelle storie di Segura: l'ho criticata nell'ultimo maxi di Nizzi, l'ho criticata nell'ultimo texone di Boselli, la critico anche in quest'occasione e dico che ne ho la tasche piene. Si sta leggermente esagerando. Disegni di Ortiz talvolta grotteschi. Pu? piacere il suo stile oppure no, ma davanti alla quarta vignetta di pagina 321, sono dieci i colpi sparati dal bandito! Anche se è colpito a morte, continua a sparare all'impazzata contro il suolo... Una scena che dovrebbe mostrare un serpente velenoso che se ne va all'altro mondo sputando ancora veleno, l'avrei vista in modo diverso, senza mandare all'aria il realismo.

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Io non sono d'accordo con chi critica questo Maxi Tex .. Ripeto mi piacciono i disegni e mi e' piaciuta la storia in generale .. Invece non mi piacciono piu' i Tex che appena apri il fumetto e dopo 2 pagine gia' sai come va' a finire tutta la storia. E' giusto provare altre strade e alla fine conta sempre che vince il bene e vince Tex

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Continui incroci, intrecci, personaggi che nascono e subito scompaiono ( ma lasciano sempre qualcosa, e questo è il grandissimo pregio della sceneggiatura di Segura), Utes, carovane di speranzosi ( vittime che diventano carnefici - la scena mi ha ricordato il vecchio che si vendica di Alex in 'Arancia Meccanica' di Kubrick), sceriffi, Apaches filosofi ( il personaggio di Cane Custer è veramente bellissimo, straordinario ), vecchie sagge: c'è tutto.

Sul fatto che i personaggi lasciano sempre qualcosa, mi trovi d'accordo, ma questo a prezzo di "macchiettizzarne" eccessivamente alcuni; prendiamo il brevissimo assalto dei bambini indiani: la pioniera subito si premura di riferire a Tex che il figlio è muto, dunque si scusa in anticipo se non gli parler?. Ma dico, siamo in salotto a fare conversazione? No, sotto un carro a difendersi da un nugolo di frecce....!!!Forse era meglio qualche "stacchetto" in meno e qualche approfondimento psicologico in più, così c'è un vero profluvio di personaggi appena abbozzati. Prendiamo Cane Custer: di lui si intuisce che è un apache un po' atipico, che veste come un bianco, parla molto e beve whisky, ed è abile a cercare tracce. Poteva essere un valido compagno di avventura di Tex limitatamente a questo, un po' brontolone e un po' "carsoneggiante"; ma poi: - abbandona gli abiti da bianco e segue Tex in tenuta ... da "pellerossa";- filosofeggia in libertà sulla limitatezza della razza indiana rispetto al progresso dei bianchi (e fin qui...);- assume il nome dello sterminatore degli indiani per eccellenza: e qui siamo al macchiettismo puro, un conto è avere una visione disincantata del ruolo degli indiani, un altro è assumere il nome di un comandante bianco che li odiava: e quindi: è un personaggio disincantato, scaltro, o addirittura ha rinnegato profondamente la sua razza? (... immaginarsi un israeliano che si fa chiamare Hitler, per esempio!) E se sè, per quali motivi? Cosa ci sarà nel suo passato?- soprattutto, è trascinato da Tex in un duello: ma di lui non si sa - n° si intuisce - che sia un pistolero, n° era stato ingaggiato e pagato per duellare; di fatto, Tex lo espone (e lui si espone) a un pericolo del tutto inopinato;- alla fine decide di farsi chiamare da Tex col suo vecchio nome indiano: ha già cambiato idea? Ha forse capito che il mondo dei bianchi non è tutto rose e fiori, ma è - anzi - odio e piombo caldo?Insomma, il personaggio che a molti è piaciuto proprio per la sua bonaria atipicit?, io personalmente l'ho trovato assolutamente improbabile e molto poco sviluppato; se avesse seguito Tex fino alla fine dell'avventura, e se ne fosse saputo di più di lui, poteva avere un senso, ma così..... :huh:

