Anthony Steffen

Integralismo E Avanguardismo Dei Lettori Di Tex

Messaggi consigliati/raccomandati

Discussione creata spostando i messaggi fino a quello segnalato dal topic delle domande a Mauro Boselli, per tenere libera quella discussione per le domande.

CLICK!



credevo di essere andato recentemente in una direzione più"tradizionalista", invece tu, come altri, apprezzi o hai apprezzato storie del passato che ritenevo un filo più bizzarre e personali. Mah! E' un vero rompicapo!

E' normale avere rompicapi del genere. Tra i lettori di Tex ci sono tanti palati,C'e' chi apprezza di piu' le innovazioni, c'e' chi predilige invece una linea piu' tradizionalista, c'e' chi e' cresciuto con le storie di Nizzi, c'e' chi piace il Tex incerto e atipico di Nolitta, c'e' chi considera il vero Tex solo quello scritto da G. L. Bonelli. Ognuno ha la visione del proprio Tex preferito. Mi rendo perfettamente conto che per un autore(soprattutto uno sceneggiatore di Tex)barcamenarsi tra tanti gusti diversi, cercando di accontentare tutti, e' un compito tutt'altro che facile. L'importante, secondo me, e che tra autore e lettore si instauri prima di tutto un certo rispetto reciproco, anche se vi sono punti di vista differenti. Il lettore deve ringraziare l'autore perche' in un certo senso lavora per lui, e viceversa, l'autore deve ringraziare il lettore perche' senza quest'ultimo non avrebbe senso scrivere. Ma e' ancora piu' importante esprimere le proprie opinioni su un determinato autore o su una storia, senza pregiudizi alcuni e soprattutto non per partito preso. I forum sono una bella occasione per avere un contatto diretto con i vari autori. Quest'ultimi possono "vivere" in diretta l'umore dei lettori, scambiare le proprie idee con essi. Se un utente critica una storia o se fa certe considerazioni, secondo me, e' costruttivo per l'autore stesso, perche' puo' saggiare tante campane diverse. Se tutti gli utenti esprimessero dei giudizi positivi su una storia, solo per far contento quell'autore che legge quei commenti o per "sudditanza psicologica", non credo sarebbe qualcosa di positivo.


Nello specifico, per quanto riguarda le storie di Boselli ho sempre apprezzato piu' di tutte "Sulla pista di Fort Apache", perche' e' quella storia by Boselli dove si respira piu' un aria texiana.

E per riallaciarmi con quanto detto sopra, che conclusione trarre da questo?

Che l'utente Anthony Steffen predilige tutte quelle storie ben fatte ma con uno stampo classico e riconducibile al fumetto di Tex. Che l'utente Anthony Steffen e' cresciuto leggendo in "diretta" le storie di Tex proposte dal miglior Nizzi dei primi anni '90 e scoprendo solo in "differita" i capolavori di G. L. Bonelli degli ann' 60 e '70. Che l'utente Anthony Steffen gradisce le innovazioni soltanto ogni tanto, e con la giusta dose. Che l'utente Anthony Steffen e' un gran appassionato di Tex e certe sue considerazioni sono dettate dai propri gusti e dalla propria "cultura texiana".

Modificato da Wasted Years

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Allora posso dire che io sono cresciuto con GL Bonelli e un pizzico di Nolitta, che mi divertivano e continuano a divertirmi le spacconate di Tex quando distrugge un locale dopo aver asserito di non voler dare nell'occhio, salvo attirare l'attenzione del globo terracqueo su di sè, che paga una birra 5 dollari in un paese dove lo sceriffo ne prende 20 di stipendio, che usa espressioni come "ferro da tiro" e "Limoncino", che fa una strage e va a bersi un whisky in compagnia. Un personaggio capace di ripulire un vespaio a suon di botte, di pistolettate e con un bel fuocherello liberatorio. E col sorriso sulle labbra. I suoi pard sono del suo stesso stampo, niente incertezze, si va e basta e si improvvisa un marasma. Azione pura, un grande ranger che non è un ranger che è un ranger che non è un ranger e se lo è e come lo è vattelapesca, capace di raccontare barzellette appena staccato dal palo della tortura. Anarchico e propenso alle vie di fatto, chiama gli indiani "musi rossi" e nello stesso tempo ne sposa una e si incavola se non danno da bere al suo pard "muso rosso". Visto che gli indiani non devono bere, E lui va con Tiger al Saloon. E se lo chiamano "muso rosso" pianta un macello inaudito. :lol:. Io l'ho conosciuto così. Niente investigazioni e niente fatti storici se non come pretesti. La storia è Tex e Tex fa la storia, in un universo deformato suo personale. E che dire dei cattivi? Dei cialtroni capaci di vendere la mamma per pochi dollari, traditori e vigliacchi, che imparano il timore di DIO a suon di sberle, salvo essere liberati "non valendo il prezzo di una pallottola". Dialoghi micidiali, un eroe incredibile e SUPERTIZZONE D'inferno ed un West davvero italiano, dove si mangiano patate fritte e si beve un autentico caff?. Io adoro le storie con quei personaggi e in quell'universo, non certo un universo dove si parla di "Nazione Navajo" dove Tex viene sopraffatto dalla storia (tra due bandiere, fuga da Anderville, Patagonia), dove tutti stanno l' a dire quanto è bravo, quanto è forte, quanto è saggio, quanto è alto, quanto è dritto. E quanto è babbo di un ragazzetto brufoloso, che vuole andare in Argentina per girare il mondo, e vede la croce del Sud per la prima volta dopo essere finito sul un atollo della Melanesia secoli prima ma alla stessa età. Ma durante una tempesta, in cui il cielo era coperto. Forse per tutto il tempo anche al ritorno. Le ho dette mille volte queste cose, sono cresciuto con un Tex che adoravo, mi piacerebbe che il personaggio fosse lo stesso almeno come carattere, invece è un altro Tex. Molto diverso.

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Se si potessero vedere le differenze non come fattori di divisione, ma come valori aggiunti alla serie... Quando ero su TWO avevo lasciato anni fa un post dove criticavo alacremente la componente sentimentale de "I sette assassini", perchè Nizzi non è mai troppo sentimentale, anzi non lo è mai. Fuori dai canoni il sentimento, dunque, a quei tempi, o la vedevi in un modo o la vedevi nell'altro, una via di mezzo era difficile da prendere in considerazione. Però lo stesso sentimentalismo c'è anche ne "Il passato di Carson" dove ci sono intere pagine di intensi sguardi e parole non dette tra Carson e Lena Parker. E Gianluigi Bonelli fu bravo ne "I due rivali" a tessere un intreccio amoroso tra Kit Willer e la piccola Manuela, con un Kit che smise un 'attimo i panni del figlio di Tex, per diventare un comune adolescente, che solo alla fine della storia, complici soprattutto le parole del padre, sembra ravvedersi sulla ragazza, razionalizzando finalmente il futuro che lo avrebbe atteso lontano dalla riserva, ma continuando a soffrire interiormente come un cane. Il bello è che prima che bazzicassi i forum, quelle scene, quelle storie, le avevo profondamente amate. E di recente, rileggendo "Sulla pista di Fort Apache" ho ritrovato una Miss Starret che prima vedevo col fumo negli occhi e mi sono detto che quel personaggio, se non ci fosse stato, sarebbe mancato alla storia e ho maledetto il fatto che a disegnare quella simpatica e coraggiosa ragazzina dell'est catapultata nella frontiera, in un ovest grondante di sangue e di drammi, fosse stato Ortiz e non Marcello. Spero che ritorni nella storia di Y, e che le dia la caratterizzazione che merita, con la giusta dose di sentimento che solo Mauro Boselli sa dare alle sue storie. Storie di Tex.

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Allora posso dire che io sono cresciuto con GL Bonelli e un pizzico di Nolitta, che mi divertivano e continuano a divertirmi le spacconate di Tex quando ...

E chi se no? Certo che Tex l'ho inventato io. Il motivo del successo è La mia identificazione col personaggio: le avventure di Tex le vivo io. E se non le "sento" resto fermo davanti alla macchina da scrivere anche due o tre giorni senza battere una riga. Quando l'idea arriva mi calo nel personaggio mi metto a scrivere furiosamente. Da dove mi vengono le idee è Non lo so, non l'ho mai saputo, ma da qualche parte arrivano, misteriosamente, inaspettatamente. E so anche che cosa vogliono i miei lettori: il trionfo del bene, la carogna presa a cazzotti. La gente odia il militare arrogante...


E' un frammento di un'intervista rilasciata da Bonelli nel 1982. Anche io ho amato queste storie che tanto piacquero ogni mese a 700000 persone negli anni settanta, ma Bonelli è morto e ormai l'ultima pagina sceneggiata l'ha scritta vent'anni fa. Tanto vale, se la si pensa così in maniera così "integralista", cioè che niente di buono sia venuto dopo se non con un Tex che è un falso Tex, smettere di andare in edicola ogni mese.

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Sicuramente c'è da discutere, ma dal momento che di - tradizionalismo - e - integralismo - il buon Borden è stato il primo a parlare, mi piacerebbe conocere anche che cosa ha da rispondere lui. Non siamo off-topic insomma, ma la nuova discussione si può comunque creare, per non intasare questa.

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Allora rispondo: integralismo in che senso? Nel senso che mi piacerebbe che Alan Ford non diventasse mai ricco, continuasse ad essere povero anche con i tempi che cambiano, senza viaggiare per mezzo mondo, perdere tutto il gruppo TNT far diventare il personaggio principale una certa Minuette apparsa nel quinto centinaio? Oppure che Tex non cambiasse carattere, seguitasse a raddrizzare torti invece di portare a spasso il suo mito in un universo quasi "post texiano" è Questo non è integralismo, è amare un personaggio per come ?, non per come lo "sente" qualcuno che per altri versi sarà pure un genio. Perchè Pippo dovrebbe diventare sveglio, paperino lavoratore, gastone sfortunato e Paperone prodigo? Per i tempi che cambiano o perchè chi li sceneggia li sente in quel modo? Ad un certo punto mi vien voglia di dire che sarebbe più opportuno che chi li sceneggia se li legga da sè. Cosè legge degli albi che stanno nelle sue corde, o no?Bonelli è morto, certo, e prima di morire era troppo anziano per scrivere. Ma non è arrivato nessuno, dopo, che pur non rifacendosi pedissequamente al suo Tex riuscisse a far emergere un personaggio di tal fatta. Forse solo Segura mi ha dato l'impressione di concepire un Tex altrettanto epico e fuori dalle righe. E Nolitta per alcuni versi, paradossalmente.