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A me questa storia è piaciuta così così. I fatti secondo me negativi sono:1: Carson che scompare troppo presto.2: più o meno negativo, è che gli avvenimenti non c'entrano niente con la storia. Tex deve acchiappare quei banditi e non sfidare tutto il west. Cose positive:1: avvenimenti che non c'entrano con la storia però belli, spettacolari. In breve: storia spettacolare che mi lascia perplesso. Il titolo è azzeccato al massimo. Copertina bella ma anche questa non c'entra niente perchè la scena rappresentata nella copertina dura mezza pagina.... disegni: 5 storia: 7

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Guest Wasted Years

Pur di difendere Nizzi si salta addosso a Segura in maniera chiaramente pretestuosa. Ecco il mio commento alla recensione. Non è assolutamente tanto semplice la faccenda dell'impiccagione e dell'invito a cena, ed inoltre un passo estrapolato dal contesto non dimostra nulla a prescindere. Ricordo un simpatico proverbio: mai sposare una tesi, tutt'al più convivervi.

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Io invece mi sento molto vicino ad alcuni passagi della recensione di "Baci e spari", specialmente quando si pongono la domanda:"sono questi i nuovi soggettisti che prenderanno il posto di Nizzi nella serie regolare?"
E io aggiungo:sono queste tipo di storie scritte cosi' che i lettori texiani vorrebbero ogni mese leggere su Tex?

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sono queste tipo di storie scritte cosi' che i lettori texiani vorrebbero ogni mese leggere su Tex?

Esatto. Secondo me hai centrato il problema. Secondo me non è tanto la domanda "sono questi gli autori... " perchè Segura ha scritto ottime storie di Tex, qunado la domanda che ho quotato. E' un tipo di storia che secondo me stravolge un p? i canoni di Tex. Ribadendo il concetto del mio precedente post, aggiungo che questo Maxi è un'escalation di mini-episodi che si aprono e chiudono troppo frettolosamente. La mia risposta alla domanda di Anthony Steffen ?: NO, assolutamente no! :capoInguerra:

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Anche per me il titolo definitivo, anche se forse meno d'impatto che "Oro rosso sangue", rende maggior giustizia a questo che, in definitiva, non è che un lungo affresco con Tex cavaliere solitario in una macchia variegata di personaggi e luoghi degni ora di un classico, ora di uno spaghetti western. Come sempre ho letto senza farmi condizionare - per quanto possibile - dai miei gusti, per i quali Ortiz non è ai primi posti della classifica disegnatori. Di Segura ricordo di aver letto "Il cacciatore di fossili", "L'oro del Sud" e "I due volti della vendetta", e nessuno di essi mi ha lasciato ricordi molto incisivi se non l'idea di violenza che sembra trasudare da questo autore. Che del resto può rendere fortemente realistica una storia, ma se proprio deve essere usata lo deve essere con parsimonia (per questo, senza arrivare a dichiarazioni drastiche, sono d'accordo con Anthony Steffen nell'augurarmi che l'autore spagnolo presti la sua collaborazione solo di tanto in tanto e non nella serie mensile). I disegni di Ortiz a volte confesso che mi infastidiscono proprio per quell'insistente tratto sporco, ma tutto sommato in una storia come questa credo che siano stati ben scelti. Riguardo all'uso "macchiettistico" di Carson, dir? che non mi ha mai infastidito, e anzi gli scambi continui di battute con Tex (e con gli altri pards, quando avevamo l'onore di vederli comparire <_< ) hanno sempre dato sapore alle avventure. Ma questo mi sta bene quando il Carson-macchietta partecipa all'azione e rivela, quando è necessario, il Carson di sempre. Portarselo dietro all'inizio sapendo che lo si abbandoner? dopo poche pagine con un qualsiasi espediente lo trovo come minimo una vergogna, e neanche le battute sul fulmine o le occhiate salaci o fameliche di cui si è parlato giustificano un simile sperpero. Questo, a mio parere, è il peggio che si possa dire su questa storia. Un altro appunto da fare, a mio parere, è che Tex (cavaliere solitario come ho detto prima, che dunque ci si aspetterebbe avesse un risalto e quasi giganteggiasse in ogni scena) a volte sembra confondersi con il resto della scena, e spesso sembra capitare in un luogo o in una situazione più per caso che guidato dal suo fiuto di cacciatore di piste. Su Falco Rosso/Cane Custer (a proposito, bel complimento per Custer avere il suo nome accoppiato alla parola "cane"!) è già stato detto. Se questo personaggio fosse apparso sulla serie regolare avremmo potuto augurarci un suo riutilizzo, ma così è stato come un bell'abbozzo mai finito. La scena della "conoscenza" con il cane mi ha un tantino ricordato "Balla coi lupi". Chiudo con una scena che mi è parsa divertente e degna di un comico