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... però qualche volta anche Paperino si è preso la rivincita sul fortunato cugino Gastone. E Paperone si è scoperto essere inaspettatamente generoso... Personaggi sempre uguali alla fine sono noiosi...

La parola chiave è "qualche volta". Inoltre bisogna vedere se si è cambiato perchè si sentiva la necessit?, oppure si è cambiato perchè non si riusciva ad andare avanti come prima. Nel primo caso è fisiologico e più che legittimo, nel secondo caso non è una scelta se non obbligata. Potrebbe anche essere che Tex andasse benissimo com'era e che, faccio l'esempio di Nolitta, il nuovo sceneggiatore subentrato scrivesse le storie di un bellissimo Zagor senza costume ed in camicia gialla. Pur avendo scritto alcune belle storie, obiettivamente ha stravolto tutti i personaggi. Modernit? e varietà o "così lo so scrivere"? Risposta facile da dare.


Sposto tutti i messaggi a partire dal primo di Anthony steffen in una discussione ad Hoc, lasciando un chiaro Link nella thread di borden. Siamo clamorosamente off topic e non stiamo lasciando spazio alle domande vere.

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Io, personalmente ho sempre sostenuto, e continuerà a sostenere che la lenta trasformazione di Tex sia dovuta fondamentalmente ad un fatto GENERAZIONALE. Per come la vedo io, il Tex dei PRIMORDI non era più adatto alle SEMPRE MAGGIORI esigenze di pubblico, il quale diventava sempre più "petenzioso" e "affamato" di novità. Vedere il ranger svelare nuovi lati della sua personalit?, farsi carico di missioni per lui COMPLETAMENTE NUOVE, il mettere in mostra UNA GRINTA diversa, l'affrontare in maniera NUOVA nuovi e vecchi nemici, l'affrontare pericoli e situazioni "sempre più al limite"... Insomma era quello che, a mio dire VOLEVANO I LETTORI, ed è quello che gli è stato dato. Logicamente, come sempre accade nelle "evoluzioni", è normale che molte cose vengano "scombussolate", ed ecco che, assieme ai tanto apprezzati miglioramenti, il "taglio personale", la "nuova interpretazione" dell'autore entrante cominciano a scontentare quei lettori che, a mio parere, non sanno neppure loro COSA VOGLIONO da Tex. Per come la vedo io, l'evoluzione e l'innovazione Texiana ( innovazione alla Nizzi, alla Noltta, alla Bosell etc... ) SONO SEMPRE BENEACCETTE, poich? esse danno mostra di una continua crescita del personaggio stesso, sono una PROVA TANGIBILE che Tex e i suoi autori CONTINUANO A LOTTARE per stare al PASSO COI TEMPI!!Logico, ogni tanto capita qualche "scivolone narrativo", ma cose si suol dire "non tutte le ciambelle escono col buco"!!!!

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Lasciando momntaneamente in un angolo Claudio Nizzi e concentrandoci su Boselli, stavo per postare un sondaggio dove si potesse votare una delle due impostazioni che lo stesso autore si riconosce, ovvero storie "fuori dagli schemi" e storie "più tradizionali". Mi sono trovato subito davanti a una difficolt? di classificazione, perchè se da un lato è chiaro che "I lupi rossi" è una storia "fuori" e "Il diadema indiano" o "Intrigo nel Klondike" sono più semplici, cioè più in linea con la tradizione, come metterla invece davanti a storie come "Colorado Belle" oppure "Spedizione in Messico" o "Vendetta per Montales" ?Lo stesso Gianluigi Bonelli ha scritto storie tradizionali e storie piuttosto fantasiose e se provo a immaginare una sua possibile risposta davanti a una domanda di un lettore qualunque che gli rimprovera, chessè, magari uno scarso realismo... meglio che mi autocensuro. Mi sembra che, riassumendo tutto il tuo discorso, tu veda nel Tex di Boselli una lontana parentela con quello di GL Bonelli, anzi estremizzando il discorso, come quello di Nolitta, dici che è una creazione originale dell'autore, con una attinenza solo figurativa con l'eroe che hai amato trent'anni fa. Per figurativa intendo capello, camicia gialla e stivali. Questo è un discorso sicuramente da integralista. Premettendo che nemmeno Mauro Bosellli oggi affermerebbe di voler scrivere un Tex in linea perfetta e squadrata col passato, cioè come farebbe un Torricelli nei confronti dei disegni di Galep, dire che dagli anni ottanta abbiamo avuto storie di un altro personaggio è sinceramente troppo. Ci sono cose che rimprovero a Boselli, ma nelle sue linee portanti, il personaggio è quello. Più giustiziere che leguleio. Non so se tu abbia mai visto il film "Caccia selvaggia" con Lee Marvin nei panni della vecchia giubba rossa e nel ruolo di cacciatore e Charles Bronson in quello di trapper che ha ucciso per legittima difesa ma è costretto alla fuga... nelle scene finali il grande Lee che ha ormai agguantato il fuggitivo tra le nevi di un passo che lo separa dall'Alaska, cioè dalla libertà ( territorio statunitense ), decide inspiegabilmente di lasciarlo andare e alla giovane guibba rossa che lo ha accompagnato e che appena sbarcato nelle fredde e gelide montagne occidentali del Canada lo guarda con piglio interrogativo, dice: "quell'uomo non ha fatto nientealtro che non avrei fatto io al suo posto". Un ragionamento da Tex bonelliano. Se anche il Tex di Boselli fa lo stesso, tra i due personaggi dei due scrittori, non c'è nessuna differenza, l'anima è quella. Se invece fa come ha fatto, ?&?#c%%4, Nizzi nel numero 514, allora non ci siamo proprio. Poi è chiaro che non è p? il Tex che spacca il mobilio di un saloon ogni volta che gli capita, molto di questo folklore è andato perduto, ma non irrimediasbilmente e basterebbe poco per riportarle alla luce, ma non come ha fatto Nizzi nella sua ultima storia, che presenta episodi in linea con la tradizione, ma non ha un'anima.