quando Tex cerca di sorprendere Roy Frazier muovendosi acrobaticamente sotto il treno... per poi scoprire che l'avversario sta facendo esattamente la stessa mossa!
La fine degli ultimi due banditi sa di poco (di tutt'altro sapore fu, ad esempio, "Morte nella neve" con la caccia al Mucchio Selvaggio), ma del resto Tex arriva alla conclusione del suo percorso, e di quello del lettore, come si arriva stanchi alla fine di un viaggio che in pochi giorni ha portato a vedere e vivere un gran numero di avventure; peccato, perchè avremmo potuto avere un'ultima emozione che invece ci è mancata. Un 7 comunque ci può stare. Non è un capolavoro ma in generale va oltre la sufficienza.

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Guest Colonnello_Jim_Brandon

Ci sono opere, davanti alle quali il fiato si mozza e si resta immobili, in pavida adorazione. E questo maxi è sicuramente una di quelle opere.
Sebbene il titolo fosse fin da principio "evocativo" di quella che è poi risultata essere una Omerica odissea western, devo ammettere che mai mi sarei aspettato di trovarmi al cospetto di un'opera del genere.
Segura, con la sua sceneggiatura a tinte fosche, quasi NOIR, ci regala un'avventura che MAI noi lettori avevamo vissuto in 60 anni di editoria texiana. E' difficile definire quella di segura come una "normale" scenggiatura, infatti egli ci regala, a mio avviso, un affresco complesso e a tratti psicotico di quello che era la vita di frontiera al tramonto del diciannovesimo secolo.
Quella che ci regala Segura, come sicuramente altri utenti prima di me hanno sottolineato, non è una storia "normale", anzi a volerla dire tutta, probabilmente non è neppure una storia di Tex. Il ranger in camicia gialla infatti, sebbene occupi tutte le 324 pagine di questo maxi, altro non è che un "pretesto narrativo", un deus ex machina che permette al lettore di avere un collegamento logico tra i vari spaccati della vita di frontiera.
Infatti, a mio dire, se andiamo ad anlizzare la storia al di l' della "caccia all'uomo" ( che è il tema portante del volume ), potremmo individuare i punti chiave che, in centinaia di storie texiane, hanno dato lo "spunto narrativo" ai vari autori che negli anni si sono susseguiti sulle sceneggiature texiane; questa storia a mio parere, prima di essere "una delle tante storie di tex", vuole essere un TRIBUTO A TEX E AI SUOI AUTORI, gli esempi li troviamo quasi in ogni pagina, proviamo a cercarne qualcuno assieme.
a) Le carovane di emigranti raggirate da poco di buono ( alzi la mano chi, al suono di queste frasi non pensa immediatamente alla bellissima Terra promessa )
B) L'uragano e le forze della natura ( tema trattato da Boselli proprio questa estate )
c) La rapina alla diligenza di Prescott ( forse sarà influenzato dal disegnatore, ma a mio parere la sequenza è un vero e proprio tributo al texone di Nizzi La grande rapina )
d) Il puma, anch'esso potrebbe essere una citazione al fantastico Texone di Nizzi Il soldato comanche

E questi sono, forse, gli esempi più palesi. Nella storia possiamo ritrovare tantissimi personaggi che vogliono essere una "citazione" ad altri personaggi della saga texiana.

Ed è per queste motivazioni che reputo questa storia un'opera geniale ed inimitabile. Segura è riuscito a regalare un tributo al MONDO DI TEX senza mai scadere nella pantomima o nella "scopiazzatura", è riuscito a regalarci emozioni genuine capaci di far scattare in noi una "scintilla" di ricordo.

Quella di Segura è una storia a sè stante, una sorta di "riassunto" della vita di frontiera, un "bigino" del West marcato SBE, NON una storia di Tex. La cosa che mi ha colpito particolarmente è stato, lo ammetto, il clima "cupo" e "ombroso" con cui segura ha tracciato questa storia, infatti egli ci regala, diversamente dagli autori "storici" di Tex, un west dove onore e speranza sono solo dei vaghi ricordi, degli agnelli sacrificali immolati a qualcosa di "superiore", ossia il becero e meschino tornaconto personale.