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Posso dire che non mi piacciono le etichette? Integralista non vuole dire proprio niente, discutiamo delle singole cose evitando questi trabocchetti lessicali. Io ho un parere che tu cerchi, anche inconsciamente, di etichettare per circoscriverlo e dargli una connotazione assiologica, ancora inconsciamente negativa, ma io non mi ci riconosco. Pertanto potremmo anche evitare di etichettarci, per correttezza di discorso e di confronto. Avendo letto Boselli su Zagor sono abbastanza convinto di quello che dico: le storie di Zagor di Boselli sono storie di Boselli su Zagor. Quelle di Burattini che ho sono storie di Zagor scritte da Burattini. Non è una differenza da poco. Nolitta scriveva storie di Nolitta su Tex. Sono storie di Zagor. Poco si è preoccupato di far trattare Tiger come un cane in "El Muerto" e di farne un vendicatore (ma quando mai) assassino a sangue freddo in quella e nella storia di Appanoosa. Voleva far prendere Carson a cazzottoni, nemmeno ricordando che già all'epoca il vecchio cammello non faceva da tramite col mondo dei militari da un secolo. Secondo me, per dirla in sardo, Tex non era "arte sua". Con tutto ciò, essendo un grande scrittore di fumetti, ne ha scritto delle belle, con l'avvertenza che non è QUEL TEX. Modernit?? NO! Nolitta che vedeva i personaggi a modo suo? SI. Si può avanzare pochi dubbi su questo. Nizzi si è messo al servizio di Tex, anche se non era certo GLB e si notava da lontano un miglio, ed ha scritto un personaggio che non sentiva come suo con grande impegno. Ed è riuscito a salvarlo, piazzando degli ottimi colpi e diverse storie degne di Tex. Boselli secondo me è come Nolitta, ma meno spontaneo e molto più costruito e ricercato. Scriviamo Tex oppure vogliamo fare sfoggio di cultura, conoscenza, dizione, bel canto, regia, mimica scenica e recitazione (cit)? Non c'entrano nulla, non ci azzeccano proprio. Tex nacque e crebbe come un'altra cosa. MAGICA: rifate la magia e poi apprezzer? i cambiamenti se ci vanno.

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Quello che io penso è molto semplice:anche il Tex di Nizzi,Nolitta e Boselli è Tex. E' ovvio che ci saranno delle differenze con quello di Bonelli, e non può che essere così:appunto,? ovvio!Detto questo si può ragionare su quale autore si sia maggiormante avvicinato al Tex di Bonelli(secondo me Nizzi, non certo Segura), ma sempre tenendo a mente che in toto il Tex di Bonelli non si potr? più avere-semplicemente perchè Bonelli, l'inimitabile Bonelli,? morto... Ora:l'anima di Tex è quella originale?... secondo me sè. Wasted parlava di vespai distrutti col sorriso: "Terra senza legge"? per me l'apoteosi del Tex "distruttore simpatico". E non è facile definirsi "integralisti" o "avanguardisti";anzi, il punto non è questo:perchè io tra i vari "eredi" giudico Nizzi il più grande, il mio preferito;ma ciò non toglie che molte storie del Tex "avanguardistico" di Boselli mi piacciono tantissimo(anzi, le considero tra le più belle della serie)... Il punto è che di ogni autore c'è qualcosa che piace e qualcosa che non piace:ad esempio, l'unica cosa che davvero rimprovero a Boselli e che del suo odo di scrivere Tex non accetto,? l'uso smodato di personaggi ruba-scena:quindi storie come "Tornado" o "A sud del rio grande" le odio... qusto vuol dire che io sono un integralista?... non credo proprio. E non bisogna dimenticare alcune cose:ad esempio, il Tex che soccombe di fronte alla Storia(a parte il fatto che adoro quel tipo di storie), non è un'invenzione di Nolitta,Nizzi, o Boselli, ma un ulteriore maturazione della serie e del personaggio che Bonelli realizz? con quel capolavoro che è "Apache Kid". Questo tipo di storie hanno quindi a che fare col "vero Tex".

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Quello che io penso è molto semplice:anche il Tex di Nizzi,Nolitta e Boselli è Tex. E' ovvio che ci saranno delle differenze con quello di Bonelli, e non può che essere così:appunto,? ovvio!

Ho riletto queste due frasi una ventina di volte, e rigirate tra le dita suonano: anche se viene stravolto Tex è Tex. Quindi se io scrivo una storia in cui Tex si nasconde dietro le sottane di sua nonna miracolosamente ancora viva Tex è Tex? Non credo proprio. Ho letto anche il resto del tuo post senza trovare molto che possa condividere. Qualcosa sè però. Osserva questa frase:

E non bisogna dimenticare alcune cose:ad esempio, il Tex che soccombe di fronte alla Storia(a parte il fatto che adoro quel tipo di storie), non è un'invenzione di Nolitta,Nizzi, o Boselli, ma un ulteriore maturazione della serie e del personaggio che Bonelli realizz? con quel capolavoro che è "Apache Kid". Questo tipo di storie hanno quindi a che fare col "vero Tex".

A parte che "fra due bandiere" viene molto prima rispetto a "Apache Kid", quindi l'affermazione è semplicemente sbagliata, chi dice che la serie sia "maturata"? In molti sostengono che quelle due storie siano molto mal riuscite proprio per questo incontro di Tex con la storia (IMHO fra due bandiere ha un sacco di altri limiti, ma sarebbe off topic), visto che con Apache Kid Tex non cava un ragno da un buco. Nonostante, aggiungo, che fosse il vero Tex e non una pallida controfigura. Inoltre "tra due bandiere" è anche incongruente rispetto ai primi Tex, e molto sopravvalutata, IMHO. Oppure questa:

Ora:l'anima di Tex è quella originale?... secondo me sè. Wasted parlava di vespai distrutti col sorriso: "Terra senza legge"? per me l'apoteosi del Tex "distruttore simpatico".

Devo dire che il Texone di Giolitti piace molto anche a me, fa parte di quelle storie molto ironiche di Nizzi come "la leggenda dell'antica missione", però è sono eccezioni e non la regola, anche se l'ironia di Nizzi è molto gradevole, specie all'inizio. Nizzi ha preso l'ironia ma ha sminuito fortemente le capacità di Tex, facendolo continuamente imbeccare e facendolo cascare nelle trame di mezze calze, salvo ripescarlo con madama fortuna o col solito spione. Certo non ha colto l'anima vincente del Tex, che penso facesse parte del Tex originale, "Ripulire vespai col sorriso", non "salvarsi le penne a forza di botte di fortuna e risolvere i casi a forza di soffiate forzose". Boselli è un caso a parte. Secondo me molte storie sono eccessive, effettistiche e piene di paroloni, per cui gli intellettualoidi che si sentono superiori ai poveri GNURANTI, salvo che "l'ignoranza sarebbe meglio della loro idea di conoscenza" (cit!) si sentono realizzati, possono guardare i fan di GLB e Nizzi come il popolo bue e loro come gli eletti. Per carit?, Boselli ha scritto anche buone e ottime storie, ma quelle sono meno apprezzate, perchè sono più semplici, immediate, "texiane". Secondo me Boselli dal 500 in poi ha intensificato ulteriormente questa caratteristica, allontanandosi ancora dall'autentico Tex originario, che sta, ed ecco la cosa che condivido, sempre più defilato. Eccovi servita l'avanguardia.

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Quello che io penso è molto semplice:anche il Tex di Nizzi,Nolitta e Boselli è Tex. E' ovvio che ci saranno delle differenze con quello di Bonelli, e non può che essere così:appunto,? ovvio!

Ho riletto queste due frasi una ventina di volte, e rigirate tra le dita suonano: anche se viene stravolto Tex è Tex. Quindi se io scrivo una storia in cui Tex si nasconde dietro le sottane di sua nonna miracolosamente ancora viva Tex è Tex? Non credo proprio.
Allora... questa tua interpretazione delle mie frasi è a dir poco esagerata!... infatti aggiungo che le storie di Segura(specialmente l'ultima) con Tex non c'entano nulla!... quelle di Boselli,Nizzi,Nolitta sè... Poi:il tuo giudizio su "tra due bandiere" per me è incomprensibile, dato che la giudico uno dei più grandi Capolavori di Bonelli(comunque de gustibus...). E ribadisco che è "Apache Kid" la storia che apre questo cilclo del "Tex perdente nei confronti della storia";perchè in "tra due bandiere" Tex non perde, si trova "solo"di fronte alla tragica realtà della guerra;in "Apache Kid" Tex invece perde, perchè la sua missione, che consiste nel dover salvare Apache Kid, fallisce;tutto quello che Tex fa in questa storia è destinato al fallimento(l'inevitabile morte di Apache Kid). Su Boselli sono d'accordo in parte, perchè non accetto il suo modo di scrivere Tex solo in parte.

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La mia intepretazione sarà anche esagerata, ma tu non hai fornito nessuna pezza d'appoggio a quello che hai detto. Lo hai affermato punto e basta. Esistono un sacco e una sporta di "exempla in contrarium" e liquidare tutto con una affermazione "secondo me è lo stesso Tex" mi sembra molto ma molto discutibile. Secondo me non lo ?. Basti vedere quante volte si fa pigliare di spalle in Nolitta, quante volte si fa gabbare da personaggi minori in Nizzi e quale cupezza di vocabolario e quale paternalismo fastidioso assuma in Boselli. Se per te è lo stesso con variazioni rispetto la tua idea, ma secondo me allarghi il campo anche alle suddette sottane della nonna, Poi arbitrariamente levi Segura, che a rigor di termini ci starebbe a pennello. Tra due bandiere non piace a me. Questo cambia qualcosa?Su apache Kid potresti anche avere ragione, ho interpretato male la tua frase. Una storia atipica, quella, come quella in cui Tex finisce in prigione. Interessante ed anche bella, ma mi pare un caso isolato, che sarebbe stato meglio non proseguire. Infatti GLB non prosegu?, al contrario di altri autori. Sull'ultima frase, un poco sibillina, non so che rispondere se non ti spieghi meglio.