Una storia unica, degna di un MAXI e, quindi, giustamente AVULSA dalla normale continuity texiana, una storia che regala non tanto dei "personaggi", quanto delle istantanee di vita vissuta, ma non per questo incapaci di regalarci emozioni e passioni indimenticabili!

Molto appropriati, visto il cupo clima della storia, i disegni di Josè Ortiz autore che ( purtroppo ) spesso viene considerato "non all'altezza di tanti suoi colleghi".

Un solo voto può essere dato ad una storia del genere :

10 E LODE.

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SSPSPOSPOISPOILSPOILESPOILERFinalmente ho finito anch'io di leggermi questo "balenottero" e devo dire che nella storia dei Tex fuori serie raramente mi è capitato di incontrare storie così belle. Andando con ordine,Segura parte inserendo Carson e finisce con Tex in solitaria:scelta azzeccattissima;la storia continua con continui colpi di scena(scusate il gioco di parole) e, in termini calcistici, ribaltamenti di fronte con un Tex che è sempre e comunque protagonista della scena. Stupendo poi nelle ultime pagine quando sembra che la storia si avvii alla conclusione e poi invece c'è il colpo di scena finale e la morte di Warren e Gallup, veri antagonisti della vicenda. I disegni di Ortiz poi sono azzeccatissimi per questa storia e sono sempre gradevoli alla vista. In conclusione:Segura:9Ortiz:9-Copertina:7

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Finalmente sono riuscito a portare a termine la lettura di questo Maxi.
Che dire è In effetti molti di Voi ( ad es. Pedro Galindez, Anthony Steffen ed altri ) hanno già espresso alcune considerazioni che non posso che far mie. Sono un po' deluso di come Segura ha sceneggiato questa storia fatta di tanti mini episodi ( alcuni proprio mini, alcuni anche scoppiettanti ) ma con un Tex che, tra botte in testa ( dei due cowboys che trattavano con gli indiani per i cavalli, dei coloni sul finire dell' albo ), piccionaggini varie ( quando non accetta " l' invito " di Gowland volgendogli le spalle oppure quando, anzich? uno scontro a fuoco alla vecchia maniera, decide di affrontare i due banditi che poi diventano quattro, oppure ancora quando, dapprima, si fa gabbare dall' indiano col vecchio trucco della sabbia gettata negli occhi e poi perde pure il duello ), salvataggi improbabili ( la vecchietta che prima libera Tex dalle ruote del carro e poi interviene provvidenzialmente nel salvarlo dal duello con l' indiano ) non fa proprio una bella figura. Non parliamo poi del vecchio cammello che, in questa occasione, è del tutto simile a quello tratteggiato ( in negativo ) dal Nizzi di questi ultimi tempi. I dialoghi, poi, in certe occasioni sono proprio lontani dai canoni texiani. Certo l'azione non manca, Tex è comunque sempre reattivo pero', proprio non riesco a capire come mai sembra non si possa piu' fare a meno di far subire al nostro Ranger le solite botte in testa condite da una spruzzata di piccionaggine con l'aggiunta di qualche miracoloso salvataggio. Ingredienti che mi stanno sempre piu' sullo stomaco. E non si sta parlando del buon Nizzi.....
Nel complesso una storia piu' che sufficiente ma che sarebbe potuta essere anche buona se solo la figura di Tex e Carson......... :capoInguerra:
Segura, insomma, mi era piaciuto di piu' in altre occasioni o, forse, sono io che sono stato troppo critico. Mah....?
Disegni piu' che sufficienti tenuto conto delle parecchie primavere del buon Ortiz.

P. S. 1
Lo so che ?, anche il mio, un refrain pero' non posso fare a meno di chiedermi che se l'avesse scritta l' autore che ben conosciamo chissà quanti avrebbero imprecato ( e lo dice il sottoscritto che, quell' autore, spesso, lo ha duramente criticato ). :lupos:
P. S.2
Prometto che, personalmente, cerchero' di sforzarmi a non fare piu' paragoni con Nizzi. :bandito::trapper:

Hasta lu?go, amigos! ;)

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