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Dunque, l'argomento su cui stiamo discutando non'? dei più spensierati, quindi a parer mio posso solo dire che in questi ultimi anni Tex ha subito diverse sperimentazioni da parte di diversi autori che hanno cercato di rispettare i canoni già fissati e che sono andati anche oltre, e questo secondo me non'?un atteggiamento da criticare perchè qui non siamo più negli anni 70, il bello di un fumetto è che deve in qualche modo adattarsi all'epoca e ai gusti dei lettori ( che rispetto a trent'anni fa sono cambiati ), quindi tex non'e più quello degli albori non solo perchè a scriverlo non'? più il suo pap?, ma anche perchè nel ruolo di sceneggiatori si sono cimentati autori con idee diverse che in qualche modo hanno contribuito all'evoluzione del personaggio, ed è grazie a loro se Tex vive ancora e continuerà a vivere, Boselli, Nolitta e Nizzi hanno ereditato un difficile patrimonio, giustamente non tutte le loro storie sono capolavori, c'è anche qualche pecora nera, ma oggi come oggi rinnovarsi è fondamentale perchè il lettore è un cliente molto difficile da soddisfare!

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Allora rispondo: integralismo in che senso? Nel senso che mi piacerebbe che Alan Ford non diventasse mai ricco, continuasse ad essere povero anche con i tempi che cambiano, senza viaggiare per mezzo mondo, perdere tutto il gruppo TNT far diventare il personaggio principale una certa Minuette apparsa nel quinto centinaio? Oppure che Tex non cambiasse carattere, seguitasse a raddrizzare torti invece di portare a spasso il suo mito in un universo quasi "post texiano" è Questo non è integralismo, è amare un personaggio per come ?, non per come lo "sente" qualcuno che per altri versi sarà pure un genio. Perchè Pippo dovrebbe diventare sveglio, paperino lavoratore, gastone sfortunato e Paperone prodigo? Per i tempi che cambiano o perchè chi li sceneggia li sente in quel modo? Ad un certo punto mi vien voglia di dire che sarebbe più opportuno che chi li sceneggia se li legga da sè. Cosè legge degli albi che stanno nelle sue corde, o no?Bonelli è morto, certo, e prima di morire era troppo anziano per scrivere. Ma non è arrivato nessuno, dopo, che pur non rifacendosi pedissequamente al suo Tex riuscisse a far emergere un personaggio di tal fatta. Forse solo Segura mi ha dato l'impressione di concepire un Tex altrettanto epico e fuori dalle righe. E Nolitta per alcuni versi, paradossalmente.

Non esagerare per amor di polemica, Wasted! Tradimenti simili IO non ne ho mai commessi. Borden

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Ma Texi si è "evoluto" per adattarsi al mercato (ed infatti le ristampe vanno via come il pane mentre l'inedito vende e di molto meno) o per "adattarsi" a chi lo scrive? Questo punto non è chiaro. Nolitta ha analizzato talmente il mercato che ha intaccato un sacco di punti fermi nel mondo texiano, pur dimostrandosi molto conservatore come editore. Come mai? Perchè lo ha fatto sin dalle primissime storie? Perchè non teneva conto del mercato e basta, ci stava mettendo tanto del suo. A costo di scrivere cose come "caccia all'uomo" storia che di Texiano non ha nulla, anche se molto bella di per se stessa. Se il dato è che le ristampe vendono come il pane, significa che quelle storie avevano qualcosa di speciale, e dubito che le comprino vecchi incartapecoriti, sapeste le orde di ragazzini che dovevo schivare per ritirare i primi 100 numeri di "repubblica". Siamo sinceri, intellettualmente onesti: Tex si è evoluto o si è solo "nolitizzato", "Nizzizzato", "Bosellizzato"? Secondo me è quest'ultima la più convincente delle tesi.

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Io, personalmente ho sempre sostenuto, e continuerà a sostenere che la lenta trasformazione di Tex sia dovuta fondamentalmente ad un fatto GENERAZIONALE. Per come la vedo io, il Tex dei PRIMORDI non era più adatto alle SEMPRE MAGGIORI esigenze di pubblico, il quale diventava sempre più "petenzioso" e "affamato" di novità. Vedere il ranger svelare nuovi lati della sua personalit?, farsi carico di missioni per lui COMPLETAMENTE NUOVE, il mettere in mostra UNA GRINTA diversa, l'affrontare in maniera NUOVA nuovi e vecchi nemici, l'affrontare pericoli e situazioni "sempre più al limite"... Insomma era quello che, a mio dire VOLEVANO I LETTORI, ed è quello che gli è stato dato. Logicamente, come sempre accade nelle "evoluzioni", è normale che molte cose vengano "scombussolate", ed ecco che, assieme ai tanto apprezzati miglioramenti, il "taglio personale", la "nuova interpretazione" dell'autore entrante cominciano a scontentare quei lettori che, a mio parere, non sanno neppure loro COSA VOGLIONO da Tex. Per come la vedo io, l'evoluzione e l'innovazione Texiana ( innovazione alla Nizzi, alla Noltta, alla Bosell etc... ) SONO SEMPRE BENEACCETTE, poich? esse danno mostra di una continua crescita del personaggio stesso, sono una PROVA TANGIBILE che Tex e i suoi autori CONTINUANO A  LOTTARE per stare al PASSO COI TEMPI!!Logico, ogni tanto capita qualche "scivolone narrativo", ma cose si suol dire "non tutte le ciambelle escono col buco"!!!!

Bravo! Ci sono DIVERSI Tex, non uno solo, anche nell'evoluzione narrativa di GL Bonelli. e pure in quella di Nizzi! I personaggi devono essere VIVI, non fossilizzati! E secondo quali criteri, po' Il Tex dei primi 80 numeri? Quello "classico" di GL del secondo centinaio? O l'ultimo, un po' cristallizzato, di GL' Quello un po' antieroico di Nolitta? Il prino di Nizzi, simpatico, effervescente? O l'ULTIMO di Nizzi? Non se ne esce!Borden :lupos: :lupos:

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Lasciando momntaneamente in un angolo Claudio Nizzi e concentrandoci su Boselli, stavo per postare un sondaggio dove si potesse votare una delle due impostazioni che lo stesso autore si riconosce, ovvero storie "fuori dagli schemi" e storie "più tradizionali". Mi sono trovato subito davanti a una difficolt? di classificazione, perchè se da un lato è chiaro che "I lupi rossi" è una storia "fuori" e "Il diadema indiano" o "Intrigo nel Klondike" sono più semplici, cioè più in linea con la tradizione, come metterla invece davanti a storie come "Colorado Belle" oppure "Spedizione in Messico" o "Vendetta per Montales" ?Lo stesso Gianluigi Bonelli ha scritto storie tradizionali e storie piuttosto fantasiose e se provo a immaginare una sua possibile risposta davanti a una domanda di un lettore qualunque che gli rimprovera, chessè, magari uno scarso realismo... meglio che mi autocensuro. Mi sembra che, riassumendo tutto il tuo discorso, tu veda nel Tex di Boselli una lontana parentela con quello di GL Bonelli, anzi estremizzando il discorso, come quello di Nolitta, dici che è una creazione originale dell'autore, con una attinenza solo figurativa con l'eroe che hai amato trent'anni fa. Per figurativa intendo capello, camicia gialla e stivali. Questo è un discorso sicuramente da integralista. Premettendo che nemmeno Mauro Bosellli oggi affermerebbe di voler scrivere un Tex in linea perfetta e squadrata col passato, cioè come farebbe un Torricelli nei confronti dei disegni di Galep, dire che dagli anni ottanta abbiamo avuto storie di un altro personaggio è sinceramente troppo. Ci sono cose che rimprovero a Boselli, ma nelle sue linee portanti, il personaggio è quello. Più giustiziere che leguleio. Non so se tu abbia mai visto il film "Caccia selvaggia" con Lee Marvin nei panni della vecchia giubba rossa e nel ruolo di cacciatore e Charles Bronson in quello di trapper che ha ucciso per legittima difesa ma è costretto alla fuga... nelle scene finali il grande Lee che ha ormai agguantato il fuggitivo tra le nevi di un passo che lo separa dall'Alaska, cioè dalla libertà ( territorio statunitense ), decide inspiegabilmente di lasciarlo andare e alla giovane guibba rossa che lo ha accompagnato e che appena sbarcato nelle fredde e gelide montagne occidentali del Canada lo guarda con piglio interrogativo, dice: "quell'uomo non ha fatto nientealtro che non avrei fatto io al suo posto". Un ragionamento da Tex bonelliano. Se anche il Tex di Boselli fa lo stesso, tra i due personaggi dei due scrittori, non c'è nessuna differenza, l'anima è quella. Se invece fa come ha fatto, ?&?#c%%4, Nizzi nel numero 514, allora non ci siamo proprio. Poi è chiaro che non è p? il Tex che spacca il mobilio di un saloon ogni volta che gli capita, molto di questo folklore è andato perduto, ma non irrimediasbilmente e basterebbe poco per riportarle alla luce, ma non come ha fatto Nizzi nella sua ultima storia, che presenta episodi in linea con la tradizione, ma non ha un'anima.

Quoto in toto! Aggiungo che la terza parte dei Lupi Rossi è tradizionale, non lo sono le prime due! Borden

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Non esagerare per amor di polemica, Wasted! Tradimenti simili IO non ne ho mai commessi. Borden

In cosa consiste esattamente l'esagerazione e dove si trova l'amor di polemica? Sto dicendo la mia con calma e pacatezza: Esempio facile: Kit Willer è tutt'altra persona rispetto all'originario, "che farebbe papozzo?", se ci fosse pap? che direbbe? "voglio vedere il mondo, papy". Non ci metteremo mai d'accordo su questo, lo so bene, ma la discussione è fatta per dire la propria.

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Non esagerare per amor di polemica, Wasted! Tradimenti simili IO non ne ho mai commessi. Borden

In cosa consiste esattamente l'esagerazione e dove si trova l'amor di polemica? Sto dicendo la mia con calma e pacatezza: Esempio facile: Kit Willer è tutt'altra persona rispetto all'originario, "che farebbe papozzo?", se ci fosse pap? che direbbe? "voglio vedere il mondo, papy". Non ci metteremo mai d'accordo su questo, lo so bene, ma la discussione è fatta per dire la propria.
Intendo dire che il mio Tex non si nasconde dietro le sottane di nessuna nonna, per esempio! E che il mio Paperino continuerebbe a essere sfortunato! Temo che tu confonda la forma (il mio modo di scrivere) con il contenuto!Borden

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Difficile intervenire in questa discussione, perchè ci sarebbero da fare discorsi ampissimi. Gianluigi Bonelli è morto, e su questo non ci piove. Prima di morire era diventato anziano, scriveva ancora, ma ad un certo punto non poteva certamente reggere i ritmi richiesti perchè i lettori potessero trovare l'albo in edicola regolarmente. Ecco che in quel periodo in aiuto sono arrivati prima Nolitta, poi Nizzi e via via che passano gli anni tutti gli altri (anche se Boselli era già a fianco di GLB ben prima che arrivasse Nizzi). Tex per nostra fortuna non è stato sepolto con Bonelli padre che sicuramente, quando si è accorto di non poter più scrivere storie, avrà gioito vedendo che per il suo personaggio non era ancora stata scolpita la croce a Boot Hill. Di certo con Caccia All'Uomo (la prima di Nolitta, anche se qualche soggetto era già uscito dalla sua penna e destinato a storie del padre) si è chiusa un'epoca. Su questo credo che siamo tutti d'accordo. Gli autori che hanno iniziato a scrivere nuove storie, pur mantenendo quegli aspetti caratteristici di Tex (e non soltanto camicia gialla, stivali e cappello), hanno però utilizzato inevitabilmente uno stile diverso. Dobbiamo anche considerare la data di nascita di ogni scrittore, che sicuramente ha influenzato il metodo di scrittura, oltre alle letture preferite e vari media del periodo in cui ognuno ha scritto. Pensiamo soltanto al cinema western e non, quanto ha influenzato GBL nella sua scrittura?Le storie di Tex sono state sicuramente adattate all'epoca in cui uscivano, inevitabilmente e non possiamo farci niente. Gli scrittori di Tex sono cambiati, ora di "padri" ne abbiamo diversi, l'importante è mantenere quella sorta di tradizionalismo che caratterizzavano le storie di GBL. Non dimentichiamoci però che anche pap? Bonelli dal '48 in poi, man mano che il "mito" Tex cominciava a prendere forma, anche lui ha cambiato molte cose nel personaggio e si è permesso diverse licenze che se uscissero fuori oggi, penso che molti nei forum si strapperebbero i capelli. E' passato da storie puro stile Western, con Tex contro banditi dalla pistola facile, o classici pezzi grossi delle ferrovie, inserendo incontri impossibili. Quali incontri? L'alieno vi dice qualcosa? oppure i Russi, o ancora una città d'oro in cui il tempo si è fermato all'epoca del medioevo, Uomini primitivi e animali preistorici, Mefisto che da prestigiatore è in grado di parlare con l'aldil' e di parlare con il ranger in videoconferenze. Dagli scontri con indiani ribelli alle rapine in banca o assalti alle diligenze, Tex poteva incontrare tranquillamente un Buffalo Bill o inseguire Butch Cassidy fino in Argentina, cambiare le sorti della Guerra di Secessione. Essere sconfitto da un pistolero qualunque in un regolare duello. Insomma per me anche Bonelli padre man mano che gli anni passavano si è permesso numerose licenze, venendo meno alla cosidetta tradizione. Ogni autore ha apportato qualcosa di nuovo, ha visto Tex da un'ottica diversa, ed è anche questo che a me piace vedere e scoprire ogni volta che ricomincio la rilettura della serie in ordine. Bonelli padre ha fatto innamorare il giovane Kit nella storia I Due Rivali, non vedo perchè anche Nizzi non poteva farlo ne L'Uomo Senza Passato, Boselli in I Sette Assassini. Se la tradizione fosse stata mantenuta in modo rigido, non avremmo avuto storie mitiche ed indimenticabili come Furia Rossa, Il Passato di Carson, Il Solitario del West e mille altre, ricordandoci ancora una volta che GLB si era già permesso diverse licenze. :trapper:

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Intendo dire che il mio Tex non si nasconde dietro le sottane di nessuna nonna, per esempio! E che il mio Paperino continuerebbe a essere sfortunato! Temo che tu confonda la forma (il mio modo di scrivere) con il contenuto!Borden

Non voglio polemizzare e purtroppo questa discussione affonda le radici in qualcosa di irrazionale, l'amore per una serie ed i suoi personaggi. Non riesco a prenderla in maniera rilassata. Aggiungo solo che ammesso che il carattere di Kit Willer faccia parte della forma e non del contenuto degli albi, la forma ha la sua importanza. Un Tex in versi, per quanto mi intrigherebbe come simpatico tentativo, non credo mi soddisferebbe. Sono un dannato tradizionalista ;). Aspetto altri pareri, altrimenti faccio troppo rumore, è meglio fare il giusto per animare senza diventare un toro meccanico.

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